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... ed il mercato azionario cinese.

Domani ci sarà la riunione dell’OPEC+ nella quale verrà di nuovo discussa la possibilità di prolungare oltre luglio i tagli alla produzione.
Il mercato si aspetta una graduale riduzione dei tagli e quantifica questo con un passaggio da 9,6 milioni di barili a 7,7 milioni di barili.
C’è però il rischio che il mercato prenda male questa riduzione.
In questo momento alcuni segnali di allarme sono evidenti nel mercato dei Futures nel quale si sta già evidenziando un aumento del contango.
Il contango sulle scadenze a tre mesi e a sei mesi inizia ad allargarsi evidenziando, quindi, una situazione di stress.
In più bisogna analizzare quello che è accaduto nell’ultimo mese nel mercato azionario cinese.
Ci sono stati i flussi di acquisto molto importanti, questi acquisti sono stati causati da investitori privati, da un uso molto elevato della leva finanziaria e da una fiducia sulla capacità dell’economia cinese di tornare alla normalità molto velocemente.
I dati sui PMI cinesi usciti al fine giugno hanno confermato questo scenario e hanno alimentato questa bolla azionaria.
Questa bolla non piace alle autorità cinesi che hanno cercato di sgonfiarla ricorrendo a vendite forzate delle posizioni azionarie dei fondi statali.
Questa bolla ha portato ad un valore del mercato complessivo di 10 trilioni di USD che corrisponde allo stesso valore toccato nella bolla zio del mercato azionario di cinque anni fa.
In questo momento ci sono alcuni fattori che potrebbero portare alla vendita di asset e che vanno monitorati bene.
In primo luogo, le autorità hanno deciso di far sgonfiare questa bolla facendo vendere azioni a fondi a partecipazioni statali.
In secondo luogo, gli investitori esteri hanno iniziato ad uscire dal mercato Cinese. Nella seduta di ieri questa categoria di investitori ha venduto 11.8 miliardi di YUAN (1.7 miliardi di USD) di posizioni.
In terzo luogo, nel mese in corso scadranno una serie di lock-up. 597 miliardi di YUAN saranno “available for sale” a partire da questo mese. Azionisti a cui sono state assegnate azioni negli anni e mesi passati in virtu’ di diverse ragioni (stock options o altre forme di remunerazione degli azionisti) potranno vendere le proprie posizioni. Questo portera’ pressione sul mercato.
Teniamo d’occhio questi aspetti in questi giorni oltre naturalmente ai famosi dati sugli utili delle banche che sono in attesa a breve.
Per ora è tutto buon trading da Marco Bernasconi


N.B.: Le analisi e le operazioni da me pubblicate sono personali e non costituiscono una sollecitazione all'investimento o al risparmio pubblico o alla diffusione di qualunque strumento o servizio di intermediazione, né consigli personalizzati ai sensi del TUF , si tratta in realtà di mie opinioni e operazioni personali.