Nell'ultimo aggiornamento di lunedì avevo lasciato il quadro con una finestra di osservazione aperta. Il minimo di lunedì sera in area 63.800 come possibile chiusura del ciclo settimanale, e il recupero dei 64.500/64.800 come segnale di conferma. Nessuna delle due cose è andata come previsto, ma il modo in cui non è andata merita di essere raccontato con precisione, perché è più interessante di quanto sembri.
📉 COSA È SUCCESSO DA LUNEDÌ
Il recupero delle resistenze non è arrivato. Al contrario, martedì sera il prezzo ha ceduto anche i 63.800, costruendo un nuovo minimo in area 63.200/63.250, esattamente a ridosso del 25% di ritracciamento del movimento partito dal minimo del 3 agosto. Quel minimo sposta ancora una volta il riferimento del conteggio: il ciclo settimanale risulterebbe così durato 8 giorni, un allungamento che rientra sia nella tolleranza d'errore sia nella durata dei precedenti settimanali e sottocicli, tutti sviluppati tra i 6 e gli 8 giorni. Nulla di anomalo sul piano del tempo, quindi.
La condizione che avevo posto era che quel minimo rimanesse inviolato fino a oggi, giovedì. E qui il primo dato tecnico da registrare. Il test di ieri pomeriggio si è fermato a ridosso di quel livello senza violarlo. Il minimo, per ora, ha retto. Ma una cosa è un minimo che regge, un'altra è un minimo confermato da una reazione. E la reazione continua a mancare, Bitcoin ha archiviato due chiusure giornaliere consecutive attorno ai 63.500, entrambe sotto quei 63.800 che a inizio settimana indicavo come livello da riconquistare.
⏳ LA VOLATILITÀ È SPARITA
Il tema di oggi, però, non è più il livello. È la compressione. Le escursioni delle ultime 48 ore si sono ridotte al punto da rendere impossibile individuare un minimo attendibile da cui misurare le metriche che seguo. Potrei forzare un conteggio e scegliere un punto del grafico come riferimento, ma sarebbe l'esatto contrario del metodo, perché con movimenti così ridotti, qualunque livello individuato oggi rischierebbe di essere annullato da un'escursione di poche ore.
I volumi raccontano la stessa storia. Al netto dei brevi strappi intraday, gli scambi restano sottilissimi, e in queste condizioni nemmeno le chiusure delle posizioni speculative aiutano a individuare dove si stanno posizionando i derivati a copertura delle posizioni dei professionisti, con il flusso sulle opzioni che rimane, ma troppo frammentato per disegnare una vera area di concentrazione. È un mercato che non sta esprimendo convinzione in nessuna delle due direzioni.
📐 LA LINEA DI EQUILIBRIO DEI 65.000
Allargando il grafico agli ultimi mesi, il quadro diventa persino più chiaro. Il prezzo risulta letteralmente schiacciato attorno a una linea di equilibrio che passa dai livelli attuali, con area 65.000 che da inizio luglio funziona da calamita. Le escursioni rialziste di metà e fine luglio, così come quelle ribassiste di metà luglio e inizio agosto, sono tutte tornate a riequilibrarsi attorno a quella fascia. Ogni eccesso, in entrambe le direzioni, viene riassorbito verso il centro. È il comportamento tipico di un mercato che non ha ancora scelto una direzione.
🎯 SCENARIO
Le indicazioni, sia del ciclo che del prezzo, rimangono invariate. L'ipotesi che il nuovo mensile sia partito dal minimo del 3 agosto resta sul tavolo con la stessa probabilità del 65%. Le due chiusure sotto i 63.800 non sono il segnale che mi aspettavo, ma il mercato non ha prodotto alcuna violazione strutturale dell'area 62.500/62.400, quella su cui l'intera lettura è costruita. Non aumento la probabilità perché manca il recupero delle resistenze; non la riduco perché mancano i ribassisti.
In questa fase la scelta più utile è non forzare nulla: attendo il ritorno della volatilità per individuare un minimo frequentabile su cui ricostruire la misurazione dei cicli, piuttosto che inseguire riferimenti destinati a sparire nel giro di poche ore. I riferimenti principali restano i 65.000 al rialzo — la linea di equilibrio che il mercato riconosce da settimane — e i 62.500/63.000 al ribasso, la fascia che finora ha impedito un deterioramento più profondo.
Il mercato, per ora, ha scelto di non muoversi e il mio compito è di seguirlo, non quello di decidere al posto suo.
📍 LIVELLI OPERATIVI
Resistenze: 64.030/64.200 (38,2% Fib) – 64.500/64.800 – 65.000 (linea di equilibrio) – 65.300/65.500 – 65.700/66.000 (fascia decisiva) – 66.800/67.000
Supporti: 63.500 (baricentro delle ultime due chiusure) – 63.410/63.250 (minimo di martedì, per ora inviolato) – 63.000 – 62.500/62.400 (minimo del 3 agosto, riferimento ciclico e livello di invalidazione) – 62.000
📉 COSA È SUCCESSO DA LUNEDÌ
Il recupero delle resistenze non è arrivato. Al contrario, martedì sera il prezzo ha ceduto anche i 63.800, costruendo un nuovo minimo in area 63.200/63.250, esattamente a ridosso del 25% di ritracciamento del movimento partito dal minimo del 3 agosto. Quel minimo sposta ancora una volta il riferimento del conteggio: il ciclo settimanale risulterebbe così durato 8 giorni, un allungamento che rientra sia nella tolleranza d'errore sia nella durata dei precedenti settimanali e sottocicli, tutti sviluppati tra i 6 e gli 8 giorni. Nulla di anomalo sul piano del tempo, quindi.
La condizione che avevo posto era che quel minimo rimanesse inviolato fino a oggi, giovedì. E qui il primo dato tecnico da registrare. Il test di ieri pomeriggio si è fermato a ridosso di quel livello senza violarlo. Il minimo, per ora, ha retto. Ma una cosa è un minimo che regge, un'altra è un minimo confermato da una reazione. E la reazione continua a mancare, Bitcoin ha archiviato due chiusure giornaliere consecutive attorno ai 63.500, entrambe sotto quei 63.800 che a inizio settimana indicavo come livello da riconquistare.
⏳ LA VOLATILITÀ È SPARITA
Il tema di oggi, però, non è più il livello. È la compressione. Le escursioni delle ultime 48 ore si sono ridotte al punto da rendere impossibile individuare un minimo attendibile da cui misurare le metriche che seguo. Potrei forzare un conteggio e scegliere un punto del grafico come riferimento, ma sarebbe l'esatto contrario del metodo, perché con movimenti così ridotti, qualunque livello individuato oggi rischierebbe di essere annullato da un'escursione di poche ore.
I volumi raccontano la stessa storia. Al netto dei brevi strappi intraday, gli scambi restano sottilissimi, e in queste condizioni nemmeno le chiusure delle posizioni speculative aiutano a individuare dove si stanno posizionando i derivati a copertura delle posizioni dei professionisti, con il flusso sulle opzioni che rimane, ma troppo frammentato per disegnare una vera area di concentrazione. È un mercato che non sta esprimendo convinzione in nessuna delle due direzioni.
📐 LA LINEA DI EQUILIBRIO DEI 65.000
Allargando il grafico agli ultimi mesi, il quadro diventa persino più chiaro. Il prezzo risulta letteralmente schiacciato attorno a una linea di equilibrio che passa dai livelli attuali, con area 65.000 che da inizio luglio funziona da calamita. Le escursioni rialziste di metà e fine luglio, così come quelle ribassiste di metà luglio e inizio agosto, sono tutte tornate a riequilibrarsi attorno a quella fascia. Ogni eccesso, in entrambe le direzioni, viene riassorbito verso il centro. È il comportamento tipico di un mercato che non ha ancora scelto una direzione.
🎯 SCENARIO
Le indicazioni, sia del ciclo che del prezzo, rimangono invariate. L'ipotesi che il nuovo mensile sia partito dal minimo del 3 agosto resta sul tavolo con la stessa probabilità del 65%. Le due chiusure sotto i 63.800 non sono il segnale che mi aspettavo, ma il mercato non ha prodotto alcuna violazione strutturale dell'area 62.500/62.400, quella su cui l'intera lettura è costruita. Non aumento la probabilità perché manca il recupero delle resistenze; non la riduco perché mancano i ribassisti.
In questa fase la scelta più utile è non forzare nulla: attendo il ritorno della volatilità per individuare un minimo frequentabile su cui ricostruire la misurazione dei cicli, piuttosto che inseguire riferimenti destinati a sparire nel giro di poche ore. I riferimenti principali restano i 65.000 al rialzo — la linea di equilibrio che il mercato riconosce da settimane — e i 62.500/63.000 al ribasso, la fascia che finora ha impedito un deterioramento più profondo.
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Resistenze: 64.030/64.200 (38,2% Fib) – 64.500/64.800 – 65.000 (linea di equilibrio) – 65.300/65.500 – 65.700/66.000 (fascia decisiva) – 66.800/67.000
Supporti: 63.500 (baricentro delle ultime due chiusure) – 63.410/63.250 (minimo di martedì, per ora inviolato) – 63.000 – 62.500/62.400 (minimo del 3 agosto, riferimento ciclico e livello di invalidazione) – 62.000
Zio Romolo è tra i maggiori trader italiani da oltre 25 anni sui mercati, precursore dell'analisi ciclico-volumetrica e l'unico che vanta numerosi cloni rimanendo sempre inimitabile.
Cura il canale telegram t.me/zioromoloreal
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Declinazione di responsabilità
Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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