WisdomTree - Tactical Daily Update - 24.11.2025

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Archiviamo una settimana pesante per le borse europee, in media -3%.
Nvidia batte le attese, nell’AI colossali investimenti, ma valutazioni molto alte.
Ancora una settimana depressa per le cryptos, ma week-end di rimbalzi.
Borsa indiana in forte recupero, non pesa l’empasse con gli USA.


La scorsa settimana si è aperta con i riflettori puntati su Nvidia.I risultati, superiori alle previsioni, hanno confermato la forza del colosso AI ma non sono bastati a rassicurare del tutto i mercati, che continuano a interrogarsi sul rischio di una bolla tech.
In un contesto già inquieto, si è inserito venerdì l’intervento del presidente della Fed di New York, John Williams, che ha lasciato intendere un possibile taglio dei tassi già nella riunione del 9-10 dicembre. Una dichiarazione che ha avuto un impatto immediato sulle aspettative: secondo il CME FedWatch, la probabilità di una riduzione di 25 punti base è balzata al 75,3%, contro il 39,1% del giorno precedente.
Nonostante questo scossone positivo, l’incertezza è rimasta, anche perché l’ennesima conseguenza dello shutdown americano ha portato il Bureau of Labor Statistics a cancellare la pubblicazione del dato sull’inflazione di ottobre, dichiarando impossibile “raccogliere retroattivamente” parte dei dati.
In Europa la settimana si è chiusa con saldi negativi, ma omogenei. Milano ha archiviato -3%, Francoforte è sceso -3,3%, Madrid -3,2%, Parigi -2,3% e Londra -1,6%. L’EuroStoxx50 è sceso -2,9%.
Il clima incerto si è riflesso anche dalle materie prime: il greggio WTI è arretrato a 58,5 dollari/barile (-3,7%), il gas naturale europeo TTF a 30,5 euro/MWh (-1,9%), mentre l’oro, a 4.090 dollari/oncia, ha mostrato un modesto +0,3%, muovendosi di fatto lateralmente.
Tra gli asset più colpiti spiccano le criptovalute: Bitcoin è sceso a 83.400 dollari, perdendo l’11% rispetto alla settimana precedente, quando viaggiava oltre 94.000. Anche il valutario ha trasmesso debolezza: l’euro è sceso a 1,150 dollari, in calo dell’1% rispetto a 1,162.
Negli Stati Uniti, venerdì Wall Street ha chiuso in rialzo: Dow Jones +1,04%, Nasdaq +0,82% e S&P500 +0,39%. Il comparto AI però ha continuato a mostrare vulnerabilità, con Nvidia, Broadcom e AMD sotto pressione.
Il Wall Street Journal ha intanto rivelato che l’amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di autorizzare Nvidia a esportare in Cina il chip H200, un segnale potenzialmente cruciale in una fase delicata nei rapporti commerciali con Pechino.

L’avvio dell’ultima settimana di novembre, oggi 24 novembre, mostra un tono più disteso. Le borse dell’Asia-Pacifico si sono mosse in rialzo e i future di Wall Street indicano un progresso intorno allo 0,7%, in linea con i principali indici europei.

Sul fronte geopolitico, il presidente ucraino Zelensky ha accettato di lavorare a un piano di pace co-redatto da Stati Uniti e Russia, annunciando un imminente colloquio con Donald Trump.
A Hong Kong l’Hang Seng guadagna il 2%, trascinato da Alibaba, che avanza di oltre il 5% alla vigilia dei risultati trimestrali e forte del boom di download della nuova app Qwen.
Nella Cina continentale il CSI300 sale +0,2%, mentre il Taiex di Taipei +0,7%. Il Kospi di Seul e il Sensex di Mumbai registrano entrambi un +0,3%, mentre Tokyo è chiusa per festività.
Proprio la borsa indiana si trova a meno di un punto dal proprio record in valuta locale. Il 2025, per l’India, è stato finora un anno in chiaroscuro, con un guadagno del 5% in dollari, ben inferiore al +20% dell’MSCI Asia-Pacific e al +24% dell’MSCI Emerging Markets.
Le prospettive 2026 appaiono più promettenti. Secondo indiscrezioni riportate anche da Reuters, il governo non avrebbe particolare urgenza di concludere un accordo commerciale con gli Stati Uniti, nonostante dazi fino al 50% sui suoi prodotti. Le esportazioni verso gli USA, in ottobre, sono scese dell’8,6% a Us$ 6,3, un calo meno marcato rispetto al -12% di settembre.
L’Indice Bloomberg Commodity, a 107,50 dollari, ha registrato la peggior settimana da agosto, con un calo dell’1,45%.
Bitcoin, che questa mattina quota 87.400 dollari, ha recuperato il 4,3% nella giornata di domenica 23, dopo aver toccato venerdì 21 il minimo da aprile a 80.550. Nonostante il rimbalzo, il bilancio resta pesante, con quattro settimane consecutive di perdite e una flessione di quasi il 40% da picco a picco.
Nel mondo obbligazionario la settimana è stata particolarmente significativa per l’Italia. Il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,06% da 4,15%, mentre il decennale BTP italiano rende il 3,46%. Ma il vero evento è stato l’upgrade di Moody’s, che ha alzato il rating dell’Italia da Baa3 a Baa2, prima promozione dal 2002.
Le motivazioni principali risiedono nel ritorno dell’avanzo primario e nelle previsioni di un deficit sotto il 3% del PIL già nel 2025. Moody’s si allinea così alle altre grandi agenzie e il 2025 si chiuderà con sette promozioni al rating sovrano italiano.
Rimangono però diverse incognite: le nuove stime della Commissione Europea vedono il PIL italiano crescere solo dello 0,4% nel 2025, con un modesto +0,8% sia nel 2026 sia nel 2027. Il deficit dovrebbe invece scendere poco sotto il 3% nel 2025, per poi migliorare al 2,8% nel 2026 e al 2,6% nel 2027, aprendo la strada all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo.

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