SP500 — Falsa rottura e ritorno degli acquisti istituzionali

L'S&P500 chiude la settimana con una performance positiva dello 0,8%. Un risultato che, preso singolarmente, potrebbe sembrare poco significativo, ma che assume tutt'altro valore osservando nel dettaglio la dinamica del movimento sviluppatosi durante la settimana.
Il futures ES ha infatti costruito una struttura tipica delle manipolazioni di liquidità: una prima estensione ribassista finalizzata a richiamare vendite e indurre gli operatori a posizionarsi nella direzione del breakout, seguita da un rapido riassorbimento dell'offerta e da una decisa inversione rialzista. Una dinamica che, almeno nel breve periodo, restituisce l'impressione di un mercato ancora intenzionato a difendere la parte bassa del range laterale che caratterizza ormai gli ultimi mesi.
Sul timeframe daily il prezzo è tornato a testare la VAL del mese di giugno, livello che è stato immediatamente riacquistato. Un comportamento piuttosto coerente con la struttura attuale del mercato: da diversi mesi il futures continua infatti a oscillare all'interno di un ampio trading range, rispettando con estrema precisione i principali livelli individuati dal Volume Profile.
Scendendo sul timeframe intraday, il futures aveva inizialmente violato la Value Area della settimana precedente, sviluppando un movimento ribassista che sembrava poter proseguire anche nelle sedute successive. La svolta è arrivata però nella giornata di giovedì, quando il mercato ha completamente invertito direzione riassorbendo la pressione venditrice.
Dal punto di vista volumetrico la settimana si conclude con una chiusura al di sopra della VAH della nuova distribuzione settimanale. Il profilo assume una classica forma a "D", configurazione tipica di una fase di equilibrio e accumulazione, mentre il POC perfettamente bilanciato al centro della Value Area conferma l'assenza, almeno per il momento, di un chiaro vantaggio tra compratori e venditori.
La vera novità arriva però dal COT Report.
Dopo circa due mesi di progressivo alleggerimento dell'esposizione, gli Asset Manager sono tornati ad acquistare in maniera significativa, evento che non si osservava dai primi di maggio, periodo che coincide proprio con l'inizio della lunga fase laterale ancora in corso.
Questo cambiamento potrebbe rappresentare un primo segnale della volontà degli operatori istituzionali di riportare l'indice verso nuovi massimi, soprattutto considerando che una dinamica analoga è presente anche sugli altri principali indici americani. Il comportamento risulta quindi corale e non limitato esclusivamente allo S&P500.
Anche la struttura del posizionamento migliora sensibilmente. Le posizioni long tornano infatti a crescere dopo settimane di scarico progressivo, mentre le posizioni short si trovano ormai su livelli di esposizione che, storicamente, hanno spesso coinciso con fasi di inversione del mercato.
L'unione di questi due elementi rafforza l'idea che, qualora il prezzo riuscisse a mantenere i principali livelli di supporto, le basi per un nuovo impulso rialzista potrebbero essere già in costruzione.
Dal punto di vista operativo, la prima area di resistenza si colloca tra 7540 e 7550 punti, fascia che ha già respinto il prezzo nella seduta di venerdì. Quest'area coincide con la VAH della settimana compresa tra il 20 e il 24 luglio e rappresenta anche la zona in cui gli Asset Manager avevano costruito l'ultima importante apertura di posizioni short. Per questo motivo potrebbe continuare a esercitare una forte pressione venditrice.
Una rottura convincente di quest'area aprirebbe spazio verso 7600 punti, dove troviamo un POC ancora non testato della settimana compresa tra il 13 e il 17 luglio.
Superata anche questa fascia, il successivo obiettivo tecnico diventerebbe 7675 punti, in corrispondenza di un importante Low Volume Node sviluppato nella settimana dal 1° al 5 giugno, con possibile estensione fino a 7700 punti, livello che coincide con la VAH della stessa distribuzione settimanale.
Sul lato dei supporti, il primo livello da monitorare è 7475 punti, in corrispondenza della VAH della settimana appena conclusa.
Successivamente troviamo 7450 punti, area che coincide con l'High Volume Node contenente il POC della distribuzione settimanale. È probabilmente il supporto più importante dell'intera struttura di breve periodo.
La perdita di questo livello aprirebbe spazio verso 7425 punti, corrispondenti al bordo inferiore dello stesso High Volume Node.
Va però sottolineato un aspetto importante. Un ritorno del prezzo fino a 7425 significherebbe anche perdere la VAL del mese di luglio e tornare ad accettare gli scambi nella parte bassa della Value Area settimanale appena costruita. In altre parole, il mercato tornerebbe a riconoscere come valore l'intero range della settimana appena conclusa, indebolendo sensibilmente la lettura rialzista.
Per questo motivo, ritengo che un eventuale pullback costruttivo dovrebbe trovare supporto già in area 7450 punti. Una tenuta di questo livello manterrebbe intatta la struttura di accumulazione osservata questa settimana e consentirebbe agli Asset Manager di sostenere il nuovo ciclo di acquisti evidenziato dal COT Report. Una discesa più profonda, invece, aumenterebbe il rischio di assistere a un nuovo periodo di lateralità, rinviando ancora una volta il tentativo di attacco ai massimi storici.
Il futures ES ha infatti costruito una struttura tipica delle manipolazioni di liquidità: una prima estensione ribassista finalizzata a richiamare vendite e indurre gli operatori a posizionarsi nella direzione del breakout, seguita da un rapido riassorbimento dell'offerta e da una decisa inversione rialzista. Una dinamica che, almeno nel breve periodo, restituisce l'impressione di un mercato ancora intenzionato a difendere la parte bassa del range laterale che caratterizza ormai gli ultimi mesi.
Sul timeframe daily il prezzo è tornato a testare la VAL del mese di giugno, livello che è stato immediatamente riacquistato. Un comportamento piuttosto coerente con la struttura attuale del mercato: da diversi mesi il futures continua infatti a oscillare all'interno di un ampio trading range, rispettando con estrema precisione i principali livelli individuati dal Volume Profile.
Scendendo sul timeframe intraday, il futures aveva inizialmente violato la Value Area della settimana precedente, sviluppando un movimento ribassista che sembrava poter proseguire anche nelle sedute successive. La svolta è arrivata però nella giornata di giovedì, quando il mercato ha completamente invertito direzione riassorbendo la pressione venditrice.
Dal punto di vista volumetrico la settimana si conclude con una chiusura al di sopra della VAH della nuova distribuzione settimanale. Il profilo assume una classica forma a "D", configurazione tipica di una fase di equilibrio e accumulazione, mentre il POC perfettamente bilanciato al centro della Value Area conferma l'assenza, almeno per il momento, di un chiaro vantaggio tra compratori e venditori.
La vera novità arriva però dal COT Report.
Dopo circa due mesi di progressivo alleggerimento dell'esposizione, gli Asset Manager sono tornati ad acquistare in maniera significativa, evento che non si osservava dai primi di maggio, periodo che coincide proprio con l'inizio della lunga fase laterale ancora in corso.
Questo cambiamento potrebbe rappresentare un primo segnale della volontà degli operatori istituzionali di riportare l'indice verso nuovi massimi, soprattutto considerando che una dinamica analoga è presente anche sugli altri principali indici americani. Il comportamento risulta quindi corale e non limitato esclusivamente allo S&P500.
Anche la struttura del posizionamento migliora sensibilmente. Le posizioni long tornano infatti a crescere dopo settimane di scarico progressivo, mentre le posizioni short si trovano ormai su livelli di esposizione che, storicamente, hanno spesso coinciso con fasi di inversione del mercato.
L'unione di questi due elementi rafforza l'idea che, qualora il prezzo riuscisse a mantenere i principali livelli di supporto, le basi per un nuovo impulso rialzista potrebbero essere già in costruzione.
Dal punto di vista operativo, la prima area di resistenza si colloca tra 7540 e 7550 punti, fascia che ha già respinto il prezzo nella seduta di venerdì. Quest'area coincide con la VAH della settimana compresa tra il 20 e il 24 luglio e rappresenta anche la zona in cui gli Asset Manager avevano costruito l'ultima importante apertura di posizioni short. Per questo motivo potrebbe continuare a esercitare una forte pressione venditrice.
Una rottura convincente di quest'area aprirebbe spazio verso 7600 punti, dove troviamo un POC ancora non testato della settimana compresa tra il 13 e il 17 luglio.
Superata anche questa fascia, il successivo obiettivo tecnico diventerebbe 7675 punti, in corrispondenza di un importante Low Volume Node sviluppato nella settimana dal 1° al 5 giugno, con possibile estensione fino a 7700 punti, livello che coincide con la VAH della stessa distribuzione settimanale.
Sul lato dei supporti, il primo livello da monitorare è 7475 punti, in corrispondenza della VAH della settimana appena conclusa.
Successivamente troviamo 7450 punti, area che coincide con l'High Volume Node contenente il POC della distribuzione settimanale. È probabilmente il supporto più importante dell'intera struttura di breve periodo.
La perdita di questo livello aprirebbe spazio verso 7425 punti, corrispondenti al bordo inferiore dello stesso High Volume Node.
Va però sottolineato un aspetto importante. Un ritorno del prezzo fino a 7425 significherebbe anche perdere la VAL del mese di luglio e tornare ad accettare gli scambi nella parte bassa della Value Area settimanale appena costruita. In altre parole, il mercato tornerebbe a riconoscere come valore l'intero range della settimana appena conclusa, indebolendo sensibilmente la lettura rialzista.
Per questo motivo, ritengo che un eventuale pullback costruttivo dovrebbe trovare supporto già in area 7450 punti. Una tenuta di questo livello manterrebbe intatta la struttura di accumulazione osservata questa settimana e consentirebbe agli Asset Manager di sostenere il nuovo ciclo di acquisti evidenziato dal COT Report. Una discesa più profonda, invece, aumenterebbe il rischio di assistere a un nuovo periodo di lateralità, rinviando ancora una volta il tentativo di attacco ai massimi storici.
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