Marco_Bernasconi

QUELLI DI APRILE SONO DA CONSIDERARSI RIALZI FRAGILI?

TVC:FTMIB   Milano Italia Borsa Index
Il sell off di marzo ha costretto molti Hedge fund a ridurre sensibilmente la loro gross exposure, vale a dire il totale delle posizioni aperte, date dalla somma di posizioni long e di posizioni short.
Al momento, i dati forniti da CS Prime Service Risk Advisory, mostrano un lieve recupero della gross Exposure per i fondi quant (attualmente al 65%) e per i fondi long-short equity (all’89%). Trattasi comunque di esposizioni molto basse se raffrontate con le medie storiche, soprattutto per quanto riguarda i Quant Fund, che di fatto, stanno ancora alla finestra.
Nonostante la gross exposure sia decisamente ridotta, i fondi Long-Short equity, nelle ultime settimane hanno sensibilmente aumentato la loro net-exposure sul mercato azionario. Essa misura la differenza netta tra le posizioni lunghe e quelle corte.
Tale processo di chiusura delle posizioni short e’ stato particolarmente marcato durante aprile, mese in cui abbiamo assistito ad un forte rimbalzo da parte degli indici azionari.
In sintesi , tali dati mostrano che:
1) Parte del Momentum propulsore del rimbalzo di aprile e’ stato il processo di short covering. Comprava chi doveva comprare per difendere le performance e non chi voleva comprare.
2) Il mondo degli HF ha ancora un sacco di liquidita’, margini da usare.
3) I fondi L-S sono molto lunghi. Eventuali discese del mercato potrebbero spingerli ad aumentare le posizioni short e ridurre la net exposure.

Vogliamo approfondire il punto 1) perche’ merita attenzione.
Dovremmo chiederci come mai i fondi hedge sono stati costretti a ricomprarsi i titoli su cui erano short.
Ebbene, stando a rielaborazioni quantitative, sembra che nell’attuale reporting season si sia verificato un fenomeno alquanto bizzarro. I titoli delle societa’ che si sono rifiutate di dare guidance, hanno sovraperformato il mercato post reporting. Di fatto, quello che si e’ verificato e’ stato che, in assenza di guidance, il mercato ha finito per dare una lettura relativamente piu’ ottimistica sul futuro della societa’ rispetto a quella che avrebbe dato in presenza di tagli marcati alle guidance da parte del management. Molti analisti hanno finito per mettere un -10% sulle stime di contrazione degli utili attesi per fine anno solo leggermente sotto la media di revisione al ribasso delle stime per l’intero S&P500 (-7%). E cosi, miracolosamente, quei titoli shortati dai fondi hedge, sono risultati meno rischiosi delle attese e come tali da ricomprare. A poco importa che tali stime scritte dagli analisti fossero solo convenzionali e letteralmente buttate a caso.. gli algoritmi con cui lavorano i fondi quantitativi non sanno queste cose.
Altro aspetto interessante ma piuttosto comune e’ che, al contrario, i titoli c.d. Consensus, quelli su cui si concentrano maggiormente le posizioni degli operatori perche’ vengono considerate “storie da cavalcare” hanno fatto piu’ fatica a superare la prova del reporting. Fino ad ora, le societa’ che hanno riportato un trimestre peggiore delle attese hanno realizzato una sottoperformance rispetto allo S&P500 dell’1.1% mentre in caso di risultati migliori si sono limitati a performare come il mercato.

In sintesi , questo e’ un mercato che sta premiando (in termini relativi) i titoli di bassa qualita’ e con scarsa visibilita’ degli utili. Trattasi di performance principalmente legate alla chiusura forzata di posizioni short da parte di fondi hedge, in preda al panic buying.

Tale analisi mostra con maggiore chiarezza la fragilita’ dei rialzi a cui abbiamo assistito ad aprile. Essi si basano su convenzioni, fragili stime e gestione dei rischi da parte dei fondi hedge. Poco hanno a che fare con la volonta’ di comprare basata su stime di recupero futuro dei trend macro e micro.

Chiudiamo questo commento di preapertura con una parentesi sul petrolio.
La situazione sta sensibilmente migliorando e si sta riflettendo progressivamente sui prezzi della commodity.
Sono tre i fattori di miglioramento:
1) I dati sulle scorte a Cushing, in Oklahoma, punto di consegna del WTI stanno progressivamente calando. Esse sono state pari a 1.8 milioni di barili la scorsa settimana. Se tale dato fosse confermato mercoledi, potremmo assistere ad un ulteriore salita del petrolio.
2) Sul lato della domanda, il fatto che alcune economie stiano lentamente tornando alla normalita’ porta gli operatori a scontare un graduale recupero della domanda a beneficio delle quotazioni del petrolio.
3) (conseguenza di quanto sopra ), gli spread tra i futures si stanno progressivamente riducendo, rendendo l’investimento in petrolio tramite ETC molto piu’ efficiente rispetto ad alcune settimane fa. Attualmente lo spread tra la scadenza di giugno e quella di luglio e’ di 2.3USD contro gli oltre 7 USD di alcune settimane fa.
Nei commenti di preapertura di una decina di giorni fa avevamo invitato a monitorare l’andamento degli spread come segnale di acquisto.
Commento: L’analisi ed i commenti che pubblico durante la giornata non costituiscono indicazioni di operatività daily. Si tratta di rumors provenienti dai miei contatti nelle trading room italiane e internazionali. E’ il pensiero degli operatori professionali, ed a volte può essere completamente diverso dall’operatività indicata nelle mie idee che sono invece frutto dell’analisi tecnica del mio metodo per quello specifico giorno. Questa analisi di preapertura e i commenti vanno invece intesi e interpretati come “sentiment” dell’operatore professionista in una ottica temporale più ampia.

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