ORO — La settimana della giostra

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ORO — La settimana della giostra

Se avete tradato l'oro questa settimana, sapete già di cosa parlo. È stata una giostra: prima su, a guardare il mondo dall'alto, poi giù di corsa — ma con l'accortezza di fermarsi un gradino sopra il punto di partenza. Chi cercava una direzione pulita è rimasto a mani vuote. Chi ha saputo leggere l'indecisione, no.

Perché l'oro è nervoso, ma la sua natura non cambia: resta il rifugio contro la moneta che perde valore e contro un mondo che invece di ricucirsi si strappa ogni giorno un po' di più. Il mio sentiment di fondo rimane rialzista, e non vedo scenari credibili che riportino il prezzo giù nella vecchia zona di accumulo tra 3.200 e 3.400.

Il quadro americano ha mandato di recente segnali contrastanti. L'inflazione ha finalmente rallentato — primo respiro dell'anno dopo mesi di corsa — ma resta ancora alta: nessuno stappi lo spumante. E mentre il manifatturiero regge, è il mercato del lavoro a scricchiolare, con assunzioni ben sotto le attese. Un'economia che rallenta senza crollare.

Qui voglio essere preciso, perché sui social gira troppa approssimazione: la Fed non sta tagliando i tassi. Il mercato scommette ancora su tassi fermi a fine luglio, con una minoranza che addirittura si aspetta un rialzo. Zero probabilità di taglio. È una banca centrale ferma sull'attenti, non pronta ad aprire i rubinetti. E questo, per l'oro, è il vero freno a mano.

Il mio compasso resta sempre lo stesso: dollaro e rendimenti reali. Il rendimento reale a dieci anni (il DFII10, quello che guardo all'apertura) è salito sopra il 2,3%, e in teoria un rendimento reale che sale pesa sull'oro, che una cedola non la paga. Venerdì, dollaro forte e rendimenti in salita insieme hanno scaricato il prezzo. Va detta però una cosa: da qualche anno questa relazione si è allentata. L'oro è salito lo stesso, con i rendimenti reali positivi, perché a comprarlo ci sono le banche centrali e la paura geopolitica. Per questo il DFII10 lo uso come filtro per stringere o allargare il rischio nell'intraday, non come chiave di lettura del quadro grande, che dipende soprattutto dal debito americano e dai flussi ufficiali.

E poi c'è il petrolio, un intreccio che osservo sempre più da vicino. In questa fase oro e WTI non ballano insieme — ballano contro. Il greggio sale per le tensioni in Medio Oriente, l'inflazione attesa si riaccende, la Fed resta rigida, il dollaro si irrobustisce e l'oro incassa il colpo. È una catena a tre anelli, e conoscerla vale più di mille indicatori. La correlazione non è mai fissa: cambia col regime di mercato, e saperlo riconoscere è metà del lavoro.

Sul lungo periodo le grandi firme restano dalla parte del toro. J.P. Morgan vede l'oro a 6.000 dollari entro fine anno, trainato dalla fame di lingotti delle banche centrali — Cina in testa — e dal debito USA. Bank of America e Citigroup sono più caute nel breve, con target ridimensionati per via della Fed rigida, ma nessuna delle due abbandona la visione di fondo. Il breve frena, il lungo spinge.

Il COT Report di questa settimana racconta la stessa storia della giostra. I grandi fondi (i Non-Commercial) restano nettamente comprati, ma hanno alleggerito le posizioni long e limato un po' di short: presa di profitto, attesa, nessun eccesso. Dall'altra parte gli operatori commerciali hanno ridotto marginalmente le loro coperture. L'open interest quasi invariato completa il quadro: un mercato che tira il fiato, non uno che si spezza. Nessuna trappola pronta a scattare.

E sul grafico, tutto si condensa in un numero e in una candela. Il livello chiave è 4.055 — il 61,8% del caro Fibonacci, quello che nelle mie analisi non manca mai — fotografato alla perfezione dalla doji di venerdì, la candela dell'indecisione pura, l'oro fermo al bivio che non sa ancora quale strada prendere. Sopra, la struttura respira. Sotto, si apre la porta verso il supporto weekly a 3.904, dove la media dinamica e un fitto cluster di volumi fanno da rete.

La settimana prossima ce lo dirà. Ma noi saremo lì, a leggere il movimento prima che diventi evidente.

🦅 Aquile Reali, nate per volare, nate per osare

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