Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla attualmente nella fascia intermedia del range 24.000–25.800 punti, dopo un rimbalzo dalla zona di demand 24.000–24.200 che nelle ultime settimane ha più volte attirato acquisti in ottica di medio periodo.
Ci troviamo quindi in una parte ancora correttiva del grafico: il prezzo è risalito dai minimi ma non ha ancora riconquistato in modo stabile l’area di distribuzione precedente posta tra 25.800 e 26.200 punti, che ora agisce da resistenza di medio periodo e zona di presa di profitto sui rimbalzi. I volumi si sono mostrati generalmente più intensi durante le sessioni di sell‑off, con spike significativi sulle giornate di notizie hawkish dalla Federal Reserve, mentre le sedute di recupero hanno evidenziato scambi più contenuti, coerenti con un mercato guidato da ricoperture e aggiustamenti di posizione piuttosto che da nuovo denaro convinto sul comparto tech.
Tecnicamente, la violazione ribassista del supporto intermedio 25.500–25.400 nelle scorse settimane ha trasformato tale fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno dei prezzi verso 25.500–25.800 tende per ora a trovare vendite e nuove aperture di posizioni short, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimarranno sotto 25.800–26.000, il Nasdaq 100 manterrà un bias correttivo di breve periodo, lasciando aperto lo scenario di ulteriori fasi di consolidamento laterale o di storno più profondo qualora tornasse pressione sui tassi reali o un rafforzamento del dollaro penalizzasse nuovamente la componente growth dell’indice.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile la struttura resta quella di un bull market ben definito: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha aggiornato i massimi storici oltre 26.000 punti, sostenuto da utili solidi delle big tech e da aspettative di progressivi tagli dei tassi verso il 2027, sebbene in un contesto di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, caratterizzato da sedute con perdite intraday anche superiori all’1–2% e da violente fasi di risk‑off sugli asset più growth‑sensibili, appare al momento come una normalizzazione di un rally molto esteso più che l’avvio di un bear market strutturale, soprattutto finché l’indice continuerà a difendere i principali supporti statici e dinamici di lungo periodo.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: dai top in area 26.000–26.200 si osservano massimi e minimi decrescenti su base daily, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 e un test ripetuto della successiva zona di domanda 24.200–24.000, che coincide con un’area più volte segnalata dagli operatori come livello di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa decisa sotto 24.000, accompagnata da aumento marcato dei volumi in vendita e deterioramento degli indicatori di breadth, inizierebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo fondata su crescita degli utili tech e progressiva discesa attesa dei tassi nominali nella seconda parte del ciclo.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 rappresenta il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è all’interno di questo corridoio che il mercato sta costruendo la prossima gamba direzionale, decidendo se formare una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o completare una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si concentrano i minimi di panico più recenti e un’area di demand che ha generato diversi rimbalzi tecnici, spesso utilizzata per strategie tattiche di buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e primi obiettivi di recupero verso 25.000–25.400 punti. In caso di tenuta, questa zona può continuare ad alimentare reazioni rapide, soprattutto se accompagnate da un RSI giornaliero che risale dall’area 30–40 verso 45–50, segnalando una normalizzazione del momentum ribassista.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura netta di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che corrisponde a un ritracciamento più profondo del rally 2025‑inizio 2026 e a precedenti aree di consolidamento osservate nei mesi passati. In questo intervallo transitano anche importanti livelli statici di lungo periodo e, su diverse piattaforme, proiezioni di Fibonacci calcolate sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: si conferma come prima fascia di offerta rilevante per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali a 25.000 e 24.200 punti. La valenza psicologica di 26.000 rimane centrale: solo una chiusura daily solida sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento e un RSI stabilmente sopra 50–55, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave Le medie mobili daily evidenziano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si colloca al di sotto delle principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e stanno funzionando da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 l’azione dei prezzi mostra caratteristiche tipiche di una correzione in downtrend, con brevi fasi di congestione laterale alternate a nuove accelerazioni ribassiste e pullback tecnici sui livelli rotti (prima 25.800, poi 25.400) che rappresentano aree di decisione per l’operatività intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 rientrato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum intermedio che lascia spazio a entrambe le direzioni: ulteriori fasi di debolezza in caso di riattivazione del risk‑off oppure rimbalzi di normalizzazione se i dati macro dovessero sorprendere in senso favorevole alla crescita. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nell’area dei massimi storici e solo un break robusto di 26.500 punti invaliderebbe gli scenari correttivi aprendo obiettivi potenziali verso 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano invece le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso 22.800–22.500 in caso di prolungata fase di avversione al rischio a livello globale.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista Se il supporto 24.200–24.000 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off di marzo con un movimento di ritorno verso 26.000–26.500, zona in cui si collocano le resistenze successive e i massimi storici. In questo quadro la fase recente verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI atteso stabilizzarsi sopra 50–55 e medie mobili veloci pronte a un nuovo incrocio rialzista, restituendo momentum ai compratori e riattivando la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con più chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in progressivo aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e prese di profitto diffuse sulle posizioni long accumulate nel rally dell’ultimo anno. In tale scenario la struttura di bull market di lungo periodo rimarrebbe ancora formalmente intatta, ma verrebbe completata una correzione di grado superiore prima che il mercato possa tentare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500 punti.
La fascia 24.000–25.800 si configura quindi come nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase sarà archiviata come semplice storno da eccesso di rialzo oppure evolverà in un ciclo correttivo più profondo, con la capacità dell’indice di difendere 24.200–24.000 e di riportare l’RSI stabilmente sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla attualmente nella fascia intermedia del range 24.000–25.800 punti, dopo un rimbalzo dalla zona di demand 24.000–24.200 che nelle ultime settimane ha più volte attirato acquisti in ottica di medio periodo.
Ci troviamo quindi in una parte ancora correttiva del grafico: il prezzo è risalito dai minimi ma non ha ancora riconquistato in modo stabile l’area di distribuzione precedente posta tra 25.800 e 26.200 punti, che ora agisce da resistenza di medio periodo e zona di presa di profitto sui rimbalzi. I volumi si sono mostrati generalmente più intensi durante le sessioni di sell‑off, con spike significativi sulle giornate di notizie hawkish dalla Federal Reserve, mentre le sedute di recupero hanno evidenziato scambi più contenuti, coerenti con un mercato guidato da ricoperture e aggiustamenti di posizione piuttosto che da nuovo denaro convinto sul comparto tech.
Tecnicamente, la violazione ribassista del supporto intermedio 25.500–25.400 nelle scorse settimane ha trasformato tale fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno dei prezzi verso 25.500–25.800 tende per ora a trovare vendite e nuove aperture di posizioni short, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimarranno sotto 25.800–26.000, il Nasdaq 100 manterrà un bias correttivo di breve periodo, lasciando aperto lo scenario di ulteriori fasi di consolidamento laterale o di storno più profondo qualora tornasse pressione sui tassi reali o un rafforzamento del dollaro penalizzasse nuovamente la componente growth dell’indice.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile la struttura resta quella di un bull market ben definito: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha aggiornato i massimi storici oltre 26.000 punti, sostenuto da utili solidi delle big tech e da aspettative di progressivi tagli dei tassi verso il 2027, sebbene in un contesto di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, caratterizzato da sedute con perdite intraday anche superiori all’1–2% e da violente fasi di risk‑off sugli asset più growth‑sensibili, appare al momento come una normalizzazione di un rally molto esteso più che l’avvio di un bear market strutturale, soprattutto finché l’indice continuerà a difendere i principali supporti statici e dinamici di lungo periodo.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: dai top in area 26.000–26.200 si osservano massimi e minimi decrescenti su base daily, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 e un test ripetuto della successiva zona di domanda 24.200–24.000, che coincide con un’area più volte segnalata dagli operatori come livello di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa decisa sotto 24.000, accompagnata da aumento marcato dei volumi in vendita e deterioramento degli indicatori di breadth, inizierebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo fondata su crescita degli utili tech e progressiva discesa attesa dei tassi nominali nella seconda parte del ciclo.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 rappresenta il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è all’interno di questo corridoio che il mercato sta costruendo la prossima gamba direzionale, decidendo se formare una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o completare una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si concentrano i minimi di panico più recenti e un’area di demand che ha generato diversi rimbalzi tecnici, spesso utilizzata per strategie tattiche di buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e primi obiettivi di recupero verso 25.000–25.400 punti. In caso di tenuta, questa zona può continuare ad alimentare reazioni rapide, soprattutto se accompagnate da un RSI giornaliero che risale dall’area 30–40 verso 45–50, segnalando una normalizzazione del momentum ribassista.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura netta di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che corrisponde a un ritracciamento più profondo del rally 2025‑inizio 2026 e a precedenti aree di consolidamento osservate nei mesi passati. In questo intervallo transitano anche importanti livelli statici di lungo periodo e, su diverse piattaforme, proiezioni di Fibonacci calcolate sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: si conferma come prima fascia di offerta rilevante per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali a 25.000 e 24.200 punti. La valenza psicologica di 26.000 rimane centrale: solo una chiusura daily solida sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento e un RSI stabilmente sopra 50–55, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave Le medie mobili daily evidenziano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si colloca al di sotto delle principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e stanno funzionando da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 l’azione dei prezzi mostra caratteristiche tipiche di una correzione in downtrend, con brevi fasi di congestione laterale alternate a nuove accelerazioni ribassiste e pullback tecnici sui livelli rotti (prima 25.800, poi 25.400) che rappresentano aree di decisione per l’operatività intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 rientrato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum intermedio che lascia spazio a entrambe le direzioni: ulteriori fasi di debolezza in caso di riattivazione del risk‑off oppure rimbalzi di normalizzazione se i dati macro dovessero sorprendere in senso favorevole alla crescita. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nell’area dei massimi storici e solo un break robusto di 26.500 punti invaliderebbe gli scenari correttivi aprendo obiettivi potenziali verso 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano invece le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso 22.800–22.500 in caso di prolungata fase di avversione al rischio a livello globale.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista Se il supporto 24.200–24.000 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off di marzo con un movimento di ritorno verso 26.000–26.500, zona in cui si collocano le resistenze successive e i massimi storici. In questo quadro la fase recente verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI atteso stabilizzarsi sopra 50–55 e medie mobili veloci pronte a un nuovo incrocio rialzista, restituendo momentum ai compratori e riattivando la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con più chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in progressivo aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e prese di profitto diffuse sulle posizioni long accumulate nel rally dell’ultimo anno. In tale scenario la struttura di bull market di lungo periodo rimarrebbe ancora formalmente intatta, ma verrebbe completata una correzione di grado superiore prima che il mercato possa tentare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500 punti.
La fascia 24.000–25.800 si configura quindi come nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase sarà archiviata come semplice storno da eccesso di rialzo oppure evolverà in un ciclo correttivo più profondo, con la capacità dell’indice di difendere 24.200–24.000 e di riportare l’RSI stabilmente sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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Global risk Warning CFDs are complex instruments and come with a high risk of losing money rapidly due to leverage. Between 74-89% of retail investor accounts lose money when trading in CFDs. You should consider whether you understand how CFD
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