La capacità del CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100) di consolidare stabilmente sopra 24.200–24.500 punti sarà decisiva per capire se il "massive gap up" dell'8 aprile evolve in una nuova gamba impulsiva oppure resta un rimbalzo tecnico da ricopertura in un contesto macro ancora sotto pressione tariffaria.
L’8 aprile 2026 il Nasdaq 100 ha vissuto una seduta estremamente esplosiva, chiudendo a circa 24.903 punti (+2,90% vs 7 aprile), con range intraday 24.756–25.045. I future E‑Mini (giugno 2026) hanno segnato un massimo a 25.257 e chiuso a 25.024, mentre il CFD NAS100 Pepperstone ha replicato coerentemente il movimento, con un significativo gap up rispetto alla chiusura precedente a 24.202. Già la sera del 7 aprile i mercati di predizione scontavano alte probabilità di chiusure sopra 24.100–24.200 e target 25.000–25.100 sui future. Il movimento è guidato da due fattori: da un lato il contesto tariffario dell’amministrazione Trump (“Liberation Day”), che aumenta volatilità macro e comprime i multipli growth; dall’altro la resilienza strutturale delle big tech del Nasdaq 100, caratterizzate da ricavi orientati ai servizi e un rapporto Costo del Venduto/Ricavi intorno al 50% (vs ~65% S&P 500), che le rende meno esposte ai costi delle importazioni. Le headline parlano di “bull run tecnica accelerata”, con resistenza già individuata in area 25.400 e recupero rapido del ribasso di inizio aprile.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Il Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100), che replica il cash price del Nasdaq 100 derivato dai liquidity provider a partire dal future NQ front-month (giugno 2026), quota dopo la chiusura dell’8 aprile in area 24.900–25.000 punti, dopo aver superato con decisione la soglia psicologica dei 24.500 nel corso della seduta. L’8 aprile il range operativo si è collocato in 24.756–25.045 sull’indice cash e 24.935–25.257 sui future, confermando un’escursione intraday tipica di un movimento impulsivo e non di un semplice drift rialzista.
La seduta del 7 aprile aveva già mostrato tenuta positiva, con chiusura a 24.202 punti e intraday 23.779–24.209, trasformando quell’area nella base di lancio del gap up del giorno successivo. Il gap up dell’8 aprile ha portato rapidamente il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) dall’area 24.200 oltre 25.000 punti in una sola seduta, rendendo la vecchia resistenza a 24.500 un nuovo supporto dinamico e riaccelerando un trend rialzista partito dai minimi strutturali in area 23.000. Nella parte alta del nuovo range, il mercato mostra momentum esplosivo, con ricoperture short aggressive e acquisti in denaro su ogni tentativo di rimbalzo ribassista, segnalando che il movimento non viene trattato come un semplice picco di liquidità isolato.
Struttura di fondo: trend rialzista riaccelerato dal "gap up" tecnico (CFD Pepperstone Nasdaq)
Su orizzonte plurimensile, il Nasdaq 100 mostrava già prima del gap up dell’8 aprile un trend rialzista ben strutturato: l’impulso attivo era partito dal forte supporto in area 23.000 punti, dove il mercato aveva completato il test dell’ex resistenza poi diventata base del nuovo ciclo. Il superamento progressivo delle resistenze statiche a 23.500, 24.000 e 24.500 punti ha costruito una sequenza di minimi e massimi crescenti, con la trendline discendente del canale correttivo di lungo periodo, partita dal massimo di fine gennaio, finalmente violata al rialzo e trasformata in supporto dinamico.
L’analisi di Pepperstone di marzo 2026 indicava già i 24.000–23.800 punti come area di supporto chiave e il consolidamento dell’indice in quella fascia come premessa per un nuovo rilancio. Il gap up dell’8 aprile ha quindi agito da acceleratore su un bull trend preesistente: non si tratta di un’inversione improvvisa dal basso, ma dell’estensione impulsiva di un’onda rialzista già in corso, identificata dall’analisi wave come “impulso 1” partito da 23.000, con target successivo a 25.400 punti, massimo dell’onda 4 di febbraio.
La struttura fondamentale rafforza questa lettura, perché il Nasdaq 100 proiettava una crescita degli utili del +34% anno su anno contro un consensus iniziale del +22%. In questo quadro, la distanza tra prezzo corrente e valore fondamentale non appare sufficiente a giustificare un’inversione, mentre il vecchio corridoio 22.000–23.000 viene riassorbito come fase di accumulazione completata, lasciando spazio a correzioni tecniche anche violente ma ancora pienamente “in trend”.
La logica della nuova fascia 24.000–25.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia 22.500–24.000 si è trasformata in zona di breakout confermata; il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è ora centrato tra 24.000 e 25.500 punti. È qui che si decide se il mercato consoliderà il gap up dell'8 aprile per un allungo verso 25.400–26.000 punti o se tornerà a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari a 24.000–23.500.
• Resistenza immediata 25.045–25.400 punti: area del massimo cash dell'8 aprile (25.045 NDX) e primo target wave identificato dall'analisi Elliott in area 25.400 (massimo dell'onda 4 di fine febbraio); una chiusura daily stabile sopra 25.045 consoliderebbe il breakout e aprirebbe spazio verso 25.400 e poi 26.000 punti.
• Resistenza secondaria 25.400–26.000 punti: target dell'impulso wave attivo e livello psicologico di "big figure"; zona in cui diversi desk individuano livelli per prese di profitto tattiche e coperture di portafoglio dopo l'accelerazione dell'8 aprile.
• Supporto primario 24.500–24.756 punti: minimo intraday dell'8 aprile e nuova zona di pullback immediato post‑breakout; i compratori hanno difeso aggressivamente questa fascia durante la seduta, rendendo il range 24.756–24.900 il primo cuscinetto di supporto dinamico da monitorare nelle prossime sessioni.
• Supporto secondario 24.000–24.200 punti: chiusura del 7 aprile e area di consolidamento di inizio mese; ex resistenza psicologica trasformata in supporto; un rientro tecnico su quest'area senza rotture decise rafforzerebbe il segnale di breakout e offrirebbe punti d'ingresso long tattici verso 25.000–25.400.
• Supporto strutturale 23.000–23.500 punti: base dell'impulso wave attivo identificata dall'analisi Elliott; zona del vecchio breakout strutturale e primo target ribassista in caso di sgonfiamento del momentum. Un ritorno stabile sotto 23.000 riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000 e segnalerebbe un esaurimento dell'onda rialzista attiva.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La struttura delle medie mobili sul Nasdaq 100, ricostruita sull’indice cash NDX e sui future NQ giugno da cui Pepperstone deriva il prezzo del NAS100 CFD, mostra una configurazione rialzista accelerata: con la chiusura dell’8 aprile a 24.903 punti, il prezzo si è distanziato nettamente dalle medie di breve periodo in area 23.800–24.200, mentre le medie lente a 100–200 giorni restano più in basso, confermando la distanza tipica di un trend direzionale forte. Il breakout della trendline del canale discendente di lungo periodo, già evidenziato dall’analisi wave, aggiunge qualità tecnica alla struttura rialzista, trasformando quella resistenza dinamica in supporto.
Gli oscillatori di momentum descrivono una condizione tirata ma coerente con un rally impulsivo reale: il gap up dell’8 aprile, pari a +2,90% in chiusura e circa +3,5% intraday sui future, è tipico di una ricopertura aggressiva di short e dell’ingresso di nuovo denaro orientato al momentum. Allo stesso tempo, questo tipo di estensione aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi verso l’area 24.500–24.000, che però non comprometterebbero la struttura rialzista di fondo se rispettati in chiusura daily. I report wave indicano come prossima resistenza dinamica rilevante l’area 25.400, con RSI presumibilmente in zona 70–75 dopo l’8 aprile e MACD in configurazione rialzista espansiva sopra lo zero.
La mappa operativa dei livelli chiave sul Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) diventa quindi chiara: sopra 25.045–25.400 il mercato può estendere verso 26.000; tra 24.500 e 24.756 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-gap; tra 24.000 e 24.200 passa il livello discriminante tra consolidamento del breakout e rientro nel range pre-8 aprile; sotto 23.000 il momentum rialzista wave risulterebbe in esaurimento e si riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e resilienza tech: se nelle prossime sedute non emergeranno sorprese negative sui dazi e i grandi nomi del Nasdaq 100 continueranno a mostrare una crescita degli utili sopra le attese, con stime consolidate a +34% anno su anno contro un consensus del +22%, il Nasdaq (NAS100 CFD) potrà mantenersi sopra 24.750 e puntare alla resistenza wave di 25.400, con possibile estensione verso 26.000 in presenza di catalizzatori positivi come dati macro in linea, utili Q1 solidi o segnali di apertura negoziale sui dazi. In questo quadro, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come “strong buy”, con ricoperture di short a sostenere ogni ritracciamento verso 24.500 e strategie long privilegiate rispetto alle vendite anticipate sul top.
Scenario di pullback tecnico ed escalation tariffaria: se invece dovessero emergere nuovi inasprimenti sui dazi verso la Cina, sorprese negative dagli utili tech o un peggioramento del quadro macro globale, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 24.500–24.200, poi verso 24.000–23.500 in caso di correzione più estesa. Solo una discesa stabile sotto 23.000 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 22.000, area in cui molti desk collocano i primi obiettivi di profit-taking per strategie short costruite tra 24.500 e 25.000, senza però intaccare il bull trend pluriennale finché le medie lente restano in pendenza positiva.
In definitiva, la fascia 24.000–25.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 24.200–24.500 in chiusura daily dopo il massive gap up dell’8 aprile sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 25.400–26.000 e un semplice spike da ricopertura destinato a rientrare parzialmente nel range precedente
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
L’8 aprile 2026 il Nasdaq 100 ha vissuto una seduta estremamente esplosiva, chiudendo a circa 24.903 punti (+2,90% vs 7 aprile), con range intraday 24.756–25.045. I future E‑Mini (giugno 2026) hanno segnato un massimo a 25.257 e chiuso a 25.024, mentre il CFD NAS100 Pepperstone ha replicato coerentemente il movimento, con un significativo gap up rispetto alla chiusura precedente a 24.202. Già la sera del 7 aprile i mercati di predizione scontavano alte probabilità di chiusure sopra 24.100–24.200 e target 25.000–25.100 sui future. Il movimento è guidato da due fattori: da un lato il contesto tariffario dell’amministrazione Trump (“Liberation Day”), che aumenta volatilità macro e comprime i multipli growth; dall’altro la resilienza strutturale delle big tech del Nasdaq 100, caratterizzate da ricavi orientati ai servizi e un rapporto Costo del Venduto/Ricavi intorno al 50% (vs ~65% S&P 500), che le rende meno esposte ai costi delle importazioni. Le headline parlano di “bull run tecnica accelerata”, con resistenza già individuata in area 25.400 e recupero rapido del ribasso di inizio aprile.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Il Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100), che replica il cash price del Nasdaq 100 derivato dai liquidity provider a partire dal future NQ front-month (giugno 2026), quota dopo la chiusura dell’8 aprile in area 24.900–25.000 punti, dopo aver superato con decisione la soglia psicologica dei 24.500 nel corso della seduta. L’8 aprile il range operativo si è collocato in 24.756–25.045 sull’indice cash e 24.935–25.257 sui future, confermando un’escursione intraday tipica di un movimento impulsivo e non di un semplice drift rialzista.
La seduta del 7 aprile aveva già mostrato tenuta positiva, con chiusura a 24.202 punti e intraday 23.779–24.209, trasformando quell’area nella base di lancio del gap up del giorno successivo. Il gap up dell’8 aprile ha portato rapidamente il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) dall’area 24.200 oltre 25.000 punti in una sola seduta, rendendo la vecchia resistenza a 24.500 un nuovo supporto dinamico e riaccelerando un trend rialzista partito dai minimi strutturali in area 23.000. Nella parte alta del nuovo range, il mercato mostra momentum esplosivo, con ricoperture short aggressive e acquisti in denaro su ogni tentativo di rimbalzo ribassista, segnalando che il movimento non viene trattato come un semplice picco di liquidità isolato.
Struttura di fondo: trend rialzista riaccelerato dal "gap up" tecnico (CFD Pepperstone Nasdaq)
Su orizzonte plurimensile, il Nasdaq 100 mostrava già prima del gap up dell’8 aprile un trend rialzista ben strutturato: l’impulso attivo era partito dal forte supporto in area 23.000 punti, dove il mercato aveva completato il test dell’ex resistenza poi diventata base del nuovo ciclo. Il superamento progressivo delle resistenze statiche a 23.500, 24.000 e 24.500 punti ha costruito una sequenza di minimi e massimi crescenti, con la trendline discendente del canale correttivo di lungo periodo, partita dal massimo di fine gennaio, finalmente violata al rialzo e trasformata in supporto dinamico.
L’analisi di Pepperstone di marzo 2026 indicava già i 24.000–23.800 punti come area di supporto chiave e il consolidamento dell’indice in quella fascia come premessa per un nuovo rilancio. Il gap up dell’8 aprile ha quindi agito da acceleratore su un bull trend preesistente: non si tratta di un’inversione improvvisa dal basso, ma dell’estensione impulsiva di un’onda rialzista già in corso, identificata dall’analisi wave come “impulso 1” partito da 23.000, con target successivo a 25.400 punti, massimo dell’onda 4 di febbraio.
La struttura fondamentale rafforza questa lettura, perché il Nasdaq 100 proiettava una crescita degli utili del +34% anno su anno contro un consensus iniziale del +22%. In questo quadro, la distanza tra prezzo corrente e valore fondamentale non appare sufficiente a giustificare un’inversione, mentre il vecchio corridoio 22.000–23.000 viene riassorbito come fase di accumulazione completata, lasciando spazio a correzioni tecniche anche violente ma ancora pienamente “in trend”.
La logica della nuova fascia 24.000–25.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia 22.500–24.000 si è trasformata in zona di breakout confermata; il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è ora centrato tra 24.000 e 25.500 punti. È qui che si decide se il mercato consoliderà il gap up dell'8 aprile per un allungo verso 25.400–26.000 punti o se tornerà a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari a 24.000–23.500.
• Resistenza immediata 25.045–25.400 punti: area del massimo cash dell'8 aprile (25.045 NDX) e primo target wave identificato dall'analisi Elliott in area 25.400 (massimo dell'onda 4 di fine febbraio); una chiusura daily stabile sopra 25.045 consoliderebbe il breakout e aprirebbe spazio verso 25.400 e poi 26.000 punti.
• Resistenza secondaria 25.400–26.000 punti: target dell'impulso wave attivo e livello psicologico di "big figure"; zona in cui diversi desk individuano livelli per prese di profitto tattiche e coperture di portafoglio dopo l'accelerazione dell'8 aprile.
• Supporto primario 24.500–24.756 punti: minimo intraday dell'8 aprile e nuova zona di pullback immediato post‑breakout; i compratori hanno difeso aggressivamente questa fascia durante la seduta, rendendo il range 24.756–24.900 il primo cuscinetto di supporto dinamico da monitorare nelle prossime sessioni.
• Supporto secondario 24.000–24.200 punti: chiusura del 7 aprile e area di consolidamento di inizio mese; ex resistenza psicologica trasformata in supporto; un rientro tecnico su quest'area senza rotture decise rafforzerebbe il segnale di breakout e offrirebbe punti d'ingresso long tattici verso 25.000–25.400.
• Supporto strutturale 23.000–23.500 punti: base dell'impulso wave attivo identificata dall'analisi Elliott; zona del vecchio breakout strutturale e primo target ribassista in caso di sgonfiamento del momentum. Un ritorno stabile sotto 23.000 riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000 e segnalerebbe un esaurimento dell'onda rialzista attiva.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La struttura delle medie mobili sul Nasdaq 100, ricostruita sull’indice cash NDX e sui future NQ giugno da cui Pepperstone deriva il prezzo del NAS100 CFD, mostra una configurazione rialzista accelerata: con la chiusura dell’8 aprile a 24.903 punti, il prezzo si è distanziato nettamente dalle medie di breve periodo in area 23.800–24.200, mentre le medie lente a 100–200 giorni restano più in basso, confermando la distanza tipica di un trend direzionale forte. Il breakout della trendline del canale discendente di lungo periodo, già evidenziato dall’analisi wave, aggiunge qualità tecnica alla struttura rialzista, trasformando quella resistenza dinamica in supporto.
Gli oscillatori di momentum descrivono una condizione tirata ma coerente con un rally impulsivo reale: il gap up dell’8 aprile, pari a +2,90% in chiusura e circa +3,5% intraday sui future, è tipico di una ricopertura aggressiva di short e dell’ingresso di nuovo denaro orientato al momentum. Allo stesso tempo, questo tipo di estensione aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi verso l’area 24.500–24.000, che però non comprometterebbero la struttura rialzista di fondo se rispettati in chiusura daily. I report wave indicano come prossima resistenza dinamica rilevante l’area 25.400, con RSI presumibilmente in zona 70–75 dopo l’8 aprile e MACD in configurazione rialzista espansiva sopra lo zero.
La mappa operativa dei livelli chiave sul Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) diventa quindi chiara: sopra 25.045–25.400 il mercato può estendere verso 26.000; tra 24.500 e 24.756 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-gap; tra 24.000 e 24.200 passa il livello discriminante tra consolidamento del breakout e rientro nel range pre-8 aprile; sotto 23.000 il momentum rialzista wave risulterebbe in esaurimento e si riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e resilienza tech: se nelle prossime sedute non emergeranno sorprese negative sui dazi e i grandi nomi del Nasdaq 100 continueranno a mostrare una crescita degli utili sopra le attese, con stime consolidate a +34% anno su anno contro un consensus del +22%, il Nasdaq (NAS100 CFD) potrà mantenersi sopra 24.750 e puntare alla resistenza wave di 25.400, con possibile estensione verso 26.000 in presenza di catalizzatori positivi come dati macro in linea, utili Q1 solidi o segnali di apertura negoziale sui dazi. In questo quadro, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come “strong buy”, con ricoperture di short a sostenere ogni ritracciamento verso 24.500 e strategie long privilegiate rispetto alle vendite anticipate sul top.
Scenario di pullback tecnico ed escalation tariffaria: se invece dovessero emergere nuovi inasprimenti sui dazi verso la Cina, sorprese negative dagli utili tech o un peggioramento del quadro macro globale, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 24.500–24.200, poi verso 24.000–23.500 in caso di correzione più estesa. Solo una discesa stabile sotto 23.000 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 22.000, area in cui molti desk collocano i primi obiettivi di profit-taking per strategie short costruite tra 24.500 e 25.000, senza però intaccare il bull trend pluriennale finché le medie lente restano in pendenza positiva.
In definitiva, la fascia 24.000–25.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 24.200–24.500 in chiusura daily dopo il massive gap up dell’8 aprile sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 25.400–26.000 e un semplice spike da ricopertura destinato a rientrare parzialmente nel range precedente
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