Il Nasdaq è sottovalutato?

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Il Nasdaq è ritornato al centro della scena dopo sole 7 sedute di rialzi consecutivi.
  • La serie più lunga da settembre 2025.


L'indice infatti è risalito del 14% dai minimi di fine marzo, riconquistando le media a 50, 100 e 200 periodi.
  • E' anche ritornato sopra i livello pre-conflitto.


Ma cosa è cambiato rispetto a prima?

Il paradosso delle valutazioni
La prima cosa che salta subito all'occhio è che rispetto al periodo pre-conflitto le valutazioni sono decisamente più generose.
  • Il PE forward del Nasdaq è passato da 28 a 21.
  • Si tratta dei minimi del 2025 (Liberation Day), 2022 (shock inflazione e tassi) e 2020 (Covid).


Ogni volta che il multiplo ha toccato questi livelli negli ultimi 5 anni, è seguito un rimbalzo significativo.

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Ma il dato più eloquente viene dal rapporto PEG (PE diviso per il CAGR degli EPS a 3 anni).
Il PEG del settore tecnologico americano è crollato a 0.6x, il livello più basso dal periodo post crisi 2008 o 2000.
  • Un PEG a tali livelli implica, per definizione, che il mercato sta pagando una frazione della crescita degli utili, o alternativamente, che sta scontando un crollo degli utili futuri che gli analisti non vedono ancora.


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Almeno sul piano delle metriche storiche il settore tecnologico è in una situazione in cui c'è un valore relativo significativo, a patto naturalmente che gli utili reggano.
  • Per questo sarà importante seguire attentamente la trimestrale che inizierà a breve.

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