Nuovi massimi storici a Wall Street, che non teme le tensioni USA-Iran.
Le Borse europee sono più caute, con rotazione di temi verso il «value».
Interesse ancora altissimo per metalli preziosi e industriali.
Le Borse asiatiche ed emergenti continuano a sovra-performare.
Dopo un anno segnato da rialzi record su azioni e metalli preziosi, la seduta di ieri, 15 gennaio, ha mostrato un fisiologico rallentamento. I mercati hanno tirato il fiato, in attesa di capire se le nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti resteranno sul piano delle minacce o apriranno un nuovo fronte di instabilità geopopolitica. Il contesto resta delicato, ma la reazione degli investitori è stata composta, segno di un sentiment ancora costruttivo.
In Europa le chiusure sono risultate eterogenee. Francoforte (+0,19%), Milano (+0,44%) e Londra (+0,49%) hanno chiuso in rialzo, mentre Parigi (-0,21%) ha mostrato una lieve correzione. Piazza Affari continua a beneficiare del miglioramento del quadro obbligazionario: lo spread Btp-Bund è sceso a 63 punti base, in lieve calo dai 64 punti dell’avvio, mentre il rendimento del decennale italiano si è attestato al 3,44%.
Sul mercato valutario il dollaro ha rafforzato la presa. L’euro ha chiuso a 1,161 contro il biglietto verde (-0,3%) e ha perso -0,2% sullo yen, a quota 183,9, riflettendo la revisione delle aspettative sui tassi Usa alla luce di dati macro più solidi del previsto.
A Wall Street il focus resta sugli utili e sulla tecnologia. I risultati trimestrali di Tsmc (+4%) hanno riacceso l’interesse per il comparto dei semiconduttori. Taiwan Semiconductor ha registrato un altro trimestre record, con utili in crescita del 35%, rafforzando la fiducia degli investitori nel ciclo dell’intelligenza artificiale. Il titolo ha guadagnato fino a oltre +6%, trascinando l’intero cluster, da Micron Technology a Nvidia e Amd.
Nel comparto finanziario, gli analisti statunitensi guardano con moderato ottimismo ai risultati di Morgan Stanley e Goldman Sachs, che hanno chiuso la stagione delle grandi banche. L’azionario Usa ha terminato la seduta in territorio positivo: Dow Jones +0,60%, S&P 500 +0,26%, Nasdaq +0,25%.
A rafforzare il quadro contribuiscono anche i conti di BlackRock. Il colosso dell’asset management ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile rettificato di 2,18 miliardi di dollari, pari a 13,16 dollari per azione, in crescita rispetto agli 1,87 miliardi e 11,93 dollari per azione dell’anno precedente. Il risultato è stato trainato dai forti afflussi negli ETF e dalla crescente domanda per prodotti indicizzati a basso costo.
Sul fronte macro Usa, i dati hanno sorpreso in positivo. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese a 198 mila, dalle 208 mila precedenti, meglio delle attese di 215 mila. L’indice della Fed di Filadelfia è balzato a +12,6, dai -10,2 precedenti, contro stime di -1,4. Anche la manifattura dello Stato di New York è migliorata, salendo a +7,7 da -3,7, sopra le attese di +1. Alla luce di questi numeri, il mercato ha spostato le aspettative per il primo taglio dei tassi verso la metà dell’anno.
In Italia, il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ha riconosciuto che l’economia ha sorpreso per capacità di adattamento, tornando a crescere in linea con l’area euro, ma ha avvertito che la crescita si è recentemente indebolita e resterà modesta nei prossimi anni. Il rallentamento riporta al centro le debolezze strutturali, dalla produttività stagnante alla bassa innovazione, con effetti su redditi e salari.
Oggi, 16 gennaio, i mercati asiatici offrono segnali nel complesso positivi. In Corea del Sud, il Kospi segna un nuovo record (+0,9%), centrando l’undicesimo rialzo consecutivo. Gli investitori esteri hanno acquistato azioni coreane per 448,9 milioni di dollari, mentre il won continua a indebolirsi, mettendo alla prova le autorità. A Taiwan, il Taiex sale del 2% e TSMC (+3%) tocca un nuovo massimo storico, sostenuta anche dall’accordo per ridurre i dazi sui beni dell’isola e aumentare gli investimenti tecnologici negli Stati Uniti, come confermato dal Dipartimento del Commercio Usa.
A Tokyo, il Nikkei 225 scende dello 0,3%, ma chiude la settimana con un robusto +5,8%. Lo yen resta sui minimi da 40 anni contro il dollaro, spingendo il ministro delle Finanze Satsuki Katayama a ribadire la disponibilità a interventi decisi se necessario. Altrove: Hong Kong -0,4%, CSI 300 -0,2%, Sydney +0,4%, Mumbai +0,8%.
Tornando all’Europa, il mercato obbligazionario continua a lanciare segnali costruttivi. Lo spread Btp-Bund è sceso a 59 punti base, dimezzandosi di 58 punti base in un anno e toccando i minimi dal 2008. Il Btp decennale rende il 3,40%, mentre il Bund è risalito dal 2,78% al 2,82%. Il movimento riflette anche la scelta del governo Merz di superare il freno al debito per finanziare un maxi piano di riarmo e infrastrutture.
Il “caso Italia” beneficia inoltre di dati incoraggianti: produzione industriale di novembre +1,5% m/m (attese +0,5%), detenzioni estere di titoli di Stato a 871,66 miliardi (da 849,7), retail a 407 miliardi (da 392). A novembre il debito pubblico è sceso a 3.124 miliardi, da 3.131.
Sulle materie prime, il Brent scambia a 63,60 dollari al barile, dopo il -4% di giovedì. Il bilancio settimanale è +0,3%, quello da inizio anno +5%, ma la visione resta prudente per un’offerta globale superiore alla domanda, nonostante l’Opec preveda equilibrio nel 2026.
Infine, oro (4.610 dollari l’oncia) e argento (91,10 dollari) restano nell’area dei massimi storici: +2% settimanale l’oro, +14% l’argento. La geopolitica e un dollaro forte continuano a sostenere la domanda di beni rifugio, mentre l’euro/dollaro è sceso sotto 1,16 per la prima volta da inizio dicembre.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Le Borse europee sono più caute, con rotazione di temi verso il «value».
Interesse ancora altissimo per metalli preziosi e industriali.
Le Borse asiatiche ed emergenti continuano a sovra-performare.
Dopo un anno segnato da rialzi record su azioni e metalli preziosi, la seduta di ieri, 15 gennaio, ha mostrato un fisiologico rallentamento. I mercati hanno tirato il fiato, in attesa di capire se le nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti resteranno sul piano delle minacce o apriranno un nuovo fronte di instabilità geopopolitica. Il contesto resta delicato, ma la reazione degli investitori è stata composta, segno di un sentiment ancora costruttivo.
In Europa le chiusure sono risultate eterogenee. Francoforte (+0,19%), Milano (+0,44%) e Londra (+0,49%) hanno chiuso in rialzo, mentre Parigi (-0,21%) ha mostrato una lieve correzione. Piazza Affari continua a beneficiare del miglioramento del quadro obbligazionario: lo spread Btp-Bund è sceso a 63 punti base, in lieve calo dai 64 punti dell’avvio, mentre il rendimento del decennale italiano si è attestato al 3,44%.
Sul mercato valutario il dollaro ha rafforzato la presa. L’euro ha chiuso a 1,161 contro il biglietto verde (-0,3%) e ha perso -0,2% sullo yen, a quota 183,9, riflettendo la revisione delle aspettative sui tassi Usa alla luce di dati macro più solidi del previsto.
A Wall Street il focus resta sugli utili e sulla tecnologia. I risultati trimestrali di Tsmc (+4%) hanno riacceso l’interesse per il comparto dei semiconduttori. Taiwan Semiconductor ha registrato un altro trimestre record, con utili in crescita del 35%, rafforzando la fiducia degli investitori nel ciclo dell’intelligenza artificiale. Il titolo ha guadagnato fino a oltre +6%, trascinando l’intero cluster, da Micron Technology a Nvidia e Amd.
Nel comparto finanziario, gli analisti statunitensi guardano con moderato ottimismo ai risultati di Morgan Stanley e Goldman Sachs, che hanno chiuso la stagione delle grandi banche. L’azionario Usa ha terminato la seduta in territorio positivo: Dow Jones +0,60%, S&P 500 +0,26%, Nasdaq +0,25%.
A rafforzare il quadro contribuiscono anche i conti di BlackRock. Il colosso dell’asset management ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile rettificato di 2,18 miliardi di dollari, pari a 13,16 dollari per azione, in crescita rispetto agli 1,87 miliardi e 11,93 dollari per azione dell’anno precedente. Il risultato è stato trainato dai forti afflussi negli ETF e dalla crescente domanda per prodotti indicizzati a basso costo.
Sul fronte macro Usa, i dati hanno sorpreso in positivo. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese a 198 mila, dalle 208 mila precedenti, meglio delle attese di 215 mila. L’indice della Fed di Filadelfia è balzato a +12,6, dai -10,2 precedenti, contro stime di -1,4. Anche la manifattura dello Stato di New York è migliorata, salendo a +7,7 da -3,7, sopra le attese di +1. Alla luce di questi numeri, il mercato ha spostato le aspettative per il primo taglio dei tassi verso la metà dell’anno.
In Italia, il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ha riconosciuto che l’economia ha sorpreso per capacità di adattamento, tornando a crescere in linea con l’area euro, ma ha avvertito che la crescita si è recentemente indebolita e resterà modesta nei prossimi anni. Il rallentamento riporta al centro le debolezze strutturali, dalla produttività stagnante alla bassa innovazione, con effetti su redditi e salari.
Oggi, 16 gennaio, i mercati asiatici offrono segnali nel complesso positivi. In Corea del Sud, il Kospi segna un nuovo record (+0,9%), centrando l’undicesimo rialzo consecutivo. Gli investitori esteri hanno acquistato azioni coreane per 448,9 milioni di dollari, mentre il won continua a indebolirsi, mettendo alla prova le autorità. A Taiwan, il Taiex sale del 2% e TSMC (+3%) tocca un nuovo massimo storico, sostenuta anche dall’accordo per ridurre i dazi sui beni dell’isola e aumentare gli investimenti tecnologici negli Stati Uniti, come confermato dal Dipartimento del Commercio Usa.
A Tokyo, il Nikkei 225 scende dello 0,3%, ma chiude la settimana con un robusto +5,8%. Lo yen resta sui minimi da 40 anni contro il dollaro, spingendo il ministro delle Finanze Satsuki Katayama a ribadire la disponibilità a interventi decisi se necessario. Altrove: Hong Kong -0,4%, CSI 300 -0,2%, Sydney +0,4%, Mumbai +0,8%.
Tornando all’Europa, il mercato obbligazionario continua a lanciare segnali costruttivi. Lo spread Btp-Bund è sceso a 59 punti base, dimezzandosi di 58 punti base in un anno e toccando i minimi dal 2008. Il Btp decennale rende il 3,40%, mentre il Bund è risalito dal 2,78% al 2,82%. Il movimento riflette anche la scelta del governo Merz di superare il freno al debito per finanziare un maxi piano di riarmo e infrastrutture.
Il “caso Italia” beneficia inoltre di dati incoraggianti: produzione industriale di novembre +1,5% m/m (attese +0,5%), detenzioni estere di titoli di Stato a 871,66 miliardi (da 849,7), retail a 407 miliardi (da 392). A novembre il debito pubblico è sceso a 3.124 miliardi, da 3.131.
Sulle materie prime, il Brent scambia a 63,60 dollari al barile, dopo il -4% di giovedì. Il bilancio settimanale è +0,3%, quello da inizio anno +5%, ma la visione resta prudente per un’offerta globale superiore alla domanda, nonostante l’Opec preveda equilibrio nel 2026.
Infine, oro (4.610 dollari l’oncia) e argento (91,10 dollari) restano nell’area dei massimi storici: +2% settimanale l’oro, +14% l’argento. La geopolitica e un dollaro forte continuano a sostenere la domanda di beni rifugio, mentre l’euro/dollaro è sceso sotto 1,16 per la prima volta da inizio dicembre.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
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