Le minute del FOMC della FED di febbraio propendono per stabilità tassi.
Recuperi diffusi per le Borse EU e Wall Street, ma resta la rotazione di temi.
Asia, leader di performance da inizio anni, a mezzo servizio per festività.
Segnali di ritorno agli acquisti sui metalli preziosi ed industriali.
I dati macroeconomici Usa continuano a restituire l’immagine di un’economia solida, lontana da un rallentamento marcato. È proprio questa resilienza a mantenere alta l’attenzione degli operatori sulle prossime mosse della, soprattutto alla luce del cambio al vertice previsto per maggio, quando Kevin Warsh assumerà la presidenza. Un passaggio che arriva in una fase delicata, con il mercato in attesa dei dati su Pil e inflazione di venerdì, potenzialmente decisivi per le aspettative sui tassi.
Nel frattempo, le Borse europee ieri, 18 febbraio, hanno trovano slancio negli acquisti concentrati su banche, difesa e tecnologia, chiudendo una seduta positiva nonostante l’attesa della pubblicazione dei verbali dell’ultimo meeting della banca centrale Usa: Londra +1,25%, Francoforte +1,06%, Parigi +0,81%, Milano +1,30% e Madrid +1,34%. Anche Wall Street archivia la giornata in positivo: Dow Jones +0,26%, Nasdaq +0,78% e S&P500 +0,56%.
Dai verbali del Federal Open Market Committee di febbraio emerge con chiarezza un messaggio che il mercato fatica a metabolizzare: all’interno della Fed c’è pochissima voglia di tagliare i tassi.
La stragrande maggioranza dei membri del board ritiene necessario osservare ulteriori progressi concreti sul fronte dell’inflazione prima di considerare un allentamento della politica monetaria. È vero che due governatori hanno votato contro il mantenimento dei tassi invariati, sostenendo un taglio, ma il verbale segnala anche la presenza di partecipanti favorevoli a un linguaggio più neutrale, che lasci aperta non solo l’ipotesi di un taglio, ma persino quella di un rialzo.
In questo contesto, prende corpo lo scenario di assenza di tagli nel corso dell’anno. Alcuni fattori potrebbero effettivamente spingere l’inflazione al ribasso nella seconda metà del periodo, ma il livello attuale resta ancora distante dal target del 2%, e non esiste alcuna automatica necessità di intervento accomodante da parte della Fed.
Il mercato obbligazionario riflette questa impostazione. Il rendimento del Treasury decennale si attesta al 4,10% alle 11.00 CET, allontanandosi dall’area chiave del 4% toccata a inizio settimana, mentre quello del biennale aggiorna i massimi degli ultimi sei giorni.
Sul fronte azionario globale, continua a far discutere la sottoperformance dell’S&P500 rispetto all’MSCI ACWI, il benchmark delle principali azioni non statunitensi: per trovare un divario più ampio di quello registrato nel 2026 bisogna risalire addirittura al 1995: un dato che segnala come la revisione tematica di Wall Street stia diventando un fenomeno strutturale.
Il quadro geopolitico resta un importante fattore di rischio. Non si registrano progressi né nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, né in quelli tra Russia e Ucraina.
Anzi, secondo fonti dell’amministrazione e del Pentagono, confermate da anticipazioni di CNN e CBS News, il rapido rafforzamento delle forze statunitensi in Medio Oriente avrebbe raggiunto un livello tale da consentire al presidente di intraprendere un’azione militare contro l’Iran già nel fine settimana, lasciando alla Casa Bianca la scelta finale tra diplomazia e conflitto.
Non sorprende quindi la reazione delle materie prime energetiche. Il WTI è salito ieri del 3,7% a 64,6 dollari/barile, mentre il gas naturale europeo ad Amsterdam rimbalzato +6,9% a 31,9 euro/MWh. Di segno opposto la dinamica negli Stati Uniti, dove il gas naturale resta ai minimi di quattro mesi ed in calo, -18%, da inizio anno.
Sul mercato valutario, l’euro arretra a 1,181 contro dollaro, dal 1,183 del fixing di martedì. Più marcata la debolezza dello yen dopo l’annuncio della prima tranche di investimenti legati all’accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone: euro/yen +0,4% a 182,4 e dollaro/yen +0,8% a 154,6.
In Asia, l’indice MSCI Asia Pacific guadagna +0,5% stamattina, 19 febbraio, con Hong Kong, Shanghai e Shenzhen chiuse per il Capodanno lunare. A Tokyo, Nikkei +0,9%, trainato dai produttori di chip: Tokyo Electron +4% e Advantest +2,1%, mentre GS Yuasa balza +6,1% dopo l’annuncio della nuova fabbrica di batterie agli ioni di litio in Giappone.
Il Kospi coreano segna un nuovo record, +3%, portando il progresso al +30% da inizio anno. Samsung avanza +5% sulle indiscrezioni relative a un prezzo unitario dei memory chip HBM4 intorno ai 700 dollari, 20–30% superiore rispetto all’HBM3E, spinto dall’aumento della domanda.
Tra le altre piazze, Mumbai -0,2%, mentre l’Australia sale +0,9%, con il rendimento del decennale australiano al 4,8%, livello che inizia a destare preoccupazione.
Metalli. Le scorte globali di rame monitorate dal aumentano per l’undicesimo giorno consecutivo, toccando il livello più alto da marzo scorso.
Secondo Goldman Sachs, le previsioni di prezzo per il quarto trimestre 2026 presentano un rischio di rialzo, qualora Stati Uniti e Cina procedessero con programmi di stoccaggio strategico. In recupero anche i preziosi: oro a 4.980 dollari/oncia e argento a 78, in un mercato poco liquido per l’assenza degli operatori cinesi.
Nel mondo crypto, nessun segnale di recupero per Bitcoin , che scende a 66.500 dollari (-2,0%), alla terza seduta consecutiva di ribasso. Dopo il massimo storico oltre 126.000 dollari, la principale criptovaluta ha perso circa -45% in quattro mesi, riaprendo il dibattito sulla sua reale capacità di fungere da riserva di valore, anche se la storia insegna quanto rapidamente il sentiment possa mutare.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Recuperi diffusi per le Borse EU e Wall Street, ma resta la rotazione di temi.
Asia, leader di performance da inizio anni, a mezzo servizio per festività.
Segnali di ritorno agli acquisti sui metalli preziosi ed industriali.
I dati macroeconomici Usa continuano a restituire l’immagine di un’economia solida, lontana da un rallentamento marcato. È proprio questa resilienza a mantenere alta l’attenzione degli operatori sulle prossime mosse della, soprattutto alla luce del cambio al vertice previsto per maggio, quando Kevin Warsh assumerà la presidenza. Un passaggio che arriva in una fase delicata, con il mercato in attesa dei dati su Pil e inflazione di venerdì, potenzialmente decisivi per le aspettative sui tassi.
Nel frattempo, le Borse europee ieri, 18 febbraio, hanno trovano slancio negli acquisti concentrati su banche, difesa e tecnologia, chiudendo una seduta positiva nonostante l’attesa della pubblicazione dei verbali dell’ultimo meeting della banca centrale Usa: Londra +1,25%, Francoforte +1,06%, Parigi +0,81%, Milano +1,30% e Madrid +1,34%. Anche Wall Street archivia la giornata in positivo: Dow Jones +0,26%, Nasdaq +0,78% e S&P500 +0,56%.
Dai verbali del Federal Open Market Committee di febbraio emerge con chiarezza un messaggio che il mercato fatica a metabolizzare: all’interno della Fed c’è pochissima voglia di tagliare i tassi.
La stragrande maggioranza dei membri del board ritiene necessario osservare ulteriori progressi concreti sul fronte dell’inflazione prima di considerare un allentamento della politica monetaria. È vero che due governatori hanno votato contro il mantenimento dei tassi invariati, sostenendo un taglio, ma il verbale segnala anche la presenza di partecipanti favorevoli a un linguaggio più neutrale, che lasci aperta non solo l’ipotesi di un taglio, ma persino quella di un rialzo.
In questo contesto, prende corpo lo scenario di assenza di tagli nel corso dell’anno. Alcuni fattori potrebbero effettivamente spingere l’inflazione al ribasso nella seconda metà del periodo, ma il livello attuale resta ancora distante dal target del 2%, e non esiste alcuna automatica necessità di intervento accomodante da parte della Fed.
Il mercato obbligazionario riflette questa impostazione. Il rendimento del Treasury decennale si attesta al 4,10% alle 11.00 CET, allontanandosi dall’area chiave del 4% toccata a inizio settimana, mentre quello del biennale aggiorna i massimi degli ultimi sei giorni.
Sul fronte azionario globale, continua a far discutere la sottoperformance dell’S&P500 rispetto all’MSCI ACWI, il benchmark delle principali azioni non statunitensi: per trovare un divario più ampio di quello registrato nel 2026 bisogna risalire addirittura al 1995: un dato che segnala come la revisione tematica di Wall Street stia diventando un fenomeno strutturale.
Il quadro geopolitico resta un importante fattore di rischio. Non si registrano progressi né nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, né in quelli tra Russia e Ucraina.
Anzi, secondo fonti dell’amministrazione e del Pentagono, confermate da anticipazioni di CNN e CBS News, il rapido rafforzamento delle forze statunitensi in Medio Oriente avrebbe raggiunto un livello tale da consentire al presidente di intraprendere un’azione militare contro l’Iran già nel fine settimana, lasciando alla Casa Bianca la scelta finale tra diplomazia e conflitto.
Non sorprende quindi la reazione delle materie prime energetiche. Il WTI è salito ieri del 3,7% a 64,6 dollari/barile, mentre il gas naturale europeo ad Amsterdam rimbalzato +6,9% a 31,9 euro/MWh. Di segno opposto la dinamica negli Stati Uniti, dove il gas naturale resta ai minimi di quattro mesi ed in calo, -18%, da inizio anno.
Sul mercato valutario, l’euro arretra a 1,181 contro dollaro, dal 1,183 del fixing di martedì. Più marcata la debolezza dello yen dopo l’annuncio della prima tranche di investimenti legati all’accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone: euro/yen +0,4% a 182,4 e dollaro/yen +0,8% a 154,6.
In Asia, l’indice MSCI Asia Pacific guadagna +0,5% stamattina, 19 febbraio, con Hong Kong, Shanghai e Shenzhen chiuse per il Capodanno lunare. A Tokyo, Nikkei +0,9%, trainato dai produttori di chip: Tokyo Electron +4% e Advantest +2,1%, mentre GS Yuasa balza +6,1% dopo l’annuncio della nuova fabbrica di batterie agli ioni di litio in Giappone.
Il Kospi coreano segna un nuovo record, +3%, portando il progresso al +30% da inizio anno. Samsung avanza +5% sulle indiscrezioni relative a un prezzo unitario dei memory chip HBM4 intorno ai 700 dollari, 20–30% superiore rispetto all’HBM3E, spinto dall’aumento della domanda.
Tra le altre piazze, Mumbai -0,2%, mentre l’Australia sale +0,9%, con il rendimento del decennale australiano al 4,8%, livello che inizia a destare preoccupazione.
Metalli. Le scorte globali di rame monitorate dal aumentano per l’undicesimo giorno consecutivo, toccando il livello più alto da marzo scorso.
Secondo Goldman Sachs, le previsioni di prezzo per il quarto trimestre 2026 presentano un rischio di rialzo, qualora Stati Uniti e Cina procedessero con programmi di stoccaggio strategico. In recupero anche i preziosi: oro a 4.980 dollari/oncia e argento a 78, in un mercato poco liquido per l’assenza degli operatori cinesi.
Nel mondo crypto, nessun segnale di recupero per Bitcoin , che scende a 66.500 dollari (-2,0%), alla terza seduta consecutiva di ribasso. Dopo il massimo storico oltre 126.000 dollari, la principale criptovaluta ha perso circa -45% in quattro mesi, riaprendo il dibattito sulla sua reale capacità di fungere da riserva di valore, anche se la storia insegna quanto rapidamente il sentiment possa mutare.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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