Un occhio alle mappe di guerra e un occhio ai tassi decennali

Ancora una volta l'amministrazione Trump ha preferito la via della de-escalation proprio quando i rendimenti sono tornati in area 4.50%.
E' molto probabile che sia stato Bessent, il segretario al Tesoro, a indurre tutti a guardare al grafico dei rendimenti a 10 anni del Treasury piuttosto che alle mappe con le navi da guerra nello Stretto di Hormuz.
Il livello di 4.50% è l'area che non si vuole superare, come avevamo già detto in un articolo precedente.
Tutti i mercati dei titoli di stato globali stanno scivolando, perché tutto congiura per nuovi aumenti dei debiti pubblici. Un eventuale conflitto, inoltre, rafforzerebbe il dollaro e forzerebbe l'unwinding dei carry trade, alimentando ulteriori vendite di Treasuries.
Si è quindi preferita, almeno momentaneamente, la via della de-escalation, e il petrolio ne ha subito risentito positivamente, con il
USOIL che è sceso sotto quota 100 dollari.
Trump ha detto che in caso di accordo potrebbe scendere molto velocemente. Si può essere d'accordo o meno con quello che dice o fa, ma abbiamo imparato che spesso le sue "view" di mercato non sono da sottovalutare.
Insomma, ancora una volta sono stati i rendimenti a guidare le scelte di Trump, ricordatevelo.
- Nella conferenza stampa dei vertici militari statunitensi, Hagseth e Caine, i toni sono stati inaspettatamente mansueti: hanno detto che non consideravano gli attacchi iraniani una violazione del cessate il fuoco.
Strano, perché gli iraniani apparentemente avevano sparato contro navi USA e verso gli Emirati Arabi. - Poco dopo, Trump ha annunciato la sospensione di "Project Freedom", operazione lanciata appena lunedì per scortare le navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz.
La motivazione, secondo il presidente, è la possibilità di chiudere un "accordo completo e finale" con Teheran, su mediazione del Pakistan.
E' molto probabile che sia stato Bessent, il segretario al Tesoro, a indurre tutti a guardare al grafico dei rendimenti a 10 anni del Treasury piuttosto che alle mappe con le navi da guerra nello Stretto di Hormuz.
Il livello di 4.50% è l'area che non si vuole superare, come avevamo già detto in un articolo precedente.
Tutti i mercati dei titoli di stato globali stanno scivolando, perché tutto congiura per nuovi aumenti dei debiti pubblici. Un eventuale conflitto, inoltre, rafforzerebbe il dollaro e forzerebbe l'unwinding dei carry trade, alimentando ulteriori vendite di Treasuries.
Si è quindi preferita, almeno momentaneamente, la via della de-escalation, e il petrolio ne ha subito risentito positivamente, con il
Trump ha detto che in caso di accordo potrebbe scendere molto velocemente. Si può essere d'accordo o meno con quello che dice o fa, ma abbiamo imparato che spesso le sue "view" di mercato non sono da sottovalutare.
Insomma, ancora una volta sono stati i rendimenti a guidare le scelte di Trump, ricordatevelo.
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Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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