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Bitcoin fa i conti con i danni dovuti al fallimento di FTX

Il mese di novembre è stato un banco di prova importante per il mondo delle criptovalute e in particolare per Bitcoin, quanto è accaduto ad FTX ha portato giù il mercato ma BTC ha reagito bene sotto alcuni punti di vista.

Le conseguenze subite dal mercato solo il fallimento di FTX sono simili a quelle vissute già dopo il fallimento di Terra, ma più in grande.

Il mercato che vantava una capitalizzazione complessiva che sfiorava ormai i 3.000 miliardi di dollari ha perso circa i due terzi toccando i 900 miliardi.

Investire è però complicato ovunque, se è vero che il mercato delle criptovalute ha subito delle uscite di capitali, è anche il mercato azionario non naviga in buone acque e i continui aumento del tasso di interesse da parte della Fed e delle altre banche centrali non aiuta.

Bitcoin è ripiombato a -16,3% registrando la performance mensile più bassa da giugno di quest’anno.

A novembre l’oro digitale ha registrato le maggiori uscite dagli exchange dalla sua nascita, 91.557 BTC sono infatti usciti dalle piattaforme.

Dopo FTX, gli scambi centralizzati hanno subito molte defezioni nonostante i tentativi di messa in sicurezza dei capitali.

Nel mese di novembre BTC ha toccato il minimo a 15.480 dollari ed ETH è sceso a quota 1074 dollari americani il 23 del mese. Il valore di Bitcoin dopo la caduta di FTX

La valuta trainante per capitalizzazione e la prima di quelle decentralizzate oramai compie i 13 anni e mentre molte virano sulla Proof of Stake, domina ancora nonostante la Proof of Work su cui si basa non sia la più amata dal green party che domina le classi dirigenti.

Nel febbraio 2021 è stata la prima criptovaluta a raggiungere il trilione di dollari di valutazione e nonostante la debacle di FTX abbia portato strascichi importanti ha retto bene dimostrando che la soglia dei 15.000 dollari è difficile da scalzare e potrebbe essere considerato (forse) il valore base della valuta.

Il crollo di FTX ha causato enormi problemi a tutto il mondo delle criptovalute cancellando miliardi di dollari dal mercato.

La paura del contagio non ha causato problemi solo al Bitcoin, ma anche alle altre valute e principalmente alle altre piattaforme di scambio mostrando la fragilità di certe società e portando ad una naturale scrematura. L’azionario statunitense in contrapposizione alle crypto

Lo S&P 500 e il NASDAQ, invece, hanno giovato di un’inflazione minore rispetto alle previsioni e sono ritornate in verde.

La Fed ha dichiarato che forse siamo arrivati a dover ripensare la politica di rialzo dei tassi che potrebbe prendere una via più soft con aumenti minori, mirati e più distanti nel tempo iniziando dal prossimo che molti analisti danno per 50 punti base.

Nell’ultimo mese le prime quattro valute per capitalizzazione hanno registrato un aumento significativo della volatilità.

Solana e ADA in particolare hanno sottoperformato BTC ed ETH con un rendimento rispettivamente del -56,7% e del -30,8%.

La volatilità impazzita dopo i danni di Sam Bankman-Fried è delle sue società rendendo novembre uno dei mesi più volatili di sempre, ad esempio SOL ha toccato addirittura una volatilità del 241% molto maggiore di quella di Bitcoin che è solo, si fa per dire, raddoppiata.

La capitalizzazione di mercato totale delle quattro valute principali ha toccato il minimo dal 2020 a 495 miliardi di dollari.

Alla fine del mese però è riniziato il recupero che i dati confermano già essere arrivato al 5% in termini di volumi.

Dopo la data spartiacque dell’8 novembre che ha segnato la disfatta della piattaforma di scambi di Sam Bankman-Fried, gli scambi centralizzati sono crollati per via del panico sulla sicurezza dei depositi e sulle coperture.

Per quanto riguarda i CEX, Bitcoin ha toccato le peggiori performance della sua storia, -91.557 BTC e il trend ha subito una continuazione prolungata. Mining di Bitcoin e metriche

L’hashrate medio di Bitcoin dello scorso mese è sceso del 20,7% a 210 TH/s, ottenendo il calo più grande del 2022.

Dopo il massimo di 317 milioni registrato a inizio mese, l’hashrate è tornato ai minimi a 203 milioni di TH/s il 26 novembre.

Anche la difficoltà del mining è aumentata toccando il massimo storico di 37.0tn.

L’aumento dei prezzi dell’energia inoltre contribuisce alla capitolazioni e dei Miners in generale.

Wrapped Bitcoin (WBTC), un token che consente a Bitcoin di essere utilizzato per DeFi su altre blockchain ha perso il suo ancoraggio a novembre toccando il punto più basso dall’agosto di due anni fa.

Il motivo del depeg di WBTC È da collegarsi soprattutto al fallimento di FTX che dopo Binance era il mercato di riferimento più grande.

Gli analisti credono che il depeg non possa scendere ancora sotto 0, 95 poiché WBTC è 1:1 con il Bitcoin.

ETH seppur riportando cali significativi come visto sopra ha mostrato una resilienza maggiore agli scossoni della vicenda FTX rimanendo al di sopra dei minimi di giugno.

Il rendimento di Ethereum nell’ultimo semestre ha sovraperformato quello di Bitcoin del 22,4% contro il -10,8%.

Le transazioni giornaliere medie di ETH hanno comunque subito un calo del 5,30% nell’ultimo mese toccando gli 1,04 milioni di transazioni giornaliere medie.

Il dato è il secondo dato peggiore da due anni a questa parte e ci dà il polso della gravità di quanto abbia fatto FTX.

Con le transazioni medie tuttavia sono diminuite anche le commissioni giornaliere medie, scese a 2,86 dollari riportando un calo del 93,9% rispetto al picco dello stesso periodo dello scorso anno.