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Anima manterrà partnership in UniCredit-Mps, in cassa oltre 500 mln a fine 2021 - AD

Anima Holding (124) è certa di poter mantenere un ruolo come partner di risparmio gestito nel gruppo che nascerebbe da un matrimonio Banca Mps (IT0005349037), con cui ha un accordo di distribuzione fino al 2030, e UniCredit (XS2360310044) che ha un accordo di distribuzione con il colosso Amundi (ANI).

Lo ha detto, in un'intervista a Reuters, l'Ad di Anima, Alessandro Melzi d'Eril.

"Non vedo perchè Anima non dovrebbe trovare uno spazio in un nuovo gruppo, c'è spazio per due perchè noi portiamo valore e abbiamo sempre portato valore", ha detto Melzi d'Eril.

Secondo quanto risulta all'AD sulla base di informazioni di mercato, il contratto di Amundi con Unicredit, a differenza di quello di Anima con Mps, prevede una "market share" (allocazione prestabilita di una porzione minima di prodotti della casa), ma la percentuale di commissioni retrocesse alla rete sarebbe significativamente più bassa.

"Loro sono grandi e quindi più internazionali e con una gamma di prodotti potenzialmente più sofisticati ma noi piccoli e quindi flessibili e forti sul 'time to market'", ha aggiunto ricordando che Anima serve la gigantesca rete di Poste Italiane (PST), che è anche azionista.

L'AD prevede che la liquidità di Anima Holding supererà i 500 milioni di euro a fine anno e la scelta di destinarne circa 60 milioni a un piano di acquisto di azioni proprie garantirà agli azionisti, secondo stime degli analisti, un rendimento complessivo superiore al 10%, fra i più alti nel settore europeo.

"Non avendo nel breve in programma operazioni straordinarie abbiamo voluto incrementare il rendimento per i nostri azionisti e dare un segnale di fiducia nella società in un momento di incertezza per il consolidamento bancario in atto da quando Intesa ha lanciato l'Opa su Ubi", ha detto Melzi d'Eril.

Il restante 2,9% del capitale in azioni proprie in mano all'azienda sarà mantenuto in portafoglio per servire i piani di incentivazione del management.

Il manager si aspetta infine che l'accelerazione del ritmo di raccolta degli ultimi mesi prosegua fino a fine anno ed è ottimista anche per il 2022.

"C'è più volatilità sui mercati ma i clienti hanno voglia di investire, c'è tanta liquidità in giro", ha detto.

La raccolta netta di risparmio gestito (escluse le deleghe assicurative di Ramo I) del gruppo è stata di 376 milioni di euro a settembre, per un totale da inizio anno positivo di 2,4 miliardi di euro, oltre il doppio rispetto ai primi nove mesi del 2020.

A fine settembre le masse gestite si attestavano a circa 200 miliardi di euro, in incremento di circa 11 miliardi di euro rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

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