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DeA Capital, De Agostini lancia Opa per delisting, titolo corre verso prezzo offerta

De Agostini lancerà un'Opa volontaria totalitaria sul capitale non posseduto di DeA Capital DEA al prezzo di 1,50 euro 'cum dividend' per azione, finalizzata al delisting della controllata.

Come atteso, a Piazza Affari l'annuncio dell'Opa ha spinto in forte rialzo i titoli DeA Capital che si avvicinano al prezzo offerto. Intorno alle 11,30 DeA Capital guadagna il 28,5% a 1,47 euro, registrando la migliore performance giornaliera da luglio 2005.

L'offerta promossa attraverso Nova, società interamente posseduta da De Agostini, punta ad acquisire circa 85,7 milioni di azioni, pari al 32,156% del capitale di DeA Capital, si legge in una nota.

Il prezzo offerto incorpora un premio del 31,1% rispetto al prezzo ufficiale per azione alla chiusura di ieri.

In caso di piena adesione all'offerta, l'esborso massimo complessivo di De Agostini, che già possiede il 67,062% del capitale di DeA Capital, è di circa 128,6 milioni di euro.

L'Opa è condizionata al raggiungimento di una partecipazione superiore al 90% di DeA Capital, anche se l'offerente si riserva di rinunciare in tutto o in parte alle condizioni di efficacia dell'offerta.

"Il delisting assicurerà all'emittente una maggiore flessibilità gestionale, oltreché un indubbio risparmio di costi", non giustificabili dati gli scarsi volumi e la forte volatilità del titolo, si legge nel comunicato in relazione alle motivazioni dell'Opa.

La maggiore flessibilità di una società non quotata consentirà inoltre a DeA Capital di "accelerare la sua strategia di investimento e di creazione di valore", aggiunge la nota specificando che De Agostini "si propone di sostenere l'attuale piano industriale di DeA Capital e i futuri progetti di sviluppo".

DeA Capital, viene inoltre sottolineato, è diventata negli ultimi anni una società con un modello di business "molto meno capital intensive", visto il cambiamento del proprio business model da investitore in operazioni di private equity a 'alternative asset manager'.

De Agostini punta ad una fusione con la controllata anche nel caso in cui l'Opa non dovesse andare in porto.

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