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gold nella sessione pomeridiana di ieri combina poco nulla,
si sveglia intorno alla chiusura di londra e parte a ribasso andando vicino all apertura della settimana entrando nel gap di open,poi riparte forte di nuovo verso i massimi.
dobbiamo stare molto attenti.
oggi live ore 14:00 vediamo news aggiorniamo zone e cerchiamo qualcosa di interessante.
io monitoro le zone segnate ma fino alle 14:00 non faccio nessun tipo di entry.
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Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
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USD (Dollaro americano)
USDCHF LONG Un'entrata long su USD/CHF in area 0.77 richiederebbe una convergenza eccezionale di fattori tecnici, fondamentali e strutturali, considerando che un livello del genere rappresenterebbe un'estremizzazione storica della forza del franco svizzero contro il dollaro—un territorio toccato soltanto in fasi di crisi acuta come quella del 2011-2012, quando il cross scese fino a 0.7065. In un simile contesto, il CHF si troverebbe a scontare un sovrapprezzo strutturale derivante da un mix di flussi safe-haven intensi, un differenziale tassi Fed-SNB marcatamente negativo e una domanda rifugio tale da aver neutralizzato persino gli interventi della Banca Nazionale Svizzera. Proprio questa estremizzazione aprirebbe però lo spazio per una mean reversion pluriennale, soprattutto qualora emergessero catalizzatori fondamentali capaci di invertire il paradigma valutario consolidato.
Il primo driver potenziale risiederebbe in un'inversione del differenziale dei tassi d'interesse, con la Federal Reserve che mantiene una politica monetaria restrittiva—ad esempio con i tassi fermi in area 3-4%—mentre la SNB, costretta dalla forza eccessiva della propria valuta, avvia un ciclo di tagli per preservare la competitività dell'economia svizzera. Questo scenario renderebbe il carry trade USD/CHF nuovamente attrattivo per i flussi istituzionali globali, innescando una rotazione strutturale verso il dollaro. Parallelamente, una crisi fiscale o bancaria nell'eurozona potrebbe alterare la gerarchia dei beni rifugio europei: anziché rifugiarsi nel franco come tradizionalmente accade, gli investitori potrebbero privilegiare la liquidità e la profondità dei mercati statunitensi, spostando i flussi verso il USD in un contesto di risk-off globale. A ciò si aggiungerebbe un cambio di rotta esplicito della SNB, con interventi massicci e coordinati—acquisti illimitati di valuta estera e comunicazione chiara contro l'apprezzamento—volto a indebolire deliberatamente il franco, rompendo quella percezione di invincibilità che ne ha sostenuto la forza negli anni.
Sul piano tecnico, tuttavia, nessun livello psicologico da solo giustificherebbe l'ingresso. Occorrerebbe osservare una stabilizzazione organizzata del prezzo: la formazione di un doppio o triplo minimo in area 0.77 con volumi decrescenti nelle ultime discese, a suggerire esaurimento della pressione venditrice; la rottura di una trendline ribassista pluriennale su timeframe weekly; e segnali di divergenza tra prezzo e indicatori come RSI o MACD, dove i minimi non vengono confermati dagli oscillatori. A questi elementi si aggiungerebbero pattern candlestick di inversione—hammer o engulfing rialzisti—su grafici daily a confermare il cambio di sentiment.
La gestione del rischio resterebbe tuttavia l'elemento non negoziabile di un'operazione del genere. Lo stop loss andrebbe posizionato al di sotto del minimo storico del 2011, intorno a 0.7550, accettando una perdita limitata ma definita. I target profit, invece, andrebbero scalati: un primo obiettivo a 0.82 per cogliere il rimbalzo verso la resistenza psicologica, un secondo a 0.88 in area della media mobile quinquennale, e un terzo ambizioso a 0.95, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più neutrale dal punto di vista storico. Il position sizing, data l'asimmetria intrinseca dell'operazione, non dovrebbe mai superare l'1-2% del capitale totale.
In sintesi, un long a 0.77 non sarebbe una semplice scommessa sul fatto che "il prezzo è basso", ma una strategia articolata fondata sulla convergenza di tre elementi: un'estremizzazione valutaria statisticamente insostenibile nel lungo termine, un catalizzatore fondamentale capace di ribaltare i flussi strutturali tra le due valute, e una conferma tecnica che trasformi l'ipotesi statistica in setup operativo concreto. Senza questa triade, l'operazione si ridurrebbe a speculation non strutturata, esposta al rischio che il franco continui a rafforzarsi in nuove fasi di turbolenza globale—ricordando che il safe-haven status del CHF non è mai stato completamente eroso, neppure nei momenti di maggiore interventismo della SNB. Un approccio analitico rigoroso, coerente con una visione strategica dei mercati, richiede dunque pazienza nell'attesa di questa convergenza prima di trasformare un'ipotesi teorica in posizione reale.
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Gold continua la sua scalata verso l'infinito.
I 5k e i 5.1k li ha presi velocemente,
Già dall’asiatica, molto direzionale.
analisti si aspettano anche i 6k quest'anno.
staremo a vedere, intanto noi seguiamo.
(non cercate di piegare il cucchiaio)
Per me, per ora, non cambia niente.
continuo a cercare posizionamenti long aggiuntivi ad ogni segnale di consolidamento e dopo ogni reazione ribassista
intanto si aspetta mercoledì sera.
Tassi e parole di Powell.
Poi si guarda a febbraio.
Trump e dazi
ci vediamo stasera ore 18:00 per analisi di mercato.
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CADCHF LONGUn'ipotetica entrata long su CAD/CHF in prossimità di 0.56 richiederebbe l'emergere di uno scenario macroeconomico asimmetrico tra Canada e Svizzera, dove fattori strutturali e ciclici convergano per invertire un rapporto di forza storicamente favorevole al franco svizzero. A quel livello, il cross si troverebbe in una zona di estremo stress valutario—non lontana dai minimi assoluti toccati durante le crisi acute del passato—dove il dollaro canadese apparirebbe scontare una combinazione di shock petroliferi prolungati, recessione domestica e fuga verso valute rifugio europee. Proprio questa condizione di sovravendita estrema aprirebbe tuttavia lo spazio per una correzione significativa qualora mutassero le premesse fondamentali che hanno generato tale squilibrio.
Il primo elemento di svolta risiederebbe nell'andamento dei prezzi energetici, dato che l'economia canadese mantiene una correlazione strutturale con il petrolio attraverso le sue esportazioni di greggio e gas. Un rimbalzo sostenuto del WTI oltre i 90-100 dollari al barile—innescato da restrizioni all'offerta OPEC+, tensioni geopolitiche nel Golfo o una ripresa inattesa della domanda cinese—rilancerebbe immediatamente i flussi commerciali canadesi e la pressione sui tassi della Banca Centrale del Canada. Parallelamente, la Svizzera si troverebbe esposta a una recessione prolungata nell'eurozona, suo principale partner commerciale, con la Banca Nazionale Svizzera costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo per evitare un apprezzamento del franco che strangolerebbe ulteriormente l'export elvetico. Questo differenziale di politica monetaria—BoC in pausa o hawkish rispetto a una SNB decisamente accomodante—genererebbe un carry trade attrattivo verso il CAD, invertendo i flussi di capitale che per anni hanno privilegiato il franco come bene rifugio europeo.
Un secondo catalizzatore potrebbe emergere dalla ristrutturazione globale dei flussi safe-haven. In uno scenario di normalizzazione post-crisi, dove le tensioni geopolitiche si attenuano e i mercati azionari riacquistano stabilità, la domanda speculativa per il CHF come asset difensivo si indebolirebbe progressivamente. Al contempo, il Canada beneficerebbe di una rotazione verso asset commodity-linked in un contesto di reflazione globale, attratto da rendimenti reali positivi e da un settore bancario solido rispetto ai fragili bilanci di molte istituzioni europee. La stessa credibilità fiscale canadese—pur con debito pubblico superiore a quello svizzero—potrebbe essere rivalutata qualora la Svizzera affrontasse pressioni politiche interne legate all'eccessiva forza della valuta o a tensioni con l'Unione Europea sui flussi finanziari transfrontalieri.
Sul piano tecnico, l'area 0.56 rappresenterebbe una zona di supporto storico-psicologico dove osservare segnali di esaurimento della vendita. La formazione di un basamento laterale protratto su timeframe weekly, accompagnato da volumi decrescenti nelle discese e da divergenze negative negli oscillatori, suggerirebbe che la pressione ribassista si sta esaurendo. La rottura di una resistenza immediata—ad esempio 0.5850—con impulso sostenuto e chiusure daily consecutive al rialzo confermerebbe il cambio di regime, aprendo la strada verso obiettivi progressivi in area 0.63, 0.68 e infine 0.75, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più equilibrata tra le due economie.
La gestione del rischio resterebbe cruciale in un'operazione di questo tipo. Lo stop loss andrebbe collocato al di sotto del minimo storico recente, intorno a 0.5450, accettando una perdita limitata ma definita. I target andrebbero scalati per capitalizzare sia il rimbalzo tecnico iniziale sia la potenziale mean reversion pluriennale, con una riduzione progressiva dell'esposizione man mano che il cross recupera terreno. Il position sizing, data la natura asimmetrica dell'operazione—dove il potenziale upside supera il rischio definito—dovrebbe comunque rispettare il principio della conservazione del capitale, limitando l'esposizione all'1-2% del portafoglio.
Va tuttavia sottolineato che il franco svizzero mantiene un'ancora strutturale come valuta rifugio in Europa, sostenuta da un surplus commerciale cronico, da riserve auree significative e da un sistema finanziario stabile. Un long su CAD/CHF a livelli estremi richiede quindi non solo pazienza nell'attesa della convergenza dei fattori descritti, ma anche la consapevolezza che nuovi shock di risk-off—crisi bancarie, escalation geopolitiche—potrebbero rafforzare nuovamente il CHF contro ogni previsione fondamentale. L'operazione diventa giustificabile soltanto come scommessa mean-reversion su un'estremizzazione temporanea, non come previsione strutturale di indebolimento permanente del franco. Senza conferme multiple—tecnica, fondamentale e di price action—l'ingresso a 0.56 rischierebbe di trasformarsi in una trappola da value trap, dove un livello "basso" continua a scendere sotto la pressione di forze macroeconomiche non ancora esaurite.
#AN031: Gennaio, 5 SHOCK Geopolitici
Gennaio 2026 non sta offrendo un singolo evento “black swan”, ma una sequenza di shock geopolitici a rilascio progressivo: energia europea, Medio Oriente/Iran, America Latina, fronte Ucraina e nuove frizioni USA-Europa/Artico, con in parallelo un tassello Asia-Pacifico (Taiwan) che riaccende la sensibilità “risk-on/risk-off”. Il risultato, per il mercato FX, è un mese dove il premio per il rischio si sposta di continuo tra dollaro, valute rifugio e blocchi legati alle materie prime.
1) Europa: stop definitivo al gas russo (timeline lunga, impatto immediato sui prezzi aspettati)
Il 26 gennaio l’UE ha dato il via libera finale a una norma per vietare le importazioni di gas russo entro fine 2027, includendo LNG entro fine 2026 e pipeline entro 30 settembre 2027 (con possibilità tecniche di slittamento in casi specifici).
Perché conta per il Forex (subito, non nel 2027):
Il FX sconta aspettative: una traiettoria di minore dipendenza energetica riduce il “tail risk” strutturale sull’Europa, ma nel breve può generare premio volatilità (pricing di colli di bottiglia, contratti, infrastrutture LNG, shock meteo/consumi).
Se l’energia torna a essere driver di inflazione, la catena è: energia → aspettative CPI → tassi attesi BCE → EUR.
Implicazioni operative:
EUR: tende a reagire più alle sorprese di prezzo dell’energia che alla notizia in sé. Il tema vero è “quanto costa sostituire” e “con che stabilità”.
NOK/SEK: spesso diventano proxy regionali quando il mercato ricalibra energia e crescita europea (attenzione a petrolio/gas e rischio globale).
2) Medio Oriente/Iran: “armada”, sanzioni, petrolio e volatilità USD
In pochi giorni si è riacceso il canale Iran → petrolio → inflazione globale → posizionamento USD: nuove sanzioni USA su entità e navi legate al trasporto di petrolio iraniano e retorica/dispiegamento militare hanno spinto il Brent e il WTI in rialzo di circa il 3% in una seduta, riattivando il risk premium energetico.
Meccanismo FX chiave:
Petrolio su → pressione inflattiva (globale) su → tassi reali attesi su → rotazione su USD oppure fuga su rifugi (JPY/CHF) se sale la paura “event risk”.
In parallelo, l’Iran domestico mostra stress finanziario (sell-off azionario e valuta sotto pressione), segnale che il mercato locale sta prezzando scenario di rischio più alto.
Chi tende a muoversi di più:
CAD (petrolio) spesso beneficia se la salita è ordinata e “growth-friendly”.
JPY/CHF (rifugi) se il mercato interpreta escalation come rischio di shock improvviso.
EMFX: soffrono se l’energia si traduce in import bill più alto e condizioni finanziarie più rigide.
3) America Latina: Venezuela, “hard power” e rischio geopolitico su flussi EM
Il mese ha portato un elemento raro: un salto di qualità della postura USA nell’area, con l’arresto/cattura di Nicolás Maduro e una cornice comunicativa che parla di conflitto contro narco-reti e pressioni su asset energetici/rotte. Le conseguenze sono più grandi del solo Venezuela: aumentano la probabilità che il mercato applichi un premio rischio più ampio sulle valute EM sensibili a geopolitica e sanzioni.
FX: cosa guardare davvero
Non è solo “USD vs VES” (non tradabile in modo classico): è la percezione di instabilità regionale e di “policy unpredictability”.
Effetto secondario: attenzione ai canali energetici e ai flussi di capitale verso USD e strumenti liquidi quando sale l’incertezza.
4) Ucraina: inverno duro, infrastrutture colpite e rischio energetico europeo “di ritorno”
Le offensive su infrastrutture e power grid (Kharkiv e altre aree) stanno rendendo il tema Ucraina nuovamente “macro-rilevante” proprio nel momento in cui l’Europa parla di chiudere definitivamente la dipendenza energetica da Mosca.
Per il Forex:
Ogni aumento di rischio su Europa (energia/sicurezza) tende a produrre:
EUR più fragile nei picchi di avversione al rischio, domanda di USD/CHF e spesso JPY, repricing su gas/petrolio che rientra nel punto (1).
5) USA-Europa/Artico: Groenlandia, NATO e rischio “frizione transatlantica”
Le tensioni legate alla Groenlandia e ai rapporti transatlantici stanno diventando un nuovo “overlay geopolitico” che il mercato non può ignorare, anche perché impatta difesa, rotte artiche e coesione politica europea.
Come si trasforma in FX:
Aumenta il rischio di policy shocks (dazi/ritorsioni/negoziati tesi).
Nei momenti di frizione, il mercato tende a preferire l’asset più liquido e difensivo: spesso USD, con rotazioni rapide tra risk-on/risk-off.
THE USA IN BACK, see you aroundho bisogno del tuo sostegno.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
dopo l'entusiasmante discorso del nostro collega trump, gold riassorbe e si sposta nei livelli di open daily precedenti dando una forte reazione di 800 pips prima della chiusura di ieri.
Gold resta in forte trend rialzista.
le zone chiave reggono quindi continuo a cercare long sempre sulle correzioni.
Le tensioni geopolitiche (Trump, Davos) e il rischio dazi mantengono un premio di rischio sull’oro.
Il prossimo movimento dipende dai dati USA e dalla reazione dei bond.
Finché i real yield restano sotto controllo, i pullback sono solo correzioni.
oggi abbiamo pil e sussidi!
ci vediamo in live alle 14:00 per seguirli insieme
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Gold 4700 smashed! now 4,8?ho bisogno del tuo sostegno.
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Gold parte in asiatica e sfonda i 4700.
ora mi sposto di 100 in 100, vediamo un po fin dove arriva
target? infinito
piano operativo per gold ad ogni piccola correzione in livelli chiavi di open close e zone h4 aggiungo un piccolo posizionamento con basso rischio e continuo a seguire.
state molto e cauti perchè i long iniziano ad essere affollati e scontati!
quindi mi posso aspettare possibili trap sell negli orari chiave.
🟡info fondamentale🟡
Flussi di rifugio + rischio dazi dominano il movimento.
Il bias resta bullish finché il prezzo tiene sopra l’area di breakout / massimi storici.
Attenzione però: l’intraday può essere molto movimentato.
Il driver è geopolitico, non macro.
-oro e argento su nuovi record dopo avvertimenti sui dazi legati alla Groenlandia. Chiaro flusso risk-off.
-timori di una guerra commerciale USA–Europa
- ritorna il tema “sell America”. USD sotto pressione, supporto per l’oro.
- l’UE discute ritorsioni. Il rischio headline resta alto.
📌Scenario settimanale 📌
1️⃣ Continuazione rialzista
• Le tensioni restano aperte.
• Dollaro debole, rendimenti contenuti.
• Oro sopra 4.700, salita graduale.
2️⃣ Scenario flat
• Headlines rumorose ma senza escalation reale.
• Oro in range sopra il breakout.
• In attesa dei dati macro di giovedì/venerdì.
Il rischio principale ora sono le notizie.
Leggete sempre il news prima di operare.
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New ATH Gold, Will 5K Come?ho bisogno del tuo sostegno.
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ci vediamo stasera ore 18 per l'outlook di mercato.
📌GOLD📌
Core PCE, rendimenti e notizie sulla trade war guidano il mercato.
Le trimestrali aumentano la volatilità risk-on / risk-off.
L’oro resta in un contesto macro chiaro.
Driver principale: real yields.
Secondari: USD e sentiment di rischio.
📌 Questa settimana è molto sensibile alle notizie per via di:
Liquidità bassa lunedì (festività USA)
👉Core PCE + GDP + jobless claims giovedì
Trump parla mercoledì (rischio titoli e dazi)
Molte trimestrali (big tech, industriali, banche) che possono muovere i rendimenti
Macro e sentiment: il tema chiave
Rischio ri-escalation trade war USA–UE.
È il vero driver delle news.
Nel weekend i mercati si sono irrigiditi.
Trump avrebbe minacciato nuovi dazi contro vari paesi europei, legati alla disputa sulla Groenlandia.
L’UE valuta contromisure.
👉 Per l’oro conta per due motivi:
Risk-off e incertezza → supporto all’oro sui ritracciamenti
Rischio inflazione da dazi → rendimenti nominali più alti
Se i bond vengono venduti, i real yields salgono e l’oro può frenare
In sintesi:
le notizie sulla trade war aiutano l’oro all’inizio,
ma se i rendimenti salgono forte, l’oro può bloccarsi intraday.
📌 Il trend principale resta bullish.
L’oro tiene sopra i supporti chiave e consolida vicino ai massimi.
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#050: Opportunità di Investimento SHORT su USD/SGD
Dopo una fase di rialzo ordinato, il cambio ha mostrato segnali chiari di rallentamento all’interno di un’area già nota per precedenti reazioni. Il movimento ascendente ha perso progressivamente forza, mentre le ultime candele hanno evidenziato rifiuti ripetuti e incapacità di proseguire oltre la zona di offerta. Questo tipo di comportamento è tipico delle fasi di distribuzione, in cui gli operatori più grandi sfruttano la liquidità residua per alleggerire le posizioni long.
La struttura non è impulsiva, ma correttiva. Il prezzo non accelera, ma oscilla, segnando massimi sempre meno convincenti. I volumi non accompagnano il rialzo e il momentum si deteriora, suggerendo che la spinta principale si stia esaurendo. In questo scenario, il mercato non sta costruendo un nuovo trend rialzista, ma preparando il terreno per un movimento opposto.
Lo short non viene quindi pensato come una scommessa contro la forza, bensì come una risposta logica a una perdita di equilibrio. L’idea operativa si basa sull’attesa che il prezzo completi il suo lavoro di distribuzione prima di tornare verso aree di valore più basse, dove in passato si è manifestata una domanda più strutturata.
Dal punto di vista della gestione, l’operazione è concepita per essere rapida. Non si tratta di un trade da mantenere a lungo, ma di una configurazione che punta a sfruttare una finestra temporale precisa, prima che fattori esterni o nuovi flussi possano modificare il quadro. In assenza di accelerazione, la pazienza diventa un costo; quando il movimento parte, invece, tende a farlo con decisione.
In sintesi, questo short su USD/SGD rappresenta un classico esempio di trading basato sulla lettura del contesto piuttosto che sul rumore di breve periodo. Non nasce dall’urgenza di entrare, ma dalla consapevolezza che il mercato, in alcune zone, parla chiaramente a chi sa ascoltarlo.
I Love Xau Trapsho bisogno del tuo sostegno.
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siete riusciti a prendere il long sulla trap di xau?
GG
Il CPI di ieri è uscito più basso del previsto, riducendo i rendimenti reali e confermando il breakout rialzista.
Questo è un classico: dati CPI più soft rafforzano il trend di disinflazione.
Oggi l’attenzione è su Retail Sales e PPI USA, dati importanti per capire crescita, inflazione e direzione dei rendimenti nel breve.
📌 Bias ancora rialzista con produenza visto i massimi storici.
Il CPI di ieri ha aperto lo spazio per l’upside.
I dati di oggi (Retail Sales + PPI) diranno se il mercato spinge ancora o si ferma.
⏱️PIANO OPERATIVO PER OGGI:⏱️
🔥(IPP debole + Vendite deboli + Core debole)🔥
Rendimenti giù ⬇️
Gold sale ⬆️
-----------------------------------------
🧊 (IPP forte + Vendite al dettaglio forti + Core forte) 🧊
Rendimenti in salita ⬆️
Gold scende ⬇️
poi ci sono altre diverse varianti nel caso uscissero mix ma le vediamo oggi in live.
buona giornata a dopo!
PS: prima di entrare su gold si aspetta l'uscita delle news.
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049: Opportunità di Investimento LONG su EUR/USD
Nel mercato valutario esistono movimenti che, a un occhio inesperto, possono sembrare debolezza. In realtà, sono spesso il passaggio necessario affinché gli operatori più strutturati possano posizionarsi con efficienza. È esattamente ciò che si sta osservando attualmente su EUR/USD.
Dopo una fase di pressione ribassista ben visibile, il cambio ha mostrato segnali chiari di rallentamento. La discesa non è stata accompagnata da una vera accelerazione direzionale, ma piuttosto da un progressivo assorbimento della spinta, tipico delle fasi in cui la liquidità viene raccolta prima di un possibile cambio di passo.
Struttura di mercato e contesto istituzionale
Analizzando la struttura su più timeframe, emerge come il movimento discendente si inserisca all’interno di un contesto più ampio di riequilibrio. Le aree inferiori hanno reagito in modo ordinato, senza rotture impulsive, suggerendo la presenza di interesse da parte di operatori di dimensioni rilevanti.
Questo tipo di comportamento è spesso associato a fasi di mitigazione, in cui il mercato torna su zone già scambiate per consentire la costruzione di posizioni con un profilo di rischio efficiente. Non si tratta di inseguire il prezzo, ma di attendere che il prezzo torni dove le probabilità diventano asimmetriche.
Price action e gestione della liquidità
Dal punto di vista della price action, il quadro è coerente con una dinamica di stop hunting già avvenuta. I minimi recenti hanno attirato ordini di protezione, successivamente assorbiti senza generare una prosecuzione ribassista credibile. Questo è uno dei segnali più affidabili di esaurimento della pressione short.
Quando il mercato smette di scendere nonostante abbia “motivi tecnici” per farlo, il messaggio è chiaro: qualcuno sta comprando con pazienza.
Volumi, volatilità e assenza di panico
Un altro elemento chiave è la volatilità. Non si osservano espansioni violente né spike disordinati. Al contrario, la compressione suggerisce un ambiente controllato, tipico delle fasi di accumulo. Anche i volumi confermano questa lettura, mostrando partecipazione ma non distribuzione aggressiva.
In assenza di shock macro imminenti, questo tipo di contesto tende a favorire movimenti progressivi piuttosto che reazioni caotiche.
Sentiment e posizionamento
Il sentiment di breve periodo rimane sbilanciato verso il lato opposto rispetto al movimento atteso. Storicamente, quando la componente meno strutturata del mercato insiste su una direzione dopo una fase di discesa prolungata, il rischio maggiore è quello di trovarsi dalla parte sbagliata nel momento in cui il prezzo inverte.
Gli operatori istituzionali non entrano quando il movimento è evidente. Entrano quando il mercato concede spazio, tempo e liquidità.
Scenario operativo e visione finale
Il quadro complessivo suggerisce una configurazione costruttiva per un recupero graduale del cambio. Non si tratta di anticipare un’esplosione immediata, ma di posizionarsi in una fase in cui il rapporto tra rischio e potenziale ritorno diventa particolarmente favorevole.
In questi contesti, la disciplina conta più della velocità. Il mercato non premia chi corre, ma chi aspetta il momento giusto.
USDSGD ancora ribasso prima del longBuongiorno a tutti,
Se vi piace il mio metodo di analisi, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
EurSgd
Partiamo da TF mensile.
Visibile un chiaro trend ribassista. Salta all'occhio il grande gap lasciato nella candela di aprile 2025.
Presente un altro gap più piccolo che sarà il primo ad essere colmato una volta iniziato il rimbalzo.
TF settimanale.
Secondo me è il TF più interessante del pair.
Ancora più chiaro il trend ribassista, con candela rosse di grande volume. Il trend è sano nel senso che il prezzo non ha lasciato gap. Molto importante la TL (trendline) superiore il verde che funge da resistenza.
TF giornaliero.
Mi aspetto un movimento simile a quello disegnato.
Ovviamente al momento non prenderò posizioni né long né short, inquanto siamo in una fase di forte ipervenduto (nel daily stiamo completando la quarta gamba ribassista)...
Una volta tolta ulteriore liquidità dentro o sotto la zona settimanale (ancora meglio), potremmo assistere al movimento simile preso su UsdCad (link allegato).
Il TP finale del movimento sarà 1,2900, coincidente con la zona giornaliera indicata e la TL in verde.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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English
Certamente! Ecco la traduzione in inglese del tuo post, mantenendo un tono professionale adatto al trading e rimuovendo i link alle immagini come richiesto.
Good morning everyone,
If you enjoy my analysis method, please leave a like and follow my profile—it means a lot to me, thank you!
EURSGD
Let's start with the Monthly TF.
A clear bearish trend is visible. The large gap left by the April 2025 candle is particularly striking. There is also a smaller gap, which will be the first to be filled once the rebound begins.
Weekly TF. In my opinion, this is the most interesting timeframe for this pair. The bearish trend is even clearer here, characterized by high-volume red candles. The trend is "healthy" in the sense that the price hasn't left any gaps. The upper green trendline (TL) acting as resistance is very important.
Daily TF. I am expecting a movement similar to the one projected. Obviously, I won't be taking any positions (long or short) at the moment, as we are in a strong oversold phase (we are currently completing the fourth bearish leg on the daily chart).
Once more liquidity is taken within or below the weekly zone (even better), we could see a movement similar to the one we took on USDCAD (attached link). The final TP (Take Profit) for the move will be 1.2900, coinciding with the indicated daily zone and the green trendline.
Stay tuned for further updates!
See you soon,
Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared through this profile do not represent financial advice, but rather my personal view based on the trading strategies I use.
OIL / WTI - Strategia di medio termineil petrolio si trova attualmente intorno ai 58 dollari e la strategia prevede di entrare short in area 5850 5900 con obiettivo a 53 55 dollari per poi valutare un nuovo ingresso long da quella zona il tutto in un orizzonte temporale di circa 15 giorni con stop loss posizionato oltre 6050 6100 per proteggersi da eventuali breakout rialzisti inaspettati questa impostazione si basa su un mix di fattori tecnici e fondamentali dal punto di vista tecnico il prezzo è in un range laterale tra 55 e 60 da diverse settimane con la resistenza della media mobile a 50 giorni e quella a 200 giorni che confluiscono intorno a 59 zona in cui il mercato ha già mostrato segnali di rigetto in passato lrsi giornaliero si avvicina a livelli di ipercomprato il che suggerisce una possibile correzione a breve termine a livello fondamentale ci sono diversi elementi che giustificano una pressione al ribasso nel breve periodo lagenzia internazionale per lenergia ha recentemente rivisto al rialzo le stime di offerta per il primo trimestre 2026 grazie a un aumento della produzione negli usa e a un graduale ritorno sul mercato di iran e venezuela lopc ha congelato i tagli alla produzione in attesa del prossimo meeting di febbraio lasciando il mercato senza ulteriore supporto la domanda in cina e in asia rimane debole come mostrano i dati pmi manifatturiero di dicembre ancora sotto la soglia di 50 e gennaio è tradizionalmente un mese di bassa domanda per il greggio inoltre il dollaro si è rafforzato a fine 2025 per via delle aspettative di un ritardo nei tagli dei tassi da parte della fed e dato che il petrolio è quotato in dollari un dollaro forte tende a deprimere i prezzi delle commodity infine i dati eia mostrano un aumento delle scorte statunitensi di greggio ben oltre le attese il che indica un eccesso di offerta momentaneo tuttavia la discesa verso 53 55 non va vista come linizio di un trend ribassista ma come un movimento correttivo infatti la zona 53 55 rappresenta unarea di supporto storica dove si sono formati diversi accumuli nei mesi precedenti sotto questo livello il prezzo diventa poco sostenibile per molti produttori di shale oil e quindi soggetto a rimbalzi inoltre a febbraio e marzo si profila un ritorno della domanda stagionale legata ai viaggi e allindustria mentre il rischio geopolitico in medio oriente potrebbe riaffacciarsi in qualsiasi momento fornendo ulteriore supporto al rialzo in prospettiva i principali rischi da monitorare sono una mossa imprevista dellolpc con nuovi tagli alla produzione uno shock geopolitico o un cambio di direzione rapido della politica monetaria della fed che indebolisca il dollaro in sintesi la strategia di short da 59 verso 53 55 seguito da long in area di supporto si inserisce in un contesto coerente con i dati attuali e offre un buon rapporto rischio rendimento se gestita con discipline di ingresso confermate e con uno stop loss ben posizionato
#045: Opportunità di Investimento LONG su USD/JPY
Il cambio USD/JPY si trova in una fase di trend rialzista strutturato sul timeframe superiore, con il prezzo che ha recentemente completato una pulizia di liquidità sui minimi prima di mostrare segnali di reazione.
Dopo una fase di pressione ribassista ordinata, il mercato ha assorbito l’offerta in area di supporto dinamico, senza produrre alcuna rottura strutturale significativa. Questo comportamento è tipico delle manovre di stop hunt in contesto bullish, dove la discesa non rappresenta distribuzione ma ricarica di posizioni long istituzionali.
Il rimbalzo successivo evidenzia:
mantenimento della struttura di massimi e minimi crescenti sul medio periodo
assenza di accelerazioni ribassiste anomale
ritorno del prezzo sopra aree di equilibrio e valore
Dal punto di vista del price action, la discesa recente mostra caratteristiche di pullback correttivo, non di inversione. I volumi accompagnano il movimento in modo coerente, suggerendo una fase di accumulo piuttosto che di uscita dal mercato.
Il contesto resta favorevole a una continuazione del movimento principale, con il prezzo che tende a riagganciarsi alla direzione dominante dopo aver eliminato le posizioni più deboli. La configurazione attuale privilegia quindi operazioni in linea con il trend, costruite dopo la manipolazione, non durante.
In sintesi, il mercato sta mostrando un classico scenario di:
trend primario rialzista
ritracciamento tecnico controllato
riassorbimento della liquidità sotto i minimi
ripresa della pressione direzionale principale
Finché la struttura di fondo rimane intatta, il bias operativo resta orientato alla prosecuzione del movimento, con aspettative di estensione verso le aree di liquidità superiori.
#041: Opportunità di Investimento LONG su USD/SGD
Nel cambio USD/SGD si sta formando una struttura tecnica che indica un potenziale ripristino del momentum rialzista dopo la fase correttiva iniziata sui massimi di inizio mese. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, autore del Libro, disponibile su Amazon: "The Institutional Code of Forex, 14 Steps to Read the Markets Like a Bank", trader Indipendente e gestore di capitali e vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Il prezzo ha completato una sequenza di massimi e minimi decrescenti, ma nelle ultime sedute sta mostrando un rallentamento della pressione ribassista e un aumento della reattività nella zona 1.3010–1.3020, area già utilizzata in passato come punto d’ingresso dagli operatori istituzionali.
L’operazione proposta è costruita secondo una logica di riaccumulazione dopo liquidità presa, con posizionamento in BUY LIMIT su un livello tecnicamente significativo.
Il prezzo ha rotto la trendline discendente che guidava la fase di correzione e sta attualmente costruendo una base di supporto all’interno del range operativo individuato. La discesa verso 1.30126 rappresenta, in questa configurazione, il classico pullback istituzionale verso un’area di domanda precedentemente inefficiente.
Gold: Giovedi NFP ? ho bisogno del tuo sostegno.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
Il buon mercato ci inizia a ridare i dati.
Giovedi ci aspetta un NFP e lo vedremo insieme in live al pomeriggio vi aspetto.
Ora che il Governo USA è di nuovo operativo, dobbiamo fermarci e raccogliere tutte le informazioni. Serve attenzione totale.
L’oro ha si è messo di nuovo sotto ad un livello importante daily e attualmente mi aspetto un possibile movimento ribassista prima di valutare un rialzo.
Movimento tipico da fase “risk-off” unito a forte incertezza macro.
Contesto Macro
Lo shutdown più lungo della storia è finito la scorsa settimana. I mercati ora sono in attesa dei tanti dati economici rimasti bloccati (NFP, CPI, ecc). L’incertezza è alta.
FED
Il FedWatch mostra il 60,2% di probabilità di un taglio dei tassi nella riunione del 10 dicembre. Tuttavia, diversi membri Fed restano cauti.
Tassi / Rendimenti
I TIPS a 10 anni (rendimenti reali) sono fermi a +1,83% al 13 novembre. È un freno importante per l’oro.
Sentiment di Mercato
Fragile. La settimana scorsa le borse USA hanno avuto la peggiore seduta del mese, con forte vendita sul tech e incertezza economica post-shutdown.
Zero visibilità sui dati COT a causa dello shutdown.
Il mercato sconta un 60,2% di probabilità di cut Fed a dicembre, ma i rendimenti reali alti (+1,83%) restano un ostacolo.
L’acquisto aggressivo delle banche centrali continua sul lungo periodo, ma ora deve confrontarsi con flussi ETF in calo e fiducia dei consumatori debole.
Conclusione
Il mercato riflette incertezza totale. Tutti aspettano i dati, ma non c’è alcuna garanzia che li pubblicheranno davvero.
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📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
#AN028: Londres défie l’Union européenne et suspend sa contribu
L’annonce du refus du Royaume-Uni de verser les 6,75 milliards d’euros alloués au nouveau Fonds européen de défense envoie un signal politique et économique clair à Bruxelles. Bonjour, je suis Andrea Russo, trader indépendant sur le marché des changes et trader pour compte propre, avec un capital de 200 000 $ sous gestion. Merci d’avance pour votre temps.
Cette décision ne se résume pas à une simple question d’argent ; elle s’inscrit dans une stratégie précise d’indépendance industrielle et militaire visant à réaffirmer la souveraineté britannique après le Brexit.
💼 Implications économiques et géopolitiques
Le Fonds européen était destiné à financer des projets communs de défense et de technologie, à réduire la dépendance vis-à-vis des États-Unis et à renforcer les capacités militaires autonomes de l’UE.
En refusant d’y participer, Londres envoie un double message :
Sur le plan économique : la priorité est donnée à son propre budget et à son industrie de défense nationale, qui a connu une forte reprise ces deux dernières années grâce aux commandes de l’Ukraine, du Moyen-Orient et des pays de l’OTAN.
Stratégique : Le Royaume-Uni n'entend pas s'engager dans des plans de défense européens susceptibles de concurrencer l'OTAN, dont il demeure un membre clé.
📉 Impact sur les marchés
Sur les marchés des changes, cette annonce tend à renforcer temporairement la livre sterling (GBP), car elle est perçue comme un geste d'autonomie et de stabilité budgétaire – une réduction des dépenses publiques dans un contexte de tensions liées aux budgets de l'UE.
Cependant, cet effet pourrait être de courte durée : la décision creuse le fossé avec Bruxelles, alimentant les risques politiques et les frictions commerciales potentielles, notamment si l'UE réagit par des mesures restrictives sur les contrats militaires conjoints ou les exportations.
Du côté des actions, les valeurs britanniques de défense (BAE Systems, Rolls-Royce Defence) pourraient bénéficier d'un sentiment patriotique et d'une hausse des commandes intérieures.
Sur le marché obligataire, en revanche, l'effet est neutre : cette mesure ne modifie pas la notation souveraine, mais renforce l'idée que la livre sterling est une valeur refuge régionale dans une Europe tiraillée entre austérité et dépenses de défense.
🌍 Risques pour l'UE
Pour Bruxelles, le manque d'implication de Londres complique l'élaboration d'une politique de défense commune :
diminution des financements pour les programmes industriels partagés,
dépendance accrue vis-à-vis de l'Allemagne et de la France,
et perception d'une instabilité institutionnelle européenne, facteur qui tend à affaiblir l'euro (EUR).
#AN028: Londra sfida Unione Europea, stop fondi Difesa
La notizia che il Regno Unito ha deciso di non versare i 6,75 miliardi di euro previsti per il nuovo Fondo Europeo della Difesa rappresenta un chiaro segnale politico ed economico verso Bruxelles. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Dietro questa scelta non c’è solo la questione del denaro, ma una precisa strategia di indipendenza industriale e militare che mira a riaffermare la sovranità britannica post-Brexit.
💼 Implicazioni economiche e geopolitiche
Il fondo europeo era pensato per finanziare progetti comuni in ambito difensivo e tecnologico, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e rafforzando la capacità militare autonoma dell’UE.
Londra, rifiutando di partecipare, lancia un messaggio duplice:
Economico: priorità ai propri bilanci e all’industria bellica nazionale, che negli ultimi due anni ha visto un forte rilancio con commesse verso l’Ucraina, Medio Oriente e paesi NATO.
Strategico: il Regno Unito non intende vincolarsi a piani di difesa europea che potrebbero competere con la NATO, di cui resta membro cardine.
📉 Impatto sui mercati
Nei mercati valutari, la notizia tende a rafforzare momentaneamente la sterlina (GBP), poiché viene percepita come un atto di autonomia e stabilità fiscale — meno spesa pubblica in un contesto di tensioni sui bilanci UE.
Tuttavia, l’effetto potrebbe essere di breve durata: la decisione accentua la frattura con Bruxelles, alimentando rischi politici e potenziali frizioni commerciali, soprattutto se l’UE reagirà con misure restrittive sui contratti o sulle esportazioni militari comuni.
Sul fronte azionario, i titoli della difesa britannici (BAE Systems, Rolls-Royce Defence) potrebbero beneficiare del sentiment “patriottico” e dell’aumento delle commesse domestiche.
Invece, sul mercato obbligazionario, l’effetto è neutro: la mossa non cambia il rating sovrano ma rafforza l’idea di una sterlina come valuta rifugio regionale in un’Europa divisa tra austerità e spese belliche.
🌍 Rischi per l’UE
Per Bruxelles, il mancato contributo di Londra complica la costruzione di una politica di difesa comune:
meno fondi per i programmi industriali condivisi,
maggiore dipendenza dalla Germania e dalla Francia,
e una percezione di instabilità istituzionale europea, fattore che tende a indebolire l’euro (EUR).
#AN027: USA, accordo sullo shutdown, effetti sul dollaro e forex
Lo storico impasse politico negli Stati Uniti – con il 2025 United States federal government shutdown sembra avviarsi verso una risoluzione. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Un’intesa al Senato prevede la riapertura del governo federale attraverso una continuing resolution, con il reintegro degli arretrati per i dipendenti pubblici.
Nel contesto FX, questo evento ha implicazioni immediate e di medio termine per il dollaro USA (USD) e le principali valute globali. In questo articolo analizziamo le dinamiche e forniamo una guida per chi opera su TradingView.
Cosa è successo
Il Senato ha ottenuto un primo sì procedurale alla risoluzione per riaprire il governo.
I mercati mostrano un sollievo iniziale: il dollaro USA ha interrotto la sua recente spinta rialzista, in attesa di conferme operative.
Il blocco statale aveva già causato ritardi nei dati economici e un clima di incertezza politica che penalizza la definizione chiara delle strategie monetarie della Federal Reserve.
Impatto sul Forex: fattori chiave
1. Effetto rischio politico e sentiment
Con la prospettiva di fine shutdown, diminuisce il premio di rischio associato al governo USA e alla governance fiscale. Questo tende a favorire il dollaro nel breve termine, specialmente contro valute rifugio. Tuttavia, il sentiment rimane “cauto”, data l’incertezza residua.
2. Ritardo dati macro e volatilità
La mancanza o il ritardo nella pubblicazione dei dati economici (es. occupazione, inflazione) complica la previsione delle mosse Fed e riduce la capacità dei trader di posizionarsi con sicurezza sul USD.
3. Rendimenti e carry trade
Se l’accordo alimenta un miglioramento del profilo economico USA, i rendimenti obbligazionari americani potrebbero risalire, attirando flussi verso il dollaro. D’altro canto, se l’economia mostra segni di debolezza post‐shutdown, l’effetto potrebbe invertire.
4. Scenari tecnici nelle coppie FX principali
EUR/USD: Possibile rimbalzo del dollaro → pressione verso il basso su EUR/USD. Ma se i dati USA peggiorano, potrebbe innescarsi un forte USD‐weak trend.
USD/JPY: Il dollaro potrebbe beneficiare di rendimenti in aumento + carry trade; ma una svolta safe-haven sullo yen se emergono rischi globali.
GBP/USD / AUD/USD: Valute commodity o legate al rischio potrebbero beneficiare di “risk‐on”, ma un dollaro forte limiterà i rimbalzi.
#038: Opportunità di Investimento SHORT su NZD/USDIl cambio NZD/USD sta mostrando un comportamento che merita attenzione da parte degli operatori istituzionali. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Dopo una fase di consolidamento caratterizzata da minimi progressivamente più alti, il mercato ha raggiunto un’area tecnica che storicamente rappresenta un punto di decisione per il flusso direzionale.
Nelle ultime sessioni, la price action ha evidenziato un rallentamento dell’impulso rialzista, con candele a corpo ridotto e ombre superiori evidenti, segno di assorbimento della pressione d’acquisto. Parallelamente, si è osservato un incremento della volatilità intraday, tipico delle fasi in cui la liquidità inizia a cambiare lato.
Sul piano fondamentale, il contesto resta fragile per il dollaro neozelandese. Le aspettative di una politica monetaria più accomodante da parte della RBNZ, unite a dati macroeconomici misti, mantengono il sentiment di medio termine ancorato a una visione di prudenza. Il dollaro statunitense, pur non mostrando particolare forza, continua a beneficiare del differenziale di tasso e della domanda di copertura nei momenti di incertezza.
Dal punto di vista tecnico, il comportamento recente del prezzo suggerisce che il mercato stia cercando liquidità in prossimità delle aree di resistenza, dove si concentrano ordini pendenti e potenziali prese di profitto da parte di chi ha operato long nelle settimane precedenti. È qui che spesso avviene la transizione istituzionale tra accumulo e distribuzione, preludio a movimenti direzionali più estesi.
Gli operatori professionali stanno osservando la reazione del prezzo in questa fascia con estrema attenzione: una conferma di rifiuto della zona alta, accompagnata da volumi coerenti, potrebbe rappresentare un segnale anticipatore di un ritorno dell’interesse ribassista.
#037: Opportunità di Investimento SHORT su NZD/USD
Il cambio NZD/USD sta mostrando un comportamento che merita attenzione da parte degli operatori istituzionali. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Dopo una fase di consolidamento caratterizzata da minimi progressivamente più alti, il mercato ha raggiunto un’area tecnica che storicamente rappresenta un punto di decisione per il flusso direzionale.
Nelle ultime sessioni, la price action ha evidenziato un rallentamento dell’impulso rialzista, con candele a corpo ridotto e ombre superiori evidenti, segno di assorbimento della pressione d’acquisto. Parallelamente, si è osservato un incremento della volatilità intraday, tipico delle fasi in cui la liquidità inizia a cambiare lato.
Sul piano fondamentale, il contesto resta fragile per il dollaro neozelandese. Le aspettative di una politica monetaria più accomodante da parte della RBNZ, unite a dati macroeconomici misti, mantengono il sentiment di medio termine ancorato a una visione di prudenza. Il dollaro statunitense, pur non mostrando particolare forza, continua a beneficiare del differenziale di tasso e della domanda di copertura nei momenti di incertezza.
Dal punto di vista tecnico, il comportamento recente del prezzo suggerisce che il mercato stia cercando liquidità in prossimità delle aree di resistenza, dove si concentrano ordini pendenti e potenziali prese di profitto da parte di chi ha operato long nelle settimane precedenti. È qui che spesso avviene la transizione istituzionale tra accumulo e distribuzione, preludio a movimenti direzionali più estesi.
Gli operatori professionali stanno osservando la reazione del prezzo in questa fascia con estrema attenzione: una conferma di rifiuto della zona alta, accompagnata da volumi coerenti, potrebbe rappresentare un segnale anticipatore di un ritorno dell’interesse ribassista.
#036: Opportunità di Investimento LONG su USD/CAD
Negli ultimi giorni il cross USD/CAD ha mostrato una fase di consolidamento all’interno di una struttura di medio periodo caratterizzata da minimi progressivamente più alti e da un progressivo assorbimento dell’offerta nell’area inferiore del range. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Osservando il comportamento del prezzo nelle ultime candele 8H, si nota come i compratori abbiano difeso con decisione la zona di supporto, respingendo ogni tentativo di discesa con volumi crescenti e wick evidenti al di sotto dei livelli chiave.
Questo tipo di price action, tipico dei contesti di accumulazione, suggerisce che le mani forti stiano gradualmente costruendo posizioni long in vista di una nuova gamba rialzista.
Sul piano tecnico, la rottura della micro–resistenza intermedia accompagnata da un momentum crescente sul dollaro statunitense e da un indebolimento del dollaro canadese, aumenta la probabilità di un’estensione verso le aree di liquidità superiori.
Tale movimento sarebbe coerente con la dinamica di ribilanciamento del flusso order–flow, che nelle ultime sessioni ha evidenziato una netta riduzione della pressione short.
A livello intermarket, l’indebolimento del mercato energetico continua a rappresentare un fattore di freno per la valuta canadese, storicamente correlata all’andamento del petrolio.
Allo stesso tempo, la stabilità dei rendimenti USA e le aspettative di tassi ancora restrittive mantengono il biglietto verde in una posizione di forza relativa.
In sintesi, il quadro complessivo mostra un contesto favorevole a una continuazione del movimento rialzista, purché il prezzo mantenga la struttura di supporto attuale e confermi chiusure solide sopra le resistenze minori
#035: Opportunità di Investimento LONG su USD/JPY
Negli ultimi giorni la coppia USD/JPY ha vissuto una fase di forte incertezza, alternando movimenti impulsivi e fasi di consolidamento. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
A prima vista può sembrare un mercato confuso, ma dietro questa calma apparente si nasconde un equilibrio delicato tra politica monetaria, forza relativa e posizionamento degli operatori più grandi.
La mia attenzione si è concentrata su un’area precisa di prezzo dove il mercato ha mostrato segni di assorbimento della pressione ribassista. Le ultime candele hanno evidenziato un rallentamento delle vendite e, soprattutto, la presenza di acquisti in aumento nei momenti di debolezza — un comportamento tipico delle mani forti in fase di accumulo.
Il contesto macro resta chiaro: gli Stati Uniti mantengono un vantaggio in termini di tassi d’interesse e rendimenti, mentre il Giappone continua a mostrare politiche accomodanti. Questa divergenza, anche se già nota al mercato, continua a sostenere il dollaro nei momenti chiave. Tuttavia, non è tanto la direzione generale che conta, quanto il timing con cui il prezzo mostra la volontà di riprendere la corsa dopo una pausa fisiologica.
Ho scelto di posizionarmi in anticipo, non per inseguire il movimento, ma per attendere che il mercato venga a prendermi nel punto in cui la domanda supera l’offerta. È una strategia che richiede pazienza e freddezza: non serve prevedere, ma saper aspettare che il flusso istituzionale confermi l’intenzione.






















