Borsa&FinanzaBorsa&Finanza

Pazzi per Tether: per volumi vale più della coppia Bitcoin-Ethereum

4 minuti di lettura

I numeri parlano chiaro. Con volumi pari a quasi 130 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore secondo i dati di CoinMarketCap, Tether è oggi la criptovaluta più scambiata al mondo. Il suo volume giornaliero è quasi il doppio di quello di Bitcoin, che si ferma a 70,3 miliardi, e quasi tre volte superiore a quello di Ethereum, che oscilla intorno a 49,7 miliardi. Sommando le due principali criptovalute, non si arriva comunque alla potenza di fuoco espressa da Tether. Ancora più netto il confronto con le stablecoin concorrenti: USD Coin, la seconda per importanza, non supera i 18 miliardi di scambi giornalieri. Significa che Tether vale oltre sette volte il suo rivale diretto.

In questo articolo:

  • Tether e la nomina di Bo Hines
  • Il ritorno negli Usa
  • Tether e l'Europa

Tether e la nomina di Bo Hines

Tralasciando i numeri, Tether sta cercando di consolidare il suo ruolo dal punto di vista politico e regolamentare. Non a caso ieri ha annunciato la nomina come consulente strategico per le risorse digitali e la strategia negli Usa di Bo Hines, 29 anni, che fino a qualche giorno fa era direttore esecutivo del Consiglio della Casa Bianca per il settore cripto. Ha avuto, peraltro, un ruolo diretto nella definizione del Genius Act. Nel suo nuovo ruolo, sottolinea una nota della società, "Hines collaborerà strettamente con il team dirigenziale di Tether per definire e attuare l'ingresso dell'azienda nel mercato statunitense, coltivando relazioni costruttive con i responsabili politici e gli stakeholder del settore. Inoltre, mentre Tether Investments ha già reinvestito quasi 5 miliardi di dollari nell'ecosistema statunitense, l'ingresso di Hines nel team di Tether rafforzerà l'impegno e l'allineamento dell'azienda a questo mercato cruciale".

"La nomina di Bo dimostra il nostro impegno nel costruire una solida presenza negli Stati Uniti che abbraccia molteplici settori, a partire dagli asset digitali e ampliandosi a nuove opportunità, tra cui una profonda attenzione a potenziali ulteriori investimenti nelle infrastrutture nazionali", ha dichiarato Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether. "La sua profonda conoscenza del processo legislativo, unita alla sua passione per l'adozione pratica della blockchain, lo rendono una risorsa inestimabile per l'ingresso di Tether nel più grande mercato al mondo. A nome dell'azienda, siamo entusiasti della sua decisione di unirsi alla nostra organizzazione e di contribuire alla costruzione della nostra Once in a Century Company", ha aggiunto.

Il ritorno negli Usa

La nomina di Hines non è altro che un altro tassello in più nella nuova strategia americana di Tether. Dopo anni di frizioni con le autorità statunitensi, culminati nel 2021 con una multa da 60 milioni di dollari e il bando nello Stato di New York, l’azienda a fine luglio ha infatti rivelato di essere pronta a tornare sul mercato più grande e competitivo del mondo. Ardoino ha spiegato a Bloomberg che l’annuncio ufficiale arriverà entro i prossimi mesi, con un focus su tre settori: trading, pagamenti e regolamenti interbancari. 

Il Genius Act, approvato dal Congresso Usa con un’ampia maggioranza bipartisan e firmato dal presidente Trump, rappresenta il contesto ideale per questo ritorno. La legge consente anche a soggetti non bancari di emettere stablecoin, a patto che siano garantite da asset liquidi di alta qualità, come dollari, titoli del Tesoro e obbligazioni a breve termine. L’obiettivo dichiarato è quello di facilitare l’uso delle stablecoin nei pagamenti quotidiani, riducendone i costi e aumentando la sicurezza. Non a caso, Donald Trump ha ringraziato pubblicamente Ardoino per il contributo dato all’approvazione della riforma, definita un passaggio storico per la trasformazione digitale della finanza americana.

Tether e l'Europa

Se i confini americani si sono riaperti, lo stesso non si può dire per quelli europei. Dal 30 dicembre 2024 è entrato in vigore il regolamento MiCA, la nuova cornice normativa per gli asset digitali, e Tether ha scelto di non conformarsi. Le regole europee impongono agli emittenti di stablecoin di ottenere una licenza bancaria o e-money, di custodire almeno il 60 per cento delle riserve presso istituti dell’Unione e di pubblicare audit periodici e dettagliati.

Paletti giudicati troppo rigidi da Tether, che ha preferito ritirarsi piuttosto che adeguarsi. Di conseguenza, nel giro di poche settimane le principali piattaforme hanno iniziato a delistare USDT. Coinbase ha fatto da apripista, seguita da Crypto.com, Kraken e Bitpanda, che hanno rimosso la stablecoin dai loro listini per tutti i clienti europei. Ciò significa che anche se USDT resta detenibile in wallet personali, tuttavia non può essere comprato o venduto sugli exchange conformi a MiCA.