The CryptonomistThe Cryptonomist

Bitcoin ETF aumenta nel portafoglio previdenziale del Michigan

4 minuti di lettura

300.000 azioni ARK 21Shares Bitcoin ETF (ARKB), pari a $10,737 milioni:  è la nuova esposizione dello State of Michigan Retirement System, rivelata dai documenti SEC del secondo trimestre 2024. La scelta di aumentare massicciamente l’esposizione a Bitcoin attraverso ETF, rispetto alle 110.000 azioni ARKB dell’anno precedente, mostra il cambio di passo dei player istituzionali nella gestione delle pensioni pubbliche.

Perché il fondo pensione del Michigan punta tutto su Bitcoin ETF?

La State of Michigan Retirement System ha incrementato la sua quota nell’ARK 21Shares Bitcoin ETF (ARKB) del 172% in un solo anno, passando da 110.000 a 300.000 azioni. Al prezzo attuale di $37,72 l’una, il valore in portafoglio si avvicina ora a $11,3 milioni, calcolando nessuna vendita dopo la comunicazione agli azionisti.

Lungi dall’essere un caso isolato, questa operazione evidenzia la crescente fiducia istituzionale nei confronti di Bitcoin come asset per la diversificazione dei portafogli previdenziali statali. L’approvazione degli ETF spot bitcoin nel gennaio 2024 ha rappresentato una vera e propria svolta: ora questi strumenti rendono più semplice e regolamentato l’accesso a Bitcoin, aggirando la necessità di gestire direttamente i token o preoccuparsi della custodia.

La scelta non riguarda solo Bitcoin: il Michigan ha comunicato anche il possesso di 460.000 azioni Grayscale Ethereum Trust (ETHE) per un valore di circa $9,6 milioni al 30 giugno 2024, posizione rimasta stabile dal settembre scorso. Segnale chiaro di una strategia più ampia di esposizione a diversi asset crypto.

Cosa significa l’aumento di Bitcoin ETF per i pensionati?

Per gli iscritti al fondo pensione statale del Michigan – 141.000 membri circa – la maggiore esposizione a ETF su Bitcoin e strumenti simili implica due fattori principali: possibili maggiori rendimenti ma anche maggiore volatilità nel lungo periodo.

Il fondo continua comunque a mantenere la sua strategia diversificata, dove la quota crypto resta una parte minoritaria, ma in costante espansione. Questa esposizione, grazie agli ETF appena approvati, consente di cavalcare eventuali rialzi futuri di prezzo senza le complessità operative tipiche della gestione diretta di criptovalute.

Occhio però: la stessa mossa è stata adottata da altri fondi statali, come dimostra la disclosure del Wisconsin Investment Board, che a febbraio 2024 ha comunicato $321 milioni in esposizione tramite BlackRock’s iShares Bitcoin Trust (IBIT) e Grayscale’s Bitcoin Trust (GBTC). Sono importi sensibilmente superiori rispetto agli anni passati e rappresentano una tendenza destinata a fare scuola.

Qual è l’impatto degli ETF Bitcoin sulle strategie istituzionali?

L’impennata di interesse degli enti previdenziali statali verso fondi come ARKB, GBTC e IBIT testimonia quanto il mercato USA stia assistendo a un’enorme trasformazione: Bitcoin si sta consolidando come asset finanziario affidabile tra i grandi fondi.

Dal punto di vista operativo, gli ETF riducono drasticamente rischi e barriere tecnologiche. Attualmente sono 11 gli ETF spot su Bitcoin autorizzati dalla SEC (gennaio 2024): l’arrivo di trader istituzionali e investitori pubblici determina una liquidità e un’affidabilità sempre maggiori per l’ecosistema crypto tradizionale.

Ciò detto, un’espansione troppo rapida potrebbe innescare effetti a catena sui mercati sia positivi sia negativi. Come sempre, resta alto il rischio intrinseco tipico delle criptovalute: chi investe dovrebbe esserne consapevole.

Cosa può cambiare con le policy di Trump e la politica federale?

L’appetito degli investitori istituzionali trova sostegno anche sul fronte politico. Recentemente sono circolate indiscrezioni su un possibile ordine esecutivo del presidente Trump per autorizzare ufficialmente i piani pensionistici privati individuali (IRA) a investire in asset digitali, tra cui Bitcoin.

Secondo diverse fonti, tale mossa rappresenterebbe “un all-in regolamentare”, che sbloccherebbe una vera ondata di capitali nell’ecosistema crypto, ampliando la platea degli investitori ai milioni di risparmiatori che oggi utilizzano strumenti tax-advantaged. Ma, secondo i critici, aumenterebbe drasticamente l’esposizione dei pensionati al rischio volatilità. Gli ETF Bitcoin restano quindi in prima linea nel dibattito economico nazionale.

Cosa succede ora? Sfide e prospettive per Bitcoin nei fondi pensione

La decisione dello State of Michigan Retirement System di puntare su Bitcoin ETF segna un passaggio chiave nell’avvicinamento delle pensioni pubbliche al mondo crypto. L’impatto potrebbe essere ancora più dirompente se la proposta di Trump verrà formalizzata: i risparmi previdenziali individuali potrebbero riversarsi in massa sugli asset digitali già nel 2025.

Per ora, la strategia dei colossi istituzionali è chiara: esposizione graduale, attenta sorveglianza regolamentare e massima ottimizzazione della diversificazione. Resta da vedere come i mercati reagiranno nel medio periodo e se queste scelte offriranno un reale vantaggio competitivo agli iscritti.

Tutto può cambiare nelle prossime settimane. Segui da vicino gli aggiornamenti dai principali fondi pensione, i nuovi movimenti dei grandi investitori e le decisioni della Casa Bianca: la rivoluzione degli asset digitali nel sistema pensionistico americano è appena iniziata.