L’economia tedesca è destinata al fallimento oppure le riforme strutturali possono rilanciare la crescita?

La Germania, la più grande economia d’Europa, è ancora alle prese con sfide strutturali mentre si prepara al secondo anno consecutivo di contrazione.
Le previsioni economiche per il 2024 prevedono ora un calo dello 0,2% del prodotto interno lordo (PIL), dopo il calo dello 0,3% nel 2023.
Si tratta della prima recessione consecutiva dalla riunificazione della Germania dell’Est e dell’Ovest nel 1990.
La crisi economica è aggravata da problemi strutturali, tra cui un settore manifatturiero in difficoltà, la crescente concorrenza della Cina e problemi energetici irrisolti.
Molti ora si chiedono se questi problemi siano temporanei o radicati.
Il declino di una potenza mondiale
Gli attuali problemi economici della Germania sono in atto da tempo.
Il settore manifatturiero, tradizionalmente la spina dorsale dell’economia tedesca, è stato colpito in modo particolarmente duro.
L’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero è crollato a 40,6 a settembre 2024, segnando il 27° mese consecutivo di contrazione.
Si tratta del secondo dato più basso a livello mondiale, preceduto solo da quello del Myanmar, e indica una grave flessione dell’attività industriale.
Il calo è dovuto in gran parte al prolungato calo degli ordini dall’estero, che non ha precedenti negli ultimi decenni.
La concorrenza della Cina è emersa come un fattore significativo che influenza settori chiave come l’ingegneria automobilistica e meccanica.
Questa sfida, nota come “shock cinese”, ha reso difficile la competitività dei produttori tedeschi, soprattutto perché la Cina continua a dominare il mercato dei veicoli elettrici (EV) e dei macchinari industriali.
Con case automobilistiche come la Volkswagen che lanciano l’allarme per possibili chiusure di stabilimenti e la fabbrica europea della Tesla che registra scorte invendute, le sfide dell’industria automobilistica riflettono problemi più ampi che interessano l’intera base industriale.
A complicare ulteriormente le cose, la crisi energetica della Germania è stata esacerbata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che ha interrotto le forniture di gas e fatto aumentare i prezzi dell’energia.
Sebbene l’inflazione si sia attenuata negli ultimi mesi, scendendo all’1,6% a settembre 2024, i costi energetici continuano a rappresentare una preoccupazione sia per le famiglie sia per le industrie, incidendo pesantemente sulla competitività del Paese.
L’intervento del governo è sufficiente per innescare la ripresa?
In risposta a queste sfide, il governo tedesco, guidato dal ministro dell’Economia Robert Habeck, ha introdotto una serie di misure volte a stabilizzare l’economia.
Tra queste rientra un pacchetto di crescita composto da 49 riforme volte a stimolare gli investimenti pubblici e privati, aumentare la produttività e affrontare problemi strutturali di lunga data.
Il pacchetto si concentra sulla riduzione della burocrazia, sull’espansione delle energie rinnovabili e sulla concessione di agevolazioni fiscali per stimolare la spesa dei consumatori.
Il governo sta anche rivedendo le sue previsioni sull’inflazione, prevedendo che il tasso scenderà al 2,2% nel 2024, rispetto al 5,9% del 2023.
Entro il 2026, si prevede che l’inflazione si stabilizzerà all’1,9%. Il calo dei tassi di inflazione, unito all’aumento dei salari e ai tagli fiscali, sono considerati fondamentali per rilanciare i consumi privati e stimolare la crescita economica nei prossimi anni.
L’amministrazione prevede un ritorno a una crescita modesta dell’1,1% nel 2025 e dell’1,6% nel 2026.
Tuttavia, il successo di queste misure dipende dalla loro attuazione tempestiva ed efficace.
Habeck ha sottolineato che affinché le riforme diventino effettive è necessario il pieno sostegno di entrambe le camere del parlamento, compreso il Bundesrat controllato dall’opposizione.
Se avranno successo, queste iniziative potrebbero gettare le basi per una migliore performance economica e per livelli di occupazione più elevati.
Tuttavia, permane lo scetticismo: alcuni economisti e leader del settore sostengono che le misure non sono sufficienti ad affrontare i problemi radicati che gravano sull’economia.
Forse i problemi della Germania sono profondamente radicati
Le sfide economiche della Germania vanno oltre le recessioni cicliche a breve termine: sono profondamente strutturali.
La dipendenza del Paese dalle industrie tradizionali, come l’industria automobilistica e quella chimica, è messa a dura prova in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e geopolitici.
La decarbonizzazione, la digitalizzazione e i cambiamenti demografici sono preoccupazioni urgenti che devono essere affrontate se la Germania vuole riconquistare il suo vantaggio competitivo.
Gli sforzi di decarbonizzazione sono stati accelerati dalla crisi energetica, con una spinta verso le energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Tuttavia, questa transizione non è stata graduale: i costi energetici per le aziende sono ancora notevolmente più elevati rispetto ad altri paesi industrializzati.
Secondo la lobby industriale DIHK, le aziende in Germania pagano per l’elettricità quattro volte di più, comprese tasse e commissioni, rispetto ai concorrenti all’estero, il che ostacola la loro competitività globale.
Anche la digitalizzazione continua a rappresentare una sfida.
Nonostante la Germania goda di una reputazione di eccellenza ingegneristica, il Paese è rimasto indietro nell’adozione di tecnologie digitali avanzate, in particolare nelle piccole e medie imprese.
Questo divario digitale è visto come un ostacolo all’aumento della produttività e alla modernizzazione dei settori essenziali per la crescita futura.
I fattori demografici complicano ulteriormente la situazione.
L’invecchiamento della popolazione e la carenza di lavoratori qualificati minacciano la sostenibilità a lungo termine del mercato del lavoro.
Con un numero sempre minore di giovani che entrano nel mondo del lavoro, le aziende incontrano difficoltà nel ricoprire le posizioni lavorative, soprattutto in settori altamente tecnici come l’ingegneria e l’informatica.
Le aziende cercano una strategia di uscita?
Mentre la Germania è alle prese con le sfide interne, molte aziende guardano sempre più all’estero per trovare opportunità di crescita o diventano obiettivi di acquisizioni straniere.
La recente vendita per 14 miliardi di euro della controllata logistica Schenker della Deutsche Bahn alla società danese DSV illustra questa tendenza.
Inoltre, Commerzbank, il secondo istituto di credito privato del Paese, è visto come un potenziale obiettivo di acquisizione, con il colosso bancario italiano UniCredit che ha aumentato la sua quota al 21%.
Anche il colosso chimico BASF persegue l’espansione internazionale, investendo 10 miliardi di euro in un nuovo stabilimento in Cina, a dimostrazione di uno spostamento verso mercati con un maggiore potenziale di crescita.
Queste mosse strategiche evidenziano le difficoltà che le aziende incontrano sul mercato interno e la necessità delle aziende tedesche di diversificare per rimanere competitive.
Un percorso incerto verso il futuro
Il futuro dell’economia tedesca resta incerto e diversi fattori chiave determineranno se il Paese riuscirà a riprendersi.
Le previsioni di crescita del governo per il 2025 e il 2026 lasciano presagire un certo ottimismo, ma il raggiungimento di questi obiettivi dipenderà dall’attuazione efficace delle riforme strutturali e dalla stabilizzazione dell’ambiente economico globale.
È probabile che l’economia tedesca registri una ripresa lenta e disomogenea, in cui i consumi privati, sostenuti dal calo dell’inflazione e dagli aumenti salariali, svolgeranno un ruolo cruciale.
Tuttavia, sono necessarie riforme più profonde per affrontare le cause profonde della stagnazione economica del paese. Senza affrontare i costi energetici, la digitalizzazione e la carenza di manodopera, la Germania rischia di rimanere ulteriormente indietro rispetto ad altre economie avanzate.
Sebbene i problemi strutturali siano evidenti, essi offrono anche al Paese l’opportunità di riconsiderare la propria strategia di crescita, modernizzare le industrie e abbracciare l’innovazione.
Mentre il governo lavora per attuare le riforme, i prossimi anni saranno cruciali per stabilire se la Germania riuscirà a riconquistare il suo status di potenza economica europea o se continuerà a lottare contro la stagnazione.