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Jackson Hole Symposium: cosa ha detto Powell sugli effetti economici dei dazi di Trump

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Powell notes tariffs are pushing consumer prices higher but likely a temporary effect.

Al simposio di Jackson Hole del 2025, il presidente della Fed Jerome Powell ha affrontato gli effetti dei dazi del presidente Trump sull’economia statunitense.

Ha osservato che le tariffe stanno già spingendo verso l’alto i prezzi al consumo e si aspetta che l’impatto continui nei prossimi mesi.

Powell ha definito “ragionevole” considerare questo come un aumento una tantum dei prezzi piuttosto che un problema di inflazione a lungo termine.

Ciò segna un cambiamento rispetto alle precedenti preoccupazioni della Fed, quando i dazi, ora al livello medio più alto in un secolo, erano visti come una potenziale minaccia all’obiettivo di inflazione del 2%.

Powell ha detto che il mercato del lavoro sta mostrando oscillazioni insolite, con rischi al ribasso. Questo, ha osservato, potrebbe evitare che gli aumenti dei prezzi dovuti ai dazi si trasformino in un’inflazione duratura.

La crescita più debole dell’occupazione e il quadro occupazionale fragile rendono meno probabile che i dazi inneschino pressioni persistenti sui prezzi. Ha assunto un tono cauto, riconoscendo il rischio di inflazione derivante dai dazi, ma sottolineando che un mercato del lavoro debole aiuta a compensarlo.

Powell ha anche sottolineato che la Fed rimarrà basata sui dati, osservando i nuovi indicatori economici, in particolare sui posti di lavoro, prima di fare ulteriori mosse.

Il discorso di Powell oggi: Tagli dei tassi sul tavolo

Powell ha anche pesato sull’economia in generale, osservando che l’inflazione rimane elevata ma sta mostrando segni di allentamento.

Non si è impegnato a tagliare i tassi immediati, ma ha suggerito che, con un mercato del lavoro in calo e i rischi di inflazione sotto controllo, una politica più accomodante potrebbe essere presto sul tavolo.

L’attuale posizione restrittiva della Fed potrebbe lasciare il posto a tagli se i rischi al ribasso dovessero aumentare.

Le sue osservazioni sono arrivate mentre i mercati scontavano una riduzione dei tassi a breve termine, con molti investitori che si aspettavano una mossa di un quarto di punto a settembre per allentare le condizioni finanziarie.

Powell ha sottolineato che le decisioni della Fed sono guidate rigorosamente dai dati economici, non dalla politica. Le osservazioni sembrano respingere le crescenti critiche dell’amministrazione Trump, che ha chiesto le sue dimissioni e ha affermato che la Fed ha agito “troppo tardi” sui tassi.

Powell ha ribadito l’indipendenza della Fed e la sua attenzione al duplice mandato di tenere sotto controllo l’inflazione e sostenere la massima occupazione.

“La Fed ha bisogno di un approccio flessibile”

Powell ha sottolineato la necessità di flessibilità nell’approccio della Fed in un contesto in cui l’economia continua a cambiare, con le pressioni globali e le tensioni politiche che rendono incerta la crescita.

I dazi stanno aumentando i prezzi, ma il mercato del lavoro non è forte. Powell ha detto che potrebbe impedire all’inflazione di salire troppo, ma non ha promesso nulla, ha solo assicurato che la Fed sta osservando i numeri.

Continuava a tornare allo stesso punto: i dati guideranno qualsiasi mossa. Il messaggio generale è stato attento, cercando di tenere sotto controllo l’inflazione pur notando che i posti di lavoro non sono solidi come una volta.

Al simposio di Jackson Hole, Powell ha dato una visione mista. I dazi stanno spingendo i prezzi verso l’alto, ma lui vede l’effetto come temporaneo. La crescita dell’occupazione è debole, il che dovrebbe impedire all’inflazione di precipitare.

Ha lasciato la porta aperta per tagli dei tassi, se necessario. Nel complesso, il suo messaggio ha bilanciato le preoccupazioni per l’inflazione con un mercato del lavoro debole, dando ai mercati un’idea approssimativa di dove potrebbe muoversi la Fed.