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Le azioni statunitensi scivolano all’apertura dopo i dati sull’inflazione: Dow in calo di 200 punti, S&P in calo dello 0,4%

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Le azioni sono scese giovedì poiché i dati sull’inflazione all’ingrosso più forti del previsto hanno mitigato l’ottimismo degli investitori su un potenziale taglio dei tassi della Federal Reserve il mese prossimo.

Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 200 punti, o circa lo 0,5%, mentre l’S&P 500 è sceso dello 0,4% e il Nasdaq Composite è scivolato dello 0,3%.

Il calo ha fatto seguito ai nuovi massimi storici per l’S&P 500 e il Nasdaq nella sessione precedente, alimentati da un rapporto sull’inflazione dei prezzi al consumo di luglio più debole che aveva rafforzato le speranze di un allentamento monetario.

Questo ottimismo è stato intaccato dall’ultima lettura dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI), che ha mostrato che i prezzi all’ingrosso sono aumentati dello 0,9% a luglio, ben al di sopra dell’aumento dello 0,2% previsto dagli economisti intervistati da Dow Jones.

Nonostante i dati più caldi, i dati FedWatch del CME hanno mostrato che i futures sui fed funds continuano a scontare una probabilità di circa il 93% di un taglio dei tassi a settembre, solo marginalmente al di sotto dei livelli di mercoledì, anche se i trader hanno in gran parte abbandonato le aspettative di una riduzione di mezzo punto più ampia.

I leader tecnologici come Nvidia e AMD, che hanno guidato gran parte dei guadagni del mercato quest’anno, hanno invertito la rotta e hanno chiuso in ribasso dopo il rapporto.

I dati sull’inflazione hanno rafforzato i timori che un allentamento troppo precoce della politica possa riaccendere le pressioni sui prezzi, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza in vista della prossima riunione politica della Fed.

I prezzi all’ingrosso salgono

I prezzi all’ingrosso degli Stati Uniti sono aumentati bruscamente a luglio, superando le aspettative e potenzialmente complicando il percorso della Federal Reserve verso il taglio dei tassi di interesse il mese prossimo.

L’indice dei prezzi alla produzione (PPI), che tiene traccia dei prezzi dei beni e dei servizi della domanda finale, è salito dello 0,9% rispetto a giugno, ben al di sopra dell’aumento dello 0,2% previsto dagli economisti.

Anche il PPI core, esclusi cibo ed energia, è balzato dello 0,9%, contro le aspettative di un aumento dello 0,3%.

Escludendo cibo, energia e servizi commerciali, l’indice è salito dello 0,6%, il più grande guadagno mensile da marzo 2022.

Rispetto all’anno precedente, l’IPP primario è avanzato del 3,3% – il più grande aumento di 12 mesi da febbraio – e ben al di sopra dell’obiettivo di inflazione del 2% della Fed.

I prezzi dei servizi hanno trainato gran parte dell’accelerazione, con un’impennata dell’1,1% a luglio, anche l’aumento più ripido da marzo 2022.

I dati più caldi del previsto sottolineano le persistenti pressioni inflazionistiche e potrebbero pesare sul processo decisionale della Fed in vista della riunione politica di settembre, in cui i mercati avevano ampiamente previsto un taglio dei tassi.

La disoccupazione scende

La scorsa settimana le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite, segnalando che i datori di lavoro rimangono riluttanti a tagliare il personale nonostante la continua incertezza economica.

Le richieste iniziali di disoccupazione sono diminuite di 3.000 unità a 224.000 per la settimana terminata il 9 agosto, all’incirca in linea con le aspettative degli economisti.

I dati suggeriscono che, sebbene le imprese abbiano rallentato le assunzioni in risposta all’incertezza che circonda le politiche tariffarie del presidente Donald Trump, non si stanno impegnando in licenziamenti diffusi.

Le richieste continue – una misura del numero di persone che ricevono ancora sussidi di disoccupazione – sono scese a 1,95 milioni nella settimana precedente.

Negli ultimi mesi questa cifra si è avvicinata ai livelli più alti dal 2021, il che indica la persistente difficoltà dei lavoratori disoccupati a trovare nuovi posti di lavoro.

L’aggiornamento sul mercato del lavoro arriva mentre gli investitori si aspettano sempre più che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse nella riunione di settembre.

Una combinazione di tendenze occupazionali in calo e pressioni sui prezzi attenuate dai dazi ha rafforzato la tesi di un allentamento monetario.