Chart di Capital.Com
Dalla crisi finanziaria del 2008 il dollaro americano ha consolidato un trend di crescita nei confronti delle principali valute.
Curiose, quanto a regolarità, risultano le sue caratteristiche cicliche

Finora abbiamo tre cicli rialzisti che hanno prodotto ciascuno un apprezzamento del 28%, da ciascuno dei minimi relativi.
Abbiamo osservato due cicli completi di rialzi e ribassi ciascuno esattamente della durata di 6,5 anni.
In questo momento siamo nel mezzo del terzo ciclo e provenienti dal rialzo post covid che, come detto, ha già prodotto un apprezzamento del 28%.
Quindi potremmo attenderci la conclusione di questo terzo ciclo ovviamente senza darlo per scontato o, seppure avvenisse, con le stesse caratteristiche dei precedenti.
Come per qualunque fenomeno, anche questo in analisi tecnica è sempre e solo una questione di probabilità.
I motivi per vedere un dollaro ancora debole e che quindi possa giustificare la prosecuzione del ciclo con le caratteristiche evidenziate non mancano.
Gli economisti sono sostanzialmente concordi nel ritenere che il dollaro sia sopravvalutato dal punto di vista delle ragioni di scambio.
Su questa base, la lettura della nuova politica commerciale della presidenza americana potrebbe essere un catalizzatore del fenomeno che si discute.
Considerando il tempo che manca alla conclusione del ciclo e visto che il mandato di Trump è appena iniziato, da un punto di vista temporale le possibilità sono concrete.
Al di là della schizofrenia che sembra guidare la comunicazione e le azioni di Trump, mi piace pensare che dietro questa cortina di apparenza ci sia invece l'azione ponderata dei consiglieri economici e finanziari del governo federale.
L'aggressiva campagna commerciale, per il governatore della Fed di Saint Louis dovrebbe portare debolezza economica, non recessione, e inflazione vischiosa.
A leggere i manuali di macroeconomia questo ha un nome preciso e si chiama stagflazione, vale a dire poca crescita con inflazione che non cala verso il target di lungo periodo del 2%.
Questo contesto, immaginando che i tassi se non scenderanno quanto atteso, probabilmente neanche saliranno vista la debolezza economica.
Questo quadro è alla base anche della debolezza attuale del dollaro che potrebbe protrarsi nel tempo.
Così inquadrato possiamo meglio apprezzare l'attuale momento ribassista verso, ipoteticamente, la parte bassa del canale di lunghissimo periodo prima osservato

In considerazione dei sostenuti volumi che osserviamo in questo periodo, i prezzi sembra stiano consolidando il livello 103, da cui passa un supporto statico corrispondente con un precedente punto di swing oltre che livello di ritracciamento di 78.6 di Fibonacci dell'ultima gamba rialzista

Tenendo conto della recente apertura di Trump con la proroga di 90 giorni per l'applicazione dei dazi per 75 paesi, potremmo facilmente assistere ad un ritorno di forza del dollaro sui mercati.
A prescindere da quanto eventualmente strutturale potrà essere il movimento la probabilità esiste e quindi potrebbe essere sfruttata.
Come detto i prezzi stanno consolidando il livello 103 con elevati volumi e, a mio giudizio, potremmo ritracciare verso area 104/105

Trigger potrebbe essere una formazione 1 2 3 low.
Dalla crisi finanziaria del 2008 il dollaro americano ha consolidato un trend di crescita nei confronti delle principali valute.
Curiose, quanto a regolarità, risultano le sue caratteristiche cicliche
Finora abbiamo tre cicli rialzisti che hanno prodotto ciascuno un apprezzamento del 28%, da ciascuno dei minimi relativi.
Abbiamo osservato due cicli completi di rialzi e ribassi ciascuno esattamente della durata di 6,5 anni.
In questo momento siamo nel mezzo del terzo ciclo e provenienti dal rialzo post covid che, come detto, ha già prodotto un apprezzamento del 28%.
Quindi potremmo attenderci la conclusione di questo terzo ciclo ovviamente senza darlo per scontato o, seppure avvenisse, con le stesse caratteristiche dei precedenti.
Come per qualunque fenomeno, anche questo in analisi tecnica è sempre e solo una questione di probabilità.
I motivi per vedere un dollaro ancora debole e che quindi possa giustificare la prosecuzione del ciclo con le caratteristiche evidenziate non mancano.
Gli economisti sono sostanzialmente concordi nel ritenere che il dollaro sia sopravvalutato dal punto di vista delle ragioni di scambio.
Su questa base, la lettura della nuova politica commerciale della presidenza americana potrebbe essere un catalizzatore del fenomeno che si discute.
Considerando il tempo che manca alla conclusione del ciclo e visto che il mandato di Trump è appena iniziato, da un punto di vista temporale le possibilità sono concrete.
Al di là della schizofrenia che sembra guidare la comunicazione e le azioni di Trump, mi piace pensare che dietro questa cortina di apparenza ci sia invece l'azione ponderata dei consiglieri economici e finanziari del governo federale.
L'aggressiva campagna commerciale, per il governatore della Fed di Saint Louis dovrebbe portare debolezza economica, non recessione, e inflazione vischiosa.
A leggere i manuali di macroeconomia questo ha un nome preciso e si chiama stagflazione, vale a dire poca crescita con inflazione che non cala verso il target di lungo periodo del 2%.
Questo contesto, immaginando che i tassi se non scenderanno quanto atteso, probabilmente neanche saliranno vista la debolezza economica.
Questo quadro è alla base anche della debolezza attuale del dollaro che potrebbe protrarsi nel tempo.
Così inquadrato possiamo meglio apprezzare l'attuale momento ribassista verso, ipoteticamente, la parte bassa del canale di lunghissimo periodo prima osservato
In considerazione dei sostenuti volumi che osserviamo in questo periodo, i prezzi sembra stiano consolidando il livello 103, da cui passa un supporto statico corrispondente con un precedente punto di swing oltre che livello di ritracciamento di 78.6 di Fibonacci dell'ultima gamba rialzista
Tenendo conto della recente apertura di Trump con la proroga di 90 giorni per l'applicazione dei dazi per 75 paesi, potremmo facilmente assistere ad un ritorno di forza del dollaro sui mercati.
A prescindere da quanto eventualmente strutturale potrà essere il movimento la probabilità esiste e quindi potrebbe essere sfruttata.
Come detto i prezzi stanno consolidando il livello 103 con elevati volumi e, a mio giudizio, potremmo ritracciare verso area 104/105
Trigger potrebbe essere una formazione 1 2 3 low.
Raffaele Costa
Declinazione di responsabilità
Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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