Ferrari - EUR
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FERRARI, il primo segnale rialzista

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Chart di Capital.Com

Prima dell'attuale calo, sul grafico mensile l'ultima volta che Ferrari ha prodotto una chiusura sotto la velocissima media mobile esponenziale a 9 periodi è risalente al settembre 2022.
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Basta solo questo riferimento per capire la notevole forza del trend rialzista del titolo.

I prezzi si muovono all'interno di un ripido canale rialzista e non vedono la parte bassa dello stesso da giugno del 2022, 3 lunghi anni
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Inoltre gli ultimi tre massimi sono allineati lungo la parte alta dello stesso canale.

Insomma, il trend è molto solido.

Il titolo naturalmente non fa parte del settore dei consumi di base ma discrezionali.

Questo inquadramento sta stretto all'azienda denotando un comportamento piuttosto tipico dei beni di lusso.

Infatti presenta una domanda anelastica rispetto al prezzo, cioè le quantità vendute non sono direttamente impattate dall'aumento dei prezzi, e un power pricing notevole come dimostra l'adeguamento all'insù dei listini per i consumatori americani in conseguenza dei dazi di Trump.

Queste caratteristiche le possiamo leggere anche sul grafico
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Negli ultimi 6 anni a fronte di una crescita dell'indice settoriale dei consumi discrezionali del 109%, Ferrari ha raggiunto il top al 250%.

Con l'introduzione dei dazi da parte di Trump, pur destinando Ferrari oltre il 50% della produzione al mercato americano, il calo è limitato ad un -14%, quasi la metà rispetto a quello del settore dei consumi discrezionali (variazione misurata sui prezzi di chiusura).

La resilienza del titolo si può anche apprezzare in un confronto con l'inflazione.

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La correlazione tra Ferrari e il settore dei consumi discrezionali è comunque positiva e molto alta, ma quello che cambia è il comportamento nei momenti di tensione.

Allorché l'inflazione produce, con un consueto ritardo temporale, un rallentamento dei consumi Ferrari tira dritto facendo calare bruscamente l'indice di correlazione.

La correlazione si ristabilisce poi quando i consumatori cominciano a percepire i benefici del ritorno dei prezzi a livelli bassi.

Tutto ciò fa capire come l'analisi di un business come quello di Ferrari non può essere condotta come per qualunque altro titolo ma deve necessariamente tener conto delle peculiarità del brand.

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Il titolo, come tutto il mercato, ha rimbalzato dai minimi dopo una più morbida interpretazione della guerra commerciale di Trump.

I prezzi si sono allontanati dalla mediana del canale di lungo periodo, area anche del livello di ritracciamento di Fibonacci del 38,2%, e protetti più giù anche dal supporto statico offerto dal precedente massimo relativo.

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Sul grafico giornaliero abbiamo la formazione di un primo minimo crescente da quando è iniziato il calo del titolo.

I prezzi adesso sono chiamati a difendere questo minimo e, possibilmente, averla vinta sulla trendline ribassista.

A mio giudizio, solo questo può dare una nuova prospettiva rialzista al titolo.



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