Analisi della Criptovaluta LBC (Library Credit)La criptovaluta LBC è al centro dell'attenzione grazie alla sua associazione con il social decentralizzato Odyssey. In questa analisi, ci concentreremo sull'osservazione del grafico giornaliero, con particolare attenzione alla formazione del pattern testa e spalle.
Contesto del Progetto:
LBC è la moneta nativa di Odyssey, un social decentralizzato che sta guadagnando popolarità.
L'ecosistema di Odyssey e l'utilizzo di LBC potrebbero contribuire al successo a lungo termine della criptovaluta.
Analisi del Grafico Giornaliero:
La formazione del pattern testa e spalle è un segnale tecnico significativo.
La testa si è formata tra i giorni X e Y, con spalle chiaramente delineate nei giorni precedenti e successivi.
L'identificazione di questo pattern potrebbe suggerire una potenziale inversione di tendenza.
Obiettivo di Guadagno:
In base alla teoria del pattern testa e spalle, il guadagno potenziale potrebbe essere del 100% o più.
Questo obiettivo è calcolato considerando la proiezione dalla testa alla neckline e l'estensione al di sopra della neckline.
Approccio al Trading:
Considerando il periodo attuale e il desiderio di evitare rischi di liquidazione, l'approccio in spot sembra ragionevole.
L'accumulo in caso di caduta del prezzo è una strategia prudente per sfruttare eventuali opportunità di acquisto a prezzi più bassi.
In conclusione, la formazione del pattern testa e spalle sul grafico giornaliero di LBC potrebbe rappresentare un'opportunità di trading interessante.
Contiene un'immagine
Oggi i Non Farm PayrollsQuesta prima settimana dell’anno, analizzando le diverse price action, appare un po’ caotica, nel senso che c’è stato un aumento di volatilità sostanziale nei diversi asset, in assenza però di direzionalità specifica, con movimenti e contro movimenti che hanno solo generato scompiglio. Fondamentalmente, gli investitori e gli operatori di mercato sono ancora alla finestra, e aspettano dati macro e dichiarazioni che garantiscano certezze nelle aspettative di politica monetaria, certezze che non possono esserci perché i dati che stanno uscendo sono misti e spesso contraddittori.
I dati US di ieri, per esempio, relativi all’ADP e ai Jobless si sono rivelati migliori dei Jolts Openings e dei Pmi di mercoledì, e questo non ha fatto alto che creare tensione, movimenti erratici ma tutto sommato non direzionali, perché correttivi rispetto alle price action della scorsa settimana. Wall Street ha vissuto una pausa di riflessione con i tre indici principali che hanno chiuso misti, il Dow in leggerissimo rialzo mentre S&P e Nasdaq in rosso, ma con movimenti insignificanti da un punto di vista percentuale anche se nel brevissimo, volatili.
I dati sull’Adp, ci hanno detto che l’economia Usa ha aggiunto 164.000 posti di lavoro a dicembre, ben al di sopra delle aspettative, mentre le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese ai minimi degli ultimi due mesi. Oggi il mercato attende, con grande interesse, il rapporto sui Non Farm Payrolls, le cui aspettative sono per un incremento di 171.000 posti di lavoro. Riusciranno a smuovere i mercati in modo da farli entrare in un trend direzionale, oppure dovremo aspettare ancora?
La sensazione è che l’incertezza sia ai massimi livelli proprio perché i dati usciti fino ad oggi non garantiscono alcuna direzionalità, in ragione del fatto che stiamo uscendo lentamente da politiche monetarie super restrittive che fino ad oggi, sorprendentemente, non hanno creato recessione. Ma fino a quando durerà?
Si vive quindi tra la speranza di un rallentamento gestibile e la paura che però i tassi non scendano, in un mercato estremamente nervoso. Paradossalmente qualcuno vorrebbe una mild recession pur di avere la garanzia di tornare a veder scendere i tassi, che altrimenti potrebbero, rimanendo ai livelli attuali, causare un rallentamento ben più marcato. E l’altro dubbio e su quando questa svolta, che sia soft o hard landing, avverrà.
VALUTE
Sui cambi si assiste ad un ritorno del UsdJpy che nell’ultima settimana lavorativa ha recuperato 500 pip dai minimi, oltre il 3%, e si è avvicinato ai livelli chiave di 145.80 che potrebbe rappresentare una nuova inversione rialzista di medio termine con obiettivi anche a 150.00. Solo sotto 142.80, potremmo riparlare di trend decisamente al ribasso.
EurUsd ha corretto dopo il test di 1.0980, ma il movimento è stato assai contenuto con un massimo a 1.0972 e incapacità di rompere anche le prime resistenze. Cable che si è mosso allo stesso modo dell’euro con oscillazioni contenute e poco significative. Estrema forza di franco svizzero che spinge i cross CadChf, EurChf, NzdChf, Gbpchf e AudChf al ribasso per non parlare della salita impulsiva di ChfJpy che nel 2023 da 137.40 è salito fino a 170.40, oltre il 20%.
Difficile ora fare qualunque previsione, se non che si devono aspettare movimenti, rotture di punti e dichiarazioni di banchieri centrali che chiariscano il caos attuale e diano una direzionalità ai mercati. Anche il petrolio, che sembrava risalire dopo che erano emerse tensioni in medio oriente, si è sgonfiato in seguito al rapporto dell’EIA, sull’aumento delle scorte di greggio negli Usa e un calo generalizzato della domanda.
Per oggi massima attenzione perché si tratta del dato più importante di tutti, quello che spesso si è rivelato in passato, quello che ha spostato gli equilibri.
Buona giornata e buon trading.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
FTSEMIB - SHORT SEAttendo la violazione della trendline rossa (rosa) indicata, obiettivo area 29800 / 29900 entro 22 / 27 Dicembre. In caso di salita del Prezzo incrementerò in area 30700 / 30800, lasciando il target di uscita sotto il minimo del 7 Dicembre che secondo me deve essere violato prima del 27 Dicembre
Quale valuta dominerà il primo trimestre?Quale valuta dominerà il primo trimestre?
Cerchiamo di fare chiarezza sugli ultimi avvenimenti.
(Articolo 1/3)
GBP:
La sterlina è stata la valuta del G10 a beneficiare meno delle difficoltà dell'USD lo scorso mese, poiché i mercati monetari del Regno Unito hanno mostrato le aspettative di allentamento della BoE più in linea con quelle della Fed a seguito dei dati britannici inferiori al consenso.
Ma attenzione, l’economia del Regno Unito potrebbe alla fine resistere un po’ meglio di quanto temuto.
A questo proposito, i dati flash PMI del Regno Unito del mese scorso hanno offerto alcuni segnali incoraggianti, in quanto l’indice dei servizi è cresciuto più del previsto (53.4 contro 50.9 precedente).
Di seguito lascio il commento di Tim Moore riguardante l'ultimo report markit:
"I dati di dicembre indicano che il settore dei servizi nel Regno Unito ha chiuso lo scorso anno in positivo, con una crescita dell'attività commerciale che ha accelerato ai livelli più rapidi degli ultimi sei mesi, mentre la ripresa degli ordini ha acquisito slancio.
La ripresa della domanda dei clienti è stata attribuita alle speranze di minori oneri finanziari e un contesto economico globale in miglioramento nel 2024.
Tuttavia, molte aziende hanno continuato a citare le difficili condizioni economiche sottostanti a causa della stagnazione dell'economia britannica e della forte pressione sui margini derivante dall'aumento del costo del lavoro.
Le aspettative sull'attività economica per il prossimo anno sono ora le più ottimistiche dallo scorso maggio, supportate da segnali di ripresa della propensione a spendere dei clienti.
Le forti pressioni salariali hanno alimentato un altro mese di sostanziali aumenti dei costi di produzione nel settore dei servizi.
L'inflazione complessiva dei prezzi di produzione è aumentata per il secondo mese consecutivo,
nonostante il sollievo derivante dalla riduzione delle bollette di trasporto e dei costi delle materie prime.
Molte aziende hanno notato vincoli sul loro potere di determinazione dei prezzi a causa della ristrettezza dei budget di famiglie e imprese".
Dando uno sguardo ai dati macro nell'immagine precedente, l'indice Halifax, ovvero l'indice dei prezzi delle case, ha registrato forti deprezzamenti negli ultimi mesi dell'anno.
La correlazione tra l'indice dei prezzi delle case e l'indice manifatturiero può variare a seconda di diversi fattori economici ma in generale esiste una relazione (Tassi di interesse, ciclo economico etc..).
Questa relazione ci aiuta ad evidenziare meglio lo stato di salute dell'economia.
AUD:
I fattori chiave, degli ultimi movimenti del dollaro australiano, sono i prezzi delle materie prime e lo spread dei tassi a breve termine australiani.
I prezzi del minerale di ferro sono balzati al livello più alto in quasi 2 anni sulla scia delle speranze degli investitori che la Cina adotti misure più significative per rilanciare il suo mercato immobiliare in difficoltà.
Questa speculazione è stata ulteriormente alimentata dal discorso di Capodanno del presidente Xi Jinping, in cui ha promesso che il governo lavorerà per consolidare e rafforzare lo slancio della ripresa economica e per raggiungere uno sviluppo economico stabile e a lungo termine. Uno Yuan cinese più forte nelle ultime contrattazioni dell'anno ha anche incoraggiato l’accumulo di scorte di minerale di ferro.
Correlazione tra AUD e il minerale di ferro.
Tuttavia la crescita della Cina potrebbe continuare a rallentare dal 5,2% nel 2023 al 4,4% nel 2024.
Parte di questo rallentamento è strutturale, ma un’altra parte più ampia è ciclica poiché l’economia continua a digerire lo scoppio della bolla immobiliare residenziale con solo modesti stimoli da parte del governo.
Ciò potrebbe fungere da freno al rally del dollaro australiano nel 2024.
Il calo dello spread del tasso a breve termine tra Australia e Stati Uniti segue i verbali del FOMC, che non sono stati così accomodanti come la conferenza stampa del presidente Jerome Powell.
Ritengo che il mercato stia sopravvalutando i tagli dei tassi della Fed per marzo 2024, il che potrebbe portare ad un calo delle principali valute contro il dollaro nel breve termine.
Mentre la Fed taglierà i tassi, la RBA li manterrà fermi o, nella migliore delle ipotesi, li taglierà verso la fine del 2024.
L’inflazione australiana sarà più vischiosa di quella degli Stati Uniti?
I dati sull’inflazione australiana per il quarto trimestre che verranno pubblicati il 31 gennaio costituiranno un dato chiave per AUD.
Il ciclone Jasper e le inondazioni che colpiscono un’area chiave per la coltivazione della frutta nel Queensland porteranno a un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nel quarto e nel primo trimestre, ma i prezzi alle pompe di benzina, che diminuiranno di oltre il 15% durante il quarto trimestre, influiranno sull’inflazione nella direzione opposta.
Sarà un numero di inflazione difficile da prevedere.
La Banca centrale australiana naviga a vista...
Buon trading a tutti
ACCELERA IL SELL OFF DELL’AZIONARIO.La discesa dei listini prosegue anche in questo terzo giorno operativo del 2024, con ribassi che si sono rivelati più importanti di quanto ci si potesse aspettare. I dati macro usciti nel pomeriggio e relativi ai Jolts openings, hanno mostrato una contrazione di circa 62 mila unità rispetto al mese di Novembre, al di sotto delle aspettative di mercato. In contrazione il settore delle assunzioni nei trasporti, nei grandi magazzini e nei servizi pubblici. Contestualmente è uscito l’Ism manifatturiero Pmi, leggermente migliorato a 47.4 rispetto al 46.7 del mese precedente, pur rimanendo nel 14 esimo mese di contrazione dell’attività industriale. La sorpresa viene dal fatto che in questo caso dati negativi hanno spinto la borsa al ribasso, negando, finalmente ci vien da ricordare, il mantra con cui abbiamo convissuto per mesi, ovvero quello per cui a dati macro inferiori alle attese, si associavano acquisti in borsa per via delle speranze di stop al rialzo dei tassi. Se la borsa comincia a perdere quota in concomitanza con dati negativi, la correlazione ritorna ad essere “sana”, e analisti e investitori cominciano a guardare agli effetti negativi sugli utili aziendali, che un peggioramento della congiuntura, potrebbe generare. E così Wall Street ha ceduto con ribassi per i tre indici principali. Il Dow ha perso lo 0.76%, l’S&P lo 0.8% e il Nasdaq l’1.18%, al quarto giorno di discesa consecutiva. Gli unici settori a chiudere in positivo sono stati quelli energetici per via del rialzo del prezzo del petrolio. Ben 8 settori su 11 hanno invece chiuso in ribasso all’interno dell’S&P.
VALUTE.
Sui cambi, Usd sugli scudi in qualità di asset rifugio, in concomitanza con un indice Vix che torna sopra i 14 punti, e un decennale Usa che è tornato a rendere quasi il 4%. EurUsd sotto quota 1.0900, mentre il Cable ha tenuto leggermente meglio per effetto della rottura dei supporti di EurGbp che ha violato l’area di 0.8645 e punta decisamente a 0.8595 area ora. UsdJpy che attacca quota 144.00, ma in questa fase di accumulazione non si potrebbe neppure escludere 145.00. Franco svizzero che sale contro Euro con la Snb che sembra scomparsa. EurChf a 0.9285 e i cross del Franco che perdono ancora quota. UsdCad vicino ai punti chiave di 1.3400 per cui a breve forse qualche storno del biglietto verde potremmo anche vederlo.
VERBALI DEL FOMC.
Sono stati pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Fed, da cui si evince che ci sono stati, nell’ultimo periodo, chiari progressi sull’inflazione, ma dall’altro lato le diverse componenti sono apparse disomogenee, come quella dei servizi primari, i cui prezzi hanno continuato ad aumentare. L’economia tiene ma dovrà affrontare rischi al ribasso e la politica monetaria dovrà per forza tenerne conto, anche se altri membri sembra siano rimasti conservativi, nel senso che vorrebbero mantenere la politica restrittiva ancora per qualche tempo. Ecco perché da qui in avanti diventeranno cruciali i dati macro, in relazione ai quali la Fed prenderà poi le decisioni adeguate. In definitiva, quindi, sembra di poter dire che la banca centrale americana, resta tendenzialmente prudente e ha bisogno di conferme prima di avventurarsi in una riduzione del costo del denaro.
PETROLIO.
Tentativi di recupero per l’oro nero, in seguito alle proteste in Libia e all’aumento delle tensioni in Medio Oriente, che ovviamente spingono ad alimentari i timori di una riduzione dell’offerta. In Libia le proteste hanno causato il blocco della produzione in alcuni importanti giacimenti, mentre le tensioni in Mar Rosso per le navi commerciali attaccate dai ribelli Houti non si placano. Wti a 73.30 e Brent tornato nelle vicinanze degli 80 dollari. Vedremo molto probabilmente reazioni dell’Opec nelle prossime ore, magari atte a stabilizzare la produzione. Buona giornata e buon trading.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
BORSE, INIZIO CONTRASTATO! Il 2024 comincia all’insegna di una correzione ribassista dei listini americani, in seguito ad un 2023 all’insegna di guadagni a 2 cifre per i principali indici. L’S&P ha ceduto lo 0.57% mentre il Nasdaq ha lasciato per strada l’1.63%. Il Dow Jones invece ha chiuso praticamente invariato (+0.07%). Il settore tecnologico è apparso quello più penalizzato, con risultati negativi per i colossi tecnologici (Nvidia Microsoft, Amazon e Meta), trascinati dall’aumento dei rendimenti dei titoli di stato americani, con il decennale tornato al 3.95%, in decisa ripresa dai minimi di 3.78%. Tra i titoli Apple ha perso il 3% dopo che Barclays ha declassato il rating della società. I listini asiatici sono scesi questa notte, in linea con quanto accaduto nella sessione americana, con il mercato che comincia a prezzare un nulla di fatto delle banche centrali sui tassi nel primo trimestre, nonostante negli ultimi tempi siano aumentate le probabilità di una riduzione del costo del denaro nei primi tre mesi del 2024. Va ricordato però che, tenute in considerazione le recenti dichiarazioni dei membri del Fomc, questo ottimismo potrebbe rivelarsi eccessivo. Intanto, entreremo nel vivo di dati e commenti già questa settimana, con i verbali del Fomc , i Jolts openings, e i dati sui Payrolls di venerdì. Il mercato è atteso ad un aumento anche sensibile della volatilità.
VALUTE.
Dollaro in decisa ripresa contro tutte le valute concorrenti, specie contro Euro e sterlina, che sono scese, da ieri, di quasi 100 pips sul primo e di 130 sulla seconda. Il ribasso ‘ dovuto sia a prese di beneficio, sia ad un leggero aumento del risk off che ovviamente fa tornare il biglietto verde in prima linea come asset rifugio. Supporti che ora intervengono su EurUsd a 1.0825 30, sul Cable possibilmente a 1.2500, mentre sulle oceaniche a 0.6715 e 0.6220 rispettivamente per AudUsd e NzdUsd. UsdJpy a ridosso di 142.00, senza grande slancio a dire la verità, mentre rimane solido il Franco svizzero e 0.9310 contro euro e a 0.8495 contro dollaro. UsdCad che in virtù di un Pmi inferiore alle attese per il paese nordamericano, sale fino a 1.3330. Anche sui cambi ci aspettiamo un aumento della volatilità, ma bisognerà attendere fine gennaio per capire direzione e intensità. Ma prepariamoci a vedere movimenti anche significativi, come sempre ciclicamente accade all’inizio di un nuovo anno.
PETROLIO.
Continua a scendere, alimentato dai segnali di un aumento dell’offerta globale, soprattutto da parte dei produttori non Opec, ma anche dalla diminuzione della domanda. Le tensioni geopolitiche per ora sembrano accantonate, anche se aumentano dopo l’invio di navi da guerra iraniane nel Mar Rosso, per fronteggiare quelle americane, che hanno distrutto le imbarcazioni Houti, le quali a loro volta, avevano assaltato alcune navi porta container. Il prezzo del Wti è tornato a 70.50, non lontano dai minimi fatti registrare a dicembre scorso a 67.93, mentre il Brent quota intorno ai 76 dollari, a meno di 4 dollari dai minimi di 72.49. Il trend appare ancora negativo, ma fino a quando non saranno violati i minimi precedenti, potrebbe rivelarsi anche come una fase di accumulazione a minimi crescenti. Buona giornata e buon trading.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
2024 AL VIA, ALL’INSEGNA DI…VALUTEE’ cominciato un altro anno, e oramai, da quando iniziai nel 1987, ne sono passati 36 anni e mezzo. Talvolta ho la sensazione di averle viste “tutte” in relazione ai mercati finanziari. Ed invece, accade sempre qualcosa di nuovo, che ti sorprende, ma che, da un certo punto di vista, ti permette di comprendere i mercati dandone una lettura differente. Ricordo gli ultimi tre anni come qualcosa di mai visto prima, il Covid, i blocchi delle catene di approvvigionamento, le centinaia di migliaia di morti e la sofferenza delle persone più frgili. Poi i Qe delle banche centrali, (durante il periodo delle restrizioni), che hanno creato denaro e lo hanno distribuito a pioggia a privati e imprese, e che in seguito hanno generato il recupero della congiuntura globale. Poi sono emerse le speranze per l’arrivo dei vaccini, e le enormi polemiche nate in seguito. Il ritorno della crescita economica ha infine coinciso con un aumento spropositato dell’inflazione, legata ovviamente all’enorme massa di liquidità che ha inondato tutti i mercati e che ha di conseguenza provocato il timore di un aumento dei prezzi. E’ così è stato, con materie prime alle stelle in mercati crescenti. Solo successivamente i dati macro, con un inflazione salita quasi in doppia cifra, hanno cominciato a deteriorarsi, il che ha spinto ulteriormente al rialzo il comparto azionario, che ha alimentato i profitti aziendali rallentando la discesa degli aggregati, il famoso mantra del 2023 “bad news were good news”. Di fatto i dati macro negativi generavano paradossalmente un rialzo degli indici, perche’ si allontanavano le prospettive di ulteriore rialzo del costo del denaro. Qualcosa di raramente visto in passato. E ora siamo entrati nel 2024, con i mercati azionari vicino ai massimi storici, in piena euforia e con aspettative di taglio del costo del denaro già nel primo trimestre. Aspettative per la verità leggermente ottimistiche perché fino ad ora, le dichiarazioni dei banchieri centrali sembrano ancora orientate alla prudenza rispetto ad un eventuale taglio. Specialmente i rappresentanti del Board della Fed, tra cui Williams, che hanno ribadito la volontà di tenere alta la guardia per evitare recrudescenze dell’inflazione.
AZIONARIO.
Gli indici americani sono ancora vicino ai massimi e per ora, non vi sono segnali di possibili inversione. L’ultimo giorno di negoziazione dell’anno ha visto però una correzione, seppur limitata. S&P e Dow hanno registrato la loro nona settimana vincente con l’S&P che ha registrato i guadagni settimanali più importanti addirittura dal 2004. Nell’anno l’S&P ha guadagnato il 24.7%, mentre il Dow ha performato un +13.7%. Il Nasdaq, grazie ha tecnologici, ha messo a segno il 54.9%. Anche il Dax non è sui massimi, e ha corretto 250 punti, poco piu’ dell’1.5%, un movimento insufficiente per poter parlare di inizio di una fase distributiva. Sull’anno infatti ha guadagnato circa il 20%. Fino a quando non verranno a crearsi le condizioni tecniche, quindi massimi inferiori e minimi inferiori su base giornaliera, è inutile pensare di aprire posizioni ribassiste, perché c’e’ ancora il rischio di recrudescenze di movimenti impulsivi verso i massimi storici, molto vicino a quelli attuali.
VALUTE.
L’anno è terminato con un leggero recupero del biglietto verde dopo che per tutto il mese di dicembre aveva perso terreno sulle aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed. EurUsd è arrivato fino a 1.1140 per poi perdere 100 pips durante le ultime due sedute dell’anno. Ugualmente il Cable, dopo aver fatto registrare un rialzo fino a 1.2828, ha segnato il passo è ha ceduto una ottantina di pips. EurGbp dai massimi di 0.8710 ha leggermente ripiegato tornando a 0.8670. Interessante evoluzione del franco svizzero che ha schiacciato la divisa americana fino a 0.8330, il 10% di guadagno in due mesi, considerato che ad inizio novembre UsdChf quotava 0.9100. La Snb sta a guardare, incapace di deprezzare la divisa elvetica. Da segnalare il cross CadChf che ha fatto registrare il nuovo minimo storico a 0.6305, e NzdChf tornato vicino ai minimi. Sulle altre valute, segnaliamo un UsdJpy che non riesce a valicare l’area di 144.70 e rimane sotto pressione vicino ai minimi posti a 140.25 da cui si è allontanato leggermente in chiusura di anno con una correzione di 70 pips sopra 141.00. Oceaniche in fase di correzione, a ruota di EurUsd e Cable.
PETROLIO.
Il petrolio ha chiuso il 2023 in ribasso del 10%, la prima chiusura negativa dal 2020. Le ragioni vanno ricercate nelle preoccupazioni per l’aumento dell’offerta globale di greggio e il rallentamento della crescita della domanda. Qualche correzione si è vista durante l’anno, specie dopo i tagli alla produzione dell’OPEC+, e in seguito all’inizio della guerra Israele-Hamas oltre alle aspettative di taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Tuttavia, i crescenti segnali di aumento della produzione di greggio, soprattutto da parte dei paesi non OPEC, insieme a prospettive incerte della domanda, hanno fatto scendere i prezzi. La scorsa settimana infatti, gli Stati Uniti hanno raggiunto un livello record nella produzione di greggio, stimata in 13,3 milioni di barili al giorno, parallelamente alle produzioni record in Brasile e Guyana.Buon trading e buona giornata.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Prevedere il 2024: Guida alla Costruzione del PortafoglioDopo un anno record nei mercati finanziari, dove il mercato obbligazionario ha sorpreso con un rally senza precedenti e le azioni hanno raggiunto massimi storici, ci chiediamo: cosa riserva il 2024?
Ipotizziamo un taglio dei tassi in risposta a politiche monetarie più espansive, ma tutto dipenderà dalla conferma di un'inarrestabile inflazione contenuta. Tensioni geopolitiche? Sì, sono presenti, ma i mercati sembrano anticipare una stabilità, escludendo scenari di escalation nel Medio Oriente.
Gli investitori possono contare sull'intervento equilibrato delle banche centrali, gestendo un'inflazione moderata e sostenendo un ciclo economico non recessivo ma modesto.
*All Weather Portfolio di Ray Dalio: La Roccia del 2024*
Per navigare in ogni scenario di mercato, ci affidiamo al "All Weather Portfolio" di Ray Dalio. Ecco come costruirlo:
1. *Società di gestione solide:* BlackRock, Vanguard, State Street.
2. *Dimensioni e liquidità:* AUM elevati per stabilità.
3. *Età consolidata:* Almeno 5 anni di storia per una strategia consolidata.
4. *Costi razionali:* TER basso su piattaforme come Fineco, Scalable, Directa, o DeGiro.
5. *Replica fisica preferita:* Maggiore trasparenza.
6. *Tracking error prossimo allo zero:* Precisione della replica elevata.
7. *ETF ad accumulazione:* Sfrutta il reinvestimento automatico dei dividendi.
*Il Portafoglio: Un Mix Perfetto per il Successo*
1. iShares USD TIPS UCITS ETF USD - 10%
2. iShares Euro Government Bond 3-5yr UCITS - 15%
3. Lyxor US Treasury 10+Y (DR) UCITS - 8%-10%
4. iShares Euro Inflation Linked Government Bond UCITS - 10%
5. iShares Euro Government Bond 15-30yr UCITS - 8%-10%
6. Invesco Physical Gold o ISHARES MSCI GLOBAL GOLD MINERS - 7,5%
7. Lyxor Commodities Refinitiv/CoreCommodity CRB TR UCITS - 0%-7,5%
8. SPDR MSCI World UCITS ETF - 27%-30%
Dai un'occhiata a questo portafoglio ben bilanciato, strutturato con criteri rigorosi. Diversificazione attraverso obbligazioni, oro, commodities e azioni globali - la ricetta per un 2024 di successo. E se il tuo capitale è medio-grande, sappi che questo portafoglio è pronto anche per te.
Il futuro è incerto, ma il tuo portafoglio non deve esserlo. Costruiscilo con saggezza, naviga le onde del mercato e preparati per un 2024 vincente!
indice DJIA sopra 37.000…: prestare attenzioneIl Dow Jones Industrial Average è l’indice azionario più antico del mondo con oltre 130 anni di storia e per tale motivo forse anche il più conosciuto, anche da chi non è un esperto di mercati finanziari, oltre ad essere indicato già dagli albori come ‘barometro’ dell’andamento della più importante economia del pianeta.
Non è un indice ponderato sulla capitalizzazione dei 30 titoli azionari che lo compongono ma sul loro prezzo relativo – quindi titoli con prezzo maggiore pesano di più rispetto a titoli con prezzo inferiore – tuttavia insieme agli indici S&P500, Nasdaq Composite, Russell 2000 è uno dei benchmark riconosciuti dell’azionario degli U.S.A.
Come si evince dal grafico settimanale sottostante lo swing rialzista partito dal minimo in area 32.300 punti circa di venerdì 27 Ottobre ha portato non solo ad un anticipato e prolungato “rally di Natale”, ma – con la violazione dei massimi storici di inizio 2022 a quota 37.000 punti (vedasi bandierina verde a conclusione della settimana del 10 Dicembre) – anche a “navigare” in aree di prezzo mai esplorate….
Visto che l’oscillatore RSI-14 sta entrando sopra area 70 ovvero in ipercomprato (freccia rossa in basso a destra) – cosa che sul time frame settimanale raramente avviene – e che i breakout dei massimi e minimi sull’indice in questione, per la sua natura non ponderata sulle capitalizzazioni, non sono garanzia di prolungamento del trend in atto, è bene prestare attenzione a possibili prese di beneficio, magari proprio con l’inizio del 2024 così come avvenuto 2 anni fa quando in poche settimane perse quasi 4.000 punti…:
in ogni caso finchè resta sopra il supporto dei 36.700-35.650 punti il sentiment positivo di questi ultimi 2 mesi non verrà intaccato.
autore: Marco D'Ambrosio
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
VALUTE: USDCADAZIONARI, ANCORA NUOVI MASSIMI.
Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso la fine di questo 2023, caratterizzato, come è noto, dalla grande salita dei mercati azionari, trascinati da una economia americana che ha costantemente evidenziato una resilienza fuori dal comune. La congiuntura Usa ha rallentato nell’anno in corso, ma molto lentamente, e con una tenuta degli aggregati inattesa e sorprendente, alla luce soprattutto della persistente politica monetaria (aggressiva e rialzista) da parte della Fed, che in linea di principio, avrebbe invece dovuto deprimere i mercati azionari. L’inasprimento delle condizioni di credito da parte delle banche con aumento degli interessi da pagare per le aziende infatti, avrebbe potuto provocare una caduta degli utili delle imprese, che invece, nelle varie trimestrali, hanno evidenziato una forza quantomeno sorprendente. Si discute molto sui livelli dei price earnings di certi titoli, arrivati a livelli ben superiori a quelli del 2008, quando la crisi Lehman fece crollare i mercati, ma, almeno per il momento, gli indici principali continuano a far registrare nuovi massimi storici. Il Dow Jones lo ha toccato mercoledì 20 dicembre a 37.642, il Nasdaq invece solo ieri a 16.863, mentre L’S&P è molto vicino a quel 4.817 toccato il Gennaio di quest’anno. Il Dax, dal canto suo, ha toccato il nuovo massimo storico il 14 di questo mese a 17.003.
VALUTE.
La tenuta della borsa ha generato un aumento dell’appetito al rischio generalizzato con gli indici di rischio più seguiti ormai vicino ai top di risk on. Il Vix, a 13.60 è ben lontano dalla soglia di 20 che è lo spartiacque tra risk on e risk off, mentre l’indice fear and greed, viene quotato vicino ai massimi di avidità a 79 punti. Le valute, quindi, di fronte ad uno scenario di estremo appetito al rischio, vedono il dollaro scendere anche se non a livelli estremi, considerato che sul dollar index siamo ancora abbondantemente sopra quota 100. EurUsd sopra 1.1000 in area 1.1030, non lontano dai livelli chiave di resistenza compresi tra 1.1060 e 1.1090. Il Cable per contro invece rimane abbastanza asfittico, incapace di rompere i massimi in ragione di un EurGbp che attacca le resistenze chiave e cerca di rompere 0.8690 00 area. GbpUsd che rimane comunque tra 1.2680 e 1.2700 con resistenze cruciali poste a 1.2750 60. UsdJpy che dopo aver toccato un minimo a 140.86, ha corretto tornando sopra 142.50 anche se per ritornare in uptrend, deve rompere l’area di 146.50 147.00. ancora assai lontana. Oceaniche che tengono e provano a tornare sui massimi di giugno e luglio che per AudUsd si trovano a 0.6900 così come 0.6410 20 per NzdUsd. Si avvicina a livelli interessantissimi il UsdCad che trova supporti compresi tra 1.3200 e 1.3090, un’area di oltre 100 pips, ma intrigante per la presenza di supporti statici relativi a minimi precedenti toccati nei mesi di giugno e luglio di quest’anno. Tra i cross attenzione a EurChf che per la quarta volta in 14 mesi, ha toccato il supporto a 0.9400, dove poi ha rimbalzato in modo interessante per la probabile presenza della Snb che persiste a comprare moneta unica vendendo franchi, allo scopo di indebolirlo (peraltro senza grande successo). Tra gli altri cross, segnaliamo NzdChf che pare in accumulazione rialzista anche se rimane non lontano dai minimi storici di 0.5185.
PETROLIO.
Interessante movimento del petrolio che ieri sono saliti tornando sopra quota 75 per il Wti e 81 sul Brent. Quasi 10 dollari di salita dal 13 dicembre e in poche sedute. La ragione del rialzo è probabilmente legata agli sviluppi in medio oriente, in seguito all’attacco degli Houti alle navi commerciali, che ha provocato lo stop del commercio. Le navi commerciali riprenderanno la navigazione, con la protezione di forze marittime multinazionali. Per quel che riguarda la domanda di petrolio, le speranze di riduzione del costo del denaro, attese per il prossimo futuro, da parte della Fed, hanno ulteriormente contribuito ad alimentare la salita del prezzo del greggio nelle ultime giornate operative. Buona giornata e buon trading.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
BTC: Rilevato -BAT ribassista.
BTC: Rilevato -BAT ribassista.
Euforia quando l'ETF BalckRock è salito su BITCOIN e nella testa degli investitori
ATTENZIONE alla TRAPPOLA PER TORO!!
Ho rilevato una BAT ribassista
attenzione
EMA.50 ed EMA.200 rimangono obiettivi potenziali
LIVELLI:
In aumento: 48.500-49.000
In declino:
40.690
39.746
36.170
PFIZER è vicina alla fine del suo trend ribassista primario...?L’andamento tecnico in borsa del titolo PFIZER – azienda che nel 2022 è diventata la più grande ‘big pharma‘ del mondo in quanto per la 1° volta nella storia del settore biofarmaceutico è stata lei a superare la soglia dei 100 miliardi di dollari di fatturato – è in realtà tuttaltro che positivo…
Come si evince dal grafico mensile di lunghissimo termine a corredo qui in calce il prezzo dell’azione in questione ha battuto il suo massimo storico a circa 62 usd nel Dicembre 2021 sulla spinta dei crescenti ricavi derivanti dal vaccino anti-pandemico, quindi ha poi avuto nel corso del 2022 andamento altalenante con una serie di massimi e minimi relativi senza più una chiara direzione ma di cui gli ultimi 2 piuttosto significativi:
- minimo in area 41 usd circa nell’Ottobre 2022 (indicato dalla sottile freccia nera) in ‘testing’ dell’importante supporto statico ed ex resistenza in essere da fine 2019 (linea tratteggiata verde superiore);
- seguito da uno swing rialzista che ha portato ad effettuare l’ultimo massimo relativo nel Dicembre 2022 in area 55 usd circa (etichetta blu).
Con il definitivo attenuarsi degli effetti pandemici e la conseguente diminuzione delle vendite e relativi ricavi derivanti dal vaccino nel Febbraio 2023 il prezzo ha violato al ribasso (break-down) l’importante suddetto supporto statico in area 41 usd (freccia rossa verso il basso) avviando così un trend primario ribassista durato tutto l’anno ed ancora in corso – vedasi ripido canale discendente evidenziato in celeste - che ha portato il prezzo a testare il supporto statico dalla altissima valenza in area 28 usd circa, in quanto testato con successo numerose volte da ben 10 anni a questa parte…: linea tratteggiata verde inferiore.
In realtà – stante la definitiva acquisizione da parte di Pfizer della società Seagan con un esborso pari a ben 43 miliardi di usd approvata dai regolatori proprio una decina di giorni fa – i prezzi sono recentemente scesi fin quota 26 usd:
la conformazione conclusiva della ‘candela’ mensile in corso (cerchiata ora con bordo nero) che si conoscerà però solo al 31.12.2023 insieme al valore dell’oscillatore RSI-14 già ora in area 30 ci potrà far capire se il supporto in area 28 usd reggerà o meno.
In caso negativo è lecito che il trend ribassista primario continui anche col l’inizio del 2024.
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
MCRT - Falling Wedge Reversal - Situazione Attuale al 14/12/2023In data odierna, ho condotto un'analisi approfondita sulla criptovaluta MCRT, identificando un potenziale pattern di "Falling Wedge Reversal" nel contesto del grafico attuale. Pur consapevoli della necessità di ulteriori conferme, abbiamo già adottato misure precauzionali in risposta alle indicazioni rilevate.
Analisi del Pattern:
Il pattern di "Falling Wedge Reversal" risulta evidente nell'analisi attuale della criptovaluta MCRT. Questo modello, caratterizzato da una fase discendente confinata tra linee convergenti, suggerisce la possibilità di un'inversione di tendenza al rialzo. Tuttavia, è fondamentale attendere conferme significative prima di trarre conclusioni definitive.
Azioni Intrapprese:
Riconoscendo il potenziale significativo del pattern identificato, abbiamo già adottato azioni preventive, consapevoli della necessità di una gestione proattiva del rischio. Tale approccio include misure quali la posizionamento di ordini limite e l'implementazione di strategie di gestione del capitale per proteggere gli investimenti in caso di andamenti di mercato inattesi.
Nuovi minimi storici per i prezzi del Gas naturale?Se desideri ricevere una notifica ogni volta che pubblico un nuovo articolo, basta cliccare su "SEGUI" in alto. Inoltre, se vuoi approfondire un particolare argomento o hai bisogno di qualche consiglio, ti prego di commentare sotto l'articolo e sarò felice di aiutarti.
Nuovi minimi storici per i prezzi del Gas naturale?
I Future Gas naturale - Gen 2024 (NGF4) americano hanno recuperato da un minimo di 6 mesi a 2,2 dollari la scorsa settimana e ora si aggirano intorno a 2,5 $/MMBtu.
Ciò è dovuto alla domanda stagionale e all'aumento dei flussi di gas verso gli impianti di esportazione di GNL.
Si prevede che le esportazioni robuste e costanti continueranno, con i terminali GNL che stanno consumando circa 15 miliardi di piedi cubi al giorno.
Tuttavia, il mercato è anche influenzato dalle preoccupazioni per le possibili interruzioni del commercio marittimo nel Mar Rosso a causa degli attacchi del gruppo militante yemenita Houthi.
A questo proposito, le aziende di trasporto merci globali stanno cercando alternative al passaggio attraverso il Mar Rosso, incluso il Capo di Buona Speranza.
BP (LON:BP) ha addirittura sospeso tutte le sue spedizioni nel Mar Rosso per evitare problemi futuri.
I lettori che hanno seguito i miei articoli sul gas naturale quest'anno, sanno che da ottobre sono ribassista a causa della produzione elevata e del clima caldo con temperature costantemente sopra la media.
A differenza dell'anno scorso, dicembre 2023 si è classificato come uno dei mesi più caldi di sempre.
A meno che non ci sia un improvviso cambiamento nelle previsioni meteo, la situazione potrebbe solo peggiorare.
La produzione del gas naturale NG è stata eccezionale quest'anno, ma ciò ha portato a una drastica diminuzione dei prezzi che probabilmente non raggiungeranno i 3 dollari fino al secondo trimestre del 2024.
Dopo un dicembre record di calore, potremmo finalmente avere un clima invernale più freddo a gennaio, dando così speranza a una ripresa del prezzo del gas naturale.
Attualmente, le previsioni su lungo termine dell'ECMWF-EPS indicano una possibile ondata di freddo verso la metà di gennaio e speriamo che questo si avveri per il bene dei tori del mercato.
Tuttavia, sappiamo che le previsioni meteorologiche non sono sempre accurate quindi resta da vedere cosa succederà realmente.
Secondo l'analisi della curva dei futures, non arrivano buone notizie per il gas.
Attualmente, la curva è in contango, il che significa che gli investitori sono disposti a pagare di più per acquistare il gas in futuro rispetto al prezzo attuale.
Ciò è principalmente dovuto alla necessità di proteggersi da un possibile aumento dei prezzi del gas.
Tuttavia, vicino alla scadenza del contratto futures, si osserva spesso un calo del premio offerto sul prezzo attuale e il prezzo a termine si avvicina gradualmente al prezzo spot.
NG1NG1
Nelle condizioni di Contango, i prezzi dei future di una commodity tendono ad essere più elevati rispetto ai prezzi correnti.
Pertanto, la curva dei prezzi a termine si abbasserà man mano che ci si avvicina alla scadenza, poiché il prezzo previsto a pronti diventa sempre più vicino al prezzo dei futures.
Ricorda che, se vuoi fare trading sul mercato del gas naturale, hai anche la possibilità di investire nelle azioni di una società correlata come Antero Resources Corp (AR).
.
Questa azienda indipendente si occupa dello sviluppo, della produzione e dell'esplorazione di risorse energetiche nel bacino degli Appalachi, compresi il gas naturale, i liquidi derivati dal gas naturale (NGL) e il petrolio.
In sintesi, potrebbe esserci una ripresa tecnica per il gas, specialmente se il meteo diventa sorprendentemente più freddo del previsto.
Tuttavia, nel medio termine rimango piuttosto pessimista e ho già previsto i minimi a lungo termine nei miei articoli precedenti a ottobre. Prevedo che i prezzi del gas naturale scenderanno ulteriormente nel prossimo trimestre, raggiungendo nuovi minimi intorno ai 2$.
TESLA interrompe il downtrend di medio-termineL’andamento tecnico in borsa del titolo del multimiliardario Elon Musk sembra abbia avuto una svolta: il prezzo dell’azione TESLA era incanalato in un trend tendenzialmente ribassista di medio-termine da circa metà Luglio (1° max), ben delineato dalla resistenza dinamica inclinata negativamente (linea tratteggiata marrone) che ha contenuto tutti i rimbalzi/swings rialzisti decrescenti evidenziati dalle etichette ‘2°max’, ‘3° max’, ‘4° max’.
Tuttavia la ripresa dei corsi avvenuta a partire dal minimo di fine Ottobre (1° freccetta verde) – che si è rivelato tale per tutti i principali indizi azionari dei mercati occidentali (USA, Area Euro, Regno Unito, ecc…) – ha innescato un ultimo swing rialzista di breve termine con massimi (freccette rosse) e minimi (freccette verdi) entrambi crescenti che nella seduta del 14 Dicembre ha portato al break-out rialzista della prima menzionata trendline resistenziale con:
- candela giornaliera verde/rialzista dal corpo esteso (cerchiata), con minimo uguale all’apertura e con chiusura decisa sopra la trendline in questione;
- volumi in forte espansione: vedasi in calce al grafico ove indicato dalla sottile freccia verso il basso.
Ciò fa presuppore l’entrata sul mercato di nuovi acquirenti/compratori che han comportato un recente cambio di sentiment sul titolo stesso, ormai verosimilmente proiettato a raggiungere nelle prossime settimane un 1° target in area 269 usd e poi subito a seguire il 2° in area 280 usd.
Anche l’indicatore MACD – di tipo ‘trend following’ – è dai primi di Novembre ancora rialzista, a conferma che l’ultimo swing in essere prosegue la sua marcia, un eventuale drastico cambiamento della situazione descritta si avrebbe solo con la violazione in chiusura dell’ultimo supporto statico in area 226,5 usd circa!
Marco D'Ambrosio
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
COME LE OBBLIGAZIONI IMPATTANO SUI TASSI DI CAMBIOBuongiorno.
L’analisi di oggi si focalizzerà sui tre tassi di cambio GBP/USD, EUR/GBP e EUR/USD, evidenziando l’effetto delle obbligazioni sulle loro tendenze. Verranno illustrati degli spread obbligazionari che possono essere utilizzati per monitorare le previsioni di politica monetaria e come indicatori per le strategie di trading. Una parte dell’analisi sarà riservata alla macroeconomia.
1. RIEPILOGO DELLE RIUNIONI DELLE TRE BANCHE CENTRALI
Dalla figura successiva, è possibile osservare che le tre banche centrali hanno deciso di mantenere invariati i loro rispettivi tassi di interesse di riferimento. In particolare, la Federal Reserve ha mantenuto il suo tasso al 5.5%, la Bank of England al 5.25% e la Banca Centrale Europea al 4.5%.
I tre tassi di interesse di riferimento. Grafico mensile
Nelle righe seguenti, troveremo le dichiarazioni più rilevanti emesse dalle tre banche.
• Decisione sul tasso di interesse della FED: La FED ha accolto con favore il calo dell’inflazione dai suoi massimi, senza che ciò comportasse un aumento significativo del tasso di disoccupazione. Tuttavia, ha sottolineato che l’inflazione rimane a livelli troppo alti e che il suo percorso futuro è incerto. Ha osservato un rallentamento della crescita economica rispetto al terzo trimestre, con un appiattimento dell’attività nel settore immobiliare. La banca centrale è pronta a inasprire ulteriormente la politica monetaria se necessario e non ha escluso un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Ha riconosciuto la possibilità che l’economia possa entrare in recessione il prossimo anno e ha avvertito che un “atterraggio morbido” non è garantito. Nonostante ciò, ha espresso dubbi sulla probabilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Infine, ha affermato che non ha bisogno di una recessione per allentare la politica monetaria
• Decisione sul tasso di interesse della BCE: La BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse, con l’intenzione di mantenere i tassi di riferimento a livelli restrittivi per il tempo necessario. È previsto che l’inflazione diminuirà gradualmente nel corso del prossimo anno. Le previsioni indicano un PIL reale dello 0,6% nel 2023, del 0.8% nel 2024 e dell’1.5% nel 2025, con un’inflazione prevista al 2,7% nel 2024 e al 2,1% nel 2025. Il commento più significativo è stato: “Non abbiamo discusso di tagli dei tassi. Non crediamo sia il momento di abbassare la guardia, c’è ancora lavoro da fare e quindi aspettiamo”.
• Decisione sul tasso di interesse della BoE: La BoE ha mantenuto invariati i tassi di interesse. L’orientamento restrittivo della politica monetaria sta contribuendo a ridurre l’inflazione. “Abbiamo ancora molta strada da fare”, hanno dichiarato, aggiungendo che osserveranno attentamente i dati e manterranno i tassi di interesse elevati per un periodo sufficientemente lungo da garantire che l’inflazione scenda fino all’obiettivo del 2%. Prevedono che la crescita economica sarà piatta nel quarto trimestre e nei prossimi trimestri. Hanno sottolineato che la politica monetaria dovrà essere sufficientemente restrittiva per un periodo sufficientemente lungo da riportare l’inflazione al 2% in modo sostenibile
Tra le tre banche centrali, la FED si è dimostrata la più accomodante, esprimendo apertamente dubbi sulla possibilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse e anticipando possibili tagli per il 2024. “Inflazione” è stata una delle parole più frequenti nelle conferenze stampa. Vediamo nella figura successiva i livelli di inflazione attuali negli Stati Uniti, nell’Eurozona e nel Regno Unito.
I livelli di inflazione dei tre Paesi. È interessante notare come l’inflazione negli Stati Uniti sia stata la prima a registrare un aumento e anche la prima a iniziare a rallentare dai suoi massimi. Grafico mensile
• Regno Unito: +4.6% a/a (la lettura per novembre sarà comunicata il 20 dicembre)
• Stati Uniti: +3.1% a/a
• Euro Area: +2.4% a/a
Tenendo conto che l’obiettivo comune delle tre banche centrali è di raggiungere un indice dei prezzi al consumo del 2%, sembra che la Bank of England sia quella che avrà il compito più arduo.
2. ANALISI TECNICA EUR/USD, EUR/GBP E GBP/USD
Procediamo con l’analisi tecnica dei tre tassi di cambio.
• Per quanto riguarda l’EUR/USD, la tendenza da inizio anno è stata laterale. Il picco è stato raggiunto tra luglio e agosto a 1.1275. Le strutture di prezzo più rilevanti sono la resistenza a 1.1044 e il supporto a 1.0502. Da ottobre, l’euro ha mostrato una forza maggiore rispetto al dollaro, con un aumento del tasso di cambio del 5.56%.
Analisi tecnica EUR/USD. Grafico giornaliero
• Nel caso dell’EUR/GBP, dopo aver toccato il massimo annuale a febbraio a 0.8997, il tasso di cambio ha formato una figura tecnica ribassista, un triangolo discendente. Dopo la rottura ribassista, il prezzo ha rimbalzato più volte sul supporto compreso tra 0.851 e 0.857. Attualmente, il prezzo è intrappolato tra questo supporto e la resistenza a 0.874.
Analisi tecnica EUR/GBP. Grafico giornaliero
• Infine, il GBP/USD ha mostrato una fase laterale. Il massimo del 2023 è stato a 1.3152, con le strutture più significative a 1.1876 e 1.2412. Come l’EUR/USD, anche il GBP/USD è in rialzo da ottobre, registrando una performance positiva del 6.10%.
3. TASSI DI CAMBIO, ASPETTATIVE DI POLITICA MONETARIA E SPREAD OBBLIGAZIONARI
Le fluttuazioni osservate nei tassi di cambio sono guidate dalle aspettative degli investitori riguardo alle politiche monetarie della Federal Reserve, della Banca Centrale Europea e della Bank of England.
il metodo più efficace per monitorare queste aspettative è osservare il rendimento dei titoli di stato a due anni dei rispettivi Paesi; le figure successive evidenziano una correlazione positiva tra questi rendimenti e i rispettivi tassi di interesse.
La correlazione positiva tra il rendimento a 2 anni tedesco e i tassi di interesse della BCE. Grafico mensile
La correlazione positiva tra il rendimento a 2 anni statunitense e i tassi di interesse della FED. Grafico mensile
La correlazione positiva tra il rendimento a 2 anni britannico e i tassi di interesse della BoE. Grafico mensile
Le tre grafiche offrono un quadro particolarmente interessante, evidenziando come le aspettative degli investitori tendano a prevedere le future mosse delle banche centrali. Per questo motivo, i rendimenti dei titoli di stato a due anni si rivelano eccellenti indicatori anticipatori dei tassi di interesse.
Grazie a queste tre grafiche è ora possibile spiegare il motivo per cui le fluttuazioni osservate precedentemente nei tassi di cambio sono guidate dalle aspettative degli investitori riguardo alle politiche monetarie delle tre banche centrali; osserviamo le tre grafiche successive.
La correlazione positiva tra EUR/USD e DE02Y-US02Y. Grafico giornaliero
La correlazione positiva tra EUR/GBP e DE02Y-GB02Y. Grafico giornaliero
La correlazione positiva tra GBP/USD e GB02Y-US02Y. Grafico giornaliero
I tre tassi di cambio mostrano una correlazione positiva con i rispettivi spread obbligazionari. Per comprendere meglio, prendiamo come esempio il tasso di cambio EUR/USD.
• Durante i periodi di aumento o tagli dei tassi di interesse, gli investitori tendono ad acquistare valute con tassi di interesse più alti e a vendere quelle con tassi di interesse più bassi. Questo perché una valuta con un tasso di interesse più alto rende più attraenti gli asset denominati in quella valuta (spiegherò questo concetto più in dettaglio nel video alla fine di questa pagina). Consideriamo lo spread DE02Y-US02Y, che rappresenta la differenza tra le aspettative sui tassi di interesse dell’Eurozona e degli Stati Uniti: se si prevede che la BCE sarà più restrittiva della FED, lo spread aumenterà (dato che DE02Y è il minuendo); al contrario, se si prevede che la FED sarà più restrittiva della BCE, lo spread diminuirà (dato che US02Y è il sottraendo). Attualmente, questo spread è influenzato principalmente dalle comunicazioni dei banchieri centrali. Infatti, sembra ormai scontato che entrambe le politiche monetarie subiranno tagli nei tassi nel 2024
4. GLI INDICATORI MACROECONOMICI LEADING DEI TRE PAESI
Prendiamo in considerazione tre indicatori macroeconomici fondamentali dei tre Paesi: i due Indici dei Direttori degli Acquisti (PMI), specificatamente quello manifatturiero e quello dei servizi, insieme all’indice di fiducia dei consumatori. Questi tre indicatori ci permettono di valutare la forza del settore manifatturiero, del settore dei servizi e del livello di spesa dei consumatori, quest’ultimo strettamente correlato all’indice di fiducia.
• Esaminando le due figure seguenti, si osserva che i tre PMI manifatturieri delle corrispondenti aree geografiche mostrano una fase di contrazione (US: 48.2 punti, GB: 46.4, EU: 44.2). Considerando le performance dall’inizio dell’anno, misurate in percentuale, l’indice statunitense risulta in crescita (+2.7%), mentre quelli britannico (-1.28%) ed europeo (-9.4%) registrano un calo
I tre PMI manifatturieri. Grafico mensile
Le tre prestazioni dei PMI manifatturieri da inizio anno. Grafico mensile
• Esaminando le due figure seguenti, si osserva che i tre PMI sui servizi mostrano una fase di espansione per gli Stati Uniti (51.3) e per il Regno Unito (52.7), mentre una di contrazione per l’Europa (48.1). Considerando le performance dall’inizio dell’anno, gli indici statunitense e britannico risultano in crescita (US: 9.62%; GB:8.21%), mentre quello europeo registra un calo (-5.31%)
I tre PMI sui servizi. Grafico mensile
Le prestazioni dei tre PMI sui servizi da inizio anno. Grafico mensile
• Concludendo l’analisi sull’indice di fiducia dei consumatori, si può notare che tutti e tre gli indici mostrano un trend positivo nel 2023, fattore che ha contribuito significativamente alla forza degli indici azionari. Le performance, misurate in percentuale, sono tutte positive (GB: +51.1%; EU: +17.9%; US: +6.93%).
La fiducia dei consumatori degli omonimi Stati. Grafico mensile
Le prestazioni dei tre consumer confidence da inizio anno. Grafico mensile
5. GLI SPREAD OBBLIGAZIONARI COME INDICATORI
La ragione per la quale si è discusso dei tre dati macroeconomici è semplice: il valore di una valuta non dipende solo dalle previsioni di politica monetaria, ma anche dalle aspettative riguardanti la forza economica. Pertanto, per prevedere la tendenza dei tre tassi di cambio, dovremmo considerare i seguenti fattori:
• Quale tra le tre banche sarà la prima a ridurre i tassi di interesse?
• Quale tra le tre banche manterrà i tassi di interesse più alti per un periodo più lungo?
• Quale tra le tre economie andrà in recessione?
• Nel caso di una recessione, quale sarà la sua intensità?
La realtà è che, al momento, non si possono fornire delle risposte definitive a queste domande. Tuttavia, posso dire che le aspettative del mercato sono determinate dagli spread obbligazionari. Gli investitori, con le loro decisioni di acquisto e vendita, influenzano le tendenze di questi spread, che a loro volta possono influenzare i tassi di cambio. Per esempio, se nelle prossime settimane gli investitori dovessero prevedere un’espansione economica negli Stati Uniti e una recessione nell’area euro, è probabile che DE02Y rallenterebbe notevolmente (per riflettere un possibile taglio dei tassi da parte della BCE), mentre US02Y potrebbe mostrare movimenti laterali. Questo scenario potrebbe portare a un rallentamento di DE02Y-US02Y e, considerando le correlazioni osservate, a un calo di EUR/USD.
Potrebbe essere applicato un ragionamento simile anche per la sterlina britannica.
Le vostre operazioni sui tassi di cambio si basano sulle previsioni di politica monetaria, che sono influenzate dalle aspettative economiche? Gli spread obbligazionari potrebbero essere utilizzati come punto di riferimento. Ad esempio:
• Se DE02Y-US02Y iniziasse a salire, formando una tendenza a breve termine ben definita, personalmente cercherei opportunità di entrata long sul tasso di cambio
Ricordate, questo non deve essere interpretato come un consiglio finanziario; è sempre importante fare le proprie verifiche prima di prendere decisioni di investimento. Per qualsiasi domanda, non esitate a commentare. A presto!