Possibili scenari.12H=ribassista:
Prezzo in prossimità della 1X2 di Gann rispetto alla quale mostra indecisione.
Se il punto C dovesse diventare un massimo -non lo è fintanto che due candele non realizzano minimi piu bassi di quella candela verde-, la prima proiezione di Hosoda sarebbe la NT a 1,13427
12H=rialzista:
Rialzo fermato dalla 1X1 ascendente e dalla 1X1 discendente di Gann.
La reazione, invece, ha trovato supporto sulla proiezione di Hosoda a 1,14304 -sentita molte volte in passato.
Se volesse salire il primo obiettivo potrebbe essere la proiezione N a 1,15259
Ichimokukinkohyo
Si ferma a 1,16?E' molto probabile che 1,16 sia l'area dalla quale vedremo uno stop della discesa , se per una pausa o per un cambio di direzione questo ce lo dirà Fiber nei prossimi giorni.
1W. Nel settimanale vediamo che il prezzo è praticamente sulla proiezione NT di Hosoda (1,16153), sia sulla Kumo che sulla linea Tenkan Sen del sistema Ichimoku e sulla 1X1 di Gann.
1D. Nel giornaliero siamo vicini alla proiezione N di Hosoda (1,16026) e sulla Kumo del sistema Ichimoku.
Situazione invariata.1D. L'ultima ottava ha visto Fiber oscillare tra i livelli supposti ossia la proiezione N -di Hosoda- a 1,16721 e la linea della Kumo -del sistema Ichimoku- a 1,175 circa, livelli ancora validi.
Elementi aggiuntivi sono:
-probabile manipolazione -punti X e Y
-forma dell'ultima candela = statisticamente ribassista.
Mi aspetto un movimento, almeno, fino a 1,16.
4H. Tale valore-1,16- è dato dall'osservazione delle proiezioni di Hosoda che vedono nella N -la piu probabile se se superata la NT,-il valore di 1,15911.
Benzina esaurita?In 1D Fiber ha raggiunto la proiezione V di Hosoda -1,18366-ed è tornato indietro. Le ultime candele Daily indicano che la spinta è, per il momento, esaurita.
Il primo ostacolo per la discesa, o il punto di rimbalzo per la salita, potrebbe essere la linea della Kumo del sistema Ichimoku.
1W. Se optasse per la discesa il primo checkpoint è sulla proiezione NT -di Hosoda- coincidente con la Kumo -sistema Ichimoku- in area 1,16
EUR/USD sotto pressione: la guerra entra nei mercatiLa coppia EUR/USD ha esteso la correzione fino all’area 1,1440, segnando i livelli più bassi degli ultimi mesi, mentre il dollaro ha recuperato forza su base ampia. Il movimento non va letto soltanto come “forza del biglietto verde”, ma come combinazione di tre fattori: domanda di beni rifugio, rialzo del premio energetico globale e riprezzamento del sentiero dei tassi a favore degli Stati Uniti. Dall’inizio della guerra tra USA-Israele e Iran, il 28 febbraio, il mercato ha ricominciato a comprare dollari come valuta di liquidità e protezione in una fase di shock geopolitico ad alta intensità.
Il vero acceleratore macro è il canale petrolio. Il Brent ha chiuso sopra i 103 dollari e il WTI vicino ai 96 dollari, dopo aver toccato in settimana punte molto più alte, mentre il rischio sullo Stretto di Hormuz continua a comprimere l’offerta effettiva e a gonfiare il premio di rischio su energia, trasporti e assicurazioni marittime. Rispetto al testo originario, però, è più corretto parlare di traffico gravemente compromesso e non di blocco lineare e totale: Teheran ha minacciato di mantenere lo Stretto chiuso, ma alcune navi di paesi non ostili sono comunque transitate. Per l’Eurozona, grande importatrice netta di energia, questo resta un terms-of-trade shock più pesante che per gli Stati Uniti, che oggi hanno una maggiore autosufficienza energetica relativa.
Da qui nasce la pressione sull’euro. Se il petrolio resta alto, l’Europa importa più inflazione e vede peggiorare il proprio saldo energetico proprio mentre la crescita resta fragile. Gli Stati Uniti, invece, pur non essendo immuni allo shock, beneficiano di un dollaro rifugio, di un mercato dei Treasury che resta il più profondo al mondo e di una struttura energetica meno vulnerabile. In termini di mercato valutario, questo significa che il cross si muove meno sulla narrativa “Europa debole vs America forte” e molto di più sulla narrativa “liquidità USD + shock energetico = euro sotto pressione”.
Sul fronte delle banche centrali, il quadro va aggiornato con precisione. La Fed arriva alla riunione del 17-18 marzo con il tasso sui Fed funds al 3,50%-3,75%, mentre la BCE si presenta al meeting del 18-19 marzo con il tasso sui depositi al 2,00%. Il mercato ha rinviato più avanti il primo taglio pienamente prezzato della Fed, almeno verso settembre, mentre per la BCE il consenso prevalente tra gli economisti resta quello di tassi fermi nel 2026, anche se i derivati hanno temporaneamente incorporato il rischio di rialzi nel caso in cui lo shock petrolifero si trasformi in inflazione persistente. Quindi il punto tecnico non è che “tutte le banche centrali dovranno alzare i tassi”, ma che il mercato sta riducendo lo spazio per i tagli e sta riaprendo il vantaggio relativo del dollaro sul piano dei rendimenti.
Anche i dati macro giustificano cautela. Negli Stati Uniti, il PCE di gennaio è sceso al 2,8%, ma il core PCE è salito al 3,1%, segnale che l’inflazione di fondo resta troppo elevata per consentire alla Fed di ignorare eventuali effetti di secondo impatto del caro-energia. Nell’Eurozona, invece, il flash HICP di febbraio è al 1,9%, in rialzo da 1,7% di gennaio ma ancora sotto il 2%; quindi il dato corretto non è 2,4% come nel testo originario. Intanto la crescita dell’area euro nel quarto trimestre 2025 è stata rivista a +0,2% trimestrale, e la produzione industriale di gennaio ha mostrato nuova debolezza. In sintesi: l’Europa rischia più degli USA una combinazione di inflazione importata + crescita anemica, cioè il mix più sfavorevole per l’euro.
Va aggiunto un ultimo punto: anche l’economia americana non sta correndo senza attriti. Il PIL USA del quarto trimestre 2025 è stato rivisto al +0,7% annualizzato, ben sotto la stima iniziale. Tuttavia, nella prima fase di uno shock geopolitico, il mercato non premia necessariamente l’economia con i dati migliori: premia la valuta più liquida, la più facilmente finanziabile e quella percepita come porto sicuro. Per questo l’EUR/USD può restare debole anche con un quadro macro statunitense non brillante.
Implicazioni sulla street economy
Questa non è solo una storia da desk istituzionale. Nella street economy significa carburante più caro, costi logistici più alti, margini compressi per chi consegna, produce, importa o vende beni a bassa rotazione. Significa pressione su bar, negozi, artigiani, autotrasporto, e-commerce, ristorazione, piccoli importatori: ogni centesimo di euro debole e ogni dollaro in più sul greggio entra nei prezzi finali o erode la marginalità.
Ma c’è anche una lettura motivazionale, concreta, da economia vera: nelle fasi di stress non resiste chi fa la previsione più rumorosa, resiste chi protegge la cassa, gira più veloce il magazzino, rinegozia i tempi di pagamento, taglia gli sprechi e difende il proprio pricing power su ciò che il cliente considera indispensabile. La strada soffre per prima, ma spesso è anche la prima ad adattarsi. Chi resta lucido, leggero e disciplinato può trasformare una fase di volatilità in un vantaggio competitivo.
In questo quadro, il bias di breve resta negativo per EUR/USD finché il mercato continuerà a prezzare petrolio elevato, Fed prudente e BCE costretta sulla difensiva. Un recupero strutturale dell’euro richiederebbe una combinazione diversa: de-escalation credibile in Medio Oriente, rientro del premio energetico e ritorno a una narrativa di tagli Fed più visibili rispetto alla BCE.
ANALISI TECNICA SUL CROSS VALUTARIO
Daily chart
Sul timeframe giornaliero, l’EUR/USD presenta una configurazione tecnica marcatamente ribassista. Il cambio quota al di sotto della EMA a 21 giorni, posta a 1,16647, dopo che quest’ultima ha effettuato un incrocio ribassista con la SMA a 51 giorni a 1,17135. La struttura di debolezza coinvolge anche la SMA a 100 giorni a 1,16966 e sta iniziando a estendersi verso la SMA a 200 giorni in area 1,16734, pur mantenendo quest’ultima ancora una pendenza positiva di fondo.
La violazione al ribasso della precedente fase di consolidamento risulta confermata dalla dinamica del Momentum, che mostra una marcata inclinazione negativa al di sotto della propria linea mediana, segnalando la persistenza della pressione venditrice. Parallelamente, il Relative Strength Index (RSI) si mantiene in flessione in area 26, in prossimità della soglia di ipervenduto ma senza evidenze tecniche di stabilizzazione o divergenze rialziste tali da anticipare un minimo significativo.
Anche il quadro Ichimoku conferma un’impostazione negativa nel breve termine. Nella più recente sessione, la price action si è ulteriormente allontanata dalla Tenkan-sen, mantenendosi nettamente al di sotto della Kumo. La nuvola sta progressivamente assumendo una configurazione pienamente ribassista, con Senkou Span A e Senkou Span B entrambe orientate verso il basso. A ulteriore conferma, la Chikou Span ha oltrepassato al ribasso sia la price action sia la Kumo, lasciando attualmente uno spazio tecnico privo di resistenze dinamiche immediate.
Weekly chart
Sul timeframe settimanale, l’EUR/USD registra la seconda settimana consecutiva di flessione, consolidando un’impostazione chiaramente ribassista di breve-medio periodo. Il cross è sceso al di sotto della media mobile a 21 settimane, situata a 1,16796, trasformando tale area in una prima resistenza dinamica. Nonostante ciò, il prezzo resta ancora ampiamente al di sopra delle medie mobili a 100 e 200 settimane, entrambe in crescita, elemento che suggerisce come il trend primario rimanga costruttivo, sebbene con un evidente indebolimento della spinta rialzista.
Dal punto di vista degli oscillatori, il Momentum settimanale è scivolato in territorio negativo, mentre l’RSI è arretrato verso quota 40, indicando un progressivo trasferimento del controllo del mercato in favore dei venditori.
L’analisi dei ritracciamenti di Fibonacci, calcolati dai minimi di gennaio 2025 ai massimi del 26 gennaio 2026, evidenzia come il prezzo non abbia ancora raggiunto il livello di ritracciamento 0,382. Tuttavia, il quadro tecnico è peggiorato sensibilmente sul fronte Ichimoku: nell’ultima sessione settimanale il cambio ha violato la Kumo al ribasso, contestualmente a un crossing ribassista della Senkou Span A, mentre la Chikou Span ha rotto la linea dei prezzi e si sta avvicinando a un potenziale incrocio con la Kijun-sen, rafforzando il segnale di deterioramento strutturale.
COT Report EUR FX e DXY – Lettura del 10 marzo 2026
I non-commercial riducono l’esposizione rialzista sull’euro, ma il dollaro non mostra ancora un vero riposizionamento strutturale
Punti chiave
Il COT del 10 marzo 2026 segnala un chiaro ridimensionamento del posizionamento speculativo long su EUR FX, pur in presenza di una struttura che resta ancora positiva in termini netti. La correzione coinvolge soprattutto la componente non-commercial, ossia il segmento più rappresentativo del sentiment speculativo.
Sul DXY, al contrario, non emerge ancora un segnale speculare di rafforzamento del dollaro. I non-commercial restano infatti net short, elemento che suggerisce come il mercato non abbia ancora avviato una ricostruzione convinta di posizioni rialziste sul biglietto verde.
Nel complesso, la lettura congiunta dei due contratti appare più coerente con una fase di de-risking sull’euro che con l’avvio di un nuovo trend strutturalmente favorevole al dollaro.
EUR FX
Posizionamento non-commercial al 10 marzo 2026
Long: 265.686
Short: 160.542
Spreading: 59.178
Net position: +105.144
Open Interest: 969.374
Rispetto alla rilevazione precedente, il saldo netto dei non-commercial si riduce da circa +136.498 a +105.144, con una contrazione pari a 31.354 contratti.
La dinamica settimanale evidenzia:
forte riduzione dei long lordi;
lieve incremento degli short;
aumento delle posizioni in spreading.
Il quadro segnala una perdita di intensità del posizionamento rialzista sull’euro. La struttura resta ancora net long, ma il movimento delle ultime letture evidenzia un alleggerimento dell’esposizione speculativa e una minore convinzione direzionale. Non si osserva ancora una vera inversione ribassista, ma il momentum del trade long EUR appare in indebolimento.
DXY / US Dollar Index
Posizionamento non-commercial al 10 marzo 2026
Long: 16.384
Short: 22.266
Spreading: 3.005
Net position: -5.882
Open Interest: 32.012
La settimana precedente il saldo netto risultava intorno a -4.989. La nuova lettura mostra quindi un peggioramento di circa 893 contratti, mantenendo i non-commercial in territorio net short.
Il dato conferma che il mercato speculativo non ha ancora assunto una view costruttiva sul dollaro. Pur in presenza di movimenti interni alle posizioni, manca una vera ricopertura degli short tale da validare una rotazione strutturale pro-USD. Il segnale che proviene dal DXY resta quindi ancora debole sotto il profilo del sentiment.
Lettura incrociata EUR FX / DXY
L’analisi congiunta dei due contratti fornisce il messaggio più rilevante della settimana. Il posizionamento sull’euro si sta alleggerendo in modo visibile, ma questo indebolimento non si traduce ancora in un contestuale rafforzamento del dollaro.
In un autentico cambio di regime favorevole al biglietto verde, ci si attenderebbe:
una riduzione marcata del net long EUR;
una chiara ricopertura del net short DXY.
Nel report del 10 marzo compare con evidenza soltanto il primo elemento. Il secondo resta assente. Ne deriva che il mercato sta principalmente riducendo l’esposizione sull’euro, senza aver ancora costruito una narrativa speculativa pienamente rialzista sul dollaro.
Conclusione operativa
Il COT del 10 marzo 2026 deve essere interpretato come un segnale di raffreddamento del long EUR, più che come l’inizio di una fase strutturalmente rialzista per il dollaro.
Implicazioni principali
l’euro conserva ancora una struttura speculativa positiva, ma meno solida rispetto alle settimane precedenti;
il dollaro non mostra ancora un riposizionamento coerente e convincente da parte dei non-commercial;
il mercato si trova quindi in una fase di transizione, in cui prevale la riduzione del rischio sull’euro.
Bias di breve periodo
Il segnale è moderatamente negativo per EUR, ma solo debolmente costruttivo per USD.
Per validare un vero cambio di trend, sarà necessario osservare nelle prossime letture:
ulteriore compressione del net long su EUR FX;
contestuale e più marcata riduzione del net short sul DXY.
Fino a quel momento, la lettura più corretta resta quella di de-risking tattico, non di inversione strutturale.
Dove siamo?Secondo i miei strumenti di analisi, siamo in una zona di forte supporto:
-1D Il prezzo è di nuovo nella Golden Zone -per come uso Fibonacci adattato a Gann- che aveva fermato Fiber in precedenza.
Il prezzo ha trovato supporto sulla 4x1 di Gann.
Ho aggiunto come, ulteriore, filtro una SMA a 55 periodi, il prezzo ha sentito anche lei.
Ora se il prezzo ha intenzione di salire, deve superare la 1x1 -linea nera- di Gann per puntare al primo target posto a 1,1950/1,1970 - che si trova tra la proiezione NT di Hosoda e la 38,2% di Fibonacci-.
-H4 Se guardiamo questo T.F. vediamo come le informazioni fornite da 1D, qui trovano coerenza.
Il prezzo si è fermato sulla proiezione NT di Hosoda -1,17745- e sta salendo sostenuto dall'angolo di Gann -linea blu-
Per la salita è fondamentale superare la 1x1 di Gann -linea nera- cioè 1,18 dove il target -Golden Zone- 1,1930/1,1960 vede come ostacolo la Fibo 38,2% a 1,1840
La chiusura -confermata- di una H4 sopra 1,18 è il mio ingresso long.
La chiusura -confermata- di una H4 sotto la proiezione NT di Hosoda e sotto l'angolo Blu di Gann, invalidano la -mia- idea rialzista.
Da dove la ripartenza?1D = 1,1760/1,1720 è l'area dalla quale Fiber potrebbe voler ripartire la prossima settimana -setup temporale-
Il livello attuale in H4 suggerisce,invece, una forte area di supporto data da un angolo di Gann e la Golden Zone Fibo.
Il prezzo potrebbe ripartire anche da qui.
Personalmente sono fermo fino a quando non ci saranno segnali più chiari.
Di nuovo 1,19200Siamo di nuovo in prossimità di 1,19200, proiezione NT -di Hosoda- che parte da uno swing iniziato a Settembre 22-, proiezione testata, e rifiutata, a Settembre 25.
E' molto probabile che Fiber ci voglia andare subito o magari dopo un ritracciamento in area 1,1750 -come ipotizzato nello scenario 2H di seguito illustrato-.
Settimanale corretto
Se rompe tutto.....Se Fiber -in 1D- non recupera l'angolo 1x1 di Gann, non si ferma sulla Golden Zone Fibo, non si ferma sulle proiezioni V ed E di Hosoda -sono allo stesso livello- non si ferma sulla Kumo -del sistema Ichimoku- e non si spaventa neanche del numero tondo 1,16, allora lo aspetta una bella discesa dove il T.F. settimanale suggerisce eventuali obiettivi.
Vediamo.
EURUSD- Fine Ciclo?Le proiezioni di Hosoda, su TF 1H, raccontano che Fiber dovrebbe/potrebbe arrivare alla proiezione N a 1,17 circa entro la prossima settimana. Da li potrebbe ripartire o proseguire verso la proiezione V a 1,167.
L'idea di un ciclo in conclusione viene anche dall'osservare che su 1W ci stiamo avvicinando ad un angolo di Gann che passa, appunto, nei pressi di 1,17.
Vedremo.
EURUSD-HOSODA WAVESFiber-in 1D- ha raggiunto, chirurgicamente, la proiezione N di Hosoda. Da li è tornato indietro e sta tentando di formare un massimo -deve rompere il minimo dell'ultima sessione-. Da qui può dirigersi verso la Golden Zone -1,154/1,156- oppure continuare verso la proiezione V -1,182- dove incontrerebbe ostacoli -proiezione N di nuovo e i livelli Fibo-.
Guardando il T.F. settimanale sono propenso per la discesa e venerdi ho aperto una posizione in tal senso.
EURUSD "Facciamo finta che....."Prendendo in prestito la frase ,nel titolo, del grande Mauro Biglino ed ipotizzando la fine della fase correttiva, mi permetto di fare una analisi dei vari time frame con gli strumenti che uso: gli angoli di Gann, le proiezioni di Hosoda e il sistema Ichimoku.
Nel settimanale Fiber si è fermato su un angolo 1X1 di Gann coincidente con la Kijun Sen ed un ritracciamento di Fibonacci. Se l'ipotesi della salita fosse vera, il prezzo avrebbe come primo obiettivo 1.18721 (NT di Hosoda) superando prima un angolo di Gann e una Fibo a 1,17200 circa.
In D la zona critica, sempre per la salita è posta in area 1.170/1.1750 dove passa una 1X1 di Gann e la Golden Zone
In H4 il prezzo ha superato la 1X1, è stato stoppato sulla Golden Zone ed ha chiuso sulla 1X1 di Gann
In H1 Fiber ha fatto quello che mi aspetto dagli strumenti che uso, è arrivato alla proiezione NT ed insieme a questa è stato fermato da un angolo ascendente ed uno discendente di Gann.
Qui potrebbe verificarsi un allungo della correzione nelle aree evidenziate, una posta in una zona dove passano angoli di Gann e una Fibo, l'altra nella Golden Zone.
L'ipotesi, Long, decade nel momento in cui venisse violato il minimo a 1,14685.
Vedremo.
EURUSD- 1,15 e si chiude il ciclo Daily?Le proiezioni Hosoda mi indicano che Fiber vede ancora 1,15 (proiezione N). Attualmente si trova sotto la Kumo, del sistema Ichimoku, e nell'ultima seduta ha reagito a due angoli di Gann (quello rosso e l'altro nero). Per arrivare alla proiezione N (1,14917) dovrebbe superare un angolo di Gann e il minimo precedente, obiettivo arduo ma non impossibile. La negazione di tale, ipotetico, scenario si avrebbe con il superamento, confermato, del massimo della candela di venerdi, queso creerebbe un minimo superiore al precedente e la continuazione del trend al rialzo (che secondo le mie analisi è quello dominante sia nel settimanale che nel mensile) oppure darebbe il via ad una fase laterale.
Scenario Ribassista USD/JPY (Settimanale)Contesto Tecnico Ribassista:
Rottura Ribassista Chiave: La rottura decisa al di sotto della nuvola di Ichimoku sul grafico settimanale è il segnale tecnico primario che supporta uno scenario ribassista di lungo termine. Questa rottura indica un cambio di regime e una probabile continuazione del trend al ribasso.
Resistenza Dinamica Attiva: Il Tenkan-sen e il Kijun-sen si trovano al di sotto della nuvola e agiscono come livelli di resistenza dinamica. I tentativi di rimbalzo del prezzo verso questi livelli potrebbero essere respinti, offrendo opportunità di vendita. La mancata rottura al di sopra di questi indicatori rafforza la prospettiva ribassista.
Proiezione dei Target Ribassisti (Hosoda): I target proiettati (NT = 138.42, V = 131.119, N = 129.656, E = 120.892) rappresentano i potenziali punti di arrivo per il movimento ribassista in corso, basati sull'analisi delle onde di Hosoda. La sequenza e la velocità con cui questi target vengono raggiunti possono indicare la forza del trend.
Struttura Implicita delle Onde: Sebbene non esplicitamente etichettata, la presenza di diversi target ribassisti suggerisce una struttura di onde discendenti in evoluzione, dove ogni target rappresenta potenzialmente la fine di un'onda ribassista o di una sua sottocomponente.
Strategie di Trading Ribassiste (Tecniche):
Vendita sui Pullback: Cercare opportunità di vendita (short) in corrispondenza dei rimbalzi verso il Tenkan-sen (attualmente intorno a 144.80) o il Kijun-sen (attualmente intorno a 148.65).
Entrata al Breakout dei Supporti: Considerare entrate short al superamento al ribasso di livelli di supporto chiave o al di sotto del primo target (NT a 138.42).
Seguire l'Ichimoku: Mantenere posizioni short finché il prezzo rimane al di sotto della nuvola. Una chiusura settimanale convincente al di sopra della nuvola sarebbe un segnale di allarme per lo scenario ribassista.
Punti di Invalidazione dello Scenario Ribassista (Tecnici):
Rottura Decisa della Nuvola: Un movimento sostenuto e con convinzione al di sopra della nuvola di Ichimoku sul grafico settimanale invaliderebbe questo scenario ribassista.
Rottura Sostenuta del Kijun-sen: Una permanenza prolungata del prezzo al di sopra del Kijun-sen (attualmente intorno a 148.65) potrebbe indicare una perdita di pressione ribassista significativa e un potenziale inizio di una fase correttiva più ampia.
Formazione di Pattern Rialzisti: La comparsa di pattern grafici rialzisti affidabili (non visibili al momento) potrebbe suggerire un potenziale cambio di direzione, anche se richiederebbero conferma.
Conclusione Ribassista:
Dal punto di vista puramente tecnico, il grafico settimanale di USD/JPY presenta un quadro ribassista. La rottura sotto la nuvola di Ichimoku e la presenza di target ribassisti proiettati dall'analisi di Hosoda suggeriscono una potenziale continuazione del movimento al ribasso.
EURUSD Ce la fa?Sono settimane che Fiber si muove in una fascia ristretta di prezzo (accumulazione o distribuzione?). Analizzando D1 si nota, però, che le ultime due candele sono riuscite a mantenersi sopra la proiezione NT di Hosoda che è la zona dove, statisticamente, il prezzo si ferma, torna indietro oppure accelera. Se il prezzo volesse iniziare a salire dovrebbe fare i conti con i due angoli di Gann (trend-line rosse) dove, anche quì, o viene stoppato o accelera. Per arrivare dove?. Gli obiettivi naturali delle proiezioni di Hosoda, sono la linea N (la piu probabile) e la V ma di strada ce ne sarebbe parecchia.
Scalando in H4 abbiamo il primo ostacolo a 1,17450 (proiezione NT di Hosoda) superato il quale potremmo vedere, a breve, 1,1870/1,19 (proiezioni N e V).
Su 1,19 starei molto attento (grafico mensile).
EURUSD-Riusciranno i Verdi a prevalere su Rossi?Ritornando sull'analisi 1D , vediamo Fiber aver concluso l'ultima settimana in grande spolvero. L'ultima giornata l'ha visto andare giù, fermarsi sulla Kijun Sen (del sistema Ichimoku), da li ripartire e riuscire dalla Kumo, mangiarsi 7 candele e superare il massimo precedente. E' partito? E' molto probabile. Da notare, però, che ha superato la proiezione NT (di Hosoda) a 1,17179 (li ci sono i Rossi che contrastano i Verdi) ma ha chiuso sotto, ad un niente ma sotto.
Ci sono ottime probabilità che salga andando a cercare il massimo del 24 Luglio, eventualmente quello del 1 Luglio che se superato darà lo slancio per arrivare alla fibo 61,8% (1,20 circa) e magari alla proiezione N (il punto -più probabile- di arrivo delle Onde di Hosoda) posta a 1,216 circa. In alto a destra c'è l'angolo 1X1 discendente di Gann (quello rosso) che potrebbe rovinare la festa.
Per avere ancora più dettagli, sono andato a vedere 1M. Il grafico mensile ci dice le stesse cose? Ni. Siamo vicini all'angolo 1X1 (ci potremmo arrivare la settimana che viene o a Settembre) angolo che ha gia fermato Fiber più volte. Siamo inoltre vicini all'angolo 2X1. Il tutto in prossimità della proiezione N di Hosoda che è il target principe di questo indicatore e ad un RSI (io uso 65/35) che è in ipercomprato.
Se tutto questo viene superato andiamo verso l'infinito e oltre :)






















