CADCHF LONGUn'ipotetica entrata long su CAD/CHF in prossimità di 0.56 richiederebbe l'emergere di uno scenario macroeconomico asimmetrico tra Canada e Svizzera, dove fattori strutturali e ciclici convergano per invertire un rapporto di forza storicamente favorevole al franco svizzero. A quel livello, il cross si troverebbe in una zona di estremo stress valutario—non lontana dai minimi assoluti toccati durante le crisi acute del passato—dove il dollaro canadese apparirebbe scontare una combinazione di shock petroliferi prolungati, recessione domestica e fuga verso valute rifugio europee. Proprio questa condizione di sovravendita estrema aprirebbe tuttavia lo spazio per una correzione significativa qualora mutassero le premesse fondamentali che hanno generato tale squilibrio.
Il primo elemento di svolta risiederebbe nell'andamento dei prezzi energetici, dato che l'economia canadese mantiene una correlazione strutturale con il petrolio attraverso le sue esportazioni di greggio e gas. Un rimbalzo sostenuto del WTI oltre i 90-100 dollari al barile—innescato da restrizioni all'offerta OPEC+, tensioni geopolitiche nel Golfo o una ripresa inattesa della domanda cinese—rilancerebbe immediatamente i flussi commerciali canadesi e la pressione sui tassi della Banca Centrale del Canada. Parallelamente, la Svizzera si troverebbe esposta a una recessione prolungata nell'eurozona, suo principale partner commerciale, con la Banca Nazionale Svizzera costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo per evitare un apprezzamento del franco che strangolerebbe ulteriormente l'export elvetico. Questo differenziale di politica monetaria—BoC in pausa o hawkish rispetto a una SNB decisamente accomodante—genererebbe un carry trade attrattivo verso il CAD, invertendo i flussi di capitale che per anni hanno privilegiato il franco come bene rifugio europeo.
Un secondo catalizzatore potrebbe emergere dalla ristrutturazione globale dei flussi safe-haven. In uno scenario di normalizzazione post-crisi, dove le tensioni geopolitiche si attenuano e i mercati azionari riacquistano stabilità, la domanda speculativa per il CHF come asset difensivo si indebolirebbe progressivamente. Al contempo, il Canada beneficerebbe di una rotazione verso asset commodity-linked in un contesto di reflazione globale, attratto da rendimenti reali positivi e da un settore bancario solido rispetto ai fragili bilanci di molte istituzioni europee. La stessa credibilità fiscale canadese—pur con debito pubblico superiore a quello svizzero—potrebbe essere rivalutata qualora la Svizzera affrontasse pressioni politiche interne legate all'eccessiva forza della valuta o a tensioni con l'Unione Europea sui flussi finanziari transfrontalieri.
Sul piano tecnico, l'area 0.56 rappresenterebbe una zona di supporto storico-psicologico dove osservare segnali di esaurimento della vendita. La formazione di un basamento laterale protratto su timeframe weekly, accompagnato da volumi decrescenti nelle discese e da divergenze negative negli oscillatori, suggerirebbe che la pressione ribassista si sta esaurendo. La rottura di una resistenza immediata—ad esempio 0.5850—con impulso sostenuto e chiusure daily consecutive al rialzo confermerebbe il cambio di regime, aprendo la strada verso obiettivi progressivi in area 0.63, 0.68 e infine 0.75, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più equilibrata tra le due economie.
La gestione del rischio resterebbe cruciale in un'operazione di questo tipo. Lo stop loss andrebbe collocato al di sotto del minimo storico recente, intorno a 0.5450, accettando una perdita limitata ma definita. I target andrebbero scalati per capitalizzare sia il rimbalzo tecnico iniziale sia la potenziale mean reversion pluriennale, con una riduzione progressiva dell'esposizione man mano che il cross recupera terreno. Il position sizing, data la natura asimmetrica dell'operazione—dove il potenziale upside supera il rischio definito—dovrebbe comunque rispettare il principio della conservazione del capitale, limitando l'esposizione all'1-2% del portafoglio.
Va tuttavia sottolineato che il franco svizzero mantiene un'ancora strutturale come valuta rifugio in Europa, sostenuta da un surplus commerciale cronico, da riserve auree significative e da un sistema finanziario stabile. Un long su CAD/CHF a livelli estremi richiede quindi non solo pazienza nell'attesa della convergenza dei fattori descritti, ma anche la consapevolezza che nuovi shock di risk-off—crisi bancarie, escalation geopolitiche—potrebbero rafforzare nuovamente il CHF contro ogni previsione fondamentale. L'operazione diventa giustificabile soltanto come scommessa mean-reversion su un'estremizzazione temporanea, non come previsione strutturale di indebolimento permanente del franco. Senza conferme multiple—tecnica, fondamentale e di price action—l'ingresso a 0.56 rischierebbe di trasformarsi in una trappola da value trap, dove un livello "basso" continua a scendere sotto la pressione di forze macroeconomiche non ancora esaurite.
Canadian Dollar / Swiss Franc
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Cosa dicono i trader
Momentum M15 in ripresa con RR favorevole (idea a 4 ore) Sul cross CADCHF il contesto è laterale, ma si rileva un’accelerazione di momentum su M15 accompagnata da espansione di volatilità. Nonostante il precedente breakout ribassista segnalato, il segnale attuale evidenzia una spinta di breve verso l’alto all’interno del range.
Piano dell’idea (tecnico e sintetico):
Orizzonte temporale: 4 ore
Struttura di mercato:
- Trend di fondo: laterale
- Momentum: M15 in rialzo
- Volatilità: in espansione
- Nota: il breakout ribassista precedente non ha ancora mostrato follow-through deciso; il rimbalzo in atto mira alla parte alta del range.
Contesto macro (run attuale del modello):
- Bias macro: neutrale su CAD e CHF
- Calendario: non risultano eventi rilevanti caricati in questa esecuzione (calendar_ok=False); monitorare eventuali aggiornamenti.
l'idea non mi convince tantissimo pertanto NON apro il trade ma lo monitoro soltanto.
Qui tutti cercano un long… io NO!Primo giorno della settimana, Ultimo mese dell’anno.
Come si sta chiudendo il vostro anno? Siete soddisfatti?
Fatemelo sapere nei commenti, sono curioso! 🤨
Oggi vi porto CADCHF
ZOOM OUT (Monthly):
La candela di Novembre è verde, si… ma per cercare un long qui ci vuole coraggio.
Ad ottobre c’è stata una candela manipolatoria e a novembre mi sarei aspettato una ripartenza dignitosa, invece il prezzo si trova ancora li e voglia di salire non ne ha.
Quando vedo candele manipolatorie su massimi/minimi assoluti e senza veri supporti sotto, non mi metto MAI contro trend. Preferisco stare sempre dalla parte del prezzo.
ZOOM OUT (Weekly):
Stessa identica storia del mensile: candela verde, ma dentro un contesto in cui il grafico è un coltello che cade.
Il prezzo fa nuovi minimi da anni, e ogni volta che in passato ha fatto una candela manipolatoria sul mensile non è mai ripartito davvero, ha semplicemente continuato a crollare (soprattutto negli ultimi 3 anni).
Scenario 12h / 4h:
Il prezzo è in questa zona di suplly 12h e con la candela manipolatoria di venerdì (h4 15 -19) il prezzo ha anche pescato in quel FVG mensile poco sopra alla supply area.
Al momento, per entrare voglio vedere ulteriori conferme:
- rottura dell’EMA
- eventuale retest (magari sui massimi della settimana scorsa)
- divergenza (che già c’è su h4)
Per i piu coraggiosi si potrebbe entrare già adesso (Su 2h il prezzo ha già rotto l’EMA)
Il primo target sarebbe 0.5698
Il secondo target 0.5681
Come sempre, porteremo a casa i profitti man mano che il prezzo corre.
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Vi aggiornerò qui nei commenti quando e se entrerò a mercato.
Se hai domande, scrivimi in privato, sarò felice di risponderti!
Fate i bravi 🤙
CADCHF, un long ambizioso Negli ultimi tre anni e mezzo il cross si è svalutato di circa 28% rispetto ai minimi recenti
A ricordarci che il franco svizzero è pur sempre un bene rifugio ci ha pensato il mese di aprile scorso allorché, come ampiamente noto, si è diffusa una grande incertezza globale conseguente alle posizioni di Trump sui dazi commerciali
I prezzi negli ultimi due mesi sembrano consolidare il livello di 0,56
Che di per sé nulla vuol dire, come si vede da altri livelli precedenti che sembrava andassero consolidandosi, ma che è pur sempre in quel modo avviene un'inversione di trend come un semplice rimbalzo.
Si propone la possibilità di assistere ad una inversione/rimbalzo dei prezzi cercando un posizionamento strategico che permetta un reward/risk particolarmente favorevole
Sul grafico settimanale abbiamo una interessante divergenza tecnica con l’RSI a 14 periodi
E abbiamo anche un quasi completo 1-2-3 low di Joe Ross
Sul grafico giornaliero si può apprezzare anche un movimento di triangolo accompagnato da volumi elevati ma in contrazione
Che può anche essere letto, con un po' di opportuna elasticità, come doppio minimo.
Sul grafico a 4 ore l’ultimo movimento può essere interpretato come un testa e spalle rialzista
Mentre la spalla destra di questo pattern a sua volta può essere letto come un triangolo ascendente che statisticamente lascia intendere una rottura al rialzo dei prezzi.
L'idea operativa è quella di unire i punti del quadro complessivo cercando di intercettare il possibile movimento di inversione o semplice rimbalzo prefigurato sul grafico mensile con i due Hummer ma con un settaggio che prevede uno stop molto stretto stretto calibrato sul grafico a 4 ore.
Occorre mettere in conto la possibilità di prendere diversi stop a false partenze, visto che si propone di ritentare l'operazione dopo ogni possibile stop.
Questo ci permetterà di godere di un reward/risk notevole nel caso in cui qualcuna delle operazioni dovesse essere quella giusta, se non saremo stati logorati prima e avremo già abbandonato l'idea quando tutto dovesse partire. Il profit sarebbe mobile e, per esempio, collocato in corrispondenza del primo pattern ribassista a singola candela che dovesse manifestarsi sul mensile. Ovviamente sono possibili altri livelli a proprio gusto.
#040: Opportunità di Investimento SHORT su CAD/CHF
Negli ultimi giorni il cross tra dollaro canadese e franco svizzero sta entrando in una configurazione di mercato che richiama da vicino le tipiche fasi di distribuzione istituzionale.
Dopo settimane di rialzi moderati, sostenuti da un sentiment di risk-on temporaneo e da un moderato recupero del CAD legato alla stabilità dei prezzi del petrolio, la struttura tecnica comincia ora a mostrare segnali di perdita di momentum.
Le ultime candele su timeframe medio-alto rivelano una progressiva compressione dei massimi, accompagnata da una volatilità che resta contenuta ma con delta volumetrico in calo.
Questo tipo di comportamento, nella lettura intermarket, suggerisce che i grandi operatori stiano alleggerendo le posizioni long più che accumularne di nuove.
Parallelamente, il franco svizzero sta tornando gradualmente a beneficiare di una rinnovata ricerca di protezione:
l’aumento dell’incertezza globale e il calo del rendimento reale spingono molti desk a riattivare il franco come valuta rifugio tattica.
Non si tratta ancora di un movimento impulsivo, ma di una transizione di sentiment che inizia a riflettersi su più cross legati alla valuta elvetica.
Sul fronte canadese, le prospettive macro restano miste:
la Bank of Canada mantiene una linea prudente, dichiarando apertamente che la politica monetaria resterà restrittiva “per un periodo prolungato”, ma la correlazione storica tra CAD e ciclo delle materie prime continua a rendere vulnerabile la valuta in caso di indebolimento del greggio.
In questo contesto, le prese di profitto sui massimi diventano fisiologiche.
Dal punto di vista della microstruttura, la fascia di prezzo attuale rappresenta un punto di equilibrio fragile:
la presenza di ordini passivi concentrati in una zona ristretta potrebbe amplificare il movimento nel momento in cui il mercato violerà con decisione il margine inferiore della distribuzione.
Non serve un forte catalizzatore; basta un ritorno di avversione al rischio o un repricing sui tassi globali per innescare una rotazione verso il CHF.
CADCHF:Pronto a Incontrare una doppia resistenza chiave CADCHF ha recentemente mostrato dinamiche interessanti, uscendo da un prolungato periodo di consolidamento laterale a livello settimanale. Dopo una breve incursione al di sotto del minimo del range, il prezzo ha trovato liquidità e ha intrapreso una decisa ripartenza al rialzo. Ora, CADCHF si trova di fronte a una zona critica, coincidente con il limite inferiore del precedente range laterale, dove si concentrano ben due blocchi di potenziale offerta.
Per diverse settimane, CADCHF si è mosso all'interno di un ampio range laterale, senza mostrare una chiara direzione. La recente rottura al di sotto del minimo del range aveva inizialmente fatto presagire un'accelerazione ribassista. Tuttavia, questa mossa si è rivelata una potenziale "false breakout", in quanto il prezzo ha rapidamente recuperato terreno, indicando la presenza di forte liquidità e interesse all'acquisto.
CADCHF: Possibile ritorno verso i massimi del rangeIl trend di CADCHF è stato a livello settimanale in un lungo range laterale.
Solo nelle ultime settimane il prezzo ha sfondato il minimo del range, trovando però liquidità per la ripartenza a rialzo.
Ora il prezzo ha raggiunto il livello inferiore del range, ed è una zona importante che ha ben 2 blocchi di possibile vendite a poca distanza l'uno dall'altro.
Nelle zone evidenziate dai rettangoli rossi, potremmo quindi vedere un ritracciamento.
Gli scenari possibili sono 2:
1) Da questi livelli il prezzo riprende a scendere, confermando il trend ribassista
2) Il prezzo raggiunge il livello superiore del range.
Le prossime sessioni potranno fornire dettagli in più.
Personalmente vedo lo scenario 2 quello più probabile
CADCHF: Trade short di breveCiao a tutti trader e investitori. Oggi voglio condividervi questo trade che sto facendo sul cross CADCHF.
Per chi mi segue ormai saprà che utilizzo degli indicatori personali che mostrano segnali e trigger di ingresso in base alle mie esigenze, e un volta comparsi ricevo la notifica in tempo reale.
In questo caso il trigger è quello della candela odierna ovvero un S.Short sull'indicatore LuBot.
Questo è un trigger di price action che può comparire in svariati casi ma va contestualizzato alla fase di mercato, motivo per cui la parte discrezionale resta ancora una parte fondamentale dei miei indicatori.
Partendo dall'analisi del timeframe più ampio ovvero il weekly, vediamo la chiara tendenza ribassista con una struttura bearish che dopo un periodo di ritracciamento, torna giù facendo 3 swing negativi. Al momento ci troviamo sull'onda del terzo swing.
Tornando al grafico daily cerchiamo quindi dei trigger che vanno a favore della struttura weekly e quello odierno sembra abbastanza buono.
Dopo il forte movimento del secondo swing weekly, il prezzo ha iniziato un fase di lateralizzazione andandosi ad appoggiare alla trendCloud che ha fatto da resistenza.
Ad integrare la direzionalità ribassista abbiamo l'indicatore Predictum che da inizio mese di settembre cambia la sua tendenza in negativo e l'indicatore LuTrender che conferma la tendenza bearish sia sul daily che sul weekly.
Infine l'indicatore EVE, che indica quando il prezzo è in un stato di eccesso, mostra regolarità quindi il prezzo è libero di fare un altro sprint.
Nel caso in cui il prezzo dovesse decidersi di seguire la direzione short, imposto un take profit sui 0.6080 e stop loss sopra i massimi a 0.6380, avendo così un trade dal R:R di 1:1.5 circa
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CAD CHF Long con target 0.65952Il prezzo del CAD/CHF ha evidenziato un trend rialzista da gennaio ad oggi e nel breve termine la rottura della resistenza a quota 0.65413 mi fa pensare che il prossimo target di prezzo possa raggiungere 0.65952. Tuttavia, lo stocastico si avvicina alla zona di ipercomprato, pertanto un trade del genere richiede molta attenzione, sia nel posizionamento degli ordini che nel controllo dell'operazione.
Vedremo nei prossimi giorni...
Seguimi per aggiornamenti di questa opportunità ed altre analisi.
Nicola Iurilli
2024 AL VIA, ALL’INSEGNA DI…VALUTEE’ cominciato un altro anno, e oramai, da quando iniziai nel 1987, ne sono passati 36 anni e mezzo. Talvolta ho la sensazione di averle viste “tutte” in relazione ai mercati finanziari. Ed invece, accade sempre qualcosa di nuovo, che ti sorprende, ma che, da un certo punto di vista, ti permette di comprendere i mercati dandone una lettura differente. Ricordo gli ultimi tre anni come qualcosa di mai visto prima, il Covid, i blocchi delle catene di approvvigionamento, le centinaia di migliaia di morti e la sofferenza delle persone più frgili. Poi i Qe delle banche centrali, (durante il periodo delle restrizioni), che hanno creato denaro e lo hanno distribuito a pioggia a privati e imprese, e che in seguito hanno generato il recupero della congiuntura globale. Poi sono emerse le speranze per l’arrivo dei vaccini, e le enormi polemiche nate in seguito. Il ritorno della crescita economica ha infine coinciso con un aumento spropositato dell’inflazione, legata ovviamente all’enorme massa di liquidità che ha inondato tutti i mercati e che ha di conseguenza provocato il timore di un aumento dei prezzi. E’ così è stato, con materie prime alle stelle in mercati crescenti. Solo successivamente i dati macro, con un inflazione salita quasi in doppia cifra, hanno cominciato a deteriorarsi, il che ha spinto ulteriormente al rialzo il comparto azionario, che ha alimentato i profitti aziendali rallentando la discesa degli aggregati, il famoso mantra del 2023 “bad news were good news”. Di fatto i dati macro negativi generavano paradossalmente un rialzo degli indici, perche’ si allontanavano le prospettive di ulteriore rialzo del costo del denaro. Qualcosa di raramente visto in passato. E ora siamo entrati nel 2024, con i mercati azionari vicino ai massimi storici, in piena euforia e con aspettative di taglio del costo del denaro già nel primo trimestre. Aspettative per la verità leggermente ottimistiche perché fino ad ora, le dichiarazioni dei banchieri centrali sembrano ancora orientate alla prudenza rispetto ad un eventuale taglio. Specialmente i rappresentanti del Board della Fed, tra cui Williams, che hanno ribadito la volontà di tenere alta la guardia per evitare recrudescenze dell’inflazione.
AZIONARIO.
Gli indici americani sono ancora vicino ai massimi e per ora, non vi sono segnali di possibili inversione. L’ultimo giorno di negoziazione dell’anno ha visto però una correzione, seppur limitata. S&P e Dow hanno registrato la loro nona settimana vincente con l’S&P che ha registrato i guadagni settimanali più importanti addirittura dal 2004. Nell’anno l’S&P ha guadagnato il 24.7%, mentre il Dow ha performato un +13.7%. Il Nasdaq, grazie ha tecnologici, ha messo a segno il 54.9%. Anche il Dax non è sui massimi, e ha corretto 250 punti, poco piu’ dell’1.5%, un movimento insufficiente per poter parlare di inizio di una fase distributiva. Sull’anno infatti ha guadagnato circa il 20%. Fino a quando non verranno a crearsi le condizioni tecniche, quindi massimi inferiori e minimi inferiori su base giornaliera, è inutile pensare di aprire posizioni ribassiste, perché c’e’ ancora il rischio di recrudescenze di movimenti impulsivi verso i massimi storici, molto vicino a quelli attuali.
VALUTE.
L’anno è terminato con un leggero recupero del biglietto verde dopo che per tutto il mese di dicembre aveva perso terreno sulle aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed. EurUsd è arrivato fino a 1.1140 per poi perdere 100 pips durante le ultime due sedute dell’anno. Ugualmente il Cable, dopo aver fatto registrare un rialzo fino a 1.2828, ha segnato il passo è ha ceduto una ottantina di pips. EurGbp dai massimi di 0.8710 ha leggermente ripiegato tornando a 0.8670. Interessante evoluzione del franco svizzero che ha schiacciato la divisa americana fino a 0.8330, il 10% di guadagno in due mesi, considerato che ad inizio novembre UsdChf quotava 0.9100. La Snb sta a guardare, incapace di deprezzare la divisa elvetica. Da segnalare il cross CadChf che ha fatto registrare il nuovo minimo storico a 0.6305, e NzdChf tornato vicino ai minimi. Sulle altre valute, segnaliamo un UsdJpy che non riesce a valicare l’area di 144.70 e rimane sotto pressione vicino ai minimi posti a 140.25 da cui si è allontanato leggermente in chiusura di anno con una correzione di 70 pips sopra 141.00. Oceaniche in fase di correzione, a ruota di EurUsd e Cable.
PETROLIO.
Il petrolio ha chiuso il 2023 in ribasso del 10%, la prima chiusura negativa dal 2020. Le ragioni vanno ricercate nelle preoccupazioni per l’aumento dell’offerta globale di greggio e il rallentamento della crescita della domanda. Qualche correzione si è vista durante l’anno, specie dopo i tagli alla produzione dell’OPEC+, e in seguito all’inizio della guerra Israele-Hamas oltre alle aspettative di taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Tuttavia, i crescenti segnali di aumento della produzione di greggio, soprattutto da parte dei paesi non OPEC, insieme a prospettive incerte della domanda, hanno fatto scendere i prezzi. La scorsa settimana infatti, gli Stati Uniti hanno raggiunto un livello record nella produzione di greggio, stimata in 13,3 milioni di barili al giorno, parallelamente alle produzioni record in Brasile e Guyana.Buon trading e buona giornata.
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CAD/CHF - possibile rally correttivo nel breve periodo
Il prezzo continua a mantenersi sul livello 0.644, minimi storici del cross. Il dollaro canadese contro il "titano" franco svizzero ha perso forza a causa anche dei dati sul CPI che sulla lettura YoY sono stati al di sotto delle aspettative e, quindi, molto probabilmente la banca centrale agirà con ulteriori pause agli aumenti dei tassi.
Questo ovviamente rema a sfavore della valuta.
Se, però, guardiamo la conformazione delle candle stick delle ultime tre sessioni giornaliere, potremmo trovarci in una situazione di accumulo.
A confermare questa visione sono i volumi che si riducono sempre più e una situazione di ipervenduto sull'RSI.
Potremmo aspettarci una correzione del trend a rialzo nella zona di prezzo 0.642 e 0.65096 al rialzo, quantomeno nel breve periodo. Un superamento di tale livello, con chiusura al di sopra, potrebbe aprire possibili scenari al rialzo verso un'inversione
Per chi volesse operare contro trend, potrebbero essere studiate delle posizioni al rialzo in questa fase della price action.
Per chi volesse operare in trend following si devono attendere segnali nelle zone sopra menzionate.






















