FTSE MIB: Quando siamo vicini al TCY Max... bisogna necessariamente pensare che il TCY ha trovato suo Max, idealmente sulla trend dei precedenti Max. Il precedente TYL aveva delle caratteristiche , il TYL in corso dovrà rispettarle.
I movimenti che attendo nel grafico, come sempre...sono solo ipotesi, a volte si rivelano vicine alla realtà, altre completamente sbagliate. Nessuna intenzione di suggerire operatività-
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Cosa dicono i trader
FTSEMIB - Nuovo TCY (come sapevamo) .... vediamo se anche nuovo MTY. I riferimenti sono chiari, stiamo completando il primo TYL dal minimo di 2 giorni fa, il primo TYL di nuovo MTY si chiude spesso su un preciso riferimento, che sta per presentarsi (o si è già presentato). La rottura up del max di ieri potrebbe portarci su nuovi max in pochi giorni, per adesso del TCY Max nato come nel grafico, io vedo completato il primo TYL Max.
Come sempre solo un opinione, ce ne sono molte altre. Aspettiamo conferma di TYL chiuso, le condizioni necessarie ci sono già, aspettiamo la conferma del nuovo. Se questo TYL dentro il precedente TCY deve andare subito (entro poche ore) sotto il minimo di partenza. Io comincio a guardare al prossimo MTY Max.
FTSE Mib toro scatenato!!Analisi tecnica non'è il vangelo , e i Pattern molte volte vengono abortiti,ma se si dovesse verificare il superamento di due forti resistenze, la prima area 44500 e infine area 50108, poi il paradiso, arrivo in area 59500/60000, con la chiusura Pattern rialzista a triangolo, ampiezza la sua base che proiettata sul grafico, dal punto di breakout uscita dal triangolo nella parte superiore, porterebbe l'indice su valori inaspettati , tutto dipenderà dalla velocità con cui ci si arriva se variazione in pochi anni, siamo nella stesse condizioni di bolla come è successo nel lontano 2000 e 2007, l'incognita è sempre lui , il ciuffo biondo!!, potrebbe con la sua tracotanza , provocare un crollo dei mercati, anche molto profondo...
WisdomTree - Tactical Daily Update - 16.12.2025Azionario USA incerto, ma attorno ai massimi storici. Meglio l’Europa.
La BCE non taglierà i tassi, lo farà probabilmente la Bank of England.
Tregua più vicina tra Russia e Ucraina, dice Trump: il Mondo spera.
Petrolio in crisi infinita. Ai minimi da 4 anni. Bene i metalli industriali.
La prima seduta della settimana, lunedì 15, ha posto le basi per la volata finale di un 2025 che continua a sorridere ai mercati azionari europei. Da inizio anno al 15 dicembre, Piazza Affari segna un progresso del +29%, fotografia di un contesto che, almeno sul fronte continentale, resta favorevole al rischio.
I listini del Vecchio Continente hanno archiviato la giornata quasi tutti in deciso rialzo, riuscendo a dribblare sia i segnali di rallentamento dell’economia cinese sia i dubbi sulla tenuta del tema dell’Intelligenza Artificiale. Al centro degli acquisti, in modo trasversale, le azioni bancarie, sostenuti dalle scommesse su un prossimo allentamento della politica monetaria statunitense.
Sul fronte geopolitico, il mercato guarda con attenzione ai possibili segnali di distensione tra Russia e Ucraina. Dopo due giorni di intensi colloqui a Berlino, l’iniziativa politica europea ha favorito un riavvicinamento tra Stati Uniti e Ucraina. La possibilità di una tregua viene ora definita “reale” e, secondo Friedrich Merz, “non è mai stata così grande come adesso”, con l’auspicio di un cessate il fuoco prima di Natale.
Anche Volodymyr Zelensky ha parlato di incontri “molto produttivi”, riconoscendo progressi sulle garanzie di sicurezza per Kiev, mentre resta apertissima la questione territoriale, in particolare il nodo del Donbass.
In serata è arrivato anche il commento di Donald Trump, secondo cui un accordo per porre fine al conflitto sarebbe più vicino che mai, dopo i colloqui tenuti a Berlino dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.
Passando al fronte macroeconomico, l’attenzione si sposta a oggi pomeriggio, per la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense relativi a ottobre e novembre, ritardati dallo shutdown amministrativo.
Il report del Dipartimento del Lavoro unirà in un’unica uscita i dati delle nuove buste paga di due mesi: il mercato attende circa 35 mila nuovi posti a novembre e un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%.
Tra mercoledì e giovedì sono attesi anche i dati sull’inflazione di novembre e sulle vendite al dettaglio di ottobre. I prezzi al consumo sono stimati in crescita +3,2% sia nella componente headline sia in quella core, mentre le vendite al dettaglio dovrebbero salire +0,2%, lo stesso ritmo di settembre e il più lento da maggio.
Peraltro, i dati in arrivo non dovrebbe fornire un vantaggio decisivo né ai falchi né alle colombe all’interno della Federal Reserve. Chi sostiene lo status-quo continua a puntare sull’insufficienza e sulla disomogeneità degli ultimi indicatori, mentre chi spinge per ulteriori allentamenti richiama l’indebolimento del mercato del lavoro.
Bloomberg Intelligence ritiene che questi dati “ridurranno la resistenza dei falchi al taglio dei tassi”, con un’inflazione attesa in calo e salari deboli nella prima metà del 2026. La previsione è che la Fed possa tagliare i tassi di soli 25 punti base nel prossimo anno.
Il recente taglio dei tassi ha messo in evidenza profonde divisioni all’interno della banca centrale, tra chi privilegia il rallentamento del mercato del lavoro e chi resta concentrato su un’inflazione ancora ostinata
L’attenzione resta alta anche sul cosiddetto “toto-Fed”, con il mandato di Jerome Powell in scadenza a maggio. Sul fronte delle altre banche centrali, giovedì 18 sono attese le decisioni di BCE e BoE: per Francoforte il consenso è su tassi invariati, mentre Londra potrebbe procedere a un taglio.
Nel frattempo, Wall Street ha chiuso in lieve calo: Dow Jones -0,09%, Nasdaq -0,59%, S&P500 -0,16%.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread BTp-Bund si è leggermente ridotto a 68 punti base, dai 69 della seduta precedente, con il rendimento del BTp decennale in calo al 3,53%.
In Asia, la seduta di oggi, martedì 16 dicembre chiude in calo. L’indice MSCI Asia Pacific cede -1,3%, l’Hang Seng di Hong Kong scende quasi -2%, avvicinandosi alla correzione tecnica dopo una perdita di oltre -10% dai massimi recenti.
Debole anche il CSI300 (-1,4%) e il Nikkei giapponese (-1,2%), penalizzato dai titoli tech.
In Corea, Kospi -1,6%, con il fondo pensione nazionale pronto a rafforzare il proprio ruolo nella stabilizzazione dello won, estendendo fino a fine 2026 lo swap in valuta estera da 65 miliardi di dollari con la banca centrale.
Tra le commodity, il petrolio WTI scivola ancora verso 56 dollari/barile, minimo degli ultimi quattro anni, trascinando al ribasso l’Indice Bloomberg Commodity, a 108,2 USD, per la terza seduta consecutiva. Al contrario, resta forte il comparto dei preziosi: oro a 4.288 USD/oncia e argento a 62,5 USD/oncia, sostenuti da flussi positivi per i relativi ETF, acquisti delle banche centrali e timori sulla futura “indipendenza” della Fed.
Il dollaro resta debole per la terza settimana consecutiva, con euro/dollaro intorno a 1,175.
Si rafforza lo yen in vista di un probabile rialzo dei tassi di 25 bps da parte della BoJ: 182,5 yen per euro e 155,26 per dollaro.mentre Bitcoin staziona sui 85.600 USD, oltre il 30% sotto i massimi di metà ottobre.
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