Mercati cauti tra Fed, geopolitica e dati USABORSE IN CONSOLIDAMENTO
Venerdì scorso Wall Street ha chiuso per lo più invariata, con gli investitori ancora incerti sulle prossime decisioni della Fed. Persistono inoltre dubbi sul fronte geopolitico, mentre prende avvio la stagione degli utili del quarto trimestre 2025.
Questo contesto alimenta una certa cautela tra gli operatori, che preferiscono rimanere alla finestra in attesa di maggiore chiarezza. L’S&P 500 e il Nasdaq sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,17%.
Il presidente Donald Trump ha lasciato intendere che potrebbe mantenere Kevin Hassett nel ruolo di consigliere economico, invece di nominarlo alla guida della Fed. Ciò ha rafforzato le aspettative che l’ex governatore Kevin Warsh possa emergere come candidato favorito.
I titoli dei semiconduttori hanno offerto supporto al mercato: Taiwan Semiconductor, Nvidia, Micron e altri produttori sono saliti grazie ai solidi utili, all’ottimismo sull’intelligenza artificiale e a un accordo commerciale tra Stati Uniti e Taiwan che prevede 250 miliardi di dollari di investimenti nella produzione americana.
Al contrario, i titoli finanziari hanno ceduto terreno nonostante risultati robusti, penalizzati dalle preoccupazioni per una possibile introduzione di un tetto ai tassi delle carte di credito.
Su base settimanale, l’S&P 500 è sceso dello 0,1%, il Nasdaq dello 0,4%, mentre il Dow Jones è rimasto invariato.
Ricordiamo che negli Stati Uniti oggi si celebra il Martin Luther King Day e le borse resteranno chiuse.
VALUTE
Il dollaro è salito la scorsa settimana, pur continuando a mostrare scarsa direzionalità a causa del limitato interesse degli operatori sui livelli attuali, considerati poco significativi. Il Dollar Index è risalito sopra quota 99, ma per ora non riesce a puntare con decisione verso area 100.
L’EUR/USD ha rotto i supporti a 1,1615 ed è sceso sotto 1,1600, pur senza mostrare segnali di crollo. I prossimi obiettivi si collocano in area 1,1550, primo supporto rilevante di medio periodo.
La sterlina scende meno e rimane vicina ai supporti di 1,3320–1,3330, che appaiono solidi.
L’USD/JPY, dopo indiscrezioni su richieste di intervento da parte della BoJ, è sceso da 159,45 a 157,80, per poi chiudere sopra 158,00.
Le valute oceaniche si muovono poco ma mostrano maggiore tenuta rispetto a euro e sterlina. Di conseguenza arretrano EUR/NZD ed EUR/AUD. Stabili EUR/CHF e USD/CHF.
ORO IN CORREZIONE
Venerdì il prezzo dell’oro è sceso di circa l’1%, toccando 4.563,6 dollari per poi chiudere in area 4.590 dollari l’oncia. Il metallo prezioso ha esteso le perdite della sessione precedente a causa del calo della domanda di beni rifugio e dell’indebolimento delle aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed nel breve termine.
Le tensioni geopolitiche legate all’Iran si sono attenuate dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di poter rinviare eventuali azioni militari, citando segnali di moderazione nella repressione delle proteste e l’assenza di esecuzioni su larga scala.
Parallelamente, dati economici statunitensi più solidi hanno rafforzato l’idea che la politica monetaria resterà restrittiva più a lungo, spingendo gli investitori a ridurre le scommesse su un taglio imminente dei tassi. I mercati ora prevedono tassi invariati a fine mese e un primo allentamento pienamente prezzato solo per metà 2026.
Nonostante la correzione, l’oro rimane vicino ai massimi storici e si avvia comunque a chiudere la settimana in rialzo, sostenuto dal forte slancio di inizio periodo.
USA: SALE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione industriale statunitense è aumentata dello 0,4% su base mensile a dicembre, in linea con novembre e superiore alle attese dello 0,1%.
La produzione manifatturiera è cresciuta dello 0,2%, superando le previsioni di un calo dello 0,2%. L’indice dei servizi di pubblica utilità è salito del 2,6%, trainato da un balzo del 12% dell’indice del gas naturale. La produzione mineraria, invece, è diminuita dello 0,7%.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è salito al 76,3%, ancora 3,2 punti percentuali sotto la media di lungo periodo (1972–2024).
SETTIMANA ENTRANTE
Le pubblicazioni economiche dagli Stati Uniti saranno numerose, con le agenzie statistiche impegnate a recuperare i dati rimasti sospesi durante la chiusura delle attività governative.
L’attenzione si concentrerà su reddito e spese personali, che includono gli indici dei prezzi PCE, e su una nuova stima del PIL del terzo trimestre. In arrivo anche gli indicatori anticipatori, tra cui gli indici PMI di S&P e il sondaggio sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Focus anche sui PMI di Eurozona, Regno Unito, Giappone, Australia e India.
Il Regno Unito pubblicherà inoltre i dati su inflazione, disoccupazione e vendite al dettaglio.
In Asia, l’attenzione sarà rivolta al dato finale del PIL annuale della Cina, mentre la Banca del Giappone comunicherà la propria decisione di politica monetaria.
Sul fronte societario, sono attesi i risultati di Netflix, 3M, J&J, Visa, Intel, P&G e NextEra Energy.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Dollaro USA / Dollaro australiano
Nessun attività
Cosa dicono i trader
Yuan in rialzo, rendimenti giapponesi e petrolio giùLO YUAN SALE
Venerdì lo yuan offshore si è attestato intorno a 6,96 per dollaro, chiudendo vicino al livello più alto da maggio 2023, sostenuto dalla rinnovata domanda aziendale per la valuta.
Le banche cinesi hanno registrato vendite record di valuta estera convertita in yuan a dicembre, spinte dalle aspettative di ulteriori guadagni. Un ulteriore supporto è arrivato dalla PBoC, il cui tasso di riferimento giornaliero si è rafforzato costantemente, segnalando una maggiore tolleranza verso un apprezzamento controllato.
Con il continuo rialzo dello yuan, le banche globali stanno rivedendo al rialzo le loro previsioni: Morgan Stanley vede ora il cambio a 6,85 nel primo trimestre; Australia & New Zealand Banking Group prevede 6,85 entro fine anno; Macquarie Group stima 6,8.
Nel frattempo, il vicegovernatore Zou Lan ha affermato che esiste “un certo margine” per ridurre i requisiti di riserva e i tassi ufficiali. Da lunedì, la PBoC ridurrà i tassi di 25 punti base, portando il tasso di prestito a un anno dall’1,5% all’1,25%.
Lo yuan è quindi pronto a registrare il suo maggiore guadagno settimanale da maggio 2023.
GIAPPONE, RENDIMENTI SUI MASSIMI
Venerdì il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è rimasto stabile intorno al 2,18%, vicino ai massimi degli ultimi 27 anni, mentre gli investitori attendono con grande interesse la prossima riunione di politica monetaria della Bank of Japan.
Si prevede che la banca centrale manterrà l’attuale politica monetaria nella riunione della prossima settimana, con i mercati che scontano un possibile aumento dei tassi intorno a giugno. Il governatore Kazuo Ueda ha ribadito che la BoJ è pronta ad alzare i tassi se l’andamento economico e dei prezzi sarà coerente con le proiezioni.
I rendimenti sono stati sostenuti anche dalle speculazioni secondo cui il Primo Ministro Sanae Takaichi potrebbe indire elezioni anticipate il mese prossimo per promuovere un’espansione fiscale più aggressiva, alimentando preoccupazioni sulla spesa finanziata dal debito.
Secondo indiscrezioni, Takaichi dovrebbe fornire ulteriori dettagli sullo scioglimento della Camera ai rappresentanti del blocco di governo il 19 gennaio.
WTI SOTTO I 59 DOLLARI
Venerdì i future sul greggio WTI sono scesi a 59 dollari al barile, estendendo il calo di oltre il 4% della sessione precedente, grazie all’attenuarsi delle preoccupazioni per un potenziale attacco militare statunitense all’Iran.
Il presidente Donald Trump ha temporaneamente ritirato le minacce di attacco, affermando di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che non ci sarebbero state ulteriori repressioni né esecuzioni.
Alcune indiscrezioni suggeriscono inoltre che Israele e altri alleati mediorientali abbiano chiesto agli Stati Uniti di rinviare qualsiasi azione militare, temendo una possibile ritorsione iraniana.
Questi sviluppi hanno ridotto il rischio percepito di un conflitto imminente che potrebbe interrompere la produzione petrolifera iraniana o le rotte marittime critiche della regione. Tuttavia, gli analisti avvertono che, pur essendosi attenuate, le tensioni restano presenti, mantenendo il mercato in bilico nel breve termine.
I prezzi del greggio si avviano così verso un modesto ribasso settimanale dopo tre settimane consecutive di guadagni.
ARGENTO STABILE DOPO LA CORREZIONE
Venerdì l’argento è sceso verso i 91 dollari l’oncia, riprendendo il declino dopo le forti oscillazioni della sessione precedente, in seguito alla decisione degli Stati Uniti di rinunciare all’imposizione di dazi sui minerali essenziali.
La minaccia di possibili dazi aveva alimentato un ampio rally delle materie prime, spingendo argento, rame e altri metalli ai massimi storici. L’argento è stato inserito lo scorso anno nella lista dei minerali essenziali degli Stati Uniti per il suo ruolo cruciale nelle tecnologie avanzate e nelle infrastrutture per l’energia pulita, in particolare pannelli solari, veicoli elettrici ed elettronica.
Nonostante la correzione, il metallo rimane sulla buona strada per registrare un guadagno settimanale superiore al 13%, sostenuto dalla forte domanda di beni rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti e preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
SELL su AUDUSD – spiegazione concettualeIl sistema ha individuato diversi pattern che, in termini di analisi tecnica, sono tutti associati a un “cambio verso il basso”: candele ribassiste, rottura di supporti, gap di apertura verso il basso, chiusure vicine al minimo del range, ecc.
Sono stati rilevati solo pochi pattern “bullish”, e tutti hanno una connotazione di debolezza (ad esempio un semplice “high più alto” senza un reale slancio di volume o un’espansione di range che non indica direzione).
In pratica il mercato ha mostrato qualche picco momentaneo, ma nulla che possa controbilanciare la pressione ribassista dominante.
In poche parole: il sistema “vede” un contesto di mercato dominato da segnali ribassisti, con pochi e deboli segnali al rialzo, e decide di aprire una posizione short perché la probabilità di profitto supera il rischio accettato.
Apriamo il TRADE, il 1° della giornata GO!!!!
AudUsd in attesa di un primo impulso ribassistaBuongiorno a tutti.
AudUsd
Se partiamo da TF settimanale, possiamo osservare una TL partita da febbraio 2021.
In questo momento siamo a ridosso della stessa e della EMA 200 (in blu) grazie al forte trend rialzista del dollaro australiano nell'ultimo mese.
Scendendo nel TF giornaliero possiamo renderci conto della grande forza del trend in atto, sparato di quasi 270 pips senza alcun ritracciamento di rilievo.
Ovviamente siamo alla ricerca di una possibile entrata in sell per sfruttare il probabile storno in arrivo.
Bisogna fare molta attenzione a non affrettare i tempi con entrare short avventate, in quanto la candela di venerdì ha chiuso inside e se vogliamo essere precisi quello che si è formato è un triangolo che in quella posizione significa nuova accumulazione per altro impulso rialzista.
Si può anche affermare però che in quella posizione, visto che siamo in una zona di offerta molto molto importante, se il prezzo lateralizzasse troppo potremmo arrivare ad un'inversione molto potente (come d'altro accade sempre col dollaro australiano).
Sicuramente terrò monitorati i segnali che arriveranno in H1-H4.
Abbiamo tre opzioni, la prima sarebbe la migliore:
1- Il prezzo, dopo l'accumulazione di cui sopra romperà al rialzo per un ultimo impulso rialzista andandosi a prendere tutta la liquidità sopra verso il massimo settimanale/mensile.
A quel punto attenderemo i primi segnali per l'inversione ed entreremo short.
2- Il prezzo, rotto il triangolo al ribasso, dopo retest inizierà a scendere.
3- Il prezzo, rotto il triangolo, proseguirà con una lateralizzazione per poi scendere.
Sicuramente in questo momento non prenderò assolutamente posizioni in buy.
Come TP finale prenderei il gap presente sul TF settimanale, candela del primo dicembre 2025.
Ovviamente valuterò costantemente le candele in formazione per decidere se chiudere prima oppure no.
Se vi piace il mio metodo di analisi, lasciate un like, grazie.
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
AUDUSD SHORT MANCATOSfortunatamente non ero a grafico e non avevo piazzato nessun pendente e l operazione nel giro di qualche ora dalla news delle 14:30 è scesa.
Trovo utile analizzare quello che avrei fatto come monito per le operazioni future.
Se avessi operato avrei preso 1 stop e il secondo ordine sullo 0.667 sarebbe stato efficace e avrebbe poi spinto il prezzo a ribasso.
Cosa c'è di importante da notare :
1. Il prezzo non arrivava da zone importanti o di svolta ma il massimo di questa sequenza rialzista è solo un massimo importante ma non di fine sequenza o rimbalzo di qualche struttura.
2. Il grafico anche essendo salito molto nelle scorse settimane e mesi senza creare strutture rialziste sembra mostrare difficoltà a scendere facendo 2 sovraccorrezioni sia nel B sia nel BC rosso
Wall Street positiva, dollaro debole e petrolio in caloRussia-Ucraina
Ancora una chiusura positiva per Wall Street, con l’appetito al rischio tornato prepotentemente sul mercato grazie alle aumentate possibilità di un taglio del costo del denaro da parte della Fed nella prossima riunione di dicembre.
Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,67% a 47.427 punti, mentre l’S&P 500 ha registrato un rialzo dello 0,69% a 6.813 punti. Meglio ha fatto il Nasdaq, che ha chiuso con un +0,82%.
Tra i singoli titoli, seduta positiva per Dell Technologies (+5,83%) dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre 2025/2026, chiuso con un utile per azione superiore alle stime degli analisti. Molto bene anche Oracle, in rialzo del 4,02%.
Giovedì 27 novembre 2025 Wall Street resterà chiusa per la festività del Thanksgiving Day.
Valute
Con il ritorno del “risk on”, il dollaro perde quota. L’EUR/USD torna sopra 1,1600 con possibili obiettivi a 1,1650, mentre la sterlina (Cable) sale oltre 1,3250 e punta verso l’area 1,3310.
Il cambio USD/JPY arretra sotto 156,00, avvicinandosi ai supporti chiave posti a 155,60. L’EUR/GBP scende in area 0,8750, vicino ai primi target di 0,8710, mentre l’USD/CAD perde 100 punti dai massimi di 1,4150.
Si registra anche il ritorno delle valute oceaniche: AUD/USD si avvicina alla prima area di resistenza a 0,6580, mentre NZD/USD risale finalmente sopra quota 0,5700, con obiettivi a 0,5800.
Petrolio
I future sul greggio WTI sono scesi verso i 58 dollari al barile nella notte, invertendo parte del guadagno di oltre l’1% della sessione precedente. Si tratta di una correzione tecnica, legata alle incertezze sui colloqui di pace tra Russia e Ucraina, ancora in corso.
Un inviato presidenziale statunitense si recherà in Russia la prossima settimana per favorire una svolta, che potrebbe portare alla revoca delle sanzioni sul greggio russo. Tuttavia, restano dubbi sulla possibilità di un accordo a breve termine e molti ritengono che, anche se venisse raggiunto, ci vorrà tempo prima che le spedizioni russe aumentino.
Nel frattempo, gli operatori attendono la riunione dell’OPEC+ di questo fine settimana per ulteriori segnali, dopo la sospensione degli aumenti di produzione previsti per il primo trimestre del prossimo anno.
Il greggio si avvia a registrare il quarto calo mensile consecutivo a novembre, la più lunga serie di perdite dal 2023, sotto la pressione delle aspettative di un surplus di offerta, con la produzione che continua a superare la domanda.
Australia e 🇳🇿 Nuova Zelanda
La spesa totale per nuovi investimenti in Australia è cresciuta del 6,4% su base trimestrale nel terzo trimestre del 2025, superando nettamente le attese di un’espansione dello 0,5%. Questo risultato segue una crescita dello 0,4% (rivista al rialzo) nel trimestre precedente e segna l’incremento più forte dal marzo 2021.
A livello geografico, il Territorio della Capitale Australiana ha registrato l’aumento più rapido (+35,3%), seguito da Australia Meridionale (+8,2%), Queensland (+7,3%), Victoria (+6,7%) e Tasmania (+2,8%). Al contrario, il Territorio del Nord ha segnato un calo dell’1,6%.
Nel frattempo, l’indice ANZ Business Outlook della Nuova Zelanda è balzato a 67,1 a novembre 2025, rispetto a 58,1 del mese precedente. Si tratta del livello più alto da marzo 2014, sostenuto dal continuo allentamento monetario che ha rafforzato la fiducia in una ripresa economica.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
Mercati in rialzo tra pace e tagli FedPace Russia-Ucraina?
Seduta positiva per il listino USA, che ha mostrato un guadagno dell’1,16% sul Dow Jones, proseguendo la serie positiva iniziata venerdì scorso. Sulla stessa linea l’S&P 500 con un +0,41%. Il Nasdaq 100 è rimasto sui livelli della vigilia, con un +0,18%.
L’attenzione degli investitori è rivolta alla possibile pace tra Russia e Ucraina, che nelle ultime ore sembra ripresentarsi come evento centrale. Restano però sotto osservazione anche i dati macroeconomici, capaci di fornire indicazioni importanti sullo stato di salute dell’economia statunitense.
Sul fronte della politica monetaria, crescono le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre da parte della Fed.
A livello settoriale, i servizi di comunicazione, l’assistenza sanitaria e i materiali hanno sovraperformato, mentre il comparto tecnologico è rimasto indietro. Nvidia ha perso il 4,8% dopo le notizie secondo cui Meta starebbe trattando con Google per investire miliardi di dollari nei chip di intelligenza artificiale. Oracle ha ceduto il 6,2% e AMD il 7,4%. In controtendenza, Alphabet ha guadagnato l’1,9% e Meta l’1,5%.
Gli operatori hanno osservato anche i dati economici, risultati contrastanti. Le vendite al dettaglio hanno deluso, segnalando un rallentamento della spesa al consumo più netto del previsto.
L’ultimo rapporto ADP ha mostrato che le aziende statunitensi hanno perso in media 13.500 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane terminate l’8 novembre. D’altro canto, l’inflazione alla produzione ha accelerato a settembre.
Nonostante i segnali misti, le aspettative per un taglio dei tassi di interesse della Fed di 25 punti base il mese prossimo restano elevate, attorno all’85%.
Valute, ancora movimenti limitati
Il mercato dei cambi mostra ancora poche oscillazioni. Il ritorno del “risk on” ha prodotto un leggero indebolimento del dollaro.
L’EUR/USD si muove a ridosso di 1,1600, mentre la sterlina si è portata vicino a 1,3200. Salgono invece le valute oceaniche, AUD e NZD, sostenute dall’aumento dell’inflazione in Australia e dagli effetti del taglio dei tassi da parte della RBNZ, già scontato.
Il cambio USD/JPY è sceso a 154,10 dopo aver toccato anche 155,65, livello chiave di supporto. Il franco svizzero è rimasto stabile e in leggero ribasso contro l’euro, mentre è risalito sul dollaro.
ADP in calo
Secondo ADP Research, il mercato del lavoro privato ha perso in media 13.500 posti a settimana nelle quattro settimane concluse l’8 novembre 2025. Si tratta di un netto aumento rispetto al calo di 2.500 posti settimanali registrato nel periodo precedente.
I dati indicano che le perdite di posti di lavoro hanno accelerato tra fine ottobre e inizio novembre, a seguito degli annunci di riduzioni di personale da parte di importanti aziende, tra cui Amazon e Target.
Il rapporto mensile ufficiale sull’occupazione di novembre è atteso per il 3 dicembre.
Petrolio
I future sul greggio WTI sono scesi di oltre il 2,5%, a 57,2 dollari al barile martedì, il livello più basso delle ultime cinque settimane. Alcune indiscrezioni suggeriscono che l’Ucraina abbia accettato i termini di un accordo di pace volto a porre fine alla guerra con la Russia.
Il presidente Zelensky ha affermato che i colloqui con gli Stati Uniti proseguono, mentre la posizione della Russia rimane incerta. I negoziati a Ginevra e i paralleli incontri tra Stati Uniti e Russia ad Abu Dhabi riflettono un’intensa attività diplomatica, nonostante i raid aerei notturni continuino a evidenziare le tensioni in corso.
Una potenziale fine del conflitto potrebbe avere un impatto significativo sui mercati petroliferi. La Russia, importante produttore, è sottoposta a pesanti sanzioni occidentali e i recenti attacchi ucraini con droni contro le raffinerie hanno interrotto le forniture di carburante raffinato.
Qualsiasi aumento della produzione russa si sommerebbe a un mercato già orientato verso un eccesso di offerta, poiché i produttori globali stanno aumentando la produzione più rapidamente della domanda. I prezzi del petrolio sono diminuiti quest’anno e si avviano a registrare il quarto calo mensile consecutivo.
RBNZ taglia i tassi
La Reserve Bank of New Zealand ha abbassato il tasso di interesse ufficiale di 25 punti base al 2,25% nella sua ultima riunione dell’anno. La mossa, ampiamente attesa, ha portato i costi di finanziamento al livello più basso da metà 2022.
I membri della banca centrale hanno affermato che la decisione riflette una significativa capacità produttiva inutilizzata nell’economia, in un contesto di stabilità delle pressioni inflazionistiche. L’indice dei prezzi al consumo annuo è salito al di sopra della fascia obiettivo dell’1-3% nel terzo trimestre, mentre l’inflazione core è rimasta stabile o in leggero calo.
Ciò supporta le aspettative di un ritorno dell’inflazione al 2% entro la metà del 2026. L’attività economica è rimasta debole fino alla metà del 2025, con il PIL in contrazione nel secondo trimestre, sebbene gli indicatori a breve termine suggeriscano una graduale ripresa.
La banca centrale ha rilevato rischi bilanciati, avvertendo che la debole fiducia di famiglie e imprese potrebbe frenare la ripresa, mentre una domanda immobiliare più forte o trainata dalle esportazioni potrebbe mantenere l’inflazione più persistente.
Il Comitato di Politica Monetaria ha affermato che le mosse future dipenderanno dalle prospettive economiche e dall’andamento dell’inflazione.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
AUDUSD, trend ribassista ma nel breve potrebbe salireIl cambio è inserito in un trans chiaramente ribassista a vantaggio del dollaro americano
I prezzi sono da qualche mese a contatto con la parte alta del canale parallelo in cui si muovono nel movimento ribassista di lungo periodo indeciso, sembra, sul da farsi.
Sul grafico settimanale la settimana precedente ha lasciato una shooting star a contatto con la trendline denotando probabile ulteriore volontà ribassista
Sul grafico giornaliero invece notiamo una certa resilienza dei prezzi che sembrano abbozzare un movimento rialzista, di breve ovviamente, che potrebbe portarli all'ennesimo contatto con la trendline
Il superamento della resistenza in area 0,65 potrebbe portare velocemente i prezzi verso i 0,66 nell'area di competenza della trendline
AUD/USD – Short Setup dopo rottura PDL (SMC)l prezzo ha rotto il PDL (Previous Day Low) e si è consolidato sotto 0.6518, confermando la struttura ribassista (BOS).
Dopo il retest del PDL e della zona FVG si è formato un chiaro segnale di continuazione short.
Target principale: liquidità inferiore in area 0.6450 – 0.6440.
Parametri trade:
Entry: 0.6510
SL: 0.6551
TP: 0.6450
R:R ≈ 1:2
Conferme multi-timeframe:
• Trend ribassista su H4 e D1
• Struttura BOS + FVG visibile su H1
• Supporto rotto → ora zona di offerta (supply)
Cerco continuazione short finché il prezzo resta sotto 0.6520.
La prima di novembre è servita!Vi porto la prima operazione di novembre — e sì, la situazione è muy interessante 🤨
ZOOM OUT (Weekly):
Settimana scorsa chiaramente short: candela hammer ribassista, primo segnale che il prezzo voglia scendere.
Abbiamo visto il prezzo entrare nella zona di supply weekly, per poi essere respinto.
Tra l’altro, la stessa cosa è avvenuta anche sul mensile: la candela di ottobre ha chiuso short, proprio nella supply zone 0.6508 – 0.6687.
Scenario DAILY:
Struttura ribassista pulita.
Lunedì e martedì in espansione, mercoledì prende i massimi di martedì e chiude sotto, poi giovedì e venerdì ancora negativi.
Tutto mi fa propendere per uno scenario short.
Scendendo di time frame, sul 4H noto anche una possibile formazione di testa e spalle (non fa parte della mia checklist operativa, ma è comunque una conferma in più).
Nessuna divergenza in corso: il prezzo perde forza e rompe anche la EMA, che stamattina ritesta e rifiuta.
Ah, e poi c’è anche quel gap lì da chiudere almeno.
Operatività:
Sono entrato oggi alle 11:00 AM.
Target finale:
Lo swing low weekly in area 0.64402.
Il R/R è poco più di 1:4.
Sì, è lontano, ma la posizione verrà gestita in modo attivo come sempre.
Vi aggiornerò qui sotto nei commenti
Fate i bravi, come sempre 🤙
Se hai domande, scrivimi in privato sarò felice di risponderti!
Wall Street cauta, focus su AI e FedPRICE ACTION CONTRASTATE
Seduta poco significativa sotto il profilo delle price action quella di ieri, lunedì. L’S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,17% e il Nasdaq dello 0,46%, in una giornata caratterizzata da accordi nel settore dell’intelligenza artificiale, che hanno coinvolto i titoli tecnologici a grande capitalizzazione. Il Dow Jones ha invece perso lo 0,48%.
Nvidia è salita dell’1,1%, mentre Microsoft ha ceduto l’1,1% dopo aver confermato un contratto pluriennale del valore di circa 9,7 miliardi di dollari. Amazon è balzata del 3,6% grazie a una partnership pluriennale da circa 38 miliardi di dollari con OpenAI, basata su ampie distribuzioni di GPU.
I settori dei materiali e immobiliare sono rimasti indietro, penalizzati dall’indice ISM manifatturiero, che ha deluso le aspettative attestandosi a 48,7, segnalando una domanda più debole. Apple (-1,7%), Meta (-1,6%) e Broadcom (-2,9%) hanno registrato cali significativi.
Gli utili aziendali restano al centro dell’attenzione, con Palantir in rialzo del 3,4% e altri report legati all’intelligenza artificiale attesi nel corso della settimana.
VALUTE
Sul mercato valutario si sono registrati pochi movimenti. L’EUR/USD ha mantenuto quota 1,1500, così come il Cable ha tenuto 1,3100. L’USD/JPY è sceso sotto 154,00, mentre le valute oceaniche restano in sofferenza: AUD/USD si muove intorno a 0,6500 e NZD/USD a 0,5680, in area di doppio minimo.
Il mercato resta dollaro-centrico, ma l’incertezza attuale deriva da una combinazione di fattori poco chiari: dallo shutdown che rende frammentarie le notizie macro alla prudenza della Fed sui tassi. In particolare, le dichiarazioni di Goolsbee ieri sera hanno ribadito la necessità di attendere prima di procedere con ulteriori riduzioni del costo del denaro.
GOLD
Ieri, i prezzi dell’oro si sono stabilizzati intorno ai 4.015 dollari l’oncia, ma nella notte sono scesi a ridosso del minimo significativo di 3.962 dollari, restando al di sotto del massimo storico di ottobre, pari a 4.382 dollari.
Le ragioni sembrano legate a prese di profitto e al fatto che il dollaro USA si è mantenuto vicino ai massimi degli ultimi tre mesi, in vista dei dati chiave sulle buste paga private statunitensi (ADP), che gli investitori seguiranno con attenzione per valutare le prospettive di politica monetaria.
La Fed ha effettuato un taglio dei tassi ampiamente atteso la scorsa settimana, ma il presidente Jerome Powell ha indicato che potrebbe trattarsi dell’ultimo dell’anno, citando la limitata disponibilità di dati economici a causa del blocco delle attività governative.
In seguito alle sue dichiarazioni, le aspettative per un ulteriore taglio a dicembre sono scese al 70%. La domanda di oro come bene rifugio si è attenuata dopo l’accordo parziale tra Stati Uniti e Cina, che ha contribuito ad allentare le tensioni globali.
Inoltre, la decisione della Cina di rimuovere l’incentivo fiscale di lunga data sulle vendite di oro potrebbe aumentare i prezzi interni e frenare la domanda dei consumatori.
LA RBA TIENE I TASSI FERMI
La Reserve Bank of Australia ha mantenuto invariato il tasso di interesse di riferimento al 3,6% nella riunione di novembre 2025, in linea con le attese del mercato. Il livello dei tassi resta ai minimi rispetto ad aprile 2023.
La banca centrale ha osservato che l’inflazione si è attenuata rispetto al picco del 2022, nonostante un temporaneo aumento a settembre. Il board ipotizza un ulteriore taglio dei tassi nel 2026, con un’inflazione core prevista in aumento oltre il 3% nel breve termine, per poi scendere a circa il 2,6% entro il 2027.
I funzionari hanno evidenziato l’incertezza persistente nelle prospettive interne e globali, con una domanda privata più forte del previsto, ma condizioni internazionali ancora instabili. Le tensioni geopolitiche e commerciali restano un rischio, nonostante le revisioni al rialzo delle previsioni di crescita mondiale.
Le condizioni finanziarie si sono allentate, ma il pieno impatto dei tagli precedenti richiederà tempo. La RBA rimane cauta e dipendente dai dati, monitorando attentamente inflazione, domanda e mercato del lavoro. AUD/USD in discesa, in linea con il rafforzamento del dollaro USA.
PETROLIO
I future sul greggio WTI si sono attestati intorno ai 61 dollari al barile lunedì, oscillando tra modesti guadagni e perdite. La decisione dell’OPEC+ di sospendere gli aumenti della produzione nel prossimo trimestre ha riportato un po’ di equilibrio sul mercato, in vista di un possibile rallentamento della domanda e di un eccesso di offerta.
Il gruppo ha spiegato che la mossa riflette la tipica debolezza stagionale, anche se molti analisti prevedono un surplus nel 2026, con l’aumento della produzione sia da parte dei membri OPEC che dei produttori non OPEC.
La crescita effettiva della produzione è stata inferiore ai livelli pianificati: alcuni membri hanno compensato la sovrapproduzione precedente, mentre altri hanno faticato ad aumentare la capacità, lasciando circa 1,2 milioni di barili al giorno ancora da ripristinare.
Nel frattempo, le sanzioni statunitensi più severe hanno generato incertezza sulle esportazioni russe, mentre gli Emirati Arabi Uniti e altri produttori hanno cercato di rassicurare i mercati sull’equilibrio dell’offerta.
Infine, i mercati hanno osservato potenziali interruzioni dopo un attacco di droni ucraini nel Mar Nero, che ha incendiato una petroliera russa e danneggiato gli impianti di Tuapse, sede di una raffineria Rosneft recentemente sanzionata da Washington.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni
AUDUSD in accumuloAUDUSD daily mostra una fase di accumulo e un primo tentativo di breakout rialzista.
Ritengo che eventuali pullback sulle medie possono essere considerati dei livelli di test del supporto per poi proseguire con la vera fase di rialzo.
Primo supporto 0.6525
Prima resistenza 0.6620
L'indebolimento del GOLD potrebbe aiutare AUD e EUR nei confronti del Dollaro.
Uso sempre le charts di Capital.com per le mie analisi. Sono intuitive, lineari e super precise. Se fate trading, ve le consiglio davvero!
👉 Metti un like se questo articolo ti è stato utile!
👉 COMMENTA per un parere su un Titolo o ETF!
Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e non devono essere considerate come consulenza finanziaria. Si prega di fare le proprie ricerche prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
AUDUSD, long con testa e spalleIl cambio, ribassista negli ultimi anni, sta consolidando il livello 0.61
I prezzi sono al contatto con la trendline ribassista del movimento down
I prezzi stanno costruendo una sequenza rialzista di breve che li sta riportando al contatto con la resistenza dinamica
Proviamo a catturare il possibile proseguimento del movimento long sfruttando lo spaccio che potrebbe arrivare dal superamento del precedente massimo a 0,66275
Si tratta di un testa e spalle rialzista sul quattro ore incastonato nel più generale moscone osservatorio sul giornaliero.
AUD/USD: Confermata l'inversione, target rispettatiL’analisi pubblicata ieri ha trovato piena conferma: i prezzi hanno rispettato la dinamica segnalata e si sono fermati con precisione chirurgica sui due livelli tracciati a 0,6593 e 0,6600.
Ora l’attenzione resta puntata sulla capacità del cambio di consolidare sopra questi livelli: una conferma rialzista potrebbe aprire la strada a nuovi massimi, mentre eventuali prese di profitto riporterebbero i prezzi verso i supporti precedenti.
Un setup pulito e ben rispettato dal mercato, a dimostrazione dell’importanza di saper combinare trendline e livelli statici.
Accordo su Gaza, oro ai massimi storiciPALESTINA, ACCORDO USA–ISRAELE E LEGA ARABA
Ieri sera, Donald Trump ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano, in visita alla Casa Bianca. Il presidente americano ha annunciato che Netanyahu ha accolto il suo “piano in 20 punti” per la fine delle ostilità a Gaza.
Il piano, che mira a porre fine alla guerra, prevede l’immediata cessazione delle ostilità e il rilascio degli ostaggi ancora detenuti a Gaza. Hamas dovrà liberarli in un’unica soluzione entro 48 ore dall’accordo con Israele, che in cambio interromperà le operazioni militari e inizierà un graduale ritiro delle truppe dall’enclave.
Nella Striscia saranno introdotti aiuti umanitari massicci, distribuiti da Nazioni Unite e Mezzaluna Rossa. Per Hamas, il piano prevede un compromesso: disarmo totale e nessun ruolo futuro nel governo della Striscia, in cambio dell’amnistia per i militanti e dell’esilio per i leader.
Resta aperta la questione su chi governerà provvisoriamente l’area: tra i candidati si parla di Tony Blair. L’incognita principale è Hamas, che difficilmente accetterà di perdere il controllo su Gaza.
A differenza del passato, questa volta è coinvolta anche la Lega Araba, che avrebbe garantito il proprio impegno per far rispettare l’accordo.
I mercati, per ora, non hanno reagito, ad eccezione dell’oro, che ha registrato nuovi massimi storici a 3.870 dollari l’oncia.
DATI SUL MERCATO DEL LAVORO SOTTO LA LENTE
Wall Street ha consolidato nella sessione di ieri, in attesa dei dati sul mercato del lavoro in uscita da oggi a venerdì.
L’S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,27%, il Nasdaq dello 0,54% e il Dow Jones dello 0,13%, in una seduta poco movimentata.
Oggi sono attesi i dati sui Jolts Openings, ovvero i posti vacanti nelle aree industriali e commerciali degli Stati Uniti, stimati a 78,18 milioni. In arrivo anche la fiducia dei consumatori e il Chicago PMI.
L’attenzione resta alta anche sui negoziati per evitare uno shutdown governativo prima di mercoledì.
ORO, SALITA INFINITA
Il prezzo dell’oro ha superato questa notte, per la prima volta in assoluto, i 3.870 dollari l’oncia. Il rialzo è stato trainato da un dollaro più debole e dalle crescenti aspettative di ulteriori tagli dei tassi negli Stati Uniti.
Non vi sono livelli tecnici al rialzo, poiché non esistono aree significative testate in precedenza. Si ipotizza un test della soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia, che potrebbe essere raggiunta in tempi brevi.
Venerdì, i dati sull’inflazione PCE statunitense hanno mostrato una stabilità in linea con le attese, rafforzando l’ipotesi che la Fed possa continuare ad allentare la politica monetaria entro fine anno.
I mercati stimano attualmente una probabilità del 90% di un taglio dei tassi a ottobre e del 65% circa per un ulteriore intervento a dicembre.
Sul fronte commerciale, il presidente Trump ha annunciato una nuova tornata di dazi su farmaci, camion e mobili importati, in vigore dal 1° ottobre, aumentando l’incertezza sulle prospettive economiche.
PETROLIO
I future sul greggio WTI sono scesi di oltre il 3%, attestandosi a 63 dollari al barile, dopo la ripresa delle esportazioni di petrolio dalla regione del Kurdistan iracheno, interrotte da oltre due anni e mezzo.
L’accordo tra il governo federale iracheno, il governo regionale del Kurdistan e le compagnie petrolifere internazionali consentirà inizialmente l’esportazione di 180.000–190.000 barili al giorno verso il porto turco di Ceyhan. I volumi dovrebbero salire fino a 230.000 barili al giorno.
Il ritorno del petrolio curdo coincide con gli sforzi dell’OPEC+ per aumentare la produzione e guadagnare quote di mercato. Secondo indiscrezioni, il gruppo potrebbe approvare un incremento di almeno 137.000 barili al giorno per novembre.
La scorsa settimana, il greggio ha guadagnato oltre il 5%, il miglior risultato settimanale da giugno, mentre gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe hanno ridotto le esportazioni di carburante.
EUROZONA
L’indicatore del sentiment economico nell’Eurozona è salito a 95,5 a settembre 2025, rispetto al 95,3 rivisto al rialzo di agosto, superando leggermente le attese di 95,2.
Il sentiment dei consumatori e la fiducia tra i costruttori sono migliorati, mentre si sono registrati lievi cali nei settori industriale, dei servizi e del commercio al dettaglio.
Tra le principali economie, l’ESI è sceso nei Paesi Bassi e in Germania, mentre è migliorato in Spagna, Italia e Francia.
RBA, TASSI INVARIATI
La Reserve Bank of Australia ha mantenuto invariato il tasso di interesse di riferimento al 3,6% nella riunione di settembre 2025, in linea con le attese di mercato, dopo una riduzione di 25 punti base nel mese precedente.
I tassi restano ai minimi da aprile 2023. Il board ha confermato che l’inflazione complessiva è in linea con le aspettative, oscillando tra il 2% e il 3%, anche se i dati indicano una crescita nel terzo trimestre.
Persistono incertezze sulla congiuntura economica, aggravate da rischi globali elevati. Sul fronte esterno, le tensioni geopolitiche potrebbero frenare la domanda aggregata e indebolire le condizioni del mercato del lavoro interno.
AUD/USD tenta un recupero verso quota 0,6620, prima area di resistenza di breve periodo.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
AUD/USD a un bivio: rimbalzo o breakout sulla trendline?Questa mattina l’AUD/USD si sta muovendo in prossimità della trendline ribassista (gialla), un livello dinamico che potrebbe decidere le prossime ore di mercato.
📉 Scenario ribassista (mancata rottura trendline):
* Possibile ritracciamento verso 0,6552
* Estensione verso 0,6543 – 0,6540 – 0,6537
📈 Scenario rialzista (rottura della trendline):
* Possibile ripartenza verso 0,6593
* Target successivo in area 0,6600
La reazione dei prezzi sulla trendline sarà decisiva per valutare se si tratta solo di un pullback o dell’inizio di un’inversione strutturale.
AUDUSD: Trigger Short su 4HBuongiorno a tutti,
oggi condivido un segnale Short ricevuto adesso tramite alert dall'indicatore LuBot Ultimate.
Effettuerò l'ingresso su correzione (circa 50% della candela del trigger).
Seguirò in questo caso i livelli suggeriti dall'indicatore riguardo sia il TP che SL. Livelli che si aggiorneranno man mano che il trade andrà avanti.
Il segnale è confermato dalla struttura negativa (candele rosse) appena iniziata sul 4H e una tendenza ribassista confermata dal segnale qualche candela indietro (segnale Bear Trend).
Il predictum mostra anche un segnale di ribasso prevedendo quindi una situazione negativa per il mese in corso.
👍 Se vuoi vedere altri post simili metti un like/boost
🙋♂️ Ricordati di seguirmi per non perderti le mie future analisi
⚠️ Disclaimer: Questo post è a solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Fai sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni di investimento.






















