Un 2025 da ricordare: Borse europee a asiatiche finalmente protagoniste.
Metalli industriali e preziosi sempre volatili, ma il trend rialzista è solido.
La debolezza del Dollaro Usa è proseguita per tutto l’anno.
Petrolio e gas, assieme alle cryptovalute ancora depressi.
Le Borse europee si congedano dal 2025 in territorio positivo, suggellando un anno che resterà negli annali per ampiezza e diffusione del rialzo. Nell’ultima seduta a pieno regime, Milano ha segnato un progresso di +1,14%, Londra +0,8%, Parigi +0,7% e Francoforte +1,0%.
Oggi alcune piazze resteranno aperte solo parzialmente, con scambi ridotti e fisiologicamente poco indicativi.
Milano archivia così un anno da record, superando per la prima volta la soglia dei mille miliardi di euro di capitalizzazione, pari al 47,2% del Pil italiano. Un risultato che certifica anche il rinnovato interesse degli investitori internazionali verso il mercato domestico.
Sul fronte societario, tiene banco l’uscita definitiva di Citigroup dal mercato russo. La banca americana ha annunciato di aver ottenuto tutte le approvazioni interne necessarie per procedere alla vendita di AO Citibank, che raccoglie le residue attività in Russia, alla banca d’affari locale Renaissance Capital.
L’operazione, resa possibile dal provvedimento firmato a novembre dal presidente russo Vladimir Putin, comporterà per Citi una svalutazione di 1,1 miliardi di dollari, interamente contabilizzata nel quarto trimestre, e dovrebbe concludersi nella prima metà del 2026.
Il 2025 europeo si chiude all’insegna di un mix particolarmente favorevole: l’impennata delle materie prime guidata dall’oro, le promesse di spese mastodontiche per la difesa e la corsa dei titoli bancari, sostenuti da un deciso aumento di utili e dividendi, hanno spinto i mercati azionari del Vecchio Continente verso nuovi massimi.
L’indice Stoxx 600 ha aggiornato il record storico, chiudendo l’anno con un rialzo del 16%. Nel complesso, l’azionario europeo si è distinto per solidità nel ciclo tardo-2025, con settori chiave capaci di sovraperformare in modo strutturale.
La sovraperformance è stata però selettiva. A brillare è stato un paniere eterogeneo di titoli ciclici, finanziari e legati alle risorse di base, mentre hanno sofferto le società più esposte ai “venti contrari” del 2026: dazi potenzialmente più elevati, dollaro più debole e concorrenza cinese più aggressiva.
Negli Stati Uniti, invece, l’ultima seduta dell’anno ha avuto un tono più dimesso. Wall Street ha chiuso in modo debole o laterale, con lievi cali o oscillazioni modeste per S&P 500, Dow Jones e Nasdaq, complice il drastico calo dei volumi tipico dell’ultima settimana di dicembre.
Sul Nasdaq e sull’S&P 500 si sono viste prese di profitto sul comparto tecnologico dopo il recente rally, mentre alcuni titoli difensivi e delle comunicazioni hanno mostrato una migliore tenuta.
Il bilancio di fine anno di Wall Street resta decisamente positivo. Nel 2025, lo S&P500 ha segnato un progresso di +17%, il Nasdaq Composite avanza di +21%, il Dow Jones +14% e il Russell2000 tra +11% e +12%.
Il rally tecnologico, alimentato dai temi legati all’intelligenza artificiale, è stato uno dei principali motori dell’anno, pur alternando fasi di euforia a momenti di volatilità legati alle prospettive sui tassi e al rischio geopolitico.
Il capitolo materie prime è stato uno dei più brillanti dell’anno. Oro e argento hanno mostrato un forte recupero nella parte finale del 2025, sostenuti dalle aspettative di tagli dei tassi e dalla domanda di copertura in un contesto di incertezza.
Il platino si avvia a chiudere il miglior mese di dicembre di sempre, con un balzo del +33%, e un guadagno annuo del +146%, spinto dai cambiamenti regolamentari europei che favoriscono l’uso nei catalizzatori auto e dalla speculazione sui futures cinesi.
Non si tratta solo di una fiammata di fine anno, ma del riflesso di politiche industriali che prolungano la vita di tecnologie ad alta intensità di metalli, con potenziali effetti anche nel 2026.
Sul fronte dei metalli industriali, il rame ha registrato performance annue spesso ben oltre il +40%, segnalando una domanda robusta legata a infrastrutture energetiche e tecnologie verdi, un indicatore chiave della “salute reale” delle economie.
L’ultima giornata del 31 dicembre vede infine pochi listini europei aperti a mezzo servizio: Parigi e Madrid -0,3%, Amsterdam -0,1%, Madrid -0,3%, mentre Londra è “flat”.
Le contrattazioni dureranno mezza giornata, con Milano e le altre Borse chiuse. In un contesto di scambi rarefatti, gli indici limano parte dei guadagni a doppia cifra accumulati nei dodici mesi, mentre gli investitori scrutano le minute Fed.
I verbali della riunione del 9-10 dicembre mostrano una Fed divisa: il FOMC ha approvato un taglio dei tassi di 25 bps, ma diversi membri erano pronti anche a sostenerne il mantenimento. Per la maggioranza, ulteriori tagli restano auspicabili se l’inflazione rallenterà come previsto.
Stamane, sul mercato valutario, l’euro/dollaro scende a 1,174 da 1,1764, l’euro vale 183,7 yen (da 183,8), mentre il dollaro/yen sale a 156,5 (da 156,2). Riemergono i realizzi sui metalli preziosi: l’argento cede il 6% dopo i massimi storici, pur restando in rialzo di circa +140% su base annua.
L’oro spot arretra dello 0,3% a 4.325 dollari/oncia, dopo un +60% nel 2025. Sul fronte energia, il Wti (greggio di riferimento negli Usa) cala -0,3% a 57,8 dollari/barile, mentre il gas naturale europeo, sul TTF di Amsterdam, sale +1.,0% a 27,8 euro/MWh.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Metalli industriali e preziosi sempre volatili, ma il trend rialzista è solido.
La debolezza del Dollaro Usa è proseguita per tutto l’anno.
Petrolio e gas, assieme alle cryptovalute ancora depressi.
Le Borse europee si congedano dal 2025 in territorio positivo, suggellando un anno che resterà negli annali per ampiezza e diffusione del rialzo. Nell’ultima seduta a pieno regime, Milano ha segnato un progresso di +1,14%, Londra +0,8%, Parigi +0,7% e Francoforte +1,0%.
Oggi alcune piazze resteranno aperte solo parzialmente, con scambi ridotti e fisiologicamente poco indicativi.
Milano archivia così un anno da record, superando per la prima volta la soglia dei mille miliardi di euro di capitalizzazione, pari al 47,2% del Pil italiano. Un risultato che certifica anche il rinnovato interesse degli investitori internazionali verso il mercato domestico.
Sul fronte societario, tiene banco l’uscita definitiva di Citigroup dal mercato russo. La banca americana ha annunciato di aver ottenuto tutte le approvazioni interne necessarie per procedere alla vendita di AO Citibank, che raccoglie le residue attività in Russia, alla banca d’affari locale Renaissance Capital.
L’operazione, resa possibile dal provvedimento firmato a novembre dal presidente russo Vladimir Putin, comporterà per Citi una svalutazione di 1,1 miliardi di dollari, interamente contabilizzata nel quarto trimestre, e dovrebbe concludersi nella prima metà del 2026.
Il 2025 europeo si chiude all’insegna di un mix particolarmente favorevole: l’impennata delle materie prime guidata dall’oro, le promesse di spese mastodontiche per la difesa e la corsa dei titoli bancari, sostenuti da un deciso aumento di utili e dividendi, hanno spinto i mercati azionari del Vecchio Continente verso nuovi massimi.
L’indice Stoxx 600 ha aggiornato il record storico, chiudendo l’anno con un rialzo del 16%. Nel complesso, l’azionario europeo si è distinto per solidità nel ciclo tardo-2025, con settori chiave capaci di sovraperformare in modo strutturale.
La sovraperformance è stata però selettiva. A brillare è stato un paniere eterogeneo di titoli ciclici, finanziari e legati alle risorse di base, mentre hanno sofferto le società più esposte ai “venti contrari” del 2026: dazi potenzialmente più elevati, dollaro più debole e concorrenza cinese più aggressiva.
Negli Stati Uniti, invece, l’ultima seduta dell’anno ha avuto un tono più dimesso. Wall Street ha chiuso in modo debole o laterale, con lievi cali o oscillazioni modeste per S&P 500, Dow Jones e Nasdaq, complice il drastico calo dei volumi tipico dell’ultima settimana di dicembre.
Sul Nasdaq e sull’S&P 500 si sono viste prese di profitto sul comparto tecnologico dopo il recente rally, mentre alcuni titoli difensivi e delle comunicazioni hanno mostrato una migliore tenuta.
Il bilancio di fine anno di Wall Street resta decisamente positivo. Nel 2025, lo S&P500 ha segnato un progresso di +17%, il Nasdaq Composite avanza di +21%, il Dow Jones +14% e il Russell2000 tra +11% e +12%.
Il rally tecnologico, alimentato dai temi legati all’intelligenza artificiale, è stato uno dei principali motori dell’anno, pur alternando fasi di euforia a momenti di volatilità legati alle prospettive sui tassi e al rischio geopolitico.
Il capitolo materie prime è stato uno dei più brillanti dell’anno. Oro e argento hanno mostrato un forte recupero nella parte finale del 2025, sostenuti dalle aspettative di tagli dei tassi e dalla domanda di copertura in un contesto di incertezza.
Il platino si avvia a chiudere il miglior mese di dicembre di sempre, con un balzo del +33%, e un guadagno annuo del +146%, spinto dai cambiamenti regolamentari europei che favoriscono l’uso nei catalizzatori auto e dalla speculazione sui futures cinesi.
Non si tratta solo di una fiammata di fine anno, ma del riflesso di politiche industriali che prolungano la vita di tecnologie ad alta intensità di metalli, con potenziali effetti anche nel 2026.
Sul fronte dei metalli industriali, il rame ha registrato performance annue spesso ben oltre il +40%, segnalando una domanda robusta legata a infrastrutture energetiche e tecnologie verdi, un indicatore chiave della “salute reale” delle economie.
L’ultima giornata del 31 dicembre vede infine pochi listini europei aperti a mezzo servizio: Parigi e Madrid -0,3%, Amsterdam -0,1%, Madrid -0,3%, mentre Londra è “flat”.
Le contrattazioni dureranno mezza giornata, con Milano e le altre Borse chiuse. In un contesto di scambi rarefatti, gli indici limano parte dei guadagni a doppia cifra accumulati nei dodici mesi, mentre gli investitori scrutano le minute Fed.
I verbali della riunione del 9-10 dicembre mostrano una Fed divisa: il FOMC ha approvato un taglio dei tassi di 25 bps, ma diversi membri erano pronti anche a sostenerne il mantenimento. Per la maggioranza, ulteriori tagli restano auspicabili se l’inflazione rallenterà come previsto.
Stamane, sul mercato valutario, l’euro/dollaro scende a 1,174 da 1,1764, l’euro vale 183,7 yen (da 183,8), mentre il dollaro/yen sale a 156,5 (da 156,2). Riemergono i realizzi sui metalli preziosi: l’argento cede il 6% dopo i massimi storici, pur restando in rialzo di circa +140% su base annua.
L’oro spot arretra dello 0,3% a 4.325 dollari/oncia, dopo un +60% nel 2025. Sul fronte energia, il Wti (greggio di riferimento negli Usa) cala -0,3% a 57,8 dollari/barile, mentre il gas naturale europeo, sul TTF di Amsterdam, sale +1.,0% a 27,8 euro/MWh.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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