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DAX, nuova debolezza con retest della media a 633 periodi

XETR:DAX   Indice DAX
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Proprio mentre stiamo realizzando quest'analisi, in Portogallo si sta tenendo il forum delle più importanti Banche Centrali mondiali. La serie di dichiarazioni che si è aperta alle 15:30 ha già visto protagonisti Powell e Lowe (FED, RBA), col primo che ha rimarcato la solidità dell'economia USA e il processo di rialzo dei tassi che sarà "forte", mentre il secondo ha dichiarato che spera che l'economia australiana possa estendere la durata del ciclo pur con qualche difficoltà legata all'inflazione. In attesa di sapere se Draghi avrà qualche novità da proporci, il DAX sta certamente mostrando cenni non proprio incoraggianti. Non incoraggianti chiaramente per chi volesse procedere al rialzo, viceversa per chi volesse optare per un'operatività di tipo short.

Nel grafico che alleghiamo, che ormai avrete imparato a conoscere, siamo tornati su livelli di prezzo estremamente importanti. Il supporto in area 12600 punti, sia statico che dinamico, sta rappresentando uno spartiacque fondamentale: qualora cedesse il trend di medio-lungo potrebbe mutare prepotentemente. Per ora hanno sicuramente prevalso gli ordini di acquisto, scattati ogniqualvolta la quotazione ha raggiunto la media mobile a 633 periodo. Siamo al terzo test nell'arco di qualche settimana, il ché non depone certamente a favore di una forza intrinseca dell'indice. Va detto che tra i listini europei sembra al momento il più sofferente, o comunque il più propenso a guardare verso sud. Questo perché oltre alla vicenda dieselgate, che ha avuto ripercussioni sul comparto automobilistico, l'incertezza politica crescente - la questione migranti rappresenta una spina nel fianco del Cancelliere.

Altro elemento che deve far riflettere. Giovedì scorso, a seguito della conferenza stampa di Mario Draghi, il DAX ha recuperato quota 13 mila punti, portandosi addirittura al di sopra dei 13100. Tuttavia le incertezze geopolitiche, in particolare il riaccendersi delle tensioni Cina-USA (è notizia di oggi i dazi introdotti dall'UE per un ammontare di circa 3 miliardi di euro per prodotti USA) ha scaraventato giù l'intero comparto azionario in men che non si dica. Ma se è vero che l'equity americana fa meno fatica a recuperare (soprattutto i tecnologici, che sostengono il NASDAQ a ridosso dei massimi storici) è altrettanto vero che gli europei fanno una fatica tremenda a riproporsi su livelli quantomeno interessanti. Ovviamente noi, come da assunto, traderemo soltanto quel che vedremo sui grafici.

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