Dazi Usa più alti del previsto: effetti negativi certi, e le Borse crollano.
Rischi di minor crescita globale 2025, di alta inflazione e di squilibri commerciali.
Prezzi delle commodities in rialzo, specie quelli dei metalli industriali.
Scendono Dollaro e rendimenti obbligazionari. Resistono oro e crypto.
Il 2 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi su tutte le importazioni negli Usa, innescando una reazione violenta sui mercati azionari globali.
Le decisioni hanno suscitato una forte preoccupazione tra gli analisti, che si aspettavano un approccio meno aggressivo da parte dell'amministrazione Trump.
Tra l’altro, dal 5 aprile, è entrata in vigore, senza ripensamenti, una nuova tariffa del 25% sulle auto straniere, che ha scatenato ulteriori vendite sui mercati azionari.
Trump ha definito questo giorno come un "Giorno della Liberazione" per l'industria americana, dichiarando che le nuove tariffe avrebbero portato migliaia di miliardi di dollari nelle casse degli Stati Uniti.
In un intervento con toni minacciosi, Trump ha annunciato una serie di dazi su vari paesi, tra cui il 20% sull'Unione Europea, il 34% sulla Cina (aggiungendo il 20% già introdotto), il 24% sul Giappone, e del 10% su Regno Unito, Brasile e Argentina. Altri paesi, circa 60, saranno colpiti da tariffe ancora più alte a partire dal 9 aprile 2025.
Queste misure hanno spinto le borse globali a registrare perdite notevoli. Il 3 aprile, le Borse europee hanno visto cali tra il -1,1% di Madrid e il -3,6% di Milano, mentre Wall Street ha registrato un crollo: Dow Jones -4%, S&P500 -4,8% e Nasdaq -6%.
Gli esperti sono preoccupati che i dazi aggressivi possano rallentare la crescita economica, aumentare l'inflazione e danneggiare gli utili aziendali.
Le nuove tariffe sono state più alte e più ampie di quanto gli analisti si aspettassero, innescando una serie di reazioni sui mercati. L'euro ha guadagnato +1,2% sul dollaro, che scambia attorno a 1,097, mentre il prezzo del petrolio è sceso -3,5%, a 69,16 dollari/ barile.
Il rendimento del BTP decennale italiano è sceso a 3,70% (-11bps), portando il differenziale con il Bund tedesco a 108 bps.
Le previsioni di JPMorgan e Capital Economics suggeriscono che queste misure potrebbero avere un impatto più ampio di quanto inizialmente previsto. Capital Economics ha stimato che l'aliquota effettiva sulle importazioni statunitensi potrebbe salire al 26%, il livello più alto degli ultimi 131 anni.
Cina e paesi asiatici sono tra i più colpiti dalle tariffe, mentre Giappone e Unione Europea sono nella parte centrale della classifica.
Nonostante i benefici fiscali promessi da Trump, non è chiaro quale sarà l'impatto reale sull'economia Usa. Se i maggiori ricavi provenienti dai dazi venissero utilizzati per ridurre il deficit fiscale, potrebbero esserci effetti negativi sulla crescita economica.
Se, invece, venissero utilizzati per alleggerire il carico fiscale sui consumatori, la recessione potrebbe essere evitata. Wells Fargo ha ipotizzato che la Federal Reserve possa ridurre i tassi in modo più consistente del previsto nel biennio 2025-2026, per contrastare l’effetto negativo dei dazi.
Gli esperti di Barclays sono preoccupati che i dazi possano causare recessione in vari Paesi, in particolare nel Regno Unito e nell’Unione Europea, prevedendo un impatto sul PIL di circa l’1,1% per UK e UE, che potrebbe aumentare (worst case) rispettivamente -1,5% e -1,9%.
I timori principali riguardano l'impatto delle tariffe sull'economia, con il rischio di una recessione globale. Oggi, venerdì 4 aprile, le borse asiatiche hanno chiuso con pesanti perdite, mentre le borse europee hanno segnato un calo medio del -3%, con il Nasdaq che ha ceduto un -3,3%.
A Tokio, il Nikkei225 ha perso -3%, scendendo ai minimi degli ultimi mesi. Pechino ha reagito duramente, dichiarando di essere pronta a rispondere con misure analoghe per proteggere i propri interessi.
Il mercato petrolifero ha risentito delle incertezze globali legate ai dazi, con una riduzione del prezzo del greggio di circa -4% ieri, nonostante le scorte di petrolio negli Usa siano aumentate di 6,2 milioni-barili, oltre le stime che prevedevano 2,1 milioni.
L’OPEC+, cartello dei maggiori esportatori di greggio, sta intanto valutando l'idea di aumentare la produzione per rispondere alle richieste di Trump di abbassare i prezzi del petrolio.
Nel mercato valutario, il dollaro ha subito un indebolimento, scivolando ai minimi delle ultime due settimane. UBS ha sottolineato che, storicamente, il dollaro non ha sempre avuto un comportamento anticiclico, con Wall Street e il biglietto verde che si sono mossi nella stessa direzione nel 32% dei casi negli ultimi 25 anni.
Nel mercato obbligazionario statunitense, il rendimento dei Treasury decennali è sceso al 4,04%, il livello più basso degli ultimi sei mesi, in previsione di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed.
La Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato che, nonostante l’aumento dei dazi, la discesa dell’inflazione dovrebbe continuare, e si rafforza l’ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi.
In sintesi, l’introduzione dei dazi da parte di Trump sta scatenando una serie di effetti negativi sull’economia globale, in particolare sui mercati azionari e sulle prospettive di crescita economica.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Rischi di minor crescita globale 2025, di alta inflazione e di squilibri commerciali.
Prezzi delle commodities in rialzo, specie quelli dei metalli industriali.
Scendono Dollaro e rendimenti obbligazionari. Resistono oro e crypto.
Il 2 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi su tutte le importazioni negli Usa, innescando una reazione violenta sui mercati azionari globali.
Le decisioni hanno suscitato una forte preoccupazione tra gli analisti, che si aspettavano un approccio meno aggressivo da parte dell'amministrazione Trump.
Tra l’altro, dal 5 aprile, è entrata in vigore, senza ripensamenti, una nuova tariffa del 25% sulle auto straniere, che ha scatenato ulteriori vendite sui mercati azionari.
Trump ha definito questo giorno come un "Giorno della Liberazione" per l'industria americana, dichiarando che le nuove tariffe avrebbero portato migliaia di miliardi di dollari nelle casse degli Stati Uniti.
In un intervento con toni minacciosi, Trump ha annunciato una serie di dazi su vari paesi, tra cui il 20% sull'Unione Europea, il 34% sulla Cina (aggiungendo il 20% già introdotto), il 24% sul Giappone, e del 10% su Regno Unito, Brasile e Argentina. Altri paesi, circa 60, saranno colpiti da tariffe ancora più alte a partire dal 9 aprile 2025.
Queste misure hanno spinto le borse globali a registrare perdite notevoli. Il 3 aprile, le Borse europee hanno visto cali tra il -1,1% di Madrid e il -3,6% di Milano, mentre Wall Street ha registrato un crollo: Dow Jones -4%, S&P500 -4,8% e Nasdaq -6%.
Gli esperti sono preoccupati che i dazi aggressivi possano rallentare la crescita economica, aumentare l'inflazione e danneggiare gli utili aziendali.
Le nuove tariffe sono state più alte e più ampie di quanto gli analisti si aspettassero, innescando una serie di reazioni sui mercati. L'euro ha guadagnato +1,2% sul dollaro, che scambia attorno a 1,097, mentre il prezzo del petrolio è sceso -3,5%, a 69,16 dollari/ barile.
Il rendimento del BTP decennale italiano è sceso a 3,70% (-11bps), portando il differenziale con il Bund tedesco a 108 bps.
Le previsioni di JPMorgan e Capital Economics suggeriscono che queste misure potrebbero avere un impatto più ampio di quanto inizialmente previsto. Capital Economics ha stimato che l'aliquota effettiva sulle importazioni statunitensi potrebbe salire al 26%, il livello più alto degli ultimi 131 anni.
Cina e paesi asiatici sono tra i più colpiti dalle tariffe, mentre Giappone e Unione Europea sono nella parte centrale della classifica.
Nonostante i benefici fiscali promessi da Trump, non è chiaro quale sarà l'impatto reale sull'economia Usa. Se i maggiori ricavi provenienti dai dazi venissero utilizzati per ridurre il deficit fiscale, potrebbero esserci effetti negativi sulla crescita economica.
Se, invece, venissero utilizzati per alleggerire il carico fiscale sui consumatori, la recessione potrebbe essere evitata. Wells Fargo ha ipotizzato che la Federal Reserve possa ridurre i tassi in modo più consistente del previsto nel biennio 2025-2026, per contrastare l’effetto negativo dei dazi.
Gli esperti di Barclays sono preoccupati che i dazi possano causare recessione in vari Paesi, in particolare nel Regno Unito e nell’Unione Europea, prevedendo un impatto sul PIL di circa l’1,1% per UK e UE, che potrebbe aumentare (worst case) rispettivamente -1,5% e -1,9%.
I timori principali riguardano l'impatto delle tariffe sull'economia, con il rischio di una recessione globale. Oggi, venerdì 4 aprile, le borse asiatiche hanno chiuso con pesanti perdite, mentre le borse europee hanno segnato un calo medio del -3%, con il Nasdaq che ha ceduto un -3,3%.
A Tokio, il Nikkei225 ha perso -3%, scendendo ai minimi degli ultimi mesi. Pechino ha reagito duramente, dichiarando di essere pronta a rispondere con misure analoghe per proteggere i propri interessi.
Il mercato petrolifero ha risentito delle incertezze globali legate ai dazi, con una riduzione del prezzo del greggio di circa -4% ieri, nonostante le scorte di petrolio negli Usa siano aumentate di 6,2 milioni-barili, oltre le stime che prevedevano 2,1 milioni.
L’OPEC+, cartello dei maggiori esportatori di greggio, sta intanto valutando l'idea di aumentare la produzione per rispondere alle richieste di Trump di abbassare i prezzi del petrolio.
Nel mercato valutario, il dollaro ha subito un indebolimento, scivolando ai minimi delle ultime due settimane. UBS ha sottolineato che, storicamente, il dollaro non ha sempre avuto un comportamento anticiclico, con Wall Street e il biglietto verde che si sono mossi nella stessa direzione nel 32% dei casi negli ultimi 25 anni.
Nel mercato obbligazionario statunitense, il rendimento dei Treasury decennali è sceso al 4,04%, il livello più basso degli ultimi sei mesi, in previsione di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed.
La Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato che, nonostante l’aumento dei dazi, la discesa dell’inflazione dovrebbe continuare, e si rafforza l’ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi.
In sintesi, l’introduzione dei dazi da parte di Trump sta scatenando una serie di effetti negativi sull’economia globale, in particolare sui mercati azionari e sulle prospettive di crescita economica.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
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