WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.09.2025

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Mercati in attesa del taglio Fed. Si rafforzano le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già a settembre. Gli operatori prezzano ormai quasi al 100% la probabilità di una mossa espansiva, spinti dai dati meno brillanti sul mercato del lavoro americano.
Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha ribadito che una riduzione graduale dei costi di finanziamento sarebbe giustificata in presenza di un lieve aumento della disoccupazione e di un rallentamento dell’inflazione nei prossimi 12 mesi.
Seduta positiva per Wall Street: il Dow Jones ha chiuso a +0,77%, il Nasdaq a +0,98% e l’S&P 500 a +0,83%. In Europa, listini tonici con Francoforte +0,74%, Milano +0,49% e Londra +0,42%. Unica eccezione Parigi (-0,27%), penalizzata dall’incertezza politica in vista del voto di fiducia di lunedì.
Bilancio settimanale contrastato. La prima settimana di settembre evidenzia dinamiche divergenti: Wall Street, pur con una settimana abbreviata, segna un progresso vicino all’1%, mentre la Cina cede il -2% dopo il +9% di agosto. Nel complesso, il quadro appare come un fisiologico consolidamento, senza segnali di peggioramento sistemico. I temi da monitorare restano invariati: dazi, geopolitica, decisioni della Fed e crisi politica francese.
Dazi: l’incertezza commerciale è riemersa dopo che una corte d’appello statunitense ha giudicato illegali gran parte dei dazi introdotti da Trump. L’amministrazione ha chiesto l’intervento urgente della Corte Suprema. Lo stesso Trump ha minacciato di annullare diversi accordi internazionali se l’Alta Corte non gli darà ragione.
Tregua sui mercati obbligazionari: i rendimenti USA sono scesi leggermente dopo i rialzi dei giorni scorsi. Sul Treasury a 30 anni il rendimento si attesta a 4,84% (da 4,89%), mentre il decennale cala a 4,15% (da 4,21%). Nell’Eurozona, Bund trentennale a 3,33% (da 3,36%), OAT francese a 4,39% (da 4,45%), e BTP italiano stabile a 4,56% (da 4,60%).
Canada: export in crescita, inaspettato effetto collaterale dei dazi: a luglio, l’export canadese è aumentato +0,9%, mentre le importazioni sono calate -0,7%. Il deficit commerciale si è ridotto a 4,9 miliardi di Dollari da 6,0 di giugno. Verso gli Stati Uniti, le esportazioni sono cresciute del 5%, spinte da petrolio e auto.
Nonostante ciò, nei primi sette mesi del 2025 l’export verso gli Usa è sceso del -2,9% rispetto al 2024. Le importazioni dagli Usa si sono contratte del -2,2% a luglio, portando il surplus commerciale canadese con Washington a US$ 6,7 miliardi, massimo da marzo 2025.
Lavoro USA sotto le attese: le imprese private hanno creato 54.000 nuovi posti ad agosto, ben sotto i 65.000 attesi e dei 106.000 di luglio (rivisti al rialzo).
Il settore dei servizi ha generato 42.000 occupati, trainati da tempo libero/ospitalità (+50.000), attività professionali/commerciali (+15.000) e informazione (+7.000). Perdite invece nel commercio/trasporti/utilities (-17.000), sanità/istruzione (-12.000) e finanza (-2.000). Gli analisti stimano 75.000 nuovi occupati in agosto, con disoccupazione in lieve rialzo al 4,3% (da 4,2%).


Asia-pacifico: le borse asiatiche chiudono la settimana in recupero. A Shanghai e Shenzhen il CSI300 sale +0,9%, Hong Kong +0,6%, Tokyo +0,7%, Australia +0,4% e Singapore +0,3%. Corea del Sud invariata, India (Nifty 50) in lieve calo. Dopo il rally di agosto, le piazze cinesi hanno vissuto prese di profitto, ma si attendono nuovi dati macro, potenzialmente “game changing” nei prossimi giorni.
Negli USA, l’S&P500 ha chiuso ieri sul massimo storico di 6.502 punti (+0,83%). I future anticipano un avvio odierno in rialzo medio di +0,3%. In Europa, alle 10:30 CET, indici in progresso di circa +0,4%.
Giappone e commercio internazionale. Il presidente Trump ha firmato l’ordine esecutivo per l’attuazione dell’accordo commerciale con Tokyo, che prevede riduzioni tariffarie, in particolare nel comparto automobilistico. I dati macro mostrano resilienza dell’economia giapponese, ma l’inflazione resta sostenuta: la Bank of Japan potrebbe alzare i tassi nei prossimi mesi.
Petrolio e materie prime: il Brent (greggio di riferimento europeo) scivola a 66,9 dollari/ barile, terzo calo consecutivo, per un bilancio settimanale in rosso di circa -2%. Da inizio anno -10%. L’OPEC+ potrebbe decidere domenica un aumento produttivo da ottobre. Le scorte di greggio USA sono cresciute di 2,4 milioni di barili (attese -2 milioni), complice la stagionalità della manutenzione delle raffinerie.
Gas naturale in rialzo del +5% negli Usa da lunedì a oggi. Peraltro, l’EIA (Agenzia internazionale per l’energia) ha riportato uno stoccaggio di +55 miliardi di piedi cubi, leggermente sopra le attese (54 Bcf), segnale di domanda debole e scenario ribassista nel medio termine.
Oro: il prezzo consolida a 3.560 dollari/oncia, poco sotto il record di 3.578. Il bilancio settimanale è +3,2%. Il metallo prezioso beneficia della prospettiva di un imminente taglio Fed.
Bitcoin scambia a 111.500 dollari (+1% giornaliero, +2% settimanale), ancora lontano dal record di 125.000 dollari. Secondo alcuni analisti, la crisi del debito pubblico globale potrebbe rafforzare il ruolo delle criptovalute come asset decorrelato.

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