WisdomTree - Tactical Daily Update - 15.09.2025

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Fed “dovish” a settembre: mercati già "all-in" su un taglio.
Obbligazioni e oro i beneficiari immediati.
Debito Europeo: conti Italia meglio del previsto, Francia l’anello debole.
Borse Asia a due velocità: Giappone in rally, Cina in affanno.


Giovedì scorso la BCE ha scelto per la seconda volta consecutiva di non toccare i tassi. Una decisione che riflette la fiducia nei dati sull’inflazione Ue, abbastanza confortanti da consentire a Francoforte di tirare il fiato.
Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, la Fed è sotto pressione: il mercato dà ormai per scontato al 100% un taglio da 25 punti base nella riunione del 16-17 settembre.
Non solo: la banca centrale statunitense è nel mirino della Casa Bianca, col Presidente Trump che non ha risparmiato attacchi. In altre parole, l’indipendenza della Fed è diventata tema politico, e questo aumenta il nervosismo.
L’ultima seduta della settimana si è chiusa in Europa con un tono debole, mercati in stand-by, in attesa delle mosse della FED. A salvarsi è Milano, +0,32% e quinto rialzo consecutivo. Benino anche Londra (+0,41%) e Parigi (+0,14%), con Francoforte piatta e Madrid -0,4%.
A New York, seduta contrastata: Dow Jones -0,59%, Nasdaq 100 in lieve progresso. Il dato clou è arrivato dal mercato del lavoro: solo 22.000 nuovi posti non agricoli ad agosto, contro stime molto più robuste.
Il rallentamento è stato anticipato anche da richieste di sussidi più alte e da un calo delle assunzioni nel privato. Per gli investitori questo significa una sola cosa: Fed obbligata a muoversi, e presto.

Italia e Ue: focus sui conti pubblici: secondo l’Ufficio parlamentare italiano di bilancio, l’Italia è l’unico tra i grandi Paesi Ue a mantenere nel 2025 un rapporto debito/Pil inferiore a quanto fissato nel Piano strutturale di bilancio, pur con un peggioramento al 136,6% (+1,3 punti rispetto al 2024). Roma resta comunque seconda solo alla Grecia (153,6%). In media, il debito Ue salirà all’83,6% del Pil e quello dell’Eurozona al 90,2%. In Francia la situazione appare più critica: deficit previsto al 5,4% e un debito che nel 2024 già viaggiava al 113% del Pil.
Il rischio politico pesa in Francia: oggi l’Assemblée Nationale vota la fiducia al premier François Bayrou. La possibilità che il governo cada, come già accaduto a Michel Barnier dopo soli tre mesi, è concreta. Instabilità politica e numeri di bilancio poco incoraggianti fanno della Francia il vero sorvegliato speciale in Europa.
Nel Regno Unito, il Pil di luglio ha fatto registrare una crescita zero dopo il +0,4% di giugno. Su base annua, l’economia resta a +1,4%, leggermente sotto le attese (+1,5%), in attesa della nuova legge di bilancio. A pesare è stato soprattutto il manifatturiero, mentre servizi ed edilizia hanno offerto un sostegno parziale.


Oggi, 15 settembre, le borse asiatiche iniziano bene la settimana: Nikkei225 in rialzo, +1,5%, vicino ai massimi storici di agosto. La revisione del Pil del secondo trimestre ha sorpreso al rialzo, grazie a export e consumi. Ma il colpo di scena è politico: il premier Ishiba ha annunciato le dimissioni dalla guida del Partito Liberal Democratico dopo la sconfitta alle elezioni della Camera Alta.
In Cina, l’indice CSI300 si muove appena (+0,1%), a Hong Kong l’Hang Seng segna +0,2%. Export cinese in crescita ma con un forte rallentamento, segnale di domanda estera debole. In evidenza i colossi tech: Baidu +4% (emissione obbligazionaria in arrivo), Alibaba +4% (nuovo modello di intelligenza artificiale, definito “il più grande e intelligente di sempre”).
Altrove, Nifty50 indiano +0,3%, Kospi coreano +0,2%, Singapore +0,2%.

Materie prime: oro superstar, petrolio in rimbalzo: il Brent (greggio di riferimento europeo) recupera oltre +1% a 66,30 dollari/barile dopo la debolezza delle scorse settimane. L’OPEC+ ha deciso di aumentare la produzione da ottobre, ma con incrementi contenuti: 137.000 barili/giorno, ben meno dei 555.000 di agosto e settembre. L’Arabia Saudita punta a difendere le quote di mercato, mentre le sanzioni al petrolio russo continuano a influenzare il quadro.
Sul fronte metalli, riflettori accesi sulle terre rare: ad agosto le esportazioni cinesi sono scese del 3,4% a 5.792 tonnellate, e restano in crescita del 14,5% nei primi otto mesi del 2025 (44.355 tonnellate).
L’oro consolida sui massimi: 3.580 dollari/oncia, dopo aver toccato i 3.600 venerdì. Settimana migliore da aprile (+4%). Goldman Sachs parla di possibile corsa fino a 5.000 dollari se l’indipendenza della Fed dovesse essere compromessa: uno scenario che porterebbe capitali a rifugiarsi nel metallo giallo a scapito dei Treasury.
Bitcoin sopra i 111.000 dollari, +2% in settimana, ma ancora sotto i massimi di agosto (125.000). Strategy, società Usa con la maggiore riserva di Bitcoin, ha chiuso un Q2 da record: 14 miliardi di utile operativo, 10 miliardi di netto, 114,5 milioni di ricavi. Grazie all’adozione del fair-value accounting, è costantemente profittevole e si candida a entrare nell’S&P500. Sarebbe la prima “Bitcoin-backed company” dell’indice.

Obbligazioni: Treasury in recupero, Bund stabili: negli Usa, i dati deboli sull’occupazione hanno favorito il recupero: rendimento a 30 anni giù al 4,77% (da 4,84%), decennale al 4,10% (da 4,15%). In Europa, quadro stabile: Bund decennale 2,66%, Oat francese 3,45%, BTP italiano 3,50%. Spread a 84 e 5 punti base rispettivamente.

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