Le trimestrali delle big bank Usa sono buone, ma non creano entusiasmo.
Le Borse sono vicini ai massimi, ma pese lo scenario geopolitico.
L’export cinese riflette la forza dell’Asia: premiate le Borse dell’area.
Giappone in auge: la Premier spinge su spesa e altri stimoli pubblici.
Le Borse europee hanno archiviato la seduta di ieri, martedì 14 gennaio, in ordine sparso e senza una direzione chiara, risentendo del clima più fragile proveniente da Wall Street e di un contesto geopolitico tornato improvvisamente ad alta tensione.
A pesare sull’umore degli investitori è stata soprattutto la debolezza del mercato americano, alle prese con le trimestrali delle grandi banche Usa, ma anche un insieme di fattori politici e macroeconomici che continuano a creare frizioni sui mercati globali.
Al centro dell’attenzione resta in particolare il fronte iraniano, tornato a generare forte nervosismo dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha esortato gli iraniani a proseguire le proteste promettendo “aiuti in arrivo”, senza però chiarirne la natura.
Il mercato non esclude l’ipotesi di un intervento militare, uno scenario che rischierebbe di far deflagrare ulteriormente l’equilibrio già precario del Medio Oriente. Trump ha inoltre minacciato dazi del 25% contro i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, invitando i manifestanti a intensificare la pressione sulla leadership di Teheran.
In secondo piano, ma non meno rilevanti, restano le tensioni tra la Fed e la Casa Bianca, alimentate dall’indagine penale in corso sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.
Un tema che continua a sollevare interrogativi sull’indipendenza della banca centrale americana, nonostante il sostegno pubblico arrivato da diversi vertici di banche centrali internazionali, che hanno ribadito l’importanza di preservarne l’autonomia.
Sullo sfondo, l’Europa ha riaffermato il proprio sostegno all’autonomia della Groenlandia, mentre la Danimarca ha annunciato un incremento delle risorse militari nell’area.
Tra i listini europe, solo Piazza Affari è riuscita a chiudere sopra la parità, con il Ftse Mib a +0,27%, mentre Wall Street ha terminato la seduta in calo: Dow Jones -0,09%, S&P500 -0,53% e Nasdaq -1%.
Tra i titoli bancari, Wells Fargo & Co ha ceduto fino a -3% a causa di ricavi inferiori alle attese; Bank of America ha deluso nonostante risultati trimestrali superiori alle stime, mentre Citigroup è salita grazie a conti in miglioramento, pur rimanendo sotto le aspettative.
Dai dati macro Usa sono arrivati segnali contrastanti: a novembre l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto dello 0,2%, meno dello 0,3% atteso, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6%, superando le previsioni del 0,4%.
Numeri che confermano un’inflazione in rallentamento, ma una domanda di materie prime e semilavorati ancora resiliente.
Permane il buon momento dei mercati azionari asiatici, dove anche nella seduta di oggi, 15 gennaio, hanno visto nuovi record diffusi. L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7%, trainato dal Giappone.
A Tokyo il Nikkei avanza dell’1,2% e supera per la prima volta quota 54.000 punti, mentre lo yen si indebolisce per il settimo giorno consecutivo contro il dollaro, toccando i livelli più bassi da luglio 2024.
La stampa nipponica parla di uno scioglimento imminente del Parlamento e di elezioni anticipate all’inizio del prossimo mese, che potrebbero rafforzare il mandato della premier Sanae Takaichi, oggi in testa ai sondaggi.
Nel resto dell’area: Hang Seng +0,2%, CSI 300 -0,1%, Taiex di Taiwan +0,8%, su nuovi massimi storici. La Cina chiude il 2025 con un surplus commerciale record di 1.189 miliardi di dollari, esportazioni in crescita del +5,5% annuo e importazioni stabili, nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, verso cui l’export è sceso a doppia cifra per gran parte dell’anno.
Le esportazioni cinesi di terre rare nel 2025 hanno raggiunto 62.585 tonnellate, in aumento del 12,9% annuo; a dicembre le spedizioni sono scese del 20% su mese a 4.392 tonnellate, ma risultano superiori del 32% rispetto alle 3.326 tonnellate di dicembre 2024.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si stabilizza dopo quattro sedute di forti rialzi: il Brent tratta a 65,30 dollari al barile, sui massimi da ottobre. Negli Usa, le scorte di greggio sono aumentate di 5,23 milioni di barili nella settimana chiusa il 9 gennaio, quelle di benzina di 8,23 milioni e i distillati di 4,34 milioni.
L’indice Bloomberg Commodity sale a 114,80 dollari, nuovi massimi da oltre tre anni.
I metalli preziosi e qualli industriali restano protagonisti: oro e argento aggiornano i record, con guadagni da inizio anno del +7% e +26%.
Segnali di risveglio e ritorno di interesse sul mercato delle crypto currencies: Bitcoin estende il rally: +3,4% nella seduta di martedì, +8% in due settimane, recuperando interamente il -6,5% accumulato nel 2025, sostenuto anche dall’acquisto record di 1,3 miliardi di dollari da parte di Strategy e dall’attesa per il Clarity Act, la cui revisione è stata rinviata all’ultima settimana di gennaio.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Le Borse sono vicini ai massimi, ma pese lo scenario geopolitico.
L’export cinese riflette la forza dell’Asia: premiate le Borse dell’area.
Giappone in auge: la Premier spinge su spesa e altri stimoli pubblici.
Le Borse europee hanno archiviato la seduta di ieri, martedì 14 gennaio, in ordine sparso e senza una direzione chiara, risentendo del clima più fragile proveniente da Wall Street e di un contesto geopolitico tornato improvvisamente ad alta tensione.
A pesare sull’umore degli investitori è stata soprattutto la debolezza del mercato americano, alle prese con le trimestrali delle grandi banche Usa, ma anche un insieme di fattori politici e macroeconomici che continuano a creare frizioni sui mercati globali.
Al centro dell’attenzione resta in particolare il fronte iraniano, tornato a generare forte nervosismo dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha esortato gli iraniani a proseguire le proteste promettendo “aiuti in arrivo”, senza però chiarirne la natura.
Il mercato non esclude l’ipotesi di un intervento militare, uno scenario che rischierebbe di far deflagrare ulteriormente l’equilibrio già precario del Medio Oriente. Trump ha inoltre minacciato dazi del 25% contro i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, invitando i manifestanti a intensificare la pressione sulla leadership di Teheran.
In secondo piano, ma non meno rilevanti, restano le tensioni tra la Fed e la Casa Bianca, alimentate dall’indagine penale in corso sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.
Un tema che continua a sollevare interrogativi sull’indipendenza della banca centrale americana, nonostante il sostegno pubblico arrivato da diversi vertici di banche centrali internazionali, che hanno ribadito l’importanza di preservarne l’autonomia.
Sullo sfondo, l’Europa ha riaffermato il proprio sostegno all’autonomia della Groenlandia, mentre la Danimarca ha annunciato un incremento delle risorse militari nell’area.
Tra i listini europe, solo Piazza Affari è riuscita a chiudere sopra la parità, con il Ftse Mib a +0,27%, mentre Wall Street ha terminato la seduta in calo: Dow Jones -0,09%, S&P500 -0,53% e Nasdaq -1%.
Tra i titoli bancari, Wells Fargo & Co ha ceduto fino a -3% a causa di ricavi inferiori alle attese; Bank of America ha deluso nonostante risultati trimestrali superiori alle stime, mentre Citigroup è salita grazie a conti in miglioramento, pur rimanendo sotto le aspettative.
Dai dati macro Usa sono arrivati segnali contrastanti: a novembre l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto dello 0,2%, meno dello 0,3% atteso, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6%, superando le previsioni del 0,4%.
Numeri che confermano un’inflazione in rallentamento, ma una domanda di materie prime e semilavorati ancora resiliente.
Permane il buon momento dei mercati azionari asiatici, dove anche nella seduta di oggi, 15 gennaio, hanno visto nuovi record diffusi. L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7%, trainato dal Giappone.
A Tokyo il Nikkei avanza dell’1,2% e supera per la prima volta quota 54.000 punti, mentre lo yen si indebolisce per il settimo giorno consecutivo contro il dollaro, toccando i livelli più bassi da luglio 2024.
La stampa nipponica parla di uno scioglimento imminente del Parlamento e di elezioni anticipate all’inizio del prossimo mese, che potrebbero rafforzare il mandato della premier Sanae Takaichi, oggi in testa ai sondaggi.
Nel resto dell’area: Hang Seng +0,2%, CSI 300 -0,1%, Taiex di Taiwan +0,8%, su nuovi massimi storici. La Cina chiude il 2025 con un surplus commerciale record di 1.189 miliardi di dollari, esportazioni in crescita del +5,5% annuo e importazioni stabili, nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, verso cui l’export è sceso a doppia cifra per gran parte dell’anno.
Le esportazioni cinesi di terre rare nel 2025 hanno raggiunto 62.585 tonnellate, in aumento del 12,9% annuo; a dicembre le spedizioni sono scese del 20% su mese a 4.392 tonnellate, ma risultano superiori del 32% rispetto alle 3.326 tonnellate di dicembre 2024.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si stabilizza dopo quattro sedute di forti rialzi: il Brent tratta a 65,30 dollari al barile, sui massimi da ottobre. Negli Usa, le scorte di greggio sono aumentate di 5,23 milioni di barili nella settimana chiusa il 9 gennaio, quelle di benzina di 8,23 milioni e i distillati di 4,34 milioni.
L’indice Bloomberg Commodity sale a 114,80 dollari, nuovi massimi da oltre tre anni.
I metalli preziosi e qualli industriali restano protagonisti: oro e argento aggiornano i record, con guadagni da inizio anno del +7% e +26%.
Segnali di risveglio e ritorno di interesse sul mercato delle crypto currencies: Bitcoin estende il rally: +3,4% nella seduta di martedì, +8% in due settimane, recuperando interamente il -6,5% accumulato nel 2025, sostenuto anche dall’acquisto record di 1,3 miliardi di dollari da parte di Strategy e dall’attesa per il Clarity Act, la cui revisione è stata rinviata all’ultima settimana di gennaio.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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