L’inflazione USA è già sotto il 2%?

17
Dopo il rumore geopolitico e i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, questa seconda settimana di gennaio segna il grande ritorno dell’inflazione USA attraverso le pubblicazioni di CPI e PPI. Se il forte calo dell’inflazione a novembre ha sorpreso i mercati, le misure di inflazione in tempo reale sembrano ora essere tornate sotto il 2%. È credibile? L’inflazione statunitense è davvero sotto controllo, consentendo alla Fed di riprendere i tagli dei tassi nel primo trimestre del 2026?

Martedì 13 gennaio 2026 verranno pubblicati i dati sull’inflazione USA secondo l’indice CPI. Ricordiamo che l’ultimo aggiornamento ha mostrato un calo dell’inflazione nominale al 2,7% e dell’inflazione core al 2,6%. Questa sorpresa per il mercato rende cruciale la conferma di una ripresa del processo disinflazionistico con la pubblicazione del 13 gennaio.

È interessante notare che alcuni indicatori di inflazione in tempo reale molto seguiti dal mercato, in particolare le versioni di CPI e PCE fornite da Truflation, sono già tornati all’obiettivo del 2% della Federal Reserve, o addirittura leggermente al di sotto.

I dati di Truflation indicano un’inflazione CPI in tempo reale intorno all’1,9% e un’inflazione PCE leggermente superiore al 2%, ma comunque molto vicina al target della Fed. Questi indicatori, aggiornati quotidianamente, offrono una lettura anticipata della dinamica dei prezzi, ben prima delle statistiche ufficiali pubblicate con ritardo. Storicamente, Truflation ha spesso individuato più rapidamente i punti di svolta dell’inflazione, spiegando l’attenzione crescente degli investitori istituzionali.
istantanea

Oltre a questi indicatori aggregati, anche le componenti anticipatrici dell’inflazione confermano un contesto disinflazionistico. Gli indici PMI dell’ISM, sia per il settore manifatturiero sia per quello dei servizi, mostrano un nuovo calo delle componenti legate ai prezzi. Ciò suggerisce che le pressioni inflazionistiche a monte della catena del valore continuano ad attenuarsi, riducendo il rischio di un rimbalzo dell’inflazione nei prossimi mesi.

Il settore immobiliare, a lungo uno dei principali fattori di persistenza inflazionistica, non rappresenta più un rischio rilevante. L’indice degli affitti di Zillow mostra un’inflazione degli affitti prossima al 2%, segnalando una normalizzazione ormai ampiamente completata. Considerando il ritardo temporale tra gli affitti di mercato e la loro inclusione nel CPI ufficiale, questa tendenza supporta una prosecuzione della disinflazione della componente abitativa nel primo semestre del 2026.
istantanea

Infine, il fattore energia gioca chiaramente a favore di uno scenario disinflazionistico. La variazione annua del prezzo del petrolio è ora negativa, esercitando un effetto meccanico di riduzione sull’inflazione complessiva e limitando i rischi di effetti di secondo livello. Finché questa dinamica persiste, rappresenta un potente freno a qualsiasi possibile ritorno delle pressioni inflazionistiche.

In questo contesto, la domanda chiave potrebbe non essere più se l’inflazione USA scenderà stabilmente sotto il 2%, ma piuttosto quanto a lungo la Fed attenderà prima di trarne le conseguenze in termini di politica monetaria. Se i dati CPI e PPI di gennaio confermeranno il percorso suggerito dagli indicatori in tempo reale, le aspettative di mercato per una ripresa dei tagli dei tassi già nel primo trimestre del 2026 potrebbero rafforzarsi rapidamente.
istantanea





DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.

Declinazione di responsabilità

Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.