Shutdown Usa verso una soluzione: sui mercati azionari torna il sereno.
Le trimestrali Usa ed europee, in media, superano le attese: bene.
Ritornano gli acquisto sui metalli preziosi ed industriali: argento +3,5%.
Il dilemma delle valutazioni AI: certamente alte, ma giustificate?
Settimana a due facce per i mercati globali, zavorrati dalle vendite sui titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale e da un mix di tensioni geopolitiche e politiche economiche.
Sullo sfondo: i nuovi attacchi ucraini alle raffinerie russe, che hanno spinto in alto il prezzo del greggio, e le frizioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sui semiconduttori, che continuano a pesare sul sentiment degli investitori.
A complicare il quadro, lo shutdown federale negli USA (ormai verso la conclusione) e le dichiarazioni “hawkish” di alcuni membri della Federal Reserve, mentre la stagione degli utili prosegue nel complesso con tono positivo.
In Europa, settimana in rosso su tutte le piazze: Londra -0,57%, Francoforte -0,84%, Parigi -0,18%, Madrid -1,45% e Milano -0,35%.
Dall’altra parte dell’Atlantico, Wall Street ha chiuso venerdì in ordine sparso: Dow Jones e S&P500 appena positivi, Nasdaq leggermente sotto la parità, dopo la peggiore settimana da aprile, con un calo di -3%. A pesare sono stati ancora una volta i realizzi sui campioni dell’AI: Nvidia, per esempio, è crollata inizialmente di -5% per poi chiudere invariata, ma ha comunque archiviato un bilancio settimanale di -7%.
Il mercato si interroga ora su un tema cruciale: le società dell’intelligenza artificiale riusciranno a ripagare i massicci piani di investimento annunciati negli ultimi mesi? Oppure le valutazioni stellari già in essere riflettono in pieno questi rischi?
UBS resta ottimista: la banca stima che la spesa globale in conto capitale per l’AI supererà i 500 miliardi di dollari nel 2026, sostenuta da “fondamentali solidi” e da una crescente domanda di potenza di calcolo. Entro il 2030, il valore dovrebbe salire a 1,3 trilioni di dollari, con un tasso di crescita medio annuo del 25% nei prossimi cinque anni.
Tra i recenti mega-deal citati dall’istituto: l’intesa OpenAI–Amazon da 38 miliardi di dollari in sette anni e l’accordo Microsoft–IREN per 9,7 miliardi. In sintesi, UBS consiglia agli investitori “sottopesati” di rafforzare l’esposizione al tema AI tramite strategie diversificate: il comparto, sostiene, continuerà a trainare i mercati globali.
Sul fronte politico, Donald Trump ha annunciato che “la fine dello shutdown è vicina”. Il Senato americano si prepara infatti a votare un accordo bipartisan che estende i finanziamenti governativi fino a gennaio, rinviando la discussione sui sussidi per l’Obamacare.
Le attese di una riapertura delle attività federali hanno già migliorato il sentiment: stamane, 10 novembre, i future del Nasdaq segnano +1%, le Borse europee +1,5% e i listini asiatici avanzano compatti.
In Asia, Kospi +3,3%, spinto dall’accordo tra governo e maggioranza per tagliare la tassa sui dividendi dal 35% al 25%, una mossa mirata a rilanciare il mercato azionario coreano.
A Tokyo, il Nikkei225 guadagna +1%, sostenuto dall’interesse crescente degli investitori americani verso le società tecnologiche giapponesi, considerate oggi più redditizie delle omologhe USA, secondo Goldman Sachs.
Nell’area della “Greater China”, invece, performance miste: CSI300 piatto, Hang Seng di Hong Kong +1,3%, Taiex di Taipei +1%. In Cina, i prezzi al consumo di ottobre sono saliti più del previsto grazie alla domanda di viaggi, cibo e trasporti durante le festività.
Sul mercato obbligazionario, la ritrovata propensione al rischio dopo la fine dello shutdown potrebbe ridurre gli acquisti di bond, finora rifugio per gli investitori. I rendimenti si attestano su: Treasury decennale 4,13%, BTP 3,43%, Bund 2,67%.
In giornata è atteso l’aggiornamento dell’indice Sentix di novembre sulla fiducia degli investitori dell’Eurozona, visto in miglioramento a -4,0 da -5,4 di ottobre. Il 2025, intanto, ha premiato la parte medio-breve della curva, mentre quella lunga resta penalizzata dai timori d’inflazione e dalla crisi politica in Francia.
Sul fronte delle commodities, il Brent risale a 60,6 dollari al barile (+0,8%), dopo una settimana negativa (-2,2%, la quinta in calo sulle ultime sei). A muovere il mercato la deroga concessa all’Ungheria per l’acquisto di petrolio e gas russi: una misura “a tempo indeterminato”, secondo Budapest, ma “limitata a un anno”, secondo la Casa Bianca.
L’intesa, siglata dopo l’incontro alla Casa Bianca tra Trump e Viktor Orbán, prevede che l’Ungheria compri gas naturale liquefatto statunitense per 600 milioni di dollari.
L’indice Bloomberg Commodity apre a 108,60 dollari, in progresso dell’1,2%, sui massimi da quasi tre anni. La settimana è risultata piatta, con cali generalizzati da metalli a beni agricoli, eccetto il gas naturale USA, in rialzo del +5% (+18% da inizio anno). Tuttavia, gli esperti prevedono un rientro dei prezzi a causa del clima mite e della crescita produttiva: la produzione statunitense è in aumento dell’8,1% su base annua, e l’EIA ha rivisto al rialzo la stima per il 2025 a 107,14 miliardi di piedi cubi al giorno (+0,5% rispetto alla precedente).
Nel comparto dei metalli preziosi, oro +1,5% in apertura dopo una settimana piatta che segue due in calo e nove in rialzo: un fisiologico assestamento dopo il rally. L’assenza di dati macro ufficiali USA, causa shutdown, ha reso gli operatori più cauti, in attesa di aggiornamenti su lavoro e inflazione, le due variabili chiave per la Fed.
Sotto i riflettori anche l’argento, oggi in progresso del +2,3% dopo aver chiuso la settimana a -0,7%, ma con un notevole +64% da inizio 2025. Washington lo ha appena inserito tra i minerali critici oggetto dell’indagine Sezione 232, che potrebbe preludere a nuovi dazi e restrizioni commerciali.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Le trimestrali Usa ed europee, in media, superano le attese: bene.
Ritornano gli acquisto sui metalli preziosi ed industriali: argento +3,5%.
Il dilemma delle valutazioni AI: certamente alte, ma giustificate?
Settimana a due facce per i mercati globali, zavorrati dalle vendite sui titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale e da un mix di tensioni geopolitiche e politiche economiche.
Sullo sfondo: i nuovi attacchi ucraini alle raffinerie russe, che hanno spinto in alto il prezzo del greggio, e le frizioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sui semiconduttori, che continuano a pesare sul sentiment degli investitori.
A complicare il quadro, lo shutdown federale negli USA (ormai verso la conclusione) e le dichiarazioni “hawkish” di alcuni membri della Federal Reserve, mentre la stagione degli utili prosegue nel complesso con tono positivo.
In Europa, settimana in rosso su tutte le piazze: Londra -0,57%, Francoforte -0,84%, Parigi -0,18%, Madrid -1,45% e Milano -0,35%.
Dall’altra parte dell’Atlantico, Wall Street ha chiuso venerdì in ordine sparso: Dow Jones e S&P500 appena positivi, Nasdaq leggermente sotto la parità, dopo la peggiore settimana da aprile, con un calo di -3%. A pesare sono stati ancora una volta i realizzi sui campioni dell’AI: Nvidia, per esempio, è crollata inizialmente di -5% per poi chiudere invariata, ma ha comunque archiviato un bilancio settimanale di -7%.
Il mercato si interroga ora su un tema cruciale: le società dell’intelligenza artificiale riusciranno a ripagare i massicci piani di investimento annunciati negli ultimi mesi? Oppure le valutazioni stellari già in essere riflettono in pieno questi rischi?
UBS resta ottimista: la banca stima che la spesa globale in conto capitale per l’AI supererà i 500 miliardi di dollari nel 2026, sostenuta da “fondamentali solidi” e da una crescente domanda di potenza di calcolo. Entro il 2030, il valore dovrebbe salire a 1,3 trilioni di dollari, con un tasso di crescita medio annuo del 25% nei prossimi cinque anni.
Tra i recenti mega-deal citati dall’istituto: l’intesa OpenAI–Amazon da 38 miliardi di dollari in sette anni e l’accordo Microsoft–IREN per 9,7 miliardi. In sintesi, UBS consiglia agli investitori “sottopesati” di rafforzare l’esposizione al tema AI tramite strategie diversificate: il comparto, sostiene, continuerà a trainare i mercati globali.
Sul fronte politico, Donald Trump ha annunciato che “la fine dello shutdown è vicina”. Il Senato americano si prepara infatti a votare un accordo bipartisan che estende i finanziamenti governativi fino a gennaio, rinviando la discussione sui sussidi per l’Obamacare.
Le attese di una riapertura delle attività federali hanno già migliorato il sentiment: stamane, 10 novembre, i future del Nasdaq segnano +1%, le Borse europee +1,5% e i listini asiatici avanzano compatti.
In Asia, Kospi +3,3%, spinto dall’accordo tra governo e maggioranza per tagliare la tassa sui dividendi dal 35% al 25%, una mossa mirata a rilanciare il mercato azionario coreano.
A Tokyo, il Nikkei225 guadagna +1%, sostenuto dall’interesse crescente degli investitori americani verso le società tecnologiche giapponesi, considerate oggi più redditizie delle omologhe USA, secondo Goldman Sachs.
Nell’area della “Greater China”, invece, performance miste: CSI300 piatto, Hang Seng di Hong Kong +1,3%, Taiex di Taipei +1%. In Cina, i prezzi al consumo di ottobre sono saliti più del previsto grazie alla domanda di viaggi, cibo e trasporti durante le festività.
Sul mercato obbligazionario, la ritrovata propensione al rischio dopo la fine dello shutdown potrebbe ridurre gli acquisti di bond, finora rifugio per gli investitori. I rendimenti si attestano su: Treasury decennale 4,13%, BTP 3,43%, Bund 2,67%.
In giornata è atteso l’aggiornamento dell’indice Sentix di novembre sulla fiducia degli investitori dell’Eurozona, visto in miglioramento a -4,0 da -5,4 di ottobre. Il 2025, intanto, ha premiato la parte medio-breve della curva, mentre quella lunga resta penalizzata dai timori d’inflazione e dalla crisi politica in Francia.
Sul fronte delle commodities, il Brent risale a 60,6 dollari al barile (+0,8%), dopo una settimana negativa (-2,2%, la quinta in calo sulle ultime sei). A muovere il mercato la deroga concessa all’Ungheria per l’acquisto di petrolio e gas russi: una misura “a tempo indeterminato”, secondo Budapest, ma “limitata a un anno”, secondo la Casa Bianca.
L’intesa, siglata dopo l’incontro alla Casa Bianca tra Trump e Viktor Orbán, prevede che l’Ungheria compri gas naturale liquefatto statunitense per 600 milioni di dollari.
L’indice Bloomberg Commodity apre a 108,60 dollari, in progresso dell’1,2%, sui massimi da quasi tre anni. La settimana è risultata piatta, con cali generalizzati da metalli a beni agricoli, eccetto il gas naturale USA, in rialzo del +5% (+18% da inizio anno). Tuttavia, gli esperti prevedono un rientro dei prezzi a causa del clima mite e della crescita produttiva: la produzione statunitense è in aumento dell’8,1% su base annua, e l’EIA ha rivisto al rialzo la stima per il 2025 a 107,14 miliardi di piedi cubi al giorno (+0,5% rispetto alla precedente).
Nel comparto dei metalli preziosi, oro +1,5% in apertura dopo una settimana piatta che segue due in calo e nove in rialzo: un fisiologico assestamento dopo il rally. L’assenza di dati macro ufficiali USA, causa shutdown, ha reso gli operatori più cauti, in attesa di aggiornamenti su lavoro e inflazione, le due variabili chiave per la Fed.
Sotto i riflettori anche l’argento, oggi in progresso del +2,3% dopo aver chiuso la settimana a -0,7%, ma con un notevole +64% da inizio 2025. Washington lo ha appena inserito tra i minerali critici oggetto dell’indagine Sezione 232, che potrebbe preludere a nuovi dazi e restrizioni commerciali.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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