Petrolio: nuovo pivot 90$ tra consolidamento 87–95$ Petrolio WTI: gap up riassorbito, nuovo pivot sopra 90$
Il comportamento del Petrolio WTI CFD Pepperstone su TradingView è ora un passaggio chiave per capire se il rialzo partito dai minimi di febbraio 2026 ha ancora spazio per estendersi verso 95–100$, oppure se stiamo semplicemente osservando un rimbalzo ampio ma ancora inserito in un quadro macro fragile, tra tensioni geopolitiche e domanda globale non del tutto convincente.
Al 11 giugno 2026, il WTI si muove nell’area 89,40–89,60$, dopo aver chiuso il 10 giugno a 89,47$, in calo dello 0,63% rispetto al giorno precedente, ma comunque ben sopra i livelli di inizio maggio, quando si trovava sotto 85$.
Negli ultimi giorni la price action mostra un mercato che, dopo la forte accelerazione di marzo e aprile con picchi oltre 105$, sta consolidando in un range abbastanza stretto tra 87 e 93$. I minimi toccati il 10 giugno in area 89,40 confermano inoltre che, a ogni correzione verso la parte bassa del canale, i compratori continuano a farsi sentire.
Il CFD WTI Pepperstone, che replica il cash price del petrolio WTI derivato dal future front-month NYMEX:CL1!, segue in modo coerente questa fase, con quotazioni in tempo reale intorno a 89,50–90,00$ e spread contenuti. Il suo andamento resta quindi sostanzialmente allineato al future, al netto delle normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
La spinta rialzista partita dai minimi di febbraio 2026 in area 65–68$ ha generato un recupero superiore a 35–40$ in circa quattro mesi, riportando il petrolio su nuovi massimi pluriennali e avvicinandolo ai top di marzo 2026, compresi tra 108 e 119$.
Struttura di fondo: trend rialzista esteso ma ancora intatto
Il movimento è partito dai minimi del 2022 e ha attraversato una correzione intermedia, conclusa con il minimo di febbraio 2026 in area 65,15–68,00$, vicino al minimo del 200-day MA a 70,57$.
Da lì il mercato ha superato in sequenza 75$, 80$, 85$ e 90$, costruendo massimi e minimi crescenti e rompendo anche la parte alta del canale correttivo discendente che aveva contenuto i prezzi tra fine 2024 e fine gennaio 2026.
Le letture macro di maggio–giugno 2026 indicano una fase ancora sostenuta da rischio geopolitico in Medio Oriente, possibili shock sul lato supply, posizionamento non estremo e stime STEO EIA con prezzi oil più alti, che spingono verso l’alto anche i wholesale U.S. petroleum prices. In questo contesto, la fascia 65–70$ è già stata assorbita come area di accumulazione, mentre sopra 85$ il tema principale diventa la sostenibilità delle valutazioni più che la tenuta del trend.
Nuova fascia 87–95$ sul CFD Pepperstone WTI
La vecchia fascia 75$–85$ è ormai una zona di breakout confermato. Il nuovo range di equilibrio tra compratori e venditori sul WTI CFD Pepperstone è 87$–95$: qui il mercato capirà se proseguire l’accelerazione partita dai minimi di febbraio, con estensioni possibili verso 98–105$, oppure se riassorbire parte del rialzo verso i supporti primari in area 85$–82$.
Le resistenze principali sono in area 90,43$–92,03$, con Daily R2 a 90,43$ e Daily R1 a 89,18$: una chiusura daily sopra 90,43$ aprirebbe spazio verso 92,76$–94,43$. Quest’ultima fascia rappresenta la resistenza secondaria e il possibile terminale dell’onda rialzista minore, in linea con la parte alta del canale di breve e con un’estensione Fibonacci sopra 90$.
Il supporto primario è tra 87,44$–85,84$, area di gap-down e tenuta del 9–10 giugno, con Daily S1 a 87,44$ e Daily S2 a 86,19$. Finché i prezzi restano sopra questa zona, il quadro resta di bullish acceleration e i pullback sono letti come opportunità long.
Sotto, il supporto secondario è in area 85,00$–82,00$, vecchia zona di breakout di fine febbraio–marzo, coincidente con i massimi precedenti e con il passaggio delle prime medie mobili di trend, con 50-day MA a 91,93$. Un ritorno tecnico lì, se senza volumi distributivi, sarebbe un normale consolidamento dopo l’extra-performance di primavera.
Il supporto strutturale resta tra 70,57$–68,00$, base dell’impulso attivo, con minimo del 200-day MA a 70,57$ e minimo di febbraio tra 65,15$–68$. Solo una discesa stabile sotto 70$ aprirebbe il corridoio 65$–68$ e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista, spostando lo scenario su una correzione intermedia più profonda.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone WTI
La struttura delle medie mobili sul WTI resta rialzista nel lungo periodo, ma nel breve mostra una fase di pausa. Il prezzo è sopra le medie a 50, 100 e 200 giorni, con 50-day a 91,93$, 100-day a 81,55$ e 200-day a 70,57$, mentre la 20-day MA a 94,44$ è sopra il prezzo corrente di 89,50$: questo indica pressione ribassista di breve e un price change di –8,20% nelle ultime 20 sessioni.
Il distacco tra prezzo corrente e medie lente descrive un trend forte, ma anche esposto a ritracciamenti rapidi, in cui ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test importante per la forza dei compratori di medio periodo. Gli ultimi segnali di momentum del 9–10 giugno 2026 confermano una condizione di ipervenduto moderato ma compatibile con una fase di consolidamento.
L’RSI 14-day è tra 26,81% e 21,90% con segnale SELL, lo Stochastic 9,6,3 è a 35,79% %K e 38,95% %D con segnale neutro o ribassista, il MACD 12,26,9 dà segnale SELL su daily e l’ADX 14 è a 12,15, quindi in area trend weak e neutral. In questa mappa, sopra 90,43–92,03$ il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 94–95$+, mentre tra 87,44$ e 85,00$ si trova il primo cuscinetto di supporto dopo l’accelerazione.
Solo la rottura netta di 85$–82$ metterebbe davvero in discussione la narrativa di bull trend esteso ma ancora intatto che domina i report di spring 2026.
Scenari sulla fascia 87–95$ (WTI CFD Pepperstone)
• Scenario di continuazione rialzista e resilience geopolitica. Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock geopolitici e le tensioni in Medio Oriente, con Iran e Hormuz, continuassero a mantenere un premio di rischio sul supply, il WTI CFD Pepperstone potrebbe restare sopra 89–90$ e spingersi verso la resistenza wave in area 90,43–92,03$, con possibile estensione ai target 92,76–94,43$. Questo scenario sarebbe favorito da dati macro in linea con una demand U.S. robusta, guidance conservative ma non recessive delle major oil e segnali di distensione sui fronti di crisi aperti, senza però eliminare del tutto il risk premium. In questo contesto i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come strong buy on dips, privilegiando pullback verso 87,44–85,00$ e usando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura.
• Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro ribassista. Se invece dovessero aumentare le pressioni sulla domanda globale, con recessione fears e dollaro forte, oppure arrivassero sorprese negative dagli utili tech che riducono il rischio premium, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare. In quel caso il WTI CFD Pepperstone potrebbe scendere prima verso 87,44–85,00$ e poi verso 82–80$ in caso di correzione più ampia. Solo una discesa stabile sotto 70,57–68,00$, quindi sotto il 200-day MA e il minimo di febbraio, comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 65–68$, area in cui diversi desk collocano target di profit-taking sopra 90$. Anche in questo caso, però, il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente mantengono una pendenza positiva. In questa fase la fascia 87–95$ sul WTI CFD Pepperstone rappresenta il nuovo pivot del mercato energy USA, e la capacità dei prezzi di restare sopra 89–90$ in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva verso 92,76–94,43$ e un rientro più profondo nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo l’accelerazione di primavera 2026.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Medie mobili
EUR/USD: breakout 1.1720 o ritorno a 1.1600?Contesto attuale: dove siamo ora
A inizio giugno 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fase di consolidamento di breve periodo dopo il recupero delle ultime settimane, mantenendosi in prossimità delle principali resistenze tecniche.
L’area 1.1600–1.1665 continua a rappresentare il primo vero riferimento operativo per il mercato: finché questa zona regge, la struttura resta impostata alla stabilizzazione; una perdita decisa aprirebbe invece spazio a una fase correttiva più ampia.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone su TradingView rimane coerente con un’impostazione neutrale-to-bullish nel breve termine, ma senza ancora una chiara accelerazione direzionale.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in chiusura, mentre i ritracciamenti verso l’area 1.1600–1.1570 continuano a essere letti come possibili aree di reazione.
Struttura di fondo: trend rialzista ancora da confermare
La lettura macro-tecnica di giugno 2026 inquadra EUR/USD in una struttura di recupero che non ha ancora assunto i contorni di un bull trend pienamente consolidato.
Il quadro resta migliore rispetto alle fasi più deboli della primavera, ma la reale conferma passa dalla capacità del prezzo di superare con continuità la fascia resistiva 1.1665–1.1720.
Nel breve, la tenuta sopra 1.1600 mantiene aperta l’ipotesi di prosecuzione del rimbalzo; al contrario, una chiusura stabile sotto questo livello indebolirebbe sensibilmente l’impianto tecnico.
In quest’ottica, l’area 1.1450–1.1480 resta il primo riferimento strutturale da monitorare in caso di deterioramento del quadro.
Nuova fascia 1.1600–1.1800: livelli EUR/USD
Rispetto alle configurazioni più espansive, il range operativo attuale si concentra in una fascia più compatta, compresa approssimativamente tra 1.1600 e 1.1800.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1630 e 1.1720, area in cui il mercato ha costruito la parte più significativa dell’azione recente.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1665–1.1720: prima area critica di offerta; serve una chiusura convincente sopra questo cluster per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.1780–1.1800: obiettivo naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con un’estensione del recupero.
• Resistenza estesa 1.1850–1.1920: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con un indebolimento ulteriore del dollaro e con una conferma del ritorno di forza dell’euro.
• Supporto primario 1.1600–1.1570: zona tecnica chiave che oggi discrimina tra fase di consolidamento e rischio di nuova pressione ribassista.
• Supporto chiave 1.1510–1.1480: vero pivot di medio termine; una rottura confermata di quest’area aumenterebbe la probabilità di una correzione più profonda.
• Supporto strutturale 1.1450–1.1410: riferimento di più ampio respiro, coerente con un deterioramento netto della struttura di fondo.
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Dal punto di vista del momentum, il quadro resta misto: il prezzo ha mostrato capacità di recupero, ma non ancora un’espansione impulsiva sufficiente a parlare di trend forte e lineare.
La lettura più equilibrata resta quindi quella di un recupero tecnico in fase di verifica, con operatività più selettiva e attenzione particolare alle chiusure sopra 1.1720 o sotto 1.1600.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto di mercato ancora influenzato da un euro resiliente ma non dominante, EUR/USD potrebbe continuare a lavorare sopra l’area 1.1600, mantenendo aperta la possibilità di un nuovo tentativo verso 1.1665–1.1720; il superamento di questa fascia aprirebbe spazio a una prosecuzione verso 1.1780–1.1800 e, in estensione, verso 1.1850.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o una mancata conferma del recupero potrebbe riportare pressione sul cambio. In questo caso, il primo livello da osservare resta 1.1600, con possibile estensione verso 1.1570 e poi 1.1510; una rottura confermata di quest’ultima area aumenterebbe la probabilità di un movimento più ampio verso 1.1480 e 1.1450.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi in una struttura di fondo non compromessa, ma la fascia 1.1600–1.1720 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: sopra questa area prevale l’ipotesi di recupero, mentre sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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BTC/USDT 4H — La Struttura Elliottiana che Punta a 100K🏗️ Architettura del Pattern
Sul grafico si sta sviluppando un Flat Espanso di grado Intermediate, una delle strutture correttive più potenti e ingannevoli dell'analisi elliottiana. 📐 L'intera struttura visibile rappresenta l'Onda (B) di grado Intermediate, il cui minimo di origine è l'onda (A) Intermediate completata a ~60.000 — etichettata in basso a sinistra con la tripletta ⓒ / C / (A), che indica rispettivamente la sub-onda Minuto, la Minore e l'Intermediate che coincidono nello stesso punto di minimo.
La (B) Intermediate si articola internamente in tre onde di grado Minore:
📌 Onda A Minore = segmento rialzista dal minimo di Marzo al picco di ~84K, internamente composto dalle tre onde Minuto ⓐ-ⓑ-ⓒ visibili nei cerchi — struttura Zig-Zag ascendente, con ⓒ che tocca il massimo esatto di A
📌 Onda B Minore = correzione in corso dal picco di ~84K, internamente articolata in ⓐ-ⓑ-ⓒ Minuto — la ⓑ Minuto ha formato il rimbalzo visibile a ~80K, la ⓒ Minuto è ancora in sviluppo verso il cluster Fibonacci inferiore
📌 Onda C Minore = non ancora attivata, proiettata con estensione 1.618 verso 100.000–102.500, con l'etichetta (B) / C già posizionata sul grafico come target finale
La firma geometrica del Flat Espanso è inequivocabile: 🎭 la C Minore supererà strutturalmente il massimo di A Minore, ingannando la massa ribassista nell'ultima fase di accelerazione verticale.
📉 Le Medie Mobili come Narrativa di Fase
La SMA 55 periodi (linea verde) e la SMA 144 periodi (linea gialla) certificano con precisione le transizioni di fase tra i gradi. Il prezzo ha perso la SMA55 esattamente al completamento della ⓒ Minuto che chiude A Minore a ~84K. 🔀 Quel cross ribassista ha certificato geometricamente l'inizio di B Minore e la sua struttura correttiva interna.
📍 SMA 55 a ~79-80K → resistenza dinamica attiva, il prezzo sotto di essa conferma il regime correttivo di B Minore
📍 SMA 144 in convergenza verso 74-75K → si allinea con il cluster Fibonacci critico, rafforzando il target della ⓒ Minuto di B
⚙️ La convergenza tra SMA 144 e retracement chiave non è casualità — è la memoria collettiva degli operatori che si concentra simultaneamente sugli stessi livelli strutturali.
🎯 Il Cluster Fibonacci e la ⓒ Minuto di B
Il tocco su 0.382 a 75.109 va letto con attenzione critica. 🔍 Quello spike è compatibile con il completamento della ⓑ Minuto interna di B Minore — non con la fine della ⓒ Minuto che chiuderebbe l'intera B Minore. La struttura non mostra ancora le caratteristiche di un reversal di qualità: nessuna chiusura 4H confermata, nessuna contrazione di volatilità, nessun assorbimento visibile.
⚠️ 0.382 @ 75.109 → spike toccato, compatibile con fine ⓑ Minuto, non bottom definitivo
🎯 0.500 @ 72.699 → target primario della ⓒ Minuto, Golden Mean naturale, confluenza geometrica massima con SMA 144
🔴 0.618 @ 70.290 → scenario esteso della ⓒ Minuto, subordinato, attivato solo con chiusura 4H sotto 72.500
📉 Il mercato ha ancora energia correttiva residua concentrata nella ⓒ Minuto di B Minore — il segmento che completerà geometricamente l'intera struttura di B e aprirà la strada all'attivazione di C Minore.
🚨 Invalidazione Strutturale
Il livello che invalida matematicamente l'intera lettura è una chiusura 4H sotto 69.500. 💀 Sotto quella soglia la ⓒ Minuto di B assumerebbe un'estensione anomala geometricamente incompatibile con il Flat Espanso, collassando l'intera struttura di (B) Intermediate e rendendo obbligatorio un riconteggio di grado superiore.
❌ Invalidazione hard → chiusura 4H < 69.500 → (B) Intermediate collassa, riconteggio obbligatorio
⚠️ Warning intermedio → chiusura 4H < 72.500 → ⓒ Minuto estesa attivata, pressione strutturale in aumento
✅ Trigger rialzista → chiusura 4H > 82.849 → C Minore confermata, proiezione 100.000–102.500 operativa
Il break confermato sopra 82.849 — massimo strutturale di A Minore segnato sul grafico — attiva C Minore con proiezione primaria nell'area 100.000–102.500, geometricamente coerente con l'estensione 1.618 della lunghezza di A Minore applicata al minimo della ⓒ Minuto di B.
🔒 La struttura di (B) Intermediate rimane valida finché 69.500 regge su chiusura 4H. Il completamento della ⓒ Minuto di B Minore verso 72.699 è lo scenario geometricamente più probabile prima che C Minore esprima il suo pieno potenziale verso 100–102.5K.
📌 Analisi prodotta a scopo didattico e informativo. Nessun consiglio operativo implicito o esplicito.
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Petrolio: rimbalzo o inversione? Tutto dipende da quota 99,75 USContesto attuale: dove siamo ora
A fine maggio 2026 il petrolio WTI nella versione CFD SPOTCRUDE Pepperstone viaggia in area 93,00–93,60 USD al barile, con la seduta odierna del 28 maggio che apre a 92,222, tocca un massimo intraday a 95,622 e si attesta al momento in area 93,622, in rialzo del +1,08% rispetto alla chiusura precedente.
Il contesto di breve termine è quello di un rimbalzo tecnico all'interno di una struttura di medio periodo ancora dominata dalla pressione ribassista, dopo che i prezzi avevano toccato nelle settimane precedenti un massimo significativo di periodo in area 95–96 USD, salvo poi ripiegare verso l'area 88–90 USD.
Il movimento discendente avviato dai massimi di area 110–112 USD segnati in marzo 2026, periodo in cui il petrolio beneficiava del picco delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ha prodotto un ritracciamento complessivo di oltre 20 USD, portando i prezzi in area 88,00–88,65 USD, zona che ha offerto supporto dinamico con il SuperTrend Up Trend attestato a 88,659.
Il rimbalzo tecnico in corso da quella soglia ha riportato le quotazioni sopra 93 USD, ma la struttura generale rimane quella di un mercato inserito in un canale discendente plurimensile, con massimi e minimi decrescenti visibili sul grafico daily. Nelle ultime sedute la price action mostra una fase di recupero con chiusure in progressivo rialzo dall'area 88–90 USD, ma senza ancora una rottura convincente delle resistenze statiche e dinamiche sovrastanti.
Le analisi tecniche sul SPOTCRUDE CFD Pepperstone evidenziano come il canale ribassista avviato dai massimi di marzo a 110–112 USD continui a esercitare pressione, con la SMA giornaliera visibile a 99,759 che agisce da resistenza dinamica significativa; finché i prezzi non recupereranno stabilmente tale livello, ogni rimbalzo rischia di rimanere nel perimetro di una reazione tecnica all'interno del trend discendente dominante, piuttosto che configurarsi come un'inversione strutturale.
Struttura di fondo: bear trend primario con rimbalzi tecnici
Su orizzonte plurimensile il PETROLIO (WTI SPOTCRUDE) rimane inserito in una fase di distribuzione e debolezza strutturale avviata dai massimi assoluti del ciclo in area 119,450 USD (visibili come riferimento sul grafico), con una progressione di massimi decrescenti che ha portato i prezzi dal picco di marzo 2026 in area 110–112 USD all'area attuale di 88–94 USD.
Il rimbalzo dai minimi di aprile 2026 in area 69,392 USD — minimo strutturale visibile sulla chart — ha prodotto una prima fase rialzista significativa fino all'area 110–112 USD, alimentata dalla riacutizzazione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da timori per le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, ma tale movimento si è dimostrato incapace di produrre nuovi massimi storici, configurandosi come un "lower high" strutturale all'interno del bear trend di lungo periodo.
In questo quadro, la fascia 88,00–88,659 USD viene confermata come area di supporto dinamico di breve-medio periodo, dove il SuperTrend Up Trend si attesta a 88,659 USD, mentre sopra 99,759 USD la SMA giornaliera continua ad agire da pivot ribassista di riferimento. I fattori macro che pesano sul petrolio includono le attese di un rallentamento della domanda globale, l'aumento della produzione da parte di alcuni membri OPEC+, l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'accordo OPEC+ a partire dal 1° maggio 2026, e le prospettive di un potenziale cessate il fuoco nei principali teatri di conflitto che ridurrebbe il premio geopolitico incorporato nelle quotazioni. Finché il SuperTrend Down Trend — attualmente orientato negativamente con il livello a 110,875 USD — resterà orientato al ribasso e la SMA a 99,759 non verrà superata con chiusure daily convincenti, il quadro strutturale resterà quello di un mercato che alterna fasi di rimbalzo tecnico a riprese del trend ribassista dominante.
Nuova fascia tecnica 88,00–99,00 USD: livelli chiave SPOTCRUDE
Il recente consolidamento tra i minimi di area 88,00–88,659 USD e la resistenza in area 95–96 USD ha ridefinito la fascia tecnica di breve termine per il SPOTCRUDE CFD Pepperstone, con il baricentro delle contrattazioni che si colloca indicativamente tra 88,00 e 99,00 USD, e la parte centrale del range concentrata nell'area 92,00–96,00 USD.
Principali livelli aggiornati (SPOTCRUDE CFD Pepperstone):
Resistenza immediata 95,622–96,000 USD: area del massimo intraday odierno e cluster di prime resistenze statiche di breve; una chiusura daily robusta e confermata sopra 96,00 USD aprirebbe spazio verso la fascia 98,00–99,759 USD, dove transita la SMA giornaliera, principale discriminante tra rimbalzo tecnico e potenziale inversione del bias intermedio.
Resistenza secondaria 99,759–101,000 USD: livello della SMA daily a 99,759 e soglia psicologica tonda di 100 USD; un recupero stabile sopra quest'area, confermato da almeno due-tre chiusure daily, cambierebbe il quadro tecnico di medio periodo in senso costruttivo, aprendo spazio verso la fascia 104,00–106,00 USD dove si colloca la prossima zona di resistenza strutturale significativa.
Supporto primario 90,000–88,659 USD: area del supporto tecnico recente e del SuperTrend Up Trend a 88,659 USD; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura di breve rimane compatibile con un rimbalzo ancora in corso e i pullback vengono interpretati come opportunità di verifica della tenuta dinamica del supporto.
Supporto secondario 85,000–84,000 USD: fascia di supporto intermedia individuata dalle proiezioni tecniche; un cedimento di area 88,00 USD con chiusura daily confermata sotto tale soglia esporrebbe il mercato a un ritorno verso questa area, segnalando la ripresa attiva del bear trend di breve.
Supporto strutturale 80,000–78,000 USD: area che include il supporto psicologico tondo di 80 USD e le proiezioni di ritracciamento di medio periodo; la sua rottura aprirebbe un corridoio ribassista verso la fascia 75,00–72,00 USD e segnalerebbe il ritorno del WTI in prossimità dei livelli minimi del ciclo precedente.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul PETROLIO (WTI SPOTCRUDE Pepperstone) descrive un mercato strutturalmente in bear trend sul medio periodo: il prezzo corrente in area 93,622 USD si colloca ancora significativamente al di sotto della SMA giornaliera a 99,759 USD, con il SuperTrend Down Trend orientato negativamente a 110,875 USD, assetto tipico di una fase in cui il momentum ribassista di fondo non è stato ancora neutralizzato nonostante il rimbalzo in corso dai minimi di area 88 USD.
Il distacco tra il prezzo corrente e la media mobile semplice daily — pari a circa 6 USD, ovvero oltre il 6% del prezzo corrente — conferma che qualsiasi allungo verso la SMA dovrà essere valutato con attenzione come potenziale test di una resistenza dinamica rilevante, prima di poter essere interpretato come segnale di cambio di bias strutturale.
Gli oscillatori di momentum fotografano una condizione di debolezza moderata: l'RSI daily si attesta a 42,80, al di sotto della sua media a 50,82 (RSI-based MA), configurazione che descrive un mercato privo di slancio rialzista strutturale, con il momentum ancorato nella metà inferiore del range neutrale. Il rimbalzo recente non ha ancora prodotto un incrocio rialzista tra RSI e la sua media, segnale che il recupero in atto è ancora da classificare come rimbalzo tecnico piuttosto che come inversione di momentum confermata. Il MACD sul grafico daily mostra segnali di possibile riduzione della pressione ribassista nel brevissimo termine, coerente con la fase di rimbalzo in corso, ma l'istogramma non ha ancora prodotto segnali di inversione convinti su scala daily.
Su time frame di breve, la permanenza dei prezzi nell'area 88–95 USD nelle ultime settimane configura una fase di base potenzialmente costruttiva, ma strutturalmente ancora subordinata al test della resistenza chiave della SMA a 99,759 USD: solo al di sopra di tale livello il quadro tecnico cambierebbe in modo significativo, mentre sotto 88,659 USD la narrativa dominante tornerebbe quella di un mercato in piena fase di discesa verso i supporti successivi in area 85–80 USD.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 88,00–99,00 USD
Se nelle prossime settimane le tensioni geopolitiche in Medio Oriente dovessero mantenersi elevate, con rischi concreti per le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, e se i dati sulla domanda globale di petrolio dovessero segnalare una tenuta migliore delle attese — in particolare dalla Cina e dall'Asia emergente — il PETROLIO (WTI SPOTCRUDE Pepperstone) ha spazio per consolidare sopra 90,00–91,00 USD e tentare un recupero verso la resistenza chiave della SMA a 99,759 USD, con possibili estensioni verso 101,00–104,00 USD in caso di break confermato su quella soglia e di un incremento della domanda di risk-on sulle materie prime energetiche.
Se invece le tensioni geopolitiche dovessero allentarsi, portando a una riduzione del premio di rischio incorporato nei prezzi, o se le prossime letture sui dati di scorte USA (EIA Weekly Petroleum Status Report) segnalassero un accumulo superiore alle attese, la pressione ribassista potrebbe riprendere il sopravvento, con un primo test del supporto dinamico del SuperTrend Up a 88,659 USD e, in caso di rottura, un'estensione verso 85,00–84,00 USD. Solo una discesa stabile e confermata in chiusura daily sotto 85,00 USD riaprirebbe il rischio di un ritorno verso la fascia strutturale 80,00–78,00 USD, area in cui diversi desk collocherebbero i principali obiettivi di un nuovo swing ribassista.
In questa fase, la fascia 88,00–99,00 USD sul SPOTCRUDE CFD Pepperstone rappresenta il pivot operativo del mercato energetico di breve termine: la capacità dei prezzi di recuperare e mantenersi in chiusura sopra la SMA daily a 99,759 USD sarà il segnale tecnico discriminante per distinguere tra un'inversione intermedia strutturalmente valida verso 104,00–110,00 USD e una prosecuzione del bear trend dominante verso 85,00–80,00 USD, con normalizzazione ulteriore del momentum e dell'RSI dopo la fase di rimbalzo tecnico dai minimi strutturali di aprile in area 69,392 USD
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: breakout 1.1620 o ritorno a resistenza di 1.1855?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine maggio 2026, EUR/USD si muove in una fase di consolidamento nella parte centrale-bassa del range recente, dopo aver lasciato alle spalle il rimbalzo primaverile e aver perso slancio sotto l’area 1.18.
EUR/USD resta quindi in equilibrio fragile: il supporto psicologico e tecnico di area 1.1620 è oggi il livello discriminante nel brevissimo termine, mentre la fascia 1.1835–1.1855 continua a rappresentare la prima barriera credibile per un eventuale recupero del trend.
I supporti tecnici in area 1.1667–1.1681 restano osservati dal mercato, ma il vero spartiacque operativo è 1.1620: una tenuta di quest’area confermerebbe un consolidamento ordinato, mentre una rottura confermata aumenterebbe il rischio di estensioni correttive verso livelli inferiori.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone nel breve termine resta coerente con una struttura ancora impostata al rialzo di fondo, ma decisamente più selettiva e meno impulsiva rispetto alla fase di massima forza di aprile. In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in termini di chiusure daily, mentre i ritracciamenti verso supporti tecnici continuano a offrire aree di interesse finché 1.1620 regge.
Struttura di fondo: bull trend ancora intatto
La lettura macro-tecnica di maggio 2026 continua a inquadrare EUR/USD all’interno di un trend rialzista di medio periodo ancora valido, ma con una dinamica meno lineare rispetto alle settimane precedenti. Il mantenimento dei prezzi sopra le medie mobili di riferimento, insieme alla sequenza di minimi crescenti costruita dal minimo di marzo, conferma che l’impianto di fondo non è compromesso.
Tuttavia, la recente debolezza del cambio intorno a 1.1620 segnala che il mercato sta entrando in una fase di prova della tenuta del trend, più che in un’espansione direzionale pulita.
Questo allineamento dinamico suggerisce che eventuali fasi correttive siano, al momento, da interpretare come movimenti fisiologici all’interno di un trend primario ancora positivo, piuttosto che come segnali di inversione. L’ultimo impulso direzionale significativo resta ancorato al minimo di marzo in area 1.14, da cui il cambio ha costruito la progressione verso la parte alta del range primaverile.
In questa prospettiva, l’area 1.1410–1.1450 rimane il riferimento strutturale di medio-lungo respiro, cioè la zona oltre la quale verrebbe realmente messo in discussione l’impianto rialzista.
Al contrario, discese sotto 1.1620 segnalerebbero una normalizzazione più profonda del trend, con possibile passaggio da semplice consolidamento a correzione più articolata.
Nuova fascia 1.1620–1.2260: livelli EUR/USD
Rispetto alla precedente area di lavoro, il range operativo resta proiettato verso l’alto, ma la fascia immediata di gestione si è compressa attorno al supporto 1.1620 e alla resistenza 1.1855.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1660 e 1.1760, zona in cui si concentrano le decisioni direzionali più rilevanti nell’attuale fase di mercato. La lettura è quindi quella di un trend rialzista non rotto, ma temporaneamente rallentato dalla forza del dollaro e dall’assenza di un driver immediato capace di riaccelerare i prezzi.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1835–1.1855: prima area critica di offerta; il mercato è chiamato a dimostrare capacità di breakout con chiusure convincenti per riattivare il momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.2040: target naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con una prosecuzione ordinata del trend.
• Resistenza estesa 1.2130–1.2260: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con uno scenario di ulteriore indebolimento del dollaro e con una fase macro più favorevole all’euro.
• Supporto primario 1.1667–1.1681: zona tecnica di breve periodo da monitorare con attenzione, utile come primo livello di reazione in caso di rimbalzi intraday.
• Supporto chiave 1.1620: vero pivot di medio termine; una chiusura daily sotto questo livello aprirebbe spazio a estensioni correttive verso 1.1535–1.1510 e successivamente 1.1450–1.1410, area di struttura principale.
Dal punto di vista del momentum, il quadro resta coerente con una struttura rialzista ma priva di eccessi: non si osservano segnali di deterioramento strutturale, ma allo stesso tempo manca un’accelerazione tale da indicare una fase di espansione impulsiva. La lettura più equilibrata resta quindi quella di un bull trend ancora intatto, con momentum in fase di consolidamento, condizione che tende a favorire operatività più selettive e meno direzionali nel brevissimo termine.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto macro ancora guidato dalla divergenza tra una BCE percepita come più vicina a nuovi rialzi e un dollaro che nelle ultime sedute ha recuperato forza, EUR/USD potrebbe continuare a costruire base sopra l’area 1.1620, mantenendo intatta la struttura rialzista e preparando un nuovo attacco alla fascia 1.1835–1.1855. Il superamento di quest’ultima aprirebbe spazio a estensioni verso 1.2040, in linea con una prosecuzione ordinata del trend di medio periodo.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o un peggioramento del sentiment sul rischio potrebbe innescare una fase correttiva più ampia. In questo caso, il primo livello di verifica si colloca in area 1.1667–1.1681, con possibile estensione verso il supporto chiave a 1.1620; una rottura confermata di quest’ultimo livello aumenterebbe la probabilità di un movimento più profondo verso 1.1535–1.1510 e successivamente verso l’area strutturale 1.1450–1.1410. Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi all’interno di una struttura rialzista di fondo, ma la fascia 1.1620–1.1855 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: al di sopra prevalgono dinamiche di prosecuzione del trend, mentre al di sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: breakout 1.1620 o ritorno a resistenza di 1.1855?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fascia di consolidamento elevata successiva al rimbalzo primaverile, evidenziando una fase di pausa fisiologica dopo l’impulso direzionale precedente.
I supporti tecnici in area 1.1667–1.1681 hanno finora contenuto efficacemente le pressioni ribassiste, confermando la presenza di domanda su eventuali ritracciamenti. Il cambio continua inoltre a stazionare al di sopra delle principali medie mobili, rafforzando la lettura di un trend di fondo ancora orientato al rialzo.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone nel breve termine rimane coerente con una struttura rialzista non ancora compromessa dai minimi di marzo, ma entrata in una fase più matura e selettiva.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in termini di volumi e chiusure, mentre i ritracciamenti continuano a rappresentare opportunità di acquisto fintanto che l’area compresa tra 1.1620 e 1.1680 mantiene la propria integrità tecnica.
b]Struttura di fondo: bull trend ancora intatto
La lettura macro-tecnica di maggio 2026 continua a inquadrare EUR/USD all’interno di un trend rialzista di medio periodo ben definito. Il mantenimento dei prezzi sopra le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, unito al crossover rialzista tra le medie di breve e medio termine, conferma una struttura solida.
Questo allineamento dinamico suggerisce che eventuali fasi correttive siano, al momento, da interpretare come movimenti fisiologici all’interno di un trend primario positivo, piuttosto che segnali di inversione.
L’ultimo impulso direzionale significativo ha avuto origine dal minimo del 13 marzo 2026 in area 1.1411, da cui il cambio ha costruito una progressione ordinata verso la parte alta del range.
In questa prospettiva, l’area compresa tra 1.1410 e 1.1450 rappresenta il riferimento strutturale di lungo respiro, ovvero il livello oltre il quale verrebbe messo in discussione l’intero impianto rialzista.
Al contrario, discese sotto 1.1620 segnalerebbero una fase di normalizzazione più profonda del trend, con un possibile passaggio da semplice consolidamento a correzione più articolata.
Nuova fascia 1.1620–1.2260: livelli EUR/USD
Rispetto alla precedente area di lavoro, il range operativo si è progressivamente spostato verso l’alto, definendo una nuova fascia compresa tra 1.1620 e 1.2260.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1700 e 1.1855, zona in cui si concentra la maggior parte degli scambi recenti e delle decisioni direzionali.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1835–1.1855: prima area critica di offerta; il mercato è chiamato a dimostrare capacità di breakout con chiusure convincenti per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.2040: target naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con una prosecuzione ordinata del trend.
• Resistenza estesa 1.2130–1.2260: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con uno scenario di ulteriore indebolimento del dollaro e conferme macro favorevoli all’euro.
• Supporto primario 1.1667–1.1681: zona tecnica rafforzata dalla presenza della media mobile a 200 giorni e da precedenti massimi relativi, ora convertiti in supporto dinamico.
• Supporto chiave 1.1620: vero pivot di medio termine; una chiusura daily inferiore a questo livello aprirebbe spazio a estensioni correttive verso 1.1535–1.1510 e successivamente 1.1450–1.1410, area di struttura principale.
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Dal punto di vista del momentum, il quadro resta coerente con una struttura rialzista ma priva di eccessi: non si osservano segnali di deterioramento strutturale, ma allo stesso tempo manca un’accelerazione tale da indicare una fase di espansione impulsiva. La lettura più equilibrata resta quindi quella di un “bull trend ancora intatto, con momentum in fase di consolidamento”, condizione che tende a favorire operatività più selettive e meno direzionali nel brevissimo termine.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto macro ancora favorevole al rischio e con un dollaro in progressiva perdita di forza relativa, EUR/USD potrebbe continuare a costruire base sopra l’area 1.1620, mantenendo intatta la struttura rialzista e preparando un nuovo attacco alla fascia 1.1835–1.1855; il superamento di quest’ultima aprirebbe spazio a estensioni verso 1.2040, in linea con la prosecuzione del trend di medio periodo.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o un deterioramento del quadro macro relativo tra Stati Uniti ed eurozona potrebbe innescare una fase correttiva più ampia. In questo caso, il primo livello di verifica si colloca in area 1.1667–1.1681, con possibile estensione verso il supporto chiave a 1.1620; una rottura confermata di quest’ultimo livello aumenterebbe la probabilità di un movimento più profondo verso 1.1535–1.1510 e successivamente verso l’area strutturale 1.1450–1.1410.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi all’interno di una struttura rialzista di fondo, ma la fascia 1.1620–1.1855 rappresenta attualmente il vero equilibrio di mercato: al di sopra prevalgono dinamiche di prosecuzione del trend, mentre al di sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Natural Gas: rimbalzo tecnico o inversione in costruzione?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il Natural Gas (Spot) sul CFD Pepperstone quota in area 2,776 USD/MMBtu, in calo dello 0,72% nella sessione odierna dopo aver toccato un massimo giornaliero a 2,829 e un minimo a 2,766.
Il quadro recente racconta una storia di forte correzione: dai massimi segnati in area 3,070 USD, il mercato ha perso progressivamente terreno fino al minimo strutturale di 2,452 USD, costruendo un movimento discendente prolungato che ha ridisegnato completamente la mappa tecnica di breve periodo.
Dal minimo di 2,452 è partito un rimbalzo ordinato che ha riportato i prezzi nell'area attuale di 2,776, con il mercato che ora si trova a testare una zona di transizione delicata: sopra il supporto SuperTrend dinamico in area 2,450 ma ancora sotto il SuperTrend ribassista a 2,823, che funge da resistenza dinamica chiave.
Nelle ultime sedute la price action mostra tentativi di allungo contenuti e chiusure che faticano ad avvicinarsi alla resistenza dinamica, con l'RSI in area 57,66 che segnala momentum positivo ma non ancora in fase di accelerazione. Il quadro di breve è in miglioramento ma non ancora definitivamente ribaltato.
Struttura di fondo: downtrend corretto ma SuperTrend ancora ribassista
Su orizzonte di medio periodo il Natural Gas ha vissuto una fase di netta debolezza dopo i massimi in area 3,070, con un'onda discendente che ha impiegato diverse settimane per esaurirsi sul minimo di 2,452. Questo minimo rappresenta ora il pivot strutturale più importante: finché viene difeso, l'ipotesi di un'inversione di fondo resta sul tavolo; una sua perdita, al contrario, riaprirebbe spazio verso aree di prezzo significativamente più basse.
Il segnale tecnico più importante in questa fase è la presenza del SuperTrend ancora orientato al ribasso con livello dinamico a 2,823: questo indicatore descrive un mercato che non ha ancora completato la transizione da bear a bull trend. Il rimbalzo in corso è reale e tecnicamente coerente, ma finché il prezzo non chiude in modo convincente e continuativo sopra 2,823, il bias di medio periodo resta neutro-negativo.
L'RSI a 57,66 è un dato incoraggiante: non siamo in ipercomprato, il momentum è in costruzione progressiva e lascia spazio per ulteriori allunghi senza segnali di esaurimento immediato.
Fascia operativa 2,45–2,95: livelli NATGAS CFD Pepperstone
Il nuovo baricentro operativo del mercato sul WTI/NATGAS CFD Pepperstone si colloca indicativamente tra 2,45 e 2,95 USD/MMBtu, con area centrale di oscillazione concentrata tra 2,70 e 2,83. Questa fascia identifica il laboratorio di contrattazione attuale, dove si deciderà se il rimbalzo dal minimo diventerà inversione o semplice correzione tecnica di un downtrend ancora attivo.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio oltre 100$: gamba rialzista o test del range?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il petrolio WTI si muove in area 101 dollari al barile, dopo una fase di forte volatilità che ha riportato energia e rischio geopolitico al centro della scena macro.
Le rilevazioni più recenti mostrano il Crude Oil in area 101.16 USD/bbl il 14 maggio, mentre il Brent resta più in alto, a conferma di una struttura ancora sostenuta ma non omogenea tra i due benchmark.
Il movimento delle ultime settimane arriva dopo una fase di consolidamento ad alta, un range elevato per il Brent compreso grossomodo tra 93 e 103.5 dollari di cui avevamo già accennato.
Questo significa che il petrolio non si trova più in una semplice fase di recupero tecnico, ma in un’area in cui i prezzi stanno cercando di capire se trasformare il premio geopolitico in trend duraturo oppure scaricarlo con una correzione ordinata.
Nelle ultime sedute la price action resta nervosa ma costruttiva, con i pullback che finora non hanno prodotto una vera inversione. Il quadro di breve rimane quindi positivo, ma più vicino a una fase di test del breakout che a una salita lineare e priva di attriti.
Struttura di fondo: bull trend tattico ma ancora instabile
Su orizzonte di medio periodo il petrolio si è lasciato alle spalle la fase più debole di inizio anno e ha ricostruito una struttura rialzista alimentata soprattutto da tensioni geopolitiche, rigidità percepita dell’offerta e timori su potenziali disruption.
Va’ sottolineato però che il mercato sta gradualmente passando da una logica guidata dai titoli di giornale a una logica più legata alla durata del rischio e agli equilibri tra domanda e offerta.
Questo punto è importante perché rende il trend rialzista ancora vivo, ma meno “pulito” di quanto appaia osservando solo l’ultima accelerazione. In sostanza il petrolio può ancora estendere, ma la salita ha bisogno di continue conferme, altrimenti il mercato tende a rientrare rapidamente verso le aree di equilibrio intermedie.
Finché i prezzi resteranno sopra le prime aree di supporto dinamico, il bias di fondo resterà costruttivo.
Solo un ritorno stabile sotto il cuore del breakout rimetterebbe davvero in discussione la narrativa di prosecuzione rialzista.
Nuova fascia 97–105: livelli USOil
Rispetto alla struttura precedente, il nuovo baricentro operativo del mercato sul WTI/USOil CFD Pepperstone si colloca indicativamente tra 97 e 105 dollari al barile, con area centrale di scambio tra 99 e 102.5.
Questa fascia identifica il nuovo laboratorio di contrattazione tra compratori e venditori dopo il recupero delle ultime settimane.
Principali livelli aggiornati (USOil / WTI CFD):
• Resistenza immediata 101.5–102.5 dollari: area del massimo recente e primo ostacolo al proseguimento dell’allungo; una chiusura daily solida sopra questa fascia può aprire spazio verso 104–105.
• Resistenza secondaria 104.0–105.0 dollari: zona di estensione tecnica e soglia oltre cui il mercato entrerebbe in una fascia più chiaramente impulsiva.
• Supporto primario 99.0–98.0 dollari: primo cuscinetto dopo l’ultima accelerazione; finché il mercato difende quest’area, il pullback resta fisiologico e compatibile con una struttura bullish.
• Supporto secondario 97.0–96.0 dollari: fascia di riequilibrio più profonda, coerente con una correzione tecnica senza danno strutturale completo.
• Supporto strutturale 93.5–92.0 dollari: area che riporta verso il vecchio range alto osservato sul Brent e che, per analogia strutturale, separa una semplice correzione da una vera riapertura del rischio ribassista.
Struttura tecnica: trend, momentum e scenari
La lettura tecnica attuale suggerisce un trend positivo ma non ancora completamente “liberato” al rialzo.
Si parlava di consolidazione elevata e di premio rischio destinato prima o poi a essere riassorbito, mentre altri segnali di mercato continuano a mostrare una struttura congestionata più che un bull trend perfettamente lineare.
In questo quadro, il base case resta costruttivo finché USOil rimane sopra 99–98 dollari e riesce a lavorare nuovamente l’area 101.5–102.5, con possibili estensioni verso 104–105. Se invece il mercato iniziasse a perdere stabilmente 98 e poi 97 dollari, aumenterebbe la probabilità di una normalizzazione più profonda del movimento con ritorno verso le vecchie aree di equilibrio.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq oltre 29.000? Estensione di distribuzione?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il Nasdaq 100 viaggia in area 29.100–29.300 punti, dopo aver segnato l’11 maggio un massimo intraday in area 29.300–29.400 e una chiusura in prossimità dei massimi storici aggiornati.
L’intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 25.400–25.600 ha quindi prodotto un’estensione di circa 3.500–3.700 punti in poco più di un mese, configurando una fase di “melt‑up” molto simile, per intensità, al rally di inizio anno ma con una pendenza ancora più marcata.
Nelle ultime sedute la price action mostra una progressione graduale sopra 28.700, con brevi fasi di consolidamento intraday ma chiusure giornaliere sistematicamente sopra 29.000, segnale di prese di profitto ancora contenute e di domanda attiva sui pullback di breve.
Le analisi tecniche sul Nasdaq 100 e sull’US 100 Tech Index evidenziano come il canale ascendente avviato dai minimi di aprile continui a reggere, con massimi e minimi crescenti che confermano la pressione rialzista in scia ai risultati trimestrali tech e al mantenimento di condizioni finanziarie ancora favorevoli al comparto growth.
I precedenti massimi storici in area 27.700–28.000, superati tra fine aprile e inizio maggio, sono ormai alle spalle e agiscono come primo supporto dinamico di medio periodo, mentre sopra 29.000 l’indice si muove in piena fase di price discovery rialzista su livelli mai esplorati prima.
Struttura di fondo: bull trend esteso e vivo?
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend di medio‑lungo periodo, riattivato dalla correzione di marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi di inizio aprile in area 25.400–25.600 che hanno segnato l’ultimo importante “higher low” del movimento.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 26.000, 27.000 e 28.000, fino alla progressione attuale verso l’area 29.300.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale dell’AI e della crescita degli utili delle big tech nel sostenere il premio di valutazione del Nasdaq 100 rispetto all’S&P 500, con diverse case che per il biennio 2026–2027 stimano ancora una crescita utili superiore per il comparto tech rispetto al mercato USA nel suo complesso.
In questo quadro, la fascia 25.000–25.600 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 27.000 il focus degli strategist resta più sulla sostenibilità delle valutazioni e sull’eventuale compressione dei multipli che non sulla tenuta del trend strutturale.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente e i supporti strutturali di medio periodo sopra 25.000–25.600 vengono difesi, anche correzioni violente sarebbero inquadrate come movimenti “in trend” all’interno di un bull market pluriennale, non come un’inversione definitiva.
Nuova fascia 28.000–30.000: livelli NAS100
Rispetto alla precedente fascia 26.500–28.500, l’ultima estensione ha spostato ulteriormente verso l’alto il baricentro del trading range: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD NAS100 / US Tech 100) si colloca indicativamente tra 28.000 e 30.000 punti, con la parte centrale del range concentrata nell’area 28.800–29.400.
Principali livelli aggiornati (NAS100, riferiti al cash NDX/US100):
• Resistenza immediata 29.300–29.500 punti: area dei massimi storici più recenti, in cui convergono la parte alta del canale ascendente daily e le proiezioni di Fibonacci dell’impulso partito dai minimi di aprile; una chiusura daily robusta sopra 29.500 aprirebbe spazio verso 29.800–30.000.
• Resistenza secondaria 29.800–30.000 punti: cluster di estensioni Fibonacci intermedie citate nelle proiezioni per il 2026 e target che diversi outlook indicano come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore “overshooting” del sentiment risk‑on.
• Supporto primario 28.800–28.600 punti: ex area di resistenza di fine aprile e zona dei livelli tecnici di breakout delle ultime settimane; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta coerente con una “bullish acceleration” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 28.200–28.000 punti: area di consolidamento che ingloba i supporti chiave di metà aprile, corrispondente al cuore del canale rialzista; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell’extra‑performance di aprile.
• Supporto strutturale 27.400–27.000 punti: fascia che include i minimi significativi del breakout di fine aprile; la sua rottura aprirebbe il corridoio 26.500–26.000 e segnalerebbe l’esaurimento dell’onda rialzista in essere, con rischio di ritorno verso il vecchio range 25.600–25.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 rimane marcatamente rialzista: il prezzo continua a muoversi sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni (valori non pubblicati in modo diretto dalle fonti ma coerenti con un indice sui massimi storici dopo un rally di oltre il 10% mensile), con la 20 che si mantiene sopra la 50 e quest’ultima sopra la 200, assetto tipico di una fase di trend forte.
Il distacco tra prezzo corrente (area 29.100–29.300) e medie lente, situate più in basso tra la fascia 27.000–26.000, descrive un trend di tipo “power up” ma allo stesso tempo esposto al rischio di ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio dinamico.
Gli oscillatori di momentum, pur non essendo riportati puntualmente dalle fonti consultate, risultano coerenti con una condizione di ipercomprato moderato‑avanzato: dopo un movimento così verticale, è ragionevole attendersi un RSI daily stabilmente sopra 60–65 e un MACD positivo, ma con probabilità crescente di segnali di rallentamento dell’accelerazione più che di inversione immediata.
Su time frame orario, la permanenza dei prezzi nella parte alta del canale 28.800–29.400 produce fasi di consolidamento laterale utili a scaricare solo parzialmente l’eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un’onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 28.600–28.200.
In questa mappa tecnica, sopra 29.300–29.500 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 29.800–30.000, mentre l’area 28.800–28.200 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑accelerazione.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 27.400–27.000 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di “bull trend esteso ma intatto”, aprendo spazio a un repricing più profondo del rischio tech verso 26.500–26.000.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq oltre 27.700: estensione finale o gamba di rialzo?Contesto attuale: dove siamo ora
A inizio maggio 2026 il Nasdaq 100 viaggia in area 27.700–27.800 punti dopo aver chiuso il 4 maggio a 27.731, con massimo intraday a 27.822, aggiornando ancora i massimi storici segnati a fine aprile.
L’intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 23.800–24.000 ha quindi prodotto un’estensione di circa 3.800–4.000 punti in meno di un mese, configurando una fase di “melt‑up” più marcata rispetto al precedente swing di marzo.
Nelle ultime sedute la price action mostra una progressione graduale sopra 27.300, con brevi fasi di consolidamento intraday ma chiusure giornaliere sistematicamente sopra 27.400, segnale di prese di profitto ancora contenute e di domanda attiva sui pullback.
Le analisi tecniche sul Nasdaq 100 evidenziano come il canale ascendente avviato dal minimo del 7 aprile a 23.808 continui a reggere, con massimi e minimi crescenti che confermano la pressione rialzista in scia ai risultati trimestrali tech e al graduale allentamento delle tensioni geopolitiche percepite a metà aprile.
I precedenti massimi storici in area 26.200–26.300, superati a metà aprile, sono ormai alle spalle e agiscono come supporto dinamico di medio periodo, mentre sopra 27.500 l’indice si muove in piena fase di price discovery rialzista.
Struttura di fondo: bull trend esteso ma vivo
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend di medio‑lungo periodo, riattivato dalla correzione di marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi 23.800–24.000 dell’inizio di aprile.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 24.500, 25.000, 26.000 e poi oltre 27.000, con la progressione odierna verso l’area 27.800.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale dell’AI e della crescita degli utili delle big tech nel sostenere il premio di valutazione del Nasdaq 100 rispetto all’S&P 500, con diverse case che per il biennio 2026–2027 stimano ancora una crescita utili superiore per il comparto tech.
In questo quadro, la fascia 23.000–23.800 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 25.000 il focus degli strategist resta più sulla sostenibilità delle valutazioni e sull’eventuale compressione dei multipli che non sulla tenuta del trend strutturale.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente e i supporti strutturali di medio periodo sopra 23.000–24.000 vengono difesi, anche correzioni violente sarebbero inquadrate come movimenti “in trend” all’interno di un bull market pluriennale, non come un’inversione definitiva.
Nuova fascia 26.500–28.500: livelli NAS100
ùRispetto alla precedente fascia 26.000–27.800, l’ultima estensione ha spostato ulteriormente verso l’alto il baricentro del trading range: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) si colloca indicativamente tra 26.500 e 28.500 punti, con la parte centrale del range concentrata nell’area 27.300–27.900.
Principali livelli aggiornati (NAS100, riferiti al cash NDX):
• Resistenza immediata 27.800–28.000 punti: area dei massimi storici più recenti, in cui convergono la parte alta del canale ascendente daily identificato dalle analisi sul Nasdaq CFD e le proiezioni di Fibonacci dell’impulso partito dai minimi di aprile; una chiusura daily robusta sopra 28.000 aprirebbe spazio verso 28.300–28.500.
• Resistenza secondaria 28.300–28.500 punti: cluster di estensioni Fibonacci intermedie citate nelle proiezioni per il 2026 e target che diversi outlook indicano come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore “overshooting” del sentiment risk‑on.
• Supporto primario 27.300–27.100 punti: ex area di resistenza di fine aprile e zona dei livelli tecnici 27.140–27.380 individuati come resistenze intermedie nelle analisi di aprile; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta coerente con una “bullish acceleration” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 26.800–26.500 punti: area di consolidamento che ingloba i supporti chiave 26.288–26.142 segnalati come pivot di breve periodo, corrispondente al cuore del canale rialzista; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell’extra‑performance di aprile.
• Supporto strutturale 25.800–25.300 punti: fascia che include il “key short‑term pivot” 25.320 e i minimi significativi di metà aprile, la cui rottura aprirebbe il corridoio 25.000–24.700 e segnalerebbe l’esaurimento dell’onda rialzista in essere con rischio di ritorno verso il vecchio range 24.000–23.500.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 rimane marcatamente rialzista: il prezzo continua a muoversi sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la 20 che ha completato un bullish crossover sopra la 50 e viaggia ben al di sopra della 200, assetto tipico di una fase di trend forte.
Il distacco tra prezzo corrente (area 27.700) e medie lente, situate diverse centinaia di punti più in basso tra 26.000 e 25.000, descrive un trend di tipo “power up” ma allo stesso tempo esposto al rischio di ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio dinamico.
Gli oscillatori di momentum confermano una condizione di ipercomprato moderato‑avanzato: l’RSI daily, già segnalato sopra 65–70 sulle analisi di metà aprile, continua a oscillare in area di ipercomprato, mentre il MACD resta positivo pur mostrando un appiattimento dell’istogramma coerente con una fase di rallentamento dell’accelerazione più che con un’inversione già in atto.
Su time frame orario, la permanenza dei prezzi nella parte alta del canale 27.300–27.800 produce fasi di consolidamento laterale utili a scaricare solo parzialmente l’eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un’onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 27.100–26.800.
In questa mappa tecnica, sopra 27.800–28.000 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 28.300–28.500, mentre l’area 27.300–26.800 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑accelerazione.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 25.800–25.300 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di “bull trend esteso ma intatto”, aprendo spazio a un repricing più profondo del rischio tech.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 26.500–28.500
· Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock sul fronte geopolitico e le big tech continueranno a consegnare utili complessivamente in linea o superiori alle attese, il Nasdaq (NAS100 CFD) ha spazio per mantenersi sopra 27.300–27.100 e lavorare stabilmente l’area 27.800–28.000, con possibili estensioni verso 28.300–28.500 in caso di ulteriore compressione del premio per il rischio.
In questo contesto i modelli trend‑following restano orientati a strategie di accumulazione sui “dips”, privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 27.300–26.800, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 26.500–25.800 a seconda dell’orizzonte temporale e della leva impiegata.
· Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche con impatto sulle condizioni finanziarie globali, oppure se dalle prossime trimestrali tech arrivassero sorprese negative su crescita e guidance, il premio di valutazione accumulato dall’indice potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento iniziale verso 27.300–26.800, per poi estendersi in caso di correzione più ampia verso 26.500–25.800, dove si concentrano i principali supporti statici e dinamici di breve‑medio periodo.
Solo una discesa stabile sotto 25.300–25.000 comprometterebbe la struttura dell’impulso di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 24.700–24.000, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 26.500–27.000.
In questa fase, la fascia 26.500–28.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot operativo del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 27.300–27.100 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 28.300–28.500 e un rientro più profondo verso il range 26.500–25.300 con normalizzazione del momentum dopo il “massive gap up” di inizio aprile.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EURUSD in consolidamento a 1,17 pausa salutare o vulnerabilità?EUR/USD si trova a fine aprile 2026 in una fase di consolidamento dopo il rimbalzo di inizio mese, con struttura ancora moderatamente rialzista ma momentum in graduale normalizzazione.
Contesto attuale: dove siamo ora
A fine aprile 2026 l’EUR/USD (CFD PEPPERSTONE) oscilla nell’area 1,17–1,18 dopo una fase di recupero dai minimi di marzo che ha riportato il cambio sopra le principali aree di supporto intermedio.
Il movimento di aprile ha visto il cross risalire dall’area 1,15–1,16 fino a spingersi più volte verso 1,18, con un’estensione di circa 200–250 pips in poche settimane, in un contesto di aumento della volatilità intraday ma range complessivamente controllato.
Nelle ultime sedute la price action mostra un consolidamento tra 1,17 e 1,18, con ripetuti test della fascia 1,18–1,1820 che hanno generato prese di profitto e shadow superiori sulle candele daily, senza tuttavia innescare per ora una rottura decisa dei supporti di breve.
Le analisi intraday evidenziano come la stabilizzazione sopra 1,17 sia coerente con un quadro di ritorno in “neutral zone” dopo il recupero dai minimi di marzo, con il mercato che sta pesando il differenziale di policy atteso tra Fed e BCE e i dati macro-misti provenienti dall’area euro.
In questo contesto, l’area 1,1640–1,1720 rimane il cuore del trading range di aprile, con il CFD EURUSD Pepperstone che riflette fedelmente i movimenti del cash EUR/USD, mantenendo spread tipicamente molto compressi grazie alla natura di major FX.
Struttura di fondo: trend di medio in fase di riequilibrio
Su orizzonte plurimensile l’EUR/USD arriva da una fase di pressione ribassista iniziata a inizio 2026, con il cambio che ha testato più volte area 1,15–1,16 prima di mettere a segno il rimbalzo tecnico di aprile.
Il recupero di questo mese ha consentito al cross di riportarsi sopra una serie di resistenze statiche intermedie (1,1640, 1,1720 e 1,1780), restituendo un quadro meno unidirezionale e più da fase di mean reversion all’interno di un contesto macro ancora dominato dalle aspettative sui tassi USA.
Crescita e politica monetaria sono macro favorevoli al dollaro per il 2026, pur con spazi di rimbalzo dell’euro legati a eventuali sorprese positive sui dati europei o ad una moderazione del tono restrittivo della Fed.
In questa lettura, la fascia 1,15–1,16 è vista come area di accumulazione tattica di breve per chi punta a rimbalzi correttivi dell’euro, mentre sopra 1,18 il dibattito degli strategist si concentra più sulla sostenibilità del recupero rispetto al quadro fondamentale che sulla prosecuzione lineare del bull di breve.
Finché le medie mobili principali sul daily (in particolare la 100 giorni) continuano a girarsi gradualmente verso l’alto e i supporti strutturali sopra 1,15 rimangono difesi, eventuali correzioni vengono ancora inquadrate come movimenti “in range” all’interno di un mercato valutario che non ha ancora imboccato una tendenza pluriennale definita.
Nuova fascia 1,1640–1,1840: livelli Pepperstone EURUSD
Rispetto alla precedente fascia di negoziazione 1,1530–1,1720, il mercato ha progressivamente spostato il baricentro del trading range verso l’alto: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sull’EUR/USD è centrato tra 1,1640 e 1,1840.
Principali livelli aggiornati:
• Resistenza immediata 1,1800–1,1840: area di massimi recenti e principale soglia psicologica di aprile, dove convergono resistenze giornaliere e proiezioni di Fibonacci del rimbalzo partito dai minimi di marzo; una chiusura daily robusta sopra 1,1840 aprirebbe spazio verso 1,19–1,1910.
• Resistenza secondaria 1,1910–1,1970: cluster di estensioni Fibonacci intermedie e livelli indicati da diverse analisi come target teorico di un’eventuale onda correttiva più ampia dell’euro contro dollaro nel corso di Q2 2026.
• Supporto primario 1,1720–1,1670: ex zona di resistenza tornata area di congestione, coincidente con supporti intraday chiave; finché le chiusure giornaliere rimangono sopra questa fascia, la struttura resta di “bullish consolidation” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long di breve.
• Supporto secondario 1,1640–1,1590: zona di breakout di inizio aprile e passaggio di diversi pivot tecnici, in prossimità dei minimi relativi di inizio mese; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non fortemente direzionali, sarebbe coerente con un normale consolidamento del rimbalzo.
• Supporto strutturale 1,1530–1,1500: fascia che ingloba i minimi significativi di marzo e il “key medium‑term pivot” individuato da molte analisi giornaliere; una rottura confermata aprirebbe il corridoio 1,1450–1,14 e segnalerebbe un possibile ripristino del bias ribassista di fondo sul cambio.
Questi livelli trovano corrispondenza anche nelle tabelle di supporto/resistenza pubblicate dai desk di analisi su EUR/USD, con 1,1720–1,1780–1,1840 come principali resistenze e 1,1640–1,1590–1,1530 come supporti progressivi di periodo.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sull’EUR/USD daily appare in fase di riequilibrio: il prezzo si muove in prossimità o leggermente sopra le principali medie (50 e 100 periodi), con i segnali di alcuni desk ancora orientati a favore di un bias moderatamente rialzista di breve finché le quotazioni rimangono sopra l’area 1,1640–1,1670.
Il distacco tra prezzo corrente (area 1,17–1,18) e medie lente rimane contenuto, descrivendo un trend “moderately up” ma non in estensione estrema, con spazio per ritracciamenti ordinati verso le zone di equilibrio senza che ciò comprometta immediatamente la struttura di recupero.
Gli oscillatori di momentum restituiscono un quadro di forza in raffreddamento: l’RSI a 14 periodi è stato recentemente indicato in area 55–57, sopra la linea di neutralità ma lontano dall’ipercomprato, mentre il MACD mostra un tentativo di consolidamento dopo la fase di recupero, senza segnali chiari di inversione strutturale.
Su time frame orario, le fasi laterali attorno a 1,17 hanno contribuito a scaricare parte dell’eccesso di momentum generato dal movimento di inizio aprile, mantenendo una struttura coerente con un’onda correttiva rialzista ancora attiva finché i pullback restano contenuti sopra 1,1640–1,1590.
In questa mappa tecnica, sopra 1,1800–1,1840 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 1,19–1,1970, mentre la fascia 1,1720–1,1590 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto a protezione del rimbalzo di aprile.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 1,1530–1,1500 metterebbe in discussione la narrativa di recupero di breve sull’euro e riaprirebbe scenari di ritorno verso i minimi di periodo nell’area 1,14–1,1350.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 1,1640–1,1840
· Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock macro o geopolitici rilevanti e i dati europei dovessero mantenersi in linea o leggermente sopra le attese, l’EUR/USD ha spazio per mantenersi sopra 1,1720–1,1670 e lavorare la fascia 1,1800–1,1840 con possibili estensioni verso 1,19–1,1910.
In questo contesto i modelli trend‑following restano orientati a strategie di acquisto sui “dips”, privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 1,1720–1,1640, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 1,1590–1,1530.
· Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche con impatto su petrolio e condizioni finanziarie globali, o dovessero arrivare sorprese negative dai dati dell’area euro e da eventuali revisioni restrittive della guidance delle banche centrali, il premio di valutazione accumulato dall’euro potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento prima verso 1,1720–1,1640, poi verso 1,1590–1,1530 in caso di correzione più ampia.
Solo una discesa stabile sotto 1,1500–1,1450 comprometterebbe la struttura del recupero di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 1,14–1,1350, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 1,17–1,18.
In questa fase, la fascia 1,1640–1,1840 sull’EUR/USD (CFD Pepperstone EURUSD) rappresenta il nuovo pivot del principale cross valutario globale: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 1,1720–1,1670 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del recupero verso 1,19–1,1970 e un rientro più profondo verso il range 1,1590–1,1500 con normalizzazione del momentum dopo il rimbalzo di inizio aprile.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
GBPUSD in quota 1,35: consolidamento o nuova gamba rialzista?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine aprile 2026 il cambio GBP/USD oscilla poco sopra 1,34–1,35, con i dati storici che indicano un close del 30 aprile in area 1,35 circa (1,3480–1,3496), dopo alcune sedute laterali attorno a questi livelli.
Il movimento delle ultime settimane ha visto la sterlina risalire dai minimi di marzo in area 1,31–1,32 fino a testare più volte la zona 1,36, con un’estensione di circa 400–500 pips, favorita dalla fase di indebolimento del dollaro e da attese di Bank of England relativamente meno accomodante.
Nelle ultime sedute la price action mostra un consolidamento nella fascia 1,3450–1,3550, con candele daily che alternano shadow superiori e inferiori in corrispondenza dei livelli 1,35–1,36, confermando prese di profitto senza però rompere in modo deciso i supporti tecnici di breve.
Analisi giornaliere evidenziano un cambio che “tiene” sopra supporti chiave (1,3445–1,3480) e si mantiene poco sopra la media mobile a 50 giorni, mentre sul grafico daily si sviluppa una struttura di possibile bull flag o continuation pattern rialzista.
In questo contesto, l’area 1,3445–1,3540 resta il cuore del range operativo di fine aprile, con il CFD GBPUSD di Pepperstone che replica il cash con spread tipicamente contenuti, come è usuale sulle major FX.
Struttura di fondo: rimbalzo da marzo e bias moderatamente rialzista
Su orizzonte plurimensile il GBP/USD arriva da una fase di correzione che ha toccato un minimo significativo in area 1,3150–1,3160 tra fine marzo e inizio aprile, zona da cui è partito l’attuale rimbalzo.
La reazione di aprile ha permesso alla coppia di riportarsi sopra una serie di resistenze statiche intermedie (1,33, 1,34 e 1,35), spostando il quadro da dominanza ribassista a fase di recupero strutturato, con il prezzo che ora lavora sopra la 50‑day EMA e in prossimità delle medie più lente.
Diverse analisi tecniche sottolineano la formazione di pattern di inversione rialzista, tra cui un testa‑spalle rovesciato e una uscita da wedge discendente, elementi che rafforzano la narrativa di un bull di breve/medio periodo sul cable.
In termini macro, il quadro di attese su Fed e BoE rimane centrale: i recenti segnali di lieve indebolimento del dollaro e le aspettative su possibili mosse BoE meno accomodanti rispetto alla Fed hanno sostenuto il recupero della sterlina, pur in un contesto di volatilità sensibile ai dati su inflazione UK e USA.
Finché i supporti strutturali sopra 1,33–1,32 rimangono difesi e le medie mobili di medio periodo continuano a fornire sostegno, le correzioni brusche vengono ancora lette come movimenti “in trend” all’interno di un bull di medio in costruzione piuttosto che come l’avvio di un nuovo leg down.
Nuova fascia 1,3445–1,3650: livelli Pepperstone GBPUSD
Rispetto alla precedente fascia 1,3150–1,3450, il mercato ha spostato il baricentro del trading range più in alto: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul cable (CFD Pepperstone GBPUSD su TradingView) è centrato tra 1,3445 e 1,3650.
Principali livelli aggiornati (CFD Pepperstone GBPUSD, riferito al cash GBP/USD):
• Resistenza immediata 1,3560–1,3600: area dei massimi recenti e target indicato da più analisi di aprile, zona di R1/R2 intraday e parte alta del wedge rialzista; una chiusura daily solida sopra 1,3600 aprirebbe spazio verso 1,37.
• Resistenza secondaria 1,3700–1,3750: cluster di estensioni Fibonacci e livello psicologico segnalato come possibile obiettivo di proiezione dell’attuale onda rialzista; sopra 1,3750 aumenterebbe il rischio di short covering verso area 1,38.
• Supporto primario 1,3500–1,3480: ex resistenza chiave e primo pivot di breve, indicata da vari desk come area di S1 intraday; finché le chiusure rimangono sopra questi livelli, la struttura resta di consolidamento rialzista con pullback funzionali a nuovi ingressi long.
• Supporto secondario 1,3445–1,3400: zona di supporto daily citata come “key level” in diverse analisi, coincidente con minimi recenti e passaggio di medie di breve; un ritorno su quest’area, con volumi non marcatamente distributivi, rientra in un normale riaggiustamento dopo il rally da 1,3150.
• Supporto strutturale 1,3330–1,3250: fascia che ingloba minimi intermedi di marzo e area di partenza dell’ultimo impulso; la sua rottura in chiusura giornaliera riaprirebbe il corridoio verso 1,32–1,3150, rimettendo in discussione la narrativa rialzista di medio.
Le tabelle di supporto/resistenza pubblicate a metà/fine aprile mostrano livelli molto vicini a questi, con resistenze concentrate a 1,3540–1,3580–1,3600 e supporti in area 1,3500–1,3470–1,3445.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
Sul daily del GBP/USD il prezzo si mantiene in prossimità della media a 50 giorni e sopra o vicino alla 100 giorni, con segnali misti sulla 20 giorni (in alcuni casi ancora leggermente ribassista) ma un quadro complessivo che resta lievemente favorevole alla sterlina.
La distanza tra i prezzi attuali (1,34–1,35) e le medie lente non è estrema, suggerendo un trend rialzista di recupero ma non in iperestensione, con ampio margine per pullback ordinati verso 1,3480–1,3445 senza deteriorare immediatamente la struttura di fondo.
Gli oscillatori di momentum forniscono indicazioni nel complesso positive ma non euforiche: set‑up recenti mostrano MACD e PPO prevalentemente in territorio positivo o in fase di incrocio rialzista, mentre l’RSI giornaliero oscilla attorno alla zona 50–60, spesso descritto come quadro di forza moderata.
Su time frame orario le ultime sessioni evidenziano una serie di micro‑range tra 1,3480 e 1,3560 che stanno lentamente scaricando l’eccesso di momentum accumulato dal rally precedente, mantenendo una struttura coerente con un possibile continuation pattern finché i pullback restano sopra 1,3445–1,3400.
In questa mappa tecnica, sopra 1,3560–1,3600 il cambio entrerebbe in una nuova fase di price discovery rialzista verso 1,37–1,3750, mentre la fascia 1,3500–1,3445 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑rally di aprile.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 1,3330–1,3250 metterebbe in discussione il quadro di recupero avviato da marzo, riaprendo scenari di ritorno verso i minimi in area 1,32–1,3150.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 1,3445–1,3650
· Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane il sentiment sul rischio globale resterà costruttivo e non vi saranno sorprese restrittive inattese da parte di Fed e BoE, il GBP/USD (CFD Pepperstone GBPUSD) ha spazio per mantenersi sopra 1,3500–1,3480 e lavorare nuovamente la fascia 1,3560–1,3600, con possibili estensioni verso 1,37.
In questo contesto, i modelli trend‑following restano orientati a strategie di accumulazione sui “dips”, privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 1,3500–1,3445, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 1,3400–1,3330.
· Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero emergere dati macro negativi per l’economia UK (crescita, inflazione, mercato del lavoro) o un ritorno di forza del dollaro sulla scia di sorprese hawkish dalla Fed o di tensioni geopolitiche, il cambio potrebbe avviare un ritracciamento più ampio prima verso 1,3445–1,3400, poi verso 1,3330–1,3250.
Solo una discesa stabile sotto 1,3250–1,3200 comprometterebbe in modo netto la struttura del recupero di aprile, aprendo spazio a una revisione ribassista più profonda con possibili estensioni verso 1,3150, area che diversi desk individuano come target di profit‑taking per strategie short attivate sopra 1,35–1,36.
In questa fase, la fascia 1,3445–1,3650 sul GBP/USD (CFD Pepperstone GBPUSD) rappresenta il nuovo pivot operativo del mercato sulla sterlina: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 1,3500–1,3480 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del rimbalzo verso 1,37–1,3750 e un rientro più profondo verso il range 1,3400–1,3330 con progressiva normalizzazione del momentum.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq in orbita sui 27.300 spinta inesauribile o pullback?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine aprile 2026 il Nasdaq 100 oscilla poco sopra i 27.200 punti dopo aver chiuso il 27 aprile nell’area 27.270–27.300, aggiornando i massimi storici segnati nella settimana precedente.
Il movimento di aprile ha visto l’indice risalire dai minimi di area 23.700–24.000 di fine marzo/inizio aprile sino all’attuale zona 27.000 e oltre, con un’estensione di circa 3.000 punti in meno di un mese.
Nelle ultime sedute la price action mostra un consolidamento sopra 26.800–27.000 dopo diversi tentativi di attacco a 27.300–27.400, con candele daily che evidenziano prese di profitto intraday ma ancora incapaci di rompere i supporti chiave.
Il Nasdaq 100 ha quindi toccato un massimo intraday nella settimana del 22 aprile, confermando la pressione rialzista sul comparto tech in scia ai risultati trimestrali e al sollievo geopolitico legato alla tregua USA‑Iran.
La precedente accelerazione da 23.000–24.000 ha quindi già trasformato i vecchi massimi storici in area 26.200–26.300 in supporto intermedio, lasciando l’indice in piena fase di price discovery rialzista sopra 27.000.
Struttura di fondo: bull trend esteso ma vivo
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend e riattivato dalla correzione di marzo 2026, quando l’indice ha reagito con forza dalla fascia 23.000–24.000.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 24.500, 25.000, 26.000 e fino ai nuovi massimi oltre 27.000.
Le analisi macro di inizio 2026 continuano a sottolineare il ruolo dell’AI e della forza utili del comparto big tech, con diverse case che stimano per il 2026–2027 una crescita degli utili del Nasdaq 100 ancora superiore a quella dell’S&P 500.
In questo quadro, la fascia 23.000–23.800 viene ormai interpretata come area di accumulazione completata, mentre sopra 25.000 il dibattito degli strategist si concentra più sulla sostenibilità delle valutazioni che sulla tenuta del trend di fondo.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente e i supporti strutturali di medio periodo sopra 23.000 vengono difesi, le correzioni violente restano inquadrate come movimenti “in trend” all’interno di un bull market pluriennale.
Nuova fascia 26.000–27.800: livelli Pepperstone NAS100
Rispetto alla precedente fascia 25.500–27.000, il mercato ha spostato il baricentro del trading range verso l’alto: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è centrato tra 26.000 e 27.800 punti.
Principali livelli aggiornati (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX):
• Resistenza immediata 27.300–27.400 punti: area dei massimi storici recenti, in cui convergono parte alta del canale ascendente daily e proiezioni di Fibonacci dell’impulso partito dai minimi di fine marzo; una chiusura daily robusta sopra 27.400 aprirebbe spazio verso 27.800–28.000.
• Resistenza secondaria 27.800–28.000 punti: cluster di estensioni Fibonacci intermedie e target indicato da diverse analisi previsionali per Q2 2026 come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore.
• Supporto primario 26.700–26.500 punti: ex area di consolidamento di metà aprile e vecchia resistenza psicologica, ora primo pivot di breve; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta di “bullish acceleration” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 26.100–25.800 punti: zona di breakout di inizio aprile, coincidente con massimi precedenti e passaggio delle prime medie mobili di trend; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe coerente con un normale consolidamento dopo l’extra‑performance di aprile.
• Supporto strutturale 25.200–24.800 punti: fascia che ingloba i minimi significativi di fine marzo/inizio aprile e il “key medium‑term pivot” individuato da diversi desk, la cui rottura aprirebbe il corridoio 24.000–23.500 e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista in essere.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 resta marcatamente rialzista: il prezzo si mantiene sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la 20 giorni che ha già incrociato al rialzo la 50 e viaggia ben sopra la 200, tipico assetto di una fase di trend forte.
Il distacco tra prezzo corrente (area 27.200 e oltre) e medie lente, collocate diverse centinaia di punti più in basso, descrive un trend “power up” ma anche vulnerabile a ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio.
Gli oscillatori di momentum confermano una condizione di ipercomprato moderato: l’RSI daily viaggia stabilmente sopra 70, senza ancora segnali strutturali di divergenza ribassista, mentre il MACD rimane in territorio positivo pur iniziando a mostrare un appiattimento dell’istogramma.
Su time frame orario, fasi di consolidamento laterale attorno a 27.000 stanno scaricando solo parzialmente l’eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un’onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 26.500–26.100.
In questa mappa tecnica, sopra 27.300–27.400 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 27.800–28.000, mentre l’area 26.700–25.800 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑accelerazione.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 25.200–24.800 metterebbe in discussione la narrativa dominante di “bull trend esteso ma intatto”.
Scenari di rezione dei prezzi sulla fascia 26.000–27.800
• Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock sul fronte geopolitico e le big tech continueranno a consegnare utili superiori o in linea con le attese, il Nasdaq (NAS100 CFD) ha spazio per mantenersi sopra 26.700–26.500 e lavorare l’area 27.300–27.400 con possibili estensioni verso 27.800–28.000.
In questo contesto i modelli trend‑following restano orientati a strategie di accumulazione sui “dips” privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 26.700–26.100, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 25.800–25.200.
• Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche con impatto su petrolio e condizioni finanziarie globali, o arrivare sorprese negative dalle trimestrali tech, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento prima verso 26.700–26.100, poi verso 25.800–25.200 in caso di correzione più ampia.
Solo una discesa stabile sotto 24.800–24.500 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 24.000–23.500, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 26.500.
In questa fase, la fascia 26.000–27.800 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 26.700–26.500 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 27.800–28.000 e un rientro più profondo verso il range 25.800–24.800 con normalizzazione del momentum dopo il “massive gap up” di inizio aprile
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio: direzione 100$? Hormuz ancora chiuso, tregua deboleLa tenuta sopra 95–96 USD deciderà se il rimbalzo post-spike da Hormuz si consolida in nuovo range rialzista o cede di fronte a una de-escalation diplomatica più credibile.
La seduta del 23 aprile 2026 consegna al mercato petrolifero una nuova sessione ad alta tensione: il CFD WTI Cash (Spot) Contract quotato su TradingView tramite Pepperstone (ticker SPOTCRUDE) tratta nuovamente sopra 97 USD, in rialzo di oltre l’1% rispetto alla chiusura precedente in area 96 USD, con un range intraday che oscilla indicativamente tra 95,6 e 100,5 USD e apertura intorno a 95,9 USD, a testimonianza di una price action in accelerazione rialzista. Il movimento è alimentato da ulteriori sviluppi geopolitici nel Golfo: l’Iran mantiene di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale, dopo aver sequestrato due navi, e ha chiarito che non intende riaprirlo finché resterà operativo il blocco navale statunitense. Il Brent si colloca stabilmente sopra quota 100 USD in mattinata, confermando una tensione strutturale sui mercati energetici globali e una forte sensibilità a ogni headline proveniente dall’area.
Il catalizzatore di questa fase è duplice: da un lato, la politica commerciale aggressiva dell’amministrazione Trump e l’incertezza macro generata dal nuovo pacchetto di dazi (“Liberation Day”); dall’altro — e in modo più diretto — la crisi militare USA‑Iran esplosa con gli strike di fine febbraio 2026, che ha portato alla chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz e all’emersione di un premio geopolitico strutturale incorporato nel prezzo del greggio. Il Presidente Trump ha annunciato l’estensione del ceasefire con Teheran senza fornire una nuova scadenza, mentre l’Iran ha rifiutato ulteriori colloqui mediati dal Pakistan e continua a bloccare il transito nel chokepoint. Le principali headline sintetizzano che i prezzi del petrolio restano sostenuti dopo la decisione americana di prolungare il cessate il fuoco, mentre diversi desk di ricerca collocano la fascia di equilibrio tattica del WTI nell’area 88–100 USD, con potenziali estensioni verso 105 USD in caso di nuova escalation.
Contesto attuale: prezzo in area 96–100 USD, rimbalzo sostenuto su doppio driver inventari/geopolitica
Il CFD SPOTCRUDE su Pepperstone/TradingView mostra in queste ore un prezzo intorno a 97–98 USD, con range intraday di giornata approssimativamente compreso tra 95,6 e 100,5 USD e chiusura precedente in area 96,3 USD, a delineare una seduta dominata dai compratori dopo il test dei minimi della scorsa settimana. Il future continuo NYMEX CL ha archiviato la sessione del 22 aprile in area 89–93 USD, con un progresso di oltre il 3% rispetto alla seduta precedente, mentre il WTI spot ha aggiornato i massimi intraday tra 96 e 97 USD prima dell’affondo verso la soglia psicologica dei 100 USD.
Sul brevissimo termine, la price action degli ultimi tre-cinque giorni descrive un rimbalzo tecnico rapido e strutturato: dai minimi settimanali in area 85–87 USD, toccati intorno al 17 aprile, il WTI ha messo a segno un recupero superiore a 10–12 USD, configurando una gamba rialzista di medio respiro. Il movimento è supportato da un doppio driver fondamentale. Sul fronte scorte, i dati dell’American Petroleum Institute hanno segnalato un draw di circa 4,5 milioni di barili nella settimana terminata il 17 aprile, a fronte di attese intorno a 1,2 milioni, indicando un assorbimento più consistente dell’offerta. Sul fronte geopolitico, il protrarsi della chiusura di Hormuz, i sequestri di navi e il rinvio di un negoziato strutturato mantengono elevato il premio di rischio sulla supply chain energetica. La combinazione di inventari in contrazione e rischio di offerta in aumento alimenta un repricing del WTI verso la parte alta del nuovo corridoio 90–105 USD.
Struttura di fondo: bull trend maturo, costruito su Hormuz, in fase di consolidamento post‑spike estremo
Su orizzonte annuale il trend del WTI resta chiaramente rialzista: il 52‑week range del future continuo CL va da circa 55 USD a oltre 110 USD, con i prezzi spot attuali in area 95–100 USD che implicano un apprezzamento superiore al 70% dai minimi dell’ultimo anno. Tra il 2025 e l’inizio 2026 il mercato ha rotto in successione le principali resistenze statiche a 70, 80 e 90 USD, con accelerazioni in corrispondenza dei picchi di tensione nel Golfo. Il grande spike di inizio marzo 2026, legato alla chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz, ha proiettato il WTI dall’area pre‑crisi intorno ai 70 USD fino a massimi intraday oltre 110–115 USD, in uno dei movimenti settimanali più violenti degli ultimi anni.
Il picco del 7–9 aprile, con massimi in area 117 USD e chiusure sopra 110 USD, ha segnato l’estremo del ciclo impulsivo, prima che l’annuncio del primo ceasefire di Trump generasse un ritracciamento di circa il 15% verso 95–96 USD, senza però invertire il trend. La sequenza Iran/Hormuz ha prodotto un classico ciclo “spike–ritracciamento–consolidamento” intorno a una nuova fascia di equilibrio molto più alta rispetto al pre‑crisi (circa 70 USD), mantenendo attivo un premio geopolitico strutturale. Questo premio è ben visibile nel divario tra i prezzi correnti in area 95–100 USD e le stime fondamentali pre‑crisi di grandi istituzioni (come JPMorgan sul Brent intorno a 60 USD per il 2026) e nel fatto che la media mobile esponenziale a 200 giorni resta molto più in basso, intorno a 72–73 USD, a conferma di un bull trend di lungo periodo ancora intatto anche in presenza di correzioni di 15–20 USD.
Lo Stretto di Hormuz rimane il principale chokepoint energetico globale: le stime EIA e Statista indicano che nel 2022–2023 vi è transitato circa il 20–21% del consumo mondiale di liquidi petroliferi, con flussi medi superiori a 20 milioni di barili al giorno. Con il blocco navale ancora in essere e l’Iran che vincola la riapertura a concessioni politiche sostanziali, è ragionevole aspettarsi che il premio energetico resti incorporato nei prezzi finché non emergerà una soluzione negoziale credibile e verificabile.
Nuova fascia di equilibrio 90–105 USD: campo di battaglia tra bull e bear
La precedente zona di equilibrio a 70–80 USD è ormai lontana e funge da base strutturale di lungo periodo, mentre il nuovo corridoio operativo post‑crisi è 90–105 USD, oggi vero campo di battaglia tra compratori e venditori sul WTI. All’interno di quest’area i livelli tecnici del CFD SPOTCRUDE su Pepperstone/TradingView possono essere così letti: la prima resistenza è 100–102 USD, soglia psicologica già testata più volte, dove una chiusura daily sopra 100 USD aprirebbe spazio verso 102–105 USD e segnerebbe il passaggio a un range rialzista più strutturato. La seconda resistenza a 105–108 USD coincide con le chiusure di inizio aprile e rappresenta la successiva area di congestione, oltre la quale tornerebbero nel mirino i massimi di ciclo in zona 110–117 USD, che costituiscono una resistenza avanzata: un breakout consolidato di quest’ultima fascia indicherebbe una fase di iperestensione, con il mercato che inizierebbe a prezzare una vera crisi di offerta dal Golfo.
Sul fronte dei supporti, il livello primario è 95–96 USD, fulcro dell’attuale consolidamento: finché le chiusure daily restano sopra questa fascia, il pullback è da considerare fisiologico e il corridoio 95–105 USD rimane valido come range operativo principale. Il supporto secondario a 90–92 USD, allineato ai minimi di fine aprile, è il primo “cuscinetto” in caso di prese di profitto più profonde e può offrire ingressi long tattici purché il rientro sia ordinato e non impulsivo. Più in basso, l’area cardine 85–87 USD coincide con il minimo post‑ceasefire: una rottura netta e confermata di questa zona segnalerebbe uno sgonfiamento più marcato del premio geopolitico, con possibili estensioni verso 80–78 USD, dove si colloca il supporto strutturale 78–75 USD; solo una permanenza prolungata sotto 75 USD metterebbe realmente in discussione il bull trend di lungo periodo, tuttora supportato dalla 200 EMA in area 72–73 USD
Struttura tecnica: trend forte su base annuale, momentum in ripresa, oscillatori su livelli neutro‑rialzisti
Struttura tecnica solida sul WTI/SPOTCRUDE, con prezzo stabilmente sopra EMA 200, EMA 100 e SMA 50 in pendenza positiva e sequenza di massimi e minimi crescenti ancora intatta: il quadro resta da “strong buy” su base plurimensile, con preferenza per acquisti sui pullback nell’area 90–105 USD. Il momentum è costruttivo ma non estremo (RSI 60–65, MACD positivo ma meno accelerato, ADX ~30), coerente con prosecuzione del trend senza eccessi. Operativamente, sopra 100–102 USD si apre spazio verso 105–108 USD; 90–92 USD è il primo supporto dinamico, mentre sotto 85 USD aumentano le probabilità di riassorbimento del premio geopolitico verso 78–75 USD. Una de‑escalation credibile (riapertura Hormuz o accordo USA‑Iran) favorirebbe prese di profitto con ritorni verso 90–92 e possibile estensione a 85–87 USD; al contrario, un’escalation severa potrebbe spingere i prezzi verso 110–117 USD, con code fino a 120–130 USD. In questo contesto, 90–105 USD resta il pivot chiave: tenute sopra 95–96 USD mantengono un premio geopolitico elevato, breakout confermati sopra 100–102 USD riattivano i massimi di ciclo, mentre solo una normalizzazione diplomatica riporterebbe il WTI verso 60–75 USD.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
S&P 500: recupero impulsivo oltre 7.100 a difesa del breakoutLa capacità del S&P 500 (US500 - CFD Pepperstone) di consolidare stabilmente sopra 6.994–7.000 punti sarà decisiva per capire se il recupero dai minimi strutturali di inizio aprile evolve in una nuova gamba impulsiva verso 7.300–7.500 oppure resta un rimbalzo tecnico da ricopertura in un contesto macro ancora sotto pressione geopolitica e incertezza sulle politiche commerciali globali.
Il 21 aprile 2026 lo S&P 500 ha vissuto una fase di consolidazione rialzista nella parte alta del canale ascendente costruito dai minimi di inizio aprile, con il CFD Pepperstone US500 che quota in area 7.128,5 punti (+0,11% vs chiusura precedente, +7,9 punti), range intraday 7.119,4–7.134,9 e massimo recente a 7.151,9.
Il recupero complessivo dai minimi strutturali di 6.311,6, segnati nella prima settimana di aprile, supera gli 820 punti in meno di tre settimane — un movimento che per ampiezza e velocità richiama le grandi fasi di ricopertura short tipiche dei rimbalzi impulsivi post-correzione.
Il SuperTrend giornaliero è in configurazione "Up Trend" a 6.847,3 e la SMA di riferimento si attesta a 6.994,3, entrambi distanziati positivamente dal prezzo corrente, a conferma di una struttura direzionale rialzista intatta. L'RSI giornaliero a 73,57 (RSI-based MA: 61,73) descrive una condizione di ipercomprato coerente con un impulso reale, ma che aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi nelle prossime sessioni. Il VIX quota 20,83, in lieve riduzione, segnalando una normalizzazione della volatilità implicita rispetto ai picchi di inizio aprile, mentre il Dollar Index (USDX) si mantiene a 98,156, elemento di supporto neutro per i mercati azionari USA.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone S&P 500 US500)
Il CFD Pepperstone US500, che replica il cash price dello S&P 500 derivato dai liquidity provider a partire dal future E‑Mini front-month, quota il 21 aprile 2026 in area 7.128,5 punti, con apertura a 7.119,6, massimo intraday a 7.134,9 e minimo a 7.119,4. Il prezzo si trova nella parte alta del canale rialzista di breve costruito dai minimi strutturali di aprile, con la candela corrente che consolida sotto il massimo recente di 7.151,9, primo livello di offerta statica identificabile sul grafico daily.
La seduta del 7 aprile aveva già mostrato segnali di tenuta sulla soglia critica in area 6.311,6 — il minimo strutturale più significativo visibile sul grafico, corrispondente al bottom della correzione di marzo–aprile 2026 — trasformando quell'area nella base di lancio del rimbalzo impulsivo delle settimane successive. Da quel livello lo S&P 500 ha superato in rapida sequenza le resistenze statiche a 6.500, 6.800, 7.000 e 7.100, con la trendline ribassista del canale correttivo partito dai massimi di febbraio violata con decisione al rialzo e trasformata in supporto dinamico. Il movimento non viene trattato dal mercato come un semplice picco di liquidità isolato: le ricoperture short aggressive e la tenuta dei minimi su ogni tentativo di pullback segnalano che la pressione direzionale rialzista è strutturalmente attiva anche nelle sessioni di consolidamento.
Struttura di fondo: trend rialzista riaccelerato dal recupero tecnico (CFD Pepperstone S&P 500)
Su orizzonte plurimensile, lo S&P 500 mostrava già prima del rimbalzo di aprile 2026 un bull trend di lungo periodo ben strutturato: la correzione di febbraio–aprile, pur significativa in termini di punti ceduti, si è configurata come una fase distributiva all'interno di un ciclo rialzista più ampio, contenuta dalla tenuta del supporto strutturale in area 6.311,6 che ha impedito una degenerazione ribassista più profonda. Il superamento progressivo delle resistenze statiche intermedie ha costruito una nuova sequenza di minimi e massimi crescenti, con la trendline discendente del canale correttivo di lungo periodo finalmente violata al rialzo e trasformata in supporto dinamico.
La struttura fondamentale rafforza questa lettura: lo S&P 500, pur avendo una composizione settoriale più diversificata rispetto al Nasdaq 100 e un rapporto Costo del Venduto/Ricavi intorno al 65% — che lo rende più sensibile ai costi delle importazioni rispetto ai pure-tech — beneficia della resilienza dei settori difensivi, finanziari e industriali e di una crescita degli utili 2026 attesa ancora positiva e superiore al consensus iniziale. In questo quadro, la fascia 6.000–6.300 viene riassorbita come area di accumulazione completata, lasciando spazio a correzioni tecniche anche violente ma ancora pienamente "in trend" finché le medie lente restano orientate positivamente.
La logica della nuova fascia 6.800–7.300 sul CFD Pepperstone S&P 500 (US500)
La vecchia fascia 6.300–6.600 si è trasformata in zona di breakout confermata; il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul CFD US500 Pepperstone è ora centrato tra 6.800 e 7.300 punti. È qui che si decide se il mercato consoliderà il recupero dai minimi di aprile per un allungo verso 7.300–7.500 o se tornerà a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari a 6.847–6.600.
• Resistenza immediata 7.151,9–7.200 punti: massimo recente della sessione corrente e primo livello di offerta statica visibile sul grafico daily; una chiusura daily stabile sopra 7.151,9 consoliderebbe il breakout e aprirebbe spazio verso 7.300 e la successiva zona psicologica di 7.500. È il livello discriminante di breve da monitorare nelle prossime sessioni.
• Resistenza secondaria 7.300–7.500 punti: target dell'impulso rialzista attivo e zona di price discovery verso i massimi storici precedenti; area in cui diversi desk individuano livelli per prese di profitto tattiche e coperture di portafoglio dopo l'accelerazione di aprile, senza però che questo comprometta la struttura direzionale rialzista di fondo.
• Supporto primario 6.994,3–7.000 punti: livello attuale della SMA di riferimento e soglia psicologica tonda; primo cuscinetto di supporto dinamico post-impulso e livello chiave per i compratori di medio periodo; un pullback verso questa fascia, se rispettato in chiusura daily, offrirebbe punti di ingresso long tattici verso 7.150–7.300 senza compromettere la struttura rialzista.
• Supporto secondario 6.847,3–6.900 punti: livello attuale del SuperTrend "Up Trend" giornaliero; finché le chiusure restano sopra il SuperTrend, la struttura rialzista rimane tecnicamente integra e i pullback verso questa fascia andrebbero considerati opportunità di ingresso per strategie long di medio periodo, non segnali di inversione.
• Supporto strutturale 6.500–6.600 punti: area di consolidamento intermedio della prima fase del rimbalzo di aprile e zona di ex resistenza trasformata in supporto; un rientro tecnico su quest'area senza rotture decise rafforzerebbe il segnale di breakout e offrirebbe punti di ingresso long più conservativi verso 7.000–7.150.
• Supporto critico 6.311,6 punti: base dell'impulso rialzista attivo e minimo strutturale di aprile 2026; solo una discesa stabile sotto questo livello comprometterebbe la struttura rialzista di fondo e segnalerebbe un esaurimento del momentum, riaprendo il corridoio 6.000–6.300 e rendendo necessaria una revisione dello scenario di medio periodo.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone S&P 500
La struttura degli indicatori sul CFD US500 Pepperstone, ricostruita sull'indice cash SPX e sui future E‑Mini da cui Pepperstone deriva il prezzo del CFD, mostra una configurazione rialzista accelerata: con la quotazione corrente in area 7.128,5, il prezzo si è distanziato nettamente dalla SMA a 6.994,3 e dal SuperTrend a 6.847,3, confermando la distanza tipica di un trend direzionale forte. La violazione rialzista della trendline del canale discendente di lungo periodo, visibile con chiarezza sul grafico daily nelle candele verdi di accelerazione di aprile, aggiunge qualità tecnica alla struttura rialzista, trasformando quella resistenza dinamica in supporto.
Gli oscillatori di momentum descrivono una condizione tirata ma coerente con un rally impulsivo reale: l'RSI giornaliero a 73,57 con RSI-based MA a 61,73 è tipico di una fase di ricopertura aggressiva di short e di ingresso di nuovo denaro orientato al momentum. Allo stesso tempo, un RSI in zona 73–75 su timeframe daily aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi verso l'area 7.000–6.850, che però non comprometterebbero la struttura rialzista di fondo se rispettati in chiusura. Il VIX a 20,83, in calo rispetto ai picchi di inizio aprile, segnala una normalizzazione della volatilità implicita coerente con una fase di consolidamento post-impulso piuttosto che con una nuova ondata di vendite.
La mappa operativa dei livelli chiave sul CFD US500 Pepperstone diventa quindi chiara: sopra 7.151,9–7.200 il mercato può estendere verso 7.300–7.500; tra 6.994,3 e 7.000 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-impulso; tra 6.847,3 e 6.900 passa il SuperTrend, discriminante tra struttura rialzista integra e primo segnale di indebolimento del momentum; sotto 6.311,6 il trend rialzista attivo risulterebbe in esaurimento e si riaprirebbe il corridoio 6.000–6.300.
Scenari operativi sulla fascia 6.800–7.300 (S&P 500 CFD Pepperstone US500)
Scenario di continuazione rialzista e tenuta dei mercati: se nelle prossime sedute non dovessero emergere shock aggiuntivi sul fronte macro o geopolitico e il mercato continuerà a metabolizzare positivamente i risultati societari del Q1 2026 e i dati macroeconomici, il CFD US500 potrà mantenersi sopra 7.000 e puntare alla resistenza in area 7.151,9–7.200, con possibile estensione verso 7.300–7.500 in presenza di catalizzatori positivi come dati occupazionali solidi, segnali di distensione commerciale o guidance costruttiva dalle aziende a maggiore capitalizzazione dell'indice. In questo quadro, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come "strong buy on dips", con ricoperture di short a sostenere ogni ritracciamento verso 7.000–6.850 e strategie long privilegiate rispetto alle vendite anticipate sul top.
Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro: se invece dovessero intensificarsi le tensioni geopolitiche, arrivare sorprese negative dagli utili del Q1 o deteriorarsi il quadro macro globale con impatto sulle aspettative di crescita degli utili 2026, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il CFD US500 potrebbe ritracciare prima verso 7.000–6.994,3 (SMA), poi verso 6.847,3 (SuperTrend) e, in caso di correzione più estesa, verso 6.600–6.500. Solo una discesa stabile sotto il minimo strutturale di 6.311,6 comprometterebbe la struttura dell'impulso rialzista attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 6.000–6.100, area in cui diversi desk collocano i primi obiettivi di profit-taking per strategie short costruite sopra 7.000, senza però intaccare il bull trend pluriennale finché le medie lente restano in pendenza positiva.
In definitiva, la fascia 6.800–7.300 sul CFD Pepperstone US500 rappresenta il nuovo pivot del mercato azionario USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 6.994,3–7.000 in chiusura daily dopo il recupero impulsivo dai minimi di aprile 2026 sarà il segnale chiave per distinguere tra un'estensione rialzista verso 7.300–7.500 e un semplice rimbalzo tecnico destinato a rientrare parzialmente nel range precedente.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq: e dopo il “Massive Gap Up" cosa facciamo?Nasdaq: gap up riassorbito, nuovo pivot sopra 26.000
La capacità del Nasdaq (NAS100 - CFD Pepperstone) di mantenere chiusure stabili sopra 26.100 – 26.300 punti sarà ora decisiva per capire se l’impulso partito dai minimi di inizio aprile evolve in un’ulteriore gamba rialzista verso 27.000 o se resta un rimbalzo esteso all’interno di un contesto macro ancora fragile sul fronte geopolitico ed energetico.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 21 aprile 2026 il Nasdaq 100 cash oscilla nell’area 26.600–26.700 punti dopo aver chiuso il 20 aprile a 26.590,34, in leggero arretramento rispetto ai massimi recenti ma ancora ben al di sopra dei livelli di inizio mese sotto 24.000.
La price action delle ultime sedute mostra un mercato che, dopo l’accelerazione di inizio aprile, sta consolidando in un range relativamente stretto sopra 26.300, con minimi del 20 aprile in area 26.412 che confermano la presenza di compratori su ogni pullback verso la parte bassa del canale ascendente.
Il CFD NAS100 Pepperstone, che replica il cash price del Nasdaq 100 derivato dai future E‑Mini front‑month, riflette coerentemente questa dinamica con quotazioni in tempo reale nell’intorno di 26.600 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al future salvo le normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
La gamba rialzista partita dal minimo del 2–7 aprile in area 23.500–23.800 ha prodotto un allungo di oltre 3.000 punti in meno di tre settimane, recuperando rapidamente la debolezza di fine marzo e proiettando l’indice su nuovi massimi storici marginali rispetto al picco di ottobre 2025.
Struttura di fondo: trend rialzista esteso ma ancora intatto
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 è inserito in un bull trend ben strutturato, con un minimo significativo a inizio aprile in area 23.500–23.800 che ha completato una correzione intermedia all’interno del trend partito dai minimi del 2022.
Da quel livello il mercato ha superato in sequenza le resistenze statiche intermedie a 24.500, 25.000 e 26.000 punti, costruendo una serie di massimi e minimi crescenti e violando al rialzo il lato superiore di un canale correttivo discendente che conteneva il movimento da febbraio a fine marzo.
Le analisi macro di aprile evidenziano come la fase attuale sia sostenuta da una combinazione di crescita degli utili attesa particolarmente robusta per il comparto tech e da un posizionamento ancora non estremo sul lato retail, con molte case che stimano per il 2026–2027 una crescita utili del Nasdaq 100 superiore di 10–15 punti percentuali rispetto all’S&P 500.
In questo contesto la fascia 23.000–23.500 viene assorbita come area di accumulazione completata, mentre sopra 25.000 la discussione si sposta più sulla sostenibilità delle valutazioni che non sulla tenuta del trend, lasciando comunque spazio a correzioni violente ma ancora inquadrabili come movimenti “in trend” finché le medie lente restano orientate positivamente.
Nuova fascia 25.500–27.000 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia di equilibrio tra 23.500 e 25.000 è ormai stata trasformata in zona di breakout confermato ed il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è centrato tra 25.500 e 27.000 punti.
È all’interno di questa fascia che il mercato deciderà se consolidare l’accelerazione partita dai minimi di aprile per tentare estensioni verso 27.300–27.500 o se tornare a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari nell’area 25.000–24.500.
Principali livelli operativi attuali (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX):
• Resistenza immediata 26.776–27.000 punti: area del massimo relativo indicata dai desk tecnici come primo target dell’impulso partito dal minimo del 7 aprile (cluster di proiezioni Fibonacci e parte alta del canale ascendente); una chiusura daily stabile sopra 26.776 aprirebbe spazio verso 27.140–27.380.
• Resistenza secondaria 27.140–27.380 punti: zona individuata da diverse analisi wave come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore, corrispondente a un’estensione di Fibonacci dell’impulso da 23.511 e alla parte alta del canale di breve tracciato dai minimi di aprile.
• Supporto primario 26.288–26.140 punti: area di gap‑down e successiva tenuta del 20 aprile, indicata da vari desk come pivot di breve; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, il mercato mantiene una struttura di “bullish acceleration” con pullback considerati opportunità di ingresso long.
• Supporto secondario 25.500–25.800 punti: vecchia area di breakout di metà aprile, coincidente con i massimi precedenti e con il passaggio delle prime medie mobili di trend; un rientro tecnico su questa fascia, se non accompagnato da volumi distribuitivi, sarebbe coerente con un normale consolidamento dopo l’extra‑performance di inizio mese.
• Supporto strutturale 23.800–23.500 punti: base dell’impulso wave attivo e zona del minimo del 7 aprile; solo una discesa stabile sotto 23.500 aprirebbe il corridoio 22.000–23.000 e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista in essere, riportando lo scenario su una correzione intermedia più profonda.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 mostra un’impostazione marcatamente rialzista: il prezzo viaggia stabilmente sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la 20 giorni in fase di potenziale incrocio rialzista sopra le medie più lente, tipica di una fase di accelerazione direzionale.
Il distacco tra prezzo corrente (area 26.600) e medie lente collocate significativamente più in basso descrive un trend forte ma anche vulnerabile a ritracciamenti rapidi, in cui ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test cruciale della forza dei compratori di medio periodo.fred.
Gli oscillatori di momentum, nelle analisi più recenti, segnalano una condizione di ipercomprato moderato ma coerente con una fase impulsiva: l’RSI orario resta sopra la sua linea di pullback e il MACD rimane in territorio positivo, pur mostrando primi segnali di possibile perdita di spinta se il consolidamento laterale dovesse prolungarsi.
In questa mappa, sopra 26.776–27.000 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 27.300+, mentre tra 26.288 e 25.800 si colloca il primo cuscinetto di supporto post‑accelerazione; solo la rottura decisa di 25.500–25.000 metterebbe in discussione la narrativa di “bull trend esteso ma intatto” che domina i report di aprile.
Scenari operativi sulla fascia 25.500–27.000 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e resilienza tech: se nelle prossime settimane non dovessero emergere shock ulteriori sul fronte geopolitico e il comparto big tech continuerà a battere le stime sugli utili, il Nasdaq (NAS100 CFD) potrà mantenersi sopra 26.100–26.300 e puntare verso la resistenza wave in area 26.776, con possibile estensione ai target 27.140–27.380 in presenza di catalizzatori positivi come dati macro in linea, guidance conservative ma non recessive e segnali distensivi sui fronti di crisi aperti.marketpulse+2
In questo quadro i modelli trend‑following continuerebbero a leggere il mercato come “strong buy on dips”, privilegiando strategie long su pullback verso 26.300–25.800 e utilizzando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura short più che come segnali per costruire posizioni ribassiste strutturali.
Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro: se invece dovessero intensificarsi le tensioni geopolitiche (con impatti sul petrolio e sulle condizioni finanziarie globali) o arrivare sorprese negative dagli utili tech, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 26.288–25.800, poi verso 25.500–25.000 in caso di correzione più ampia.
Solo una discesa stabile sotto 23.800–23.500 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 22.000–22.500, area in cui diversi desk collocano obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 25.500, fermo restando che il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente conservano pendenza positiva.
In questa fase, la fascia 25.500–27.000 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 26.100–26.300 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 27.140–27.380 e un rientro più profondo nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo l’accelerazione di inizio aprile.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq: “Massive Gap Up" oltre 24.900, quanto dura?La capacità del CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100) di consolidare stabilmente sopra 24.200–24.500 punti sarà decisiva per capire se il "massive gap up" dell'8 aprile evolve in una nuova gamba impulsiva oppure resta un rimbalzo tecnico da ricopertura in un contesto macro ancora sotto pressione tariffaria.
L’8 aprile 2026 il Nasdaq 100 ha vissuto una seduta estremamente esplosiva, chiudendo a circa 24.903 punti (+2,90% vs 7 aprile), con range intraday 24.756–25.045. I future E‑Mini (giugno 2026) hanno segnato un massimo a 25.257 e chiuso a 25.024, mentre il CFD NAS100 Pepperstone ha replicato coerentemente il movimento, con un significativo gap up rispetto alla chiusura precedente a 24.202. Già la sera del 7 aprile i mercati di predizione scontavano alte probabilità di chiusure sopra 24.100–24.200 e target 25.000–25.100 sui future. Il movimento è guidato da due fattori: da un lato il contesto tariffario dell’amministrazione Trump (“Liberation Day”), che aumenta volatilità macro e comprime i multipli growth; dall’altro la resilienza strutturale delle big tech del Nasdaq 100, caratterizzate da ricavi orientati ai servizi e un rapporto Costo del Venduto/Ricavi intorno al 50% (vs ~65% S&P 500), che le rende meno esposte ai costi delle importazioni. Le headline parlano di “bull run tecnica accelerata”, con resistenza già individuata in area 25.400 e recupero rapido del ribasso di inizio aprile.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Il Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100), che replica il cash price del Nasdaq 100 derivato dai liquidity provider a partire dal future NQ front-month (giugno 2026), quota dopo la chiusura dell’8 aprile in area 24.900–25.000 punti, dopo aver superato con decisione la soglia psicologica dei 24.500 nel corso della seduta. L’8 aprile il range operativo si è collocato in 24.756–25.045 sull’indice cash e 24.935–25.257 sui future, confermando un’escursione intraday tipica di un movimento impulsivo e non di un semplice drift rialzista.
La seduta del 7 aprile aveva già mostrato tenuta positiva, con chiusura a 24.202 punti e intraday 23.779–24.209, trasformando quell’area nella base di lancio del gap up del giorno successivo. Il gap up dell’8 aprile ha portato rapidamente il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) dall’area 24.200 oltre 25.000 punti in una sola seduta, rendendo la vecchia resistenza a 24.500 un nuovo supporto dinamico e riaccelerando un trend rialzista partito dai minimi strutturali in area 23.000. Nella parte alta del nuovo range, il mercato mostra momentum esplosivo, con ricoperture short aggressive e acquisti in denaro su ogni tentativo di rimbalzo ribassista, segnalando che il movimento non viene trattato come un semplice picco di liquidità isolato.
Struttura di fondo: trend rialzista riaccelerato dal "gap up" tecnico (CFD Pepperstone Nasdaq)
Su orizzonte plurimensile, il Nasdaq 100 mostrava già prima del gap up dell’8 aprile un trend rialzista ben strutturato: l’impulso attivo era partito dal forte supporto in area 23.000 punti, dove il mercato aveva completato il test dell’ex resistenza poi diventata base del nuovo ciclo. Il superamento progressivo delle resistenze statiche a 23.500, 24.000 e 24.500 punti ha costruito una sequenza di minimi e massimi crescenti, con la trendline discendente del canale correttivo di lungo periodo, partita dal massimo di fine gennaio, finalmente violata al rialzo e trasformata in supporto dinamico.
L’analisi di Pepperstone di marzo 2026 indicava già i 24.000–23.800 punti come area di supporto chiave e il consolidamento dell’indice in quella fascia come premessa per un nuovo rilancio. Il gap up dell’8 aprile ha quindi agito da acceleratore su un bull trend preesistente: non si tratta di un’inversione improvvisa dal basso, ma dell’estensione impulsiva di un’onda rialzista già in corso, identificata dall’analisi wave come “impulso 1” partito da 23.000, con target successivo a 25.400 punti, massimo dell’onda 4 di febbraio.
La struttura fondamentale rafforza questa lettura, perché il Nasdaq 100 proiettava una crescita degli utili del +34% anno su anno contro un consensus iniziale del +22%. In questo quadro, la distanza tra prezzo corrente e valore fondamentale non appare sufficiente a giustificare un’inversione, mentre il vecchio corridoio 22.000–23.000 viene riassorbito come fase di accumulazione completata, lasciando spazio a correzioni tecniche anche violente ma ancora pienamente “in trend”.
La logica della nuova fascia 24.000–25.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia 22.500–24.000 si è trasformata in zona di breakout confermata; il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è ora centrato tra 24.000 e 25.500 punti. È qui che si decide se il mercato consoliderà il gap up dell'8 aprile per un allungo verso 25.400–26.000 punti o se tornerà a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari a 24.000–23.500.
• Resistenza immediata 25.045–25.400 punti: area del massimo cash dell'8 aprile (25.045 NDX) e primo target wave identificato dall'analisi Elliott in area 25.400 (massimo dell'onda 4 di fine febbraio); una chiusura daily stabile sopra 25.045 consoliderebbe il breakout e aprirebbe spazio verso 25.400 e poi 26.000 punti.
• Resistenza secondaria 25.400–26.000 punti: target dell'impulso wave attivo e livello psicologico di "big figure"; zona in cui diversi desk individuano livelli per prese di profitto tattiche e coperture di portafoglio dopo l'accelerazione dell'8 aprile.
• Supporto primario 24.500–24.756 punti: minimo intraday dell'8 aprile e nuova zona di pullback immediato post‑breakout; i compratori hanno difeso aggressivamente questa fascia durante la seduta, rendendo il range 24.756–24.900 il primo cuscinetto di supporto dinamico da monitorare nelle prossime sessioni.
• Supporto secondario 24.000–24.200 punti: chiusura del 7 aprile e area di consolidamento di inizio mese; ex resistenza psicologica trasformata in supporto; un rientro tecnico su quest'area senza rotture decise rafforzerebbe il segnale di breakout e offrirebbe punti d'ingresso long tattici verso 25.000–25.400.
• Supporto strutturale 23.000–23.500 punti: base dell'impulso wave attivo identificata dall'analisi Elliott; zona del vecchio breakout strutturale e primo target ribassista in caso di sgonfiamento del momentum. Un ritorno stabile sotto 23.000 riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000 e segnalerebbe un esaurimento dell'onda rialzista attiva.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La struttura delle medie mobili sul Nasdaq 100, ricostruita sull’indice cash NDX e sui future NQ giugno da cui Pepperstone deriva il prezzo del NAS100 CFD, mostra una configurazione rialzista accelerata: con la chiusura dell’8 aprile a 24.903 punti, il prezzo si è distanziato nettamente dalle medie di breve periodo in area 23.800–24.200, mentre le medie lente a 100–200 giorni restano più in basso, confermando la distanza tipica di un trend direzionale forte. Il breakout della trendline del canale discendente di lungo periodo, già evidenziato dall’analisi wave, aggiunge qualità tecnica alla struttura rialzista, trasformando quella resistenza dinamica in supporto.
Gli oscillatori di momentum descrivono una condizione tirata ma coerente con un rally impulsivo reale: il gap up dell’8 aprile, pari a +2,90% in chiusura e circa +3,5% intraday sui future, è tipico di una ricopertura aggressiva di short e dell’ingresso di nuovo denaro orientato al momentum. Allo stesso tempo, questo tipo di estensione aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi verso l’area 24.500–24.000, che però non comprometterebbero la struttura rialzista di fondo se rispettati in chiusura daily. I report wave indicano come prossima resistenza dinamica rilevante l’area 25.400, con RSI presumibilmente in zona 70–75 dopo l’8 aprile e MACD in configurazione rialzista espansiva sopra lo zero.
La mappa operativa dei livelli chiave sul Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) diventa quindi chiara: sopra 25.045–25.400 il mercato può estendere verso 26.000; tra 24.500 e 24.756 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-gap; tra 24.000 e 24.200 passa il livello discriminante tra consolidamento del breakout e rientro nel range pre-8 aprile; sotto 23.000 il momentum rialzista wave risulterebbe in esaurimento e si riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e resilienza tech: se nelle prossime sedute non emergeranno sorprese negative sui dazi e i grandi nomi del Nasdaq 100 continueranno a mostrare una crescita degli utili sopra le attese, con stime consolidate a +34% anno su anno contro un consensus del +22%, il Nasdaq (NAS100 CFD) potrà mantenersi sopra 24.750 e puntare alla resistenza wave di 25.400, con possibile estensione verso 26.000 in presenza di catalizzatori positivi come dati macro in linea, utili Q1 solidi o segnali di apertura negoziale sui dazi. In questo quadro, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come “strong buy”, con ricoperture di short a sostenere ogni ritracciamento verso 24.500 e strategie long privilegiate rispetto alle vendite anticipate sul top.
Scenario di pullback tecnico ed escalation tariffaria: se invece dovessero emergere nuovi inasprimenti sui dazi verso la Cina, sorprese negative dagli utili tech o un peggioramento del quadro macro globale, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 24.500–24.200, poi verso 24.000–23.500 in caso di correzione più estesa. Solo una discesa stabile sotto 23.000 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 22.000, area in cui molti desk collocano i primi obiettivi di profit-taking per strategie short costruite tra 24.500 e 25.000, senza però intaccare il bull trend pluriennale finché le medie lente restano in pendenza positiva.
In definitiva, la fascia 24.000–25.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 24.200–24.500 in chiusura daily dopo il massive gap up dell’8 aprile sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 25.400–26.000 e un semplice spike da ricopertura destinato a rientrare parzialmente nel range precedente
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio: Spike rialzista da crisi Iran, prezzo verso 110 $La tenuta sopra la resistenza 105–106 USD determinerà se lo spike geopolitico da Iran diventa nuovo trend impulsivo o semplice picco di panico da ricopertura.
La seduta del 2 aprile 2026 consegna al mercato petrolifero una delle sessioni più esplosive dell'anno: il WTI spot (PEPPERSTONE:SPOTCRUDE) guadagna oltre il +10%, schizzando da un'apertura in area 99,13 USD fino a un massimo intraday di 109,85 USD, segnando il range giornaliero più ampio dell'intero ciclo recente (97,94 – 109,85 USD).
Il catalizzatore è duplice: da un lato i nuovi dazi generalizzati dell'amministrazione Trump ("Liberation Day") hanno alimentato incertezza globale, dall'altro — e in modo ancora più diretto — le dichiarazioni di Trump che ha ribadito l'intenzione di continuare a colpire l'Iran militarmente, riaccendendo il premio geopolitico sull'oro nero e spingendo il mercato a prezzare un rischio concreto di interruzione dei flussi dallo Stretto di Hormuz.
L'headline di Reuters recita "oil leaps back towards $110 as Trump vows to keep hitting Iran", mentre Dow Jones Newswires cita analisti che vedono Brent intorno a 100 USD come scenario base e WTI che "could easily top $110 again in the near term".
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
WTI Cash (or Spot) Contract PEPPERSTONE:SPOTCRUDE quota oggi 109,61 USD, con un guadagno di +10,28 USD (+10,35%). Il range intraday è 97,942 – 109,852 USD: lo spike di apertura ha immediatamente portato il prezzo oltre la soglia psicologica dei 100 USD per poi proseguire in trend rialzista continuo per tutta la mattina, senza significative correzioni. Il prezzo si trova ora in prossimità dei massimi di giornata, in zona di ipercomprato di breve ma con momentum direzionale ancora forte.
Il futures continuo NYMEX:CL1! quota 109,18 USD (+9,06 / +9,05%), confermando perfetta convergenza con lo spot Pepperstone. Il range 52 settimane è 54,98 – 119,48 USD, il che posiziona il prezzo attuale nella parte alta del range annuale, sotto il massimo storico di periodo a 119,48 USD che diventa il riferimento di lungo termine per valutare l'estensione del rialzo.
Tecnicamente, il prezzo si trova ora sopra tutte le medie mobili senza eccezione alcuna: l'intera struttura delle moving average da breve a lungo periodo è allineata al rialzo e in segnale Buy, con il prezzo che le ha superate con forza nell'apertura mattutina.
Struttura di fondo: trend rialzista accelerato dal premio geopolitico
Su orizzonte plurimensile il trend era già impostato al rialzo ben prima dell'evento odierno: la performance YTD è +90,14% e quella su 12 mesi è +53,31%, a testimonianza di un ciclo bullish potente iniziato dai minimi di periodo e alimentato sia dalla ripresa della domanda globale che dalle tensioni in Medio Oriente. Il prezzo aveva già costruito nei mesi precedenti una struttura di minimi e massimi crescenti, con una serie di rotture rialziste di resistenze successive.
L'evento di oggi — le dichiarazioni di Trump sull'Iran — ha agito come acceleratore su un trend già strutturalmente rialzista: non si tratta di un'inversione ma di un'estensione impulsiva. La EMA 200 daily a 69,21 USD e la SMA 200 a 65,95 USD sono ormai lontanissime dal prezzo corrente, confermando la solidità del trend di fondo. La Hull MA(9) a 105,94 USD e l'EMA10 a 99,21 USD, entrambe sotto il prezzo attuale, rappresentano rispettivamente il primo e secondo supporto dinamico sul ritracciamento.
Il rischio geopolitico Iran aggiunge un premio strutturale che potrebbe restare nel prezzo fino a una de-escalation diplomatica: lo Stretto di Hormuz è crocevia di circa il 20% del petrolio mondiale e qualsiasi interruzione — reale o percepita — è sufficiente a mantenere il WTI in zona 105–115 USD.
La logica della nuova fascia 100–110 USD
La fascia 100–110 USD è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori: rappresenta la zona in cui si decide se il mercato consolida il premio geopolitico costruendo una base per un ulteriore allungo verso 115–119 USD (massimi 52 settimane), o se il premio geopolitico si sgonfia in assenza di escalation concreta portando il prezzo in pullback verso 96–92 USD.
• Resistenza immediata 109,85–110 USD: Massimo intraday del 2 aprile a 109,85 USD e soglia psicologica tonda di 110 USD. Zona di prima pressione da parte di chi vuole realizzare i profitti dello spike. La Camarilla R1 a 105,99 USD è già stata superata con decisione, il che trasforma quel livello in supporto dinamico.
• Resistenza secondaria 115–119,48 USD: La Camarilla R2 a 110,60 USD è il prossimo obiettivo tecnico; oltre quel livello il mercato si apre verso 115 USD area e poi verso il massimo 52 settimane a 119,48 USD, che rappresenta il target di lungo periodo in caso di escalation prolungata del conflitto Iran.
• Supporto primario 105–106 USD: La Camarilla R1 (ora support dopo il break) a 105,99 USD coincide con la Hull MA(9) a 105,94 USD. Zona critica: un ritorno su quest'area senza rottura al ribasso confermerebbe la solidità del breakout rialzista e offrirebbe punti di ingresso long tattici verso 109–110 USD.
• Supporto secondario 99–96 USD: La fascia 99–96 USD ospita l'EMA10 (99,21), il VWMA20 (94,06) e il Pivot Point Camarilla (P) a 96,69 USD. In caso di sgonfiamento rapido del premio geopolitico (notizie di cessate il fuoco o de-escalation diplomatica), questa zona diventa il target di ricaduta immediata, con il mercato che rientrerebbe nel range pre-spike.
• Supporto strutturale 92–87 USD: La Camarilla S2 a 92,16 e S3 a 87,55 USD rappresentano i supporti di medio periodo che in condizioni normali — senza rischio Iran — sarebbero le aree di domanda più significative. Solo un cedimento di 87,55 rimetterebbe in discussione il trend rialzista plurimensile.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Il quadro delle medie mobili su daily (NYMEX:CL1!) è di un rialzo corale senza precedenti nella struttura attuale: 14 medie mobili su 15 in segnale Buy, 1 Neutro (Ichimoku Base Line a 91,54), 0 Sell. Il prezzo (109,18 USD sul futures) si trova sopra EMA10 (99,21), EMA20 (93,67), EMA30 (88,86), EMA50 (81,96), EMA100 (73,71), EMA200 (69,21), SMA10 (97,67), SMA20 (95,41), SMA30 (86,86), SMA50 (77,46), SMA100 (68,02), SMA200 (65,95), VWMA20 (94,06), Hull MA (105,94) — struttura rialzista al 100%. Il Summary complessivo daily è: 0 Sell, 10 Neutral, 16 Buy — Strong Buy.
Gli oscillatori sono in zona rialzista-neutro: RSI(14) a 69,69 (Neutro, ma prossimo alla soglia di ipercomprato a 70), MACD a +7,39 (Buy), Awesome Oscillator a +17,39 (Neutro), ADX a 55,16 — valore molto elevato che indica una tendenza direzionale forte e confermata. Il Momentum(10) a +13,61 è in Buy, il MACD in Buy: entrambi confermano che l'impulso rialzista è reale e non solo un picco di liquidità. L'RSI vicino a 70 segnala attenzione: un ulteriore allungo oltre 72–75 metterebbe il mercato in territorio di ipercomprato con rischio di pullback tecnico.
Mappa livelli aggiornata: sopra 110,60 (Cam R2) il mercato testa 115 USD e poi i massimi storici di periodo a 119,48 USD; la zona 105,99–105,94 (Cam R1/Hull MA) funge da primo supporto dinamico post-breakout; sotto 99–96 USD il premio geopolitico si sgonfia e il mercato rientra nel range pre-crisi verso 92–87 USD; l'ADX a 55 conferma che il trend è direzionale e forte, sfavorendo strategie contrarian nel brevissimo.
Scenari operativi sulla fascia 100–110 USD
• Scenario di continuazione rialzista / estensione geopolitica: Se le dichiarazioni di Trump sull'Iran vengono confermate da azioni concrete (nuovi attacchi, sanzioni petrolifere aggiuntive, rischio Hormuz), il WTI può consolidare sopra 105 USD e puntare verso la Camarilla R2 a 110,60 come prima tappa, con target successivi a 115 USD e al massimo 52 settimane a 119,48 USD. In questo scenario l'RSI supererebbe la soglia di 70 entrando in ipercomprato ma mantenendo il trend, con ADX in ulteriore espansione sopra 60. Le medie mobili continuerebbero ad agire da supporto dinamico crescente.
• Scenario di pullback tecnico / de-escalation: Se nei prossimi giorni emergono segnali di de-escalation diplomatica (mediazione internazionale, apertura a negoziati, smentita di attacchi imminenti), il premio geopolitico si sgonfia rapidamente e il WTI può ritracciare verso 105–99 USD in prima battuta, con la zona 99–96 USD (EMA10 / Pivot P Camarilla) come obiettivo di normalizzazione. Un ritorno stabile sotto 96 USD riporterebbe il mercato nel range pre-crisi 87–96 USD (Cam S2–S3), ma non comprometterebbe il trend rialzista di medio periodo, ancora validato dall'intera struttura delle medie mobili.
La fascia 100–110 USD diventa il nuovo pivot di mercato: il WTI ora dipende quasi interamente dalla variabile geopolitica Iran — ogni headline sul conflitto muoverà il prezzo con volatilità elevata. La capacità del mercato di mantenere chiusure daily sopra 105 USD sarà il segnale discriminante tra consolidamento del premio geopolitico e semplice spike da panico destinato a rientrare.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
NASDAQ 100: Dove siamo? Si rimbalza o no?Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla attualmente nella fascia intermedia del range 24.000–25.800 punti, dopo un rimbalzo dalla zona di demand 24.000–24.200 che nelle ultime settimane ha più volte attirato acquisti in ottica di medio periodo.
Ci troviamo quindi in una parte ancora correttiva del grafico: il prezzo è risalito dai minimi ma non ha ancora riconquistato in modo stabile l’area di distribuzione precedente posta tra 25.800 e 26.200 punti, che ora agisce da resistenza di medio periodo e zona di presa di profitto sui rimbalzi. I volumi si sono mostrati generalmente più intensi durante le sessioni di sell‑off, con spike significativi sulle giornate di notizie hawkish dalla Federal Reserve, mentre le sedute di recupero hanno evidenziato scambi più contenuti, coerenti con un mercato guidato da ricoperture e aggiustamenti di posizione piuttosto che da nuovo denaro convinto sul comparto tech.
Tecnicamente, la violazione ribassista del supporto intermedio 25.500–25.400 nelle scorse settimane ha trasformato tale fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno dei prezzi verso 25.500–25.800 tende per ora a trovare vendite e nuove aperture di posizioni short, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimarranno sotto 25.800–26.000, il Nasdaq 100 manterrà un bias correttivo di breve periodo, lasciando aperto lo scenario di ulteriori fasi di consolidamento laterale o di storno più profondo qualora tornasse pressione sui tassi reali o un rafforzamento del dollaro penalizzasse nuovamente la componente growth dell’indice.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile la struttura resta quella di un bull market ben definito: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha aggiornato i massimi storici oltre 26.000 punti, sostenuto da utili solidi delle big tech e da aspettative di progressivi tagli dei tassi verso il 2027, sebbene in un contesto di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, caratterizzato da sedute con perdite intraday anche superiori all’1–2% e da violente fasi di risk‑off sugli asset più growth‑sensibili, appare al momento come una normalizzazione di un rally molto esteso più che l’avvio di un bear market strutturale, soprattutto finché l’indice continuerà a difendere i principali supporti statici e dinamici di lungo periodo.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: dai top in area 26.000–26.200 si osservano massimi e minimi decrescenti su base daily, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 e un test ripetuto della successiva zona di domanda 24.200–24.000, che coincide con un’area più volte segnalata dagli operatori come livello di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa decisa sotto 24.000, accompagnata da aumento marcato dei volumi in vendita e deterioramento degli indicatori di breadth, inizierebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo fondata su crescita degli utili tech e progressiva discesa attesa dei tassi nominali nella seconda parte del ciclo.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 rappresenta il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è all’interno di questo corridoio che il mercato sta costruendo la prossima gamba direzionale, decidendo se formare una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o completare una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si concentrano i minimi di panico più recenti e un’area di demand che ha generato diversi rimbalzi tecnici, spesso utilizzata per strategie tattiche di buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e primi obiettivi di recupero verso 25.000–25.400 punti. In caso di tenuta, questa zona può continuare ad alimentare reazioni rapide, soprattutto se accompagnate da un RSI giornaliero che risale dall’area 30–40 verso 45–50, segnalando una normalizzazione del momentum ribassista.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura netta di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che corrisponde a un ritracciamento più profondo del rally 2025‑inizio 2026 e a precedenti aree di consolidamento osservate nei mesi passati. In questo intervallo transitano anche importanti livelli statici di lungo periodo e, su diverse piattaforme, proiezioni di Fibonacci calcolate sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: si conferma come prima fascia di offerta rilevante per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali a 25.000 e 24.200 punti. La valenza psicologica di 26.000 rimane centrale: solo una chiusura daily solida sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento e un RSI stabilmente sopra 50–55, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily evidenziano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si colloca al di sotto delle principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e stanno funzionando da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 l’azione dei prezzi mostra caratteristiche tipiche di una correzione in downtrend, con brevi fasi di congestione laterale alternate a nuove accelerazioni ribassiste e pullback tecnici sui livelli rotti (prima 25.800, poi 25.400) che rappresentano aree di decisione per l’operatività intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 rientrato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum intermedio che lascia spazio a entrambe le direzioni: ulteriori fasi di debolezza in caso di riattivazione del risk‑off oppure rimbalzi di normalizzazione se i dati macro dovessero sorprendere in senso favorevole alla crescita. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nell’area dei massimi storici e solo un break robusto di 26.500 punti invaliderebbe gli scenari correttivi aprendo obiettivi potenziali verso 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano invece le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso 22.800–22.500 in caso di prolungata fase di avversione al rischio a livello globale.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 24.200–24.000 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off di marzo con un movimento di ritorno verso 26.000–26.500, zona in cui si collocano le resistenze successive e i massimi storici. In questo quadro la fase recente verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI atteso stabilizzarsi sopra 50–55 e medie mobili veloci pronte a un nuovo incrocio rialzista, restituendo momentum ai compratori e riattivando la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con più chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in progressivo aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e prese di profitto diffuse sulle posizioni long accumulate nel rally dell’ultimo anno. In tale scenario la struttura di bull market di lungo periodo rimarrebbe ancora formalmente intatta, ma verrebbe completata una correzione di grado superiore prima che il mercato possa tentare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500 punti.
La fascia 24.000–25.800 si configura quindi come nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase sarà archiviata come semplice storno da eccesso di rialzo oppure evolverà in un ciclo correttivo più profondo, con la capacità dell’indice di difendere 24.200–24.000 e di riportare l’RSI stabilmente sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: Scontro tra titani, il dollaro tenta il rafforzamentoEURUSD: rimbalzo tecnico in downtrend sotto 1,16
Dopo il massimo di inizio anno in area 1,20, la coppia EURUSD ha avviato una fase ribassista graduale, accelerata nelle ultime settimane dal clima di avversione al rischio e dalla ricerca di dollaro come bene rifugio sullo sfondo delle tensioni geopolitiche e dei prezzi energetici in salita. Il cambio è sceso fin sotto 1,15, con minimi recenti in area 1,1460–1,1485, livelli che coincidono con obiettivi ribassisti segnalati da diverse analisi tecniche e con un supporto statico di breve periodo. La struttura di breve è quella di massimi e minimi decrescenti, con spike ribassisti seguiti da rimbalzi rapidi ma incapaci finora di riportare i prezzi sopra la fascia 1,16–1,17 dove transitano le principali medie mobili daily e un’area di offerta consolidata.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
In queste ore EURUSD viene scambiato in area 1,1460–1,1500, cioè sui minimi delle ultime settimane e vicino ai target ribassisti indicati da varie analisi intraday e multiday.
Ci troviamo nella parte bassa di un range correttivo più ampio 1,1410–1,1630: il prezzo ha rotto al ribasso una precedente figura di consolidamento (flag o canale discendente) e sta ora testando una fascia di supporto che, se persa, aprirebbe spazio verso estensioni in area 1,13. Il contesto macro vede un dollaro supportato dalla ricerca di sicurezza e da aspettative di politica monetaria USA relativamente più restrittiva rispetto alla BCE, che al meeting di marzo ha mantenuto un atteggiamento prudente in modalità “wait & see”.
Tecnicamente, il cambio si muove sotto le principali medie mobili esponenziali a 50 e 100 giorni, che hanno incrociato al ribasso e confermano la prevalenza di un trend discendente. Sul daily il break sotto un precedente pattern di flag rialzista ha validato una configurazione di continuazione ribassista, con gli analisti che guardano ora ai minimi di marzo in area 1,1410–1,1412 come prossimo livello di interesse in caso di ulteriori vendite. Fintanto che le chiusure giornaliere resteranno sotto 1,1600, la pressione rimarrà orientata al ribasso e i rimbalzi saranno letti come occasioni di ricopertura o di nuovo posizionamento short, più che come inversioni strutturali.
Struttura di fondo: laterale‑ribassista dentro grande range
Su orizzonte plurimensile, EURUSD si muove all’interno di un ampio range strutturale che ha visto massimi 2026 in area 1,20–1,21 e diversi tentativi falliti di consolidamento sopra 1,17, zona dove passano le medie mobili di lungo periodo. La discesa da 1,2090 circa verso i livelli attuali ha finora le caratteristiche di una normalizzazione dentro un quadro più ampio di lateralità, ma l’angolo discendente delle medie e il posizionamento degli indicatori trend‑following suggeriscono una bias leggermente ribassista finché non verrà riconquistata la fascia 1,16–1,17 in modo stabile.
L’impostazione di fondo può essere letta come “downtrend di medio dentro range di lungo”: dal massimo annuale la sequenza di massimi decrescenti è chiara, mentre la tenuta o meno dei supporti 1,1465–1,1410 deciderà se questa gamba rimarrà una correzione ordinata o evolverà in un movimento più profondo verso area 1,13–1,12. Solo un ritorno deciso sopra 1,1635–1,1700, con chiusure daily sopra queste resistenze e un contestuale cambio di tono sui differenziali di tasso attesi fra Fed ed ECB, rimetterebbe sul tavolo scenari di recupero strutturale dell’euro contro dollaro.
La nuova fascia 1,1410–1,1635: zona pivot
La zona 1,1410–1,1635 rappresenta il laboratorio chiave fra compratori e venditori nel breve‑medio periodo. Al suo interno si collocano livelli tecnici e psicologici che il mercato sta usando come riferimento per decidere se la debolezza recente rimarrà un semplice storno o se si trasformerà in un’inversione più duratura del trend di fondo.
• Supporto primario 1,1485–1,1460: coincide con i minimi recenti e con un target ribassista già raggiunto, messo in evidenza sia da analisi intraday sia da report giornalieri; qui si sono concentrati i primi tentativi di rimbalzo dopo le ultime vendite. In caso di tenuta, questa fascia può sostenere recuperi tecnici verso la zona 1,1515–1,1550, dove transitano pivot di breve e prime resistenze intraday.
• Supporto secondario 1,1412–1,1410: una violazione confermata di 1,1460 aprirebbe spazio verso questo livello, identificato come “next important support” da diversi analisti e coincidente con il minimo mensile di marzo. Una rottura netta di 1,1410 incrementerebbe le probabilità di estensione verso 1,13 e, in scenari di risk‑off più accentuati, verso i supporti successivi segnalati nell’area 1,1205–1,0985.
• Resistenza immediata 1,1550–1,1600: è la prima fascia di offerta significativa sui rimbalzi, sede delle medie mobili di breve e di precedenti massimi relativi; finché EURUSD rimane sotto 1,16, il bias di fondo resta orientato al ribasso. Più in alto, un cluster di resistenze fra 1,1635 e 1,1720 combina massimi di periodo, upper band di Bollinger e zone di Fibonacci, configurandosi come barriera chiave per qualsiasi tentativo di inversione strutturale.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili principali (EMA 50 e 100, SMA 200) sono tutte impostate in modalità “sell”, con un chiaro allineamento ribassista che conferma la natura correttiva‑discendente dell’attuale fase. Sul grafico H4 il cambio si mantiene sotto la EMA 50 intorno a 1,1540–1,1550, con il Parabolic SAR e le bande di Bollinger che offrono resistenze dinamiche e incorniciano il prezzo nella metà inferiore del range, coerentemente con un mercato ancora guidato dai venditori.
Gli oscillatori mostrano un momentum indebolito ma non ancora in ipervenduto estremo: RSI su timeframe daily e H4 oscilla in area 30–40, con letture che parlano di pressione ribassista stabile ma lasciano spazio sia a ulteriori scivolamenti sia a rimbalzi tecnici di normalizzazione. Mappa livelli: sopra 1,1600 la coppia inizierebbe a neutralizzare il quadro ribassista di breve, con conferma soltanto su break di 1,1635–1,1700; sotto 1,1410 aumentano le probabilità di estensione verso 1,1300 e, in scenari più estremi, verso 1,1205–1,0985 come ipotesi di completamento di una correzione di grado superiore.
Scenari operativi sulla fascia 1,1410–1,1635
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero dell’euro
Se il supporto 1,1485–1,1460 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riportarsi sopra 1,1550–1,1600 in chiusura daily, il mercato potrebbe innescare un rimbalzo più ampio verso 1,1635–1,1700, dove si concentrano le prime resistenze strutturali e diverse medie di medio periodo. In questo caso la fase ribassista di marzo verrebbe letta come “shake‑out” dentro grande range, con RSI atteso risalire stabilmente sopra 50 e segnali di allentamento della domanda di dollaro sul fronte macro‑geopolitico.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 1,1485–1,1460, con chiusure giornaliere sotto 1,1460 e incremento dei volumi di vendita, confermerebbe la prosecuzione del downtrend e favorirebbe una discesa verso 1,1410 come primo target, con possibile estensione verso 1,1300 qualora il sentiment rimanesse dominato da dollaro forte, dati USA resilienti e atteggiamento prudente della BCE. In questo quadro la struttura di grande range di lungo periodo resterebbe ancora intatta, ma verrebbe completata una correzione più ampia prima di poter valutare nuove gambe rialziste oltre 1,17–1,18.
La fascia 1,1410–1,1635 diventa quindi il nuovo pivot di mercato su EURUSD: è qui che si decide se l’attuale fase verrà archiviata come una correzione da eccesso di rialzo del dollaro o evolverà in un ciclo ribassista più profondo per l’euro, con la capacità del cambio di difendere 1,1460–1,1410 e di riportare l’RSI sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sulla moneta unica.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
NASDAQ 100: rimbalzo fragile sotto resistenza chiaveIl rimbalzo di queste sedute deciderà se il sell‑off di marzo evolve in un nuovo impulso rialzista o resta un semplice pullback dentro una correzione più ampia.
Dopo la forte correzione di inizio marzo, legata anche alla fase di “wait & see” delle banche centrali e alla volatilità su tech e tassi, il Nasdaq 100 ha rotto con decisione i massimi storici in area 25.800–26.000 punti e si è riportato in un range più basso, con minimi recenti nell’area 24.200–24.000 e massimi di rimbalzo che per ora faticano a superare 25.500–26.000 punti. La struttura di breve è quella di un recupero tecnico entro un trend correttivo: spike ribassisti seguiti da rimbalzi rapidi, ma con massimi decrescenti rispetto ai top assoluti e prese di profitto in prossimità delle prime resistenze dinamiche sulle medie mobili daily. In questo contesto gli oscillatori mostrano una normalizzazione da ipercomprato, con RSI giornaliero tornato dalla zona sopra 70 verso valori intermedi, segnalando un momentum ancora fragile e sensibile alle notizie macro e alla guidance sui tassi.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla in queste ore nell’area 25.000–25.300 punti, dopo un rimbalzo dai minimi di panico in zona 24.200–24.000 visti la scorsa settimana. Siamo nella parte medio‑alta del nuovo range correttivo 24.000–25.500, con il prezzo che ha recuperato sopra i minimi ma resta sotto la precedente area di distribuzione 25.800–26.200, che ora agisce da resistenza di medio periodo. I volumi si sono mostrati elevati sulle giornate di sell‑off e più contenuti nelle sedute di recupero, coerentemente con un mercato ancora dominato da prese di profitto e riposizionamento su tech dopo il rally degli ultimi 12 mesi.
Tecnicamente, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 ha trasformato quella fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno verso 25.500–25.800 viene per ora venduto, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimangono al di sotto di 25.800–26.000, il Nasdaq 100 mantiene un bias correttivo di breve, con spazio aperto a nuove fasi di consolidamento o storno profondo qualora riaumentasse la pressione sui tassi reali USA.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile il trend di fondo dell’indice resta impostato al rialzo: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha segnato nuovi massimi storici oltre quota 26.000, sostenuto da utili solidi del comparto big tech e da aspettative di tagli Fed più in là nel 2026, pur dentro una cornice di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, con perdite intraday superiori all’1–2% su alcune sedute e violente fasi di risk‑off, appare finora come una normalizzazione di un rally molto esteso più che come l’avvio di un bear market strutturale.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: massimi e minimi decrescenti dai top in area 26.000–26.200, rottura di un supporto intermedio a 25.500–25.400 e test in corso della successiva zona di domanda a 24.200–24.000, evidenziata da più analisi come area di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa ben sotto 24.000, con incremento deciso di volumi in vendita, comincerebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo dominata da crescita degli utili tech e da aspettative di tassi in discesa a partire dal 2027.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è qui che si decide se il mercato costruirà una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o se completerà una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
• Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si collocano i minimi di panico più recenti e un’area di demand evidenziata anche da diverse idee operative su indici tech, spesso indicata come prima zona tattica per strategie buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e obiettivi di rimbalzo verso 25.000–25.400. In caso di tenuta, questa fascia può alimentare rimbalzi tecnici rapidi, specie se accompagnati da un RSI giornaliero che risale da area 30–40 verso 45–50.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura decisa di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che coinciderebbe con un ritracciamento più profondo del rally 2025–inizio 2026 e con vecchie aree di consolidamento viste nei mesi precedenti. Qui passano supporti statici di lungo periodo e, su alcune piattaforme, livelli chiave di Fibonacci sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: è la prima fascia di offerta forte per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali 25.000 e 24.200. La componente psicologica della zona 26.000 resta centrale: solo una chiusura daily robusta sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily mostrano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si trova attualmente sotto le principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e operano da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 le ultime candele disegnano una sequenza tipica di correzione in downtrend: brevi congestioni laterali alternate a nuove accelerazioni verso il basso, con pullback tecnici sui livelli rotti (25.400, poi 25.800) che rappresentano punti di decisione per chi opera in intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 tornato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum meno euforico e spazio sia per ulteriore debolezza sia per rimbalzi di normalizzazione. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nella fascia di massimi storici, e solo un break solido di 26.500 invaliderebbe gli scenari di correzione aprendo spazio verso proiezioni 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso la zona 22.800–22.500 in caso di risk‑off globale prolungato.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 24.200–24.000 tiene e il prezzo riesce a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off con un movimento verso 26.000–26.500, dove transitano le resistenze successive e i massimi storici. In questo caso la correzione di marzo verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI che dovrebbe stabilizzarsi sopra 50–55 per restituire momentum ai compratori e riattivare la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e presa di profitto sulle posizioni long accumulate nei mesi precedenti. In questo quadro la struttura di bull market di lungo periodo resterebbe ancora intatta, ma si completerebbe una correzione di grado superiore prima di poter valutare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500.
La fascia 24.000–25.800 diventa quindi il nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase è un semplice storno da eccesso di rialzo o l’avvio di un ciclo correttivo più profondo, con la capacità del mercato di difendere 24.200–24.000 e riportare l’RSI sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro XAUUSD: Sell OFF e resistenza a 4.800
Il breakout di questa fascia deciderà se il rimbalzo post sell‑off diventa nuova gamba rialzista o semplice pullback correttivo.
Dopo il violentissimo scarico di metà marzo (“candle tipo Black Wednesday”) che ha rotto di slancio la soglia psicologica dei 5.000 USD, l’oro si è stabilizzato in un range più basso, con minimi in area 4.780–4.720 USD e massimi di rimbalzo che per ora faticano a superare 4.950–5.000 USD. La dinamica delle ultime sedute è quella di un recupero tecnico dentro un trend correttivo: spike ribassisti seguiti da rimbalzi a V, ma massimi decrescenti e chiusure giornaliere spesso sotto 5.000 USD, in coerenza con un RSI daily vicino a 30–35, quindi zona neutro‑ribassista dopo l’ipercomprato di inizio anno.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Gold XAUUSD (spot/CFD) oggi oscilla indicativamente tra 4.830 e 4.860 USD, dopo la caduta sotto i 5.000 USD di ieri; i dati storici mostrano chiusure recenti nell’area 4.836–4.867 USD, con volumi elevati sul breakdown e più contenuti sul rimbalzo. Siamo nella parte medio‑alta del nuovo range 4.780–4.900 USD, cioè sopra i minimi di panico ma ancora ben sotto la precedente fascia di distribuzione 5.100–5.300 USD, che ora agisce come forte resistenza di medio periodo.
Tecnicamente, la rottura del supporto 5.000–4.980 USD ha trasformato quella zona in resistenza dinamica, con medie mobili veloci H4 e daily che ora pendono dall’alto e respingono i tentativi di recupero; ogni ritorno verso 4.980–5.000 USD viene per ora venduto, in linea con scenari di analisi che vedono la prima resistenza forte proprio in quell’area.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di breve
Su orizzonte plurimensile il trend di fondo resta impostato al rialzo: nei mesi precedenti l’oro ha segnato nuovi massimi storici sopra 5.500 USD e ancorato il supporto strutturale sul livello psicologico 5.000 USD, con politiche monetarie restrittive ma forte domanda di copertura da parte di banche centrali e investitori istituzionali. La correzione di marzo, con perdita intraday di circa il 4% in una singola sessione, è finora un movimento di violenta normalizzazione dentro un super‑ciclo bullish, ma ha incrinato la narrativa di trend lineare e aperto spazio a fasi di volatilità più ampia.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: massimi e minimi decrescenti da area 5.500–5.600 USD, rottura di un importante supporto intermedio a 4.886–4.900 USD e test in corso della successiva zona di domanda a 4.780–4.720 USD, indicata da diverse analisi come Target Zone/area di possibile reazione dei compratori di medio periodo.
La logica della nuova fascia 4.780–5.000 USD
La fascia 4.780–5.000 USD è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori: rappresenta la zona in cui si decide se il mercato costruisce una base per tentare un recupero verso 5.100–5.300 o se prosegue la gamba correttiva verso 4.600–4.500 USD.
• Supporto primario 4.780–4.720 USD:
Qui passa la Target Zone inferiore individuata da più desk come area di test nel breve, con minimi recenti che hanno cominciato a comparire in questa fascia e prime reazioni di ricopertura short; è zona tipica per strategie buy‑the‑dip tattiche, con stop stretti sotto 4.720 in ottica di rimbalzo tecnico verso 4.900–4.950 USD.
• Supporto secondario 4.600–4.580 USD:
In caso di rottura decisa della Target Zone 4.780–4.720, alcune analisi fissano come obiettivo successivo la cosiddetta “Gold Zone” 4.603–4.586 USD, area che coinciderebbe con un ritracciamento più profondo del rally 2025–inizio 2026 e con supporti statici di più lungo periodo.
• Resistenza immediata 4.900–5.000 USD:
È la prima fascia di offerta forte: resistenza A a 5.000–4.982 per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali 4.902 e 4.803; la componente psicologica della soglia 5.000 resta centrale, perché una chiusura giornaliera stabile di nuovo sopra questo livello ridurrebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 5.050–5.125 USD.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily ora descrivono una struttura più debole rispetto alla fase che avevi analizzato in precedenza: il prezzo si trova sotto le principali SMA, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e agiscono da resistenza dinamica su eventuali rimbalzi verso area 4.950–5.000, coerentemente con un bias ribassista di breve. Sul quadro H4 le ultime candele disegnano un classico movimento di correzione dentro un downtrend: piccole congestioni orizzontali alternate a nuove accelerazioni verso il basso, con eventuali pullback tecnici verso i livelli rotti (4.886, poi 4.955–5.000) che offrono punti di decisione per chi opera in intraday.
Gli oscillatori giornalieri (RSI 14 intorno a 30–31, in area “sell” secondo alcune piattaforme) indicano una condizione di mercato ipervenduta o prossima, che può favorire rimbalzi tecnici ma non segnala ancora una vera inversione: manca finora una divergenza rialzista strutturata rispetto ai minimi di prezzo. Mappa livelli: sopra 5.000–5.050 USD il mercato rientra nella fascia di resistenza a 5.000–4.982, e solo un break solido di 5.125 annullerebbe gli scenari di ulteriore debolezza aprendo spazio verso 5.445–5.500 USD; sotto 4.780–4.720 USD aumentano le probabilità di accelerazione verso 4.603–4.586 e, in estensione, verso 4.505–4.500 USD.
Scenari operativi sulla fascia 4.780–5.000 USD
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 4.780–4.720 USD tiene e il prezzo riesce a riconquistare in chiusura daily la zona 4.900–5.000 USD, si potrebbe aprire un movimento di normalizzazione verso 5.050–5.125 USD, dove passano successive resistenze e vecchi livelli chiave menzionati anche da analisi precedenti. In questo scenario il mercato trasformerebbe il crollo recente in una “shake‑out” dentro bull market, con RSI che dovrebbe risalire stabilmente sopra 40–45 per restituire momentum ai compratori.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 4.780–4.720, con chiusure daily sotto 4.780 e volumi in aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 4.603–4.586 come primo target, con possibile estensione verso 4.505–4.500 USD se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e presa di profitto su posizioni lunghe accumulate nei mesi precedenti. In questo quadro la narrativa di bull market di lungo resterebbe intatta, ma si completerebbe una correzione di grado superiore prima di valutare nuove gamba rialziste sopra 5.100–5.300.
La fascia 4.780–5.000 USD diventa quindi il nuovo pivot di mercato: decide se la fase attuale è un semplice storno da eccesso di rialzo o l’avvio di un ciclo correttivo più profondo, in cui la capacità del mercato di difendere zona 4.780–4.720 e di riportare l’RSI sopra 40–45 sarà decisiva per ristabilire una narrativa costruttiva sul metallo giallo.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro XAUUSD: consolidamento alla soglia chiave dei 5.000 $Struttura di mercato e contesto macro
L’oro si muove all’interno di un bull market strutturale di lungo periodo, con prezzi che rimangono stabilmente sopra la soglia psicologica dei 5.000 $ per oncia e in forte guadagno su base annua (oltre il 60–70% rispetto a un anno fa).
Le ultime sedute evidenzino giornate di consolidamento più che di direzionalità, con volatilità contenuta dopo l’ampia correzione partita dai massimi storici di inizio anno.
I dati mostrano per XAUUSD in data 17 marzo 2026 un’apertura in area 5.012–5.013 $, un massimo intraday vicino a 5.043 $, un minimo in area 4.998 $ e una chiusura indicativa sui 5.015 $, per una variazione giornaliera nell’ordine dello 0,05%.
Durante la seduta europea il prezzo lavora prevalentemente nel corridoio 5.020–5.040 $, confermando il ruolo dei 5.000 $ come baricentro tecnico e psicologico dopo la correzione dai massimi di inizio mese in area 5.200–5.250 $.
Sul daily l’oro oscilla attorno al “watermark” dei 5.000 $, vero campo di battaglia tra compratori e venditori dopo il violento impulso rialzista e la successiva fase correttiva.
Negli ultimi giorni si registra un pattern di massimi decrescenti e la rottura della trendline rialzista che aveva sostenuto il rally di febbraio, con una struttura di breve periodo più debole sui timeframe orari ma ancora inserita in un ampio canale rialzista di lungo termine.
Analisi Tecnica
Medie mobili, supply zone e momentum RSI
A livello intraday il prezzo si colloca al di sotto della media mobile a 200 periodi (area 5.100–5.110 $), elemento che conferma una pressione correttiva di breve nonostante il trend primario resti rialzista. In prossimità di 5.060–5.070 $ è presente una zona di offerta/supply zone di breve periodo, che coincide con una resistenza dinamica (MA 50 su alcuni timeframe intraday) e funge da prima area tattica di vendita; l’RSI su H1–H4 resta in area neutra 49–50, con momentum leggermente inclinato al ribasso dopo il break del canale rialzista.
Supporti chiave: 5.000 $ e area 4.900–4.700 $
Sul fronte dei supporti, i 5.000 $ rappresentano la “linea nella sabbia” intraday: una chiusura decisa e confermata al di sotto di questo livello aprirebbe spazio verso l’obiettivo correttivo in area 4.908 $, individuato come principale supporto strutturale daily. Sotto 4.908 $ diverse analisi collocano un importante cluster di domanda tra 4.900 e 4.850 $, estendibile verso 4.800–4.700 $ in caso di ulteriore pressione ribassista e condizioni macro meno favorevoli, area dove il mercato diverrebbe rapidamente ipervenduto e potenzialmente pronto a un nuovo ciclo di accumulazione.
Resistenze e livelli di invalidazione dei Supporti
Sul lato delle resistenze la prima fascia critica è 5.060–5.070 $, supply di breve e zona dove molti trader valutano prese di profitto su eventuali rimbalzi da 5.000–5.020 $. Un recupero stabile di 5.100–5.120 $ in chiusura daily comincerebbe a indebolire la narrativa correttiva, mentre l’area 5.150–5.200 $ resta collegata ai massimi di inizio mese e alla parte alta del range di consolidamento 4.850–5.400 $ che incornicia l’oro da settimane.
Scenario e Sintesi
Nel caso di continuazione rialzista dentro il bull market di fondo, il mercato dovrà difendere con decisione il supporto 5.000 $, mantenendo i minimi sopra 4.998–4.990 e costruendo un recupero progressivo verso il pivot intraday di 5.020 e la fascia di resistenza 5.060–5.070 $.
Un breakout confermato di quest’area, con chiusure sopra 5.070–5.100 e ritorno dei prezzi sopra la 200-period MA intraday, riaprirebbe spazio verso 5.150 e 5.200 $, con potenziale estensione verso 5.300 e oltre se il contesto macro (tassi, dollaro, geopolitica) tornasse pienamente favorevole all’oro.
Nello scenario alternativo di normalizzazione/correzione, una rottura pulita del livello 5.000 con stabilizzazione del prezzo sotto 4.998–4.990, accompagnata da candele ribassiste estese e aumento dei volumi, proietterebbe l’oro verso il primo target tecnico in area 4.908 $.
Un eventuale cedimento anche di 4.908 $ aprirebbe la strada ai blocchi di domanda 4.900–4.850 e successivamente 4.800–4.700, zone dove la condizione tecnica diverrebbe marcatamente ipervenduta e funzionale a preparare una nuova gamba di accumulazione nel quadro rialzista di lungo termine.
Il quadro complessivo è quello di un oro ancora inserito in una tendenza rialzista strutturale, sostenuta da acquisti istituzionali e da un contesto macro-incerto, ma impegnato nel brevissimo in una fase di correzione e riequilibrio attorno alla grande soglia psicologica dei 5.000 $.
La prossima gamba di movimento si giocherà su questo livello: difesa e ripartenza verso 5.060–5.150–5.200 in ottica continuazione del bull market, oppure cedimento e ricerca di nuovo equilibrio nella fascia 4.900–4.850–4.800 in caso di accelerazione ribassista.
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Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.






















