WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.01.2026Borse globali disturbate dalle tensioni internazionali su più fronti.
Il clima geopolitico innesca i primi rialzo dei rendimenti obbligazionari.
Gli Usa sequestrano 2 navi con greggio venezuelano.
Metalli preziosi e industriali in pausa, ma trend di fondo ancora forte.
Il 2026 dei mercati si apre con lo sguardo più rivolto alla geopolitica che ai fondamentali. Nella seduta di martedì 7 gennaio, il moltiplicarsi dei fronti di tensione internazionali ha inciso sull’umore degli investitori, spingendo le Borse europee a chiudere contrastate e alimentando una diffusa cautela.
A dominare la scena sono stati ancora una volta energia, sanzioni e politica estera, con il mercato impegnato a decifrare le prossime mosse del presidente Usa Donald Trump, tra Groenlandia, Venezuela e controllo delle forniture petrolifere.
Il catalizzatore principale è arrivato dal nuovo strappo tra Washington e Mosca. Gli Stati Uniti hanno sequestrato la petroliera russa Marinera, provocando dure proteste del Cremlino.
La nave era da oltre due settimane nel mirino delle autorità americane: avrebbe tentato di caricare greggio in un porto venezuelano ed è sospettata di violazioni delle sanzioni, inclusi trasporti di petrolio iraniano. Un episodio che riaccende i riflettori sulle rotte energetiche globali e sulle tensioni tra grandi potenze.
A rafforzare l’atteggiamento prudente hanno contribuito anche dati macroeconomici statunitensi in chiaroscuro. Dopo i recenti massimi, gli investitori hanno approfittato della fase per ribilanciare i portafogli, aumentando l’esposizione al comparto obbligazionario. Ne è derivato un calo generalizzato dei rendimenti dei bond, che ha sottratto slancio ai listini azionari.
Sul fronte europeo, arrivano segnali di raffreddamento dell’inflazione. In dicembre l’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2%, dal 2,1% di novembre, secondo la stima preliminare di Eurostat. L’inflazione core si è attestata al 2,3%.
Guardando alle singole componenti, i servizi restano sostenuti al 3,4% annuo (dal 3,5%), mentre alimentari, alcol e tabacco salgono al 2,6% (dal 2,4%). In rallentamento i beni industriali, allo 0,4% (dallo 0,5%), e soprattutto l’energia, che passa a -1,9% dopo il -0,5% di novembre.
Per l’Italia, l’Istat segnala che nel 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti in media dell’1,5%, in accelerazione rispetto al +1% del 2024. Nella media dell’anno, la variazione dell’indice Ipca si colloca a +1,7%, contro il +1,1% dell’anno precedente.
Oltreoceano, l’attenzione è già tutta rivolta a venerdì, quando saranno pubblicati i dati sul mercato del lavoro Usa, cruciali per le prossime decisioni della Fed.
I segnali recenti sono contrastanti: a dicembre il settore dei servizi ha registrato l’espansione più rapida da oltre un anno, ma secondo Adp le imprese private hanno creato meno posti di lavoro del previsto.
Le offerte di lavoro sono diminuite più delle attese a novembre e il ritmo delle assunzioni ha rallentato. Nel dettaglio, le posizioni lavorative aperte sono calate di 303mila unità, scendendo a 7,146 milioni a fine novembre, secondo il report Jolts del Dipartimento del Lavoro. Il dato di ottobre è stato rivisto al ribasso a 7,449 milioni, dai precedenti 7,670 milioni.
Per molti economisti, a pesare sono l’incertezza politica e il crescente ricorso all’intelligenza artificiale, che rende le aziende più caute nelle decisioni di assunzione.
In questo contesto, Wall Street ha chiuso con indici divergenti: Dow Jones -0,94%, S&P 500 -0,34%, mentre il Nasdaq ha limitato le perdite con un +0,16%.
In Europa, invece, tornano sotto i riflettori le azioni della difesa. A Milano, Leonardo ha guadagnato +5,1% e Fincantieri +5,3%, dopo le aperture di Francia e Regno Unito all’ipotesi di schierare truppe in Ucraina in caso di tregua con la Russia.
Il petrolio resta uno snodo chiave. Le tensioni sul Venezuela spingono le quotazioni verso i minimi di metà dicembre 2025, con il Brent in area 60 dollari al barile e il Wti attorno a 56 dollari. Sullo sfondo pesa il rischio di un eccesso di offerta, qualora il greggio venezuelano tornasse sul mercato.
Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump starebbe lavorando da anni a un piano per controllare l’industria petrolifera venezuelana, con l’obiettivo di portare i prezzi verso i 50 dollari al barile, ridurre l’inflazione e limitare l’accesso della Cina alle forniture.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread BTp-Bund ha chiuso a 70 punti base, in lieve aumento, mentre il rendimento del BTp decennale è sceso al 3,51% dal 3,54% della vigilia.
Nella mattinata di oggi, 8 gennaio, prevale il segno meno in Asia-Pacifico. L’MSCI Asia Pacific cede -0,3%, con CSI300 -1,1%, Hang Seng -1,8%, Taiex -0,2%. A Tokyo, il Nikkei 225 perde -1,7%, penalizzato dal calo dei salari reali, scesi del 2,8% a novembre, undicesimo mese consecutivo di flessione.
A Seoul, il Kospi oscilla attorno alla parità dopo i nuovi record, sostenuto dai conti di Samsung Electronics, che ha riportato un utile operativo preliminare di 13,8 miliardi di dollari (+208%) e ricavi in crescita del 23%, trainati dalla domanda di chip per l’intelligenza artificiale.
Infine, sulle materie prime, oro -0,8% e argento -3,3%, mentre la Banca centrale cinese continua ad accumulare metallo giallo per il 14° mese consecutivo: 30.000 once troy nell’ultimo mese e 1,35 milioni di once complessive, pari a 42 tonnellate, da novembre 2024.
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Idee della comunità
I prezzi dell'oro incontrano resistenza a livelli elevati: un tiI prezzi dell'oro incontrano resistenza a livelli elevati: un tiro alla fune tra rischi geopolitici e aspettative di taglio dei tassi di interesse
Mercoledì, durante la sessione asiatica, l'oro spot ha incontrato una resistenza significativa dopo aver raggiunto il livello psicologico di 4.500 dollari e un massimo settimanale, non riuscendo a mantenere i forti guadagni dei due giorni precedenti. Dopo aver assorbito l'impatto dell'azione militare statunitense contro il Venezuela, la propensione al rischio è migliorata brevemente e alcuni fondi hanno scelto di realizzare profitti a livelli più alti, portando a una leggera flessione dei prezzi dell'oro. Tuttavia, nel complesso, la flessione è stata relativamente limitata, a indicare che la struttura rialzista non è stata significativamente danneggiata e che il mercato dell'oro rimane in una fase di consolidamento.
Fondamentali: l'incertezza geopolitica sostiene la domanda di beni rifugio, le aspettative di taglio dei tassi di interesse frenano il dollaro
Sebbene i principali indici azionari come il Nasdaq abbiano raggiunto massimi storici e il sentiment del mercato appaia ottimistico, le incertezze geopolitiche non si sono dissipate. Gli Stati Uniti hanno recentemente adottato una posizione dura su diverse questioni internazionali, tra cui la Groenlandia e gli affari latinoamericani. Insieme ai limitati progressi nella situazione tra Russia e Ucraina e alla continua instabilità in Medio Oriente, questi fattori hanno mantenuto la domanda di mercato per asset rifugio, fornendo un forte sostegno all'oro durante la fase di ribasso.
Sul fronte della politica monetaria, le aspettative del mercato per molteplici tagli dei tassi da parte della Federal Reserve quest'anno continuano a crescere. I prezzi dei future sui tassi di interesse indicano che gli operatori hanno già scontato la possibilità di diversi tagli dei tassi, il che ha ostacolato il rimbalzo del dollaro. Sebbene diversi funzionari della Fed abbiano sottolineato che la politica monetaria deve essere "calibrata con precisione" sulla base dei dati, la relativa attrattiva dell'oro, un asset non fruttifero, rimane rilevante finché non verrà smentita l'aspettativa di un calo dei tassi di interesse reali.
Il mercato è attualmente in attesa di indicazioni dai dati chiave: il rapporto sulle buste paga non agricole di venerdì e i dati sull'inflazione della prossima settimana saranno fattori cruciali per valutare la politica monetaria della Fed e la prossima fase dell'andamento del prezzo dell'oro. Prima di allora, dati come l'occupazione ADP e l'indice PMI dei servizi ISM potrebbero comportare solo fluttuazioni a breve termine.
Analisi tecnica: Consolidamento di alto livello, supporto chiave e resistenza coesistono.
Da un punto di vista tecnico, l'oro è entrato in una fase di consolidamento di alto livello. Il prezzo si attesta ancora al di sopra della media mobile a 100 ore (intorno a $4400), che continua a salire e fornisce un supporto dinamico. Tuttavia, gli indicatori di momentum segnalano un pullback a breve termine: il MACD è sceso al di sotto della linea di segnale e si trova al di sotto della linea dello zero, e l'RSI è tornato nella zona neutrale di 48, riflettendo un temporaneo equilibrio tra forze rialziste e ribassiste. Vale la pena notare che il grafico orario mostra un potenziale pattern testa e spalle. Se il prezzo scende al di sotto della linea di scollatura di $4440, potrebbe scendere ulteriormente fino all'area di $4387; al contrario, se rompe la zona di resistenza di $4470-$4465 (soprattutto sopra $4482), l'oro potrebbe riprendere slancio rialzista e sfidare nuovamente livelli superiori.
Sentimento di mercato e strategia di trading: attenzione alle interruzioni dei dati, cogliere le opportunità all'interno del range.
Nel complesso, l'attuale calo dei prezzi dell'oro è più dovuto a prese di profitto e a una correzione temporanea del sentiment di rischio che a un'inversione di tendenza. I rischi geopolitici e le aspettative di tagli dei tassi di interesse forniscono ancora un supporto a medio termine per l'oro, ma è probabile che il mercato mantenga un modello di consolidamento di alto livello prima della pubblicazione dei dati chiave.
Per quanto riguarda il trading, le nostre posizioni corte precedentemente posizionate a $4500 hanno raggiunto il loro obiettivo massimo a $4440 e sono ora chiuse. La prossima strategia consigliata è quella di passare al range trading: se i prezzi dell'oro rimbalzano nell'area $4470-$4465 e incontrano resistenza, è possibile aprire una piccola posizione corta, con uno stop-loss impostato sopra $4482, con target a $4440, $4410 e $4390. Una rottura diretta sotto $4440 potrebbe aprire spazio per una correzione verso $4387. Al contrario, una rottura netta sopra il livello di resistenza di $4470 richiede cautela, poiché i rialzisti potrebbero essere pronti per una rimonta.
L'oro si trova attualmente a un bivio: da un lato, c'è una forte domanda di beni rifugio, dall'altro, c'è una forte propensione a prendere profitto. Prima che vengano pubblicati i dati sulle buste paga non agricole, questo tiro alla fune ad alto livello potrebbe essere l'occasione perfetta per un'osservazione paziente e risposte flessibili.
long 1VBK da 15,90 no stoplong 1VBK da 15,90 no stop, presi 35pezzi, numeri non buoni, ma appena partita da minimi pluriennali sul grafico xetra, posizione speculativa, vediamo dove va, se spinge il petrolio per crisi esogene dovrebbe portare su anche questo comparto, poi sono prezzi di cinque anni fa, chissà.
S&P e Dow arretrano dai record in una giornata ricca di datiMercoledì, due dei principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in territorio negativo per la prima volta nel 2026, mentre il mercato affrontava un’intensa tornata di dati macroeconomici e una giornata particolarmente ricca di dichiarazioni da parte del Presidente degli Stati Uniti.
Il Dow Jones ha ceduto lo 0,94%, pari a 466 punti, chiudendo a 48.996,08, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,34%, attestandosi a 6.920,93. Entrambi gli indici avevano chiuso la seduta precedente su livelli record e avevano toccato nuovi massimi intraday anche nella giornata odierna, prima di invertire la rotta. Il Russell 2000, indice delle small cap, ha registrato un calo dello 0,29%, dopo il balzo dell’1,4% di martedì.
Il Nasdaq è invece riuscito a proseguire la sua sequenza positiva, salendo dello 0,16%, pari a circa 37 punti, a 23.584,28, per il terzo giorno consecutivo in rialzo. NVIDIA ha guadagnato quasi l’1% nella seduta di mercoledì, dopo una reazione inizialmente contenuta alla presentazione di lunedì al CES, durante la quale ha svelato la nuova piattaforma di elaborazione AI “Vera Rubin”. Di segno opposto la performance del principale concorrente AMD, che ha chiuso in calo del 2%.
I titoli del settore delle memorie, protagonisti di forti rialzi nella seduta di martedì, hanno mostrato andamenti contrastanti. Sandisk ha messo a segno un ulteriore progresso dell’1,1%, dopo il balzo del 27,6% del giorno precedente, mentre Western Digital ha perso quasi il 9%, correggendo parte del recente rialzo del 16,8%.
L’attenzione del mercato resta ora concentrata sul rapporto sulle buste paga non agricole in uscita venerdì. Le attuali attese indicano la creazione di 73.000 nuovi posti di lavoro, rispetto ai 64.000 registrati nella pubblicazione atipica di metà dicembre. In avvicinamento all’appuntamento principale, nella giornata odierna sono arrivati altri dati sul mercato del lavoro: il report ADP ha mostrato un aumento di 41.000 unità delle buste paga private a dicembre. Si tratta di un miglioramento rispetto alla contrazione di 29.000 unità di novembre, ma di un dato inferiore alle attese, fissate a 48.000.
Nel frattempo, le offerte di lavoro sono scese a 7,15 milioni a novembre, in calo di circa 300.000 unità rispetto al mese precedente. Sul fronte dell’attività economica, l’indice ISM dei servizi ha registrato il miglior dato del 2025 nel mese di dicembre, attestandosi a 54,4%, sopra le attese di 52,2% e in miglioramento di 1,8 punti rispetto a novembre.
Anche il Presidente Trump è intervenuto più volte nel corso della giornata, un elemento che storicamente tende a creare volatilità sui mercati, soprattutto in assenza di segnali di allentamento sul fronte dei dazi. In questa occasione, ha espresso l’intenzione di porre fine alla distribuzione di dividendi e ai programmi di riacquisto di azioni per le società del settore difesa, oltre a valutare il divieto per i grandi investitori istituzionali di acquistare abitazioni unifamiliari.
Gli investitori restano inoltre in attesa di ulteriori sviluppi legati al petrolio venezuelano, dopo la cattura di Nicolás Maduro.
L’oro corregge leggermente, ma il trend rialzista resta validoNelle prime ore di contrattazione di giovedì, il prezzo dell’oro è sceso verso area 4.450 USD. Il movimento è dovuto principalmente a prese di profitto dopo il recente rialzo, piuttosto che a un cambiamento della struttura di mercato.
Sul fronte macroeconomico, il mercato dell’oro ha reagito in modo limitato agli ultimi dati deludenti sul lavoro negli Stati Uniti. In particolare, il numero di posti di lavoro vacanti a dicembre, un indicatore chiave della domanda di manodopera, è sceso a 7,15 milioni, rispetto ai 7,23 milioni di novembre.
Nonostante questa pausa, il livello attuale dei prezzi e la tendenza rialzista rimangono ben supportati, poiché il mercato del lavoro statunitense continua a mostrare segnali di rallentamento. L’attenzione degli investitori si sposta ora sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, attese più tardi oggi, e sul rapporto sull’occupazione di dicembre, in uscita venerdì. Se i dati confermeranno un indebolimento dell’economia, l’oro potrebbe tornare protagonista.
Dal punto di vista tecnico, l’oro si muove all’interno di una figura a cuneo, con un supporto solido intorno ai 4.350 USD. La trendline rappresenta la resistenza immediata. Finché il supporto resterà intatto, lo scenario rialzista resta quello principale. Personalmente, mantengo una visione positiva.
E tu, come vedi l’evoluzione del XAUUSD nei prossimi giorni?
In vacanza col triangoloHo letto che il 2026 dovrebbe essere un anno favorevole anche per il comparto "Real Estate"
Cercando tra i titoli del settore mi ha colpito questo grafico che presenta un interessante triangolo ormai vicino alla rottura
Il prezzo utilizza come supporto il lato inferiore da 3 anni e si sta avvicinando in queste settimane ai 20$ per un possibile breakout rialzista
Altre osservazioni interessanti:
Il movimento attuale parte dal POC del cluster superiore
La precedente rottura della resistenza orizzontale è stata seguita da un rialzo del 35%
Settori e Groenlandia: i settori dell’S&P 500 da monitorareQuesta analisi non intende formulare anticipazioni prospettiche sulle relazioni tra Stati Uniti e Groenlandia, né tantomeno addentrarsi in considerazioni geopolitiche, istituzionali o diplomatiche. Le ipotesi di annessione, sovranità o modifica dello status del territorio esulano dall’ambito di questo studio. L’obiettivo è volutamente più limitato e pragmatico: interrogarsi sulle potenziali conseguenze economiche di un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti in Groenlandia, qualunque ne sia la forma, e sui settori dell’S&P 500 che potrebbero esserne indirettamente influenzati.
Questa riflessione si basa dunque su un approccio economico e settoriale, senza presupporre né tempistiche, né fattibilità politica, né tantomeno la probabilità di tale scenario. Mira semplicemente a individuare aree di sensibilità all’interno del mercato azionario statunitense, nell’ipotesi in cui gli Stati Uniti rafforzassero la loro presenza economica, industriale o strategica in questa regione del mondo.
Di seguito, il grafico mostra le candele giapponesi settimanali dell’indice settoriale S&P 500 Materials.
Ricordiamo che le azioni che compongono l’S&P 500 sono suddivise in 11 grandi super-settori GICS, ciascuno dei quali raggruppa aziende con profili economici e motori di crescita distinti. In questo contesto, alcuni settori appaiono più esposti di altri a dinamiche legate all’accesso alle risorse naturali, allo sviluppo delle infrastrutture, alla sicurezza delle catene di approvvigionamento e alle sfide energetiche e industriali. Un coinvolgimento statunitense in Groenlandia, anche graduale e limitato, potrebbe quindi generare effetti differenziati a seconda dei settori interessati.
La Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca, situato tra l’Atlantico settentrionale e l’oceano Artico. La sua posizione geografica le conferisce una particolare importanza strategica, soprattutto nel contesto del cambiamento climatico, della progressiva apertura delle rotte marittime artiche e del crescente interesse per le risorse naturali della regione. Il sottosuolo groenlandese è noto per contenere risorse minerarie significative, tra cui terre rare, grafite, rame, nichel, nonché idrocarburi offshore ancora in gran parte inesplorati.
Queste risorse sono economicamente rilevanti non tanto per i volumi immediatamente disponibili, quanto per la loro natura strategica. Alcune sono considerate critiche per le tecnologie moderne, la transizione energetica, l’elettrificazione dei trasporti, la difesa e l’industria dei semiconduttori. In questo contesto, un accesso più diretto o sicuro a tali materie prime potrebbe, nel lungo periodo, influenzare determinate catene del valore dominate da società statunitensi quotate.
Va tuttavia ricordato che lo sfruttamento di queste risorse è soggetto a vincoli significativi: condizioni climatiche estreme, elevati costi di investimento, problematiche ambientali, accettabilità sociale locale e quadri normativi rigorosi. Di conseguenza, qualsiasi impatto economico potenziale sarebbe necessariamente graduale, indiretto e di lungo periodo. Non si tratta quindi di individuare catalizzatori di breve termine per i mercati, ma piuttosto di evidenziare settori dell’S&P 500 che potrebbero, su un orizzonte temporale più ampio, beneficiare o essere influenzati da un’evoluzione strutturale di questo tipo.
In quest’ottica, l’analisi che segue mira a offrire una panoramica dei settori potenzialmente interessati, senza bias direzionale e in una logica di monitoraggio macro-settoriale piuttosto che di immediata convinzione d’investimento.
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BTC fa lo sweep dei HIGH e scende al ribassoSi nota che durante la giornata il prezzo del BTC ha effettuato lo sweep dei HIGHS segnati dalle linee orizzontali.
Dopo questo sweep, il prezzo è sceso al ribasso con una forte volatilità. Inoltre, la candela DAILY ha chiuso al di sotto dell’ultima doji del giorno precedente, mostrando un forte pattern ribassista.
Il prezzo dovrebbe quindi continuare a scendere e proseguire la sua tendenza di fondo ribassista.
Un doppio minimo devastanteChi mi segue sa che mi piace molto guardare avanti per trovare le occasioni che "verranno"
La rivoluzione della IA porterà parecchi perdenti e alcuni vincitori
Alcune delle aziende vincenti sono state evidenti fin da subito come Palantir nel software e tutta la catena dei produttori HW e fornitori di infrastrutture
A mio avviso ora c'è un altro settore che sta per sorprendere...il BIOTECH
La capacita di analizzare milioni (miliardi) di combinazioni di molecole darà una spinta incredibile alla ricerca di nuovi farmaci e composti
L’IA sta rivoluzionando il biotech in tre aree chiave:
- drug discovery accelerato,
- modellazione proteica e predittiva,
- analisi di grandi dataset biologici.
Seleziono una delle aziende più promettenti (ne seguiranno altre)
Il prezzo ha formato un doppio minimo e i volumi in enorme espansione confermano che siamo sul bottom
Il POC in zona 4,90$ è il primo punto di attenzione situato in prossimità dell'area di resistenza evidenziata dal rettangolo arancione
La rottura della neckline a 7$ porterà il prezzo al retest del precedente massimo in zona 12$
XAUUSD – Possibile short da resistenza H4 verso supporti chiaveContesto tecnico
Il prezzo di XAUUSD su timeframe H4 ha reagito alla zona di resistenza in area, mostrando rifiuto dei massimi e perdita di momentum rialzista.
La struttura rimane correttiva all’interno di un range più ampio, con spazio per una continuazione ribassista verso i supporti inferiori.
📉 Idea Operativa: SHORT
Entry short: area 4460 4470
Stop loss: sopra la resistenza, 4.490
Target 1: 4.405 (prima area di supporto – linea blu)
Target 2: 4.313 (supporto intermedio – linea blu)
Target 3: 4.138 (supporto principale – linea blu)
🎯 Rischio/Rendimento
RR interessante già sul primo target, ottimo sul secondo e terzo.
Gestione consigliata: parziale a TP1, stop in BE, lasciare correre il resto.
🧠 Conferme utili
Rejection candle / pattern di inversione H4
Mancata rottura della resistenza
Debolezza del momentum
📌 Idea puramente tecnica, non è un consiglio finanziario.
Oro (XAU/EUR) – Possibile Correzione sul 4H📊 Timeframe: 4H
💰 Livello chiave: 3850 EUR (massimo recente)
XAU/EUR ha recentemente testato il livello di 3850 EUR. Sul grafico a 4 ore, potremmo assistere a una correzione dal massimo.
⚠️ Disclaimer: Questo post è a scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Il trading comporta rischi elevati e ogni decisione è a tuo esclusivo rischio.
FTSE Mib toro scatenato!!Analisi tecnica non'è il vangelo , e i Pattern molte volte vengono abortiti,ma se si dovesse verificare il superamento di due forti resistenze, la prima area 44500 e infine area 50108, poi il paradiso, arrivo in area 59500/60000, con la chiusura Pattern rialzista a triangolo, ampiezza la sua base che proiettata sul grafico, dal punto di breakout uscita dal triangolo nella parte superiore, porterebbe l'indice su valori inaspettati , tutto dipenderà dalla velocità con cui ci si arriva se variazione in pochi anni, siamo nella stesse condizioni di bolla come è successo nel lontano 2000 e 2007, l'incognita è sempre lui , il ciuffo biondo!!, potrebbe con la sua tracotanza , provocare un crollo dei mercati, anche molto profondo...
STM. Nelle mani della A.I.!!Movimenti di pura speculazione sul titolo, l'ideale per chi fa trading, ora sono state chiuse due settimane fortemente positive +5.14% e ultima +13,32%, il titolo tocca un minimo a 18.21 chiudendo un gap aperto il 22/04/25 su TF giornaliero, ora pare intenzionata a chiudere il gap in area 25.00, ce la farà!!, è difficile non impossibile , da li passa proprio la retta ribassista di lungo periodo , che fa da tappo, c'è ipercomprato?, solo un parametro su diversi TF, orario come
RSI e bollinger bands su TF giornaliero , uno storno per ricaricarsi ci starebbe anche , ma qui si naviga a vista. BUON TRADING SIGNORI.
AFRM$AFRM. Analisi del report e 3 fattori chiave.
Report del primo trimestre dell'anno fiscale 2026 (ultimo report)
Ricavi: 933 milioni di dollari (+33% anno su anno) — superiore alle aspettative.
GMV (volume di merci): 10,4 miliardi di dollari (+42% anno su anno) — in ulteriore accelerazione.
Profitto: SECONDO trimestre consecutivo con utile operativo GAAP.
Fattori di crescita:
1. Carta Affirm
I numeri sono impressionanti:
• Titolari di carta: 2,8 milioni (+101% anno su anno!).
• Spesa con carta (GMV): 1,4 miliardi di dollari (+135%!).
• I titolari di carta spendono 7 volte di più rispetto agli utenti abituali.
2. Affirm è integrato ovunque le persone facciano acquisti:
• Apple Pay: ora puoi pagare con la tua carta Affirm offline sul tuo iPhone. • Amazon, Shopify, Wayfair: Integrazione diretta con i pagamenti dei colossi.
• Worldpay: Connessione di migliaia di piattaforme.
• Google: diventerà un'opzione di pagamento per gli assistenti AI.
3. I costi di marketing sono diminuiti del 46%: l'efficienza è in crescita.
• Meno insolvenze e svalutazioni, nonostante la crescita del portafoglio. Il punteggio AI interno funziona perfettamente.
• AUMENTO delle previsioni di GMV e margine per l'anno.
Il macd su btcusd.Bene cari lettori, oggi voglio farvi notare una cosa interessante, sfruttando il MACD(moving average convergence divergence) che penso sia il più semplice indicatore, da usare sulle analisi trend follow. Vi ricordo che questo strumento è configurato su periodo intermedio, come ho spesso sottolineato in molte analisi precedenti dove ho usato il macd. Quindi quest'indicatore qui, non è usato per carpire dei segnali, bensì è usato per avere degli indizi sulla qualità della tendenza in corso. Come potete notare, il prezzo e il MACD sono indivergenza, sia sui massimi che sui minimi, anche se in questo momento macd e signal line sono incrociate al rialzo, si trovano sotto la linea dello zero e sapete bene cosa significa. Queste divergenze sono chiari indizi sull'indebolimento del trend in corso, anche se io ipotizzo e spero in un rialzo, non posso che prendere atto di come la situazione si sta evolvendo. Questa settimana ho postato l'annuale, il mensile, il settimanale, il giornaliero e il timeframe orario proprio per avere un quadro chiaro di tutti gli scenari, serve pazienza e sangue freddo in questi frangenti.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.01.2026Un inizio 2026 ancora positivo, ma il mood è guardingo.
L’inflzione europea si conferma moderata, attorno al 2% target.
Il blitz Usa a Caracas non muove il prezzo del greggio, sempre depresso.
Borse asiatiche ancora ben acquistate: prosegue la rimonta del tech cinese.
Sui mercati finanziari continua a dominare l’ottimismo. Anche nella seduta di lunedì 6 gennaio, gli investitori hanno scelto di mettere tra parentesi le tensioni geopolitiche, archiviando senza troppi scossoni l’attacco statunitense al Venezuela del fine settimana e la cattura del presidente Maduro.
Un segnale chiaro: la propensione al rischio resta elevata e il mercato continua a guardare oltre le crisi, privilegiando fondamentali e politica monetaria.
In Europa, i listini hanno chiuso prevalentemente in territorio positivo, con l’eccezione di Milano, fanalino di coda. Londra ha guidato i rialzi con il Ftse100 a +1,17%, mentre a Francoforte il Dax ha superato per la prima volta quota 24.900, aggiornando i massimi storici e chiudendo a +0,19%. Seduta costruttiva anche per Parigi (+0,32%) e Madrid (+0,17%), mentre Milano ha chiuso in controtendenza a -0,20%.
Lo sguardo degli investitori è ora puntato sugli Stati Uniti. La settimana è infatti ricca di dati sul mercato del lavoro americano, culminanti nel report sull’occupazione di dicembre atteso venerdì.
Numeri cruciali per valutare le prossime mosse della Federal Reserve, in un contesto in cui analisti e mercati continuano a prezzare ulteriori tagli dei tassi nel corso del 2026.
Sul fronte europeo, il dibattito monetario e istituzionale si intreccia con quello geopolitico.
François Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio direttivo BCE, ha lanciato un avvertimento netto: le critiche dell’amministrazione Trump all’indipendenza della Fed, unite ai dubbi sulla disciplina fiscale degli Stati Uniti e all’uso aggressivo dei dazi, rischiano di minare alcuni pilastri del predominio globale del dollaro.
Secondo Villeroy, questo scenario potrebbe spingere diverse giurisdizioni a sviluppare sistemi di pagamento alternativi, aprendo uno spazio strategico per l’euro.
Intanto, i dati macro offrono segnali contrastanti. In Germania, l’inflazione di dicembre 2025 è stimata al +1,8%, in netto rallentamento rispetto al +2,3% di novembre, con prezzi al consumo invariati su base mensile.
La media annua 2025 dovrebbe attestarsi al +2,2%, mentre l’inflazione “core”, al netto di energia e alimentari, è vista al 2,4%. Le previsioni 2026 indicano tuttavia un’inflazione ancora sopra la soglia del 2%.
In Francia, il tasso annuo è sceso a 0,8% dallo 0,9% precedente, mentre i Pmi servizi e composito dell’Eurozona segnalano un generale rallentamento dell’attività.
Sul fronte delle materie prime, continua la corsa dei metalli industriali, col rame assoluto protagonista: per la prima volta ha superato la soglia dei 13.000 dollari/tonnellata, toccando un massimo storico a 13.387.
Alla base del movimento, le aspettative di una possibile tariffa statunitense sui metalli raffinati, che ha spinto a un accumulo di scorte negli Stati Uniti, lasciando il resto del mondo più esposto sul fronte dell’offerta.
Sul mercato valutario, l’euro ha chiuso in calo contro dollaro, scendendo a 1,169 (-0,2%), mentre resta invariato contro yen giapponese a 183,1. Poco mosso il dollaro/yen, a 156,6 (+0,2%). In risalita il gas naturale europeo, a 27,8 euro/megawattora, comunque vicino al minimo degli ultimi 20 mesi (26,8). L’abbondanza dell’offerta, grazie a una produzione record negli Stati Uniti e a nuovi contratti con produttori mediorientali, ha portato nel 2025 a un aumento del 28% delle importazioni europee.
La mattina di martedì 7 gennaio vede un rallentamento dei mercati asiatici, nonostante i nuovi record a Wall Street. L’MSCI Asia Pacific cede -0,6%, primo ribasso dell’anno dopo quattro sedute positive che avevano portato il guadagno 2026 al +4%.
In Giappone, Nikkei225 -1,1%, mentre dalla Cina emergono indiscrezioni su controlli più severi sulle licenze di esportazione dei minerali verso il Giappone. Le terre rare si confermano così uno strumento chiave nelle tensioni commerciali globali.
Nell’area della greater China, il CSI300 arretra -0,4%, l’Hang Seng -1,3% e il Taiex di Taipei -0,5%. A Hong Kong si guarda con interesse alla possibile IPO di Kunlunxin, divisione di Baidu attiva nei chip per intelligenza artificiale e data center.
Spicca ancora la Corea: il Kospi ha segnato quattro record consecutivi, portando il guadagno 2026 oltre l’8%, dopo +60% (in euro) nel 2025.
A metà mattinata europea (ore 12.00 CET), future USA e indici europei si muovono poco, intorno a +0,2%. Debole il petrolio, col Brent a 59,8 dollari/barile (-1,1%), mentre resta centrale il dossier Venezuela: Trump ha dichiarato che Caracas “consegnerà” agli USA tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio sanzionato, portando potenziale tensione sull’offerta globale.
I beni rifugio restano ben supportati. Oro a 4.458 dollari/oncia e argento a 79,2 arretrano solo marginalmente dopo tre rialzi consecutivo. Morgan Stanley prevede l’oro a 4.800 dollari entro il quarto trimestre 2026, citando tagli dei tassi, cambio ai vertici della Fed e acquisti delle banche centrali. Il record di 4.549 dollari del 26 dicembre per ora tiene.
Per l’argento, dopo il +147% nel 2025, giocano in favore il deficit strutturale e le nuove regole cinesi sulle licenze di esportazione.
Nel “mondo crypto”: Bitcoin -0,8%, dopo -0,9% di martedì, mentre il Financial Times rilancia il tema dell’euro digitale, sottolineando come la vera priorità per l’Europa sia la versione “all’ingrosso”, cruciale per la finanza tokenizzata e l’integrazione dei mercati dei capitali.
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Mercoledì i prezzi dell'oro sono scesi: le prese di profitto e iMercoledì i prezzi dell'oro sono scesi: le prese di profitto e il rafforzamento del dollaro hanno frenato i guadagni
Mercoledì (7 gennaio) i prezzi dell'oro sono scesi dai massimi settimanali, principalmente a causa delle prese di profitto dopo aver raggiunto il massimo da oltre una settimana, insieme al rafforzamento del dollaro che ha frenato il sentiment sul mercato dei metalli preziosi. Il mercato è concentrato sui prossimi dati sull'occupazione negli Stati Uniti per valutare la direzione politica della Federal Reserve. Al momento della stesura di questo articolo, l'oro spot era in calo dell'1,1% a 4.449,38 dollari l'oncia, in calo rispetto al massimo storico della settimana precedente di 4.549,71 dollari. L'indice del dollaro si è mantenuto stabile vicino al massimo di due settimane, aumentando il costo dell'oro denominato in dollari per i detentori di altre valute.
🌍 Fattori di mercato: l'interazione tra rischi geopolitici e aspettative di taglio dei tassi di interesse. I prezzi dell'oro hanno continuato il loro trend rialzista all'inizio della settimana, trainati principalmente dalle tensioni geopolitiche (come l'arresto del presidente venezuelano da parte degli Stati Uniti) e dalle crescenti aspettative del mercato per un taglio dei tassi di interesse della Federal Reserve nel 2026. Martedì, l'oro spot ha chiuso in rialzo dell'1,02% a 4.494,21 dollari l'oncia, con un guadagno settimanale cumulativo di quasi il 4%. Tuttavia, i prezzi dell'oro hanno incontrato resistenza dopo aver raggiunto il livello di 4.500 dollari l'oncia, spingendo alcuni trader ad aggiustare le loro posizioni lunghe e ad adottare un approccio più cauto e attendista.
📊 L'attenzione si sposta sui dati di stasera: i dati sull'occupazione ADP potrebbero essere un indicatore anticipatore
Gli investitori stanno monitorando attentamente i dati sull'occupazione ADP negli Stati Uniti, le offerte di lavoro JOLTS e l'indice PMI dei servizi ISM, che saranno pubblicati mercoledì sera. Dati deboli potrebbero rafforzare le aspettative del mercato per due tagli dei tassi da parte della Fed quest'anno, sostenendo così l'oro, un asset non redditizio; al contrario, dati solidi potrebbero sostenere il dollaro e frenare i prezzi dell'oro. L'indice PMI manifatturiero ISM statunitense di lunedì (47,9) è risultato inferiore alle attese, rafforzando ulteriormente le speculazioni di mercato su una posizione accomodante da parte della Fed.
🔍 Analisi tecnica: Pausa rialzista, supporto e resistenza chiave coesistono
Dal grafico a 4 ore, i prezzi dell'oro hanno registrato un forte rimbalzo dopo aver testato il supporto vicino a 4310, formando inizialmente un pattern di bottoming. Tuttavia, si consiglia cautela poiché i dati sulle buste paga non agricole di questa settimana potrebbero potenzialmente influire sulla struttura tecnica. Gli indicatori mostrano:
📌 Il MACD ha attraversato la linea di segnale e si trova al di sotto della linea dello zero, suggerendo una pressione di pullback a breve termine.
📌 Se dovesse sfondare al di sotto del supporto chiave della media mobile, i prezzi dell'oro potrebbero ritestare la fitta zona di supporto tra 4340 e 4330.
📌 La resistenza al rialzo si trova nell'area tra 4500 e 4510; Una rottura al di sopra di questo livello potrebbe aprire un potenziale rialzo fino a 4550.
💡 Strategia di trading: trading in range, prestare attenzione alle indicazioni dei dati.
La raccomandazione odierna a breve termine è di acquistare principalmente sui ribassi, con la vendita sui rally come strategia secondaria:
Zona di resistenza: 4500-4510 USD
Zona di supporto: 4430-4440 USD
⚠️ Prestare attenzione alla gestione delle posizioni, impostare rigorosamente gli ordini stop-loss ed evitare il rischio di mantenere posizioni in perdita.
🎯 Riferimento strategico specifico
Strategia short: considerare una piccola posizione short nell'area 4495-4500, con uno stop-loss di 8 USD e un target di 4470-4440.
Strategia di posizione long: acquistare a lotti intorno al range 4435-4440, con uno stop-loss di 8 USD e un target di 4460-4500.
(Questa strategia è altamente sensibile al fattore tempo e deve essere adeguata dinamicamente in base ai dati in tempo reale.)
✨ Riepilogo: Sebbene i prezzi dell'oro siano soggetti a pressioni di presa di profitto a breve termine, la debolezza complessiva del dollaro USA e i rischi geopolitici continuano a fornire supporto all'oro nel medio-lungo termine. I dati ADP sulle buste paga non agricole di stasera potrebbero essere il catalizzatore chiave per una ripresa del mercato. Si consiglia agli investitori di rimanere flessibili e di cogliere le opportunità dopo la pubblicazione dei dati! 🚀
Wall Street sui massimi: S&P record, Dow oltre 49.000Nuovi massimi per Dow Jones e S&P 500 nell’avvio del 2026
Il forte slancio che ha caratterizzato l’avvio del 2026 è proseguito anche ieri, con un altro indice chiave che ha raggiunto un nuovo massimo, mentre gli investitori si preparano alla prima settimana “normale” di pubblicazione dei dati economici dopo mesi di discontinuità.
Il Dow Jones ha chiuso a un nuovo record lunedì e ha poi guadagnato un ulteriore 0,99% martedì, pari a circa 485 punti, fissando un nuovo traguardo a 49.462,08. Si tratta della prima chiusura sopra quota 49.000, con l’indice già a metà strada verso il livello simbolico dei 50.000 punti.
Nella stessa seduta anche l’S&P 500 si è unito al movimento, entrando in territorio record con un rialzo dello 0,62% a 6.944,82. Il Nasdaq è salito dello 0,65%, pari a circa 151 punti, chiudendo a 23.547,17.
Dal punto di vista storico, il segnale resta incoraggiante. Negli ultimi 50 anni, quando l’S&P 500 ha registrato un progresso nei primi cinque giorni di contrattazione dell’anno, l’indice ha chiuso l’anno in positivo nell’83% dei casi, con un guadagno medio del 14,2%. Finora l’S&P 500 è in rialzo da tre sedute consecutive e ha già guadagnato oltre l’1%.
La conferenza CES 2026 ha avuto un avvio molto solido, con importanti annunci legati all’intelligenza artificiale da parte di due dei principali protagonisti del settore. NVIDIA ha presentato la nuova piattaforma di elaborazione AI “Vera Rubin”, mentre AMD ha introdotto la piattaforma “Helios”.
Nonostante il clamore mediatico, entrambi i titoli hanno chiuso in calo nella seduta odierna, con NVIDIA in flessione dello 0,5% e AMD del 3%. Altri comparti tecnologici hanno invece mostrato una performance decisamente più brillante, in particolare il settore delle memorie, con rialzi significativi per Sandisk (+27,6%), Western Digital (+16,8%) e Micron Technology (+10%).
Sul fronte macroeconomico, il mercato sembra essersi lasciato alle spalle il più lungo blocco governativo degli ultimi anni. I dati di questa settimana verranno pubblicati secondo il calendario ordinario, con il cruciale rapporto sulle buste paga non agricole che tornerà alla consueta pubblicazione del venerdì, anziché a una data irregolare di metà mese.
Un aspetto positivo è che gli investitori non dovranno confrontarsi con significative lacune informative. Prima del rapporto sull’occupazione di venerdì, domani saranno pubblicati i dati sulle buste paga del settore privato misurate dal report ADP. Il dato del mese scorso aveva mostrato una contrazione di 32.000 unità a novembre, contro attese per un aumento di 40.000. Per il dato in uscita domani il consenso indica un incremento di circa 48.000 unità.
Sempre nella giornata di mercoledì sono attesi anche l’indice ISM dei servizi e i dati sulle offerte di lavoro (JOLTS).
Al momento non vedo motivi per cui il mercato non possa superare i circa 50 punti rimanenti e raggiungere quota 7.000 sull’S&P 500. I miei obiettivi sono leggermente più elevati, in area 7.025.
È tuttavia possibile che, una volta superato questo livello, si manifestino prese di profitto fisiologiche, che monitorerò con attenzione. Nel corso della settimana sono previsti dati su ISM, JOLTS, richieste di sussidi di disoccupazione e buste paga non agricole, ma al momento non vedo elementi in grado di compromettere questo solido avvio d’anno.






















