WisdomTree - Tactical Daily Update - 22.01.2026Trump modera i toni sulla Groenlandia, le Borse si rasserenano.
La Borse Coreana esempio del «catch-up» di performance di tutta l’Asia.
Scende la tensione sulle scadenze lunghe di Treasury Usa e Japan.
Pausa salutare, di incerta durata, nella corsa di oro e altri metalli preziosi.
La seduta di ieri, 19 gennaio, ha messo in evidenza un netto scollamento tra le due sponde dell’Atlantico. Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day, lasciando campo libero alle tensioni geopolitiche che hanno invece pesato in modo deciso sulle Borse europee, tutte in territorio negativo.
A innescare le vendite sono state le nuove minacce di dazi avanzate da Donald Trump contro i Paesi contrari ai piani statunitensi sulla Groenlandia, tema destinato a dominare anche il World Economic Forum di Davos, apertosi ieri e che vedrà l’intervento dello stesso Trump domani, 21 gennaio.
Il bilancio della giornata è stato pesante ma ordinato. Milano ha chiuso a -1,3%, sebbene l’Italia non figuri nella nuova “lista nera” statunitense: perdite differenziate sulle altre piazze: Francoforte -1,2%, Parigi -1,8%, Londra -0,4%, Madrid -0,1% e Amsterdam -1,7%.
Nel fine settimana Trump aveva evocato tariffe doganali del 10%, potenzialmente in salita fino al 25%, contro gli otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell’isola artica.
Dal punto di vista operativo, tuttavia, diversi analisti sottolineano le difficoltà tecniche di un’applicazione selettiva dei dazi: servirebbero certificati di origine estremamente dettagliati, con il rischio di rallentare le catene di approvvigionamento e di generare costi significativi soprattutto per gli stessi Stati Uniti.
Per questo, i mercati continuano a interpretare le dichiarazioni come una leva negoziale più che una minaccia immediatamente esecutiva.
A rendere il quadro ancora più teso, le parole pronunciate ieri da Trump: «non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», aggiungendo di essere stato penalizzato con il mancato Premio Nobel “per aver fermato otto guerre..”.
L’Europa intanto preparerebbe la risposta. Giovedì a Bruxelles è previsto un vertice straordinario dei leader europei e, secondo indiscrezioni, sono allo studio possibili ritorsioni fino a Us$ 93 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
In un contesto così perturbato, non sorprende che gli investitori stiano riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi, rifugiandosi nei metalli preziosi, che continuano a segnare nuovi massimi.
Parallelamente, il mercato obbligazionario resta sotto osservazione. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,26%, sui livelli più elevati da settembre.
Il rialzo dei rendimenti è legato anche all’eccezionale volume di emissioni corporate: le aziende statunitensi stanno accelerando le emissioni approfittando delle aspettative di ulteriori tagli Fed e di un quadro macro favorevole, con spread di credito ai minimi da 19 anni.
Nei primi 15 giorni di gennaio le emissioni hanno raggiunto un record storico di circa 435 miliardi di dollari, ritmo destinato a intensificarsi nella seconda metà del mese.
Nell’Eurozona, il BTP decennale resta intorno al 3,45%, con uno spread di circa 60 bps, sui minimi dal 2008.
Sul fronte ECB, i ministri delle Finanze hanno scelto Boris Vujčić, 61 anni, attuale governatore della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente. Considerato un “falco moderato”, Vujčić sostiene un allentamento monetario graduale, mantenendo alta l’attenzione sui rischi inflattivi.
La settimana in corso sarà ricca di dati macro: giovedì è atteso il PCE di novembre USA, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, mentre venerdì toccherà agli indici PMI “globali”.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita. Per l’Italia, il PIL 2026 è visto a +0,7%, con il 2027 ancora a +0,7%, rispetto allo 0,8% e 0,6% stimati a ottobre. La Germania dovrebbe cresce +1,1% nel 2026 (+0,2%) e dell’1,5% nel 2027; la Francia dell’1% (+0,1%) e 1,2%; la Spagna del 2,3% (+0,3%) e 1,9% (+0,2%).
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione globale è vista in calo dal 4,1% del 2025 al 3,8% nel 2026 (contro il 3,7% stimato in precedenza) e al 3,4% nel 2027. Nell’area euro, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 2% nel 2026-2027, con la componente core in convergenza verso quel livello nel 2027.
Questa mattina, 20 gennaio, i mercati asiatici si muovono prevalentemente in negativo: Nikkei -1,0%, Hang Seng -0,3%, Shanghai Composite invariato, Shenzhen -1%. Fa eccezione Taiwan (+0,4%), mentre la Corea aggiorna i record: Kospi +1,5% a 4.900 punti, tredicesima seduta consecutiva in rialzo, +17% da inizio anno e +92% su base annua, grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale.
Sul fronte delle commodity, il petrolio arretra: WTI marzo a 59,4 dollari/barile e Brent. In calo anche il gas TTF, -3,5% a 35,5 euro/MWh, dopo il rally della settimana precedente. L’Indice Bloomberg Commodity sale a 115,30 dollari, +5% da inizio gennaio, trainato dai metalli preziosi. Oro a 4.710 dollari/oncia e argento a 94,50 dollari/oncia segnano nuovi record, mentre il rame (12.995 dollari) resta sotto i riflettori per le prospettive legate a elettrificazione, data center e AI.
In difficoltà infine le criptovalute: Bitcoin 91.670 dollari, in calo del -1,3% dopo il -2,6% di lunedì. Dal massimo di 126.000 dollari di ottobre, la perdita è circa -20%, a fronte di un +24% dell’oro, confermando come, nelle fasi di alta tensione geopolitica, gli investitori continuino a preferire le vecchie certezze ai nuovi asset alternativi.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Idee della comunità
WisadomTree - Tactical Daily Update - 21.01.2026Borse EU e Usa in calo, a causa del tema «Groenlandia» e delle sue ricadute.
Oggi il Presidente Usa parlerà a Davos: si spera in toni più concilianti.
Trasury Bond giapponesi largamente venduti, contromisure in arrivo.
L’oro e gli altri preziosi a nuovi record, mentre il US$ si indebolisce.
La seduta borsistica di ieri, 20 gennaio, si inserisce nel solco di un mercato sempre più dominato dalle tensioni geopolitiche e commerciali, con un rinnovato afflusso di capitali verso i beni rifugio, nuovi massimi storici dell’oro e un deciso aumento della volatilità.
Dopo il tonfo di lunedì, le Borse europee hanno vissuto un’altra giornata difficile: a pesare è stata anche la decisione del Parlamento europeo di sospendere l’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, annunciata in mattinata dal presidente del PPE, Manfred Weber.
Un segnale politico forte, che ha riacceso i timori di uno scontro commerciale aperto tra le due sponde dell’Atlantico.
Milano ha chiuso in calo dell’1,1%, in linea con Francoforte, mentre Parigi e Londra hanno contenuto le perdite rispettivamente a -0,6% e -0,7%. Ribassi che, per ora, rientrano ancora nella categoria delle correzioni dai massimi storici, ma che segnalano un crescente nervosismo degli investitori.
Al centro della scena resta, inevitabilmente, Donald Trump, che ha rilanciato la propria determinazione a prendere il controllo della Groenlandia, motivandola con preoccupazioni di sicurezza legate a Russia e Cina, e ha minacciato l’imposizione di dazi punitivi nei confronti dei Paesi che si opporranno, citando esplicitamente Francia, Germania e Regno Unito.
Proprio ieri cadeva l’anniversario del suo 2’ insediamento alla Casa Bianca, un passaggio simbolico che ricorda quanto la sua figura sia tornata a essere il vero baricentro dei mercati globali.
Le conseguenze non si sono fatte attendere sul Dollaro, che ha proseguito il suo indebolimento, con l’euro oltre 1,17, a 1,173 (+0,8%) e a 185,3 sullo yen (+0,6%), mentre il dollaro/yen è sceso a 157,9 (-0,1%). Un movimento che riflette la crescente sfiducia verso gli asset denominati in dollari nelle fasi di tensione politica.
Secondo lo Yale Budget Lab, oggi negli Stati Uniti i dazi reali effettivi hanno raggiunto il 16,8%, il livello più elevato da quasi cento anni. Le entrate generate dalle tariffe doganali sono quasi quadruplicate nel 2025, arrivando a US$ 27,9 miliardi.
Eppure, nonostante la svolta protezionistica, l’inflazione continua a raffreddarsi solo gradualmente e rimane ben lontana dall’obiettivo del 2% della Fed.
Wall Street mostra una sorprendente resilienza: l’S&P500 guadagna comunque il 12% nel periodo, alimentando l’idea che il primo anno del “Trump 2” possa chiudersi con un bilancio positivo, col Financial Times che ha coniato l’espressione “Trump Always Chickens Out”, a indicare una prassi fatta di minacce iniziali seguite, spesso, da compromessi.
Intanto, il clima di incertezza ha innescato una vendita massiccia di azioni e titoli di Stato statunitensi, mentre gli investitori si sono rifugiati nell’oro.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread Btp-Bund a dieci anni si è attestato a 64 punti base, in lieve aumento dai 63 dell’avvio, con il rendimento del Btp decennale al 3,50%. Negli Stati Uniti, invece, quello del Treasury decennale è salito al 4,27%, sui massimi da settembre, rafforzando la percezione che il ruolo dei titoli Usa come “porto sicuro” non sia più scontato.
Emblematica, in questo senso, la decisione del fondo pensione danese AkademikerPension, che sta pianificando l’uscita dai Treasury Usa entro la fine del mese. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il CIO Anders Schelde ritiene che le politiche di Trump abbiano creato rischi di credito troppo elevati per essere ignorati: una mossa dall’impatto limitato, ma dal forte valore simbolico.
Dai dati macro emergono segnali contrastanti. Negli Usa, il rapporto ADP segnala un rallentamento delle assunzioni a dicembre, con 8.000 nuovi posti a settimana, in calo rispetto alla media di 11.250 del periodo precedente, pur segnando il sesto periodo consecutivo di crescita occupazionale.
In Europa, invece, la Germania sorprende in positivo: l’indice Zew di gennaio sale a 59,6 punti dai 45,8 di dicembre, sopra le attese di 50 punti.
Questa mattina, 21 gennaio, l’MSCI Asia Pacific cede -0,5%, ed i future di Wall Street tentano un rimbalzo dopo che Trump ha aperto a una possibile composizione della crisi sulla Groenlandia, dichiarando: “Troveremo qualcosa per cui la Nato sarà felice e gli Usa saranno felici”. L’S&P 500, tuttavia, ha chiuso la seduta di ieri a -2,1%, con il VIX salito sui massimi degli ultimi tre mesi.
In Asia, il Nikkei limita le perdite a -0,5%, mentre il rendimento del JGB decennale scende di 5 punti base a 2,29%. La Sumitomo Mitsui Financial Group ha annunciato l’intenzione di raddoppiare il proprio portafoglio di titoli di Stato giapponesi dagli attuali 10,6 trilioni di yen (67 miliardi di dollari).
Nella Greater China, Hong Kong è invariata, il CSI300 sale dello 0,3%, mentre il Taiex di Taiwan perde l’1,3%. Pechino ha varato nuovi stimoli, tra cui una linea di credito garantita da 500 miliardi di yuan (72 miliardi di dollari) per sostenere investimenti e consumi.
Prosegue infine la corsa dei metalli preziosi: oro a 4.870 dollari l’oncia, argento a 94,30 dollari, con quest’ultimo in rialzo del 32% da inizio anno, e nuovi massimi anche per il palladio. In un mondo sempre più instabile, il messaggio dei mercati appare chiaro: la ricerca di sicurezza passa sempre meno da Washington e sempre più dal metallo giallo.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Verso la lunaDopo aver completato la precedente idea che ha visto il prezzo passare dal breakout dei 6,60$ fino al target degli 11.85$ (e oltre) mi preparo ora a cogliere il nuovo movimento rialzista.
Alcuni approfondimenti su Redwire prima della analisi:
Redwire rappresenta nel 2026 una realtà particolarmente interessante perché opera nel cuore della nuova space economy, non come azienda di lancio ma come fornitore di infrastrutture critiche per le operazioni orbitali. Produce tecnologie fondamentali come pannelli solari, antenne e sistemi di attracco utilizzati in missioni spaziali commerciali e governative, un posizionamento che le consente di beneficiare della crescita del settore senza dipendere dai cicli dei lanci. La società mostra inoltre una notevole solidità prospettica grazie a un backlog di contratti di circa 355,6 milioni di dollari e a una crescita dei ricavi particolarmente marcata, con un aumento del 50,7% anno su anno nel terzo trimestre del 2025, indicatori che evidenziano una domanda strutturalmente elevata e una buona visibilità sui ricavi futuri.
A rafforzare ulteriormente l’attrattività di Redwire ci sono nuovi contratti strategici, tra cui un accordo a otto cifre con The Exploration Company per sistemi di attracco, che segnano anche un’espansione significativa nel mercato spaziale europeo. L’azienda beneficia inoltre del crescente coinvolgimento del governo statunitense in programmi militari e di sicurezza: iniziative come il sistema di difesa “Golden Dome”, i programmi di ricognizione dell’esercito USA e nuovi progetti NASA e DARPA rappresentano potenziali fonti di ordini ad alto valore. Questo contesto ha alimentato un forte momentum sul titolo, che ha guadagnato il 37,9% a dicembre 2025 e un ulteriore 44,5% a gennaio 2026, sostenuto anche dall’annuncio dell’IPO di SpaceX prevista per il 2026, che ha favorito il rialzo dell’intero comparto spaziale.
Alla crescita organica si aggiungono le acquisizioni strategiche, come quella di Edge Autonomy, che ha ampliato le capacità della società nei sistemi autonomi e nei droni avanzati, rafforzando la sua posizione nei settori difesa e intelligence. Nonostante chiuda ancora in perdita e presenti margini negativi, diversi analisti mantengono una visione positiva e prevedono un potenziale rialzo significativo, con target price fino a 22 dollari per azione, suggerendo margini di apprezzamento consistenti rispetto ai livelli attuali.
Nel complesso, Redwire appare come una società ben posizionata per capitalizzare l’espansione dell’economia spaziale e l’aumento della spesa per la sicurezza e la difesa, combinando forte crescita, pipeline robusta, contratti ad alto valore e un ruolo sempre più rilevante nelle infrastrutture spaziali globali.
--- Analisi ---
Il prezzo si è posizionato sopra la resistenza degli 11,85$
Gli 11,85$ non vanno più considerati come punto di arrivo ma piuttosto come un nuovo punto di partenza verso l'ambizioso target del ATH in zona 26$
Basta guardare l'ultima spaventosa candela dei volumi per capire che si sta per partire con forza devastante verso il breakout della resistenza rossa con primo target intermedio ai 22$
Molto probabile un retest degli 11,85$ prima del prossimo tentativo di breakout che potrebbe fornire una interessante occasione di accumulo o ingresso
Like e commenti sono sempre ben accetti
WisdomTree - tactical daily Update - 20.01.2026Le mire di Trump sulla Groenlandia innescano il sell-off sulle Borse.
Le iniziative del Presidente Usa saranno tema centrale a Davos.
Non si ferma la corsa di oro, argento e altri metalli industriali.
Il FMI migliora le attese di crescita 2026 e 2027 per l’Europa.
La seduta di ieri, 19 gennaio, ha messo in evidenza un netto scollamento tra le due sponde dell’Atlantico. Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day, lasciando campo libero alle tensioni geopolitiche che hanno invece pesato in modo deciso sulle Borse europee, tutte in territorio negativo.
A innescare le vendite sono state le nuove minacce di dazi avanzate da Donald Trump contro i Paesi contrari ai piani statunitensi sulla Groenlandia, tema destinato a dominare anche il World Economic Forum di Davos, apertosi ieri e che vedrà l’intervento dello stesso Trump domani, 21 gennaio.
Il bilancio della giornata è stato pesante ma ordinato. Milano ha chiuso a -1,3%, sebbene l’Italia non figuri nella nuova “lista nera” statunitense: perdite differenziate sulle altre piazze: Francoforte -1,2%, Parigi -1,8%, Londra -0,4%, Madrid -0,1% e Amsterdam -1,7%.
Nel fine settimana Trump aveva evocato tariffe doganali del 10%, potenzialmente in salita fino al 25%, contro gli otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell’isola artica.
Dal punto di vista operativo, tuttavia, diversi analisti sottolineano le difficoltà tecniche di un’applicazione selettiva dei dazi: servirebbero certificati di origine estremamente dettagliati, con il rischio di rallentare le catene di approvvigionamento e di generare costi significativi soprattutto per gli stessi Stati Uniti.
Per questo, i mercati continuano a interpretare le dichiarazioni come una leva negoziale più che una minaccia immediatamente esecutiva.
A rendere il quadro ancora più teso, le parole pronunciate ieri da Trump: «non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», aggiungendo di essere stato penalizzato con il mancato Premio Nobel “per aver fermato otto guerre..”.
L’Europa intanto preparerebbe la risposta. Giovedì a Bruxelles è previsto un vertice straordinario dei leader europei e, secondo indiscrezioni, sono allo studio possibili ritorsioni fino a Us$ 93 miliardi nei confronti degli Stati Uniti.
In un contesto così perturbato, non sorprende che gli investitori stiano riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi, rifugiandosi nei metalli preziosi, che continuano a segnare nuovi massimi.
Parallelamente, il mercato obbligazionario resta sotto osservazione. Negli Stati Uniti, il Treasury decennale rende il 4,26%, sui livelli più elevati da settembre.
Il rialzo dei rendimenti è legato anche all’eccezionale volume di emissioni corporate: le aziende statunitensi stanno accelerando le emissioni approfittando delle aspettative di ulteriori tagli Fed e di un quadro macro favorevole, con spread di credito ai minimi da 19 anni.
Nei primi 15 giorni di gennaio le emissioni hanno raggiunto un record storico di circa 435 miliardi di dollari, ritmo destinato a intensificarsi nella seconda metà del mese.
Nell’Eurozona, il BTP decennale resta intorno al 3,45%, con uno spread di circa 60 bps, sui minimi dal 2008.
Sul fronte ECB, i ministri delle Finanze hanno scelto Boris Vujčić, 61 anni, attuale governatore della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente. Considerato un “falco moderato”, Vujčić sostiene un allentamento monetario graduale, mantenendo alta l’attenzione sui rischi inflattivi.
La settimana in corso sarà ricca di dati macro: giovedì è atteso il PCE di novembre USA, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, mentre venerdì toccherà agli indici PMI “globali”.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita. Per l’Italia, il PIL 2026 è visto a +0,7%, con il 2027 ancora a +0,7%, rispetto allo 0,8% e 0,6% stimati a ottobre. La Germania dovrebbe cresce +1,1% nel 2026 (+0,2%) e dell’1,5% nel 2027; la Francia dell’1% (+0,1%) e 1,2%; la Spagna del 2,3% (+0,3%) e 1,9% (+0,2%).
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione globale è vista in calo dal 4,1% del 2025 al 3,8% nel 2026 (contro il 3,7% stimato in precedenza) e al 3,4% nel 2027. Nell’area euro, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi intorno al 2% nel 2026-2027, con la componente core in convergenza verso quel livello nel 2027.
Questa mattina, 20 gennaio, i mercati asiatici si muovono prevalentemente in negativo: Nikkei -1,0%, Hang Seng -0,3%, Shanghai Composite invariato, Shenzhen -1%. Fa eccezione Taiwan (+0,4%), mentre la Corea aggiorna i record: Kospi +1,5% a 4.900 punti, tredicesima seduta consecutiva in rialzo, +17% da inizio anno e +92% su base annua, grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale.
Sul fronte delle commodity, il petrolio arretra: WTI marzo a 59,4 dollari/barile e Brent. In calo anche il gas TTF, -3,5% a 35,5 euro/MWh, dopo il rally della settimana precedente. L’Indice Bloomberg Commodity sale a 115,30 dollari, +5% da inizio gennaio, trainato dai metalli preziosi. Oro a 4.710 dollari/oncia e argento a 94,50 dollari/oncia segnano nuovi record, mentre il rame (12.995 dollari) resta sotto i riflettori per le prospettive legate a elettrificazione, data center e AI.
In difficoltà infine le criptovalute: Bitcoin 91.670 dollari, in calo del -1,3% dopo il -2,6% di lunedì. Dal massimo di 126.000 dollari di ottobre, la perdita è circa -20%, a fronte di un +24% dell’oro, confermando come, nelle fasi di alta tensione geopolitica, gli investitori continuino a preferire le vecchie certezze ai nuovi asset alternativi.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
L'oro supera i 5.000 dollari! Come interpretare questo momento sL'oro supera i 5.000 dollari! Come interpretare questo momento storico?
Cari investitori in oro, il momento emozionante è arrivato! Questa mattina, i prezzi spot dell'oro hanno superato per la prima volta nella storia la soglia dei 5.000 dollari l'oncia! 🚀 Sono passati poco più di 100 giorni da quando ha raggiunto i 4.000 dollari lo scorso ottobre: un aumento così rapido è sorprendente, anche per un trader come me che ha vissuto diversi mercati rialzisti: la potenza esplosiva dell'oro è davvero sbalorditiva!
🔍 Analisi dei fattori di mercato
La recente impennata dei prezzi dell'oro è supportata da diversi fattori chiave:
Continui acquisti di oro da parte delle banche centrali globali: nel contesto della tendenza alla de-dollarizzazione, i paesi stanno silenziosamente aumentando le loro riserve auree.
Tensioni geopolitiche: la domanda di beni rifugio è il carburante più diretto per l'aumento dell'oro.
Incertezza economica: nella nebbia della situazione economica globale, l'oro rimane il faro più luminoso.
La scorsa settimana, i prezzi dell'oro hanno chiuso con una forte candela rialzista, a dimostrazione di un forte slancio rialzista. Rapidi rally di decine di dollari sono stati frequenti durante la giornata, trainati non solo dal capitale, ma anche da una diffusione collettiva del sentiment di mercato! 😤
📈 Analisi tecnica approfondita
Grafico giornaliero:
La golden cross del MACD continua, con le barre rosse in costante espansione, a indicare un forte slancio rialzista.
Le bande di Bollinger si stanno allargando verso l'alto e il prezzo sta salendo costantemente lungo la banda superiore.
La tendenza generale è chiara: i rialzisti dominano completamente il mercato!
Grafico a 4 ore: Consolidamento di alto livello, con bande di Bollinger in ampliamento.
Permane un forte slancio rialzista nel breve termine.
Livello di resistenza chiave: $5100 (alta probabilità di superamento 🔥)
Zona di supporto importante: $5000-$5010 (la linea di salvataggio per i rialzisti!)
💡 Consigli per la strategia di trading
L'idea di base è semplice: seguire il trend e acquistare sui ribassi!
Con i prezzi dell'oro che hanno raggiunto nuovi massimi, non c'è una resistenza significativa al di sopra. Ogni pullback è un'opportunità. Il mio consiglio personale:
Valuta l'acquisto di oro intorno a $5010, con uno stop-loss a $4990 e un target intorno a $5100.
Ricorda, in un mercato in chiaro trend, non cercare di indovinare il massimo: lascia correre i tuoi profitti! 💰
🤝 Tempo di discussione: l'oro ha superato i $5000. Pensi che questo sia solo l'inizio o un picco a breve termine?
Sentiti libero di condividere le tue opinioni nei commenti! Metti "Mi piace" e seguici per rimanere aggiornato, cogliamo insieme questa storica opportunità di mercato! 👇
Distribuzione da manualeGrafico USA
Il prezzo sta seguendo alla perfezione lo schema di distribuzione di Wickoff, tutte le fasi sono state commentate sul grafico
Rimane soltanto da completare l'ultimo "rimbalzo" seguito dalla definitiva correzione con target previsto sui 300$
In Italia i 300$ corrispondono a circa 250€, valore che porterebbe il prezzo ad incontrare il supporto di lungo termine oltre che un importante cluster volumetrico visibile nella mia idea precedente
Seguiranno aggiornamenti
Sempre graditi like e commenti anche se in contrasto con la mia visione
BTC fa lo sweep dei HIGH e sta per scendereIl prezzo del BTC, durante questa giornata, ha effettuato lo sweep del HIGH di cui avevo parlato nella mia analisi precedente, per poi rimbalzare al ribasso al di sotto dello 0,5 di FIBO . Tutti i movimenti finora sono stati previsti nelle analisi precedenti, che potete consultare.
Ora che il prezzo ha sweepato l’ultimo HIGH che poteva creare problemi, dovrebbe scendere al ribasso e non dovrebbe avere difficoltà a rompere lo 0,25 di FIBO . Se questo livello dovesse essere rotto, il prezzo dovrebbe crollare con forza al ribasso.
L'aumento dei prezzi dell'oro ha iniziato a rallentare.
Analisi di mercato
L'oro spot ha continuato il suo forte slancio rialzista il 26 gennaio, registrando un aumento costante durante la sessione asiatica e raggiungendo un nuovo massimo storico di 5.110 dollari. Il grafico giornaliero mostra guadagni consecutivi, riflettendo l'acquisto attivo del mercato e un forte sentiment rialzista. La strategia di acquisto pubblicamente condivisa tra 5.070 e 5.075 dollari ha raggiunto i suoi obiettivi di 5.090 e 5.100 dollari, generando un profitto minimo di circa 300 pip.
Fattori chiave influenti
Tensioni geopolitiche: le incertezze nel panorama globale continuano a sostenere la domanda di beni rifugio.
Aspettative di politica macroeconomica: le dichiarazioni di politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti hanno aumentato la volatilità del mercato.
Andamento del dollaro USA: un dollaro USA più debole ha fornito un ulteriore slancio rialzista ai prezzi dell'oro.
Sentiment tecnico: il forte rally nella sessione asiatica è stato seguito da un consolidamento durante la sessione europea, indicando un graduale spostamento verso un sentiment di mercato più razionale.
Analisi tecnica
Trend: il grafico giornaliero rimane a massimi estremi, con un supporto fondamentale che dovrebbe mantenere un consolidamento elevato.
Resistenza: $5.120 - $5.130
Supporto: $5.060 (breve termine), $5.000 (supporto gap e livello psicologico)
Strategia di trading
Direzione: Tendenza rialzista
Zona di ingresso: $5.065 - $5.060
Stop loss: $5.050
Obiettivi: $5.110 - $5.120, con ulteriore potenziale verso $5.150 in caso di rottura della resistenza
Avvertenza sui rischi
I prezzi dell'oro sono attualmente ai massimi storici, con guadagni significativi accumulati nel breve termine. I trader dovrebbero rimanere cauti riguardo a potenziali correzioni tecniche. Data l'imprevedibilità degli sviluppi fondamentali, il dimensionamento delle posizioni e una rigorosa disciplina degli stop-loss sono essenziali.
Suggerimento di esecuzione
Se i prezzi tornano nella zona $5.065-5.060 e si stabilizzano, valuta l'apertura di posizioni lunghe in lotti. Imposta gli stop loss sotto i $5.050, con obiettivi iniziali tra $5.110 e $5.120. Se i prezzi superano questo intervallo, valuta l'idea di mantenere le posizioni verso $5.150.
Grazie alla community di TradingView. In qualità di analista senior degli investimenti, questo consente a più trader e investitori di vedere l'analisi della mia strategia di trading. Attualmente mi concentro sul trading dell'oro. Se apprezzi la mia analisi, per favore mettimi un pollice in su e condividila con altri trader che potrebbero averne bisogno. Ci impegniamo per un trading preciso, analizzando approfonditamente grafici, driver macroeconomici e sentiment di mercato per costruire strategie di trading ad alta probabilità. Qui troverai piani di trading strutturati, framework di gestione del rischio e analisi in tempo reale.
CADCHF LONGUn'ipotetica entrata long su CAD/CHF in prossimità di 0.56 richiederebbe l'emergere di uno scenario macroeconomico asimmetrico tra Canada e Svizzera, dove fattori strutturali e ciclici convergano per invertire un rapporto di forza storicamente favorevole al franco svizzero. A quel livello, il cross si troverebbe in una zona di estremo stress valutario—non lontana dai minimi assoluti toccati durante le crisi acute del passato—dove il dollaro canadese apparirebbe scontare una combinazione di shock petroliferi prolungati, recessione domestica e fuga verso valute rifugio europee. Proprio questa condizione di sovravendita estrema aprirebbe tuttavia lo spazio per una correzione significativa qualora mutassero le premesse fondamentali che hanno generato tale squilibrio.
Il primo elemento di svolta risiederebbe nell'andamento dei prezzi energetici, dato che l'economia canadese mantiene una correlazione strutturale con il petrolio attraverso le sue esportazioni di greggio e gas. Un rimbalzo sostenuto del WTI oltre i 90-100 dollari al barile—innescato da restrizioni all'offerta OPEC+, tensioni geopolitiche nel Golfo o una ripresa inattesa della domanda cinese—rilancerebbe immediatamente i flussi commerciali canadesi e la pressione sui tassi della Banca Centrale del Canada. Parallelamente, la Svizzera si troverebbe esposta a una recessione prolungata nell'eurozona, suo principale partner commerciale, con la Banca Nazionale Svizzera costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo per evitare un apprezzamento del franco che strangolerebbe ulteriormente l'export elvetico. Questo differenziale di politica monetaria—BoC in pausa o hawkish rispetto a una SNB decisamente accomodante—genererebbe un carry trade attrattivo verso il CAD, invertendo i flussi di capitale che per anni hanno privilegiato il franco come bene rifugio europeo.
Un secondo catalizzatore potrebbe emergere dalla ristrutturazione globale dei flussi safe-haven. In uno scenario di normalizzazione post-crisi, dove le tensioni geopolitiche si attenuano e i mercati azionari riacquistano stabilità, la domanda speculativa per il CHF come asset difensivo si indebolirebbe progressivamente. Al contempo, il Canada beneficerebbe di una rotazione verso asset commodity-linked in un contesto di reflazione globale, attratto da rendimenti reali positivi e da un settore bancario solido rispetto ai fragili bilanci di molte istituzioni europee. La stessa credibilità fiscale canadese—pur con debito pubblico superiore a quello svizzero—potrebbe essere rivalutata qualora la Svizzera affrontasse pressioni politiche interne legate all'eccessiva forza della valuta o a tensioni con l'Unione Europea sui flussi finanziari transfrontalieri.
Sul piano tecnico, l'area 0.56 rappresenterebbe una zona di supporto storico-psicologico dove osservare segnali di esaurimento della vendita. La formazione di un basamento laterale protratto su timeframe weekly, accompagnato da volumi decrescenti nelle discese e da divergenze negative negli oscillatori, suggerirebbe che la pressione ribassista si sta esaurendo. La rottura di una resistenza immediata—ad esempio 0.5850—con impulso sostenuto e chiusure daily consecutive al rialzo confermerebbe il cambio di regime, aprendo la strada verso obiettivi progressivi in area 0.63, 0.68 e infine 0.75, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più equilibrata tra le due economie.
La gestione del rischio resterebbe cruciale in un'operazione di questo tipo. Lo stop loss andrebbe collocato al di sotto del minimo storico recente, intorno a 0.5450, accettando una perdita limitata ma definita. I target andrebbero scalati per capitalizzare sia il rimbalzo tecnico iniziale sia la potenziale mean reversion pluriennale, con una riduzione progressiva dell'esposizione man mano che il cross recupera terreno. Il position sizing, data la natura asimmetrica dell'operazione—dove il potenziale upside supera il rischio definito—dovrebbe comunque rispettare il principio della conservazione del capitale, limitando l'esposizione all'1-2% del portafoglio.
Va tuttavia sottolineato che il franco svizzero mantiene un'ancora strutturale come valuta rifugio in Europa, sostenuta da un surplus commerciale cronico, da riserve auree significative e da un sistema finanziario stabile. Un long su CAD/CHF a livelli estremi richiede quindi non solo pazienza nell'attesa della convergenza dei fattori descritti, ma anche la consapevolezza che nuovi shock di risk-off—crisi bancarie, escalation geopolitiche—potrebbero rafforzare nuovamente il CHF contro ogni previsione fondamentale. L'operazione diventa giustificabile soltanto come scommessa mean-reversion su un'estremizzazione temporanea, non come previsione strutturale di indebolimento permanente del franco. Senza conferme multiple—tecnica, fondamentale e di price action—l'ingresso a 0.56 rischierebbe di trasformarsi in una trappola da value trap, dove un livello "basso" continua a scendere sotto la pressione di forze macroeconomiche non ancora esaurite.
USDCHF LONG Un'entrata long su USD/CHF in area 0.77 richiederebbe una convergenza eccezionale di fattori tecnici, fondamentali e strutturali, considerando che un livello del genere rappresenterebbe un'estremizzazione storica della forza del franco svizzero contro il dollaro—un territorio toccato soltanto in fasi di crisi acuta come quella del 2011-2012, quando il cross scese fino a 0.7065. In un simile contesto, il CHF si troverebbe a scontare un sovrapprezzo strutturale derivante da un mix di flussi safe-haven intensi, un differenziale tassi Fed-SNB marcatamente negativo e una domanda rifugio tale da aver neutralizzato persino gli interventi della Banca Nazionale Svizzera. Proprio questa estremizzazione aprirebbe però lo spazio per una mean reversion pluriennale, soprattutto qualora emergessero catalizzatori fondamentali capaci di invertire il paradigma valutario consolidato.
Il primo driver potenziale risiederebbe in un'inversione del differenziale dei tassi d'interesse, con la Federal Reserve che mantiene una politica monetaria restrittiva—ad esempio con i tassi fermi in area 3-4%—mentre la SNB, costretta dalla forza eccessiva della propria valuta, avvia un ciclo di tagli per preservare la competitività dell'economia svizzera. Questo scenario renderebbe il carry trade USD/CHF nuovamente attrattivo per i flussi istituzionali globali, innescando una rotazione strutturale verso il dollaro. Parallelamente, una crisi fiscale o bancaria nell'eurozona potrebbe alterare la gerarchia dei beni rifugio europei: anziché rifugiarsi nel franco come tradizionalmente accade, gli investitori potrebbero privilegiare la liquidità e la profondità dei mercati statunitensi, spostando i flussi verso il USD in un contesto di risk-off globale. A ciò si aggiungerebbe un cambio di rotta esplicito della SNB, con interventi massicci e coordinati—acquisti illimitati di valuta estera e comunicazione chiara contro l'apprezzamento—volto a indebolire deliberatamente il franco, rompendo quella percezione di invincibilità che ne ha sostenuto la forza negli anni.
Sul piano tecnico, tuttavia, nessun livello psicologico da solo giustificherebbe l'ingresso. Occorrerebbe osservare una stabilizzazione organizzata del prezzo: la formazione di un doppio o triplo minimo in area 0.77 con volumi decrescenti nelle ultime discese, a suggerire esaurimento della pressione venditrice; la rottura di una trendline ribassista pluriennale su timeframe weekly; e segnali di divergenza tra prezzo e indicatori come RSI o MACD, dove i minimi non vengono confermati dagli oscillatori. A questi elementi si aggiungerebbero pattern candlestick di inversione—hammer o engulfing rialzisti—su grafici daily a confermare il cambio di sentiment.
La gestione del rischio resterebbe tuttavia l'elemento non negoziabile di un'operazione del genere. Lo stop loss andrebbe posizionato al di sotto del minimo storico del 2011, intorno a 0.7550, accettando una perdita limitata ma definita. I target profit, invece, andrebbero scalati: un primo obiettivo a 0.82 per cogliere il rimbalzo verso la resistenza psicologica, un secondo a 0.88 in area della media mobile quinquennale, e un terzo ambizioso a 0.95, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più neutrale dal punto di vista storico. Il position sizing, data l'asimmetria intrinseca dell'operazione, non dovrebbe mai superare l'1-2% del capitale totale.
In sintesi, un long a 0.77 non sarebbe una semplice scommessa sul fatto che "il prezzo è basso", ma una strategia articolata fondata sulla convergenza di tre elementi: un'estremizzazione valutaria statisticamente insostenibile nel lungo termine, un catalizzatore fondamentale capace di ribaltare i flussi strutturali tra le due valute, e una conferma tecnica che trasformi l'ipotesi statistica in setup operativo concreto. Senza questa triade, l'operazione si ridurrebbe a speculation non strutturata, esposta al rischio che il franco continui a rafforzarsi in nuove fasi di turbolenza globale—ricordando che il safe-haven status del CHF non è mai stato completamente eroso, neppure nei momenti di maggiore interventismo della SNB. Un approccio analitico rigoroso, coerente con una visione strategica dei mercati, richiede dunque pazienza nell'attesa di questa convergenza prima di trasformare un'ipotesi teorica in posizione reale.
L'oro si sta consolidando a livelli elevati! Vendete! Vendete!
In un contesto di crescente incertezza politica globale, l'oro sta riconquistando il suo ruolo di asset rifugio fondamentale. Le preoccupazioni commerciali, l'incertezza sulla direzione politica degli Stati Uniti e le discussioni sull'indipendenza della politica monetaria costituiscono collettivamente la logica chiave a sostegno dei prezzi dell'oro. Da un punto di vista tecnico, i prezzi dell'oro non hanno ancora mostrato chiari segnali di raggiungimento del picco massimo, ed eventuali ribassi sono più probabilmente visti come opportunità di consolidamento all'interno del trend. Finché persisterà l'incertezza macroeconomica, il valore allocativo dell'oro rimarrà favorito dal mercato. Nel breve termine, l'attenzione si concentrerà sull'impatto delle dichiarazioni della Fed sul ritmo della volatilità, mentre il trend a medio termine rimane orientato verso un movimento volatile al rialzo. Questa dichiarazione è vista come un segnale che potrebbe rimodellare il panorama delle relazioni economiche e commerciali internazionali, aumentando direttamente l'attrattiva degli asset rifugio. Inoltre, le discussioni sull'indipendenza della politica monetaria della Fed forniscono ulteriore supporto ai prezzi dell'oro. Il mercato sta osservando attentamente l'imminente annuncio di Trump sulla sua candidatura per il prossimo presidente della Fed. In precedenza, Trump aveva dichiarato di aver completato i colloqui con i candidati. Se la futura politica monetaria dovesse orientarsi verso un approccio accomodante, ciò potrebbe rafforzare le aspettative del mercato per ulteriori tagli dei tassi di interesse quest'anno, riducendo così il costo opportunità di detenere oro e favorendo questo asset non fruttifero. Sul fronte dei dati macroeconomici, gli investitori si concentreranno sui dati ADP sull'occupazione e sull'indice di fiducia dei consumatori di martedì per valutare la resilienza dell'economia statunitense e le prospettive di politica monetaria. L'attenzione del mercato si concentrerà ulteriormente sulla decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve di mercoledì. Attualmente, il mercato si aspetta ampiamente che la Fed mantenga l'intervallo di tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75%. Tuttavia, le dichiarazioni del presidente della Fed Powell alla conferenza stampa post-riunione saranno un fattore chiave per determinare le tendenze del mercato a breve termine. Un tono aggressivo potrebbe sostenere il dollaro nel breve termine, esercitando pressione sull'oro denominato in dollari; al contrario, qualsiasi segnale accomodante potrebbe continuare a spingere al rialzo i prezzi dell'oro.
Credo che il mercato a breve termine abbia iniziato a raggiungere il picco, ma sia i rialzisti che gli ribassisti saranno molto attivi, rendendo la gestione del rischio particolarmente importante.
Come accennato ieri, il rapido rialzo dovuto alle notizie sarà inevitabilmente seguito da un calo significativo, e un calo di un solo giorno potrebbe molto probabilmente superare nuovamente il record di 300 dollari dell'anno scorso; pertanto, tutti dovrebbero prestare molta attenzione al punto di svolta chiave tra trend rialzisti e ribassisti.
Lo slancio rialzista non può fermarsi; una volta fermato, gli ribassisti contrattaccheranno.
Attualmente, i rialzisti hanno una certa opportunità di realizzare profitti. Il MACD a 4 ore ha mostrato una mancanza di volume e una divergenza iniziale dal massimo, con il grafico a 1 ora di ieri che ha completato una correzione al ribasso. Il grafico a 4 ore mostra attualmente un rimbalzo dopo un calo; una volta interrotto il calo, potrebbe verificarsi un calo significativo, potenzialmente anche superando i 4990 dollari. Considerando il livello di supporto ribassista intraday, il livello chiave è intorno a 5110. Una rottura sotto i 4990 probabilmente innescherebbe un'ulteriore accelerazione. Mantenersi sopra i 4990 potrebbe consentire un temporaneo periodo di ampliamento. Nel complesso, le prospettive per oggi sono ribassiste, a meno che la sessione europea non superi i 5110 dollari. Tuttavia, un movimento rialzista significativo è improbabile; un trend ad ampio raggio è più probabile, quindi fate attenzione a un potenziale attacco ribassista.
In sintesi, la strategia di trading a breve termine consigliata per l'oro oggi è principalmente quella di vendere allo scoperto. I livelli di resistenza chiave da tenere d'occhio sono 5100-5110, mentre i livelli di supporto chiave sono 4990-5000. Si prega di seguire attentamente i segnali di trading.
Analisi SP500 fut al 27.01.2026Nella seduta di ieri il derivato americano ha rotto i livelli che hanno portato all'invalidazione della classificazione del movimento discendente come impulsivo e di conseguenza la struttura va riclassificata. Ci troviamo in una fase fortemente laterale a livello daily e e si suppone una rottura dei massimi assoluti, ma vediamolo su time frame più bassi:
La parte più ostica della Teoria delle Onde di Elliott è la struttura correttiva che può assumere forme più o meno complesse molto difficili da comprendere all'inizio, si capirà il tipo di correzione solo alla fine.
L'ipotesi che abbiamo fatto qui è di una serie di abc, una struttura complessa che dovrebbe sfociare in un ulteriore rialzo delle quotazioni, portando il derivato al di sopra dei suoi massimi assoluti. Eventuali correzione potranno riportare i prezzi anche in area 6930-6950, ma per il momento, non pensiamo che possano scendere più in basso.
Momentaneamente si viaggia in territorio del tutto positivo.
Buon Trading
Agata Gimmillaro
Gold Ping Pong tra 5.1 / 5.0ho bisogno del tuo sostegno.
Metti un like e seguimi: è un gesto piccolo per te, ma fondamentale per il mio lavoro
🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
gold nella sessione pomeridiana di ieri combina poco nulla,
si sveglia intorno alla chiusura di londra e parte a ribasso andando vicino all apertura della settimana entrando nel gap di open,poi riparte forte di nuovo verso i massimi.
dobbiamo stare molto attenti.
oggi live ore 14:00 vediamo news aggiorniamo zone e cerchiamo qualcosa di interessante.
io monitoro le zone segnate ma fino alle 14:00 non faccio nessun tipo di entry.
🔔 Attivate le notifiche per non
perdervi nulla!
📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
#AN031: Gennaio, 5 SHOCK Geopolitici
Gennaio 2026 non sta offrendo un singolo evento “black swan”, ma una sequenza di shock geopolitici a rilascio progressivo: energia europea, Medio Oriente/Iran, America Latina, fronte Ucraina e nuove frizioni USA-Europa/Artico, con in parallelo un tassello Asia-Pacifico (Taiwan) che riaccende la sensibilità “risk-on/risk-off”. Il risultato, per il mercato FX, è un mese dove il premio per il rischio si sposta di continuo tra dollaro, valute rifugio e blocchi legati alle materie prime.
1) Europa: stop definitivo al gas russo (timeline lunga, impatto immediato sui prezzi aspettati)
Il 26 gennaio l’UE ha dato il via libera finale a una norma per vietare le importazioni di gas russo entro fine 2027, includendo LNG entro fine 2026 e pipeline entro 30 settembre 2027 (con possibilità tecniche di slittamento in casi specifici).
Perché conta per il Forex (subito, non nel 2027):
Il FX sconta aspettative: una traiettoria di minore dipendenza energetica riduce il “tail risk” strutturale sull’Europa, ma nel breve può generare premio volatilità (pricing di colli di bottiglia, contratti, infrastrutture LNG, shock meteo/consumi).
Se l’energia torna a essere driver di inflazione, la catena è: energia → aspettative CPI → tassi attesi BCE → EUR.
Implicazioni operative:
EUR: tende a reagire più alle sorprese di prezzo dell’energia che alla notizia in sé. Il tema vero è “quanto costa sostituire” e “con che stabilità”.
NOK/SEK: spesso diventano proxy regionali quando il mercato ricalibra energia e crescita europea (attenzione a petrolio/gas e rischio globale).
2) Medio Oriente/Iran: “armada”, sanzioni, petrolio e volatilità USD
In pochi giorni si è riacceso il canale Iran → petrolio → inflazione globale → posizionamento USD: nuove sanzioni USA su entità e navi legate al trasporto di petrolio iraniano e retorica/dispiegamento militare hanno spinto il Brent e il WTI in rialzo di circa il 3% in una seduta, riattivando il risk premium energetico.
Meccanismo FX chiave:
Petrolio su → pressione inflattiva (globale) su → tassi reali attesi su → rotazione su USD oppure fuga su rifugi (JPY/CHF) se sale la paura “event risk”.
In parallelo, l’Iran domestico mostra stress finanziario (sell-off azionario e valuta sotto pressione), segnale che il mercato locale sta prezzando scenario di rischio più alto.
Chi tende a muoversi di più:
CAD (petrolio) spesso beneficia se la salita è ordinata e “growth-friendly”.
JPY/CHF (rifugi) se il mercato interpreta escalation come rischio di shock improvviso.
EMFX: soffrono se l’energia si traduce in import bill più alto e condizioni finanziarie più rigide.
3) America Latina: Venezuela, “hard power” e rischio geopolitico su flussi EM
Il mese ha portato un elemento raro: un salto di qualità della postura USA nell’area, con l’arresto/cattura di Nicolás Maduro e una cornice comunicativa che parla di conflitto contro narco-reti e pressioni su asset energetici/rotte. Le conseguenze sono più grandi del solo Venezuela: aumentano la probabilità che il mercato applichi un premio rischio più ampio sulle valute EM sensibili a geopolitica e sanzioni.
FX: cosa guardare davvero
Non è solo “USD vs VES” (non tradabile in modo classico): è la percezione di instabilità regionale e di “policy unpredictability”.
Effetto secondario: attenzione ai canali energetici e ai flussi di capitale verso USD e strumenti liquidi quando sale l’incertezza.
4) Ucraina: inverno duro, infrastrutture colpite e rischio energetico europeo “di ritorno”
Le offensive su infrastrutture e power grid (Kharkiv e altre aree) stanno rendendo il tema Ucraina nuovamente “macro-rilevante” proprio nel momento in cui l’Europa parla di chiudere definitivamente la dipendenza energetica da Mosca.
Per il Forex:
Ogni aumento di rischio su Europa (energia/sicurezza) tende a produrre:
EUR più fragile nei picchi di avversione al rischio, domanda di USD/CHF e spesso JPY, repricing su gas/petrolio che rientra nel punto (1).
5) USA-Europa/Artico: Groenlandia, NATO e rischio “frizione transatlantica”
Le tensioni legate alla Groenlandia e ai rapporti transatlantici stanno diventando un nuovo “overlay geopolitico” che il mercato non può ignorare, anche perché impatta difesa, rotte artiche e coesione politica europea.
Come si trasforma in FX:
Aumenta il rischio di policy shocks (dazi/ritorsioni/negoziati tesi).
Nei momenti di frizione, il mercato tende a preferire l’asset più liquido e difensivo: spesso USD, con rotazioni rapide tra risk-on/risk-off.
Fincantieri verso 14 euro?Fincantieri torna a far soffrire gli investitori rialzisti minacciando una fase di ribasso ancora più profonda rispetto a quella vissuta a fine 2025. Se la proiezione di elliott si figurerà corretta dovremmo ottenere un nuovo minimo di periodo con una possibile estensione tra 13 e 14 euro.
I volumi sono in aumento mentre il prezzo è in fase di discesa come a segnare un incremento di speculazione al ribasso. Infatti se fosse stato al contrario avremmo dovuto assistere ad un prezzo fermo o in rimbalzo.
Questa è come sempre solo la mia personale opinione.
👉 Metti un like se questo articolo ti è stato utile!
👉 COMMENTA per un parere su un Titolo o ETF!
Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e didattico per un pubblico indistinto e non devono essere considerate come consulenza finanziaria o raccomandazioni personalizzate.
Mercati in rialzo, dollaro debole e oro ai recordCOSA POTRÀ MAI FAR CROLLARE WALL STREET?
Ancora una seduta positiva per gli indici azionari USA. Il Dow Jones ha registrato un +0,64%, l’S&P 500 un rialzo dello 0,5% e il Nasdaq ha guadagnato lo 0,43%.
I servizi di comunicazione, i servizi di pubblica utilità e la tecnologia hanno guidato i guadagni, mentre i beni di consumo discrezionali sono rimasti pressoché invariati.
Gli operatori si preparano a una settimana intensa, con numerose trimestrali in arrivo, la decisione di politica monetaria della Fed e le voci secondo cui potrebbe essere annunciato il nuovo Presidente della Federal Reserve già questa settimana. I mercati valutano anche il rischio politico legato a un possibile shutdown del governo.
Apple ha sovraperformato, salendo dell’1,6% in vista della pubblicazione dei risultati e dopo che JPMorgan ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo. Microsoft è rimasta quasi invariata, Meta è salita di circa l’1% e Tesla è scesa del 2%, mentre gli investitori attendono i conti di entrambe le società.
Nvidia ha guadagnato lo 0,4% dopo aver annunciato un ulteriore investimento da 2 miliardi di dollari in CoreWeave Inc. Tra i titoli a piccola capitalizzazione si segnala USA Rare Earth, balzata di oltre il 21% dopo che il Dipartimento del Commercio ha acquisito una partecipazione nella società.
VALUTE, DOLLARO ANCORA IN CALO
Sul fronte cambi, l’indice del dollaro si è indebolito per la terza seduta consecutiva, scivolando intorno a quota 97, il livello più basso in oltre quattro mesi, estendendo il ribasso dell’1,9% registrato la scorsa settimana. Si tratta del calo più marcato da aprile 2025.
Il cosiddetto sell America trade prosegue e aumentano le speculazioni sulla possibilità di un intervento valutario coordinato tra Stati Uniti e Giappone per sostenere lo yen. È questa la ragione principale del ribasso generalizzato del dollaro.
Crescono inoltre le preoccupazioni per un potenziale nuovo shutdown dopo che i leader democratici hanno minacciato di bloccare l’approvazione del pacchetto da 1,2 trilioni di dollari qualora includesse ulteriori fondi per la Sicurezza Nazionale, alla luce della vicenda del Minnesota.
Gli operatori guardano alla prima riunione dell’anno della Federal Reserve, prevista per mercoledì. Pur essendo atteso un mantenimento dello status quo, l’attenzione si concentra sulle nuove proiezioni economiche e sulle indicazioni riguardo alla politica dei tassi.
Sul mercato valutario, l’EUR/USD resta vicino a 1,1900, forse pronto al balzo verso 1,2000 e oltre. Movimenti significativi anche per GBP/USD, USD/CHF e soprattutto per le valute oceaniche, che stanno spingendo verso livelli chiave di medio termine. USD/CNH in consolidamento intorno a 6,9500.
GOLD SOPRA I 5.100 DOLLARI
Il gold ha messo a segno un imponente movimento rialzista, salendo fino a 5.111 dollari l’oncia ed estendendo il suo rally record. Il contesto rimane dominato dalle incertezze commerciali e geopolitiche, che alimentano la domanda di beni rifugio.
Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che Ottawa non intende perseguire un accordo di libero scambio con la Cina, evidenziando che l’intesa recente riduce i dazi solo in settori selezionati. Le sue dichiarazioni seguono la minaccia del Presidente Trump di imporre un dazio del 100% sui prodotti canadesi qualora venisse siglato un accordo con Pechino.
A mantenere alta la tensione contribuiscono anche le frizioni tra Stati Uniti ed Europa legate alla Groenlandia, oltre alle crescenti tensioni in Medio Oriente. Nel frattempo emergono timori riguardo a un possibile shutdown del governo USA.
Gli operatori attendono la riunione della Federal Reserve di questa settimana, da cui ci si aspetta il mantenimento dei tassi attuali. Dopo un finale molto forte nel 2025, l’oro ha già guadagnato circa il 17% dall’inizio dell’anno.
USA, BENI DUREVOLI IN CRESCITA
Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono aumentati del 5,3% su base mensile a novembre 2025, rimbalzando dal calo rivisto del 2,1% di ottobre e superando le attese (consenso +3,7%).
L'aumento è stato guidato dalla decisa ripresa del comparto dei trasporti, con ordini in crescita del 14,7% dopo il -6,3% di ottobre, trainati soprattutto da un +97,6% nelle prenotazioni di aerei civili.
Gli ordini sono aumentati anche nel settore delle apparecchiature elettriche, degli elettrodomestici, dei macchinari, dei computer e dei prodotti elettronici.
Un’ulteriore dimostrazione della resilienza dell’economia statunitense.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
XAUUSD – H1 Oro rimane strutturalmenteXAUUSD – H1 L'oro rimane strutturalmente rialzista vicino ai massimi storici| Lana ✨
L'oro sta estendendo il suo slancio rialzista per la seconda sessione consecutiva e continua a negoziare vicino ai massimi storici. L'azione dei prezzi rimane costruttiva, con il mercato che si mantiene al di sopra della struttura chiave mentre decide tra la continuazione o un ritracciamento più profondo verso il valore.
📈 Struttura di Mercato e Contesto di Trend
La struttura a breve e medio termine rimane rialzista, con il prezzo che rispetta il canale ascendente.
L'ultima spinta sopra i massimi precedenti conferma una forte domanda, ma l'azione attuale dei prezzi mostra anche segni di consolidamento vicino agli ATH.
Questo comportamento è tipico dopo un rally impulsivo, dove il mercato si ferma per costruire accettazione o riequilibrare la liquidità prima del prossimo movimento direzionale.
Finché il prezzo rimane al di sopra della struttura ascendente, la tesi rialzista rimane valida.
🔍 Zone Tecniche Chiave da Osservare
Zona di Reazione ATH: 5080 – 5110
Questa è un'area sensibile dove il prezzo può consolidare, spingersi oltre, o respingere brevemente prima di scegliere la direzione.
Zona di Ritracciamento Primaria / Zona di Acquisto: 5000 – 5020
Un livello strutturale chiave allineato con la precedente resistenza diventata supporto e la linea mediana del canale rialzista.
Supporto Secondario (Ritracciamento Più Profondo): 4920 – 4950
Un'area di valore più forte se la volatilità aumenta o la liquidità viene spazzata sotto il canale.
Zona di Espansione al Rialzo: 5180 – 5200+
Se il prezzo si accetta al di sopra degli ATH, questo diventa il prossimo obiettivo rialzista all'interno del canale.
🎯 Scenari di Trading (Basato sulla Struttura H1)
Scenario 1 – Continuazione Sopra ATH:
Se il prezzo si consolida sopra 5080–5110 e mostra accettazione, l'oro potrebbe estendersi verso 5180–5200. Questo scenario favorisce la pazienza e la conferma piuttosto che inseguire le rotture immediate.
Scenario 2 – Ritracciamento nella Struttura (Preferito):
Un ritracciamento verso 5000–5020 permetterebbe al mercato di riequilibrare la liquidità e offrire una configurazione di continuazione di qualità più elevata. Mantenere questa zona conserva intatta la struttura rialzista.
Scenario 3 – Correzione Più Profonda:
Se il prezzo perde il supporto primario, la zona 4920–4950 diventa la prossima area chiave da osservare per la risposta degli acquirenti e la difesa del trend.
🌍 Contesto Macro (Breve)
L'oro continua a beneficiare di rischi geopolitici aumentati e di incertezze commerciali in corso, rafforzando il suo ruolo come asset rifugio.
Allo stesso tempo, l'attenzione del mercato si sta spostando verso il risultato dell'incontro di politica della FOMC di due giorni mercoledì, che potrebbe introdurre volatilità e riprezzamento a breve termine.
Questo contesto supporta l'oro strutturalmente, aumentando anche la probabilità di forti oscillazioni intragiornalieri attorno a livelli chiave.
🧠 Punto di Vista di Lana
L'oro rimane rialzista, ma vicino ai livelli ATH, la disciplina conta più della convinzione.
Lana preferisce acquistare ritracciamenti nella struttura, lasciando confermare il prezzo e evitando operazioni emotive durante la volatilità guidata dalle notizie.
✨ Rispetta la struttura, rimani paziente vicino ai massimi e lascia che il mercato arrivi ai tuoi livelli.
NETLe ultime performance di Cloudflare confermano il suo radicale passaggio da fornitore di CDN a piattaforma aziendale fondamentale per la sicurezza, il networking e l'intelligenza artificiale.
Principali dati finanziari (T3 2025)
Fatturato: 562 milioni di dollari (+31% su base annua).
Svolta aziendale: 4.009 grandi clienti (>100.000 dollari/anno) contribuiscono ora al 73% del fatturato totale, in aumento rispetto al 67% dell'anno scorso.
Il flusso di cassa operativo (FCF) ha raggiunto i 75 milioni di dollari (margine del 13%), supportando il percorso verso l'obiettivo di 5 miliardi di dollari di fatturato annuo entro il 2028.
Trasformazione strategica:
🔎






















