TSLAVoglio segnalarvi un interessante idea di trading su Tesla. Come possiamo vedere la resistenza dinamica di ieri ha gemmato 3 punti di contatto estremamente validi.
Il rapporto rischio rendimento è estremamente interessante, come potete vedere uno stop loss appena sopra resistenza e un target profit su il 50% di Fibonacci.
Ha conferma, di questa idea, la divergenza ribassista del Commodity Channel Index.
Cerca nelle idee per "COMMODITY"
LA CORRELAZIONE TRA MERCATO OBBLIGAZIONARIO E MATERIE PRIMEBuongiorno ragazzi. Dopo aver analizzato le correlazioni del mercato obbligazionario con quello azionario e con il dollaro americano, oggi analizzeremo quello con le materie prime.
Come riferimento obbligazionario utilizzerò il rendimento del titolo di Stato a 10 anni, per quanto riguarda le materie prime l’ETN Bloomberg Commodity Index (DJP), che contiene all’interno del suo paniere, in diverse percentuali, tutte le commodities. Le prime 4 partecipazioni sono date dall’oro (14.08%), natural gas (8.47%), greggio WTI (8.42%) e greggio brent (7.35%)
Per poter spiegare la correlazione esistente tra le due asset classes mi servirò del dollaro americano in quanto, come capirete, rivestirà un ruolo importante (se non fondamentale).
Come ho specificato all’inizio del paragrafo, avevo già parlato della correlazione esistente tra obbligazioni e dollaro; vi consiglio di leggere l’analisi al link:
LA CORRELAZIONE INVERSA TRA OBBLIGAZIONI E COMMODITIES SU TIMEFRAME SETTIMANALE
Inizialmente condividerò un grafico settimanale in cui andrò a correlare il rendimento del decennale americano con il DJP, utilizzando il coefficiente di correlazione impostato a 20 periodi, in maniera da avere una panoramica generale:
Dal 2006 ai giorni nostri la correlazione si è mantenuta per la maggior parte dell’arco temporale in territorio positivo. Ciò significa che ogni qualvolta le obbligazioni sono state vendute (con il relativo rialzo dei rispettivi rendimenti visto il rapporto inverso obbligazione/rendimento), le materie prime sono state invece acquistate. Cosa ne conviene da questa osservazione? Queste due correlazioni:
• Correlazione diretta tra rendimenti del decennale americano e materie prime
• Correlazione indiretta tra titoli di stato americani a 10 anni e materie prime
Ora scenderemo più nei dettagli andando a condividere dei grafici giornalieri e aggiungendo all’interno dell’analisi il ruolo del dollaro americano, condividendo il suo indice DXY.
LA CORRELAZIONE “MISTA” TRA OBBLIGAZIONI E COMMODITIES SU TIMEFRAME GIORNALIERO
PERIODO GIUGNO 2006-GIUGNO 2007
Tra giugno 2006 e giugno 2007 i rendimenti a 10 anni hanno perlopiù lateralizzato, seguiti dal DJP. Possiamo quindi affermare che la correlazione tra essi si è mantenuta diretta. Abbiamo invece assistito ad una svendita di dollaro americano.
PERIODO GIUGNO 2007-LUGLIO 2008
Giungiamo alla prima metà della crisi immobiliare scoppiata negli Stati Uniti intorno alla fine del 2007. Vediamo come il rendimento del decennale americano abbia nello stesso arco temporale creato un trend ribassista; il motivo è da ricercare nel ruolo di bene rifugio degli stessi titoli di Stato a quella scadenza: gli investitori, in climi di risk-off dei mercati (in quanto si trattava di recessione), ricercano dei rendimenti stabili e sicuri, e i titoli di Stato USA a 10 anni ricoprono quel ruolo: tale funzione deriva dalla stabilità del Paese stesso che gli emette: un alto rating (più un rating è alto e più un Paese è credibile nell’onorare le obbligazioni assunte) rassicura gli investitori sul fatto che lo Stato riesca sicuramente a restituire il prestito (acquistare un’obbligazione equivale a prestare dei soldi ad un Paese) con un interesse riconosciuto; questi acquisti di obbligazioni sono per questo motivo considerati sicuri e affidabili, e si sono riflessi sui rendimenti relativi che, come abbiamo osservato, hanno creato un trend ribassista.
Lo stesso discorso fatto finora non è replicabile per quanto riguarda il dollaro: esso non riesce ad assumere il suo ruolo di bene rifugio e questo si riflette sull’indice delle commodities, che si muovono in maniera inversa rispetto ai rendimenti (e, di conseguenza, in maniera diretta rispetto ai titoli di stato).
Perché accade ciò? Le materie prime all’interno del DJP sono commerciate in dollari USA. Questo significa che la loro richiesta tende ad aumentare quando il dollaro si indebolisce mentre tende a diminuire quando la stessa valuta si rafforza.
Facciamo un piccolo esempio: immaginiamo voglia comprare un barile di petrolio il cui prezzo è 100$. La mia valuta di riferimento è l’euro; immaginiamo un EUR/USD a 1.22; il cambio valutario indica il fatto che 1€ vale 1.22$.
Andrò a pagare il mio barile di petrolio 81,96€ (100$/1,22$).
Immaginiamo ora che il dollaro si rafforzi, immaginando un cambio EUR/USD a 0.85 (come negli anni 2000);
Questo significa che 1€ andrebbe a valere 0.85$. A questo punto andrei a pagare lo stesso barile non più 81.96€, bensì 117.64€.
Applicate ora questo piccolo ragionamento fatto al DJP:
• Più il prezzo diventa conveniente (con un dollaro in fase di indebolimento), più è probabile che l’indice delle materie prime salga
• Meno il prezzo diventa conveniente (con un dollaro in fase di rafforzamento), più è probabile la discesa dell’indice
Questo è il motivo per il quale obbligazioni e materie prime hanno avuto lo stesso trend: quest’ultime sono fortemente dipendenti dalla forza o dalla debolezza della valuta con la quale sono scambiate: è quindi necessario utilizzare nella correlazione che stiamo analizzando il dollaro americano.
PERIODO LUGLIO 2008-MARZO 2009
Troviamo un cambio di correlazione a partire da luglio 2008: i titoli di stato a 10 anni continuano a comportarsi da beni rifugio e ad essere di conseguenza acquistati, e lo stesso ruolo viene assunto dal dollaro. A questo punto si ha il cambio di rotta da parte dell’indice DJP: dai massimi a 74$ di giugno 2008, l’indice perde oltre il 50% del suo valore, correlandosi in maniera indiretta con i titoli di Stato; uno dei motivi del loro crollo è dovuto anche alla stessa recessione: in un contesto economico di questo tipo, esse tendono a performare male; il motivo è da ricercare nella domanda dei consumatori e nella loro predisposizione a spendere: essendo in recessione, il “consumer spending” cala, e con esso anche la richiesta di materie prime e il loro prezzo, a causa della legge della domanda e dell’offerta; infatti:
MINOR DOMANDA = DIMINUZIONE DEL PREZZO
PERIODO GENNAIO 2009-DICEMBRE 2009
In tutto l’arco dell’anno solare 2009, i rendimenti del decennale salgono come conseguenza delle vendite sui titoli di stato e lo stesso dollaro si correla in maniera diretta con questi ultimi: l’effetto sulle materie prime è da manuale: una svalutazione della moneta rende più conveniente l’acquisto delle materie prime da parte degli investitori e il DJP, come conseguenza diretta, si tiene in trend rialzista per tutto l’arco di tempo analizzato.
PERIODO DICEMBRE 2009-GIUGNO 2010
Verso la fine della crisi immobiliare assistiamo ad una “parità” dei titoli di stato, un rafforzamento del dollaro e un conseguente indebolimento del DJP.
PERIODO GIUGNO 2010-APRILE 2011
Da giugno 2010 ad aprile 2011 i rendimenti dei titoli di stato non prendono un vero e proprio trend; ciò non è vero per gli altri due asset: il dollaro americano disegna un trend ribassista mentre il DJP uno rialzista.
PERIODO APRILE 2011-AGOSTO 2013
Osserviamo come, da aprile 2011 ad agosto 2013, gli investitori abbiano spostato i loro capitali su titoli di stato e dollaro, andando a farli apprezzare. Il rafforzamento del dollaro ha poi pesato sull’indice delle materie prime, che in due anni e due mesi perde il 40% circa del suo valore.
PERIODO AGOSTO 2013-GENNAIO 2015
Nei due anni successivi la musica non cambia, infatti assistiamo agli stessi trend da parte di tutte le tre asset classes osservate nel biennio precedente 2011-2013.
PERIODO GENNAIO 2015-DICEMBRE 2016
Biennio 2015-2016 caratterizzato da una lateralizzazione da parte dei titoli di stato e da parte del dollaro USA; le materie prime continuano la loro caduta, portandosi ad un prezzo di 24$ circa.
PERIODO DICEMBRE 2016-APRILE 2018
Tra tutti i periodi analizzati finora, questo è l’unico in cui le materie prime e i titoli di stato lateralizzano. La debolezza della valuta mondiale non riesce a rinvigorire il DJP.
PERIODO APRILE 2018-CROLLO COVID 19
Il biennio 2018-2019 è stato caratterizzato da un acquisto di titoli di stato con corrispondente diminuzione del relativo rendimento e da un rafforzamento del dollaro americano, con conseguente deprezzamento da parte delle materie prime.
PERIODO CROLLO COVID19-GIORNI NOSTRI
Dai crolli dei mercati azionari di marzo 2020 abbiamo assistito ad una generalizzata vendita di titoli di stato, un non-definito trend da parte del dollaro ed un’esplosione da parte del DJP.
LE DIFFERENZE TRA IL BREVE E IL LUNGO PERIODO
L’aver analizzato la correlazione tra materie prime e titoli di stato a livello giornaliero e a livello settimanale ha messo in luce un argomento che vorrei chiarire:
- Abbiamo assistito ad una correlazione inversa a livello settimanale
- Abbiamo assistito ad una correlazione “mista” a livello giornaliero
Che insegnamento dobbiamo trarne? Una correlazione può risultare “diversa” a seconda del timeframe in cui viene analizzata; abbiamo infatti scoperto come essa si mantenga piuttosto indiretta (e diretta se si fa riferimento ai rendimenti ma non ai titoli di stato) se studiata a livello settimanale, ma assume un atteggiamento “controverso” se si fa riferimento al timeframe giornaliero; riferendoci a quest’ultimo riusciamo infatti a trovare degli archi temporali in cui la correlazione indiretta non si palesa (giugno 2006-giugno 2007, giugno 2007-luglio 2008, dicembre 2009-giugno 2010 ed infine gennaio 2015-dicembre 2016).
Per studiare una correlazione è quindi necessario scegliere un determinato timeframe, in quanto essa può risultare diversa a seconda che ci si riferisca al breve o al lungo periodo.
LA CORRELAZIONE TRA MATERIE PRIME, TITOLI DI STATO E INFLAZIONE
Il consumer price index gioca un ruolo fondamentale in questa correlazione. Qual è il motivo? Riflettiamo assieme:
Ho già specificato diverse volte l’influenza che ha l’inflazione nelle obbligazioni (titoli di stato): se essa sale, è meno conveniente per gli investitori detenerle, per il fatto che il rendimento che loro otterrebbero da tale investimento sarebbe totalmente eroso dal CPI stesso. Quello che dobbiamo aspettarci quindi è una correlazione inversa tra inflazione e titoli di stato: più l’inflazione sale, più i titoli vengono venduti e viceversa.
Per quanto riguarda le commodities, esse vanno a performare bene in territori inflattivi; perché? Perché esse sono le maggiori responsabili del dato oggettivo: più il loro prezzo sale, maggiori saranno le pressioni inflazionistiche.
Basandoci su tutto quello esplicitato in questo paragrafo, cosa possiamo aspettarci?
- In fasi di recessioni, i livelli di inflazione calano poiché la domanda di beni da parte di industrie, privati e cittadini diminuiscono dal momento che lo stesso “consumer spending” cala in maniera diretta e di conseguenza, dal momento che il mondo delle commodities è dominato dalla legge della domanda e dell’offerta, minore è la domanda, minore sarà il prezzo. Per quanto riguarda le obbligazioni, il concetto si capovolge: il calo dei prezzi al consumo le rende più appetibili in quanto il rendimento non sarebbe più eroso dal CPI; la conseguenza diretta è un loro acquisto; da non dimenticare anche il ruolo del decennale americano come bene rifugio, che tende ad apprezzarsi in momenti di risk-off.
- In fasi di riprese ed espansioni economiche tutto si ribalta: l’inflazione vede degli aumenti a causa dell’aumento della domanda di beni, e da qui l’aumento di prezzo delle materie prime. Le obbligazioni diventano invece poco attraenti per i motivi spiegati poc’anzi.
Questo è possibile osservarlo a livello grafico?
RECESSIONE 2007-2009
RIPRESA ED ESPANSIONE ECONOMICA 2009-2011
RECESSIONE COVID-19
RIPRESA ED ESPANSIONE ECONOMICA 2020-2021
L’analisi termina qua. Essa è generalizzata a tutte le materie prime dal momento che ho correlato le obbligazioni ad un indice di esse. Prossimamente scriverò delle analisi che si incentreranno sulla correlazione tra le stesse obbligazioni e materie prime specifiche.
Grazie per l’attenzione, Matteo Farci.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 24.03.2022 La nuova impennate del prezzo di oil e gas frena il recupero delle Borse.
Il Presidente Usa Biden e’ in Europa e chiedera’ nuove sanzioni alla Russia.
Procedono lentamente e senza svolte le negoziazioni per un cessate il fuoco.
Accelera il movimento al rialzo dei rendimenti di Govies e Corporate Bond.
Ieri, 23 marzo, le Borse europee dopo essere tornate su livelli simili a quelli della vigilia del conflitto in Ucraina nelle sedute precedenti, hanno chiuso in rosso una seduta condizionata negativamente dal forte aumento del prezzo del petrolio e del gas. Il Presidente russo Putin ha imposto il pagamento in rubli delle forniture di gas e petrolio ai clienti dei Paesi “non amichevoli”.
In sintesi, Francoforte (Dax 40), Parigi (Cac40) Madrid (Ibex35) hanno perso oltre -1%, mentre Milano ha limitato i danni a -0,9%. Chiusure negative anche per Wall Street, col Dow Jones ed il Nasdaq a -1,3%, e lo S&P500 a -1,2%. A soffrire sono stati in particolare i titoli tecnologici, immobiliari e delle costruzioni, mentre sono risalite le azioni del comparto energetico.
L’evoluzione della guerra in Ucraina resta determinante per le sorti dei mercati finanziari, anche perche’ l’auspicata svolta diplomatica verso un rapido “cessate il fuorco” stenta ad arrivare. Nel frattempo, il Presidente americano Biden e’ in Europa per partecipare ad un summit straordinario della Nato, ad un vertice del G7 e ad una riunione del Consiglio europeo.
All’orizzonte nuove sanzioni contro la Russia, tra le quali l’ipotesi di interrompere gli acquisti di petrolio e gas russi, scenario su cui la Germania ha gia’ rimarcato la sua contrarieta’, giudicandola dannosa e controproducente per le economie energivore europee che faticherebbero a trovare un rapido rimpiazzo.
La Banca Centrale Russa ha deciso il ripristino delle negoziazioni della Borsa di Mosca da oggi, 24 marzo 2022, per le azioni di 33 società incluse nell'indice Moex, che ha segnato +5,2%. L’orario e’ ridotto, dalle ore 9.50 alle ore 14.00 locali, e sono vietate le vendite allo scoperto. La Borsa di Mosca era ferma dallo scorso 28 febbraio.
Secondo indiscreazioni raccolte da Bloomberg, la Governatrice della Banca Centrale, Elvira Nabiullina nei giorni scorsi era intenzionata a lasciare l’incarico, ma sarebbe stata convinta da Putin a restare al suo posto in questa fase “molto delicata”.
Dopo la pausa di ieri, 23 marzo, oggi tornano a correre i rendimenti dei Governativi Usa ed Europei. Quello del BTP decennale benchmark tocca +2,04% mentre lo spread col Bund 10 anni tedesco si mantiene attorno a 152 bps. Quello del Treasury decennale Usa segna muovi record da maggio 2019, a +2,37%.
La notte scorsa, 23 marzo, il Chairman della FED di di St Louis James ha nuovamente affermato che la Banca Centrale Usa dovrebbe rapidamente varare operazioni di contrasto dell’inflazione, correggendo alcuni eccessi nel mercato finanziario Usa indotti anche dal prolungato stimolo monetario, e avallando lo scenario di un rialzo dei tassi di +0,5% alla prossima Riunione del 3-4 maggio
Come accennavamo all’inizio ieri, 23 marzo, il prezzo del petrolio e’ tornato a correre, superando i 120 Dollari/barile nel caso del Brent (greggio di riferimento europeo). Nell’ultima rilevazione settimanale le scorte petrolifere negli Stati Uniti sono scese di oltre 2 milioni di barili a 414, contro attese di variazioni nulle.
Il prezzo del gas naturale in Europa (trading venue TTF olandese) e’ tornato a crescere a partire da ieri, toccando 123,5 Euro/megawattora, +10% (ore 13.00 CET).
Sul mercato valutario spicca l’impennata del rublo, seguito all'annuncio di Vladimir Putin di imporre, in tempi rapidi, pagamenti in valuta nazionale russa per le forniture energetiche a Paesi “non amici”. Il cambio Euro/Rublo si e’ rapidamente portato da 113 a 106 (ore 13.00 CET). Euro in calo verso Dollaro, -0,2% a 1,098: Bitcoin conferma la tendenza recente al recupero, +1,4% a 42.900 Dollari (ore 13.00 CET).
Stamattina, dopo il recupero segnato dai future su Wall Street, in frazionale rialzo, le principali Borse asiatiche hanno recuperato dai minimi di seduta e limitato i danni in chiusura. L’Hang Seng di Hong ha perso -0,3%, col recupero dei titoli dei business tradizionali e legati ai consumi personali, mentre quelli tecnologici, dopo due sedute di vistosi recuperi, mostrano debolezza.
Il CSI300 di Shanghai&Shenzen ha perso -0,7%, il Kospi coreano -0,4% e l’ASX200 australiano, ricco di società minerarie, ha segnato +0,3%, stessa misura del rialzo del Nikkei giapponese.
Oggi le principali materie prime sembrano prendere una pausa dopo la lunga fase rialzista: l’indice Bloomberg Commodity perde -0,5%, dopo il +2,5% di ieri (ore 13.00 CET). Il prezzo del petrolio WTI (greggio di riferimento Usa), che ieri aveva guadagnato oltre +5%, segna oggi, 24 marzo, un frazionale assestamento a 114,6 Dollari/barile, -0,3%.
Sul versante dei metalli preziosi, un accenno di recupero per l’oro, +-,2% a 1.946 Dollari/oncia: piu’ marcato il rialzo di quello dell’argento, +1,2% a 25,5 Dollari/oncia.
A fine mattinata le Borse europee si muovono incerte, con variazioni minime, in media -0,2%, rispetto alle chiusure di ieri (ore 13.30 CET).
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Palladio (US$/OZ), Strategia rialzista di lungo periodoPalladio (US$/OZ), Strategia rialzista di lungo periodo
Data analisi: 25/ 05 /2021
Prezzo: 2768 $
Target Price Palladio di lungo periodo:
1° Target Price: 12314.97 $
2° Target Price: 10540.74 $
3° Target Price: 7668.27 $
4° Target Price: 4793.15 $
5° Target Price: 3017.02 $
CACAO (CC) - Nuovo impulso ribassista?Il mercato del CACAO (CC) sul time frame giornaliero mostra come, dopo aver raggiunto un picco massimo nella giornata del 10 Febbraio, ha avviato una intensa fase ribassista sino a raggiungere nuovamente una trend line dinamica che sta fungendo da supporto ormai da inizio Dicembre 2021.
In corrispondenza della trend line i compratori hanno nuovamente preso il sopravvento spingendo il prezzo al rialzo con possibilità di raggiungere l'area di offerta/resistenza evidenziata in figura con il rettangolo rosso. Quest'ultima area potrebbe rappresentare il termine del ritracciamento avviando una nuova gamba ribassista
Se la salita si arrestasse effettivamente nella zona di offerta/resistenza si verrebbe inoltre a creare una configurazione testa e spalle di inversione con neckline rappresentata proprio dalla trend line dinamica che, se dovesse essere rotta al ribasso, rappresenterebbe un ulteriore forte segnale di continuazione della debolezza.
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS/PFTS.
Buon trading!
HEDGE PER INFLAZIONE❗️Il palladio viene principalmente esportato dalla Russia, in quanto serve fortemente al comparto automotive europeo, quest'ultimo ha un peso non indifferente nel calcolo dell'inflazione.
‼️Da un punto di vista tecnico, la commodity sta consolidando vicino ai massimi di breve, in caso di chiusura giornaliera al di sopra dell'area, si può comodamente strutturare una strategia long atta alla copertura dell'inflazione nel breve-medio termine
Perchè la settimana passata Nasdaq+2,4% e Treasury 1,905 sono...Perchè la settimana passata Nasdaq +2,4% e Treasury 1,905 sono entambi saliti?
A Wall Street si dice:
"Non litigate con il mercato, perché è come il tempo: anche se non è sempre buono, ha sempre ragione."
Kenneth Walden
Nell’ultima sessione a Wall Street, l’SP 500 è variato del +0,52%. Nel momento in cui scrivo questa analisi i futures statunitensi sono negativi: S&P 500 -0,10%, per il Nasdaq -0,03% e per il Dow Jones -0,16% circa.
La prestazione ad 1 anno dei tre maggiori indici americani e dell'indice italiano è la seguente:
• FTSE MIB +13.56%
• Dow Jones +11.80%
• S&P 500 +14.94%
• Nasdaq +0,79%
La prestazione dal 1° gennaio dei tre maggiori indici americani e dell'indice italiano è la seguente:
• FTSE MIB -2.72%
• Dow Jones -3,44%
• S&P 500 -5.57%
• Nasdaq -9.89
Perché il mercato ha chiuso in maniera misto positiva l’ultima sessione a Wall Street?
• I mercati finanziari sono sistemi di vasi comunicanti. Se il valore delle obbligazioni diminuisce o aumenta in modo significativo, ciò può influenzare il prezzo delle azioni, ma questa settimana però non è andata così.
• Quando si verifica che due asset finanziari si muovono in tandem si parla di correlazione.
• Alcune correlazioni storicamente conosciute sono:
• Dollaro canadese/Prezzo del petrolio. Il prezzo del petrolio ha un impatto significativo sull'economia canadese e per questa ragione questa correlazione è molto forte.
• Dollaro australiano/Prezzo del ferro. L'Australia è il più grande produttore di minerali di ferro nel mondo e naturalmente la ricchezza dell'economia e il valore della sua moneta sono fortemente correlati alle prospettive del ferro. Pertanto, le prospettive di questa commodity sono considerate un proxy per le prospettive del dollaro australiano.
• Dollaro neozelandese/Prezzo del latte. La Nuova Zelanda è l'Arabia Saudita del latte. È il più grande esportatore di latte al mondo e rappresenta il 40% del commercio internazionale dei lattiero-caseari. I prodotti lattiero-caseari rappresentano il 7 per cento della produzione economica totale del paese. Inoltre, la più grande azienda esportatrice di latte, Fonterra, è anche la più grande azienda neozelandese.
• Dollaro americano/Prezzo dell'oro. A differenza dei casi di AUD e NZD, l'economia statunitense non dipende dai prezzi di una merce specifica, in questo caso l'oro. Tuttavia, esiste una forte correlazione inversa tra il dollaro e l'oro. La correlazione inversa è una relazione contraria tra due mercati. Quindi, quando un mercato aumenta di valore, l'altro di solito diminuisce. Questo avviebe per due ragioni importanti: un dollaro in calo può aumentare il valore di altre valute. Questo aumenta la domanda di materie prime, compreso l'oro. Quando il dollaro inizia a perdere il suo valore, gli operatori cercano fonti alternative per memorizzare il valore. Ciò è dovuto al fatto che una diminuzione di USD è di solito connesso con i tassi di interesse in calo. Con i tassi sono più bassi, i trader cercano un profitto altrove e l'oro è un'alternativa.
• Questa settimana il valore delle obbligazioni è salito significativamente, ma il settore tenologico più direttamente correlato al valore delle azioni, (e questo si è visto accadere per moltissime sessioni di borsa recentemente ) è salito in parallelo.
• Evidentemente questa correlazione non può essere l'unico punto su cui impostare il nostro trading e la settimana appena conclusa è la dimostrazione che questa teoria utilizzata male porta a non comprendere tutte le sfumature che un mercato può avere.
• Nella settimana appena conclusa, venerdì, abbiamo visto un nuovo forte rapporto di un titolo dei FAANG che ha aiutato i titoli azionari a recuperare dal pesante calo di giovedì e ha permesso ai principali indici una seconda settimana consecutiva di rialzi. Contemporaneamente, un report sull'occupazione molto migliore del previsto ha dato alla Fed il "via libera" per continuare sul suo percorso aggressivo nella politica dei possibili rialzi dei tassi di interesse.
• La mia attenzione e quella del mercato nella settimana appena conclusa è stata principalmente dedicata ai FAANG. Tre delle ”trillion dollars company”, hanno rilasciato i propri utili e questo ha avuto un immediato e forte impatto sul mercato. Gli ottimi reports di Alphabet e Amazon hanno aiutato il settore tecnologico a riprendersi dalla recente debolezza, al contrario i deludenti dati di Meta Platforms (FB) hanno portato ad una delle peggiori giornate del 2022.
• Riprendendo il tema della correlazione, fortissima è la correlazione: Utili aziendali/Prezzo azionario. È stato estremamente istruttivo vedere il movimento effettuato dai 5 maggiori titoli Tech a stelle e strisce in risposta ai loro reports trimestrali nei giorni passati. Alphabet e Amazon hanno letteralmente aggiunto centinaia di miliardi di dollari alle loro capitalizzazioni di mercato nella sessione di trading del giorno successivo. Facebook con dati deludenti ha perso centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione nella sessione di trading del giorno successivo.
• Venerdì, la settimana si è conclusa con Amazon che ha fatto la differenza sul mercato dopo che la società di Jeff Bezos ha presentato un sorprendente dato degli utili di oltre il 600% nel quarto trimestre. Le entrate sono salite del 9%. Le azioni di Amazon sono salite del 13,5%.
• Il NASDAQ ha chiuso in rialzo del +1,58%, portando il bilancio settimanale al +2,4%. L’S&P è salito del +0,52%. Il Dow Jones è sceso leggermente del -0,06%. I due indici sono saliti nella settimana rispettivamente del +1,5% e del +1%.
• Oltre agli utili di Amazon c'è stata un'altra notizia importante venerdì. La situazione occupazionale, il governo ha dichiarato che l'economia ha aggiunto 467.000 posti di lavoro in gennaio. Questo dato ha polverizzato le aspettative che erano attestate a circa 150.000, ed in prospettiva è un dato incredibilmente alto visto che è avvenuto in un mese in cui ci si aspettava una contrazione a causa dell'epidemia di omicron.
• Purtroppo il mercato non è potuto salire di più perché anche se questo dato è certamente positivo per l'economia dà allo stesso tempo alla Fed il "via libera" per mantenere il percorso con i suoi piani di aumentare i tassi quattro volte (5?????) quest'anno.
Perchè la settimana passata Nasdaq +2,4% e Treasury 1,905 sono entambi saliti?
La mia opinione ed il mio punto sul mercato oggi.
• Ok adesso smetterò di di tormentarvi con i FAANG e il numero di posti di lavoro. Questa è la settimana dei dati CPI (il paniere di mercato che consiste in un elenco di elementi fissi utilizzati per tracciare il progresso dell'inflazione in un'economia. Il CPI è utilizzato per indicizzare il valore reale degli stipendi, delle pensioni al fine di regolare i prezzi). Il prossimo rapporto CPI uscirà il 10 febbraio, se l'inflazione si surriscalderà ulteriormente causerà certamente volatilità nel mercato azionario. Molti tra di noi continuano a credere/sperare che l'inflazione sia transitoria. Quello che non è stato transitorio sicuramente sono stati i dati sugli utili: • l'aumento del 20% di Amazon su Prime • i dati di Starbucks, e tutti gli altri previsti questa settimana, non sembrano essere 'transitori'".
• La prestazione negli ultimi trenta giorni dei tre maggiori indici americani e dell'indice italiano è la seguente:
• FTSE MIB -3,67%
• Dow Jones -3,15%
• S&P 500 -3.77%
• Nasdaq -5.61%
Le mie performance invece: Nel Mercato Italiano il mio Portafoglio "Mib 40" che include tutti i 40 titoli del Mib ha fatto +7,53%. Nel Mercato Americano il mio Portafoglio "Best Brands" che è composto da 34 titoli presi da questi 3 indici ha fatto +1,20%
• La prestazione negli ultimi sette giorni dei tre maggiori indici americani e dell'indice italiano è la seguente:
• FTSE MIB -0.78%
• Dow Jones -0.12%
• S&P 500 -0.33%
• Nasdaq -1.00%
• Nel Mercato Italiano il mio Portafoglio "Mib 40" che include i migliori titoli italiani a grande capitalizzazione +7,56%. Nel Mercato Americano il mio Portafoglio "Best Brands" che è composto da 34 titoli presi da questi 3 indici ha fatto +6,15%. Ma sono anche consapevole che la borsa è così che bisogna saper stare nella borsa come un marinaio sa navigare tutti i mari. Non si può essere marinai solo quando il vento è in poppa. Quindi continuo il mio lavoro con un atteggiamento positivo e una testa fredda.
• Concludo con la mia solita domanda riflessione ai miei lettori: Avete chiaro come muovervi adesso nel mercato azionario? Quali settori privilegerete nei vostri acquisti? La mia posizione sugli indici per mezzo della quale opero sui Futures è la seguente:
• Nasdaq 100 LONG,
• Dow Jones LONG,
• S&P 500 LONG,
• Euro Stoxx 50 LONG,
• Dax LONG,
• Ftse Mib LONG,
• Rimando alla mia analisi pomeridiana dedicata a come opero sui Futures per maggiori dettagli.
• La mia operatività è rivista ogni 24 ore: gli abbonati al mio blog finaziario ricevono i miei livelli operativi esatti in tempo reale per copiare esattamente il mio trading.
Mi piacerebbe leggere sotto la mia analisi le vostre opinioni.
I livelli dei 3 maggiori indici americani dopo l’ultima sessione di borsa sono:
• L’S&P 500 è variato di +23,11 punti a 4.500,54 per un +0,52%. Ultimo record il 3 gennaio.
• Il Dow Jones è variato di -21,42 punti a 35.089,75 per un -0,06%. Ultimo record il 4 gennaio.
• Il Nasdaq 100 è variato di +193,24 punti a 14.694,35 per un +1,33%. Ultimo record il 19 novembre.
L’indice Russell 2000 rappresentativo delle small-cap è variato di +0,57% ed adesso vale 2.002,36.
Il rendimento del Treasury a 10 anni, che influenza direttamente i tassi di interesse sui mutui e altri prestiti al consumo, ha chiuso a 1,907% dall’1,847% del giorno precedente.
Il valore dell’oro dal minimo di marzo di 1.680$ dollari l’oncia ha guadagnato 130$ ed adesso si attesta sui $1.810 dollari.
Il prezzo del Future greggio americano WTI è variato di -0,15 dollari questa mattina e in questo momento quota 92,22 dollari albarile.
L'indice di volatilità VIX S&P 500 ha chiuso a 23,22. Minimo e massimo delle ultime 52 settimane 14,10 e 38,94.
Ecco il rendimento completo di tutti i miei portafogli nell'ultimo anno.
Classifica dei migliori rendimenti dal 03/02/2021 al 02/02/2022:
• 1.Portafoglio Commodities, Bitcoin, Index + Oper. Straord. (USA) +154,61
• 2.Portafoglio Mib 40 (AZIONI ITALIA) +126,90%
• 3.Portafoglio Tutte le Recenti N.1 - Italia (AZ. ITALIA) +101,77%
• 4.Portafoglio BEST BRANDS (AZIONI USA) +91,57%
• 5.Portafoglio numero 1 Oggi in Italia (AZ. ITALIA) +88,37
• 6.Portafoglio Tutte le Recenti N.1 - USA (AZIONI USA) +49,51%
• 7.Portafoglio numero 1 Oggi in USA (AZIONI USA)30,94%
Eccezionale ad oggi ci sono ben 3 portafogli su 7 che nella classifica superano il 100% di performance nella performance ad 1 anno.
Sull'ORO il 1834 respingerà le quotazioni verso il basso?Il grafico del metallo giallo si trova a fare i conti con l'importante resistenza a 1834!!!
Per il momento le quotazioni permangono al di sotto di essa e si rimane in attesa di un eventuale reazione ribassista al di sotto del range delle ultime tre sessioni giornaliere; ma un importante movimento rialzista sopra il riferimento grafico cambierebbe le carte in tavola.
Buon trading!!!
S&P 500 e Dow Jones nuovi record, Nasdaq a soli 82 punti dal suoS&P 500 e Dow Jones nuovi record, Nasdaq a soli 82 punti dal suo. Cosa farò oggi.
A Wall Street si dice:
"Quando sono in perdita molti diventano “investitori di lungo termine”. La differenza tra un trader e un investitore sta nella durata della scommessa e nel controvalore corrispondente. Non c’è assolutamente nulla di male nell’investire a lungo termine, purché non lo si mischi con il trading di breve termine. Semplicemente molti diventano investitori di lungo termine dopo aver perso i soldi, posponendo così, nel loro rifiuto di affrontare la situazione, la decisione di vendere".
Nassim Nicholas Taleb
Nell’ultima sessione a Wall Street, l’SP 500 è variato del +0,14%. Nel momento in cui scrivo questa analisi i futures statunitensi sono negativi: Nasdaq -0,08%, per il Dow Jones -0,03% e per l’S&P 500 -0,05% circa.
• La prestazione dall'inizio dell'anno dei tre maggiori indici americani e dell'indice italiano è la seguente:
• Dow Jones +19,22%
• S&P 500 +27,61%
• Nasdaq +22.33%
• FTSE MIB +22,99%
Perché il mercato ha chiuso in maniera mista nell’ultima sessione a Wall Street?
• Il mercato azionario e diviso storicamente tra due distinte e nette categorie gli Orsi e i Tori. Uno dei miei siti web si chiama appunto orsoetoro.com e orsoetoro è anche il nome del mio trading system nato da 30 anni di esperienza sui mercati. Ma in definitiva cosa nascondono questi due nomi? Semplicemente due personalità psicologiche ben distinte i pessimisti e gli ottimisti. Io parlo da un osservatorio privilegiato in quanto ho la possibilità quotidianamente di avere feedback da decine e decine di operatori del mercato di qualunque livello, economico, culturale, molto esperti o solo principianti della borsa. Per quanto ognuno di noi voglia essere oggettivo nell'espressione della propria opinione, il tratto psicologico distintivo di fondo che ci appartiene, e cioè essere pessimisti o ottimisti aggiungerà quella soggettività che inevitabilmente andrà ad influenzare, (facendoci commettere degli errori) la nostra operatività. Io mi sento spesso come una “VOX CLAMANTIS IN DESERTO“ espressione latina che significa « LA VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO». Si tratta di una frase biblica che allude ad un avvertimento non ascoltato, alla mia opera di persuasione verso i miei followers che risulta vana. Dividere i fatti dalle opinioni. I fatti sono ciò che l'analisi tecnica mi mostra tutti i giorni e quello e solo quello conta. Le opinioni sono tutto il resto, e valgono tanto quanto “il caso”, e cioè eventi accaduti per cause che certamente vi sono ma non sono conosciute ovvero "non-lineari", sconnesse o meglio "intricate", che non presentano una sequenza causalità-effettualità necessitata, cioè deterministica, tale da permettere l'identificazione di esse e la predicibilità degli effetti. Veniamo al mercato di oggi ma non dimenticate questa premessa: Siamo stati tutti viziati da questo mercato. Da quando si è toccato il fondo dopo il crollo del primo covid, le azioni sono tornate ai massimi di tutti i tempi per poi ogni tanto fare brevi storni ma che sono sempre stati riacquistati in modo aggressivo, riavviando subito il ciclo verso nuovi massimi storici. Per poi, quando il mercato torna a queste altezze vertiginose, lasciare gli ottimisti-tori con un bel sorriso ed i pessimisti-orsi a chiedersi (e chiedermi…bla, bla, bla, bla,) come è possibile e quando tutto crollerà.
• Piuttosto che fare il tifo per l'Armageddon come stanno facendo i pessimisti-tori in questo momento, (l’Armageddon è il nome usato nell’Apocalisse 16, 16 a indicare il luogo dove i re malvagi, alleati della Bestia, si concentreranno nel gran giorno per la guerra contro Dio) guardo i numeri. Ed esattamente mi concentro oggi sui bassi volumi che contraddistinguono queste giornate di vacanza. Bassi volumi che però lentamente spingono i mercati verso record storici di tutti i tempi quasi ogni giorno. L'S&P 500 ha chiuso la giornata aggiungendo altri 6,71 punti e chiudendo ad un altro massimo storico a 4.793,05. Oramai ci stiamo avvicinando così tanto ai 5.000 dell'S&P 500 che ne sento quasi l'odore. Ieri poi è stato il turno anche del Dow Jones a segnare un nuovo record storico. L'indice degli industriali ha aggiunto 90,42 punti chiudendo a 36.488,64. E sono due su tre!
• Valutando solo l'ultima settimana abbiamo i seguenti risultati:
• • Dow Jones +1,50%
• • S&P 500 +1,42%
• • Nasdaq +0,72%
• • Ftse Mib +1,21%
• Vediamo insieme quali sono state le notizie che ieri hanno movimentato il mercato:
• 1. I magazzini all'ingrosso hanno aumentato le loro scorte nel mese di novembre del +1,2% su base mensile, dato inferiore alle aspettative di +1,5%.
• 2. Le scorte al dettaglio di novembre invece sono salite di +2.0% su base mensile, dato migliore delle aspettative di +0.5% e maggiore incremento in 29 anni.
• 3. Le vendite di case nel mese di novembre sono inaspettatamente scese del -2,2% su base mensile, dato più debole delle aspettative che erano per un +0,8%.
• 4. La media a 7 giorni di nuove infezioni Covid degli Stati Uniti è salita ad un massimo record di 271.081 dato di martedì, che se confrontati con i dati del 1° dicembre significano un rialzo del +216%.
• Vediamo adesso insieme, cosa hanno fatto nell'ultima sessione alcuni titoli rappresentativi per l'intero mercato.
• Biogen ha chiuso in rialzo di oltre il +9% miglior titolo nello S&P 500 e Nasdaq 100. La notizia che ha sorpreso positivamente i mercati è stata data dal Korea Economic Daily il quale ha riportato che Biogen era in trattative per vendersi al gruppo Samsung.
• Western Digital ha chiuso in rialzo di oltre il +5%. La notizia positiva per questo titolo è stata data dalla banca d'affari Wells Fargo (NYSE:WFC) Securities, la quale ha emesso un report in cui segnalava che le infezioni Covid in Cina hanno avuto un impatto sulla produzione di chip NAND, e "lo vediamo come un fattore positivo per Western Digital e Micron Technology". Micron ha chiuso più di +3%.
Cosa invece ha aiutato il mercato nell’ultima sessione?
• Anche ieri sia i titoli delle compagnie aeree che quelli delle catene di casinos sono scesi a causa del l'impatto immediato delle infezioni di covid. Ripeto da diversi giorni oramai che ogni calo di questi titoli deve essere preso come occasione di acquisto per una sicura risalita a breve. American Air Lines Group ha chiuso in calo di oltre il -2%, e Alaska Air Group e United Airlines Holdings hanno chiuso in calo di oltre il -1%. Alphabet (NASDAQ:GOOGL), Intel (NASDAQ:INTC), Advanced Micro Devices e General Motors (NYSE:GM) hanno tutti annunciato che non avrebbero organizzato presentazioni in presenza alla conferenza annuale sulla tecnologia CES a Las Vegas il mese prossimo a causa dei casi di Covid. Wynn Resorts e Las Vegas Sands hanno chiuso in calo di oltre il -1%, e Caesars Entertainment e Penn National Gaming hanno chiuso in calo del -0.5%.
• Nel mio portafoglio nel mercato USA attualmente i titoli con la migliore performance, aperti recentemente tra quelli a larga capitalizzazione sono presenti:
• TESLA MOTORS INC +15,98%
• CISCO SYSTEMS INC +15,45%
• IBM +11,60%
• CARNIVAL CORP +10,58%
• COCA COLA (NYSE:KO) BOTTLING +10,41%
• Nel mio portafoglio nel mercato USA attualmente i titoli con la migliore performance, aperti negli ultimi 7 giorni tra quelli a media capitalizzazione sono presenti:
• Alpha And Omega Semi +18,82%
• EXPEDIA GROUP INC +143,49%
• New Fortress Energy Llc +9,20%
• Republic First Bcp +8,86%
• EVOLUS INC +7,07%
• Nel mio portafoglio nel mercato ITALIA attualmente i titoli con la migliore performance, aperti recentemente tra quelli nel MIB 40 sono presenti:
• UNICREDIT (MI:CRDI) +27,00%
• SNAM (MI:SRG) rete gas +9,36%
• AMPLIFON +9,22%
• CNH (MI:CNHI) INDUSTRIAL +8,96%
• TERNA (MI:TRN) +8,52%
• Nel mio portafoglio nel mercato ITALIA attualmente i titoli con la migliore performance, aperti recentemente tra quelli a media capitalizzazione sono presenti:
• BASICNET +12,94%
• ALKEMY +9,22%
• BIESSE +8,06%
• AUTOGRILL SPA +7,75%
• ESPRINET 6,64%
• Questi portafogli fanno parte del mio abbonamento: Portafoglio Azioni Italia e Usa.
• Questo portafoglio è diviso in 6 sotto-portafogli. Tre di questi sono dedicati all'area geografica Italia. • Mib 40. • Numero 1 oggi in Italia (Ogni giorno indico il titolo che secondo me è il migliore acquisto che faccio sul mercato italiano). • Tutte le recenti numero 1 Italia.
• Tre di questi sono dedicati all'area geografica Italia. • Best Brands. • Numero 1 oggi in USA (Ogni giorno indico il titolo che secondo me è il migliore acquisto che faccio sul mercato USA). • Tutte le recenti numero 1 USA.
• Come impostare la strategia corretta per il copy trading della mia strategia sul canale 1 Mib 40 e canale 4 Best Brands.
• Premesse:
• La crescita di questi portafogli è stata molto lineare durante tutto il corso dell'anno e quindi si sono prestati bene ad essere seguiti durante tutto il corso del 2021.
• Strategia per applicare il copy trading statistico:
• Divido il mio capitale in 15 parti con le quali compero 15 titoli, 6,66% su ogni titolo.
• Il portafoglio Best Brands è composto di 34 titoli e quindi acquistandone 15 praticamente possiedo il 44,11% (il Mib 40 di 40 titoli e quindi il 37,5%) dell'intero portafoglio, abbastanza per avere una rilevanza statistica che nel lungo periodo creerà le condizioni per avere le performance allineate con quelle del 100% del portafoglio.
• Acquisto fino ad esaurimento del capitale i titoli mano a mano che diventano long e quindi max 15 titoli in portafoglio.
• Vendo i titoli in portafoglio mano a mano che scatta il segnale di vendita e con la nuova liquidità sono pronto a ricominciare gli acquisti.
• Conclusioni:
• I portafogli Mib 40 e Best Brands nel corso del 2021 sono stati molto lineari nella loro crescita ed in ogni momento dell'anno hanno dato performance in crescita e quindi ritengo siano stati un perfetto esempio per copiare il mio trading con il metodo statistico sopra descritto.
S&P 500 e Dow Jones nuovi record, Nasdaq a soli 82 punti dal suo. Cosa farò oggi.
La mia opinione ed il mio punto sul mercato oggi.
• Rimanendo in tema biblico, la mia profezia ripetuta tante volte nelle mie analisi in questi giorni di dicembre “Prevedo nuovi massimi sul mercato entro il 31 dicembre!” del 23/12, “L'S&P 500 supererà i 4800 punti entro il 4 gennaio.” del 27/12, “Se volete la mia opinione di nuovo vi dico che anche il Nasdaq ed il Dow Jones raggiungeranno i massimi di tutti i tempi la prossima settimana.” ribadita quotidianamente si è praticamente già avverata. Solo i titoli tecnologici del NASDAQ 100 sono rimasti indietro, questo indice ha guadagnato solo +2,35 punti chiudendo a 16.491,01 e adesso si trova solo a 82 punti dal segnare il nuovo record storico.
• Per sottolineare la forza di questo rialzo indìco oggi il prezzo del petrolio greggio. Penalizzato quando le preoccupazioni della domanda che circondavano gli impatti delle nuove varianti COVID hanno tirato giù i prezzi di questa commodity che sono scesi dai massimi raggiunti vicino agli 84 dollari. La maggior parte del mese di novembre è stata in calo per i prezzi del greggio che hanno toccato il fondo il secondo giorno di negoziazione di dicembre a 62,43 dollari. Ma da quel giorno, i prezzi sono saliti di oltre 14 dollari o del 22% a 76,62 dollari. La mia personale operatività nel "Portafoglio Commodities, Bitcoin e Index" ha colto sia il ribasso che il rialzo e la mia posizione è attualmente long da diversi giorni sul petrolio. Con il rialzo di ieri il greggio si è portato sopra la media mobile a 50 giorni a 76,50 dollari. Questa é la prima volta che il greggio è scambiato sopra la media mobile a 50 giorni dal 24 novembre. Con la seduta di ieri abbiamo raggiunto la quinta sessione positiva consecutiva per il greggio. Questo movimento conforta il rialzo dei mercati verso le preoccupazioni per la gravità di Omicron che diminuiscono in tutto il mondo, e sta diventando più evidente che il mondo è più vicino a tornare alla normalità che a tornare in isolamento.
Cosa farò oggi?
• Mi aspetto che la settimana continui ad essere una noiosa deriva verso l'alto. Sono molto contento dei massimi storici raggiunti da SP 500 e Dow Jones. Ma non voglio fermarmi a questa fine dell'anno e al “Rally Di Babbo Natale”. A breve ci aspetterà la “EARNING SEASON”. E io vedo un'enorme opportunità proprio dietro l'angolo con la stagione degli utili in arrivo. L'inizio dell'anno è tipicamente un forte periodo stagionale per le azioni. C'è ancora tantissima liquidità in attesa di essere investita, Omicron è alle corde del ring e tra poco verrà messo KO, c'è la forte probabilità che questa stagione degli utili sia una “bellissima stagione”.
• Concludo con la mia solita domanda riflessione ai miei lettori: Avete chiaro come muovervi adesso nel mercato azionario? Quali settori privilegerete nei vostri acquisti? La mia posizione sugli indici è la seguente la mia operatività è rivista ogni 24 ore: Nasdaq 100 Long, Dow Jones Industrial Long, S&P 500 Long, Euro Stoxx 50 Long Ftse Mib Long
• Mi piacerebbe leggere sotto la mia analisi le vostre opinioni.
I livelli dei 3 maggiori indici americani dopo l’ultima sessione di borsa sono:
• L’S&P 500 è variato di +6,71 punti a 4.793,05 per un +0,14%. Nuovo record storico.
• Il Dow Jones è variato di +90,42 punti a 36.488,64 per un +0,25%. Nuovo record storico.
• Il Nasdaq 100 è variato di +2,35 punti a 16.491,01 per un +0,01%. Ultimo record il 19 novembre.
L’indice Russell 2000 rappresentativo delle small-cap è variato di +0,12% adesso vale 2.249,24.
Il rendimento del Treasury a 10 anni, che influenza direttamente i tassi di interesse sui mutui e altri prestiti al consumo, ha chiuso a 1,543% dall’1,477% del giorno precedente.
Il valore dell’oro dal minimo di marzo di 1.680$ dollari l’oncia ha guadagnato 119$ ed adesso si attesta sui $1.799 dollari.
Il prezzo del Future greggio americano WTI è variato di -0,21 dollari questa mattina e in questo momento quota 76,38 dollari al barile.
L'indice di volatilità VIX S&P 500 ha chiuso a 17,27. Minimo e massimo dell'ultimo anno 14,10 e 37,57.
Le quattro migliori azioni Italiane da acquistare oggi.Se seguite le mie analisi ed emulate le mie operazioni realizzerete le mie stesse performance.
1. Tod's Spa (TOD) sopra 51,61 in chiusura.
2. Credito Emiliano Spa (CE) sopra 5,87 in chiusura.
3. Gvs Spa (GVS) sopra 11,10 in chiusura.
4. Cir Spa-Compagnie Industriali (CIR) sopra 0,4850 in chiusura.
Attenzione io compro questi titoli in chiusura di sessione solo alla rottura della resistenza indicata.
Seguo questa strategia con rigore assoluto, non compro il titolo se non dimostra la forza necessaria per rompere la resistenza perché potrebbe essere addirittura controproducente.
Presento nel mio blog quotidianamente il livello aggiornato della resistenza.
Conoscere un titolo ed una resistenza sono però solo il 50% del lavoro da fare.
L’altro 50% consiste in come gestire il trading, diversamente da altre strategie che piazzano il target sopra la linea del mercato, la mia strategia prevede di non uscire ma di alzare lo stop (o take profit) ulteriormente avvicinandomi alla linea di mercato sempre più ma sempre attendista rispetto all’uscita. La mia strategia prevede un inseguimento del titolo con una velocità algoritmica di allineamento dello stop/take profit costantemente in aumento per catturare il massimo del rialzo cercando però di non uscire prematuramente da trade fruttuosi.
Una strategia sviluppata in 30 anni di trading che è inclusa nel mio metodo operativo e che io mostro ai followers che si abbonano al mio blog finanziario.
Abbonandoti al mio blog vedrai in tempo reale quali titoli scelgo e quelli sui quali entro.
Il mio livello di acquisto, la gestione che faccio di ogni titolo ed il mio livello di stop e take profit.
Vedrai come io applico la mia strategia ed il mio metodo statistico.
La notizia di oggi:
Nel mio portafoglio “Commodities, Bitcoin, Index più operazioni straordinarie” in questo momento svetta una super performance del +47% con una posizione long sul “LUMBER” il famoso legname da costruzione americano.
Precedentemente mi ero espresso rispetto al valore di questa commodity che mi sembrava che livello di $448 fosse un significativo livello di supporto al ribasso per il prezzo del legname in previsione dell'ultimo trimestre del 2021.
I futures sul legname in quel momento valevano 627,50 dollari ed io ho iniziato la mia operatività con un long quel giorno. ieri 9 dicembre, il prezzo era sopra il livello di 1.000 dollari.
Il legname è un mercato di futures altamente illiquido.
I mercati illiquidi tendono a muoversi più in alto o più in basso portando a un massiccio apprezzamento o deprezzamento del prezzo.
Nel 2021, il mercato del legname è passato dalla festa alla carestia e di nuovo alla festa con un rally che ha portato il prezzo a più del doppio del minimo di agosto.
Il legname può non essere commerciabile, ma è un barometro per l'inflazione e il mercato immobiliare, dato che è un elemento costitutivo delle case e dei progetti di costruzione.
Con i tassi d'interesse che saliranno nel 2022, sembra che i partecipanti al mercato stiano mordendo il freno e pagando per le nuove costruzioni.
Inoltre, la ricostruzione delle infrastrutture negli Stati Uniti richiederà molto legno nei prossimi anni.
Il legname sta inviando un messaggio ai mercati di tutte le Altre commodities, anche se i prezzi del greggio e delle materie prime energetiche sono diminuiti nelle ultime settimane.
QUALE E' STATO IL MIGLIORE PORTAFOGLIO DI MARCO BERNASCONI SU CUI INVESTIRE NEL 2021?
Ecco il rendimento completo di tutti i miei portafogli nel 2021.
Classifica dei migliori rendimenti dal 04/01/2021 al 10/12/2021:
1.Portafoglio numero 1 Oggi in Italia (AZIONI ITALIA) +139,35%
2.Portafoglio BEST BRANDS (AZIONI USA) +126,22%
3.Portafoglio Tutte le Recenti N.1 - Italia (AZ. ITALIA) +104,57%
4.Portafoglio Mib 40 (AZIONI ITALIA) +102,71%
5.Portafoglio Tutte le Recenti N.1 - USA (AZIONI USA) +97,19%
6.Portafoglio Commodities, Bitcoin, Index + Oper. Straord. (USA) +96,57%
7.Portafoglio numero 1 Oggi in USA (AZIONI USA)62,44%
Eccezionale ad oggi ci sono ben 4 portafogli su 7 che nella classifica superano il 100% di performance nel 2021
Queste comunicazioni sono da ritenersi non personalizzate, ma pensate scritte ed inviate ad un pubblico indistinto. L'esecuzione di investimenti, posti in essere dovranno essere fatti sotto la supervisione di un professionista di vostra fiducia iscritto all'apposito Albo, saranno quindi a vostro completo rischio, non assumendo l'autore alcuna responsabilità al riguardo. L'operatività descritta è proposta in maniera teorica e allo scopo formativo nei mercati finanziari ed è quindi esclusivamente divulgativa e non costituisce stimolo all'investimento e/o consulenza finanziaria.
Gas naturale: stagionalità, ciclicità e volatilità per un longIl gas naturale in questo momento somma alla consueta componente di stagionalità, la ciclicità del contesto economico e la notevole volatilità di breve termine.
Si sa, volatilità può significare opportunità ma anche dolori articolari se non si opera con criterio, cioè avendo oltre al piano A che si implementa anche uno B nel caso che sempre dovrebbe essere contemplato nel caso la nostra high conviction dovesse tradirci. Ciò permette di operare in tranquillità sapendo che qualunque cosa accada, come dico di solito, la notte si dorme bene e non tornano in mente continuamente candele e medie mobili mentre ci rigiriamo continuamente tra le lenzuola: un privilegio.
La premessa è assolutamente funzionale perché l’operatività che si ipotizza sul gas ha una componente importante di lettura tra le righe di ciò che sta accadendo. Una di quelle circostanze in cui è l’esperienza che prepotente che si fa sotto e, mettendo momentaneamente fuori fuoco la lettura autentica dei grafici, suggerisce un fuori pista.
Solitamente non amo anticipare i movimenti ma alcune volte è possibile confezionare delle operazioni che non sono giustificate dalla lettura del grafico già formato ma di quello che potrebbe formarsi da li in avanti.
Il contesto fondamentale a mio giudizio restituisce un quadro che, soprattutto dopo il recente sell off, assegna allo scenario rialzista maggiori probabilità di quello ribassista. Il giudizio può essere analizzato usando come guida gli elementi del titolo dell’analisi: stagionalità, ciclicità e volatilità.
La stagionalità, tipica delle commodities, ha a che fare con l’influenza esercitata sui prezzi dalle dinamiche di domanda e offerta condizionate dalla attualità. Nel caso del gas le variabili sono il meteo, le scorte disponibili ed il periodo dell’anno. La lettura combinata di questi elementi a mio giudizio fa da supporto ai prezzi visto il livello insolitamente basso delle scorte rispetto alla media storica in Europa soprattutto ed il riposizionamento al ribasso dei prezzi con le previsioni meteo che indicano uno scenario di probabili temperature più alte della media soprattutto negli USA dove, complici le alte scorte, si è registrato il calo più importante dei futures rispetto alla sostanziale stabilità in Europa.
Inoltre il periodo dell’anno fa si che, per ragioni di prudenza, la tendenza sia piuttosto all’acquisto per evitare proprio che errori di previsione possano spiazzare soprattutto il mondo produttivo che impiega il gas come fonte di energia diretta o indiretta per generare a sua volta altre fonti di energia.
A tal proposito non può essere omesso un riferimento alla geopolitica collegata al ruolo della commodity nel quadro del dibattito sulla transizione energetica che nel mondo sta determinando un confronto tra le maggiori economie del pianeta sia sul piano politico ufficiale che su quello, sotterraneo, della guerra per la supremazia/sopravvivenza che ogni paese gioca segretamente.
Infatti ci sono come noto alcune economie che mostrano una dipendenza importante della ricchezza nazionale dalla disponibilità delle varie fonti di energia. Si registra la nuova presa di posizione della UE che, imbrigliata dalla politica che detta l’agenda delle sue azioni, con perfetto stile veltroniano direi, colloca il gas naturale tra le possibili fonti di energia ammesse nella transizione.
La ciclicità invece ha a che fare con l’influenza che su di esso esercita il momento del ciclo economico. Questo aspetto solitamente non presenta particolari problemi di lettura ma il contesto di pandemia che viviamo lo rende più difficile da valutare visto il rinnovato timore di contrazione economica che la nuova variante del virus sta diffondendo tra gli operatori economici. Una nuova generalizzata situazione di lock down farebbe rivivere potenzialmente lo scenario della primavera del 2020 il cui grado di severità dipenderebbe da quanto subdolo dovesse dimostrarsi la variante del virus.
Mentre stagionalità e ciclicità possono idealmente essere considerati come componenti strategiche dell’operatività, la volatilità del momento può essere considerata come una componente prettamente tattica che permette di meglio calibrare l’operatività e guidare in definitiva l’implementazione della strategia di investimento.
Detto ciò, il grafico (logaritmico) settimanale dei prezzi mi sembra quello che meglio permette di inquadrare il momento. La lunga corsa dai minimi della pandemia è frutto della ripartenza delle economie, delle scaramucce geopolitiche e da una buona componente di speculazione, d’altronde tipica di questi tipi di asset.
Notiamo innanzitutto la partecipazione convinta del mercato alla salita dei prezzi con espansione dei volumi in occasione dei movimenti up e contrazione in occasione dei ritracciamenti. I prezzi sono saliti con un trend decisamente sostenibile senza movimenti eccessivi formando un canale regolarmente inclinato.
Il recente sell off, iniziato nella prima settimana di ottobre e suggellato da un perfetto 1-2-3 high di J. Ross, invece è avvenuto velocemente e con volumi questa volta più elevati rispetto ai precedenti ritracciamenti. Questo a mio giudizio si spiega in parte anche con prese di profitto salutari e con la rilettura delle variabili legate alla geopolitica. Fatto sta che i prezzi hanno arrestato, per ora, la discesa su di un’area non causale.
A ben vedere l’estesa area dei 3,5/3,75 è caratterizzata da un picco di volumi nell’ultima gamba rialzista per cui i prezzi hanno trovato pochi operatori disposti a vendere ulteriormente. Ora questa area a mio giudizio offre una buona zona di supporto su cui, tenuto conto anche del contatto con la parte bassa del canale rialzista e col ritracciamento di agosto.
La settimana è appena iniziata ed ogni idea su come sarà la candela che ci verrà consegnata venerdì è del tutto priva di valore. Ad oggi la forma di pin bar/hammer è logica conseguenza delle considerazioni appena fatte.
L’idea è quella di fare un acquisto a prescindere da tutto e prendere così posizione, ovviamente con il dovuto buon senso dal punto di vista del risk e money management in modo tale da poterci permettere il lusso di avere sbagliato se i prezzi dovessero bucare la illustrata area di supporto.
Ciò ci permetterebbe di presentarci ancora pimpanti al contatto con la più importante area dei 3,5 che coincide col livello 0.618 di ritracciamento di Fibonacci e importante massimo di ottobre dove potremo valutare ulteriore acquisto con a nostro vantaggio l’elastico che si tende, cioè con la scommessa che tende a divenire sempre più asimmetrica a vantaggio dei long visto che quanto più scende un asset, soprattutto senza ritracciamenti apprezzabili, che permettano di scaricare gli eccessi tecnici, tanto più rende probabile un movimento contrario che, giova ricordarlo, sarebbe la ripresa del trend rialzista, ad oggi quello predominante.
Scendendo sul time frame giornaliero, ed anche a 4 ore ed orario, si nota la funzione di resistenza che attualmente sta svolgendo la violata parte bassa del canale rialzista notato sul settimanale con continuo test dei prezzi.
A rafforzare l’idea di furi pista dell’idea illustrata, si deve fare riferimento al gap down recentemente formatosi che, all’interno dell’attuale trend ribassista, dovrebbe essere considerato come un pattern di continuazione con l’area di vuoto dei prezzi a fare da resistenza al movimento up dei prezzi e che potrebbe essere utilmente usato per piazzare lo stop di una eventuale, giustificatissima, operatività short.
Tuttavia l’estensione e la forma delle due candele successive a quella del gap, per ora, non sono molto coerenti con l’idea ortodossa del pattern mentre stiamo assistendo alla violazione della trend line ribassista su H4.
GLI ASSET MIGLIORI NEI GIORNI DI ALTA VOLATILITA'Ciao ragazzi, in questi giorni di alta volatilità ho deciso di pubblicare questa idea in cui vado ad analizzare diversi asset ed in particolare le loro performance, in maniera da scovare quelli che hanno performato meglio e peggio per sfruttare, magari nel prossimo futuro, altri giorni di alta volatilità come questi in maniera da massimizzare i profitti e contenere le perdite.
COS’E’ LA VOLATILITA’?
Per chi non lo sapesse, è bene che spieghi in poche parole a cosa si riferisce la volatilità: essa non è altro che uno strumento che misura la variazione di prezzo di un asset in un dato periodo. Può assumere dei valori bassi o viceversa alti (per il VIX, indice di volatilità dell’S&P 500, lo spartiacque tra bassa ed alta volatilità sono i 20 punti mentre per il VXN, indice di volatilità del Nasdaq, 25 punti) a seconda delle particolari condizioni di mercato.
Spesso gli indici di volatilità sono definiti “gli indici di paura” in quanto un loro incremento è spesso associato ad uno storno del mercato.
I mercati ad alta volatilità sono caratterizzati da bruschi movimenti di prezzo che vanno a caratterizzare l’elevata imprevedibilità di quel mercato mentre i mercati a bassa volatilità sono più stabili e hanno fluttuazioni di prezzo contenute.
Come grafici principali ho condiviso i due indici di volatilità più famosi: a sinistra il VIX e a destra il VXN. Con i due rettangoli gialli ho evidenziato le aree di “tranquillità” Vediamo dai grafici come entrambi abbiano superato gli ultimi 3 giorni la soglia dei 20 e dei 25 punti. In particolare, notiamo come il VIX si sia mosso in media del +33,60% circa, a differenza del VXN, che ha registrato in media un +11,8%.
LE PERFORMANCE DELL’S&P 500 E DEL NASDAQ
Per prima cosa, andrei ad analizzare gli indici principali, ossia l’S&P 500 e il Nasdaq.
Per quanto riguarda il primo, vediamo come nelle ultime 3 sessioni abbia perso circa il -2,64%; se il VIX non riuscisse a tornare a valori inferiori ai 20 punti è probabile che il prezzo vada a rivisitare la struttura segnata con un segmento di color nero a 4547$.
Il Nasdaq ha perso circa il -2,48%. Così come per l’S&P 500, anche per il Nasdaq è probabile che potrebbe andare a rivisitare la struttura a 15702$ se la volatilità del VXN non si abbassasse.
Dopo aver visto le perdite in percentuali dei due indici principali, andiamo ad addentrarci settore per settore per vedere le relative performance utilizzando vari etf, mentre successivamente analizzeremo il mondo delle materie prime, quello obbligazionario ed infine il forex.
SETTORE ENERGETICO XLE
Sappiamo come il settore energetico americano sia fortemente dipendente dal prezzo del petrolio, di cui parleremo però tra poco. La caduta del petrolio (e del natural gas) è andata ad influenzare chiaramente il settore, che nelle ultime sedute ha visto un tracollo del -6,85% circa (peggior indice settoriale) . Il prezzo è andato a rompere il rettangolo di distribuzione che aveva creato tornando a rivisitare la media a 50 periodi, che sembra per il momento non aver costituito un punto di supporto. Sarà interessante vedere come si comporterà il crude oil nel breve periodo (vi ricordo le riunioni OPEC di oggi e del 2 dicembre in cui si discuterà sulle future strategie da adottare, anche a fronte della nuova variate omicron).
SETTORE FINANZIARIO XLF
Anche questo settore è andato a rompere il rettangolo di distribuzione in cui si era incastonato segnando nelle ultime sessioni un brusco -5,43%. Il prezzo ha rotto con buoni volumi la media a 50 periodi al ribasso, proiettandosi ora verso la media a 200 periodi. Ci arriverà? In questo senso sarà interessante vedere come si comporterà il mondo obbligazionario, in quanto esiste la correlazione diretta tra gli asset finanziari e i rendimenti dei titoli di stato. Ho approfondito questa correlazione in una mia precedente idea, ve la allego in maniera che possiate approfondire.
SETTORI INDUSTRIALE E DEI MATERIALI
Anche questi settori si sono comportati come quello finanziario ed energetico. L’industriale ha perso il 4,87% circa, mentre quello dei materiali il 3,44%. Al momento della scrittura di questa idea (18:30 del 30/11) il prezzo di XLI si trova schiacciato sulla media a 200 periodi mentre XLB sulla media a 50 periodi. Vedremo prossimamente se tali medie andranno a costituire punti di supporto.
SETTORI REAL ESTATE E TECNOLOGICO
Entrambi i settori perdono intorno al -2,2% / -2,8% come si evince dai due grafici. Ricordiamo che i due settori sono diversi tra loro: il real estate è uno di quei settori che tendenzialmente performano bene in periodi di media/alta inflazione, mentre il settore tecnologico è legato in maniera indiretta all’inflazione stessa in quanto essa erode i guadagni futuri, e siccome nel settore tech XLK molte aziende sono growth, esse vanno a risentirne, nonostante le grandi performance fatte nel 2020/2021. Se vogliamo trovare una correlazione, vi suggerisco di guardare la fragilità che dimostra il settore in quelle sedute in cui i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni aumentano in maniera repentina ed improvvisa.
SETTORI CONSUMER STAPLES E SANITARIO
I due settori si comportano all’incirca come tutti quelli che vi ho già descritto. I loro prezzi oscillano sempre tra i 2 punti percentuali e mezzo circa.
SETTORE DELLE COMUNICAZIONI
Il settore delle comunicazioni è uno di quelli che ha performato peggio, arrivando a segnare in intraday un -3,95%, rompendo dapprima la struttura a 78,75$ e successivamente, con molta forza, anche la media a 200 periodi.
SETTORE CONSUMER DISCRETIONARY
Il settore XLY perde tanto quanto il settore consumer staples, ossia il -2,90% circa.
E’ interessante vedere che questo settore si dimostra tanto forte, essendo l’unico di tutti quelli che ho analizzato a trovarsi a distanza rilevante dalla media a 50 periodi (questo è sinonimo di grande forza del trend)
Concludendo con l’analisi sui settori del mondo azionario statunitense, possiamo affermare che la volatilità è nemica del rialzo del prezzo. In questo senso, la teoria sulla volatilità conferma gli studi: in periodi di alta volatilità, è molto più probabile che un prezzo scenda in maniera anche aggressiva anziché salire; questo significa il fatto che gli investitori non hanno spostato i loro capitali nelle equities, bensì hanno probabilmente chiuso le loro posizioni rialziste per andarsi a proteggere su altri asset. Questi asset possono essere le materie prime? Direi proprio di no.
Vi condivido uno degli etf più famosi sulle materie prime, ossia il bloomberg commodity index, che contiene al suo interno il paniere appunto delle commodities con un peso rilevante riservato a quelle energetiche.
Come si evince dal grafico, l’indice è arrivato a perdere addiritura il -8,62% al momento della scrittura, ben peggio di tutti gli indici azionari analizzati. Utilizzando l’analisi volumetrica, notiamo come il prezzo si sta ora poggiando su l’importante point of control dell’ultimo impulso rialzista formato dal prezzo; se riuscirà a romperlo al ribasso , è probabile che andrà a finire sulla media a 200 periodi (non ricordo ora l’ultima volta in cui il prezzo abbia rivisitato tale struttura data la sua enorme forza da marzo 2020).
Vorrei fare una menzione importante sul petrolio, in quanto esso nel biennio 2020-2021 non aveva mai perso (in tre sole sedute) il 16% del suo valore. Ciò è chiaramente dovuto alla nuova variante del covid scoperta il giorno del black friday, in quanto va a minacciare la ripresa economica globale ma soprattutto la domanda di petrolio stesso (dal momento che diverse rotte aeree sono già state interrotte). La paura di possibili nuovi lockdown ha fatto liquidare tantissime posizioni long dei non-commercials (sarà interessante studiare il prossimo cot report per analizzare quante effettive posizioni long siano state chiuse) e, di tutta risposta, il prezzo è crollato. E’ interessante dal lato tecnico vedere che il prezzo ha prima rotto la struttura a 71,15 dollari dove presumibilmente erano posizionati tanti ordini long qualora il prezzo ci fosse tornato a far visita (come ho dichiarato nella mia precedente idea), successivamente ha rotto al ribasso il point of control della lateralizzazione di fine maggio-fine settembre e successivamente addiritura la media a 200 periodi. Il mercato secondo voi ha paura di tutto ciò? A tal proposito vi ho condiviso anche l’indice di volatilità del crude oil, ossia l’OVX, che in 3 sedute ha segnato un +167%. Credo che questo lasci davvero pochi commenti, fa impressione!
Deduciamo da queste ultime analisi che nemmeno il mondo delle materie prime ha avuto delle belle giornate a cui tutti noi eravamo abituati. Il mondo delle commodities è già di per sé volatile, quindi è abbastanza scontato che gli investitori non mettessero i soldi in un asset simile perché, come ho spiegato all’inizio dell’idea, “I mercati ad alta volatilità sono caratterizzati da bruschi movimenti di prezzo che vanno a caratterizzare l’elevata imprevedibilità di quel mercato”. Detto in poche parole, in momenti di alta volatilità le commodities si comportano come uno strumento troppo imprevedibile e ciò non piace al mercato, così come le notizie improvvise, come quella della nuova variante.
Quali sono stati quindi i “beni rifugio” (ossia quegli asset che in periodi instabili tendono ad incrementare il proprio valore) di queste ultime giornate volatili? Sicuramente il mondo obbligazionario, che è meno volatile rispetto alle azioni e alle commodities anche se offre dei rendimenti inferiori e, nel mondo del forex, il franco svizzero e lo yen giapponese. Andiamo a vederli.
MONDO OBBLIGAZIONARIO
Vi ho condiviso un titolo di stato a breve scadenza, quello a 5 anni, e uno a lunga scadenza, ossia quello a 10 anni. Vediamo come quello a 5 anni abbia superato il punto percentuale, mentre quello a 10 anni abbia segnato addiritura un +2,25%.
Come ho spiegato prima, è probabile che gli investitori abbiano utilizzato le obbligazioni come bene rifugio dato che, come assets, sono meno volatili delle equities anche se, come ho già detto, non offrono gli stessi rendimenti; sono i tipici asset che possono performare bene in periodi di “risk off”, ossia quando la tendenza al rischio e bassa.
FOREX: YEN GIAPPONESE E FRANCO SVIZZERO
Sappiamo che queste due valute sono dei beni rifugio: lo yen probabilmente perché il debito del Giappone è per il 90% nelle mani dei giapponesi stessi, per cui è più difficile assistere ad attacchi speculativi sul debito del paese, mentre il franco svizzero perché la Svizzera è sempre stato visto come un porto sicuro, con un’economia e un sistema politico stabile.
Guardando i due grafici che vi ho condiviso, vediamo come i due future valutari si siano apprezzati e abbiano effettivamente agito da beni rifugio di breve periodo, andando a momenti a superare entrambi il 2%.
ORO
Il bene rifugio per eccellenza è l’oro che curiosamente, al momento della scrittura, si trova in territorio negativo rispetto alle 3 sessioni precedenti. Didatticamente mi sarei aspettato un prezzo molto superiore, ma ciò stavolta non è avvenuto.
LE MIE CONCLUSIONI
Innanzitutto, mi scuso se la mia idea è stata troppo lunga. Mi sono dilungato perché mi piace affrontare con voi di questa community questo tipo di analisi intermaket. Non avevo mai condiviso un’idea correlata alla volatilità nei mercati finanziari, e di conseguenza ho agito per proporre nel mio profilo delle idee sempre diverse, con spunti sempre diversi ed interessanti. Spero di “lavorare” bene, è la mia passione. Per quanto mi riguarda, condivido sempre l’importanza che hanno questo tipo di analisi, specie in giorni particolari. Se è vero che nei mercati finanziari si studia sempre il passato per capire il futuro, era importante capire per me la reazione dei diversi asset a quest’alta volatilità. Questo significa che se prossimamente, a parità di condizioni economiche e sociali, si dovesse ripresentare una volatilità di questo tipo, saprò dove rifugiarmi. Buona giornata.
MATTEO FARCI
[PORTAFOGLIO] Analisi intermarket delle posizioniIl rounding bottom è una figura di inversione che sta ad indicare un lento cambio di forza tra venditori e compratori.
In questo caso il grafico è la rappresentazione del rapporto tra il Dollar Index e il Bloomberg Commodity index: strumento fondamentale nella mia analisi intermarket.
Fine delle politiche espansive, inizio del tapering, inflazione elevata e previsione di rialzo dei tassi d'interesse sono tutte avvisaglie per un nuovo ciclo economico alle porte. Il denaro si starebbe quindi spostando su nuovi asset e in questo panorama quello che è attualmente più sottovalutato e con maggiori prospettive è il Dollaro Americano.
Sebbene i tassi d'interesse siano ancora a zero, secondo indicatori anticipatori ci sarebbero già delle buone prospettive per vederli al rialzo già dalla metà dell'anno prossimo e sarebbe quindi logico aspettarsi una fase di accumuno di Dollari, confermata anche dalla sua ripresa di forza.
Il rounding bottom del sintetico rappresenta in forma grafica proprio questa fase di "spostamento" dei capitali che passerebbero dalla materie prime al biglietto verde.
In coerenza con la mia aspettativa di cambio di ciclo economico sono già da un bel po' (forse anche con troppo anticipo ;) ) compratore di Dollari sui cambi con l'EURO e il FRANCO SVIZZERO.
Mantengo sempre la posizione sul NIKKEI che, proprio per il costo elevato delle materie prime, non ha performato in questa fase di risk-on, ma che spero lo faccia quando inizieranno a scendere. Al contempo sono LONG di CADJPY, valuta risk-on per eccellenza.
A bilanciare il portafoglio c'è il SILVER che ho deciso di acquistare per la duplice veste di asset rifugio correlato all'oro e di materia prima che comunque ho preferito a quest'ultimo perché in relazione ha performato meno e potrebbe dare ancora qualcosa.
Questa è la condizione delle posizioni che attualmente sono aperte nel mio portafoglio.
AREGENTO:
attualmente in guadagno
CADJPY
attualmente in perdita
USDCHF
attualmente in guadagno
EURUSD:
attualmente in guadagno
NIKKEI:
attualmente in perdita
IMPORTANTISSIMO
Questo è il mio personale diario di trading. L'intento di pubblicare le mie attività su questo sito è solo narcisistico masochismo.
Vi esorto a NON replicare le operazioni non conoscendo nulla né della mia strategia né mio modello di gestione del rischio.
In ogni caso la decisione di agire in base a quanto scritto è solo affare vostro.
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Domande, dubbi, perplessità? SCRIVI sui commenti.
Che i GAIN siano con Voi!
CRUDE OIL (CL) - Fase di debolezzaIl CRUDE OIL (CL) dopo aver toccato quota 85$ ha avviato una fase di ritracciamento dimostrando un rafforzamento della stessa questa settimana soprattutto a seguito della notizia sulla nuova variante del virus sudafricana con alto numero di mutazioni che ha portato a preoccupazione, incertezza da parte degli investitori con conseguente alta volatilità.
Venerdì 26/11 la discesa è stata talmente intensa al punto di registrare il break out al ribasso di una trend line dinamica (rappresentata in figura) che sosteneva da inizio Novembre 2020 la salita del prezzo del petrolio ed, inoltre, il break out al ribasso della media (MA) degli istituzionali a 200 periodi.
Tali break out al ribasso dal punto di vista probabilistico indica la possibile volontà del mercato di una prosecuzione di un trend ribassista ormai avviato.
In figura sono state individuate due aree di domanda/supporto (rettangoli verdi) dove potremmo registrare una momentanea reazione del prezzo al rialzo con buona probabilità che la prima area possa essere "bucata" al ribasso avvicinandosi alla seconda più bassa.
Quanto sopra esposto non è un consiglio finanziario ma la nostra view basata sulla strategia PCTS.
Buon trading!
ANALISI TECNICA E FONDAMENTALE ARGENTO: REPORT SILVER INSTITUTEBuongiorno ragazzi, stamani vi rilascio un aggiornamento relativo al mercato dell’argento grazie al nuovo report del 17 novembre del Silver Institute, di cui ho già parlato nella mia idea precedente relativa all’argento.
Per chi non lo sapesse, Il Silver Institute è un'associazione internazionale senza scopo di lucro che trae i suoi dati dall'industria dell'argento; ciò include le principali case minerarie d'argento, raffinerie, fornitori di lingotti, produttori di prodotti in argento e grossisti di prodotti di investimento in argento. Fondato nel 1971, l'Istituto funge da voce dell'industria per aumentare la comprensione da parte del pubblico dei numerosi usi e valori dell'argento.
Vi rilascio ora i punti salienti del suo report:
La domanda industriale di argento rimbalza a un nuovo massimo nel 2021. Le previsioni sugli investimenti in argento fisico aumenteranno del 32% nel 2021 per un massimo di 6 anni. Si prevede che ogni area chiave della domanda di argento aumenterà nel 2021, compreso un record per la domanda industriale, nonostante le sfide riguardanti le catene di approvvigionamento in corso.
Nell’anno in corso la domanda globale di argento dovrebbe raggiungere 1,29 miliardi di once (la prima volta che super il miliardo di once dal 2015).
La ripresa della domanda industriale dalla pandemia vedrà questo segmento raggiungere un nuovo massimo di 524 milioni di once (Moz). In termini di alcuni dei segmenti chiave, si stima che la domanda fotovoltaica aumenterà del 13% a oltre 110 Moz, un nuovo massimo, evidenziando il ruolo chiave dell'argento nella green economy. Infine, la domanda di leghe per brasatura e saldatura è destinata a migliorare del 10% nel 2021, aiutata da una ripresa negli alloggi e costruzioni, anche se questo sarà ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia.
Per quanto riguarda gli investimenti fisici, nel 2021 dovrebbero aumentare del 32%, o 64 Moz, di anno in anno fino a un massimo di sei anni di 263 Moz. La forza sarà guidata da Stati Uniti e India.
Nel 2021, la produzione di argento estratto dovrebbe aumentare del 6% su base annua a 829 Moz. Questo recupero è in gran parte il risultato della capacità della maggior parte delle miniere di operare a pieno ritmo di produzione durante tutto l'anno dopo le interruzioni forzate nel 2020 a causa della pandemia. Quei paesi dove la produzione ha avuto l'impatto più pesante lo scorso anno, come Perù, Messico e Bolivia, avranno i maggiori incrementi. Nel frattempo, i forti prezzi dell'argento e dei metalli sottoprodotti quest'anno hanno migliorato la redditività nel settore dell'estrazione dell'argento nonostante l'aumento dei costi di input. Margini medi nel settore sono attualmente ai massimi dal 2012 e solo il 5% delle miniere d'argento primarie globali operava con costi superiori al prezzo dell'argento nella prima metà dell'anno.
Si prevede che la produzione di gioielli e argenteria si riprenderà parzialmente dal 2020, in aumento del 18% e del 25% rispettivamente, a 173 Moz e 40 Moz. Entrambi i mercati beneficeranno di una forte ripresa in tutti i paesi chiave, in particolare in India in quanto l'economia e il sentimento dei consumatori si sono ripresi più rapidamente del previsto e poiché le restrizioni sono terminate in tempo per la stagione delle feste.
Dopo aver letto il report, posso affermare che la domanda di questa materia prima è in fase di aumento, così come la sua produzione. Da non dimenticare il suo ruolo come metallo industriale e il ruolo stesso che ricoprirà nella green economy; inoltre, in un periodo di espansione economica come quello che stiamo vivendo, tutte le industrie ripartono a pieno regime, e per permettersi ciò hanno la necessità di materie prime: di conseguenza, basandoci sulla legge della domanda e dell’offerta, più domanda c’è nei riguardi di una commodity, più il suo prezzo salirà, e questo sembra stia accadendo sull’argento.
Probabilmente, leggendo un report di questo tipo, ci aspetteremo di vedere il grafico del prezzo in un trend rialzista, ma questo non vale per il sottostante in questione. Nel grafico condiviso, possiamo vedere come il prezzo stia ormai lateralizzando da luglio 2020, andando a formare un canale parallelo. Il prezzo ha formato un massimo relativo a 29,91$ ad agosto 2020 e successivamente un altro il 1 febbraio 2021 a 30,35$ (dovuto ad uno short squeeze, come probabilmente ricorderete); per quanto riguarda invece i minimi del canale, essi si sono attestati intorno ai 21,80$ (nel grafico condiviso ho utilizzato una linea rossa per congiungerli, e questo vale anche per i massimi).
Vi ho evidenziato con dei rettangolini rossi e blu quelle situazioni in cui la media mobile ha avuto la funzione di supporto prima e resistenza poi: collegandomi alla sua funzione di resistenza, è curioso vedere quello che sta accadendo nelle ultime settimane: il prezzo ha formato un testa e spalle rialzista: il prezzo aveva rotto al rialzo la neckline, generando un segnale rialzista; tuttavia, esso non ne ha voluto sapere di strappare al rialzo infatti, arrivato alla media a 200 periodi, è rientrato all’interno della neckline invalidando, probabilmente solo per il momento, una visione long.
In basso vi ho condiviso anche le posizioni nette speculative sull’asset riguardanti gli speculatori; utilizzo questo indicatore per cercare di capire quale sia il sentiment del mercato. Osservandolo, possiamo vedere come il ribasso del prezzo del periodo maggio-agosto 2021 sia stato accompagnato da un decremento delle posizioni long rispetto a quelle short; in queste ultime settimane, al contrario, vediamo come il prezzo si sia ripreso, accompagnato da un aumento delle posizioni long rispetto a quelle short; con ciò deduco che le posizioni degli speculatori siano da tenere d’occhio in quanto non hanno generato nessun segnale di tipo contrarian.
Adesso vedremo cosa avrà intenzione di fare il prezzo; basandomi sul lato fondamentale non posso che essere rialzista, dal lato tecnico lo sarò invece soltanto quando il prezzo romperà al rialzo la media a 200 periodi, andando quindi a validare anche il testa e spalle.
Matteo Farci
ORO: OCCHI PUNTATI SULLA RESISTENZA A $1.900ORO: OCCHI PUNTATI SULLA RESISTENZA A $1.900
Il prezzo dell'#oro continua la sua corsa al rialzo, dopo essere stato per molto tempo sotto la soglia dei $1.800, nonostante il #dollaro Usa si sia nel frattempo rafforzando, con il Dollar Index che è salito oltre i 95 punti. La scorsa settimana a seguito dei dati Usa sull'#inflazione, l'oro è riuscito finalmente a scrollarsi di dosso la zavorra dell'incertezza che ne frenava la crescita ed ha inanellato un rally che al momento vede le quotazioni a ridosso della zona di $1.870.
Gli ultimi rilevamenti sull'inflazione indicano una crescita al 6.2% e la curva dei rendimenti degli Stati Uniti sta salendo, segno che le banche centrali avranno bisogno di intervenire in un contesto di forti pressioni inflazionistiche.
Ora la domanda principale è se il mercato ha abbastanza slancio per rompere la resistenza chiave posta a $1900. Alcune analisi delle principali banche d'affari si aspettano che il metallo giallo continui a godere di "venti favorevoli" poiché i tassi di interesse reali rimangono bassi e la #Fed potrebbe mantenere i tassi bassi più a lungo delle attese. In ogni caso, dal punto di vista degli acquisti di oro fisico, la domanda è incoraggiante con le importazioni cinesi in media di 25t contro meno di 10t dello scorso anno.
L'aspetto tecnico indica che, una volta superata la media mobile a 200 periodi, i prezzo sono cresciuti rapidamente, segno che molti investitori avevano posizionati ordini di acquisto proprio su quei livelli.
Al momento l'RSI segnala una situazione di #ipercomprato e quindi i prezzo poterebbero rallentare nella crescita anche se la spinta rialzista pare essere forte. Attenzione quindi alla resistenza in area $1.890/1.900 mentre una rottura del supporto a $1.860 potrebbe indicare un indebolimento del rally in atto.
Buon trading a tutti