Sai davvero cosa rivela il McClellan Oscillator?Per quanto riguarda l’articolo educativo di questa settimana, andremo a parlare dell’indicatore McClellan.
Il McClellan Oscillator è uno strumento di analisi tecnica nato negli anni ’60 grazie a Sherman e Marian McClellan, una coppia di analisti davvero in gamba. È uno degli indicatori di ampiezza più apprezzati per capire non solo come si muovono i prezzi, ma quanto è forte o debole il mercato nel suo complesso.
Che cos’è questo oscillatore?
Questo indicatore si basa su un’idea semplice ma efficace: invece di guardare solo il prezzo di un indice come il NYSE, conta quanti titoli stanno salendo e quanti stanno scendendo. Da lì calcola la differenza e la “smussa” usando due medie mobili esponenziali, una più veloce (19 giorni) e una più lenta (39 giorni). La differenza tra queste due medie dà vita all’oscillatore, che oscilla attorno allo zero.
Come si legge il McClellan Oscillator
- Se il valore è positivo, significa che la pressione è più verso gli acquisti, quindi il mercato ha una buona spinta rialzista.
- Se è negativo, invece, la pressione è verso la vendita e il mercato mostra segni di debolezza.
Quando l’oscillatore passa da sotto a sopra lo zero, può essere un segnale che il mercato sta per ripartire. Al contrario, se scende da sopra a sotto lo zero, potrebbe segnalare un potenziale rallentamento o inversione. Ovviamente il tutto deve essere analizzato anche alla strategie del trader e di come questo oscillatore possa adattarsi al proprio utilizzo
Come usarlo nel trading
Uno dei punti forti del McClellan Oscillator è la capacità di aiutare a identificare quando il mercato sta per cambiare direzione, soprattutto a breve o medio termine. Ad esempio, se l’oscillatore è molto negativo per un po’, poi risale sopra lo zero, potrebbe indicare che il mercato si sta riprendendo.Inoltre, può confermare la forza di un trend difatti se l’indice fa nuovi massimi e l’oscillatore sale insieme, è un buon segno che il movimento è solido. Infine, è utile per scoprire divergenze come ad esempio quando il mercato fa qualcosa che l’oscillatore non conferma, un campanello d’allarme che qualcosa potrebbe cambiare.
Un esempio lo possiamo vedere nel grafico qui di seguito di EURCAD, in cui siamo passati da un ipervenduto ad ipercomprato, segnale solitamente intrapreso al rialzo e che difatti ha portato il prezzo a nuovi massimi.
Vantaggi e Limiti nell’uso
- Vantaggi:
Ti dà una chiara idea della pressione di acquisto o vendita sul mercato in generale.
Aiuta a capire se un movimento è sostenuto da tanti titoli o solo da pochi “pesci grossi”.
È ottimo per analizzare mercati ampi come il NYSE o il Nasdaq. Utile per l’analisi tecnica per valutare la solidità di un trend.
- Limiti:
Funziona meglio su mercati con molti titoli, quindi meno indicato per singoli titoli o mercati ristretti.
Come tutti gli indicatori, può sbagliare e dare falsi segnali, soprattutto in momenti di grande volatilità.
In sintesi il McClellan Oscillator è un ottimo alleato per chi vuole capire la vera forza dietro ai movimenti di mercato. Usato insieme ad altri strumenti, aiuta a prendere decisioni di trading più consapevoli e a evitare brutte sorprese. Questo non toglie il fatto che un trader non può e non deve affidarsi ad un unico indicatore per poter effettuare entrate a mercato.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Cerca nelle idee per "oscillator"
Dojo La Nuit - EURAUD short H4 (08.12.2025)🇮🇹 Dojo La Nuit - EURAUD short H4 (08.12.2025)
L'Euro-Aussie sta quotando a 1.77444, perfettamente posizionato sulla zona di resistenza chiave tra 1.77800 e 1.78000. La price action degli ultimi giorni mostra chiari segnali di rifiuto a questi livelli, e la struttura ribassista delle trendline conferma che il momentum degli acquirenti si sta esaurendo. Gli oscillatori confermano il setup in modo perfetto: l'RSI si trova sotto la soglia dei 50 e in zona di resistenza sul suo grafico, segnale chiaro di momentum bearish, mentre lo Stocastico è schizzato sopra 80, classica zona di ipercomprato che spesso precede inversioni o correzioni significative.
Guardando il volume profile sulla destra del chart, il Point of Control si trova a 1.75704, che rappresenta la zona magnetica dove il prezzo tende naturalmente a ritornare. Sotto il POC abbiamo una zona di supporto molto importante che si estende da 1.74000 fino a 1.75800, un'area verde sul chart dove storicamente il prezzo ha trovato compratori aggressivi. Il timing è perfetto perché stanotte abbiamo eventi ad alto impatto sulla valuta australiana: Cash Rate al 3.60% in linea con le attese, RBA Rate Statement e RBA Press Conference alle 5:30am. Questi eventi portano alta volatilità sul dollaro australiano, e considerando che l'Euro è già sulla resistenza con oscillatori in zona di ipercomprato, mi aspetto che qualsiasi tono hawkish dalla RBA possa rafforzare l'AUD e spingere l'EURAUD verso il basso.
Sto entrando short a mercato dal livello attuale a 1.77444, non aspetto pullback perché siamo già sulla resistenza e gli oscillatori sono perfettamente posizionati. Il mio stop loss è a 1.76079 per gestire il rischio, mentre il take profit principale è a 1.74005. Questo mi dà circa 344 pips di target contro 136 pips di rischio, per un risk-reward di 1:2.5. Con gli eventi RBA di stanotte voglio essere già posizionato per catturare il movimento, considerando la volatilità attesa e la tripla conferma tecnica tra resistenza, oscillatori estremi e catalyst fondamentale.
Al raggiungimento del POC a 1.75704 gestirò attivamente la posizione. Questo livello è cruciale perché concentra molta liquidità e potrebbe generare un rimbalzo significativo. Se vedo candele di rifiuto come pin bar o engulfing bullish, e soprattutto se lo Stocastico scende sotto 20 in zona di ipervenduto e l'RSI rimbalza dalla sua zona di supporto, chiuderò lo short in profitto e valuterò un'entrata long per cavalcare il bounce verso 1.76800-1.77000. Se invece il prezzo attraversa il POC senza particolare reazione e gli oscillatori rimangono in zona neutra senza segnali di divergenza bullish, terrò aperto lo short verso il target finale a 1.74005. La confluenza tra resistenza tecnica, oscillatori in zona estrema e catalyst fondamentale RBA crea un setup ad alta probabilità che sfrutta perfettamente sia l'analisi tecnica che quella fondamentale per un trade ad alta conviction.
────────────────────────────────────────────────────────────────
🇺🇸 Dojo La Nuit - EURAUD short H4 (08.12.2025)
Euro-Aussie is trading at 1.77444, perfectly positioned at the key resistance zone between 1.77800 and 1.78000. Price action over recent days shows clear rejection signals at these levels, and the bearish trendline structure confirms that buyers' momentum is fading. Oscillators confirm the setup perfectly: RSI is below the 50 threshold and in resistance zone on its chart, clear signal of bearish momentum, while Stochastic has spiked above 80, the classic overbought zone that often precedes significant reversals or corrections.
Looking at the volume profile on the right side of the chart, the Point of Control sits at 1.75704, representing the magnetic zone where price naturally tends to return. Below the POC we have a very important support zone extending from 1.74000 to 1.75800, a green area on the chart where historically price has found aggressive buyers. Timing is perfect because tonight we have high-impact events on the Australian currency: Cash Rate at 3.60% in line with expectations, RBA Rate Statement and RBA Press Conference at 5:30am. These events bring high volatility to the Australian dollar, and considering the Euro is already at resistance with oscillators in overbought territory, I expect any hawkish tone from the RBA could strengthen the AUD and push EURAUD downward.
I'm entering short at market from the current level at 1.77444, not waiting for pullbacks because we're already at resistance and oscillators are perfectly positioned. My stop loss is at 1.76079 to manage risk, while main take profit is at 1.74005. This gives me approximately 344 pips target against 136 pips risk, for a 1:2.5 risk-reward. With tonight's RBA events I want to be positioned to capture the movement, considering expected volatility and triple technical confirmation between resistance, extreme oscillators, and fundamental catalyst.
Upon reaching the POC at 1.75704 I'll actively manage the position. This level is crucial because it concentrates much liquidity and could generate a significant bounce. If I see rejection candles like pin bars or bullish engulfing, and especially if Stochastic drops below 20 into oversold territory and RSI bounces from its support zone, I'll close the short in profit and evaluate a long entry to ride the bounce towards 1.76800-1.77000. If instead price crosses the POC without particular reaction and oscillators remain in neutral zone without bullish divergence signals, I'll keep the short open towards final target at 1.74005. The confluence between technical resistance, oscillators in extreme zones, and RBA fundamental catalyst creates a high-probability setup that perfectly leverages both technical and fundamental analysis for a high-conviction trade.
────────────────────────────────────────────────────────────────
AmplifonIl prezzo del titolo Amplifon chiude un'ulteriore settimana ribassista arrivando ad una perdita da inzio anno del 34% e di oltre il 65% dai massimi toccati nel 2022, avvicinandosi al test del minimo Covid a 14,82 Euro.
Oscillatore CCI a 20 periodi in divergenza rialzista.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute in caso di reazione da questi livelli di prezzo.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
Digital Turbine - Possibile imminente rimbalzo in area 4-5$Dopo la chiusura di un pattern Testa e Spalle a fine gennaio, che ha portato il prezzo al di sotto dei 3$, ritengo che NASDAQ:APPS abbia ormai esaurito gran parte della spinta ribassista e che nelle prossime settimane assisteremo ad un recupero delle quotazioni.
Sul grafico settimanale infatti abbiamo RSI(14) in ipervenduto e, in area 4-5$ (rettangolo viola nell'immagine), c'è un consistente Fair Value Gap (FVG).
Con un EPS atteso per il 2024 di 0,5-0,54 (stando all'ultima guidance rilasciata) ed un P/E forward di 5,9 mi aspetto un rimbalzo verso i 5$, esattamente verso il limite superiore del FVG.
Attendo comunque un riscontro grafico e degli oscillatori prima di aprire posizione long.
Zona calda EURUSD: 1,17–1,18 sotto esame
EURUSD quota oggi nell’area 1,1760–1,18, in prossimità dei massimi degli ultimi due mesi, inserito in un chiaro contesto di rafforzamento dell’euro sul dollaro nel corso del 2025. La struttura tecnica di breve-medio periodo resta rialzista, pur con spazio a fasi di consolidamento e pullback all’interno del canale ascendente individuato sui grafici giornalieri.
Contesto macro: divergenza morbida tra Fed ed ECB
Nel 2025 EUR/USD ha segnato un apprezzamento a doppia cifra su base annua, con il cambio salito di oltre il 13% negli ultimi 12 mesi secondo TradingEconomics. A dicembre il cross oscilla attorno a 1,176–1,178 con variazioni giornaliere contenute, segnalando una fase di consolidamento dopo il forte recupero partito da area 1,15.
Sul fronte USA, l’elemento chiave è il ciclo di allentamento della Federal Reserve: il tasso è stato ridotto dal 4,00% al 3,75%, restringendo il differenziale di rendimento rispetto all’Eurozona e riducendo il premio di interesse del dollaro. Le attese di ulteriori tagli, anche in relazione ai nuovi equilibri politici a Washington, alimentano un quadro di progressiva indebolizione strutturale dell’USD nel 2026.
L’Eurozona mostra una narrativa macro più costruttiva: la BCE ha rivisto al rialzo le proiezioni di crescita per il 2025‑2027, mantenendo una postura di policy più prudente e meno aggressivamente espansiva rispetto alla Fed. Le proiezioni ufficiali indicano inflazione in graduale discesa verso, ma non sotto, il target nel medio termine, scenario che giustifica un atteggiamento attendista e limita la pressione per tagli rapidi dei tassi, sostenendo la moneta unica.
In sintesi, la combinazione di Fed più accomodante, ECB relativamente più “hawkish” e miglioramento dei dati di crescita dell’Eurozona crea un contesto di portafogli progressivamente più esposti ad asset in euro, con beneficio per EUR/USD. Eventuali sorprese negative su dati USA (lavoro, inflazione) potrebbero accentuare l’indebolimento del dollaro, mentre dati europei deludenti o un cambio di tono della BCE restano i principali rischi per il trend rialzista dell’euro.
Impostazione tecnica e livelli d’interesse per EURUSD
L’impostazione tecnica di EUR/USD resta quella di un trend rialzista maturo ma ancora intatto, con area 1,17–1,18 che funge da baricentro del movimento e zona 1,18–1,19 come fascia di resistenze dove aumentano prese di profitto e consolidamento.
Trend e medie mobili
Sul grafico giornaliero il cambio si muove stabilmente sopra il ventaglio delle principali medie mobili, con le curve a 20, 50, 100 e 200 periodi tutte inclinate positivamente e disposte al di sotto dei prezzi correnti, a conferma di una struttura di trend rialzista ben definita. La 20 periodi lavora come primo supporto dinamico intraday in area 1,173–1,175, mentre la 50 periodi, poco più in basso, rappresenta lo spartiacque tattico di medio termine: finché le quotazioni restano sopra quest’ultima, il quadro rimane coerente con una fase bull di ciclo intermedio. Eventuali discese verso 1,17–1,1680 sarebbero al momento da leggere come semplici correzioni all’interno del trend, non come un’inversione strutturale.
Momentum e oscillatori
L’RSI a 14 periodi oscilla stabilmente sopra la linea di equilibrio 50, con valori che si muovono nella fascia 60–65, una zona tipica dei trend rialzisti maturi: il momentum resta positivo, ma senza segnali di ipercomprato estremi sul daily. La sequenza di massimi crescenti sull’RSI è coerente con i nuovi massimi di prezzo e, per ora, non mostra divergenze ribassiste di medio periodo; gli eventuali segnali contrari compaiono solo sui timeframe inferiori (H1–H4), dove le divergenze hanno prodotto soprattutto fasi di congestione o pullback moderati. Altri oscillatori come MACD, Williams %R e stocastico descrivono un quadro di forza con lievi segnali di raffreddamento: MACD resta sopra lo zero ma con istogramma in restringimento, mentre oscillatori veloci rientrano da ipercomprato, in linea con un possibile consolidamento orizzontale sotto 1,18.
Canale di regressione e Fibonacci
Tracciando una regressione lineare sui prezzi daily a partire dai minimi in area 1,15 emerge una retta centrale inclinata positivamente, intorno alla quale il cambio oscilla in un canale ascendente piuttosto ordinato. La linea mediana passa in prossimità di 1,17–1,1720 e funge da vero pivot dinamico: finché i prezzi gravitano nella parte medio‑alta del canale, il bias di fondo resta orientato verso la prosecuzione del movimento in direzione dei massimi annuali. Le bande superiore e inferiore, rispettivamente poco sopra 1,18–1,1830 e in area 1,16–1,1620, delimitano i punti di esaurimento e la profondità fisiologica delle correzioni, coerenti anche con i principali ritracciamenti di Fibonacci dell’ultimo swing 1,1460–1,18 (38,2% in zona 1,1680–1,17 e 50% attorno a 1,1630–1,1650).
Price action e candele
Le ultime sedute giornaliere sono caratterizzate da corpi positivi che accompagnano la salita verso 1,18, intervallati da candele a range più contenuto, segno di brevi pause di consolidamento più che di vera debolezza. In prossimità delle resistenze si notano ombre superiori più allungate, con pattern simili a Shooting Star o Inverted Hammer, indicativi di prese di profitto sui massimi intraday ma non ancora di un’inversione strutturale. Su timeframe inferiori comparsa di Doji e piccoli Harami in area 1,178–1,18 segnala zone di equilibrio temporaneo tra domanda e offerta, coerenti con un mercato che prova a digerire l’ultima gamba rialzista prima di scegliere la prossima direzione.
Livelli tecnici da monitorare
La mappa dei livelli chiave vede un cluster di supporti statici e dinamici tra 1,1720 e 1,1740, dove si concentrano minimi recenti, base delle ultime candele di riaccumulazione e passaggio delle medie più sensibili. Più in basso, aree 1,1680–1,17 e 1,1630–1,1650 coincidono con i principali ritracciamenti di Fibonacci e con la parte medio‑bassa del canale di regressione, zone che definirebbero una correzione “normale” senza compromettere la struttura positiva. Sul fronte opposto, 1,1800 resta la prima resistenza psicologica, oltre la quale si aprirebbe spazio verso 1,1850–1,1910, area dei precedenti massimi di periodo, dove non si esclude la formazione di pattern di esaurimento qualora il rialzo proseguisse senza stop intermedi. Per il momento, l’assenza di figure di inversione nette sul daily (come una Evening Star completa o un Engulfing ribassista di rilievo) suggerisce che le pressioni in vendita siano più legate al timing delle prese di profitto che a un cambio di regime del trend.
Sintesi dell’analisi
Sintesi del trend attuale (quadro analitico, non operativo)
Il trend di EUR/USD nel breve‑medio termine è analiticamente classificabile come rialzista, sostenuto da un contesto macro di differenziale tassi meno favorevole al dollaro e da aspettative di crescita più robuste per l’Eurozona rispetto ai mesi precedenti. Dal punto di vista grafico, il cambio si mantiene sopra le principali medie mobili e all’interno della parte superiore di un canale di regressione lineare ascendente, con RSI in zona favorevole a ulteriori estensioni del movimento dopo eventuali fasi di consolidamento.
In termini di livelli, il cluster 1,1720–1,1740 rappresenta l’area di supporto dinamico‑statica più importante per la tenuta del quadro bullish, mentre 1,18–1,1850 costituisce la fascia di resistenza dove è più probabile osservare congestioni o correzioni. Finché i prezzi rimarranno al di sopra di 1,1680–1,17, l’assetto tecnico resterà coerente con una fase di rialzo in corso; una eventuale perdita decisa di quest’area, accompagnata da segnali di inversione sugli oscillatori, aprirebbe a uno scenario più neutrale o correttivo nel medio termine.
_______________________________________________________
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
US500: un perfetto triangolo diagonaleAnalizzando il grafico giornaliero dell’indice US500 non possiamo non notare una figura molto nota nella Teoria delle Onde di Elliott : un triangolo diagonale .
Nella Teoria delle Onde di Elliott, il triangolo diagonale rappresenta un’onda finale, un’onda 5 o un’onda C, e fa inoltre parte di una delle due eccezioni delle classiche strutture impulsive in onda 5. Il triangolo diagonale che si forma durante un trend rialzista viene considerata una figura di inversione ribassista.
Questa struttura impulsiva è molto particolare e non segue la classica struttura a 5 onde della teoria, dove tutte le onde impulsive sono costituite da sottostrutture a 5 onde che non si sovrappongono fra di loro. In questo caso invece abbiamo 5 onde, tutte sovrapposte fra di loro e tutte strutturate in 3 onde.
La figura si genera a causa di un forte rallentamento della forza del trend e una volta completata può dare origine ad una inversione della tendenza in atto.
La conferma dell’inversione viene data dalla violazione del lato inferiore del triangolo.
Se osserviamo il grafico sopra riportato possiamo notare che la struttura potrebbe essere in procinto di concludere la sua ultima onda, onda (5) in area 6530 punti indice. Nel caso in cui i prezzi non riescano a violare il lato superiore e vengano respinti verso il basso, violando il lato inferiore, allora potremmo pensare che i tempi sono maturi per una inversione che potrebbe portare i prezzi, inizialmente, verso area 6200.
L’ oscillatore di Elliott conferma tutta l’ipotesi appena esposta in quanto ha già costruito una serie di divergenze ribassiste , a dimostrazione che la tendenza in atto ha attenuato notevolmente la sua forza.
Buon Trading
Agata Gimmillaro
AUD-JPY mercato in RANGE (daily)Aud-Jpy si trova all'interno di una mercato in range, quindi laterale. Come sappiamo gli oscillatori da tenere in considerazione, in questi casi, sono: RSI e ADX e anche Bollinger può aiutarci. L'ultima candela è stata verde e sembra aver rotto la resistenza per iniziare una fase long, ma gli oscillatori indicano esattamente il contrario. Prima cosa si nota che la candela ha intercettato la banda di bollinger superiore e questo è già un allert su un possibile ritracciamento. Andando ad analizzare gli oscillatori notiamo che l'RSI (6 periodi) è in fase di ipercomprato e, per ultimo, guardando l'ADX notiamo che il mercato ha pochissima forza. Dopo questa breve analisi possiamo constatare che l'utima candela ha generato un falso segnale e che quindi il mercato ritornerà nella fase laterale puntando il supporto. Sinceramente avevo aperto una posizione short dall'ultima candela rossa ma è stata chiusa dallo SL, ora attendo la prossima candela per rientrare short
UnicreditIl prezzo del titolo Unicredit chiude la settimana con una candlestick del tipo Shooting Star che potrebbe anticipare una inversione ribassista.
A ribasso ci sono vari gap lasciati aperti durante la salita di gennaio in area 41,76 Euro e 40,315 Euro.
Oscillatore CCI a 20 periodi in divergenza ribassista.
Il valore dell'oscillatore RSI a 14 periodi è 73,52 nell'area di ipercomprato.
Lunedì nel caso il prezzo non aprisse sopra i 44,855 Euro si potrebbe aprire una posizione Short con stop loss in area 45 Euro.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
indice DAX40 debordante 1° supporto statico.Il DAX40 è l’indice azionario delle 40 blue-chips della Germania: per i clienti ActivTrades è identificato dal ticker “Ger40” e rappresenta il benchmark della principale economia dell’Area Euro.
Come per alcuni altri indici azionari del ‘mondo occidentale’ si evince dal grafico giornaliero sottostante che il forte swing rialzista partito dal minimo in area 14.600 punti circa di fine Ottobre (1° freccetta blu) ha portato a superare i massimi storici e quindi a violare la resistenza statica sui 16.470-16.450 punti.
Tale recente trend rialzista è stato molto lineare/’pulito’ nel suo andamento, poiché si è rilevato quanto segue:
- costituito da quasi tutte candele verdi/rialziste sorrette perfettamente dalla linea blu inclinata (supporto dinamico) testata più volte con successo (si vedano a tal proposito le 4 freccette blu);
- anche la linea (arancione) centrale delle Bande di Bollinger (che è una media mobile a 20 periodi) ha assunto in tale fase un andamento quasi rettilineo e parallelo al suddetto supporto dinamico;
- anche l’oscillatore MACD in calce al ai volumi è rimasto long/rialzista da fine Ottobre a metà Dicembre.
Col massimo creatosi con la candela “engulfing bearish” del 14 Dicembre in area 17.000 punti (1° freccetta rossa), livello anche psicologico, tale mercato ha iniziato a ‘rifiatare’ in quanto davvero “troppo tirato” nella pressione rialzista, come già da più sedute veniva segnalato dall’oscillatore RSI-14 a fondo grafico arrivato ad oltre 85…:
di conseguenza l’indice è entrato in una fase laterale/di trading range tra i livelli della resistenza statica a 17.000 punti (linea orizzontale tratteggiata rossa in alto a destra) ed il supporto statico - ex resistenza già menzionata - dei 16.470-450 punti (linea orizzontale tratteggiata blu).
Dopo il 1° testing col minimo relativo del 5 Gennaio l’indice proprio nella seduta odierna (16 Gennaio 2024) sta andando a testare di nuovo quel livello: una chiusura giornaliera sotto tale livello potrebbe far prendere il sopravvento alle vendite con veloce target - anche in una sola seduta - il supporto statico sottostante sul livello 16.050-16.000 punti, se invece il 1° supporto dovesse tenere la fase laterale continuerebbe a restare in piedi.
autore: Marco D’Ambrosio
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
TONIC GOLD - Dettaglio 1HEntriamo nel dettaglio dell'analisi su ampia scala (allegata) che vede ora il GOLD in una fase delicata, alle prese con la prima resistenza importante a 1945. Livello chiave che il prezzo ha sentito più volte e che corrisponde al 0.236 del ritracciamento di Fibonacci dello swing al ribasso impostato a inizio anno.
Nel dettaglio 1H vediamo che dopo aver consolidato in area 1725-30, POC del rimbalzo in atto, i volumi nella seduta di ieri sono tornati nuovamente a crescere, senza tuttavia riuscire a sospingere con forza il prezzo sopra la resistenza.
Ne è quindi scaturito uno scarico (vedi MACD versione “oscillatore”) che dovrebbe fungere da base per un ulteriore tentativo di allungo nella seduta odierna.
Doveroso precisare che per essere considerato tecnicamente coerente il breakout al rialzo dovrebbe essere accompagnato da un kickoff dell’oscillatore e da buoni volumi di scambio.
Buon Trading!
Criptovalute MTA/USDT Fase di Accumulo Ramo DefiMCA/USDT sembrerebbe essere entrata in una lunga fase di accumulo ed il prezzo potrebbe esplodere a breve.
Quando ci sono fasi del genere con compressione del prezzo per un lungo periodo e gli indicatori e oscillatori mostrano forza, si attende la rottura di trendline dinamiche con un ritorno dei prezzi dinuovo in basso prima di un'esplosione del prezzo.
Gli oscillatori sono molto positivi e mostrano forza rialzista.
Massimi crescenti daily in divergenza negativa sugli oscillatoriMassimi crescenti daily in divergenza negativa sugli oscillatori, divergenza negativa peraltro già in essere la settimana scorsa sul weekly
Anche sul timeframe a 15 minuti, divergenza bearish con due massimi decrescenti nei prezzi e oscillatori con due massimi crescenti.
Inoltre triplice segnale di “13” di De Mark con candela daily del 25/07 di inversione.
Analisi Tecnica sull'Oro al 27 novembre 2025 Panoramica: l’ORO baricentro economico
L’oro è un bene rifugio tradizionale che attira investitori soprattutto nei momenti di incertezza economica e geopolitica.
Negli ultimi mesi ha mostrato una crescita significativa, sostenuta da aspettative di politiche monetarie più accomod anti negli Stati Uniti e da una riduzione delle tensioni geopolitiche, come l’accordo tra Ucraina e Russia per porre fine al conflitto.
Il prezzo dell’oro ha raggiunto circa 4.160 USD per oncia, vicino ai massimi delle ultime due settimane, con un incremento del 4,58% nell’ultimo mese e di quasi il 58% rispetto a un anno fa. Questi movimenti riflettono una combinazione di fattori tra cui dati economici USA più deboli, aspettative di tagli ai tassi della Fed, e timori geopolitici attenuati ma sempre presenti.
L'oro si distingue come asset rifugio principale rispetto ad argento, Treasury USA e Bitcoin, grazie alla sua stabilità storica e minore volatilità durante le crisi. Nel 2025, con il prezzo intorno ai 4.164 USD/oncia, ha superato i Treasury bond, rompendo la correlazione inversa tradizionale: mentre i rendimenti dei bond a 10 anni si stabilizzano al 4,1%, l'oro ha guadagnato il 42% grazie a deficit USA da 1,9 trilioni di dollari e timori fiscali.
L'argento, a 53,31 USD/oncia (+77% annuo), offre maggiore upside ma con volatilità doppia (26,6% vs 14,7% dell'oro) e dipendenza industriale (50% della domanda), rendendolo meno affidabile in risk-off.
Asset: prezzo attuale, performance, struttura di mercato
L’oro è trattato principalmente come un bene rifugio e un asset di diversificazione nei portafogli. Le banche centrali di tutto il mondo stanno aumentando le loro riserve auree nella prospettiva di volatilità economica e di un progressivo de-dollarizzazione dei mercati finanziari. L’oro è percepito come protezione contro la svalutazione delle valute nazionali e l’inflazione. Nel 2023-2025 molte banche centrali hanno aumentato le proprie riserve di oro dal 8% al 15% circa. Le dinamiche geopolitiche, come la crisi in energie e commercio mondiale, contribuiscono ulteriormente a sostenere la domanda di oro.
L'oro è quotato a 4.158,30 USD/oncia al 27 novembre 2025, con un leggero calo dello 0,10% rispetto alla giornata precedente. Il prezzo spot globale si attesta a 4.151,05 USD, mentre in India il metallo giallo è scambiato a ₹12.775 per grammo (24 carati), in flessione di ₹16 rispetto al giorno precedente. Le quotazioni restano vicine ai massimi delle ultime due settimane, sostenute dalle aspettative di taglio dei tassi Fed a dicembre (probabilità >80%).
La performance dell'oro nel 2025 è eccezionale, con un guadagno del +57,59% rispetto allo stesso periodo del 2024 e un rally del +5,22% nell'ultimo mese. Da inizio anno (YTD) fino a novembre, l'oro ha superato il +54%, posizionandosi in testa alla classifica degli asset macro globali. Il metallo prezioso ha raggiunto il suo 45° massimo storico il 8 ottobre 2025, toccando i 4.000 USD/oncia, segnando un passaggio chiave dalla soglia psicologica di 3.000 USD (nuovo floor di prezzo) ai livelli attuali.
I miner auriferi hanno registrato performance ancora più esplosive, con un incremento del +120% YTD, sebbene rimangano sottovalutati rispetto ai fondamentali.
Il mercato dell'oro presenta una struttura diversificata tra domanda fisica, futures e prodotti finanziari:
• Domanda fisica: Gioielleria (46%, ~95.547 tonnellate), lingotti e monete (21%, ~43.044 tonnellate), riserve banche centrali (17%, ~35.715 tonnellate per un valore di 2 trilioni USD).
• ETF e prodotti finanziari: Gli ETF fisicamente garantiti detengono circa 3.473 tonnellate (2% dell'oro sopra-suolo), equivalenti a 200 miliardi USD. Nel 2025 si registra il ritorno degli investitori occidentali agli ETF aurei, con afflussi netti che rappresentano la maggiore crescita annuale potenziale della domanda.
• Futures: Il mercato dei futures CME sull'oro scambia l'equivalente di 27 milioni di once al giorno, oltre 30 volte il volume dello SPDR Gold ETF (0,8 milioni di once/giorno), offrendo liquidità superiore e settlement fisico senza commissioni di gestione.
• Banche centrali: La domanda da parte delle banche centrali è strutturale, con acquisti netti stimati tra 900-1.000 tonnellate nel 2025, segnando il quarto anno più forte dal 1971, guidati dalla de-dollarizzazione e dalla diversificazione delle riserve.
La struttura del mercato evidenzia una transizione da asset prevalentemente fisico-ornamentale a veicolo strategico di investimento istituzionale e riserva sovrana.
Analisi tecnica evoluta: trend, momentum, volatilità e pattern
L’analisi tecnica sull’oro evidenzia una fase di consolidamento ad alta quota all’interno di un trend primario ancora impostato al rialzo. La struttura dei prezzi rimane costruttiva finché le quotazioni restano stabilmente sopra l’area dei 4.000 USD, che rappresenta sia un livello psicologico sia una soglia di equilibrio tra compratori istituzionali e venditori di breve periodo. In questo contesto, l’operatività professionale privilegia strategie “buy on dip” su supporti chiave, con gestione del rischio rigorosa in caso di rottura dei livelli tecnici principali.
La media mobile a 50 giorni svolge il ruolo di supporto dinamico principale, accompagnando il canale rialzista sviluppato dai minimi di area 3.700–3.800 USD. Finché i prezzi rimangono sopra la 50 giorni, il bias resta moderatamente bullish, con eventuali pullback verso la media da leggere come fasi di riaccumulazione piuttosto che inversioni strutturali. Una violazione decisa e confermata in chiusura giornaliera/settimanale al di sotto di tale media, invece, aprirebbe spazio per una correzione più profonda verso 3.800 USD, proiezione del precedente triangolo ascendente rotto al rialzo.
L’RSI a 14 periodi si è gradualmente raffreddato dagli eccessi di ipercomprato successivi al breakout di 4.000 USD, riportandosi in area neutra e segnalando un momentum rialzista meno esplosivo ma ancora coerente con una fase di consolidamento alto. Valori che oscillano tra 45 e 55 indicano un mercato in equilibrio tra forze long e short, con spazio per un nuovo impulso rialzista nel caso di ritorno sopra 60–65, oppure per una correzione più estesa se l’oscillatore dovesse scendere stabilmente sotto 40. In ottica professionale, questo contesto suggerisce di evitare entrate aggressive sui massimi e privilegiare ingressi su ritracciamenti con RSI in prossimità di 40–45.
L’analisi di regressione lineare applicata alle ultime settimane di contrattazioni mostra una pendenza positiva ma in attenuazione, coerente con una fase di normalizzazione del trend dopo il rally verticale che ha spinto l’oro oltre i 4.000 USD. I prezzi continuano a oscillare sopra la linea di regressione e all’interno del relativo canale, segnalando che, nonostante l’erosione del momentum, il controllo resta in mano ai compratori di medio periodo. Solo un ritorno persistente nella parte bassa del canale, accompagnato da volumi in aumento sul ribasso, costituirebbe un segnale di deterioramento strutturale del trend.
Dal punto di vista candlestick, nelle ultime sedute si osservano sequenze di doji, small body e occasionali hammer in prossimità dei supporti intraday, che rappresentano fasi di indecisione e tentativi di assorbimento delle prese di profitto da parte della componente long. La formazione di pattern di inversione positivi (hammer o bullish engulfing) sull’area di 4.000–3.950 USD confermerebbe la tenuta del supporto e la possibilità di un nuovo swing rialzista verso le resistenze successive. Al contrario, pattern ribassisti in prossimità di 4.200–4.300 USD (shooting star, evening star) andrebbero letti come segnali di esaurimento del movimento, con aumento del rischio di correzioni più ampie.
I livelli di prezzo tecnicamente più rilevanti rimangono:
Supporti: area 4.000 USD come primo pilastro difensivo, seguita da 3.900–3.885 USD in corrispondenza della media mobile a 50 giorni e dal target di proiezione verso 3.800 USD in caso di break deciso. Una discesa sotto 3.700 USD comprometterebbe il quadro rialzista di medio termine, riaprendo scenari verso 3.500 USD.
Resistenze: 4.200 USD come primo obiettivo tecnico post-breakout, coincidente con i massimi recenti indicati dai report tecnici, e una fascia superiore 4.250–4.300 USD in corrispondenza dei massimi storici di ottobre 2025 e delle proiezioni delle onde impulsive di medio periodo.
In sintesi, la lettura combinata di media mobile a 50 giorni, RSI, regressione lineare e pattern candlestick delinea un contesto di trend rialzista in consolidamento, dove l’oro continua a esprimere forza relativa ma con una dinamica meno verticale e più selettiva. In ottica operativa professionale, lo scenario rimane costruttivo finché i prezzi stazionano sopra 4.000 USD, con strategie di ingresso su debolezza controllata e gestione attenta del rischio in prossimità delle resistenze critiche 4.200–4.300 USD.
Scenario, prospettive e sintesi
Lo scenario per l’oro nel breve-medio periodo rimane fondato su due principali fattori: politica monetaria e rischi geopolitici. Le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed entro dicembre sono superiori all’80%, il che tende a ridurre il costo opportunità del detenere oro. Tuttavia, un rallentamento dell’economia USA e l'eventuale ritorno di instabilità geopolitica, come nuove tensioni commerciali o conflitti regionali, potrebbero spingere ulteriormente il metallo prezioso verso l’alto. Gli analisti stimano un prezzo target attorno a 4.100-4.300 USD per oncia nei prossimi 12 mesi, con potenziali rialzi se si materializzassero ulteriori rischi o politiche monetarie più espansive.
In conclusione, l’oro resta un asset strategico in portafoglio, la cui analisi tecnica conferma un mercato rialzista ma con segnali di prudenza. Le dinamiche socioeconomiche attuali e le politiche globali saranno determinanti nei prossimi mesi per valutare i livelli di prezzo chiave e le opportunità di trading.
_______________________________________________________
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nvidia e la corsa AI: rischi, rally e volatilità Panoramica: perché oggi Nvidia è il barometro globale dell’innovazione tech
Nvidia non è più soltanto un titolo azionario tecnologico, ma il baricentro di una rivoluzione industriale che nel 2025 corre al ritmo dell’intelligenza artificiale generativa e di una domanda senza precedenti di chip avanzati per data center, cloud e applicazioni enterprise. Forte di utili record e di una capitalizzazione che l’ha proiettata ai vertici di Wall Street, la società è diventata la proxy dell’intero ciclo AI: ogni trimestrale viene letta come referendum sulla sostenibilità degli enormi investimenti in infrastrutture digitali e può muovere centinaia di miliardi di dollari di valore di mercato in poche sedute.
Negli ultimi mesi il profilo di Nvidia si è ulteriormente trasformato grazie a partnership strategiche con i grandi hyperscaler USA e asiatici per la costruzione di infrastrutture AI globali, accordi che consolidano il suo ruolo di fornitore standard de facto di GPU per l’addestramento dei modelli più avanzati. In parallelo, il gruppo ha dimostrato una forte capacità di adattamento alle restrizioni statunitensi sull’export di chip verso mercati sensibili come la Cina, sviluppando varianti custom in grado di rispettare il quadro normativo senza rinunciare alla presenza in aree chiave per la crescita dei ricavi.
A completare il quadro, i nuovi lanci di prodotto in ambito gaming, data center e mobilità intelligente rafforzano la leadership sulle architetture hardware per l’AI e sui sistemi ottimizzati per carichi di lavoro intensivi, dal training nei supercomputer alla guida autonoma e alla robotica, alimentando la narrativa di Nvidia come piattaforma integrata più che come semplice produttore di semiconduttori.
La combinazione di fondamentali esplosivi, sfide regolatorie e aspettative elevate ha reso il titolo uno dei principali generatori di volatilità sui mercati globali: attorno alle trimestrali i volumi di scambio toccano livelli record, gli spread sulle opzioni prezzano movimenti eccezionali e l’interesse degli hedge fund resta elevato, segno che Nvidia è ormai un driver sistemico capace di orientare sia gli indici azionari sia il sentiment sugli investimenti nell’economia dell’intelligenza artificiale.
Asset: prezzo attuale, performance, struttura di mercato
Da inizio 2025 Nvidia ha messo a segno un rally superiore al 70%, spingendosi oltre la soglia psicologica dei 200 dollari nel post earnings prima di consolidare in un ampio trading range tra 180 e 190 dollari, area in cui si concentra gran parte della liquidità sul titolo. Questa dinamica è lo specchio della leadership di Nvidia tra gli asset globali: la capitalizzazione la colloca stabilmente tra le prime cinque big tech mondiali, mentre affluiscono capitali massicci sugli ETF tematici dedicati all’intelligenza artificiale e sui derivati legati al titolo, dove opzioni e futures vengono utilizzati sia per copertura sia per operazioni speculative ad alta leva.
Sul piano della performance, Nvidia ha generato un’alpha nettamente superiore a Nasdaq e S&P 500, diventando la componente chiave nei portafogli growth e tech che puntano a cavalcare il ciclo pluriennale degli investimenti in infrastrutture AI e data center.
La struttura della domanda resta sbilanciata a favore della mano forte: investitori istituzionali e grandi gestori continuano ad accumulare sulle fasi di correzione, mentre la componente retail e i desk quantitativi operano sul breve periodo con strategie di breakout e “buy on news”, amplificando le escursioni di prezzo in corrispondenza di trimestrali e guidance.
Il contesto macro rimane complessivamente favorevole al caso Nvidia, sostenuto dall’attesa di un ciclo espansivo dell’AI, ma il rischio di correzioni improvvise resta elevato e legato a variabili esogene come le decisioni della Federal Reserve sui tassi USA, eventuali inasprimenti regolatori nel comparto semiconduttori e reazioni del mercato a dati trimestrali anche solo lievemente sotto le aspettative.
Analisi tecnica evoluta: trend, momentum, volatilità e pattern
Sul piano tecnico, Nvidia si conferma protagonista di una tendenza strutturalmente rialzista, mantenendo il prezzo stabilmente sopra la media mobile a 50 periodi (MM50) in area 175–180$, considerata da mesi la linea di spartiacque tra fasi bull e bear trend. Questa MM50 ha rappresentato un punto di ingresso privilegiato per acquisti algoritmici e accumulazioni istituzionali durante ogni test di volatilità, risultando il principale livello di difesa nei recenti ritracciamenti.
L’indicatore RSI daily, che aveva raggiunto valori estremi di ipercomprato sopra 75 in occasione dei massimi post-trimestrale, è ora sceso in zona neutra tra 55 e 60. Questo “raffreddamento” tecnico permette al titolo di scaricare la pressione di breve periodo senza compromettere l’impostazione rialzista di fondo; eventuali divergenze RSI-bullish, con minimi crescenti dell’oscillatore a fronte di prezzi stabili, potrebbero aprire la strada a nuovi spunti direzionali.
Dal punto di vista del momentum, la regressione lineare sulle ultime 50 chiusure evidenzia un allentamento dell’inclinazione positiva, segno di normalizzazione e di una fisiologica diminuzione dell’euforia. Tuttavia, finché i prezzi restano sopra la MM50 e la curva della regressione resta ascendente, il trend costruttivo di medio periodo rimane intatto.
La volatilità implicita e realizzata rimane su livelli massimi annuali, offrendo opportunità per strategie avanzate su opzioni come straddle e covered call, specie in prossimità di resistenze chiave. Il sentiment di mercato sul comparto AI resta positivo, alimentato da news su nuovi investimenti globali, partnership strategiche e risultati record di altri attori come IBM e AMD, condizioni che potrebbero stimolare ulteriori rally futuri.
Per i livelli tecnici operativi, i principali supporti si individuano tra 180–175$ (MM50 linea di difesa per posizioni bullish) e 165–160$ (swing low e cluster di domanda istituzionale), mentre le resistenze più immediate sono comprese tra 190–195$ (zona di distribuzione post–rally) e 200–205$ (massimi storici e possibile trigger per accelerazione verso 215–225$ su estensione di Fibonacci). Tra i pattern osservati spiccano la bandiera di consolidamento sopra MM50, la formazione di un doppio massimo temporaneo sui 200$ e il rischio di bear trap sotto 175$, spesso seguite da rapide inversioni sostenute da news e reazioni di mercato.
Scenario, prospettive e sintesi
L’outlook tecnico su Nvidia resta fra i più seguiti del settore, con il titolo che continua a catalizzare l’attenzione degli investitori grazie alla leadership nell’AI e alle performance record. Attualmente, la partita si gioca su livelli tecnici determinanti che definiscono le tendenze operative, senza fornire alcun orientamento su acquisto o vendita, ma solo la mappatura dei range più rilevanti.
• Sopra la MM50 (175–180$): Il titolo mantiene un’impostazione tecnica positiva, con la fascia 190–195$ come area di breakout per l’estensione verso nuovi massimi. Il superamento di questi livelli può aprire spazio per accelerazioni tipiche dei rally AI, a condizione che venga assorbita la forte volatilità e i volumi siano in crescita.
• Sotto la MM50: Se i prezzi scendono sotto la MM50, si entra in un’area dove storicamente avviene normalizzazione del trend, con maggiore flessibilità richiesta nelle strategie operative e preferenza per la gestione dinamica del rischio. Il focus si sposta verso livelli inferiori di supporto e fasi di consolidamento.
• Rottura sopra 200$: Una spinta definitiva oltre la soglia psicologica dei 200$ può generare accelerazioni importanti, avviando la fase successiva del rally e proiettando possibili target in zona 215–225$ secondo le più recenti estensioni tecniche.
La gestione del rischio rimane centrale: trailing stop, opzioni di copertura, attenzione alle date di earning e monitoraggio continuo su news macro e geopolitiche sono elementi essenziali in un contesto dove la volatilità rimane elevata. Permane anche la necessità di osservare attentamente possibili rischi correlati a regolamentazioni USA, supply chain, eccessi di euforia tipici delle “bolle AI”, e deterioramento del sentiment tech/global high-beta.
Allo stesso tempo, Nvidia resta il principale beneficiario dei mega-trend 2025: grazie agli investimenti record, partnership strategiche, e leadership consolidata, continua a guidare l’innovazione AI a livello globale. Tuttavia, la disciplina tecnica e la capacità di adattamento alle oscillazioni di scenario sono requisiti indispensabili per chi punta a seguire il trend senza esporsi a rischi eccessivi.
_________________________________________________________
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Brunello CucinelliIl prezzo del titolo Brunello Cucinelli chiude la settimana confermado il breakout ribassista del supporto statico dei 97,50 Euro, dai massimi toccati a metà febbraio il titolo ha perso quasi un 30%.
Il prezzo si sta avvicinando alla trendline rialzista che per due volte in passato ha sostenuto il corso del titolo e che transita al momento in area 89,15 Euro.
Oscillatore RSI a 14 periodi con un valore di 22,62 in area di ipervenduto.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
AzimutIl prezzo del titolo Azimut chiude la settimana con un ribasso giornaliero di oltre il 12% e del 17,79% settimanale, avvicinandosi a delle aree di prezzo interessanti in cui il ribasso potrebbe momentaneamente fermarsi e svilupparsi un rimbalzo del prezzo, il supporto statico dei 21,09 Euro e la trendline rialzista che transita al momento in area 20,45.
Oscillatore RSI a 14 periodi con un valore di 22,67 in area di ipervenduto.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
AlphabetIl prezzo del titolo Alphabet dopo il calo di oltre il 20% dai massimi di febbraio chiude la settimana al di sopra della trendline rialzista che transita in area 161,50 $.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute in quanto gli oscillatori RSI a 14 periodi e il CCI a 20 periodi sono in divergenza rialzista.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
ERGIl prezzo del titolo Erg chiude la settimana in ribasso nuovamente nell'area dei 19 Euro, molto vicino al test del supporto dinamico di lungo che transita in area 18,50 Euro.
Oscillatore CCI a 20 periodi in divergenza rialzista.
In caso di tenuta/reazione i primi obiettivi a rialzo sono l'area dei 20,50/20,80 Euro e successivamente l'area statica di resistenza e trendline ribassista che transita in area 23 Euro.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
CampariIl titolo Campari chiude un'ulteriore settimana ribassista avvicinandosi all'area dei 5 Euro, area di prezzo che aveva bloccato il crollo Covid del marzo 2020.
Quest'area di prezzo oltre ad essere un supporto statico ci transita un supporto dinamico.
Il valore dell'oscillatore RSI a 14 periodi è 22,60 nell'area di ipervenduto.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
VolkswagenIl titolo Volkswagen chiude un'altra settimana ribassista arrivando ad una interessante area di prezzo.
Come visibile sul grafico settimanale, l'area di prezzo dei 83/82 Euro oltre ad essere un supporto statico ci transita un supporto dinamico.
Il valore dell'oscillatore RSI a 14 periodi è 28,07 nell'area di ipervenduto.
Nel caso di tenuta e reazione da questi livelli di prezzo si potrebbe aprire una posizione long con primo obiettivo in area 99/102 Euro.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
MondadoriIl prezzo del titolo Mondadori chiude la settimana dopo aver violato a ribasso la media mobile semplice a 200 periodi che transita in area 2,36 Euro anche al di sotto della trendline rialzista che ha sostenuto i prezzi nell'ultimo anno che transita in area 2,55 Euro.
Il valore dell'oscillatore RSI a 14 periodi è 26,43 nell'area di ipervenduto.
A meno di un rapido recupero della trendline rialzista, la successiva area di supporto statico è a 2,16 Euro.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
EmakIl prezzo del titolo Emak chiude la settimana in ribasso nuovamente a ridosso dell'area di supporto statica di 0,88 Euro.
Il valore dell'oscillatore RSI a 14 periodi è 30,32 vicino all'area di ipervenduto.
In caso di tenuta e reazione da questi livelli di prezzo il primo obiettivo a rialzo è l'area di 1 Euro.
A ribasso il successivo supporto statico è a 0,80 Euro.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
Telecom ItaliaIl prezzo del titolo Telecom Italia, con il calo di oltre il 12% delle utlime 3 settimane, si sta avvicinando nuovamente all'area di supporto statica dei 0,22 Euro e la trendline rialzista che transita in area 0,2180.
Oscillatore RSI a 14 periodi entrato nell'area di ipervenduto con valore di 28,28.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute in caso di reazione in queste aree di prezzo.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.






















