NQ: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
Domanda e offerta
EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
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Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
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È l’inizio di un nuovo mercato ribassista per le crypto?ANALISI MACROECONOMICA
Negli ultimi giorni, il mondo delle criptovalute è stato scosso da un nuovo, violento crollo del prezzo di Bitcoin. Per chi lo segue da tempo, non è certo la prima volta ma ogni volta fa rumore, perché BTC è ancora il punto di riferimento dell’intero mercato. Stavolta, però, il crollo è stato particolarmente brusco.
Tutto è iniziato con una notizia pesante arrivata dagli Stati Uniti: l’annuncio di un dazio del 100% sulle importazioni tecnologiche dalla Cina e nuove restrizioni sull’export di software strategico.
In un contesto già fragile, questa mossa ha spaventato gli investitori. I mercati globali si sono irrigiditi e molti hanno preferito ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi, tra cui appunto le criptovalute.
In sostanza, Bitcoin è finito nel mirino non per colpa sua, ma perché è percepito come un investimento “ad alto rischio”. Quando cresce l’incertezza geopolitica, chi gestisce grandi capitali tende a fare ciò che in finanza comporta lo spostamento verso investimenti più stabili, come dollaro, oro o titoli di Stato.
Nel mondo cripto, molti trader operano con leva finanziaria e quindi sui derivati: cioè investono prendendo in prestito denaro per amplificare i profitti. Il problema è che quando il prezzo scende rapidamente, queste posizioni diventano insostenibili e vengono liquidate automaticamente dagli exchange.
E qui parte l’effetto domino: una liquidazione spinge il prezzo più giù, che a sua volta innesca altre liquidazioni. In poche ore, sono state spazzate via posizioni per oltre 19 miliardi di dollari. Un’enorme ondata di vendite forzate che ha fatto crollare Bitcoin in modo verticale.
Nonostante il crollo c’è stato un forte rimbalzo del prezzo non appena Bitcoin ha raggiunto i 100,000$, e tutt’oggi il prezzo è di 110,500$.
Per quanto riguarda le news più importanti della settimana, nella giornata di oggi avremo il discorso di Powell per quanto riguarda la FED. Mentre nella giornata di domani non avremo alcuna notizia di particolare rilievo; per quanto riguarda Giovedi 16 Ottobre invece ci saranno una sfilza di news che porteranno sicuramente volatilità sul mercato, difatti avremo in mattinata news riguardanti la sterlina inglese ovvero il PIL inglese previsto in leggero rialzo, e i dati sulla manifattura e sull’industria inglese.
Nel pomeriggio invece avremo news che riguardano il dollaro americano ovvero il Philadelphia Fed Manifacturing Index e il PPI, oltre ai dati sulle vendite. Nel tardo pomeriggio invece ci sarà il dato che riguarda le scorte di petrolio.
Nella giornata di venerdi 17, in mattinata avremo il dato sull’inflazione europea, dato previsto stabile e non ci dovremmo aspettare alcun cambiamento, mentre per quanto riguarda il pomeriggio potremmo avere il dato sugli NFP, dato di inizio mese non ancora rilasciato oltre al tasso di disoccupazione che ci da una visione di come sia la situazione lato lavoro negli Stati Uniti.
Questa si tratta di una semplice analisi informativa in cui non vi è alcun consiglio finanziario
ANALISI TECNICA
Come anticipato nell’analisi Macro, oggi andremo a vedere la situazione grafica di Bitcoin. Attualmente il prezzo è sui 110,000$ ma sarà interessante ora vedere come si evolverà la situazione.
La news di Trump ha sicuramente liquidato una zona davvero importante ed il prezzo ha comunque chiuso la giornata di venerdi al di sopra dei 100,000$ , prezzo sicuramente psicologico.
Le ipotesi sono diverse in quanto potremmo vedere un possibile ritorno del prezzo sui 100,000$ o se vi è un’ulteriore discesa sarà interessante capire se verrà rotto il muro dei 100,000$.
Senza dubbio è consigliato prestare parecchia attenzione dato che Bitcoin e le cripto in generale sono asset parecchio volatili che possono provocare perdite ingenti.
Difatti la gestione del rischio è un fattore molto importante in questi casi. Tradare CFD può inoltre comportare la perdita di denaro e questa si tratta di una semplice analisi informativa in cui non vi è alcun consiglio finanziario o incentivo all’investimento.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Il metallo giallo è ancora un porto sicuro?L’oro ha finalmente superato la soglia dei 4.000 dollari l’oncia, un traguardo che fino a pochi mesi fa sembrava quasi impensabile.
È un momento storico per i mercati e, al tempo stesso, un segnale inequivocabile del clima di incertezza che domina l’economia globale. Dietro questo rally incredibile non c’è solo la corsa dei piccoli investitori, ma una profonda trasformazione del sentiment internazionale: la fiducia negli asset cartacei vacilla, mentre la domanda di beni rifugio torna a dominare le strategie di portafoglio.
Dall’inizio dell’anno, il metallo prezioso per eccellenza ha messo a segno un guadagno superiore al 50%, spinto da un mix esplosivo di fattori: le preoccupazioni per l’economia americana, le tensioni commerciali, la persistente inflazione e, più di recente, gli effetti della chiusura del governo statunitense.
Gli ETF legati all’oro registrano afflussi record, mentre le banche centrali, tornate acquirenti nette dopo anni di vendite, continuano a incrementare le proprie riserve.
È un segnale forte: anche gli istituzionali stanno cercando protezione da un contesto che appare sempre più fragile. La stessa Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le proprie previsioni, stimando ora un target a 4.900 dollari l’oncia entro fine 2026. Ovviamente queste si trattano di stime e non sono consigli finanziari, motivo per cui bisogna avere forte prudenza nell’investimento.
L’oro, insomma, è tornato al centro del sistema finanziario come bene rifugio per eccellenza. In un mondo dove i modelli di crescita tradizionali vacillano, il metallo giallo diventa simbolo di stabilità, quasi una valuta parallela contro l’incertezza e la volatilità.
Dopo un anno di rally quasi ininterrotto, il sentimento risk-on globale inizia finalmente a mostrare segni di affaticamento. I mercati azionari, che per mesi hanno corso alimentati da un entusiasmo contagioso e da una liquidità apparentemente infinita, sembrano oggi rallentare per tirare il fiato.
È un rallentamento fisiologico, più che un vero cambio di trend: una fase di assestamento dopo un periodo in cui ogni ribasso veniva visto come un’opportunità d’acquisto.
L’equity ha superato ogni aspettativa, andando ben oltre le proiezioni di inizio anno e persino la stagionalità storica. Ma quando le valutazioni iniziano a essere tirate e le opportunità cosidette scontate diventano sempre più rare, anche il mercato più ottimista ha bisogno di una pausa. È il momento in cui la disciplina e la gestione del rischio tornano protagoniste, dopo mesi di euforia dove la prudenza sembrava quasi fuori moda.
Parallelamente, il rally dei metalli, con l’oro in testa, mostra chiari segnali di maturità.
I prezzi hanno corso in modo vertiginoso, e per chi entra ora sul lato long il rischio di rincorrere il mercato è concreto. In un contesto dove le prese di profitto diventano più frequenti e la volatilità tende ad aumentare, anche i beni rifugio possono vivere fasi di respiro tecnico.
In questo scenario di transizione, la diversificazione torna a essere la formula più affidabile. Mantenere portafogli globali e bilanciati, capaci di combinare azioni, obbligazioni, oro e liquidità, offre la flessibilità necessaria per affrontare un contesto che probabilmente sarà dominato da consolidamento e oscillazioni più ampie.
Inoltre questa settimana ci sarà il dato più importante e più atteso del mese per quanto riguarda l’economia americana, dato previsto al rialzo e che quindi potrebbe rafforzare il dollaro facendo rifiatare metalli e indici. Queste si trattano di semplici stime e non sono da considerarsi consigli finanziari. Inoltre è bene ricordare che tradare sui CFD può comportare il rischio di perdita di denaro.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
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EURUSD: AGGIORNAMENTO!!! DISCLAIMER !!!
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NQ: AGGIORNAMENTO!!! DISCLAIMER !!!
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Analisi MedTronic PLC. [$MDT] - IT/ENEnglish Version Below
In seguito alla fase ribassista iniziata a Settembre 2021, il titolo NYSE:MDT ha reagito con decisione sul supporto di $77 , avviando un periodo di accumulazione all’interno del range compreso tra $95$ e $77 . In questa fase, è stato toccato anche un minimo significativo a $70 , area che rappresenta non solo un fondamentale livello di supporto ma, ancora più rilevante, coincide con il 50% dell’indicatore di Drawdown: un livello che storicamente si configura come resistenza chiave fin dal 1993 (fatta eccezione per la correzione straordinaria del 2009, trattata come un’anomalia).
Di recente sul grafico settimanale, il titolo è riuscito a oltrepassare la soglia superiore del range di $95 : questo movimento è stato accompagnato da una decisa crescita nei volumi scambiati, a conferma della forte partecipazione degli investitori e di una rinnovata pressione rialzista nell’area. In concomitanza, la EMA 200 ha perso il proprio dominio di trend ribassista, con la EMA 20 e la EMA 50 che hanno iniziato a sovraperformare, suggerendo una potenziale inversione in atto e un miglioramento del momentum.
La concentrazione volumetrica evidenziata suggerisce una solida fase di accumulazione funzionale al cambiamento della dinamica domanda/offerta.
Un ulteriore elemento di rafforzamento del quadro tecnico proviene dal benchmark settoriale AMEX:XLV , che ha recentemente rotto la rilevante resistenza settimanale di $140, indicando possibilità di rialzo trasversale per le aziende componenti il settore sanitario e rafforzando lo scenario favorevole su MDT.
Operativamente, l’attivazione della strategia avverrà qualora il titolo effettui un retest del livello dei 95$ mostrando capacità di tenuta come supporto: in tale scenario, i Target operativi saranno progressivamente collocati ai seguenti livelli di prezzo, già individuabili graficamente:
103$ ; 113$ ; 119$ ; 135$ . Il livello di stop loss, in caso di attivazione del trade, viene fissato su chiusura settimanale inferiore a 92$ , eventualità che segnalerebbe un’invalidazione della rottura e il possibile ritorno del titolo all’interno del range precedente.
Following the bearish phase that began in September 2021, NYSE:MDT responded decisively at the $77 support level, entering an accumulation period within the range between $95 and $77 . In this phase, a significant low was reached at $70 , an area that not only represents a fundamental level of support but, more importantly, coincides with the 50% Drawdown indicator—a level that has historically acted as a key resistance since 1993 (with the extraordinary correction in 2009 considered an anomaly).
Recently on the weekly chart, the stock managed to surpass the upper threshold of the $95 range; this movement was accompanied by a marked increase in traded volumes, confirming strong investor participation and renewed bullish pressure in the area. At the same time, the 200 EMA has lost its bearish trend dominance, with the 20 and 50 EMAs beginning to outperform, suggesting a potential trend reversal and improving momentum.
The highlighted volumetric concentration suggests a solid accumulation phase driving a shift in supply and demand dynamics.
Further support for the technical outlook comes from the sector benchmark AMEX:XLV , which recently broke the key weekly resistance at $140 , indicating the possibility of broad-based upside for companies within the healthcare sector and reinforcing the favorable scenario for MDT.
Operationally, the strategy will be activated if the stock retests the $95 level and confirms it as support; in this scenario, the price targets are progressively positioned at the following levels, which can already be identified graphically:
$103 ; $113 ; $119 ; $135 . The stop loss, if the trade is activated, is set on a weekly close below $92 , a scenario which would signal an invalidation of the breakout and a possible return of the stock within the previous range.
Analisi Palladio [$PA1!] - IT/ENEnglish Version Below
Dal mese di Ottobre 2023, il palladio si è mosso esclusivamente all’interno di un ampio range compreso tra 1200$ e 870$, livello in cui risiedeva il primo stock di volumi a protezione del movimento ribassista e livello in cui si è concentrata l’accumulazione che nel 2018 ha generato l’importante trend rialzista in seguito la rottura del livello chiave di 1130$. Inoltre, il livello di 1130$, storicamente rilevante, ha avuto una funzione di pivot: dapprima come resistenza mensile del seguente range, poi come supporto settimanale a seguito del movimento rialzista di Luglio.
Infatti, proprio durante quest'ultimo movimento derivante da un pattern di accumulazione intorno a quest’area volumetrica, il prezzo ha violato il range superiore raggiungendo e la resistenza dei 1300$, coincidente inoltre con la EMA 200 weekly.
In seguito a questo massimo, il palladio ha avviato una classica flag di consolidamento, durante la quale i volumi hanno continuato a concentrarsi intorno al livello di 1150$ e, in base alla chiusura della candela odierna , è possibile ipotizzare una violazione rialzista tanto della flag, quanto della soglia di 1270$.
Operativamente, si attende la conferma del breakout tramite retest della zona 1275$: solo qualora il retest venga validato come supporto, si attiverebbe uno scenario bullish con un setup per un'operazione di Medio/Lungo periodo con target a 1415$ , 1540$ e 1640$ . Lo stop loss strategico si posiziona a 1190$ , livello che rappresenta sia il minimo relativo sia il POC breve.
Since October 2023, palladium has moved exclusively within a wide range between $1200 and $870, the level where the first volume cluster was located to protect the bearish move, and also the level where the accumulation took place in 2018 that generated the strong bullish trend following the breakout of the $1130 key zone. Moreover, the $1130 level, historically significant, has served as a pivot: initially as a monthly resistance of the subsequent range, and later as a weekly support after the bullish move in July.
Indeed, during this latter move—triggered by an accumulation pattern precisely around this volume area—the price broke above the upper range, reaching and stalling at the dynamic resistance of $1300, which also coincided with the 200-week EMA.
Following this high, palladium began a classic consolidation flag, during which volumes continued to concentrate around the $1150 level. Based on today’s daily candle close , it is possible to hypothesize a bullish breakout of both the flag and the $1270 threshold.
From a trading perspective, confirmation of the breakout is awaited via a retest of the $1275 zone: only if this retest is validated as support would a bullish scenario be triggered, setting up a medium/long-term trade with targets at $1415 , $1540 , and $1640 . The strategic stop loss is positioned at $1190 , a level that represents both the relative low and the short-term POC
Wall Street ignora i dati deboli: ottimismo o illusione? ANALISI MACROECONOMICA
La settimana appena trascorsa è stata densa di segnali contrastanti sui due lati dell’Atlantico. Negli Stati Uniti, il clima sui mercati è apparso quasi paradossale: da un lato i dati sul lavoro hanno mostrato un inatteso calo di occupazione nel settore privato a settembre l’ADP ha registrato una perdita di 32.000 posti e lo shutdown del governo federale ha congelato l’uscita di altri dati importanti, alimentando l’incertezza.
Dall’altro, Wall Street ha continuato a macinare record, sostenuta dalla convinzione crescente che la Federal Reserve sarà costretta a tagliare i tassi prima del previsto. I rendimenti dei Treasury sono scesi sensibilmente e il dollaro si è indebolito, segnale che il mercato sta scommettendo su una Fed più morbida nei prossimi mesi.
Questa dinamica, però, non è priva di rischi. Se la debolezza del mercato del lavoro dovesse proseguire mentre l’inflazione rimane ostinata, lo scenario di “stagflazione” tornerebbe a essere più di un’ipotesi teorica. Per ora gli investitori sembrano guardare al bicchiere mezzo pieno, privilegiando la narrativa dei tagli dei tassi e la solidità di alcuni risultati aziendali. Ma la sensazione è che basti un dato macro deludente in più per rimettere in discussione questo equilibrio.
In Europa, il quadro è apparso più stabile. La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati al 2% e Christine Lagarde ha ribadito che ogni decisione sarà presa riunione per riunione. I dati macro dell’eurozona, sorprendentemente, continuano a mostrare una tenuta migliore del previsto, con l’inflazione vicina al 2% e una domanda interna che, pur moderata, non collassa.
L’euro ne ha approfittato, rafforzandosi leggermente contro il dollaro anche per via dell’incertezza politica americana.
Il Regno Unito ha vissuto una settimana positiva sui mercati: il FTSE 100 ha toccato nuovi massimi grazie soprattutto al comparto farmaceutico, mentre la Bank of England ha confermato la sua fiducia nel rientro dell’inflazione verso il target del 2% e nella stabilità dei tassi per il prossimo futuro.
Nel complesso, questi ultimi sette giorni hanno raccontato una storia di mercati che, almeno per ora, preferiscono guardare oltre i dati deludenti e puntare sulla prospettiva di politiche monetarie più accomodanti, pur sapendo che la realtà economica potrebbe presentare il conto nelle prossime settimane.
Per quanto riguarda le notizie più importanti della settimana, le uniche di certa rilevanza riguardano Martedi 7 Ottobre in cui ci sarà il discorso da parte della Presidente della BCE Lagarde, mentre per quanto riguarda Mercoledi 8 Ottobre verranno rilasciati i verbali di riunione della FOMC e che quindi potrebbe portare volatilità sui mercati soprattutto per quanto riguarda il dollaro americano.
Giovedi 9 Ottobre avremo invece il discorso del presidente della FED Powell e il rilascio del dato sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per quanto riguarda gli Stati Uniti. Venerdi 10 Ottobre avremo il rilascio del dato più atteso del mese, ovvero le buste paga del settore non agricolo (NFP) che porterà importante volatilità sui mercati, oltre al rilascio del dato sui tassi di disoccupazione sempre riguardo agli Stati Uniti.
ANALISI TECNICA
Per quanto riguarda l’analisi tecnica, questa settimana andremo ad analizzare GBPUSD.
Particolarmente interessante notare come il prezzo abbia perfettamente reagito a 1.37000 ed abbia avuto un ritorno dei venditori che ha portato il prezzo all’attuale 1.34800.
Cosa ci si può aspettare nei giorni successivi?
Possiamo vedere come 1.35000 abbia provocato due rigetti e quindi la non accettazione al di sopra di questo prezzo, facendo pensare che gli operatori abbiano volontà di proseguire la discesa. Inoltre il prezzo si trova proprio in corrispondenza del POC, zona in cui c’è stato il più ampio scambio di volumi.
Con il nostro pattern ABCDE potremmo potenzialmente trovarci dinanzi ad una tale ipotesi di discesa del prezzo, che potrebbe raggiungere nuovamente 1.32500. Zona che nel caso in cui il prezzo dovesse arrivare sarà particolarmente interessante da monitorare, anche per via del fatto che ci siano dei doppi minimi creati e che possa far pensare alla volontà di voler andare a pescare degli ordini al di sotto di quella zona.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni anche in virtù del fatto che avremo gli NFP che sicuramente faranno da catalizzatore di determinati movimenti. Data l’elevata volatilità sarà importante gestire il rischio delle proprie operazioni.
Ricordiamo che tradare CFD può comportare il rischio della perdita di denaro sui mercati. Inoltre questa si tratta di una semplice analisi informativa che non si tratta di alcun consiglio finanziario.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
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XAU/USD – Struttura intraday e possibili estensioni rialziste📈Scenario attuale (M15)
L’oro sta completando un movimento impulsivo con estensione in atto. Il conteggio evidenzia la chiusura di onda (5) in area 3819–3825, zona di resistenza a breve.
⚙️ Livelli tecnici chiave
Supporti intraday:
3810 – 3809 (0.786 retracement)
3797 (0.618 retracement)
3790 (0.5 retracement)
Resistenze:
3826 – 3831 (zona di congestione gialla)
3856 (target 1.618 di proiezione Fibonacci)
🔮 Possibile scenario operativo
Finché il prezzo rimane sopra 3810, lo scenario rimane neutro-rialzista.
Una fase di consolidamento sopra 3820–3825 potrebbe dare slancio verso il target esteso 3855–3860.
Un ritorno sotto 3797 invaliderebbe lo scenario impulsivo e riporterebbe pressione verso 3782 e 3765.
💡 Idea di trading
Bias intraday: bullish sopra 3810
Target primario: 3830
Target esteso: 3855–3860
Invalidazione: sotto 3797
Risk-on globale: occasione d’oro o illusione di breve?Wall Street ha accolto con entusiasmo l’ultima decisione della Federal Reserve: un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Anche se il percorso futuro della politica monetaria rimane avvolto da incertezza, i futures hanno reagito positivamente, spingendo in alto gli indici americani.
L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,5%, mentre il Nasdaq 100 ancora una volta protagonista ha segnato un progresso dello 0,7%.
La decisione della Fed ha portato il tasso dei fondi della FED in un range compreso tra il 4% e il 4,25%. Non è stato un taglio clamoroso, ma è stato sufficiente per riaccendere l’appetito per il rischio e rinnovare la fiducia degli investitori. Sullo sfondo, resta la prospettiva di ulteriori due riduzioni entro la fine dell’anno, anche se con la prudenza tipica di un contesto economico fragile.
Mentre a New York si festeggia, altri mercati hanno reagito in modo più cauto. Il petrolio ha registrato un calo, riflettendo i timori legati alla domanda globale, mentre i titoli di Stato neozelandesi hanno beneficiato di flussi positivi in ingresso, segnale che parte degli investitori continua a cercare porti sicuri in questa fase di transizione.
In Asia, il comparto tecnologico ha trovato nuova linfa: i produttori cinesi di semiconduttori hanno visto un forte rialzo, confermando come l’intero settore tech stia beneficiando di questa fase di risk-on.
Il momento più atteso è stato, come sempre, la conferenza di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve ha ammesso che il mercato del lavoro americano mostra chiari segnali di debolezza. Per la prima volta da molto tempo, ha evitato di definirlo “molto solido”.
Al contrario, ha parlato di rallentamento della domanda e di un ritmo di creazione di posti di lavoro insufficiente a garantire stabilità all’occupazione.
Powell ha dovuto affrontare anche pressioni politiche non indifferenti. Donald Trump, da tempo favorevole a un approccio più aggressivo, ha spinto per tagli più consistenti. Ma la Fed ha voluto riaffermare la propria indipendenza: nessun regalo alla politica, nessuna scorciatoia. Powell ha ribadito la necessità di un approccio cauto, ricordando che il rischio inflazione resta sul tavolo e che eventuali dazi o shock esterni potrebbero alimentarlo ulteriormente.
Questo atteggiamento prudente ha avuto un effetto interessante: i rendimenti dei Treasury sono risaliti, segnalando che i mercati obbligazionari non si aspettano un ciclo di tagli rapidi e senza freni.
Nonostante i toni cauti, gli indici hanno scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno. È stato premiato ancora una volta il settore tecnologico, con il Nasdaq 100 (NAS100 su Pepperstone) che ha toccato nuovi massimi storici. Con un guadagno annuo del +16,29%, l’indice americano si conferma il migliore performer tra i principali listini mondiali. La spinta è arrivata dai grandi investimenti in conto capitale e dai risultati brillanti delle big tech, che continuano a trainare l’intero comparto.
Dal punto di vista tecnico, l’indice aveva inizialmente toccato un’area di supporto a 24.234 punti. Da lì è partito un rimbalzo deciso, che ha proiettato i prezzi oltre quota 24.600. Un movimento che dimostra ancora una volta come gli investitori abbiano scelto di credere nel risk-on, preferendo puntare su settori ciclici e innovativi, piuttosto che nascondersi dietro la prudenza.
La Fed, però, ha lanciato un messaggio chiaro: l’euforia non deve trasformarsi in illusione. Powell ha sottolineato che la traiettoria dei tassi sarà guidata dai dati, non dalle pressioni esterne.
Un modo per raffreddare i mercati e ricordare a tutti che la banca centrale non ha alcuna intenzione di intraprendere un percorso di allentamento aggressivo.
In sintesi, la strategia di Powell ha pagato: mantenere la calma, evitare allarmismi e, allo stesso tempo, rassicurare i mercati che la Fed è pronta ad agire se le condizioni economiche lo richiederanno. La partita resta aperta, e i prossimi dati macro saranno decisivi per capire se i tagli continueranno al ritmo attuale o se la banca centrale preferirà mettere in pausa il ciclo.
Per ora, Wall Street ha scelto di festeggiare. L’equity corre, il dollaro ritrova forza e il settore tecnologico guida ancora una volta la carica. Ma dietro l’euforia, resta la consapevolezza che i prossimi mesi saranno un test cruciale per la credibilità della Fed e per l’equilibrio di un mercato del lavoro che, dopo anni di resilienza, inizia a mostrare le prime vere crepe
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Rally o correzione in vista: cosa ci dicono i metalli preziosi?ANALISI MACROECONOMICA:
L’oro (XAUUSD su Pepperstone) continua la sua corsa senza rallentare. Dopo aver testato i supporti a 3.650 dollari, il metallo giallo si è rapidamente riportato verso i massimi storici in area 3.736 dollari.
Un movimento che conferma l’appeal dell’oro come bene rifugio in questa fase di mercato. Le motivazioni dietro a questo rally sono molteplici: da un lato i timori che l’inflazione possa restare più alta del previsto, dall’altro la ricerca di protezione da parte degli investitori in un contesto azionario che comincia a mostrare segnali di stanchezza.
A questo si aggiunge il fattore Cina: Pechino ha introdotto nuove misure per facilitare l’ingresso di oro nel Paese, garantendo così un flusso costante di domanda che contribuisce a sostenere i prezzi. Non a caso anche gli altri metalli stanno beneficiando di questo slancio: l’argento, ad esempio, ha registrato un +2,35% nella seduta odierna.
Per ora non emergono segnali tecnici o macroeconomici in grado di incrinare la solidità di questo trend.
Gli operatori guardano con attenzione alle prossime dichiarazioni dei membri della Federal Reserve, considerate cruciali per comprendere meglio il percorso futuro dei tassi di interesse. In Europa l’attenzione si concentrerà sulla stima flash del sentiment dei consumatori e sui PMI preliminari, indicatori utili per valutare la solidità della ripresa nel terzo trimestre. Negli Stati Uniti invece focus sui dati di produzione e sulle vendite immobiliari, variabili che potrebbero dare indicazioni chiare sulla salute dell’economia.
L’azionario europeo appare fragile: esclusa la Spagna, che mostra maggiore resilienza, gli altri listini del Vecchio Continente continuano a soffrire. Diversa la situazione oltreoceano: negli USA i mercati hanno smentito la storica debolezza stagionale di settembre, ma l’avvicinamento ai massimi storici aumenta il rischio di prese di profitto.
Sul fronte valutario il dollaro americano si rafforza a 97,70, segnale di un clima incerto e di una preferenza per la valuta rifugio. Interessante la divergenza tra le valute oceaniche: i grandi speculatori continuano a puntare sull’AUD mentre abbandonano l’NZD.
Il rally dell’oro non è solo una reazione momentanea ma riflette una crescente diffidenza verso gli asset più rischiosi e un ritorno a strumenti percepiti come sicuri. Se la Fed adotterà un approccio più cauto sui tassi, l’oro potrebbe trovare ulteriori motivi per consolidarsi sopra i massimi storici.
Da un punto di vista del calendario economico, questa settimana sarà particolarmente interessante in quanto avremo diverse news che porteranno volatilità sui mercati. A partire dalla giornata odierna avremo l’Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero e del settore terziario degli Stati Uniti e inoltre è previsto un discorso del presidente Donald Trump.
Nella giornata di domani Mercoledi 24 Settembre, avremo un dato che riguarda la Germania, ovvero l’indice IFO che riguarda la fiducia delle aziende tedesche; mentre nel pomeriggio avremo il dato sulla vendita delle nuove abitazioni negli Stati Uniti. Giornata di particolare interesse sarà Giovedi 25 in cui avremo in mattinata la decisione sul tasso di interesse della Svizzera seguito dalla conferenza della BNS.
Nel pomeriggio avremo volatilità sui mercati in quanto ci sarà il PIL degli Stati Uniti, dato previsto stabile mentre sono previste in aumento le richieste dei sussidi di disoccupazione. Per concludere, Venerdi 26 avremo in mattinata il discorso della Presidente della BCE Lagarde e nel pomeriggio dato USA sugli Indici prezzi di spesa principali.
ANALISI TECNICA:
Per quanto riguarda l’analisi tecnica, questo inizio di settimana andiamo ad analizzare l’argento (XAGUSD su Pepperstone) che come l’oro, sta continuando ad avere nuovi massimi storici. Possiamo notare come il prezzo sia passato da 41$ a 44$.
Al momento ci troviamo in un punto in cui questo asset non ha mai toccato tali prezzi, quindi sarà molto importante attendere e vedere quello che il prezzo può fornirci per poter effettuare un’entrata.
Motivo per cui sarà importante ricevere conferme anche in base alla nostra strategia.
Nel caso in cui il prezzo dovesse scendere, potremmo vedere una possibile ripresa della rottura a 43$, che corrisponde anche alla banda centrale del VWAP Ancorato.
Inoltre con il Fixed Range Volume Profile, possiamo vedere come la zona in corrispondenza della banda media, sia con bassi volumi e quindi zona che potrebbe fungere da calamita.
In questi momenti, è molto importante calcolare il rischio dei propri trade.
Inoltre è importante ricordare che tradare CFD può comportare la perdita di denaro sui mercati.
Questa si tratta di un’analisi puramente informativa e non fornisce alcun consiglio finanziario.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
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