Indici di mercato
WisdomTree - Tactical Daily Update - 27.10.2025Prove di accordo Usa-Cina, in vista dell’incontro Trump-Xi di giovedì.
Nuovi record a Wall Street, dopo dato il buon di inflazione CPI d isettembre.
Petrolio in recupero, dopo le nuove sanzioni Usa al greggio russo.
Borse asiatiche toniche stamattina: il catch-up.
I mercati azionari hanno chiuso la settimana del 24 ottobre con una seduta all’insegna della cautela, dopo la nuova fiammata del prezzo del petrolio. A spingere l’oro nero è stata la decisione di Donald Trump di imporre nuove sanzioni contro Lukoil e Rosneft, le due principali compagnie petrolifere russe, mossa che ha immediatamente rimescolato le carte sul mercato energetico globale.
Sul fronte commerciale, la giornata non è stata più tranquilla. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’interruzione dei negoziati con il Canada, dopo la diffusione di una serie di spot anti-tariffe con la voce dell’ex presidente Ronald Reagan, alimentando nuove tensioni tra Washington e Ottawa.
Il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha anticipato che Pechino riprenderà gli acquisti sostanziali di soia americana per diversi anni, rinviando di un anno il nuovo regime di licenze sulle terre rare. Dopo due giorni di colloqui in Malesia, Bessent ha assicurato che quando Trump e Xi Jinping annunceranno un accordo commerciale, “i coltivatori di soia saranno molto soddisfatti”.
Un’intesa che, se confermata, segnerebbe una svolta nei rapporti tra le due superpotenze e ridurrebbe i timori di un ritorno della guerra dei dazi.
In Europa, Piazza Affari ha chiuso in rialzo dello 0,25%, in linea con gli altri listini continentali. Oltreoceano, Wall Street ha toccato nuovi record: Dow Jones +0,74%, Nasdaq +1,11%, S&P500 +0,78%. A sostenere l’entusiasmo, un dato sull’inflazione americana migliore del previsto: +3% a settembre, dopo il 2,9% di agosto, contro stime di +3,1%.
Ora l’attenzione degli investitori è tutta sulle prossime mosse della Federal Reserve, mentre il dollaro si rafforza contro euro e sterlina.
La Casa Bianca ha però avvertito che lo shutdown federale potrebbe impedire la pubblicazione del rapporto sull’inflazione di ottobre: “Con ogni probabilità – ha scritto su X la portavoce Karoline Leavitt – lascerà aziende, mercati e famiglie nel caos”.
Negli Stati Uniti, non è quindi garantita la pubblicazione dei dati su fiducia dei consumatori (martedì), Pil preliminare del terzo trimestre (giovedì) e Pce core (venerdì). In Europa, invece, è atteso il Pil del terzo trimestre, con una stima di +0,1% trimestre su trimestre, in linea con il periodo precedente.
Sul fronte obbligazionario eropeo, lo spread Btp-Bund resta a 79 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,40%.
Grande successo per la nuova emissione del BTP Valore, che ha raccolto oltre 16,5 miliardi di euro. I tassi sono confermati a 2,6% per i primi tre anni, 3,1% per il quarto e quinto, e 4% per il sesto e settimo. Il rendimento medio annuo si attesta al 3,14%, con un vantaggio di circa +25 punti base considerando anche il premio fedeltà dello 0,8%.
Le nuove sanzioni statunitensi contro la Russia hanno spinto il Brent oltre 65 dollari al barile, con un balzo settimanale del 7%, il maggiore da giugno. Secondo Reuters, la Cina ha sospeso le importazioni di greggio russo via mare, mentre l’India si prepara a ridurre drasticamente gli acquisti in linea con le misure americane.
L’OPEC, dal canto suo, si è detta pronta ad aumentare la produzione “se la domanda lo richiederà”, ma avverte sui rischi di nuovi eccessi di prezzo.
Oggi, 27 ottobre, il WTI è in lieve rialzo (+0,5%) sostenuto dai progressi nei colloqui commerciali tra Usa e Cina.
In Asia oggi, 27 ottobre, i mercati hanno aperto la settimana in grande spolvero. Il Nikkei 225 ha guadagnato +2,3%, superando per la prima volta nella storia la soglia dei 50.000 punti. In euro, la performance annuale del listino giapponese (+15,8%) è in linea con quella dell’EuroStoxx 600 (+15,9%), e ben sopra l’S&P500 (+2,6%).
Il Kospi di Seoul avanza del 2,2%, toccando anch’esso nuovi record, mentre a Hong Kong Hang Seng e CSI 300 guadagnano +1%. Secondo JP Morgan, il trend positivo di Hong Kong potrebbe proseguire fino al 2026, nonostante i rischi sui tassi interbancari e sul settore immobiliare commerciale.
In Argentina, il presidente Javier Milei ha ottenuto una vittoria politica decisiva, con il 41% dei voti e quasi il 99% delle schede scrutinate, più che raddoppiando la presenza del suo partito Freedom Advances in Parlamento. Il leader libertario, vicino a Trump, consolida così la sua rivoluzione di libero mercato.
L’oro apre la settimana con un nuovo calo del -1% a 4.070 $/oncia, dopo aver chiuso venerdì la peggior settimana da maggio (-3,3%). Si interrompe così una striscia positiva di nove settimane. Anche l’argento cede oltre -1% a 48 $/oncia.
Nel frattempo, Bitcoin torna sopra 115.000 dollari, con un rialzo settimanale di +4%, favorito dal clima più disteso tra Washington e Pechino.
La settimana sarà dominata dalle decisioni delle banche centrali. Mercoledì è atteso il verdetto della Fed, che dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti base. Ancora più rilevante sarà la conferenza di Jerome Powell, da cui il mercato si aspetta segnali sulle prossime mosse.
Giovedì toccherà a Bce e BoJ: nessuna variazione attesa sul costo del denaro, ma occhi puntati su Francoforte, per capire se manterrà un approccio prudente, e su Tokyo, dove cresce l’attesa per il primo rialzo dei tassi dopo anni di politica ultra-accomodante.
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German 40: Il Bivio DecisivoAttualmente, l'indice si trova in una chiara fase di consolidamento laterale, come evidenziato da molteplici indicatori. Il canale di regressione lineare, con una deviazione standard di 2, delimita efficacemente questo trading range; il prezzo sta attualmente oscillando al di sopra della linea mediana del canale, ma dimostra una certa fatica nel superare con decisione la parte alta. La volatilità, misurata dall'indicatore ATR, si attesta su livelli contenuti, confermando la natura congestizia di questa fase e la contrazione dei range giornalieri, tipica di un periodo di equilibrio prima di una potenziale mossa direzionale. Il Supertrend (14, 4) mantiene al momento un segnale rialzista, con il suo supporto dinamico, che agisce come un primo, cruciale baluardo contro un'inversione di tendenza. Dal punto di vista degli oscillatori, l'indicatore di Momentum (9 periodi) fluttua pigramente attorno alla sua linea di equilibrio (vicino a 100), segnalando l'assenza di una spinta direzionale predominante e confermando l'equilibrio tra acquirenti e venditori. Tuttavia, l'oscillatore Stocastico (9,6,3) fornisce un segnale a breve termine più costruttivo: le sue linee %K e %D hanno recentemente generato un incrocio rialzista in un'area relativamente bassa del grafico, suggerendo che potrebbe esserci spazio per un rimbalzo tecnico verso le resistenze. Per gli operatori con un orientamento rialzista, il livello chiave da monitorare è il Pivot Point trimestrale (P) calcolato con metodo Fibonacci, situato a 23.952,42, livello che l'indice sta attualmente contendendo. Un posizionamento long potrebbe essere considerato su un ritracciamento verso l'area di supporto confluente, identificata tra il supporto del Supertrend e il primo supporto Fibonacci (S1); questa zona rappresenta un'area di domanda potenziale. Un superamento confermato della resistenza R1 a 24.432,55, che coincide con i massimi recenti e con la banda superiore del canale di regressione, fornirebbe un forte segnale di continuazione del trend primario, con target successivi sulle resistenze R2 e R3. D'altro canto, per le posizioni short, la strategia più prudente sarebbe attendere una rottura della struttura di supporto. Un segnale short decisivo verrebbe generato solo da una chiusura giornaliera al di sotto del cluster di supporto formato dal Supertrend e dal supporto S1. Tale rottura invaliderebbe l'impostazione rialzista di medio termine, aprendo la strada a un'accelerazione ribassista verso i supporti S2 e S3, che si allineano anche con la parte bassa del canale di regressione. I volumi, sebbene con un recente picco, non mostrano ancora un chiaro segnale di distribuzione o accumulazione, richiedendo ulteriore conferma. In sintesi, il German 40 si trova in un punto di equilibrio critico; la mancanza di momentum e la bassa volatilità suggeriscono un'imminente mossa direzionale, e il segnale dello stocastico favorisce un test delle resistenze nel breve termine, ma solo la rottura dei livelli di supporto o resistenza menzionati fornirà una chiara indicazione operativa per il medio termine.
il primo tassello del portafoglio aggressivoOggi segna l’inizio di una nuova fase del mio percorso di analisi e costruzione del portafoglio: la sezione dedicata alle Penny Stock.
Un comparto che molti investitori tendono a sottovalutare, ma che può rivelarsi straordinariamente interessante se affrontato con metodo, selezione accurata e gestione del rischio.
In questa fase, le Penny Stock rappresentano il 20% del mio portafoglio complessivo, un’area ad alto potenziale ma anche ad alta volatilità — perfetta per chi vuole capire come nascono i grandi movimenti di mercato partendo dalle realtà più piccole.
Nel corso dei prossimi giorni, esplorerò 10 titoli micro-cap scelti per il loro potenziale di crescita, il settore di appartenenza e la dinamica dei volumi di mercato.
Ognuno di essi racconterà una storia diversa: innovazione, speculazione, ma anche disciplina e visione a medio termine.
L’obiettivo non è solo mostrare risultati, ma costruire un percorso di consapevolezza, dove chi mi segue potrà osservare — passo dopo passo — come nasce, evolve e si struttura un portafoglio aggressivo e bilanciato.
🔹 Nei prossimi giorni: approfondiremo il primo titolo della lista e il criterio di selezione utilizzato.
🔹 Obiettivo a lungo termine: creare un flusso continuo tra analisi tecnica, gestione del rischio e storytelling finanziario.
#PennyStock #Investimenti #PortafoglioAggressivo #MicroCap
SPX500USD ES1! S&P500 fa il suo dovere e tira drittoBuon venerdì 24 Ottobre 2025 e bentornati sul canale con un nuovo video di analisi tecnica - con interessante spunto grafico sulle candele giapponesi - sull'indice US S&P500.
Spero che la disamina tecnica odierna sia gradita e vi auguro un buon week end
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Analisi Integrata di Posizioni Nette Corte, OpenInterest, Volumi1. Introduzione e Metodologia di Analisi
Questo report si propone di analizzare in modo integrato tre indicatori chiave – Posizioni Nette Corte (PNC), Open Interest (OI) e Volumi – per decodificare il sentiment del mercato italiano e identificare potenziali segnali operativi per la settimana a venire. L'obiettivo è guardare "dietro" i semplici movimenti di prezzo per comprendere il grado di convinzione e il posizionamento strategico degli operatori professionali, coloro che, con le loro ingenti masse monetarie, muovono realmente il mercato.
L'importanza strategica di questo approccio risiede nell'analisi delle correlazioni: la convergenza o la divergenza di questi tre indicatori può confermare la forza di un trend, segnalare un'imminente inversione o evidenziare situazioni anomale ad alto potenziale, come il rischio di "short squeeze". Mentre un singolo indicatore può fornire un'informazione parziale, la loro lettura congiunta offre un quadro molto più ricco e affidabile della dinamica sottostante un titolo.
2. Il Razionale Teorico: Come Interpretare Volumi, Open Interest e PNC
Prima di procedere con l'analisi dei singoli titoli, è fondamentale comprendere la logica che lega i tre indicatori. Sebbene ciascuno di essi offra un'informazione specifica e preziosa, la loro vera potenza analitica emerge quando vengono interpretati in modo sinergico. Questa sezione fornisce le basi per comprendere come la quantità di scambi, il capitale a rischio e le scommesse ribassiste si combinino per raccontare la vera storia di un titolo.
2.1. Il Volume: Il Carburante del Trend
Il volume di trading rappresenta il numero totale di titoli o contratti scambiati in un dato periodo e funge da misura diretta dell'attività e della liquidità di un mercato. È l'indicatore più basilare, ma anche uno dei più potenti, per valutare l'interesse degli operatori.
Un concetto chiave dell'analisi volumetrica è che un movimento di prezzo accompagnato da volumi elevati è considerato più significativo, in quanto indica una forte convinzione e partecipazione nella direzione del trend. Al contrario, un trend, sia rialzista che ribassista, che avanza con volumi progressivamente in calo è un segnale di allarme: suggerisce che la forza dietro al movimento si sta esaurendo e aumenta il rischio di una potenziale inversione.
2.2. L'Open Interest: La Sostanza del Mercato
L'Open Interest (OI) è il numero totale di contratti derivati (opzioni o future) che sono aperti, ovvero non ancora chiusi, liquidati o esercitati. È cruciale distinguere l'OI dai volumi: mentre i volumi sono le "chiacchiere" di una singola giornata, l'OI rappresenta i "fatti", ovvero il denaro e il rischio che gli operatori decidono di mantenere sul mercato.
Un Open Interest in crescita durante un trend (rialzista o ribassista) è un segnale di conferma molto forte, poiché indica l'ingresso di nuovo capitale a supporto di quel movimento. Al contrario, un OI in calo segnala che gli operatori stanno chiudendo le loro posizioni, suggerendo una perdita di convinzione nel trend in atto. L'OI, quindi, misura la sostanza e il capitale reale che alimenta un movimento di prezzo.
2.3. Le Posizioni Nette Corte (PNC): Il Termometro del Sentiment Ribassista
Le Posizioni Nette Corte (PNC), come monitorate dalla Consob, rappresentano scommesse ribassiste significative (solitamente sopra la soglia dello 0,5% del capitale sociale) da parte di investitori, tipicamente istituzionali. Una PNC elevata ha una duplice e fondamentale implicazione operativa.
Da un lato, indica una forte pressione di vendita e un sentiment marcatamente negativo sul titolo. Gli operatori che aprono queste posizioni si aspettano un calo del prezzo. D'altro lato, un accumulo eccessivo di posizioni short crea il terreno fertile per un potenziale "short squeeze": un rapido e violento aumento dei prezzi che si verifica quando notizie inaspettatamente positive costringono gli short seller a chiudere frettolosamente le loro posizioni, generando un'ondata di acquisti forzati che autoalimenta il rialzo.
Avendo chiarito questi concetti fondamentali, possiamo ora applicarli all'analisi concreta di alcuni titoli che si sono distinti nell'ultima settimana.
3. Analisi dei Titoli Sotto Osservazione per la Prossima Settimana
In questa sezione applichiamo il framework teorico appena descritto per analizzare specifici titoli del mercato italiano. I titoli sono stati selezionati sulla base di valori anomali o particolarmente interessanti in almeno uno dei tre indicatori (PNC, OI, Volumi) emersi nell'ultima settimana di rilevazione, con dati aggiornati al 24/10/2025.
3.1. Saipem (SPM.MI)
Indicatore Dettaglio
Mercato Azionario Italia
Dato Anomalo Elevata PNC al 13,32%; volumi del 23/10 a 60,4M (1,64 volte la media di 36,8M); Open Interest in costante crescita nel mese di ottobre.
L'analisi di Saipem rivela una situazione di altissima tensione. Un livello di PNC del 13,32% è eccezionalmente elevato e segnala un sentiment marcatamente ribassista da parte degli operatori istituzionali. Questo dato va letto in combinazione con il picco di volumi registrato il 23 ottobre, superiore alla media, e con la tendenza dell'Open Interest, in costante aumento per tutto il mese (da circa 56k a oltre 73k contratti). Questa convergenza indica che nuovo capitale sta entrando sul titolo, aumentando la pressione e rendendo la situazione sempre più affollata. L'incrocio di questi dati suggerisce che il titolo è estremamente vulnerabile a uno "short squeeze": qualsiasi catalizzatore positivo potrebbe innescare una rapida e violenta corsa alla ricopertura, amplificando esponenzialmente un eventuale rialzo dei prezzi.
3.3. ENI (ENI.MI)
Indicatore Dettaglio
Mercato Azionario Italia
Dato Anomalo Picco di volumi il 23/10 (30,5M, circa 2,6 volte la media di 11,8M) con prezzo in rialzo e Open Interest in crescita.
Il caso di ENI offre un classico segnale di forza rialzista. Il 23 ottobre, il titolo ha registrato un'impennata dei volumi a 30,5 milioni di azioni, circa 2,6 volte la sua media di periodo, in concomitanza con un deciso aumento del prezzo (da 15,13 a 15,59). A conferma della forza di questo movimento, nello stesso giorno l'Open Interest totale è aumentato da 501.317 a 503.692 contratti. La convergenza di questi tre segnali – prezzo in rialzo, volumi eccezionali e Open Interest in aumento – è una conferma da manuale della solidità del trend. Indica che nuovo capitale ("fatti") sta attivamente entrando a supporto della spinta rialzista, suggerendo un'alta probabilità di continuazione del movimento positivo.
3.4. STMicroelectronics (STM.MI)
Indicatore Dettaglio
Mercato Azionario Italia
Dato Anomalo Picco di volumi il 23/10 (26,4M, oltre 5 volte la media di 5M) con prezzo in forte calo e Open Interest in netto aumento (+28,18% in 4 giorni).
STMicroelectronics presenta un quadro tecnico di chiara debolezza, confermato da una rara convergenza di segnali negativi. Il 23 ottobre, il titolo ha subito un forte calo di prezzo (da 25,50 a 21,90) accompagnato da un'esplosione di volumi, oltre cinque volte la media. Un volume così elevato durante una discesa è un classico segnale di distribuzione, fenomeno in cui il denaro istituzionale vende grandi quantità di azioni a investitori retail meno informati durante una fase di panico. A rafforzare questa tesi interviene il forte aumento dell'Open Interest (+28,18% in quattro giorni), che conferma l'apertura convinta di nuove posizioni, presumibilmente ribassiste. Questa potente confluenza di segnali bearish crea uno scenario ad alta probabilità per un'ulteriore continuazione del trend discendente.
3.5. Nexi (NEXI.MI)
Indicatore Dettaglio
Mercato Azionario Italia
Dato Anomalo Incremento della PNC (dal 2,36% al 2,95% in una settimana) in concomitanza con un calo dell'Open Interest (-1,22% in 4 giorni).
Su Nexi si osserva un quadro complesso e ambiguo. Da un lato, le Posizioni Nette Corte sono aumentate significativamente in una settimana, passando dal 2,36% al 2,95%, indicando una crescente convinzione ribassista da parte di alcuni operatori istituzionali. Dall'altro lato, però, l'Open Interest totale è diminuito dell'1,22% negli ultimi quattro giorni. Questa divergenza segnala che, mentre alcuni grandi player aumentano le loro scommesse short, altri partecipanti al mercato (sia long che short) stanno chiudendo le loro posizioni, determinando una diminuzione complessiva del capitale a rischio sul titolo. Invece di un chiaro segnale ribassista, questa dinamica suggerisce un mercato incerto, in cui aumenta la pressione short ma diminuisce la partecipazione generale.
Le diverse situazioni emerse dall'analisi mostrano come l'approccio integrato possa fornire insight operativi specifici per ciascun titolo, al di là del sentiment generale del mercato.
4. Disclaimer Finale
Attenzione: Questa non è una consulenza finanziaria. Le informazioni contenute in questo report rappresentano un'analisi educativa basata su dati pubblici e pattern teorici di mercato. Ogni decisione di investimento deve essere presa autonomamente o con il supporto di un consulente qualificato.
NAS100 in “Price Discovery”: cosa aspettarsi dopo il nuovo ATH?Dopo la folle corsa dell’oro anche il NAS100, l’indice che raccoglie le 100 maggiori società tecnologiche americane, ha registrato un nuovo massimo storico (ATH) nell’area 25.200 punti.
Si tratta di un traguardo molto importante, che segna la forza del settore tech e l’ottimismo che continua a spingere il mercato americano. Ma ora, come sempre accade dopo un nuovo massimo, la domanda che tutti si pongono è: “E adesso che succede?”
Sul grafico H4, il prezzo ha rotto con decisione la vecchia resistenza. (linea orizzontale blu che per settimane aveva respinto i tentativi di salita.)
Questa volta, però, la rottura è stata pulita e accompagnata da buoni volumi, un segnale che gli investitori sono ancora disposti a comprare, anche a livelli di prezzo così alti.
Quando il prezzo entra in una zona mai raggiunta prima, si dice che il mercato entra in una fase di “price discovery”, cosa vuol dire esattamente?
Significa che non esistono punti di riferimento storici: non ci sono più resistenze o aree dove in passato si trovavano venditori, una nuova area di esplorazione per il prezzo.
Il mercato, quindi, si muove liberamente, cercando di capire qual è il nuovo prezzo giusto per poi cominciare a creare le nuove strutture.
In queste fasi, i movimenti possono essere più volatili, il prezzo potrebbe salire velocemente per poi rintracciare per poi poi ripartire ancora una volta.
È una battaglia continua tra chi vuole spingere ancora in alto e chi preferisce incassare i profitti.
Questi potrebbero essere momenti di alta volatilita’, e’ sempre bene non perdere mai di vista il vostro risk management.
Sul grafico vediamo una scritta in alto: “ Nuovo ATH ” (All-Time High, massimo storico).
Subito sopra, una freccia blu indica la possibilità che il prezzo continui la corsa verso l’alto, entrando appunto in fase di price discovery. Ma sotto ci sono anche due frecce rosse che puntano a due zone evidenziate in verde: zona 1 e zona 2 .
Queste zone rappresentano possibili aree di ritracciamento, cioè zone dove il prezzo potrebbe tornare indietro per poi eventualmente ripartire.
Zona 1 è quella più vicina, poco sotto i 25.200 punti. È la prima area dove il mercato potrebbe potenzialmente fare una piccola pausa, “rifiatare” dopo la corsa, e magari trovare nuovi compratori pronti a entrare.
Zona 2 è più in basso, intorno ai 24.900–25.000 punti. È un livello più profondo, dove spesso si accumula più liquidità e dove entrano in gioco i compratori di medio periodo.
In sintesi: se il mercato dovesse scendere un po’, non sarebbe necessariamente un segnale negativo. Spesso dopo un nuovo massimo, il prezzo si muove in laterale o scende leggermente per poi potenzialmente ripartire. Fate sempre le dovute
Per capire cosa potrebbe succedere, possiamo immaginare tre possibili scenari.
1. Continuazione rialzista immediata?
Il primo scenario è quello più semplice: il prezzo continua a salire senza fermarsi.
In questo caso, il mercato rimane in “price discovery” pura e si muove verso nuovi obiettivi psicologici, come potenzialmente i 25.300, 25.500 e 26.000 punti.
È la tipica situazione in cui chi è già dentro cerca di cavalcare il trend, ma chi è fuori deve stare attento, perché i ritracciamenti possono essere improvvisi.
2. Piccolo ritracciamento e poi ripartenza
È lo scenario più comune e anche quello forse più “sano”.
Il prezzo potrebbe tornare verso zona 1 (circa 25.100), scaricare un po’ di eccessi e poi ripartire potenzialmente verso nuovi massimi.
Questo tipo di movimento serve al mercato per “prendere fiato”, un po’ come un corridore che rallenta per recuperare energia prima di riprendere la corsa.
3. Correzione più profonda
Il terzo scenario prevede una discesa più ampia, verso zona 2 (intorno a 24.900) o addirittura verso il livello 24.795, segnato in arancione sul grafico.
Questo significherebbe che il mercato ha bisogno di una pausa più lunga, magari per rielaborare i guadagni o in attesa di nuovi dati macroeconomici.
Non sarebbe la fine del trend rialzista, ma un segnale che la forza dei compratori sta diminuendo e che serve più tempo per consolidare e capire piu’ a fondo.
Non dimentichiamo di dare un'occhiata al volume
Il grafico mostra anche le barre di volume in basso: si nota che durante la salita i volumi sono aumentati, segno di partecipazione reale. Nelle ultime candele, però, il volume è leggermente calato: tipico quando il prezzo raggiunge nuovi massimi, perché molti trader preferiscono attendere prima di aprire nuove posizioni.
Se vedremo un aumento del volume su un piccolo ritracciamento, potrebbe essere un buon segnale: significherebbe che ci sono ancora acquirenti pronti a entrare su eventuali ribassi.
Questa si tratta di un’analisi informativa in cui non viene fornito alcun consiglio finanziario.
In questi casi serve molta prudenza, la gestione del rischio gioca come sempre un ruolo chiave.
CONCLUSIONI
Il NAS100 si trova in una fase molto interessante. Il trend di fondo resta fortemente rialzista, sostenuto dal settore tecnologico e dall’ottimismo degli investitori.
Il superamento del massimo storico è sicuramente segnale di forza, ma allo stesso tempo potrebbe portare a brevi pause o ritracciamenti, necessari per mantenere il trend sano e sostenibile.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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Serie di stop lossNel trading, una delle sfide più difficili da affrontare non è tanto l’analisi tecnica o fondamentale, quanto la gestione delle emozioni e della psicologia personale durante una serie di perdite consecutive, nota come “serie di stop loss”. Molti trader, specialmente i meno esperti, cadono in trappole mentali che compromettono la loro capacità di reagire in modo razionale e costruttivo.
La dinamica tipica della serie di stop loss
La situazione tipo inizia con l’individuazione di un setup che, secondo l’analisi del trader, appare perfetto. Con grande fiducia e convinzione, si apre una posizione sperando in un esito positivo. Quando però il trade va contro, si incassa uno stop loss. Invece di accettare l’errore e rivalutare l’analisi, il trader tende a razionalizzare la sconfitta attribuendola a fattori esterni come manipolazioni di mercato, stop hunting o eventi imprevisti. Questa negazione dell’errore spinge spesso a forzare la propria previsione originaria aprendo una nuova posizione nella stessa direzione, nella speranza di recuperare rapidamente la perdita. Purtroppo, frequentemente questa operazione fallisce nuovamente e il ciclo si ripete, aumentando frustrazione e confusione. Nei casi peggiori, si tenta una “ultima chance” aprendo un’ulteriore posizione con convinzione, ma senza una chiara analisi aggiornata. Oppure si inverte la posizione nella direzione opposta, ma a questo punto spesso è troppo tardi e il mercato ha già completato il movimento iniziale. Questo genera ulteriori perdite e senso di impotenza.
Perché accade questo comportamento
Questo fenomeno psicologico è radicato nella difficoltà umana di ammettere di aver sbagliato. Il riconoscimento di un errore significa dover accettare una perdita reale, e questo può ferire l’ego e la fiducia personale. Inoltre, il desiderio di “recuperare subito” induce a scelte impulsive e irrazionali, anziché analisi metodiche.
Da qui nascono i bias cognitivi che allontanano il trader dalla disciplina necessaria.
Come superare la barriera psicologica della perdita
Accettare che perdere è parte del gioco. Il trading non è una scienza esatta e anche i migliori professionisti subiscono perdite. Accettare la possibilità di errore libera la mente e riduce l’ansia.
Impostare uno stop loss disciplinato e rispettarlo. Inserire sempre ordini di stop loss e rispettarli senza cambiare o spostare in modo emotivo è una delle chiavi per controllare le perdite.
Fare una revisione obiettiva e razionale dell’analisi dopo ogni perdita, senza cercare scuse. Capire perché la posizione ha perso permette di migliorare il processo decisionale.
Evitare di inseguire perdite con nuove posizioni aggressive. Il cosiddetto revenge trading aumenta solo il rischio di perdere ancora più denaro.
Mantenere un diario di trading emotivo e operativo. Annotare non solo le proprie operazioni ma anche gli stati d’animo aiuta a riconoscere schemi di comportamento disfunzionali.
Considerare sempre che “è umano sbagliare, ma è imperdonabile perseverare nell’errore”. Questo mantra stimola a correggere prontamente gli errori senza lasciarsi trascinare dal sentimento di frustrazione.
Conclusioni
La capacità di accettare le perdite e rivedere sistematicamente le proprie decisioni è una competenza fondamentale per qualsiasi trader che voglia raggiungere la consistenza e la redditività nel tempo. Ignorare questo aspetto e lasciarsi guidare dall’orgoglio o dalla rabbia conduce inevitabilmente a peggiorare la situazione. Il mercato non ha alcuna colpa delle nostre perdite. Spetta al trader sviluppare autocontrollo, disciplina e un approccio pragmatico per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Nessuno è infallibile e ogni errore è un’occasione per imparare è la chiave per uscire dal circolo vizioso della serie di stop loss.
ES1! QQQ Cosa ci dicono S&P500 & Nasdaq. Aggiornamento Buon mercoledì 22 Ottobre 2025 e bentornati sul canale con un aggiornamento tecnico sia sull' S&P500 che sul Nasdaq. Grafico a candele giornaliere, H4 e H1.
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Il Dow vola a nuovi massimi: Netflix delude, oro in picchiataIl Dow vola a nuovi massimi: Netflix delude, oro in picchiata
Il Dow chiude a un nuovo massimo in attesa dei conti di Netflix
Ieri è stata la giornata del Dow Jones, che ha chiuso a un nuovo massimo storico dopo un’altra tornata di risultati societari perlopiù positivi.
Gli altri principali indici, invece, hanno mostrato maggiore cautela, in attesa dei primi report dei colossi tecnologici di questa stagione degli utili.
Il Dow Jones è avanzato dello 0,47% (circa 218 punti) attestandosi a 46.924,74. L’indice è stato sostenuto dai risultati superiori alle attese di componenti come CocaCola (KO) e 3M (MMM), che hanno registrato sorprese positive sugli utili rispettivamente del 5,1% e del 4,3%.
Nella seduta, KO è salita del 4,1% e MMM del 7,7%.
Nel frattempo, l’S&P 500 ha chiuso praticamente invariato, in leggero rialzo di meno di un punto a 6.735,35, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,16% (circa 37 punti) a 22.953,67.
Pur lontana dal forte avvio di settimana di lunedì, la giornata ha comunque permesso ai principali indici di conservare buona parte dei guadagni superiori all’1% registrati all’inizio della settimana.
È stata una seduta favorevole ai titoli “old economy”, ma gli investitori hanno mantenuto l’attenzione sui big tech, in particolare su Netflix (NFLX), che avrebbe pubblicato i risultati dopo la chiusura dei mercati.
Il pioniere dello streaming ha mancato le stime di consenso di quasi il 15%, a causa di una controversia con le autorità fiscali brasiliane.
I ricavi, tuttavia, sono aumentati di oltre il 17%, in linea con le previsioni di 11,5 miliardi di dollari, e l’azienda continua a stimare una crescita annua dei ricavi intorno al 16%.
Le azioni di Netflix risultano in calo di oltre il 6% nel dopo mercato.
La controversia fiscale potrebbe non costituire un problema strutturale, ma è bastata a innescare una reazione negativa.
Durante la stagione degli utili, gli investitori mostrano spesso poca tolleranza per i grandi titoli tecnologici, che rappresentano una quota rilevante dei guadagni complessivi del mercato.
Anche Texas Instruments (TXN) ha reagito negativamente al proprio report: pur avendo battuto le attese su utili e ricavi, le prospettive per il quarto trimestre sono apparse deludenti.
Il titolo è in calo di oltre l’8% after hours.
Sarà interessante osservare l’impatto di Netflix e TXN sui mercati nella seduta odierna.
I mercati si fermano in attesa dei big tech
Il primo report dei cosiddetti “Magnifici 7” arriverà oggi dopo la chiusura, con Tesla (TSLA) sotto i riflettori.
Sono inoltre attesi i risultati di SAP, IBM, Thermo Fisher Scientific (TMO), AT&T (T) e Lam Research (LRCX), tra gli altri.
Nella giornata di ieri, il mercato ha aperto con un nuovo gap up, ma senza la spinta necessaria per superare i massimi.
Alcuni commenti di Donald Trump sulla Cina hanno introdotto un lieve elemento di cautela, ma non sufficiente a scatenare una vera correzione.
Le vendite nel comparto minerario sono state bilanciate dai buoni risultati di GE e GM, che hanno sostenuto il sentiment complessivo.
Sembra dunque che la prossima fase — al rialzo o al ribasso — dipenderà in larga parte dagli utili e dalle notizie legate ai negoziati commerciali.
Oro in caduta libera
Ieri l’oro ha guidato una brusca inversione nei mercati, precipitando di oltre 250 dollari l’oncia: si tratta del calo giornaliero più marcato da oltre un decennio.
Gli operatori hanno ridotto le posizioni di momentum su metalli e titoli legati all’intelligenza artificiale, provocando una violenta rotazione.
Il platino ha perso circa l’8%, mentre le vendite si sono estese alle società minerarie e agli ETF del settore, dopo settimane di forti afflussi speculativi.
Il movimento riflette un cambiamento nel posizionamento: il capitale si è spostato dagli asset a rendimento elevato verso quelli considerati più stabili, come i Treasury e alcuni settori azionari difensivi.
Le azioni industriali, sanitarie e dei beni di consumo di base hanno sovraperformato, sostenute dai solidi utili di diverse large cap (tra cui GE e GM) che hanno rafforzato la fiducia nei fondamentali aziendali.
La giornata ha dunque mostrato una netta rotazione settoriale: il denaro si è spostato dagli asset speculativi verso i segmenti più resilienti dell’economia.
Google sotto pressione: la sfida dell’intelligenza artificiale
Le azioni di Alphabet (GOOGL) sono scese fino al 4%, dopo la presentazione di OpenAI del nuovo browser ChatGPT Atlas, che integra l’intelligenza artificiale direttamente nella navigazione web.
La dimostrazione ha mostrato un’interfaccia simile a quella di un browser tradizionale, ma arricchita da funzioni di chat e ricerca conversazionale.
L’apprendimento adattivo di Atlas, capace di migliorare le risposte in base all’utilizzo, lascia intravedere un potenziale cambiamento nel modello di business della ricerca online, finora dominato da Google.
Sebbene Atlas sia per ora disponibile solo su MacOS e per utenti Plus e Premium, con versioni per Windows e mobile in sviluppo, l’annuncio ha riacceso le preoccupazioni concorrenziali riguardo alle soluzioni di ricerca basate sull’intelligenza artificiale.
Questo ha pesato sul titolo GOOGL, nonostante la sua posizione dominante nella pubblicità digitale e nel cloud.
Un punto da osservare sarà il modo in cui Alphabet saprà integrare l’AI nel proprio motore di ricerca.
Già oggi, molte ricerche mostrano risposte generate dall’intelligenza artificiale: la competizione, quindi, è solo all’inizio.
Netflix delude: la tassa brasiliana affossa il titolo
Netflix ha chiuso in calo del 6–7% nelle contrattazioni after hours, dopo aver mancato le stime sugli utili a causa di un’imposta straordinaria imposta in Brasile.
Sebbene l’azienda mantenga un tono ottimista e un margine operativo superiore alle previsioni, i trader reagiscono in modo istintivo: prima vendono, poi analizzano.
È probabile che questa debolezza pesi oggi sul Nasdaq, almeno nella prima parte della seduta.
Un saluto,
Marco Bernasconi
Nota di trasparenza
Le analisi pubblicate su questo profilo hanno esclusivamente finalità informative ed educative.
Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata né sollecitazione all’investimento.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 21.10.2025Trump stempera i toni, ed il shutdown sarebbe vicino ad una svolta positiva.
Wall Street ha vissuto una seduta brillante, l’Europa ha seguito al rialzo.
L’Italia colloca con successo il nuovo BTP valore al «retail».
In Giappone tutto pronto per il primo Premier donna della storia.
È partita una settimana densa di appuntamenti per i mercati, inaugurata dall’avvio ufficiale della stagione delle trimestrali. Gli occhi degli investitori sono puntati sui conti di Netflix e Coca-Cola in uscita oggi, 21 ottobre, seguiti da quelli di AT&T e Tesla, mentre in Europa saranno le banche a inaugurare la stagione, con Unicredit e Barclays mercoledì 22.
Le Borse europee chiudono la seduta in positivo, spinte dal rinnovato ottimismo sull’economia globale. Francoforte guida i rialzi con +1,8%, seguita da Londra, +0,52%, e Parigi, +0,39%, frenata però dal recente taglio del rating di S&P e dal crollo di BNP Paribas, la cui azione ha perso -7,7%, dopo che un tribunale di New York ha giudicato l’istituto complice delle violenze in Sudan, accusandolo di aver facilitato transazioni a beneficio del regime di Omar al-Bashir.
La decisione della giuria, emessa venerdì 17 ottobre, apre la strada a possibili richieste di risarcimento: BNP aveva operato nel Paese africano dalla fine degli anni ’90 fino al 2009, fornendo lettere di credito per le importazioni ed esportazioni sudanesi.
Milano ha chiuso in netto rialzo, +1,5%, trainato dai titoli bancari e della difesa. A sostenere il sentiment anche il successo della prima giornata di collocamento al solo “retail” del BTP Valore, che ha raccolto Eur 5,399 miliardi, con oltre 152mila sottoscrittori.
Sul fronte politico italiano non manca la polemica: il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la manovra economica ricordando che “potrebbero essere non solo cinque, ma sei o sette, i miliardi di contributo delle banche”, sottolineando che “tutti possono lamentarsi, tranne le banche italiane”. Un “piccolo contributo” di un settore che macina circa 50 miliardi di utili, ha aggiunto, sarebbe giusto per sostenere i consumatori.
Oltreoceano, Wall Street apre la settimana in rialzo, col Dow Jones e l’S&P500 entrambi in aumento dell’1,1%, e il Nasdaq +1,4%. L’indice S&P500 si è spinto a mezzo punto dal suo record storico (6.764), anche se su base mensile il bilancio resta quasi invariato per effetto delle incertezze macro. Settembre aveva segnato il quinto mese consecutivo di rialzi, il sesto su nove da inizio anno.
Gli strategist, tuttavia, invitano alla cautela. Bank of America segnala cinque rischi crescenti che potrebbero anticipare una correzione di mercato: tra i venti indicatori monitorati, cinque, il rapporto tra capitalizzazione e PIL, il prezzo/valore contabile, il prezzo/flusso di cassa operativo, e il valore d’impresa/fatturato, hanno toccato nuovi massimi, superando persino i livelli del marzo 2000, alla vigilia della bolla delle dot-com.
Inoltre, secondo BofA, il 60% dei segnali tipici di un mercato ribassista (tra cui multipli elevati, differenziale di performance tra titoli costosi e “cheap”, e alcuni indicatori di credito) sono affiorati negli ultimi mesi.
Il quadro macro resta incerto anche per l’assenza di dati ufficiali dovuta allo shutdown federale, che dura ormai da 20 giorni. Il sentiment però si è alleggerito dopo le parole del presidente Donald Trump, che ha promesso di ridurre le tensioni commerciali con la Cina in vista dei nuovi colloqui bilaterali in Malesia. Secondo il Wall Street Journal, Washington ha già esentato decine di prodotti dai dazi reciproci, mentre il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, ha indicato che lo shutdown potrebbe terminare entro la settimana.
La settimana si preannuncia intensa anche per il settore bancario regionale statunitense, reduce dalle turbolenze legate ai timori di una nuova crisi del credito. I primi risultati trimestrali positivi hanno però contribuito a ridurre la volatilità e a riportare fiducia nel comparto.
Sul fronte asiatico, la giornata del 21 ottobre si apre con nuovi record storici per Tokyo e Seul. Il Nikkei225 guadagna +1%, mentre il Kospi sale +0,3%, portando il rialzo da inizio anno a un impressionante +47%. In Giappone, il Parlamento ha avviato le votazioni per nominare Sanae Takaichi nuovo premier: la leader del Partito Liberal-democratico punta a rivedere i documenti chiave sulla sicurezza nazionale per incrementare la spesa militare, in un contesto geopolitico sempre più teso.
In Corea, l’export di semiconduttori cresce +20,2% annuale a ottobre, mentre le esportazioni di automobili calano -25% sotto il peso dei dazi americani.
Hang Seng +1,7% e CSI300 +1,5% beneficiano delle aperture diplomatiche: Trump ha annunciato che visiterà Pechino all’inizio del prossimo anno, accettando l’invito del governo cinese.
Materie prime, il petrolio resta sotto pressione: Brent a 61,0 dollari/barile, WTI 57,0, sui minimi da cinque mesi. Pesano i timori per l’eccesso di offerta e la domanda debole. L’OPEC+ ha progressivamente aumentato la produzione, mentre USA e Brasile hanno ampliato le esportazioni, rispondendo all’appello di Trump per prezzi energetici più bassi.
Il Bitcoin, a 108.200 dollari, perde -2,6% nella prima seduta della settimana, dopo due settimane di rialzi per oro, argento e titoli tecnologici. Il movimento conferma il suo disaccoppiamento dai beni rifugio tradizionali.
Infine, sul mercato obbligazionario, il BTP decennale rende 3,36%, ai minimi da dicembre 2024, l’OAT francese 3,37%, mentre S&P Global ha abbassato il rating di Parigi da AA-/A-1+ a A+/A-1, e il giudizio di Moody’s (atteso per venerdì 24) resta fermo a Aa3, outlook stabile. Le agenzie guardano con scetticismo al rinvio della riforma delle pensioni oltre il 2027, che allontana l’obiettivo di risanamento dei conti pubblici.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Wall Street top: Apple trascina i listini e gli indici volanoWall Street riparte: Apple trascina i listini e gli indici volano oltre l’1%
Le azioni balzano di oltre l’1% mentre riparte la stagione degli utili.
Ieri il mercato non solo si è calmato dopo la volatilità della scorsa settimana, ma ha anche messo a segno un robusto rialzo: i principali indici sono saliti di oltre l’1% con l’avvio della stagione degli utili che inizia a prendere piede.
Il Nasdaq è avanzato dell’1,37% (circa 310 punti) a 22.990,54. In evidenza Apple (AAPL), volata del 3,9% e su nuovi massimi storici grazie alle buone vendite di iPhone 17. Il Dow Jones è salito dell’1,12% (circa 515 punti) a 46.706,58, mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’1,07% a 6.735,13.
I listini sono decollati fin dall’apertura e non hanno più ritracciato: un quadro opposto rispetto alla scorsa settimana, quando gli orsi avevano respinto ogni tentativo di rimbalzo mattutino. Nonostante la recente instabilità, il bilancio settimanale resta positivo: Nasdaq oltre +2%, gli altri due indici principali sopra +1,5%.
Ottobre conferma la sua fama di mese volatile, ma spesso — e finora è così — termina in territorio positivo. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo shutdown governativo è giunto al 20º giorno, terzo più lungo di sempre, mentre tornano alla ribalta le tensioni commerciali con la Cina e l’ipotesi di dazi più elevati.
Parallelamente, la stagione degli utili entra nel vivo. I riscontri iniziali sono solidi e, storicamente, le azioni tendono a salire durante questo periodo.
Settimana cruciale per gli utili
Nei prossimi giorni pubblicheranno i conti oltre 300 aziende, tra cui 85 componenti dell’S&P 500. Entro fine settimana avremo dati di oltre il 28% dell’indice, un campione già ampio e trasversale per settori.
Con i risultati del terzo trimestre già disponibili per più dell’11% dei membri dell’S&P 500, non è prematuro trarre conclusioni incoraggianti — pur tenendo presente l’attuale prevalenza del comparto finanziario nel campione.
Tra i market mover di oggi spicca Netflix (NFLX), attesa dopo la chiusura: stime di EPS 6,89 $ su ricavi 11,52 mld $ (+27,6% e +17,3% a/a). In agenda anche GE Aerospace (GE), Coca-Cola (KO), Philip Morris Int’l (PM) e Texas Instruments (TXN).
Resistenza superata e obiettivi tecnici
Il sentiment è migliorato per vari motivi:
ottimismo su una possibile fine dello shutdown già dalla prossima settimana;
Apple in forte rialzo dopo nuovi aggiornamenti positivi;
attese costruttive per la stagione degli utili, con posizionamenti anticipati dei rialzisti.
La forza degli acquisti ha messo sotto pressione le posizioni short, con il superamento dei massimi della scorsa settimana. Sull’SPX, la resistenza di Fibonacci è stata oltrepassata, proiettando target verso l’estensione 161,8%, area 6.950 punti.
Data center: domanda record
Gli analisti di TD Cowen segnalano un record di 7,4 GW di leasing di data center negli USA nel terzo trimestre 2025, con altri 10,2 GW in pipeline.
Oltre a Oracle e OpenAI, la spinta arriva da Google (accordi da 1 GW), Meta (progetti oltre la Louisiana), Microsoft (supporto a clienti su GPU esterne), Amazon (Project Rainier) e Anthropic (roadmap da 9 GW).
Si tratta dell’aumento di domanda più forte nella storia del settore e il momentum è atteso in ulteriore accelerazione nei prossimi trimestri.
In questo contesto, in vista degli utili, nomi esposti al tema infrastrutturale come VRT o STRL restano candidati interessanti sul lato long.
Focus utili: Netflix e il tono dell’AI
Netflix potrebbe reagire positivamente ai conti: il mercato prezza un move atteso di circa +7%; un rialzo riporterebbe NFLX in prossimità dei massimi storici.
Pur essendo un titolo heavyweight, l’attenzione di fondo resta sui temi AI. Anche Tesla, pur essendo classificata come produttore di veicoli elettrici, con il suo post-earnings potrebbe dettare il tono al mercato per il resto della settimana.
Nota operativa
Sul breve, non si escludono prese di profitto: eventuali ritorni verso medie mobili chiave (21/50/200) potrebbero offrire punti d’ingresso tattici. La tendenza di fondo, alla luce di utili attesi solidi e del miglioramento tecnico, rimane costruttiva.
Un saluto,
Marco Bernasconi
Nota di trasparenza
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Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata né sollecitazione all’investimento.
Gli elementi fondamentali di una strategia di tradingNel mondo del trading esistono centinaia di strategie diverse basate su analisi fondamentali, analisi tecnica o una combinazione di entrambe. Nonostante questa grande varietà, ogni strategia profittevole condivide una struttura di base simile.
La definizione degli strumenti di trading
Il primo componente fondamentale di una strategia riguarda la scelta degli strumenti finanziari da monitorare e negoziare. Una strategia deve specificare chiaramente quali asset includere nella watch list, perché ogni mercato e strumento ha caratteristiche, volatilità e dinamiche differenti. Avere una lista ristretta e chiara di strumenti consente di mantenere focus, approfondire le proprie competenze specifiche e cogliere tempestivamente le migliori opportunità di mercato.
I motivi di apertura di una posizione
Il secondo elemento chiave è rappresentato dalle condizioni precise che giustificano l’apertura di una posizione. Le “entry reasons” definiscono quali segnali o setup il trader deve identificare prima di entrare sul mercato. Questo approccio rigoroso aiuta a evitare aperture impulsive e a migliorare la qualità delle operazioni. Lo stesso strumento può offrire opportunità diverse a seconda della strategia adottata, evidenziando l’importanza di una metodica definita e replicabile.
Gestione del rischio
Un elemento imprescindibile nella strategia è la definizione in anticipo della dimensione delle posizioni da assumere per ogni trade. Il corretto calcolo del lotto in funzione del rischio tollerato è cruciale per preservare il capitale. Una regola comune, facilmente applicabile, è rischiare solo una piccola percentuale del conto per operazione, tipicamente l’1%. Calcolare la size della posizione in base alla distanza dello stop loss e alla percentuale di rischio prefissata permette di controllare la perdita massima su ogni trade, rendendo il portafoglio più resiliente in caso di serie negative.
Gestione attiva delle posizioni
L’ultimo, ma non meno importante, elemento sono le regole di gestione delle posizioni aperte. La strategia deve definire chiaramente quando e come chiudere un trade in perdita (stop loss), come e dove prendere profitto (take profit) e se e quando applicare tecniche di trailing stop per proteggere i guadagni parziali. Queste regole assicurano che le operazioni siano gestite in modo disciplinato, limitando le perdite e massimizzando i profitti.
Conclusione
Questi quattro elementi costituiscono la base comune e imprescindibile di ogni strategia di trading profittevole. Pur potendo integrare ulteriori componenti e personalizzazioni, chi vuole costruire una strategia solida deve prima assicurarsi di avere questi fondamenti ben chiari e definiti. Una strategia completa e ben strutturata permette di operare con maggiore consapevolezza, disciplina e resilienza, aumentando le probabilità di successo nel lungo termine.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 20.10.2025Trump torna ad un approccio più morbido verso la Cina.
Wall Street recupera sul finale, mette da parte la paura le banche regionali.
Debito pubblico italiano promosso da DBRS e dal FMI.
La crescita cinese resta forte, avvicina il target del +5,0%.
Le borse globali hanno chiuso una settimana turbolenta, zavorrate da tensioni commerciali Usa-Cina, stress nel sistema bancario americano e shutdown federale ormai alla terza settimana.
Il presidente Donald Trump, dopo aver minacciato nuovi dazi al 100% contro la Cina, ha definito la misura “non sostenibile” ma “necessaria”, auspicando un “accordo giusto” con Pechino. Le parole del presidente hanno contribuito ad allentare le tensioni e a migliorare il sentiment nella giornata di lunedì, quando tutte le borse asiatiche hanno aperto in rialzo.
Il comparto bancario statunitense è rimasto al centro dell’attenzione dopo i fallimenti di due istituti legati al settore automobilistico e l’impennata dei crediti deteriorati in Zions, Jefferies e Western Alliance, i cui titoli hanno registrato forti ribassi. Le preoccupazioni sulla qualità del credito hanno riacceso i timori di una crisi sistemica simile a quella del 2023, costringendo la Fed a monitorare da vicino il settore.
In Europa i listini hanno faticato: Francoforte -1,75%, Milano -1,45%, Londra -0,90%, Parigi -0,18%. Nonostante lo stress bancario, Wall Street ha recuperato terreno a fine settimana: Dow Jones, S&P500 e Nasdaq hanno chiuso in rialzo di +0,5%, grazie ai segnali di distensione tra Washington e Pechino.
Bloomberg riporta che la Casa Bianca è pronta ad alleggerire il peso dei dazi sull’industria automobilistica, con una proroga di cinque anni all’accordo che consente di ridurre le tariffe su componenti importati. Una misura che rappresenterebbe una vittoria per le case automobilistiche statunitensi, alle prese con i costi elevati di acciaio e alluminio.
In Asia, la Cina ha registrato nel terzo trimestre una crescita del +4,8%, in lieve rallentamento rispetto al +5,2% del trimestre precedente, ma sopra le attese (+4,7%). Il CSI 300 è salito dello 0,7%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha guadagnato +2,4%, spinto da Alibaba (+5%) e Semiconductor Manufacturing (+4%).
In Giappone, il Nikkei ha toccato un nuovo record storico (+3%), sostenuto dalle aspettative che Sanae Takaichi, favorevole a una politica fiscale espansiva, diventi premier. Record anche a Seoul, dove il Kospi avanza dell’1,5%, portando il progresso da inizio anno a +47%.
Il Fondo Monetario Internazionale ha elogiato l’Italia per la “sovra-performance sul deficit”, stimando un rapporto deficit/Pil del 3,3% nel 2025, inferiore alle attese. Dbrs Morningstar ha inoltre alzato il rating sovrano dell’Italia ad “A basso” con outlook stabile, citando il miglioramento del sistema bancario e dei conti esterni.
Più cauta la visione macroeconomica del FMI sull’Europa: il continente “si avvia verso una crescita mediocre nel medio termine”, penalizzato da dazi e incertezza politica. L’istituzione prevede che tali fattori possano sottrarre 0,5 punti percentuali di crescita tra il 2026 e il 2027, mentre le spese per difesa e infrastrutture offriranno solo un parziale contrappeso.
Senza riforme strutturali, l’FMI avverte che il debito europeo medio potrebbe salire fino al 155% del Pil nei prossimi 15 anni.
Dal 52° incontro dell’IMFC a Washington, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che la Bce seguirà un approccio “dipendente dai dati” e “riunione per riunione”, senza impegnarsi in anticipo su un percorso di tassi. L’obiettivo resta un’inflazione stabile al 2% nel medio termine.
Il petrolio Brent resta debole a 61,10 dollari, zavorrato dalle dichiarazioni di Trump che ha annunciato la volontà dell’India di interrompere l’acquisto di greggio russo, minacciando nuovi dazi “enormi” in caso contrario.
L’oro, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 4.379 dollari, si è assestato a 4.250 dollari, mantenendo un guadagno del +62% da inizio anno. Il recente raffreddamento è legato ai segnali distensivi sul fronte commerciale e al consolidamento del dollaro.
Sul Forex, l’euro/dollaro (1,1655) resta stabile dopo una settimana di consolidamento. I mercati prezzano al 100% un taglio Fed da 25 pb, ma l’attenzione è tutta sulla forward guidance: ulteriori tagli a dicembre potrebbero indebolire il biglietto verde, mentre un tono più cauto lo rafforzerebbe.
Il Bitcoin è sceso a 105.250 dollari (-2,5%), minimo da luglio, travolto dall’avversione al rischio e da liquidazioni per circa 20 miliardi di dollari. Ciononostante, l’interesse istituzionale resta elevato: secondo CoinShares, l’esposizione degli investitori agli ETF Bitcoin è più che raddoppiata a 33,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2025 (+57% sul periodo precedente).
Il boom dell’intelligenza artificiale continua a trainare il settore tecnologico. In due anni, le azioni dei semiconduttori hanno messo a segno un +253%, contro il +56% dell’S&P500, secondo Bernstein.
La crescita è supportata dai fondamentali: le stime di ricavi per il 2025 sono in aumento del +45%, e Nvidia resta il leader assoluto con margini superiori del 36% alle attese. Anche Super Micro, Broadcom e Vertiv hanno beneficiato di revisioni positive, mentre gli analisti notano come il comparto stia assumendo una valenza strutturale più che ciclica.
Nel mercato dei titoli di Stato europei, il BTP decennale ha chiuso la terza settimana consecutiva di rialzo, con rendimento al 3,37%, nuovi minimi da dicembre 2024. La revisione positiva del rating da parte di Dbrs e la stabilità politica percepita hanno sostenuto la domanda di titoli italiani.
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