Borse oltre +1% il cessate il fuoco tra Israele e Iran regge.
La notizia di una tregua – seppur fragile – tra Israele e Iran è bastata a infondere fiducia nei mercati finanziari, che hanno chiuso la seduta di ieri con un significativo segno positivo. I principali indici azionari statunitensi hanno registrato rialzi superiori all'1%, guidati in particolare dal comparto tecnologico, mentre gli investitori hanno mostrato un rinnovato appetito per il rischio.
Il NASDAQ ha guadagnato l’1,43% (circa 281 punti), attestandosi a quota 19.912,53. A trainare l’indice sono stati soprattutto i titoli legati al settore dei semiconduttori, protagonisti di un autentico rally: tra questi spiccano AMD (NASDAQ:AMD) (+6,8%), Intel (NASDAQ:INTC) (+6,4%), Taiwan Semiconductor (+4,7%), Broadcom (+3,9%) e NVIDIA (+2,6%). Anche gli altri principali listini hanno registrato performance solide: il Dow Jones è salito dell’1,19% (oltre 500 punti) raggiungendo i 43.089,02 punti, mentre l’S&P 500 ha chiuso in crescita dell’1,11%, avvicinandosi ulteriormente al suo massimo storico.
La tregua, entrata in vigore nella mattinata di ieri, sembrava destinata a rompersi già nelle prime ore, dal momento che entrambe le parti si sono immediatamente accusate di averne violato i termini.
Tuttavia, nel corso della giornata, il cessate il fuoco è stato apparentemente rispettato, come dimostrano sia l’andamento positivo delle Borse sia il brusco calo delle quotazioni petrolifere, scese di un ulteriore 6%. Il prezzo del greggio ha così registrato una flessione complessiva di circa il 13% in due sedute, un dato sorprendente se si considera l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente nel fine settimana precedente.
Come spesso accade a Wall Street, è proprio l’imprevedibilità a guidare i movimenti dei mercati. Lunedì il repentino calo del prezzo del petrolio ha suggerito una distensione imminente nei rapporti tra Iran e Stati Uniti – previsione che, almeno per ora, si è rivelata corretta.
Martedì, la conferma della tregua tra Teheran e Tel Aviv ha spinto le azioni verso l’alto. Vale la pena ricordare che, come già osservato in precedenti analisi, i mercati tendono a considerare gli eventi geopolitici come occasioni di acquisto, soprattutto in contesti di mercato rialzisti. Anche questa volta la storia sembra ripetersi: conviene dunque ignorare il clamore mediatico e affidarsi, ancora una volta, ai segnali forniti dal prezzo.
A influenzare positivamente il sentiment degli investitori sono state anche le dichiarazioni del Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, rilasciate lunedì davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera.
Come previsto, Powell ha confermato l’atteggiamento prudente della Fed, ribadendo che non vi è alcuna urgenza nel procedere con un taglio dei tassi di interesse. Ha inoltre puntualizzato che le pressioni politiche provenienti dal Presidente Trump non avranno alcun effetto sulle decisioni del Comitato. Powell è atteso domani davanti alla Commissione Bancaria del Senato per proseguire la sua testimonianza.
Marco Bernasconi Trading
La notizia di una tregua – seppur fragile – tra Israele e Iran è bastata a infondere fiducia nei mercati finanziari, che hanno chiuso la seduta di ieri con un significativo segno positivo. I principali indici azionari statunitensi hanno registrato rialzi superiori all'1%, guidati in particolare dal comparto tecnologico, mentre gli investitori hanno mostrato un rinnovato appetito per il rischio.
Il NASDAQ ha guadagnato l’1,43% (circa 281 punti), attestandosi a quota 19.912,53. A trainare l’indice sono stati soprattutto i titoli legati al settore dei semiconduttori, protagonisti di un autentico rally: tra questi spiccano AMD (NASDAQ:AMD) (+6,8%), Intel (NASDAQ:INTC) (+6,4%), Taiwan Semiconductor (+4,7%), Broadcom (+3,9%) e NVIDIA (+2,6%). Anche gli altri principali listini hanno registrato performance solide: il Dow Jones è salito dell’1,19% (oltre 500 punti) raggiungendo i 43.089,02 punti, mentre l’S&P 500 ha chiuso in crescita dell’1,11%, avvicinandosi ulteriormente al suo massimo storico.
La tregua, entrata in vigore nella mattinata di ieri, sembrava destinata a rompersi già nelle prime ore, dal momento che entrambe le parti si sono immediatamente accusate di averne violato i termini.
Tuttavia, nel corso della giornata, il cessate il fuoco è stato apparentemente rispettato, come dimostrano sia l’andamento positivo delle Borse sia il brusco calo delle quotazioni petrolifere, scese di un ulteriore 6%. Il prezzo del greggio ha così registrato una flessione complessiva di circa il 13% in due sedute, un dato sorprendente se si considera l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente nel fine settimana precedente.
Come spesso accade a Wall Street, è proprio l’imprevedibilità a guidare i movimenti dei mercati. Lunedì il repentino calo del prezzo del petrolio ha suggerito una distensione imminente nei rapporti tra Iran e Stati Uniti – previsione che, almeno per ora, si è rivelata corretta.
Martedì, la conferma della tregua tra Teheran e Tel Aviv ha spinto le azioni verso l’alto. Vale la pena ricordare che, come già osservato in precedenti analisi, i mercati tendono a considerare gli eventi geopolitici come occasioni di acquisto, soprattutto in contesti di mercato rialzisti. Anche questa volta la storia sembra ripetersi: conviene dunque ignorare il clamore mediatico e affidarsi, ancora una volta, ai segnali forniti dal prezzo.
A influenzare positivamente il sentiment degli investitori sono state anche le dichiarazioni del Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, rilasciate lunedì davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera.
Come previsto, Powell ha confermato l’atteggiamento prudente della Fed, ribadendo che non vi è alcuna urgenza nel procedere con un taglio dei tassi di interesse. Ha inoltre puntualizzato che le pressioni politiche provenienti dal Presidente Trump non avranno alcun effetto sulle decisioni del Comitato. Powell è atteso domani davanti alla Commissione Bancaria del Senato per proseguire la sua testimonianza.
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Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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