Le azioni hanno chiuso ieri prevalentemente in ribasso, seppur in misura moderata. In controtendenza, l’indice Russell 2000, che rappresenta i titoli a piccola capitalizzazione, ha registrato un incremento dello 0,60%.
Dopo le vendite di venerdì e la ripresa di lunedì, i mercati hanno iniziato a metabolizzare le più recenti mosse, le notizie e, non da ultimo, i risultati trimestrali delle aziende.
I conti di Palantir, pubblicati lunedì sera e superiori alle previsioni, non hanno deluso le attese. L’azienda ha registrato un utile per azione (EPS) superiore del 14,3% rispetto alle stime, e un fatturato maggiore del 6,97% rispetto alle previsioni, con un incremento trimestrale dell’EPS del 77,8% e una crescita del fatturato del 47,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, ha rivisto al rialzo le previsioni di ricavi per l’intero anno. Il titolo, ieri, è salito del 7,85%.
Dopo la chiusura di ieri, Advanced Micro Devices ha comunicato una sorpresa positiva per l’EPS del 2,13% e per le vendite del 3,74%. Ciò corrisponde, tuttavia, a un calo trimestrale dell’EPS del 30,4%, a fronte di una crescita delle vendite del 31,7%. L’azienda prevede per il terzo trimestre ricavi pari, nel valore mediano, a 8,7 miliardi di dollari, superiori alle stime di consenso di 8,3 miliardi. Prima della pubblicazione degli utili, il titolo aveva chiuso in calo dell’1,40%, registrando poi un’ulteriore flessione del 3% nelle contrattazioni after-hours.
Sempre dopo la chiusura, Arista Networks ha annunciato un EPS superiore alle attese del 12,3% e vendite oltre le previsioni del 4,34%, con una crescita trimestrale dell’EPS del 40,4% e un incremento del fatturato del 30,2%. Anche in questo caso, la società ha alzato le previsioni per il terzo trimestre del 6,13% rispetto alle stime di mercato. Negli scambi after-hours, il titolo è balzato di oltre il 14%.
Oggi sono attesi i risultati di 548 aziende. Tra queste, nomi di rilievo come McDonald’s, Disney e Uber prima dell’apertura dei mercati, e AppLovin e DoorDash dopo la chiusura.
Sul fronte commerciale, si attendono sviluppi nei negoziati con il Canada, ripresi di recente. Ottawa appare fiduciosa in un prossimo accordo, ma al momento non vi è ancora nulla di definito. Il Canada è il terzo partner commerciale degli Stati Uniti, dopo l’Unione Europea e il Messico, entrambi già coperti da accordi o proroghe. Soltanto i beni esclusi dall’accordo USMCA saranno soggetti a dazi più elevati: il Canada rappresenta circa il 12% delle importazioni statunitensi, ma l’86% di tali beni rientra già nell’USMCA, lasciando solo il 14% potenzialmente colpito dai dazi durante le trattative.
Escludendo il Canada, gli Stati Uniti dispongono di accordi con l’UE (primo partner), il Messico (secondo, con una proroga di 90 giorni), la Cina (quarto, con un’intesa operativa in scadenza e probabile proroga il 12 agosto) e il Giappone (quinto partner). Sono inoltre in vigore accordi con Regno Unito, Corea del Sud, Indonesia, Vietnam e altri Paesi: insieme, questi rappresentano quasi il 65% delle importazioni statunitensi; includendo i beni canadesi coperti dall’USMCA, la percentuale sale al 75%.
Resta invece incerta la situazione con l’India, con dazi reciproci previsti tra il 20% e il 25%. Il presidente Trump ha minacciato tariffe “sostanzialmente” più alte, a causa della compravendita di petrolio russo da parte di Nuova Delhi. La questione potrebbe essere affrontata nel contesto delle trattative commerciali in corso.
Sul fronte macroeconomico, l’indice PMI composito di ieri è salito a 55,1, rispetto al 52,9 del mese precedente e alle stime di 54,6. Anche l’indice dei servizi è aumentato, raggiungendo quota 55,7 (contro il 52,9 del mese precedente e il consenso di 55,2). Viceversa, l’indice ISM dei servizi è sceso a 50,1, rispetto al 50,8 del mese scorso e alla stima di 51,5.
Finora, l’andamento settimanale delle borse resta nettamente positivo. Alcune notizie incoraggianti e risultati societari superiori alle attese potrebbero contribuire a mantenere questa tendenza.
Dopo le vendite di venerdì e la ripresa di lunedì, i mercati hanno iniziato a metabolizzare le più recenti mosse, le notizie e, non da ultimo, i risultati trimestrali delle aziende.
I conti di Palantir, pubblicati lunedì sera e superiori alle previsioni, non hanno deluso le attese. L’azienda ha registrato un utile per azione (EPS) superiore del 14,3% rispetto alle stime, e un fatturato maggiore del 6,97% rispetto alle previsioni, con un incremento trimestrale dell’EPS del 77,8% e una crescita del fatturato del 47,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, ha rivisto al rialzo le previsioni di ricavi per l’intero anno. Il titolo, ieri, è salito del 7,85%.
Dopo la chiusura di ieri, Advanced Micro Devices ha comunicato una sorpresa positiva per l’EPS del 2,13% e per le vendite del 3,74%. Ciò corrisponde, tuttavia, a un calo trimestrale dell’EPS del 30,4%, a fronte di una crescita delle vendite del 31,7%. L’azienda prevede per il terzo trimestre ricavi pari, nel valore mediano, a 8,7 miliardi di dollari, superiori alle stime di consenso di 8,3 miliardi. Prima della pubblicazione degli utili, il titolo aveva chiuso in calo dell’1,40%, registrando poi un’ulteriore flessione del 3% nelle contrattazioni after-hours.
Sempre dopo la chiusura, Arista Networks ha annunciato un EPS superiore alle attese del 12,3% e vendite oltre le previsioni del 4,34%, con una crescita trimestrale dell’EPS del 40,4% e un incremento del fatturato del 30,2%. Anche in questo caso, la società ha alzato le previsioni per il terzo trimestre del 6,13% rispetto alle stime di mercato. Negli scambi after-hours, il titolo è balzato di oltre il 14%.
Oggi sono attesi i risultati di 548 aziende. Tra queste, nomi di rilievo come McDonald’s, Disney e Uber prima dell’apertura dei mercati, e AppLovin e DoorDash dopo la chiusura.
Sul fronte commerciale, si attendono sviluppi nei negoziati con il Canada, ripresi di recente. Ottawa appare fiduciosa in un prossimo accordo, ma al momento non vi è ancora nulla di definito. Il Canada è il terzo partner commerciale degli Stati Uniti, dopo l’Unione Europea e il Messico, entrambi già coperti da accordi o proroghe. Soltanto i beni esclusi dall’accordo USMCA saranno soggetti a dazi più elevati: il Canada rappresenta circa il 12% delle importazioni statunitensi, ma l’86% di tali beni rientra già nell’USMCA, lasciando solo il 14% potenzialmente colpito dai dazi durante le trattative.
Escludendo il Canada, gli Stati Uniti dispongono di accordi con l’UE (primo partner), il Messico (secondo, con una proroga di 90 giorni), la Cina (quarto, con un’intesa operativa in scadenza e probabile proroga il 12 agosto) e il Giappone (quinto partner). Sono inoltre in vigore accordi con Regno Unito, Corea del Sud, Indonesia, Vietnam e altri Paesi: insieme, questi rappresentano quasi il 65% delle importazioni statunitensi; includendo i beni canadesi coperti dall’USMCA, la percentuale sale al 75%.
Resta invece incerta la situazione con l’India, con dazi reciproci previsti tra il 20% e il 25%. Il presidente Trump ha minacciato tariffe “sostanzialmente” più alte, a causa della compravendita di petrolio russo da parte di Nuova Delhi. La questione potrebbe essere affrontata nel contesto delle trattative commerciali in corso.
Sul fronte macroeconomico, l’indice PMI composito di ieri è salito a 55,1, rispetto al 52,9 del mese precedente e alle stime di 54,6. Anche l’indice dei servizi è aumentato, raggiungendo quota 55,7 (contro il 52,9 del mese precedente e il consenso di 55,2). Viceversa, l’indice ISM dei servizi è sceso a 50,1, rispetto al 50,8 del mese scorso e alla stima di 51,5.
Finora, l’andamento settimanale delle borse resta nettamente positivo. Alcune notizie incoraggianti e risultati societari superiori alle attese potrebbero contribuire a mantenere questa tendenza.
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