Peter_Braganti

WisdomTree Italian Daily Update - 12.10.2021

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Inflazione e rallentamento della crescitasono ormai evidenti.
L’indice Tedesco Zew in calo, per effetto dei colli di bottiglia nella manifattura .
Corrono ancora i prezzi di carbone, alluminio e altri metalli industriali.
Il Governo cinese torna in pressing sul mondo finanziario.


La settimana borsistica e’ iniziata ieri, 11 ottobre, all’insegna della prudenza per tutti i listini europei, che hanno ignorato il rasserenamento della mattinata “asiatica”. La paura per l’escalation dei prezzi delle materie prime energetiche domina le trame operative, con analisti ed investitori che eleborano ampiamente sull’impatto che essa avra’ su inflazione e politica monetaria delle Banche centrali. Insomma, la crescita mondiale post-Pandemia e’ minacciata e sta infatti rallentando.

Il prezzo del petrolio WTI (West Texas Intermediate) e’ salito largamente sopra la soglia degli 80 Dollari/barile, violata venerdi’ 8 ottobre, ed ha superato gli 82 Dollari, prima di ripegare leggermente sotto 81. Stamane, 12 ottobre e’ stabile a 80,5 Dollari/barile (ore 11.15 CET ).

In Cina un picco di domanda “precauzionale” di carbone, combinato agli effetti negativi delle alluvioni su miniere e trasporti ferroviari e fluviali, ha spinto i contratti future sul carbone “coke” ai massimi di sempre, smentendo chi prevedeva la prossima fine del piu’ “sporco” dei combustibili. Anche i prezzi di diversi metalli industriali hanno ripreso a salire: l’alluminio e la bauxite sono ai massimi da 13 anni.

Tornando alle Borse europee, ieri il FtseMib italiano, forse appesantito anche dal dato deludente sulla produzione industriale ad agosto, ha perso il -0,46%: in lieve calo anche il Dax tedesco, -0,09%, mentre si sono mantenuti sopra la parita’ sia il Cac francese, +0,16%, che il Ftse100 inglese, +0,68%.

Negativa, anche se non disastrosa, Wall Street, nel “Columbus Day” quest’anno piu’ marcatamente dedicato alla gratitudine verso i “nativi americani”: il Dow Jones ha perso -0,72%, il Nasdaq -0,64% e lo S&P500 -0,69%.

L’economia Usa e le valutazioni borsistiche “devono” tener conto del contesto di crescita rallentato che l’aumento delle materie prime, l’inflazione e l’inattesa tematica della ridotta disponibilita’ di componenti produttive e di semi-lavorati, stanno determinando.

Ad esempio, la notte scorsa Goldman Sachs ha abbassato le stime di crescita del GDP 2021 Usa (Prodotto interno lordo) a +5,6% dal precedente +5,7% e quelle sul 2022 al +4,0% dal +4,4%, evidenziando il peggioramento delle “condizioni di spesa”, alias inflazione elevata e difficolta’ a ricevere i prodotti desiderati, per la normalizzazione delle quali ci vorranno almeno sei mesi.

Anche in Europa si moltiplicano i sintomi di rallentamento congiunturale: stamane, 12 ottobre, l’indice tedesco ZEW, che misura la fiducia di investitori e analisti sull’economia, è sceso nuovamente, a 22,3 da 26,5 sulla componente aspettative, soffrendo dei numerosi colli di bottiglia in vari ambiti della manifattura.

Il contesto inflattivo e la diffusa convinzione che le banche centrali Usa ed Europea vadano verso una “stretta monetaria” producono rialzi contenuti sui tassi d’interesse dei titoli Governativi e corporate: ieri il rendimento del Bund 10 anni tedesco e’ risalito a -0,12%, quello del suo omologo italiano a +0,92%, e quello del Treasury 10 anni Usa a +1,62%. Oggi, 12 ottobre, tendono tutti a ripiegare di 1-2 bps .

Oggi il Fondo Monetario Internazionale, al cui vertice e’ stata riconfermata la Signora Georgieva, pubblica un estratto del World Economic Outlook e del Fiscal Monitor, con un’attenzione particolare all’andamento dei prezzi delle materie prime e agli squilibri che esso determina su inflazione e crescita. Sempre oggi a Roma avra’ luogo il vertice straordinario del G20, fortemente voluto dal Premier italiano Mario Draghi, e dedicato all'emergenza Afghanistan.

Mentre la situazione resta tranquilla sul fronte delle valute tradizionali, prosegue il buon momento delle “crypto”, col Bitcoin , che stamane è salito fino oltre i 57.500 Dollari, ai massimi da maggio.

Stamattina le chiusure asiatiche sono state tutte negative. L’indice MSCI Asia Pacific che esclude la borsa giapponese, ha invertito la tendenza al recupero dei tre giorni precedenti, afflitto dalla corsa delle materie prime e dalle cattive notizie provenienti dalla Cina . L’Hang Seng di Hong Kong ha perso -1,4%, il Nikkei giapponese -0,9%, il Kospi coreano il -1,0%.

L’indice continentale cinese CSI 300 di Shanghai e Shenzen e’ scivolato del -1,1%, per il riacutizzarsi delle tensioni nel settore immobiliare, dove si allunga la lista delle societa’ in difficolta’ finanziaria. Anche per arginare questa crisi, il Governo Cinese ha deciso di attuare controlli straordinari ed immediati su banche, assicurazioni e società finanziarie.

La mattinata dei mercati europei ha visto un avvio negativo seguito da un tentativo di recupero. Alle 12.30 CET i maggiori listini perdono in media il -0,4%.

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