Nasdaq oltre 29.000? Estensione di distribuzione?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il Nasdaq 100 viaggia in area 29.100–29.300 punti, dopo aver segnato l’11 maggio un massimo intraday in area 29.300–29.400 e una chiusura in prossimità dei massimi storici aggiornati.
L’intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 25.400–25.600 ha quindi prodotto un’estensione di circa 3.500–3.700 punti in poco più di un mese, configurando una fase di “melt‑up” molto simile, per intensità, al rally di inizio anno ma con una pendenza ancora più marcata.
Nelle ultime sedute la price action mostra una progressione graduale sopra 28.700, con brevi fasi di consolidamento intraday ma chiusure giornaliere sistematicamente sopra 29.000, segnale di prese di profitto ancora contenute e di domanda attiva sui pullback di breve.
Le analisi tecniche sul Nasdaq 100 e sull’US 100 Tech Index evidenziano come il canale ascendente avviato dai minimi di aprile continui a reggere, con massimi e minimi crescenti che confermano la pressione rialzista in scia ai risultati trimestrali tech e al mantenimento di condizioni finanziarie ancora favorevoli al comparto growth.
I precedenti massimi storici in area 27.700–28.000, superati tra fine aprile e inizio maggio, sono ormai alle spalle e agiscono come primo supporto dinamico di medio periodo, mentre sopra 29.000 l’indice si muove in piena fase di price discovery rialzista su livelli mai esplorati prima.
Struttura di fondo: bull trend esteso e vivo?
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend di medio‑lungo periodo, riattivato dalla correzione di marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi di inizio aprile in area 25.400–25.600 che hanno segnato l’ultimo importante “higher low” del movimento.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 26.000, 27.000 e 28.000, fino alla progressione attuale verso l’area 29.300.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale dell’AI e della crescita degli utili delle big tech nel sostenere il premio di valutazione del Nasdaq 100 rispetto all’S&P 500, con diverse case che per il biennio 2026–2027 stimano ancora una crescita utili superiore per il comparto tech rispetto al mercato USA nel suo complesso.
In questo quadro, la fascia 25.000–25.600 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 27.000 il focus degli strategist resta più sulla sostenibilità delle valutazioni e sull’eventuale compressione dei multipli che non sulla tenuta del trend strutturale.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente e i supporti strutturali di medio periodo sopra 25.000–25.600 vengono difesi, anche correzioni violente sarebbero inquadrate come movimenti “in trend” all’interno di un bull market pluriennale, non come un’inversione definitiva.
Nuova fascia 28.000–30.000: livelli NAS100
Rispetto alla precedente fascia 26.500–28.500, l’ultima estensione ha spostato ulteriormente verso l’alto il baricentro del trading range: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD NAS100 / US Tech 100) si colloca indicativamente tra 28.000 e 30.000 punti, con la parte centrale del range concentrata nell’area 28.800–29.400.
Principali livelli aggiornati (NAS100, riferiti al cash NDX/US100):
• Resistenza immediata 29.300–29.500 punti: area dei massimi storici più recenti, in cui convergono la parte alta del canale ascendente daily e le proiezioni di Fibonacci dell’impulso partito dai minimi di aprile; una chiusura daily robusta sopra 29.500 aprirebbe spazio verso 29.800–30.000.
• Resistenza secondaria 29.800–30.000 punti: cluster di estensioni Fibonacci intermedie citate nelle proiezioni per il 2026 e target che diversi outlook indicano come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore “overshooting” del sentiment risk‑on.
• Supporto primario 28.800–28.600 punti: ex area di resistenza di fine aprile e zona dei livelli tecnici di breakout delle ultime settimane; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta coerente con una “bullish acceleration” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 28.200–28.000 punti: area di consolidamento che ingloba i supporti chiave di metà aprile, corrispondente al cuore del canale rialzista; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell’extra‑performance di aprile.
• Supporto strutturale 27.400–27.000 punti: fascia che include i minimi significativi del breakout di fine aprile; la sua rottura aprirebbe il corridoio 26.500–26.000 e segnalerebbe l’esaurimento dell’onda rialzista in essere, con rischio di ritorno verso il vecchio range 25.600–25.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 rimane marcatamente rialzista: il prezzo continua a muoversi sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni (valori non pubblicati in modo diretto dalle fonti ma coerenti con un indice sui massimi storici dopo un rally di oltre il 10% mensile), con la 20 che si mantiene sopra la 50 e quest’ultima sopra la 200, assetto tipico di una fase di trend forte.
Il distacco tra prezzo corrente (area 29.100–29.300) e medie lente, situate più in basso tra la fascia 27.000–26.000, descrive un trend di tipo “power up” ma allo stesso tempo esposto al rischio di ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio dinamico.
Gli oscillatori di momentum, pur non essendo riportati puntualmente dalle fonti consultate, risultano coerenti con una condizione di ipercomprato moderato‑avanzato: dopo un movimento così verticale, è ragionevole attendersi un RSI daily stabilmente sopra 60–65 e un MACD positivo, ma con probabilità crescente di segnali di rallentamento dell’accelerazione più che di inversione immediata.
Su time frame orario, la permanenza dei prezzi nella parte alta del canale 28.800–29.400 produce fasi di consolidamento laterale utili a scaricare solo parzialmente l’eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un’onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 28.600–28.200.
In questa mappa tecnica, sopra 29.300–29.500 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 29.800–30.000, mentre l’area 28.800–28.200 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑accelerazione.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 27.400–27.000 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di “bull trend esteso ma intatto”, aprendo spazio a un repricing più profondo del rischio tech verso 26.500–26.000.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Fibonacci
BTC/USD idea SHORTCONTESTO: TIME FRAME mensile: sbilanciamento massimi precedenti + CHOCH con cambio dominance ribassista + FVG
CONFLUENZE: il FVG approssimativamente coincide con il livello 61.8% di fibonacci dallo swing high allo sving low del CHOCH.
l'indicatore RSI mostra divergenza ribassista rispetto al prezzo che ha sbilanciato i massimi con valore di 50
l'indicatore MACD mostra divergenza di prezzo ribassista + incrocio a ribasso delle sue medie
STRUTTURA : TIME FRAME WEEKLY:
individuato BOS ribassista
MACD: sotto il valore 0 (continua tendenza ribassista) anche se presenta incrocio a rialzo delle sue medie (ma è solo il prezzo che sta ritracciando)
RSI: valore 48.90 (rimane all'interno della tendenza a ribasso)
FVG: coincide con livello 61.8% di fibonacci + EMA 200
TRIGGER OPERATIVO: TIME FRAME DAILY:
il prezzo sta ora mitigando il FVG WEEKLY con volume decrescente rispetto la media (il prezzo fa fatica a creare nuovi massimi)
MACD: intreccio a ribasso delle medie + cambio colore istogramma da verde a rosso; possibilità che il ritracciamento si sta esaurendo)
RSI: >60 aspetto che scenda per confermare l'inizio del nuovo impulso ribassista
ADX: >25
in attesa di candela di rifiuto ENGULFING ribassista o PINBAR con volumi decisi in aumento.
TARGET 60.000
Nasdaq oltre 27.700: estensione finale o gamba di rialzo?Contesto attuale: dove siamo ora
A inizio maggio 2026 il Nasdaq 100 viaggia in area 27.700–27.800 punti dopo aver chiuso il 4 maggio a 27.731, con massimo intraday a 27.822, aggiornando ancora i massimi storici segnati a fine aprile.
L’intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 23.800–24.000 ha quindi prodotto un’estensione di circa 3.800–4.000 punti in meno di un mese, configurando una fase di “melt‑up” più marcata rispetto al precedente swing di marzo.
Nelle ultime sedute la price action mostra una progressione graduale sopra 27.300, con brevi fasi di consolidamento intraday ma chiusure giornaliere sistematicamente sopra 27.400, segnale di prese di profitto ancora contenute e di domanda attiva sui pullback.
Le analisi tecniche sul Nasdaq 100 evidenziano come il canale ascendente avviato dal minimo del 7 aprile a 23.808 continui a reggere, con massimi e minimi crescenti che confermano la pressione rialzista in scia ai risultati trimestrali tech e al graduale allentamento delle tensioni geopolitiche percepite a metà aprile.
I precedenti massimi storici in area 26.200–26.300, superati a metà aprile, sono ormai alle spalle e agiscono come supporto dinamico di medio periodo, mentre sopra 27.500 l’indice si muove in piena fase di price discovery rialzista.
Struttura di fondo: bull trend esteso ma vivo
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend di medio‑lungo periodo, riattivato dalla correzione di marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi 23.800–24.000 dell’inizio di aprile.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 24.500, 25.000, 26.000 e poi oltre 27.000, con la progressione odierna verso l’area 27.800.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale dell’AI e della crescita degli utili delle big tech nel sostenere il premio di valutazione del Nasdaq 100 rispetto all’S&P 500, con diverse case che per il biennio 2026–2027 stimano ancora una crescita utili superiore per il comparto tech.
In questo quadro, la fascia 23.000–23.800 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 25.000 il focus degli strategist resta più sulla sostenibilità delle valutazioni e sull’eventuale compressione dei multipli che non sulla tenuta del trend strutturale.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente e i supporti strutturali di medio periodo sopra 23.000–24.000 vengono difesi, anche correzioni violente sarebbero inquadrate come movimenti “in trend” all’interno di un bull market pluriennale, non come un’inversione definitiva.
Nuova fascia 26.500–28.500: livelli NAS100
ùRispetto alla precedente fascia 26.000–27.800, l’ultima estensione ha spostato ulteriormente verso l’alto il baricentro del trading range: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) si colloca indicativamente tra 26.500 e 28.500 punti, con la parte centrale del range concentrata nell’area 27.300–27.900.
Principali livelli aggiornati (NAS100, riferiti al cash NDX):
• Resistenza immediata 27.800–28.000 punti: area dei massimi storici più recenti, in cui convergono la parte alta del canale ascendente daily identificato dalle analisi sul Nasdaq CFD e le proiezioni di Fibonacci dell’impulso partito dai minimi di aprile; una chiusura daily robusta sopra 28.000 aprirebbe spazio verso 28.300–28.500.
• Resistenza secondaria 28.300–28.500 punti: cluster di estensioni Fibonacci intermedie citate nelle proiezioni per il 2026 e target che diversi outlook indicano come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore “overshooting” del sentiment risk‑on.
• Supporto primario 27.300–27.100 punti: ex area di resistenza di fine aprile e zona dei livelli tecnici 27.140–27.380 individuati come resistenze intermedie nelle analisi di aprile; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta coerente con una “bullish acceleration” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 26.800–26.500 punti: area di consolidamento che ingloba i supporti chiave 26.288–26.142 segnalati come pivot di breve periodo, corrispondente al cuore del canale rialzista; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell’extra‑performance di aprile.
• Supporto strutturale 25.800–25.300 punti: fascia che include il “key short‑term pivot” 25.320 e i minimi significativi di metà aprile, la cui rottura aprirebbe il corridoio 25.000–24.700 e segnalerebbe l’esaurimento dell’onda rialzista in essere con rischio di ritorno verso il vecchio range 24.000–23.500.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 rimane marcatamente rialzista: il prezzo continua a muoversi sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la 20 che ha completato un bullish crossover sopra la 50 e viaggia ben al di sopra della 200, assetto tipico di una fase di trend forte.
Il distacco tra prezzo corrente (area 27.700) e medie lente, situate diverse centinaia di punti più in basso tra 26.000 e 25.000, descrive un trend di tipo “power up” ma allo stesso tempo esposto al rischio di ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio dinamico.
Gli oscillatori di momentum confermano una condizione di ipercomprato moderato‑avanzato: l’RSI daily, già segnalato sopra 65–70 sulle analisi di metà aprile, continua a oscillare in area di ipercomprato, mentre il MACD resta positivo pur mostrando un appiattimento dell’istogramma coerente con una fase di rallentamento dell’accelerazione più che con un’inversione già in atto.
Su time frame orario, la permanenza dei prezzi nella parte alta del canale 27.300–27.800 produce fasi di consolidamento laterale utili a scaricare solo parzialmente l’eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un’onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 27.100–26.800.
In questa mappa tecnica, sopra 27.800–28.000 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 28.300–28.500, mentre l’area 27.300–26.800 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑accelerazione.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 25.800–25.300 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di “bull trend esteso ma intatto”, aprendo spazio a un repricing più profondo del rischio tech.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 26.500–28.500
· Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock sul fronte geopolitico e le big tech continueranno a consegnare utili complessivamente in linea o superiori alle attese, il Nasdaq (NAS100 CFD) ha spazio per mantenersi sopra 27.300–27.100 e lavorare stabilmente l’area 27.800–28.000, con possibili estensioni verso 28.300–28.500 in caso di ulteriore compressione del premio per il rischio.
In questo contesto i modelli trend‑following restano orientati a strategie di accumulazione sui “dips”, privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 27.300–26.800, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 26.500–25.800 a seconda dell’orizzonte temporale e della leva impiegata.
· Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche con impatto sulle condizioni finanziarie globali, oppure se dalle prossime trimestrali tech arrivassero sorprese negative su crescita e guidance, il premio di valutazione accumulato dall’indice potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento iniziale verso 27.300–26.800, per poi estendersi in caso di correzione più ampia verso 26.500–25.800, dove si concentrano i principali supporti statici e dinamici di breve‑medio periodo.
Solo una discesa stabile sotto 25.300–25.000 comprometterebbe la struttura dell’impulso di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 24.700–24.000, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 26.500–27.000.
In questa fase, la fascia 26.500–28.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot operativo del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 27.300–27.100 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 28.300–28.500 e un rientro più profondo verso il range 26.500–25.300 con normalizzazione del momentum dopo il “massive gap up” di inizio aprile.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Analisi tecnica XAUUSD - AcquistoXAUUSD Reagisce dalla Zona di Acquisto di Fibonacci, Struttura di Recupero Ha Ancora Bisogno di Conferma
L'oro sta mostrando una reazione precoce dalla zona di acquisto di Fibonacci attorno a 4493, dopo un movimento correttivo dall'area di resistenza precedente. La struttura a breve termine è ancora sotto pressione, ma l'attuale azione di prezzo suggerisce che i compratori stanno cercando di difendere una base tecnica importante.
La domanda chiave ora è se l'oro può costruire abbastanza forza sopra questa zona di domanda per sfidare i prossimi livelli di resistenza.
Contesto di Mercato
L'oro ha recentemente attraversato una fase correttiva dopo aver fallito nel mantenere il momentum sopra l'area di resistenza a metà gamma. Il mercato sta ora scambiando vicino a una zona sensibile dove i compratori tecnici potrebbero iniziare a reagire, specialmente mentre il prezzo si avvicina a un'area di supporto di Fibonacci.
Dal punto di vista di Lily, questo non è ancora un chiaro ribaltamento rialzista. È un tentativo di recupero da una zona di supporto tecnica, e la prossima conferma dipenderà da come il prezzo si comporta attorno ai vicini livelli di resistenza.
Il volume rimane importante qui. Una continuazione rialzista più forte avrebbe bisogno di essere supportata da un volume in miglioramento, specialmente se l'oro tenta di riprendere la resistenza attorno a 4649 e successivamente la zona di vendita vicino a 4736–4760.
Struttura Tecnica
Dal punto di vista tecnico, l'oro sta attualmente reagendo dalla zona di acquisto di Fibonacci vicino a 4493, che si allinea strettamente con l'area di ritracciamento di Fibonacci 0.5. Questa zona funge da principale supporto a breve termine.
La struttura mostra:
Prezzo che reagisce dalla zona di domanda di Fibonacci
Pressione di vendita a breve termine che rallenta vicino al supporto
Prima resistenza attorno a 4649
Una zona di vendita più grande sopra attorno a 4736–4760
Liquidità target più alta che riposa vicino alla zona di resistenza superiore attorno a 4995–5000
L'attuale movimento suggerisce che l'oro potrebbe tentare un recupero a breve termine finché la zona di supporto a 4493 continua a mantenere. Tuttavia, il mercato ha ancora bisogno di una chiara rottura sopra la resistenza per confermare un momentum rialzista più forte.
Livelli Chiave
Supporto / Zona di Acquisto: 4493
Supporto di Fibonacci: 4491–4493
Resistenza Attuale: 4649
Zona di Vendita: 4736–4760
Resistenza Maggiore / Zona Target: 4995–5000
Scenario & Aspettativa
Lo scenario preferito è un recupero rialzista a breve termine dalla zona di acquisto di Fibonacci.
Se l'oro continua a mantenersi sopra 4493, il prezzo potrebbe tentare di recuperare verso 4649, che è la prima resistenza importante. Una rottura e mantenimento sopra questo livello potrebbe aprire la strada per un ulteriore movimento nella zona di vendita attorno a 4736–4760.
Da lì, il mercato potrebbe reagire di nuovo. Se i compratori rimangono forti e il volume supporta la rottura, l'oro potrebbe estendersi verso l'area di resistenza più grande vicino a 4995–5000.
Tuttavia, se il prezzo non riesce a mantenere la zona di 4493, la visione del recupero rialzista si indebolirebbe. Una rottura pulita sotto quest'area potrebbe esporre l'oro a una correzione più profonda prima che appaia qualsiasi tentativo di recupero più forte.
Conclusione
L'oro sta attualmente cercando di stabilizzarsi attorno a una importante zona di acquisto di Fibonacci vicino a 4493. La reazione da quest'area è costruttiva, ma non abbastanza per confermare un completo ribaltamento rialzista ancora.
Finché il prezzo rimane sopra questo supporto, la struttura a breve termine favorisce un recupero verso 4649, poi potenzialmente 4736–4760. Una continuazione rialzista più forte richiederebbe che il prezzo rompa la resistenza con una migliore conferma di volume.
La visione di Lily: l'oro è a un punto di svolta tecnico. La reazione del supporto è promettente, ma il prossimo movimento ha bisogno di conferma. Il segnale più chiaro arriverà da come il prezzo si comporta attorno a 4649 e se i compratori possono difendere la base a 4493.
EURUSD in consolidamento a 1,17 pausa salutare o vulnerabilità?EUR/USD si trova a fine aprile 2026 in una fase di consolidamento dopo il rimbalzo di inizio mese, con struttura ancora moderatamente rialzista ma momentum in graduale normalizzazione.
Contesto attuale: dove siamo ora
A fine aprile 2026 l’EUR/USD (CFD PEPPERSTONE) oscilla nell’area 1,17–1,18 dopo una fase di recupero dai minimi di marzo che ha riportato il cambio sopra le principali aree di supporto intermedio.
Il movimento di aprile ha visto il cross risalire dall’area 1,15–1,16 fino a spingersi più volte verso 1,18, con un’estensione di circa 200–250 pips in poche settimane, in un contesto di aumento della volatilità intraday ma range complessivamente controllato.
Nelle ultime sedute la price action mostra un consolidamento tra 1,17 e 1,18, con ripetuti test della fascia 1,18–1,1820 che hanno generato prese di profitto e shadow superiori sulle candele daily, senza tuttavia innescare per ora una rottura decisa dei supporti di breve.
Le analisi intraday evidenziano come la stabilizzazione sopra 1,17 sia coerente con un quadro di ritorno in “neutral zone” dopo il recupero dai minimi di marzo, con il mercato che sta pesando il differenziale di policy atteso tra Fed e BCE e i dati macro-misti provenienti dall’area euro.
In questo contesto, l’area 1,1640–1,1720 rimane il cuore del trading range di aprile, con il CFD EURUSD Pepperstone che riflette fedelmente i movimenti del cash EUR/USD, mantenendo spread tipicamente molto compressi grazie alla natura di major FX.
Struttura di fondo: trend di medio in fase di riequilibrio
Su orizzonte plurimensile l’EUR/USD arriva da una fase di pressione ribassista iniziata a inizio 2026, con il cambio che ha testato più volte area 1,15–1,16 prima di mettere a segno il rimbalzo tecnico di aprile.
Il recupero di questo mese ha consentito al cross di riportarsi sopra una serie di resistenze statiche intermedie (1,1640, 1,1720 e 1,1780), restituendo un quadro meno unidirezionale e più da fase di mean reversion all’interno di un contesto macro ancora dominato dalle aspettative sui tassi USA.
Crescita e politica monetaria sono macro favorevoli al dollaro per il 2026, pur con spazi di rimbalzo dell’euro legati a eventuali sorprese positive sui dati europei o ad una moderazione del tono restrittivo della Fed.
In questa lettura, la fascia 1,15–1,16 è vista come area di accumulazione tattica di breve per chi punta a rimbalzi correttivi dell’euro, mentre sopra 1,18 il dibattito degli strategist si concentra più sulla sostenibilità del recupero rispetto al quadro fondamentale che sulla prosecuzione lineare del bull di breve.
Finché le medie mobili principali sul daily (in particolare la 100 giorni) continuano a girarsi gradualmente verso l’alto e i supporti strutturali sopra 1,15 rimangono difesi, eventuali correzioni vengono ancora inquadrate come movimenti “in range” all’interno di un mercato valutario che non ha ancora imboccato una tendenza pluriennale definita.
Nuova fascia 1,1640–1,1840: livelli Pepperstone EURUSD
Rispetto alla precedente fascia di negoziazione 1,1530–1,1720, il mercato ha progressivamente spostato il baricentro del trading range verso l’alto: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sull’EUR/USD è centrato tra 1,1640 e 1,1840.
Principali livelli aggiornati:
• Resistenza immediata 1,1800–1,1840: area di massimi recenti e principale soglia psicologica di aprile, dove convergono resistenze giornaliere e proiezioni di Fibonacci del rimbalzo partito dai minimi di marzo; una chiusura daily robusta sopra 1,1840 aprirebbe spazio verso 1,19–1,1910.
• Resistenza secondaria 1,1910–1,1970: cluster di estensioni Fibonacci intermedie e livelli indicati da diverse analisi come target teorico di un’eventuale onda correttiva più ampia dell’euro contro dollaro nel corso di Q2 2026.
• Supporto primario 1,1720–1,1670: ex zona di resistenza tornata area di congestione, coincidente con supporti intraday chiave; finché le chiusure giornaliere rimangono sopra questa fascia, la struttura resta di “bullish consolidation” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long di breve.
• Supporto secondario 1,1640–1,1590: zona di breakout di inizio aprile e passaggio di diversi pivot tecnici, in prossimità dei minimi relativi di inizio mese; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non fortemente direzionali, sarebbe coerente con un normale consolidamento del rimbalzo.
• Supporto strutturale 1,1530–1,1500: fascia che ingloba i minimi significativi di marzo e il “key medium‑term pivot” individuato da molte analisi giornaliere; una rottura confermata aprirebbe il corridoio 1,1450–1,14 e segnalerebbe un possibile ripristino del bias ribassista di fondo sul cambio.
Questi livelli trovano corrispondenza anche nelle tabelle di supporto/resistenza pubblicate dai desk di analisi su EUR/USD, con 1,1720–1,1780–1,1840 come principali resistenze e 1,1640–1,1590–1,1530 come supporti progressivi di periodo.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sull’EUR/USD daily appare in fase di riequilibrio: il prezzo si muove in prossimità o leggermente sopra le principali medie (50 e 100 periodi), con i segnali di alcuni desk ancora orientati a favore di un bias moderatamente rialzista di breve finché le quotazioni rimangono sopra l’area 1,1640–1,1670.
Il distacco tra prezzo corrente (area 1,17–1,18) e medie lente rimane contenuto, descrivendo un trend “moderately up” ma non in estensione estrema, con spazio per ritracciamenti ordinati verso le zone di equilibrio senza che ciò comprometta immediatamente la struttura di recupero.
Gli oscillatori di momentum restituiscono un quadro di forza in raffreddamento: l’RSI a 14 periodi è stato recentemente indicato in area 55–57, sopra la linea di neutralità ma lontano dall’ipercomprato, mentre il MACD mostra un tentativo di consolidamento dopo la fase di recupero, senza segnali chiari di inversione strutturale.
Su time frame orario, le fasi laterali attorno a 1,17 hanno contribuito a scaricare parte dell’eccesso di momentum generato dal movimento di inizio aprile, mantenendo una struttura coerente con un’onda correttiva rialzista ancora attiva finché i pullback restano contenuti sopra 1,1640–1,1590.
In questa mappa tecnica, sopra 1,1800–1,1840 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 1,19–1,1970, mentre la fascia 1,1720–1,1590 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto a protezione del rimbalzo di aprile.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 1,1530–1,1500 metterebbe in discussione la narrativa di recupero di breve sull’euro e riaprirebbe scenari di ritorno verso i minimi di periodo nell’area 1,14–1,1350.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 1,1640–1,1840
· Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock macro o geopolitici rilevanti e i dati europei dovessero mantenersi in linea o leggermente sopra le attese, l’EUR/USD ha spazio per mantenersi sopra 1,1720–1,1670 e lavorare la fascia 1,1800–1,1840 con possibili estensioni verso 1,19–1,1910.
In questo contesto i modelli trend‑following restano orientati a strategie di acquisto sui “dips”, privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 1,1720–1,1640, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 1,1590–1,1530.
· Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche con impatto su petrolio e condizioni finanziarie globali, o dovessero arrivare sorprese negative dai dati dell’area euro e da eventuali revisioni restrittive della guidance delle banche centrali, il premio di valutazione accumulato dall’euro potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento prima verso 1,1720–1,1640, poi verso 1,1590–1,1530 in caso di correzione più ampia.
Solo una discesa stabile sotto 1,1500–1,1450 comprometterebbe la struttura del recupero di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 1,14–1,1350, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 1,17–1,18.
In questa fase, la fascia 1,1640–1,1840 sull’EUR/USD (CFD Pepperstone EURUSD) rappresenta il nuovo pivot del principale cross valutario globale: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 1,1720–1,1670 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del recupero verso 1,19–1,1970 e un rientro più profondo verso il range 1,1590–1,1500 con normalizzazione del momentum dopo il rimbalzo di inizio aprile.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
GBPUSD in quota 1,35: consolidamento o nuova gamba rialzista?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine aprile 2026 il cambio GBP/USD oscilla poco sopra 1,34–1,35, con i dati storici che indicano un close del 30 aprile in area 1,35 circa (1,3480–1,3496), dopo alcune sedute laterali attorno a questi livelli.
Il movimento delle ultime settimane ha visto la sterlina risalire dai minimi di marzo in area 1,31–1,32 fino a testare più volte la zona 1,36, con un’estensione di circa 400–500 pips, favorita dalla fase di indebolimento del dollaro e da attese di Bank of England relativamente meno accomodante.
Nelle ultime sedute la price action mostra un consolidamento nella fascia 1,3450–1,3550, con candele daily che alternano shadow superiori e inferiori in corrispondenza dei livelli 1,35–1,36, confermando prese di profitto senza però rompere in modo deciso i supporti tecnici di breve.
Analisi giornaliere evidenziano un cambio che “tiene” sopra supporti chiave (1,3445–1,3480) e si mantiene poco sopra la media mobile a 50 giorni, mentre sul grafico daily si sviluppa una struttura di possibile bull flag o continuation pattern rialzista.
In questo contesto, l’area 1,3445–1,3540 resta il cuore del range operativo di fine aprile, con il CFD GBPUSD di Pepperstone che replica il cash con spread tipicamente contenuti, come è usuale sulle major FX.
Struttura di fondo: rimbalzo da marzo e bias moderatamente rialzista
Su orizzonte plurimensile il GBP/USD arriva da una fase di correzione che ha toccato un minimo significativo in area 1,3150–1,3160 tra fine marzo e inizio aprile, zona da cui è partito l’attuale rimbalzo.
La reazione di aprile ha permesso alla coppia di riportarsi sopra una serie di resistenze statiche intermedie (1,33, 1,34 e 1,35), spostando il quadro da dominanza ribassista a fase di recupero strutturato, con il prezzo che ora lavora sopra la 50‑day EMA e in prossimità delle medie più lente.
Diverse analisi tecniche sottolineano la formazione di pattern di inversione rialzista, tra cui un testa‑spalle rovesciato e una uscita da wedge discendente, elementi che rafforzano la narrativa di un bull di breve/medio periodo sul cable.
In termini macro, il quadro di attese su Fed e BoE rimane centrale: i recenti segnali di lieve indebolimento del dollaro e le aspettative su possibili mosse BoE meno accomodanti rispetto alla Fed hanno sostenuto il recupero della sterlina, pur in un contesto di volatilità sensibile ai dati su inflazione UK e USA.
Finché i supporti strutturali sopra 1,33–1,32 rimangono difesi e le medie mobili di medio periodo continuano a fornire sostegno, le correzioni brusche vengono ancora lette come movimenti “in trend” all’interno di un bull di medio in costruzione piuttosto che come l’avvio di un nuovo leg down.
Nuova fascia 1,3445–1,3650: livelli Pepperstone GBPUSD
Rispetto alla precedente fascia 1,3150–1,3450, il mercato ha spostato il baricentro del trading range più in alto: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul cable (CFD Pepperstone GBPUSD su TradingView) è centrato tra 1,3445 e 1,3650.
Principali livelli aggiornati (CFD Pepperstone GBPUSD, riferito al cash GBP/USD):
• Resistenza immediata 1,3560–1,3600: area dei massimi recenti e target indicato da più analisi di aprile, zona di R1/R2 intraday e parte alta del wedge rialzista; una chiusura daily solida sopra 1,3600 aprirebbe spazio verso 1,37.
• Resistenza secondaria 1,3700–1,3750: cluster di estensioni Fibonacci e livello psicologico segnalato come possibile obiettivo di proiezione dell’attuale onda rialzista; sopra 1,3750 aumenterebbe il rischio di short covering verso area 1,38.
• Supporto primario 1,3500–1,3480: ex resistenza chiave e primo pivot di breve, indicata da vari desk come area di S1 intraday; finché le chiusure rimangono sopra questi livelli, la struttura resta di consolidamento rialzista con pullback funzionali a nuovi ingressi long.
• Supporto secondario 1,3445–1,3400: zona di supporto daily citata come “key level” in diverse analisi, coincidente con minimi recenti e passaggio di medie di breve; un ritorno su quest’area, con volumi non marcatamente distributivi, rientra in un normale riaggiustamento dopo il rally da 1,3150.
• Supporto strutturale 1,3330–1,3250: fascia che ingloba minimi intermedi di marzo e area di partenza dell’ultimo impulso; la sua rottura in chiusura giornaliera riaprirebbe il corridoio verso 1,32–1,3150, rimettendo in discussione la narrativa rialzista di medio.
Le tabelle di supporto/resistenza pubblicate a metà/fine aprile mostrano livelli molto vicini a questi, con resistenze concentrate a 1,3540–1,3580–1,3600 e supporti in area 1,3500–1,3470–1,3445.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
Sul daily del GBP/USD il prezzo si mantiene in prossimità della media a 50 giorni e sopra o vicino alla 100 giorni, con segnali misti sulla 20 giorni (in alcuni casi ancora leggermente ribassista) ma un quadro complessivo che resta lievemente favorevole alla sterlina.
La distanza tra i prezzi attuali (1,34–1,35) e le medie lente non è estrema, suggerendo un trend rialzista di recupero ma non in iperestensione, con ampio margine per pullback ordinati verso 1,3480–1,3445 senza deteriorare immediatamente la struttura di fondo.
Gli oscillatori di momentum forniscono indicazioni nel complesso positive ma non euforiche: set‑up recenti mostrano MACD e PPO prevalentemente in territorio positivo o in fase di incrocio rialzista, mentre l’RSI giornaliero oscilla attorno alla zona 50–60, spesso descritto come quadro di forza moderata.
Su time frame orario le ultime sessioni evidenziano una serie di micro‑range tra 1,3480 e 1,3560 che stanno lentamente scaricando l’eccesso di momentum accumulato dal rally precedente, mantenendo una struttura coerente con un possibile continuation pattern finché i pullback restano sopra 1,3445–1,3400.
In questa mappa tecnica, sopra 1,3560–1,3600 il cambio entrerebbe in una nuova fase di price discovery rialzista verso 1,37–1,3750, mentre la fascia 1,3500–1,3445 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑rally di aprile.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 1,3330–1,3250 metterebbe in discussione il quadro di recupero avviato da marzo, riaprendo scenari di ritorno verso i minimi in area 1,32–1,3150.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 1,3445–1,3650
· Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane il sentiment sul rischio globale resterà costruttivo e non vi saranno sorprese restrittive inattese da parte di Fed e BoE, il GBP/USD (CFD Pepperstone GBPUSD) ha spazio per mantenersi sopra 1,3500–1,3480 e lavorare nuovamente la fascia 1,3560–1,3600, con possibili estensioni verso 1,37.
In questo contesto, i modelli trend‑following restano orientati a strategie di accumulazione sui “dips”, privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 1,3500–1,3445, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 1,3400–1,3330.
· Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero emergere dati macro negativi per l’economia UK (crescita, inflazione, mercato del lavoro) o un ritorno di forza del dollaro sulla scia di sorprese hawkish dalla Fed o di tensioni geopolitiche, il cambio potrebbe avviare un ritracciamento più ampio prima verso 1,3445–1,3400, poi verso 1,3330–1,3250.
Solo una discesa stabile sotto 1,3250–1,3200 comprometterebbe in modo netto la struttura del recupero di aprile, aprendo spazio a una revisione ribassista più profonda con possibili estensioni verso 1,3150, area che diversi desk individuano come target di profit‑taking per strategie short attivate sopra 1,35–1,36.
In questa fase, la fascia 1,3445–1,3650 sul GBP/USD (CFD Pepperstone GBPUSD) rappresenta il nuovo pivot operativo del mercato sulla sterlina: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 1,3500–1,3480 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del rimbalzo verso 1,37–1,3750 e un rientro più profondo verso il range 1,3400–1,3330 con progressiva normalizzazione del momentum.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq in orbita sui 27.300 spinta inesauribile o pullback?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine aprile 2026 il Nasdaq 100 oscilla poco sopra i 27.200 punti dopo aver chiuso il 27 aprile nell’area 27.270–27.300, aggiornando i massimi storici segnati nella settimana precedente.
Il movimento di aprile ha visto l’indice risalire dai minimi di area 23.700–24.000 di fine marzo/inizio aprile sino all’attuale zona 27.000 e oltre, con un’estensione di circa 3.000 punti in meno di un mese.
Nelle ultime sedute la price action mostra un consolidamento sopra 26.800–27.000 dopo diversi tentativi di attacco a 27.300–27.400, con candele daily che evidenziano prese di profitto intraday ma ancora incapaci di rompere i supporti chiave.
Il Nasdaq 100 ha quindi toccato un massimo intraday nella settimana del 22 aprile, confermando la pressione rialzista sul comparto tech in scia ai risultati trimestrali e al sollievo geopolitico legato alla tregua USA‑Iran.
La precedente accelerazione da 23.000–24.000 ha quindi già trasformato i vecchi massimi storici in area 26.200–26.300 in supporto intermedio, lasciando l’indice in piena fase di price discovery rialzista sopra 27.000.
Struttura di fondo: bull trend esteso ma vivo
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend e riattivato dalla correzione di marzo 2026, quando l’indice ha reagito con forza dalla fascia 23.000–24.000.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 24.500, 25.000, 26.000 e fino ai nuovi massimi oltre 27.000.
Le analisi macro di inizio 2026 continuano a sottolineare il ruolo dell’AI e della forza utili del comparto big tech, con diverse case che stimano per il 2026–2027 una crescita degli utili del Nasdaq 100 ancora superiore a quella dell’S&P 500.
In questo quadro, la fascia 23.000–23.800 viene ormai interpretata come area di accumulazione completata, mentre sopra 25.000 il dibattito degli strategist si concentra più sulla sostenibilità delle valutazioni che sulla tenuta del trend di fondo.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente e i supporti strutturali di medio periodo sopra 23.000 vengono difesi, le correzioni violente restano inquadrate come movimenti “in trend” all’interno di un bull market pluriennale.
Nuova fascia 26.000–27.800: livelli Pepperstone NAS100
Rispetto alla precedente fascia 25.500–27.000, il mercato ha spostato il baricentro del trading range verso l’alto: oggi il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è centrato tra 26.000 e 27.800 punti.
Principali livelli aggiornati (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX):
• Resistenza immediata 27.300–27.400 punti: area dei massimi storici recenti, in cui convergono parte alta del canale ascendente daily e proiezioni di Fibonacci dell’impulso partito dai minimi di fine marzo; una chiusura daily robusta sopra 27.400 aprirebbe spazio verso 27.800–28.000.
• Resistenza secondaria 27.800–28.000 punti: cluster di estensioni Fibonacci intermedie e target indicato da diverse analisi previsionali per Q2 2026 come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore.
• Supporto primario 26.700–26.500 punti: ex area di consolidamento di metà aprile e vecchia resistenza psicologica, ora primo pivot di breve; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta di “bullish acceleration” con pullback interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 26.100–25.800 punti: zona di breakout di inizio aprile, coincidente con massimi precedenti e passaggio delle prime medie mobili di trend; un ritorno tecnico su quest’area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe coerente con un normale consolidamento dopo l’extra‑performance di aprile.
• Supporto strutturale 25.200–24.800 punti: fascia che ingloba i minimi significativi di fine marzo/inizio aprile e il “key medium‑term pivot” individuato da diversi desk, la cui rottura aprirebbe il corridoio 24.000–23.500 e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista in essere.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 resta marcatamente rialzista: il prezzo si mantiene sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la 20 giorni che ha già incrociato al rialzo la 50 e viaggia ben sopra la 200, tipico assetto di una fase di trend forte.
Il distacco tra prezzo corrente (area 27.200 e oltre) e medie lente, collocate diverse centinaia di punti più in basso, descrive un trend “power up” ma anche vulnerabile a ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio.
Gli oscillatori di momentum confermano una condizione di ipercomprato moderato: l’RSI daily viaggia stabilmente sopra 70, senza ancora segnali strutturali di divergenza ribassista, mentre il MACD rimane in territorio positivo pur iniziando a mostrare un appiattimento dell’istogramma.
Su time frame orario, fasi di consolidamento laterale attorno a 27.000 stanno scaricando solo parzialmente l’eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un’onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 26.500–26.100.
In questa mappa tecnica, sopra 27.300–27.400 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 27.800–28.000, mentre l’area 26.700–25.800 rappresenta il primo “cuscinetto” di supporto post‑accelerazione.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 25.200–24.800 metterebbe in discussione la narrativa dominante di “bull trend esteso ma intatto”.
Scenari di rezione dei prezzi sulla fascia 26.000–27.800
• Scenario di continuazione rialzista (base case)
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock sul fronte geopolitico e le big tech continueranno a consegnare utili superiori o in linea con le attese, il Nasdaq (NAS100 CFD) ha spazio per mantenersi sopra 26.700–26.500 e lavorare l’area 27.300–27.400 con possibili estensioni verso 27.800–28.000.
In questo contesto i modelli trend‑following restano orientati a strategie di accumulazione sui “dips” privilegiando ingressi long su pullback controllati verso 26.700–26.100, con gestione del rischio ancorata a stop progressivi sotto 25.800–25.200.
• Scenario di pullback tecnico e riapertura del rischio macro
Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche con impatto su petrolio e condizioni finanziarie globali, o arrivare sorprese negative dalle trimestrali tech, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento prima verso 26.700–26.100, poi verso 25.800–25.200 in caso di correzione più ampia.
Solo una discesa stabile sotto 24.800–24.500 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 24.000–23.500, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 26.500.
In questa fase, la fascia 26.000–27.800 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 26.700–26.500 sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 27.800–28.000 e un rientro più profondo verso il range 25.800–24.800 con normalizzazione del momentum dopo il “massive gap up” di inizio aprile
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro si ferma sotto offerta chiaveL'oro testa il supporto inferiore mentre la zona di vendita 4710 limita il rialzo
L'oro sta mostrando una rinnovata debolezza a breve termine nel grafico a 2 ore poiché il prezzo rompe verso il basso dall'area di consolidamento recente e continua a scambiare sotto la zona di vendita 4710. Con la pressione tecnica in aumento e i negoziati geopolitici ancora privi di una chiara svolta, il mercato si sta spostando verso una struttura più cauta e correttiva.
Contesto di Mercato
Titoli recenti hanno aggiunto un ulteriore strato di incertezza dopo che Donald Trump è apparso insoddisfatto della proposta dell'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz, mentre ritarda la questione nucleare. Il principale disaccordo ruota ancora attorno al programma nucleare dell'Iran e al controllo su questa rotta di navigazione critica, lasciando i negoziati privi di una risoluzione decisiva.
Per l'oro, questo crea un equilibrio importante. Da un lato, le tensioni geopolitiche irrisolte possono continuare a supportare la domanda di beni rifugio. Dall'altro, la mancanza di una chiara svolta non si traduce in un impulso rialzista aggressivo in questa fase, specialmente mentre il prezzo rimane tecnicamente pesante sotto una resistenza chiave. A breve termine, il grafico suggerisce che i partecipanti al mercato stanno ancora scegliendo di non inseguire i rimbalzi piuttosto che rincorrere i prezzi più alti.
Struttura Tecnica
Da un punto di vista tecnico, l'oro si sta indebolendo dopo non essere riuscito a riconquistare l'area di valore superiore vicino a 4710. Questa zona è chiaramente segnata nel grafico come la principale zona di vendita e si allinea anche con il POC locale, il che la rende ancora più rilevante dal punto di vista del volume.
Il prezzo ha passato diverse sessioni ruotando appena sotto quell'area, ma ogni tentativo di recupero è rimasto limitato. Questo fallimento ripetuto nel ritornare sopra la resistenza suggerisce che l'offerta è ancora attiva e che il mercato sta accettando prezzi più bassi piuttosto che ricostruire momentum rialzista.
Un altro dettaglio importante è il movimento attuale lontano dall'area 0.618 vicino a 4614. Dopo aver mantenuto sopra quel supporto per un certo periodo, il prezzo ora sta scendendo, il che apre la porta a una ritrattazione più profonda verso la prossima zona chiave di Fibonacci intorno a 4531. Quest'area spicca nel grafico come una forte zona di resistenza diventata zona di reazione, e potrebbe diventare il prossimo livello importante dove i compratori tentano di rispondere.
Il profilo di volume supporta anche l'idea di un mercato che perde forza vicino al top della recente gamma. Il prezzo non sta più mantenendosi attorno al cluster di valore più alto e sta invece ruotando verso il basso. In questo contesto, il rifiuto da 4710 appare meno come una pausa e più come una pressione di continuazione all'interno di un movimento correttivo più ampio.
Livelli Chiave
Zona di vendita / resistenza POC: 4710
Supporto a breve termine: 4614
Zona di reazione Fibonacci principale: 4531
Riferimento superiore: 4737
Estremo superiore più ampio: 4893
Scenario e Aspettativa
Lo scenario preferito rimane la continuazione ribassista a meno che l'oro non riesca a riconquistare la zona di resistenza superiore.
Finché il prezzo rimane sotto 4710, il mercato potrebbe continuare a scambiare con un tono pesante ed estendersi verso il basso verso l'area di supporto 4614. Se quel livello non riesce a mantenersi pulito, il prossimo riferimento importante verso il basso si trova intorno a 4531, dove il grafico mostra una zona di reazione Fibonacci più forte e un'area potenziale per i compratori per ri-engagement.
Da un punto di vista strutturale, questo sarebbe un naturale movimento verso il basso all'interno della fase correttiva attuale. Il mercato ha già mostrato che i tentativi al rialzo vengono venduti, e finché il prezzo non recupererà la zona di vendita con una maggiore accettazione, i rimbalzi rimarranno probabilmente limitati.
D'altra parte, se l'oro riesce a riconquistare 4710 e mantenersi sopra, la pressione al ribasso immediata inizierebbe ad attenuarsi. Questo suggerirebbe che il mercato non sta più accettando completamente prezzi più bassi, e la struttura a breve termine dovrebbe essere rivalutata da una posizione più neutrale.
Conclusione
L'oro sta attualmente scambiando in una struttura debole a breve termine, con la zona di vendita 4710 che continua a limitare i tentativi di recupero e il prezzo che inizia a ruotare verso il supporto Fibonacci più basso.
Sebbene la tensione geopolitica rimanga irrisolta, il grafico mostra che i venditori hanno ancora il controllo per ora. A meno che la resistenza non venga riconquistata in modo decisivo, il mercato continua a favorire un movimento verso 4614 prima, con 4531 che spicca come la prossima grande zona di reazione sottostante.
Oro in difficoltà sotto offerta chiaveL'oro rimane sotto 4739 mentre la pressione dell'offerta continua a limitare la ripresa
L'oro rimane in una posizione tecnicamente fragile sul grafico 4H mentre il prezzo continua a scambiare sotto la zona di vendita 4739, con ogni tentativo di recupero che fatica ancora a guadagnare trazione upside significativa. Sebbene il mercato abbia mostrato una certa stabilizzazione a breve termine dopo il recente calo, la struttura complessiva rimane correttiva, e gli acquirenti non hanno ancora fatto abbastanza per spostare il tono a loro favore.
Struttura Tecnica
Da un punto di vista tecnico, l'oro sta ancora negoziando sotto pressione dopo aver rotto il supporto della precedente trendline ascendente. Questa rottura è stata un'importante segnale strutturale perché ha segnato la fine del precedente percorso rialzista e ha spostato il mercato in una fase ribassista a breve termine.
Da allora, il prezzo non ha prodotto una forte ripresa. Invece, è rimasto compresso sotto resistenza, mostrando che il momentum rialzista sta svanendo invece di ricostruirsi. I rimbalzi sono superficiali e il seguito al rialzo rimane limitato, il che di solito riflette un mercato che è ancora controllato dall'offerta.
L'area 4739 continua a distinguersi come la chiave zona di vendita. Il prezzo sta ora scambiando appena sotto questa regione, e questo è importante perché mostra che il mercato è ancora incapace di riappropriarsi dell'area dove i venditori erano precedentemente attivi. Finché l'oro rimane sotto 4739, la struttura continua a favorire un bias correttivo al ribasso piuttosto che un'espansione rialzista fresca.
Il profilo di volume supporta anche questa visione. Il mercato non sta più mantenendo vicino all'area di valore più alto e invece sembra rotolare lontano da essa. Questo suggerisce che l'attuale accettazione del prezzo si sta sviluppando sotto resistenza, non sopra. In altre parole, gli acquirenti sono presenti, ma non sono ancora abbastanza forti da forzare una riappropriazione significativa della zona superiore.
Un altro dettaglio importante è il comportamento attuale del prezzo stesso. Anziché tendere decisamente al rialzo, l'oro si sta ora consolidando sotto resistenza dopo la rottura della trendline. Questo tipo di compressione spesso segnala esitazione prima del prossimo movimento, e nel contesto attuale, quella esitazione continua a favorire il ribasso mentre la zona di vendita rimane intatta.
Livelli Chiave
Zona di vendita / resistenza: 4739
Supporto reazione principale: 4556
Zona di acquisto / POC: 4404
Supporto strutturale inferiore: 4352
Scenario e Aspettativa
Lo scenario preferito rimane un rifiuto dalla resistenza seguito da un altro movimento verso il basso.
Finché l'oro rimane sotto 4739, il mercato probabilmente continuerà a scambiare con un tono pesante. Un fallimento nel riappropriarsi di quest'area mantenerebbe i venditori sotto controllo e manterrebbe pressione sul prezzo per ruotare di nuovo verso il basso. In tal caso, 4556 rimane il primo riferimento chiave al ribasso, poiché il grafico lo evidenzia già come un'importante zona di reazione.
Se il prezzo raggiunge 4556 e non riesce ad attrarre una risposta più forte, allora la prossima area da osservare si trova intorno a 4404. Questa zona di acquisto è significativa perché si allinea con il POC e suggerisce un'area di interesse più profonda dove potrebbe ricominciare a entrare una domanda più forte nel mercato.
Sotto questo, 4352 rimane il supporto strutturale inferiore e diventerebbe rilevante se la correzione si estende ulteriormente.
D'altro canto, se l'oro riesce a riappropriarsi di 4739 e a mantenersi sopra di essa con una maggiore accettazione, la pressione ribassista attuale comincerebbe a indebolirsi. Questo suggerirebbe che il mercato non sta più accettando prezzi più bassi con altrettanta facilità, e la struttura a breve termine dovrebbe essere rivalutata da una prospettiva più neutra.
Conclusione
L'oro sta ancora negoziando in una struttura correttiva e tecnicamente vulnerabile sul grafico 4H, con la zona di vendita 4739 che continua a limitare i tentativi di recupero e la precedente rottura della trendline che continua a modellare il bias ribassista più ampio a breve termine.
Per ora, il mercato non ha mostrato abbastanza forza per confermare un recupero rialzista. Fino a quando la resistenza non sarà riappropriata, l'oro rimane esposto a un'altra leggera ribassista, con 4556 come il primo livello importante al ribasso e 4404 che si distingue come la zona di domanda più significativa sottostante.
Tra i record storici di Intel (82$) e il terzo target di Dell. Un saluto a tutti i trader, settimana di altissima tensione e grandi soddisfazioni. La stagione delle trimestrali sta entrando nel vivo e la volatilità non sta deludendo le attese. Ecco come si sta muovendo la mia operatività:
🔹 Intel (INTC): Semplicemente incredibile. Aveva già mostrato i muscoli nei giorni scorsi, ma dopo gli earnings ha stupito tutti polverizzando i massimi storici e toccando quota 82$. Pensare che solo qualche anno fa molti la davano per spacciata... un movimento del genere era quasi imprevedibile, una prova di forza mostruosa.
🔹 Dell (DELL): Operazione magistrale. Portati a casa il secondo target a 203$ e il terzo target finale a 216$. Posizione chiusa, profitto incassato.
🔹 Netflix (NFLX): Qui la prudenza ha pagato. Dopo il gap down post-trimestrale, il titolo ha confermato il debolezza chiudendo sotto le medie veloci. Operazione chiusa con un solo target, meglio non rischiare quando il livello viene confermato al ribasso.
🔹 Tesla (TSLA): Siamo arrivati sull’ingresso swing a 372,96$, ma il quadro non mi convince ancora. Ha chiuso sotto le medie veloci con un'ombra della candela sopra la testa (segnale di pressione in vendita). Aspettiamo questa settimana per vedere se ha davvero la forza di partire o se serve ancora tempo.
🔹 Microsoft (MSFT): Occhi puntati su mercoledì. Attendiamo gli earnings per capire se riusciremo ad andare a prenderci il secondo target.
🔹 Watch List: Molto bene il resto dei titoli, specialmente AMZN e AMD che continuano a spingere forte. Bene anche AAPL e GOOGL. L'unica nota stonata è JNJ, che ha accettato sotto le medie veloci e ora si trova in fase di ritracciamento.
In sintesi: Tech sempre protagonista, ma la gestione del rischio sulle medie veloci resta la mia bussola in questa fase di mercato.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
Petrolio: direzione 100$? Hormuz ancora chiuso, tregua deboleLa tenuta sopra 95–96 USD deciderà se il rimbalzo post-spike da Hormuz si consolida in nuovo range rialzista o cede di fronte a una de-escalation diplomatica più credibile.
La seduta del 23 aprile 2026 consegna al mercato petrolifero una nuova sessione ad alta tensione: il CFD WTI Cash (Spot) Contract quotato su TradingView tramite Pepperstone (ticker SPOTCRUDE) tratta nuovamente sopra 97 USD, in rialzo di oltre l’1% rispetto alla chiusura precedente in area 96 USD, con un range intraday che oscilla indicativamente tra 95,6 e 100,5 USD e apertura intorno a 95,9 USD, a testimonianza di una price action in accelerazione rialzista. Il movimento è alimentato da ulteriori sviluppi geopolitici nel Golfo: l’Iran mantiene di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale, dopo aver sequestrato due navi, e ha chiarito che non intende riaprirlo finché resterà operativo il blocco navale statunitense. Il Brent si colloca stabilmente sopra quota 100 USD in mattinata, confermando una tensione strutturale sui mercati energetici globali e una forte sensibilità a ogni headline proveniente dall’area.
Il catalizzatore di questa fase è duplice: da un lato, la politica commerciale aggressiva dell’amministrazione Trump e l’incertezza macro generata dal nuovo pacchetto di dazi (“Liberation Day”); dall’altro — e in modo più diretto — la crisi militare USA‑Iran esplosa con gli strike di fine febbraio 2026, che ha portato alla chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz e all’emersione di un premio geopolitico strutturale incorporato nel prezzo del greggio. Il Presidente Trump ha annunciato l’estensione del ceasefire con Teheran senza fornire una nuova scadenza, mentre l’Iran ha rifiutato ulteriori colloqui mediati dal Pakistan e continua a bloccare il transito nel chokepoint. Le principali headline sintetizzano che i prezzi del petrolio restano sostenuti dopo la decisione americana di prolungare il cessate il fuoco, mentre diversi desk di ricerca collocano la fascia di equilibrio tattica del WTI nell’area 88–100 USD, con potenziali estensioni verso 105 USD in caso di nuova escalation.
Contesto attuale: prezzo in area 96–100 USD, rimbalzo sostenuto su doppio driver inventari/geopolitica
Il CFD SPOTCRUDE su Pepperstone/TradingView mostra in queste ore un prezzo intorno a 97–98 USD, con range intraday di giornata approssimativamente compreso tra 95,6 e 100,5 USD e chiusura precedente in area 96,3 USD, a delineare una seduta dominata dai compratori dopo il test dei minimi della scorsa settimana. Il future continuo NYMEX CL ha archiviato la sessione del 22 aprile in area 89–93 USD, con un progresso di oltre il 3% rispetto alla seduta precedente, mentre il WTI spot ha aggiornato i massimi intraday tra 96 e 97 USD prima dell’affondo verso la soglia psicologica dei 100 USD.
Sul brevissimo termine, la price action degli ultimi tre-cinque giorni descrive un rimbalzo tecnico rapido e strutturato: dai minimi settimanali in area 85–87 USD, toccati intorno al 17 aprile, il WTI ha messo a segno un recupero superiore a 10–12 USD, configurando una gamba rialzista di medio respiro. Il movimento è supportato da un doppio driver fondamentale. Sul fronte scorte, i dati dell’American Petroleum Institute hanno segnalato un draw di circa 4,5 milioni di barili nella settimana terminata il 17 aprile, a fronte di attese intorno a 1,2 milioni, indicando un assorbimento più consistente dell’offerta. Sul fronte geopolitico, il protrarsi della chiusura di Hormuz, i sequestri di navi e il rinvio di un negoziato strutturato mantengono elevato il premio di rischio sulla supply chain energetica. La combinazione di inventari in contrazione e rischio di offerta in aumento alimenta un repricing del WTI verso la parte alta del nuovo corridoio 90–105 USD.
Struttura di fondo: bull trend maturo, costruito su Hormuz, in fase di consolidamento post‑spike estremo
Su orizzonte annuale il trend del WTI resta chiaramente rialzista: il 52‑week range del future continuo CL va da circa 55 USD a oltre 110 USD, con i prezzi spot attuali in area 95–100 USD che implicano un apprezzamento superiore al 70% dai minimi dell’ultimo anno. Tra il 2025 e l’inizio 2026 il mercato ha rotto in successione le principali resistenze statiche a 70, 80 e 90 USD, con accelerazioni in corrispondenza dei picchi di tensione nel Golfo. Il grande spike di inizio marzo 2026, legato alla chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz, ha proiettato il WTI dall’area pre‑crisi intorno ai 70 USD fino a massimi intraday oltre 110–115 USD, in uno dei movimenti settimanali più violenti degli ultimi anni.
Il picco del 7–9 aprile, con massimi in area 117 USD e chiusure sopra 110 USD, ha segnato l’estremo del ciclo impulsivo, prima che l’annuncio del primo ceasefire di Trump generasse un ritracciamento di circa il 15% verso 95–96 USD, senza però invertire il trend. La sequenza Iran/Hormuz ha prodotto un classico ciclo “spike–ritracciamento–consolidamento” intorno a una nuova fascia di equilibrio molto più alta rispetto al pre‑crisi (circa 70 USD), mantenendo attivo un premio geopolitico strutturale. Questo premio è ben visibile nel divario tra i prezzi correnti in area 95–100 USD e le stime fondamentali pre‑crisi di grandi istituzioni (come JPMorgan sul Brent intorno a 60 USD per il 2026) e nel fatto che la media mobile esponenziale a 200 giorni resta molto più in basso, intorno a 72–73 USD, a conferma di un bull trend di lungo periodo ancora intatto anche in presenza di correzioni di 15–20 USD.
Lo Stretto di Hormuz rimane il principale chokepoint energetico globale: le stime EIA e Statista indicano che nel 2022–2023 vi è transitato circa il 20–21% del consumo mondiale di liquidi petroliferi, con flussi medi superiori a 20 milioni di barili al giorno. Con il blocco navale ancora in essere e l’Iran che vincola la riapertura a concessioni politiche sostanziali, è ragionevole aspettarsi che il premio energetico resti incorporato nei prezzi finché non emergerà una soluzione negoziale credibile e verificabile.
Nuova fascia di equilibrio 90–105 USD: campo di battaglia tra bull e bear
La precedente zona di equilibrio a 70–80 USD è ormai lontana e funge da base strutturale di lungo periodo, mentre il nuovo corridoio operativo post‑crisi è 90–105 USD, oggi vero campo di battaglia tra compratori e venditori sul WTI. All’interno di quest’area i livelli tecnici del CFD SPOTCRUDE su Pepperstone/TradingView possono essere così letti: la prima resistenza è 100–102 USD, soglia psicologica già testata più volte, dove una chiusura daily sopra 100 USD aprirebbe spazio verso 102–105 USD e segnerebbe il passaggio a un range rialzista più strutturato. La seconda resistenza a 105–108 USD coincide con le chiusure di inizio aprile e rappresenta la successiva area di congestione, oltre la quale tornerebbero nel mirino i massimi di ciclo in zona 110–117 USD, che costituiscono una resistenza avanzata: un breakout consolidato di quest’ultima fascia indicherebbe una fase di iperestensione, con il mercato che inizierebbe a prezzare una vera crisi di offerta dal Golfo.
Sul fronte dei supporti, il livello primario è 95–96 USD, fulcro dell’attuale consolidamento: finché le chiusure daily restano sopra questa fascia, il pullback è da considerare fisiologico e il corridoio 95–105 USD rimane valido come range operativo principale. Il supporto secondario a 90–92 USD, allineato ai minimi di fine aprile, è il primo “cuscinetto” in caso di prese di profitto più profonde e può offrire ingressi long tattici purché il rientro sia ordinato e non impulsivo. Più in basso, l’area cardine 85–87 USD coincide con il minimo post‑ceasefire: una rottura netta e confermata di questa zona segnalerebbe uno sgonfiamento più marcato del premio geopolitico, con possibili estensioni verso 80–78 USD, dove si colloca il supporto strutturale 78–75 USD; solo una permanenza prolungata sotto 75 USD metterebbe realmente in discussione il bull trend di lungo periodo, tuttora supportato dalla 200 EMA in area 72–73 USD
Struttura tecnica: trend forte su base annuale, momentum in ripresa, oscillatori su livelli neutro‑rialzisti
Struttura tecnica solida sul WTI/SPOTCRUDE, con prezzo stabilmente sopra EMA 200, EMA 100 e SMA 50 in pendenza positiva e sequenza di massimi e minimi crescenti ancora intatta: il quadro resta da “strong buy” su base plurimensile, con preferenza per acquisti sui pullback nell’area 90–105 USD. Il momentum è costruttivo ma non estremo (RSI 60–65, MACD positivo ma meno accelerato, ADX ~30), coerente con prosecuzione del trend senza eccessi. Operativamente, sopra 100–102 USD si apre spazio verso 105–108 USD; 90–92 USD è il primo supporto dinamico, mentre sotto 85 USD aumentano le probabilità di riassorbimento del premio geopolitico verso 78–75 USD. Una de‑escalation credibile (riapertura Hormuz o accordo USA‑Iran) favorirebbe prese di profitto con ritorni verso 90–92 e possibile estensione a 85–87 USD; al contrario, un’escalation severa potrebbe spingere i prezzi verso 110–117 USD, con code fino a 120–130 USD. In questo contesto, 90–105 USD resta il pivot chiave: tenute sopra 95–96 USD mantengono un premio geopolitico elevato, breakout confermati sopra 100–102 USD riattivano i massimi di ciclo, mentre solo una normalizzazione diplomatica riporterebbe il WTI verso 60–75 USD.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Analisi EUR/USD H1Individuato ultimo BOS ribassista che ha rotto il canale parallelo + formazione di una supply.
Attendo il test della supply con una presa di liquidità (EQH) per poi continuazione di trend a ribasso con creazione di nuovo BOS ribassista e rottura della trend line di supporto.
Il target è sul l 61.8 % e 75% del ritracciamento del time frame superiore DAILY, in corrispondenza del FAIR VALUE GAP
CONFLUENZE: EMA 200 periodi / base del canale parallelo che funge da resistenza / LIVELLO DI RITRACCIAMENTO 61.8 % di fibonacci
S&P 500: recupero impulsivo oltre 7.100 a difesa del breakoutLa capacità del S&P 500 (US500 - CFD Pepperstone) di consolidare stabilmente sopra 6.994–7.000 punti sarà decisiva per capire se il recupero dai minimi strutturali di inizio aprile evolve in una nuova gamba impulsiva verso 7.300–7.500 oppure resta un rimbalzo tecnico da ricopertura in un contesto macro ancora sotto pressione geopolitica e incertezza sulle politiche commerciali globali.
Il 21 aprile 2026 lo S&P 500 ha vissuto una fase di consolidazione rialzista nella parte alta del canale ascendente costruito dai minimi di inizio aprile, con il CFD Pepperstone US500 che quota in area 7.128,5 punti (+0,11% vs chiusura precedente, +7,9 punti), range intraday 7.119,4–7.134,9 e massimo recente a 7.151,9.
Il recupero complessivo dai minimi strutturali di 6.311,6, segnati nella prima settimana di aprile, supera gli 820 punti in meno di tre settimane — un movimento che per ampiezza e velocità richiama le grandi fasi di ricopertura short tipiche dei rimbalzi impulsivi post-correzione.
Il SuperTrend giornaliero è in configurazione "Up Trend" a 6.847,3 e la SMA di riferimento si attesta a 6.994,3, entrambi distanziati positivamente dal prezzo corrente, a conferma di una struttura direzionale rialzista intatta. L'RSI giornaliero a 73,57 (RSI-based MA: 61,73) descrive una condizione di ipercomprato coerente con un impulso reale, ma che aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi nelle prossime sessioni. Il VIX quota 20,83, in lieve riduzione, segnalando una normalizzazione della volatilità implicita rispetto ai picchi di inizio aprile, mentre il Dollar Index (USDX) si mantiene a 98,156, elemento di supporto neutro per i mercati azionari USA.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone S&P 500 US500)
Il CFD Pepperstone US500, che replica il cash price dello S&P 500 derivato dai liquidity provider a partire dal future E‑Mini front-month, quota il 21 aprile 2026 in area 7.128,5 punti, con apertura a 7.119,6, massimo intraday a 7.134,9 e minimo a 7.119,4. Il prezzo si trova nella parte alta del canale rialzista di breve costruito dai minimi strutturali di aprile, con la candela corrente che consolida sotto il massimo recente di 7.151,9, primo livello di offerta statica identificabile sul grafico daily.
La seduta del 7 aprile aveva già mostrato segnali di tenuta sulla soglia critica in area 6.311,6 — il minimo strutturale più significativo visibile sul grafico, corrispondente al bottom della correzione di marzo–aprile 2026 — trasformando quell'area nella base di lancio del rimbalzo impulsivo delle settimane successive. Da quel livello lo S&P 500 ha superato in rapida sequenza le resistenze statiche a 6.500, 6.800, 7.000 e 7.100, con la trendline ribassista del canale correttivo partito dai massimi di febbraio violata con decisione al rialzo e trasformata in supporto dinamico. Il movimento non viene trattato dal mercato come un semplice picco di liquidità isolato: le ricoperture short aggressive e la tenuta dei minimi su ogni tentativo di pullback segnalano che la pressione direzionale rialzista è strutturalmente attiva anche nelle sessioni di consolidamento.
Struttura di fondo: trend rialzista riaccelerato dal recupero tecnico (CFD Pepperstone S&P 500)
Su orizzonte plurimensile, lo S&P 500 mostrava già prima del rimbalzo di aprile 2026 un bull trend di lungo periodo ben strutturato: la correzione di febbraio–aprile, pur significativa in termini di punti ceduti, si è configurata come una fase distributiva all'interno di un ciclo rialzista più ampio, contenuta dalla tenuta del supporto strutturale in area 6.311,6 che ha impedito una degenerazione ribassista più profonda. Il superamento progressivo delle resistenze statiche intermedie ha costruito una nuova sequenza di minimi e massimi crescenti, con la trendline discendente del canale correttivo di lungo periodo finalmente violata al rialzo e trasformata in supporto dinamico.
La struttura fondamentale rafforza questa lettura: lo S&P 500, pur avendo una composizione settoriale più diversificata rispetto al Nasdaq 100 e un rapporto Costo del Venduto/Ricavi intorno al 65% — che lo rende più sensibile ai costi delle importazioni rispetto ai pure-tech — beneficia della resilienza dei settori difensivi, finanziari e industriali e di una crescita degli utili 2026 attesa ancora positiva e superiore al consensus iniziale. In questo quadro, la fascia 6.000–6.300 viene riassorbita come area di accumulazione completata, lasciando spazio a correzioni tecniche anche violente ma ancora pienamente "in trend" finché le medie lente restano orientate positivamente.
La logica della nuova fascia 6.800–7.300 sul CFD Pepperstone S&P 500 (US500)
La vecchia fascia 6.300–6.600 si è trasformata in zona di breakout confermata; il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul CFD US500 Pepperstone è ora centrato tra 6.800 e 7.300 punti. È qui che si decide se il mercato consoliderà il recupero dai minimi di aprile per un allungo verso 7.300–7.500 o se tornerà a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari a 6.847–6.600.
• Resistenza immediata 7.151,9–7.200 punti: massimo recente della sessione corrente e primo livello di offerta statica visibile sul grafico daily; una chiusura daily stabile sopra 7.151,9 consoliderebbe il breakout e aprirebbe spazio verso 7.300 e la successiva zona psicologica di 7.500. È il livello discriminante di breve da monitorare nelle prossime sessioni.
• Resistenza secondaria 7.300–7.500 punti: target dell'impulso rialzista attivo e zona di price discovery verso i massimi storici precedenti; area in cui diversi desk individuano livelli per prese di profitto tattiche e coperture di portafoglio dopo l'accelerazione di aprile, senza però che questo comprometta la struttura direzionale rialzista di fondo.
• Supporto primario 6.994,3–7.000 punti: livello attuale della SMA di riferimento e soglia psicologica tonda; primo cuscinetto di supporto dinamico post-impulso e livello chiave per i compratori di medio periodo; un pullback verso questa fascia, se rispettato in chiusura daily, offrirebbe punti di ingresso long tattici verso 7.150–7.300 senza compromettere la struttura rialzista.
• Supporto secondario 6.847,3–6.900 punti: livello attuale del SuperTrend "Up Trend" giornaliero; finché le chiusure restano sopra il SuperTrend, la struttura rialzista rimane tecnicamente integra e i pullback verso questa fascia andrebbero considerati opportunità di ingresso per strategie long di medio periodo, non segnali di inversione.
• Supporto strutturale 6.500–6.600 punti: area di consolidamento intermedio della prima fase del rimbalzo di aprile e zona di ex resistenza trasformata in supporto; un rientro tecnico su quest'area senza rotture decise rafforzerebbe il segnale di breakout e offrirebbe punti di ingresso long più conservativi verso 7.000–7.150.
• Supporto critico 6.311,6 punti: base dell'impulso rialzista attivo e minimo strutturale di aprile 2026; solo una discesa stabile sotto questo livello comprometterebbe la struttura rialzista di fondo e segnalerebbe un esaurimento del momentum, riaprendo il corridoio 6.000–6.300 e rendendo necessaria una revisione dello scenario di medio periodo.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone S&P 500
La struttura degli indicatori sul CFD US500 Pepperstone, ricostruita sull'indice cash SPX e sui future E‑Mini da cui Pepperstone deriva il prezzo del CFD, mostra una configurazione rialzista accelerata: con la quotazione corrente in area 7.128,5, il prezzo si è distanziato nettamente dalla SMA a 6.994,3 e dal SuperTrend a 6.847,3, confermando la distanza tipica di un trend direzionale forte. La violazione rialzista della trendline del canale discendente di lungo periodo, visibile con chiarezza sul grafico daily nelle candele verdi di accelerazione di aprile, aggiunge qualità tecnica alla struttura rialzista, trasformando quella resistenza dinamica in supporto.
Gli oscillatori di momentum descrivono una condizione tirata ma coerente con un rally impulsivo reale: l'RSI giornaliero a 73,57 con RSI-based MA a 61,73 è tipico di una fase di ricopertura aggressiva di short e di ingresso di nuovo denaro orientato al momentum. Allo stesso tempo, un RSI in zona 73–75 su timeframe daily aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi verso l'area 7.000–6.850, che però non comprometterebbero la struttura rialzista di fondo se rispettati in chiusura. Il VIX a 20,83, in calo rispetto ai picchi di inizio aprile, segnala una normalizzazione della volatilità implicita coerente con una fase di consolidamento post-impulso piuttosto che con una nuova ondata di vendite.
La mappa operativa dei livelli chiave sul CFD US500 Pepperstone diventa quindi chiara: sopra 7.151,9–7.200 il mercato può estendere verso 7.300–7.500; tra 6.994,3 e 7.000 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-impulso; tra 6.847,3 e 6.900 passa il SuperTrend, discriminante tra struttura rialzista integra e primo segnale di indebolimento del momentum; sotto 6.311,6 il trend rialzista attivo risulterebbe in esaurimento e si riaprirebbe il corridoio 6.000–6.300.
Scenari operativi sulla fascia 6.800–7.300 (S&P 500 CFD Pepperstone US500)
Scenario di continuazione rialzista e tenuta dei mercati: se nelle prossime sedute non dovessero emergere shock aggiuntivi sul fronte macro o geopolitico e il mercato continuerà a metabolizzare positivamente i risultati societari del Q1 2026 e i dati macroeconomici, il CFD US500 potrà mantenersi sopra 7.000 e puntare alla resistenza in area 7.151,9–7.200, con possibile estensione verso 7.300–7.500 in presenza di catalizzatori positivi come dati occupazionali solidi, segnali di distensione commerciale o guidance costruttiva dalle aziende a maggiore capitalizzazione dell'indice. In questo quadro, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come "strong buy on dips", con ricoperture di short a sostenere ogni ritracciamento verso 7.000–6.850 e strategie long privilegiate rispetto alle vendite anticipate sul top.
Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro: se invece dovessero intensificarsi le tensioni geopolitiche, arrivare sorprese negative dagli utili del Q1 o deteriorarsi il quadro macro globale con impatto sulle aspettative di crescita degli utili 2026, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il CFD US500 potrebbe ritracciare prima verso 7.000–6.994,3 (SMA), poi verso 6.847,3 (SuperTrend) e, in caso di correzione più estesa, verso 6.600–6.500. Solo una discesa stabile sotto il minimo strutturale di 6.311,6 comprometterebbe la struttura dell'impulso rialzista attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 6.000–6.100, area in cui diversi desk collocano i primi obiettivi di profit-taking per strategie short costruite sopra 7.000, senza però intaccare il bull trend pluriennale finché le medie lente restano in pendenza positiva.
In definitiva, la fascia 6.800–7.300 sul CFD Pepperstone US500 rappresenta il nuovo pivot del mercato azionario USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 6.994,3–7.000 in chiusura daily dopo il recupero impulsivo dai minimi di aprile 2026 sarà il segnale chiave per distinguere tra un'estensione rialzista verso 7.300–7.500 e un semplice rimbalzo tecnico destinato a rientrare parzialmente nel range precedente.
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Nasdaq: e dopo il “Massive Gap Up" cosa facciamo?Nasdaq: gap up riassorbito, nuovo pivot sopra 26.000
La capacità del Nasdaq (NAS100 - CFD Pepperstone) di mantenere chiusure stabili sopra 26.100 – 26.300 punti sarà ora decisiva per capire se l’impulso partito dai minimi di inizio aprile evolve in un’ulteriore gamba rialzista verso 27.000 o se resta un rimbalzo esteso all’interno di un contesto macro ancora fragile sul fronte geopolitico ed energetico.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 21 aprile 2026 il Nasdaq 100 cash oscilla nell’area 26.600–26.700 punti dopo aver chiuso il 20 aprile a 26.590,34, in leggero arretramento rispetto ai massimi recenti ma ancora ben al di sopra dei livelli di inizio mese sotto 24.000.
La price action delle ultime sedute mostra un mercato che, dopo l’accelerazione di inizio aprile, sta consolidando in un range relativamente stretto sopra 26.300, con minimi del 20 aprile in area 26.412 che confermano la presenza di compratori su ogni pullback verso la parte bassa del canale ascendente.
Il CFD NAS100 Pepperstone, che replica il cash price del Nasdaq 100 derivato dai future E‑Mini front‑month, riflette coerentemente questa dinamica con quotazioni in tempo reale nell’intorno di 26.600 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al future salvo le normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
La gamba rialzista partita dal minimo del 2–7 aprile in area 23.500–23.800 ha prodotto un allungo di oltre 3.000 punti in meno di tre settimane, recuperando rapidamente la debolezza di fine marzo e proiettando l’indice su nuovi massimi storici marginali rispetto al picco di ottobre 2025.
Struttura di fondo: trend rialzista esteso ma ancora intatto
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 è inserito in un bull trend ben strutturato, con un minimo significativo a inizio aprile in area 23.500–23.800 che ha completato una correzione intermedia all’interno del trend partito dai minimi del 2022.
Da quel livello il mercato ha superato in sequenza le resistenze statiche intermedie a 24.500, 25.000 e 26.000 punti, costruendo una serie di massimi e minimi crescenti e violando al rialzo il lato superiore di un canale correttivo discendente che conteneva il movimento da febbraio a fine marzo.
Le analisi macro di aprile evidenziano come la fase attuale sia sostenuta da una combinazione di crescita degli utili attesa particolarmente robusta per il comparto tech e da un posizionamento ancora non estremo sul lato retail, con molte case che stimano per il 2026–2027 una crescita utili del Nasdaq 100 superiore di 10–15 punti percentuali rispetto all’S&P 500.
In questo contesto la fascia 23.000–23.500 viene assorbita come area di accumulazione completata, mentre sopra 25.000 la discussione si sposta più sulla sostenibilità delle valutazioni che non sulla tenuta del trend, lasciando comunque spazio a correzioni violente ma ancora inquadrabili come movimenti “in trend” finché le medie lente restano orientate positivamente.
Nuova fascia 25.500–27.000 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia di equilibrio tra 23.500 e 25.000 è ormai stata trasformata in zona di breakout confermato ed il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è centrato tra 25.500 e 27.000 punti.
È all’interno di questa fascia che il mercato deciderà se consolidare l’accelerazione partita dai minimi di aprile per tentare estensioni verso 27.300–27.500 o se tornare a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari nell’area 25.000–24.500.
Principali livelli operativi attuali (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX):
• Resistenza immediata 26.776–27.000 punti: area del massimo relativo indicata dai desk tecnici come primo target dell’impulso partito dal minimo del 7 aprile (cluster di proiezioni Fibonacci e parte alta del canale ascendente); una chiusura daily stabile sopra 26.776 aprirebbe spazio verso 27.140–27.380.
• Resistenza secondaria 27.140–27.380 punti: zona individuata da diverse analisi wave come possibile terminale dell’attuale onda rialzista minore, corrispondente a un’estensione di Fibonacci dell’impulso da 23.511 e alla parte alta del canale di breve tracciato dai minimi di aprile.
• Supporto primario 26.288–26.140 punti: area di gap‑down e successiva tenuta del 20 aprile, indicata da vari desk come pivot di breve; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, il mercato mantiene una struttura di “bullish acceleration” con pullback considerati opportunità di ingresso long.
• Supporto secondario 25.500–25.800 punti: vecchia area di breakout di metà aprile, coincidente con i massimi precedenti e con il passaggio delle prime medie mobili di trend; un rientro tecnico su questa fascia, se non accompagnato da volumi distribuitivi, sarebbe coerente con un normale consolidamento dopo l’extra‑performance di inizio mese.
• Supporto strutturale 23.800–23.500 punti: base dell’impulso wave attivo e zona del minimo del 7 aprile; solo una discesa stabile sotto 23.500 aprirebbe il corridoio 22.000–23.000 e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista in essere, riportando lo scenario su una correzione intermedia più profonda.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 mostra un’impostazione marcatamente rialzista: il prezzo viaggia stabilmente sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la 20 giorni in fase di potenziale incrocio rialzista sopra le medie più lente, tipica di una fase di accelerazione direzionale.
Il distacco tra prezzo corrente (area 26.600) e medie lente collocate significativamente più in basso descrive un trend forte ma anche vulnerabile a ritracciamenti rapidi, in cui ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test cruciale della forza dei compratori di medio periodo.fred.
Gli oscillatori di momentum, nelle analisi più recenti, segnalano una condizione di ipercomprato moderato ma coerente con una fase impulsiva: l’RSI orario resta sopra la sua linea di pullback e il MACD rimane in territorio positivo, pur mostrando primi segnali di possibile perdita di spinta se il consolidamento laterale dovesse prolungarsi.
In questa mappa, sopra 26.776–27.000 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 27.300+, mentre tra 26.288 e 25.800 si colloca il primo cuscinetto di supporto post‑accelerazione; solo la rottura decisa di 25.500–25.000 metterebbe in discussione la narrativa di “bull trend esteso ma intatto” che domina i report di aprile.
Scenari operativi sulla fascia 25.500–27.000 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e resilienza tech: se nelle prossime settimane non dovessero emergere shock ulteriori sul fronte geopolitico e il comparto big tech continuerà a battere le stime sugli utili, il Nasdaq (NAS100 CFD) potrà mantenersi sopra 26.100–26.300 e puntare verso la resistenza wave in area 26.776, con possibile estensione ai target 27.140–27.380 in presenza di catalizzatori positivi come dati macro in linea, guidance conservative ma non recessive e segnali distensivi sui fronti di crisi aperti.marketpulse+2
In questo quadro i modelli trend‑following continuerebbero a leggere il mercato come “strong buy on dips”, privilegiando strategie long su pullback verso 26.300–25.800 e utilizzando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura short più che come segnali per costruire posizioni ribassiste strutturali.
Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro: se invece dovessero intensificarsi le tensioni geopolitiche (con impatti sul petrolio e sulle condizioni finanziarie globali) o arrivare sorprese negative dagli utili tech, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 26.288–25.800, poi verso 25.500–25.000 in caso di correzione più ampia.
Solo una discesa stabile sotto 23.800–23.500 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 22.000–22.500, area in cui diversi desk collocano obiettivi di profit‑taking per strategie short costruite sopra 25.500, fermo restando che il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente conservano pendenza positiva.
In questa fase, la fascia 25.500–27.000 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 26.100–26.300 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 27.140–27.380 e un rientro più profondo nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo l’accelerazione di inizio aprile.
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US 100 Index – Race Higher Faces a PauseNo financial market moves in a straight line despite the strength of sentiment. There will always be brief or extended pauses for reflection, profit taking and/or waiting for the outcome of a particular event, especially during a period of geopolitical crisis like the one currently being experienced in the Middle East.
It’s hard to deny that the recent price action in the US 100 during April has been anything other than impressive, trading from a low of 22774 registered on March 31st, up to a new all time high of 26736 on Friday, a gain of around 17.5% in just under 3 weeks. However, a ratcheting up of tensions between the US-Iran over the weekend, where Tehran closed the Strait of Hormuz on Saturday just 24 hours after reopening it, while the US Navy’s blockade of Iranian shipping continued and resulted in the seizing of a ship on Sunday, has thrown fresh doubt on whether the second round of peace talks between the two nations will happen before the existing 14 day ceasefire expires on Tuesday evening.
This news led traders to hit the pause button on the recent US 100 rally at the start of the new week, pushing the index down to a brief low of 26,400 before recovering to current levels around 25,520 at time of writing (0730 BST), as they await more information on whether peace talks happen and an extended ceasefire is potentially agreed, or if the situation escalates again which could damage risk sentiment and see a reduction of long positioning.
During these periods where a significant move has paused, it can be useful to use the time to reassess the technical outlook and identify potentially relevant levels that may come in to play as the week progresses.
Technical Update: Do New All-Time Highs Bring Fibonacci Extension Levels Into Play?
From the March 31st low (22774) to the April 17th high (26736) the US 100 index has rallied just under 17.5% in an almost uninterrupted period of price strength. Crucially, this advance has produced closing breaks above the old resistance band between 26224/26277, an area defined by the January 28th 2026 and October 30th 2025 highs, meaning 26736 now stands as a new all‑time high for the index.
Breaks to new all‑time highs or lows can often be challenging periods for traders, as uncertainty develops over whether the move can extend further in the direction of the break or whether, after a sustained price run, over‑extended conditions may increase the risk of a corrective move. As such, they could be searching out potential key support and resistance levels to monitor as the week progresses.
Potential Resistance Levels:
A previous all‑time high may often be a key resistance focus for traders, as sellers have emerged at this level before and succeeded in capping price strength, meaning they may be able to do so again. With that in mind, the latest all‑time high at 26736 could act as the first key resistance point, and how this level is defended on a closing basis may be worthwhile watching this week.
With any move to new all‑time highs, price action enters uncharted territory, making it more difficult to identify the next meaningful resistance levels. This is where Fibonacci extension levels can be useful in highlighting potential upside levels. Using the January 28th to March 31st sell‑off as the reference move, the 38.2% extension comes in at 27524. While a closing break above 26736 does not guarantee further price strength, it could shift focus toward 27524 as the next potential resistance level.
Potential Support Levels:
It has already been a sustained period of price strength, and it could be argued that over‑extended upside conditions are now in place. If so, prices may be exposed to the risk of a correction as a reaction to the latest advance. As the chart below shows, first key support might now stand at 26297, a level which is equal to Friday’s session low trade.
If price weakness is set to develop, it may well require closing breaks below 26297 to increase the probability of a deeper correction. Such a move could then open scope for further price weakness toward 25976, which is the 38.2% retracement of last week’s range, and if that level were also to give way, moves could even extend toward 25511, which is the deeper 61.8% retracement.
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Petrolio su, Saipem si sveglia: sarà la volta buona?Saipem MIL:SPM oggi è un’altra società rispetto a quella che ha fatto il minimo nel 2022. È uscita dalla fase critica: è tornata in utile, genera cassa e soprattutto ha un backlog molto elevato che dà visibilità sui prossimi anni.
I multipli sono ancora da ciclica (P/E medio, EV/EBITDA basso), quindi il mercato non la sta prezzando come “azienda di qualità”, ma come turnaround riuscito ancora in fase di rivalutazione.
🏗️ Settore
Il contesto aiuta. L’oil services sta vivendo una fase favorevole grazie a:
• investimenti offshore in crescita
• maggiore complessità dei progetti (quindi margini migliori)
• transizione energetica (LNG, CCS, eolico offshore)
Il vero punto è la ciclicità: se il petrolio scende, le oil major tagliano capex e Saipem soffre.
La possibile fusione con Subsea7 cambia però il profilo: da azienda fragile a player globale dominante.
Struttura Grafica
Su time frame MENSILE vediamo un ABC correttivo dopo il 2016 e poi una struttura impulsiva ribassista in 5 onde chiusa a ottobre 2022.
Quando chiudi una 5 onde ribassista su TF mensile, statisticamente il ciclo è finito.
Da lì infatti potremmo essere all’alba di un nuovo ciclo primario rialzista ed essere quindi in onda 1.
Saipem si trova in una fase tecnica molto interessante, ma ancora incompleta. Il livello da cui passa l’equilibrio di fondo è l’area 3 – 3,2 €, che rappresenta il vero supporto strutturale : finché i prezzi restano sopra questa zona, l’impianto rialzista costruito dopo i minimi del 2022 rimane intatto.
Guardando invece al potenziale di sviluppo del movimento, i livelli naturali di proiezione sono ben definiti.
Un primo obiettivo si colloca in area 6 €, corrispondente al ritracciamento Fibonacci dello 0,382.
Successivamente troviamo una zona intermedia molto rilevante intorno ai 7 €, che rappresenta il 50% di ritracciamento: qui il mercato potrebbe iniziare a mostrare le prime vere prese di profitto.
Il livello più significativo in ottica di medio-lungo periodo resta però 8,70 €, dove convergono il ritracciamento del 61,8% e una forte area volumetrica (POC), destinata a funzionare da vera resistenza di ciclo.
Nel complesso, il titolo si trova in una fase intermedia: i fondamentali sono nettamente migliorati rispetto al passato, la struttura tecnica è tornata costruttiva, ma manca ancora un elemento chiave per l’accelerazione.
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USDCAD SHORTLa Sovraestensione: Il cross era stato gonfiato da un falso rimbalzo del DXY e dall'ipervenduto sul CAD in attesa delle scorte. Rischio asimmetrico: comprare sui massimi pre-news era un suicidio statistico.
L'Incastro a Favore: Alle 16:30 il dato ha permesso all'Oil di stabilizzarsi (dando respiro immediato al CAD) proprio mentre il DXY esauriva la sua finta spinta.
La Sintesi: La gravità macro è tornata a farsi sentire, sgonfiando il cross dritto sul tuo Take Profit. Semplice e chirurgico.
In GOLD we trustImpulso long sull'oro COMEX:GC1! che supera le EMA e si porta a ridosso del 50% di proiezione di Fibonacci.
Attenzione al POC volumetrico in area 5.070 USD e corrispondente al 61,8% della proiezione FIB.
Buone probabilità di trovarci in onda B del movimento correttivo ABC di Elliott.
Vediamo se sarà un movimento FLAT o Running.
XAUUSD: Tori spingono verso 4800XAUUSD: L'oro costruisce slancio verso 4800 mentre la struttura di recupero si rafforza
Ciao a tutti, ecco la mia opinione sull'attuale configurazione di XAUUSD.
Analisi di Mercato
L'oro sta mostrando una forte struttura di recupero dopo essere rimbalzato bruscamente da sotto la zona 4650, e questo movimento sta ora guadagnando trazione mentre il prezzo risale verso l'area 4800.
Il recente slancio al rialzo riflette un sentiment in miglioramento attorno all'oro. Nonostante le tensioni geopolitiche rimangano irrisolte, i partecipanti al mercato sembrano posizionarsi con l'aspettativa che i rischi rimarranno contenuti per ora. Allo stesso tempo, l'incertezza continua sulle future decisioni sui tassi della Federal Reserve continua a pesare sul dollaro USA, il che fornisce ulteriore supporto per l'oro.
Da una prospettiva tecnica, il prezzo ha riconquistato livelli chiave a breve termine ed ora scambia di nuovo sopra la zona di acquisto POC vicino a 4720, confermando che i compratori stanno tornando sul mercato. La struttura sta ora passando da un recupero a una fase rialzista più costruttiva.
Tuttavia, l'oro si sta attualmente avvicinando a una zona di resistenza di confluenza attorno a 4785–4800, che si allinea con i precedenti massimi intraday e si trova appena sotto una resistenza di linea di tendenza discendente più ampia. Quest'area diventa critica, poiché determinerà se l'attuale recupero può evolvere in un movimento di continuazione più forte.
Se il prezzo rompe e si mantiene sopra questo cluster di resistenza, il prossimo obiettivo al rialzo si apre verso il forte livello di resistenza 4857, e potenzialmente più in alto se il slancio continua a costruirsi.
Livelli Chiave da Monitorare
Prezzo attuale: ~4785
Resistenza immediata: 4785–4800 (massimo giornaliero + linea di tendenza)
Prossimo obiettivo al rialzo: 4857
Supporto / zona di acquisto (POC): 4715–4725
Il Mio Scenario e Strategia
La mia opinione preferita è rimanere costruttivamente rialzista, poiché l'oro sta mantenendo una forte struttura di recupero e continua a costruire minimi crescenti.
Nel breve termine, sto osservando un ritracciamento nella zona di acquisto 4720. Se il prezzo reagisce positivamente da quest'area, potrebbe fornire un setup di continuazione verso 4800 e oltre.
In alternativa, una rottura pulita sopra 4800 agirà come conferma che i compratori hanno di nuovo il controllo, aprendo la strada verso 4857.
Il fattore chiave rimane come si comporta il prezzo attorno alla resistenza attuale. Finché l'oro si mantiene sopra la zona di supporto 4720, la struttura rialzista rimane valida. Una rottura sotto questo livello indebolirebbe il recupero e suggerirebbe una correzione più profonda prima di qualsiasi ulteriore movimento al rialzo.
Per ora, l'oro sta passando dal recupero a una potenziale fase di continuazione, e il mercato si sta avvicinando a un punto di decisione alla resistenza.
Questa è la configurazione che sto osservando per ora. Grazie per aver letto, e gestisci sempre il tuo rischio con attenzione.
Tre scenari, un livello chiave: la mappa per leggere l’AUD/USDOANDA:AUDUSD ECONOMICS:AUIRYY ECONOMICS:AUINTR La ripresa del dollaro australiano (AUD) si è rafforzata nelle ultime sedute grazie a un contesto più costruttivo per gli asset rischiosi e a un arretramento del dollaro USA (USD). Un elemento chiave è stato il miglioramento del sentiment globale dopo la notizia di un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, con effetti immediati su volatilità e prezzi energetici (in particolare via Stretto di Hormuz).
Sul fronte domestico, l’Australia continua a offrire un supporto macro relativamente robusto all’AUD soprattutto perché l’inflazione resta sopra il target e la RBA mantiene una postura restrittiva: il cash rate target è al 4,10% (effettivo dal 18 marzo 2026).
Tuttavia, la sostenibilità di un rialzo “lineare” dell’AUD rimane dipendente dal quadro esterno: quando la propensione al rischio migliora l’AUD tende a beneficiarne, ma in fasi di shock/avversione al rischio l’USD torna spesso a dominare.
Australia: fondamentali solidi, ma attenzione al “timing” della disinflazione
Il punto centrale resta l’inflazione. Nella lettura più recente disponibile, il CPI annuale è al 3,7%, mentre le misure “core” seguite dalla RBA mostrano pressioni ancora presenti: trimmed mean 3,3% e weighted median 3,5%. La disinflazione c’è, ma è graduale, e questo riduce lo spazio per una svolta dovish rapida.
Coerentemente, la RBA rimane prudente: con un tasso al 4,10% e un’inflazione ancora oltre l’obiettivo, il mercato tende a leggere la banca centrale come restrittiva “più a lungo”, anche se la velocità con cui le pressioni sui prezzi rientreranno sarà la variabile decisiva per la traiettoria dell’AUD.
Driver esterni: USD, risk appetite e geopolitica
Nel breve termine, il driver dominante per AUD/USD resta il mix USD + appetito per il rischio + headline geopolitiche. La notizia del cessate il fuoco temporaneo USA-Iran ha alimentato una tipica dinamica “risk-on” (equity su, volatilità giù) e una correzione delle materie prime energetiche, migliorando il tono complessivo dei mercati.
Questo tipo di impulso, però, è per definizione fragile: diverse fonti sottolineano che molte questioni restano irrisolte e che l’accordo rimanda gran parte dei nodi a negoziati successivi, lasciando spazio a rapidi cambi di umore del mercato se emergessero segnali di escalation o di mancata tenuta della tregua.
Scenari AUD/USD
Livello spot indicativo: il cambio risulta in area 0,703–0,704 nelle rilevazioni più recenti disponibili (indicazione RBA e feed di mercato).
Scenario base
Se il contesto risk-on regge e l’USD non rimbalza con forza, AUD/USD può continuare a lavorare la fascia 0,7000–0,7100, con prese di profitto naturali all’avvicinarsi delle resistenze “alte” di periodo.
Scenario rialzista
Una prosecuzione del miglioramento del sentiment, combinata con rendimenti USA in calo o dati USA più deboli, potrebbe favorire una rottura convinta della parte alta del range e una spinta verso i massimi annuali.
Scenario ribassista
Un ritorno di avversione al rischio, un rafforzamento dell’USD o un peggioramento del quadro geopolitico potrebbero riportare la coppia sotto 0,7000, riaprendo spazio per un ritracciamento più profondo.
Analisi tecnica
Massimo 52 settimane: ~0,7189
Minimo 52 settimane: ~0,5912
Area di resistenza chiave: 0,7150–0,7190 (vicina ai massimi annuali)
Supporto psicologico primario: 0,7000 (livello tondo + area di equilibrio recente)
Prezzo indicativo di mercato: ~0,7036 (rilevazione RBA alle 16:00 del 9 aprile 2026)
Sintesi tecnica: quadro in miglioramento finché il cambio difende l’area 0,70; la “prova” vera è la fascia 0,715–0,719, che coincide con i massimi annuali e tende a richiedere conferme macro/sentiment per essere superata con continuità.
DAILY CHART
Sul grafico giornaliero, il prezzo sta attualmente utilizzando la Senkou Span A come resistenza dinamica, all’interno di una Kumo che permane in configurazione neutrale–rialzista. Si evidenzia tuttavia che la Senkou Span A ha effettuato un incrocio ribassista con la Senkou Span B, segnale che suggerisce un potenziale indebolimento della struttura di supporto prospettica dell’Ichimoku, pur senza compromettere nell’immediato l’impostazione complessiva.
La spinta rialzista risulta ancora presente poiché le quotazioni si mantengono al di sopra delle medie mobili a 50, 100 e 200 periodi, elemento che conferma un bias positivo sul medio termine. Nel breve periodo, però, non si può escludere l’avvio di una correzione tecnica, considerando che il prezzo si colloca in prossimità del livello 0,618 di Fibonacci, calcolato sull’ultimo impulso ribassista nel range temporale 11 marzo – 30 marzo.
Se invece si analizza il ritracciamento di Fibonacci tracciato dal minimo di novembre 2025 al massimo dell’11 marzo 2026, si osserva che, dopo una correzione spintasi lievemente al di sotto del livello 0,38 (area 0,68988), il cambio ha avviato un nuovo movimento ascendente. In tale fase, il prezzo ha trovato supporto dinamico sia sulla media mobile a 100 periodi sia sulla Senkou Span B, favorendo la ripartenza del rally.
In aggiunta, il posizionamento corrente al di sopra della Kijun-sen mantiene la struttura orientata al rialzo, anche perché non sono ancora emerse condizioni di eccesso: l’RSI si attesta infatti intorno a 55,3, valore coerente con una fase di forza moderata ma non di ipercomprato.
Nonostante ciò, la configurazione della candela odierna suggerisce una probabilità aumentata di una correzione verso il basso nel brevissimo termine, potenzialmente funzionale a “scaricare” parte della pressione rialzista prima di un eventuale nuovo impulso ascendente. Tale scenario resta valido in assenza di shock esogeni, con particolare attenzione al rischio geopolitico: eventuali sviluppi improvvisi in ottica di escalation legata allo Stretto di Hormuz potrebbero alterare rapidamente sentiment e direzionalità.
Nasdaq: “Massive Gap Up" oltre 24.900, quanto dura?La capacità del CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100) di consolidare stabilmente sopra 24.200–24.500 punti sarà decisiva per capire se il "massive gap up" dell'8 aprile evolve in una nuova gamba impulsiva oppure resta un rimbalzo tecnico da ricopertura in un contesto macro ancora sotto pressione tariffaria.
L’8 aprile 2026 il Nasdaq 100 ha vissuto una seduta estremamente esplosiva, chiudendo a circa 24.903 punti (+2,90% vs 7 aprile), con range intraday 24.756–25.045. I future E‑Mini (giugno 2026) hanno segnato un massimo a 25.257 e chiuso a 25.024, mentre il CFD NAS100 Pepperstone ha replicato coerentemente il movimento, con un significativo gap up rispetto alla chiusura precedente a 24.202. Già la sera del 7 aprile i mercati di predizione scontavano alte probabilità di chiusure sopra 24.100–24.200 e target 25.000–25.100 sui future. Il movimento è guidato da due fattori: da un lato il contesto tariffario dell’amministrazione Trump (“Liberation Day”), che aumenta volatilità macro e comprime i multipli growth; dall’altro la resilienza strutturale delle big tech del Nasdaq 100, caratterizzate da ricavi orientati ai servizi e un rapporto Costo del Venduto/Ricavi intorno al 50% (vs ~65% S&P 500), che le rende meno esposte ai costi delle importazioni. Le headline parlano di “bull run tecnica accelerata”, con resistenza già individuata in area 25.400 e recupero rapido del ribasso di inizio aprile.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Il Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100), che replica il cash price del Nasdaq 100 derivato dai liquidity provider a partire dal future NQ front-month (giugno 2026), quota dopo la chiusura dell’8 aprile in area 24.900–25.000 punti, dopo aver superato con decisione la soglia psicologica dei 24.500 nel corso della seduta. L’8 aprile il range operativo si è collocato in 24.756–25.045 sull’indice cash e 24.935–25.257 sui future, confermando un’escursione intraday tipica di un movimento impulsivo e non di un semplice drift rialzista.
La seduta del 7 aprile aveva già mostrato tenuta positiva, con chiusura a 24.202 punti e intraday 23.779–24.209, trasformando quell’area nella base di lancio del gap up del giorno successivo. Il gap up dell’8 aprile ha portato rapidamente il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) dall’area 24.200 oltre 25.000 punti in una sola seduta, rendendo la vecchia resistenza a 24.500 un nuovo supporto dinamico e riaccelerando un trend rialzista partito dai minimi strutturali in area 23.000. Nella parte alta del nuovo range, il mercato mostra momentum esplosivo, con ricoperture short aggressive e acquisti in denaro su ogni tentativo di rimbalzo ribassista, segnalando che il movimento non viene trattato come un semplice picco di liquidità isolato.
Struttura di fondo: trend rialzista riaccelerato dal "gap up" tecnico (CFD Pepperstone Nasdaq)
Su orizzonte plurimensile, il Nasdaq 100 mostrava già prima del gap up dell’8 aprile un trend rialzista ben strutturato: l’impulso attivo era partito dal forte supporto in area 23.000 punti, dove il mercato aveva completato il test dell’ex resistenza poi diventata base del nuovo ciclo. Il superamento progressivo delle resistenze statiche a 23.500, 24.000 e 24.500 punti ha costruito una sequenza di minimi e massimi crescenti, con la trendline discendente del canale correttivo di lungo periodo, partita dal massimo di fine gennaio, finalmente violata al rialzo e trasformata in supporto dinamico.
L’analisi di Pepperstone di marzo 2026 indicava già i 24.000–23.800 punti come area di supporto chiave e il consolidamento dell’indice in quella fascia come premessa per un nuovo rilancio. Il gap up dell’8 aprile ha quindi agito da acceleratore su un bull trend preesistente: non si tratta di un’inversione improvvisa dal basso, ma dell’estensione impulsiva di un’onda rialzista già in corso, identificata dall’analisi wave come “impulso 1” partito da 23.000, con target successivo a 25.400 punti, massimo dell’onda 4 di febbraio.
La struttura fondamentale rafforza questa lettura, perché il Nasdaq 100 proiettava una crescita degli utili del +34% anno su anno contro un consensus iniziale del +22%. In questo quadro, la distanza tra prezzo corrente e valore fondamentale non appare sufficiente a giustificare un’inversione, mentre il vecchio corridoio 22.000–23.000 viene riassorbito come fase di accumulazione completata, lasciando spazio a correzioni tecniche anche violente ma ancora pienamente “in trend”.
La logica della nuova fascia 24.000–25.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia 22.500–24.000 si è trasformata in zona di breakout confermata; il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è ora centrato tra 24.000 e 25.500 punti. È qui che si decide se il mercato consoliderà il gap up dell'8 aprile per un allungo verso 25.400–26.000 punti o se tornerà a riassorbire parte del movimento in direzione dei supporti primari a 24.000–23.500.
• Resistenza immediata 25.045–25.400 punti: area del massimo cash dell'8 aprile (25.045 NDX) e primo target wave identificato dall'analisi Elliott in area 25.400 (massimo dell'onda 4 di fine febbraio); una chiusura daily stabile sopra 25.045 consoliderebbe il breakout e aprirebbe spazio verso 25.400 e poi 26.000 punti.
• Resistenza secondaria 25.400–26.000 punti: target dell'impulso wave attivo e livello psicologico di "big figure"; zona in cui diversi desk individuano livelli per prese di profitto tattiche e coperture di portafoglio dopo l'accelerazione dell'8 aprile.
• Supporto primario 24.500–24.756 punti: minimo intraday dell'8 aprile e nuova zona di pullback immediato post‑breakout; i compratori hanno difeso aggressivamente questa fascia durante la seduta, rendendo il range 24.756–24.900 il primo cuscinetto di supporto dinamico da monitorare nelle prossime sessioni.
• Supporto secondario 24.000–24.200 punti: chiusura del 7 aprile e area di consolidamento di inizio mese; ex resistenza psicologica trasformata in supporto; un rientro tecnico su quest'area senza rotture decise rafforzerebbe il segnale di breakout e offrirebbe punti d'ingresso long tattici verso 25.000–25.400.
• Supporto strutturale 23.000–23.500 punti: base dell'impulso wave attivo identificata dall'analisi Elliott; zona del vecchio breakout strutturale e primo target ribassista in caso di sgonfiamento del momentum. Un ritorno stabile sotto 23.000 riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000 e segnalerebbe un esaurimento dell'onda rialzista attiva.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La struttura delle medie mobili sul Nasdaq 100, ricostruita sull’indice cash NDX e sui future NQ giugno da cui Pepperstone deriva il prezzo del NAS100 CFD, mostra una configurazione rialzista accelerata: con la chiusura dell’8 aprile a 24.903 punti, il prezzo si è distanziato nettamente dalle medie di breve periodo in area 23.800–24.200, mentre le medie lente a 100–200 giorni restano più in basso, confermando la distanza tipica di un trend direzionale forte. Il breakout della trendline del canale discendente di lungo periodo, già evidenziato dall’analisi wave, aggiunge qualità tecnica alla struttura rialzista, trasformando quella resistenza dinamica in supporto.
Gli oscillatori di momentum descrivono una condizione tirata ma coerente con un rally impulsivo reale: il gap up dell’8 aprile, pari a +2,90% in chiusura e circa +3,5% intraday sui future, è tipico di una ricopertura aggressiva di short e dell’ingresso di nuovo denaro orientato al momentum. Allo stesso tempo, questo tipo di estensione aumenta il rischio di pullback tecnici rapidi verso l’area 24.500–24.000, che però non comprometterebbero la struttura rialzista di fondo se rispettati in chiusura daily. I report wave indicano come prossima resistenza dinamica rilevante l’area 25.400, con RSI presumibilmente in zona 70–75 dopo l’8 aprile e MACD in configurazione rialzista espansiva sopra lo zero.
La mappa operativa dei livelli chiave sul Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) diventa quindi chiara: sopra 25.045–25.400 il mercato può estendere verso 26.000; tra 24.500 e 24.756 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-gap; tra 24.000 e 24.200 passa il livello discriminante tra consolidamento del breakout e rientro nel range pre-8 aprile; sotto 23.000 il momentum rialzista wave risulterebbe in esaurimento e si riaprirebbe il corridoio 22.000–23.000.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e resilienza tech: se nelle prossime sedute non emergeranno sorprese negative sui dazi e i grandi nomi del Nasdaq 100 continueranno a mostrare una crescita degli utili sopra le attese, con stime consolidate a +34% anno su anno contro un consensus del +22%, il Nasdaq (NAS100 CFD) potrà mantenersi sopra 24.750 e puntare alla resistenza wave di 25.400, con possibile estensione verso 26.000 in presenza di catalizzatori positivi come dati macro in linea, utili Q1 solidi o segnali di apertura negoziale sui dazi. In questo quadro, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come “strong buy”, con ricoperture di short a sostenere ogni ritracciamento verso 24.500 e strategie long privilegiate rispetto alle vendite anticipate sul top.
Scenario di pullback tecnico ed escalation tariffaria: se invece dovessero emergere nuovi inasprimenti sui dazi verso la Cina, sorprese negative dagli utili tech o un peggioramento del quadro macro globale, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare e il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 24.500–24.200, poi verso 24.000–23.500 in caso di correzione più estesa. Solo una discesa stabile sotto 23.000 comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 22.000, area in cui molti desk collocano i primi obiettivi di profit-taking per strategie short costruite tra 24.500 e 25.000, senza però intaccare il bull trend pluriennale finché le medie lente restano in pendenza positiva.
In definitiva, la fascia 24.000–25.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 24.200–24.500 in chiusura daily dopo il massive gap up dell’8 aprile sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva del bull trend verso 25.400–26.000 e un semplice spike da ricopertura destinato a rientrare parzialmente nel range precedente
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