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Per quanto riguarda XAU, abbiamo poco da aggiungere: la lettura fondamentale e i dati pubblicati fungono da carburante per il pump del gold.
Da mesi continuo a mandare possibili posizionamenti long term su gold, escludendo gli short;
per il momento mi limito a valutare le zone discount più vantaggiose e seguire le notizie in uscita.
Ho notato che qualcuno ha preso in considerazione la “zona blu” che abbiamo evidenziato per una continuazione long, con un target fino a 3.000 (più di 1.000 pips).
Sono davvero contento per chi è riuscito a saltare su questo treno.
Tuttavia, ogni volta che il mercato raggiunge massimi storici, è fondamentale procedere con cautela: cercare di vendere in questi momenti potrebbe rivelarsi una mossa errata.
L’unica soluzione sembra essere quella di attendere ulteriori sviluppi – al di là delle mosse della Fed – e monitorare attentamente i dati.
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Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
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Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30. Questa strategia mi consente di agire in modo più efficace, sfruttando la maggiore volatilità e liquidità di tale sessione.
Continueremo a fornire analisi approfondite e live su TradingView per mantenervi aggiornati.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
Per domande, dubbi o richieste, commentate o scrivetemi!
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Analisi fondamentale
Wall Street prova a rompere al ribassoNuovo ribasso di Wall Street con l'S&P 500 che ha perso l’1,2%, il Dow Jones l’1% e il Nasdaq in rosso dell’1,5%.
Non c’è ancora tregua sui mercati, perché Trump continua ad esternare a favore dei dazi, creando incertezza e causando movimenti irrazionali, insieme a dati macro contrastanti.
Il presidente ha minacciato di imporre una tariffa del 200% sul vino e altre bevande alcoliche provenienti dall’Unione Europea, come ritorsione per le contromisure appena annunciate dal vecchio continente.
Sul fronte dati, l'inflazione dei prezzi alla produzione è stata inferiore alle aspettative, con il dato "core" in calo dello 0,1% mese su mese, rispecchiando l’andamento del CPI pubblicato mercoledì.
Inoltre, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 220.000, leggermente al di sotto delle stime ma ampiamente in linea con le tendenze recenti. Beni di consumo discrezionali e tecnologia sono stati i settori con le peggiori performance.
Sul fronte aziendale, le azioni di Adobe sono crollate di oltre il 10% dopo aver fornito una deludente prospettiva di fatturato. Le azioni Intel, d'altro canto, sono salite di oltre il 16% dopo che l'azienda ha annunciato un nuovo CEO.
Nella notte i mercati asiatici hanno corretto al rialzo, decorrelandosi da Wall Street, sostenuti dalle crescenti aspettative di sostegno politico da parte di Pechino, il che dovrebbe, a tendere, favorire le oceaniche.
VALUTE, EURO IN RIPIEGAMENTO
Gli annunci dei dazi all’Unione Europea hanno causato la correzione dell’Euro, che da 1.0950 di mercoledì è sceso a 1.0821 per poi consolidare in area 1.0860.
Il mercato appare ancora in "downtrend" per il dollaro, ma le continue minacce di guerra commerciale e valutaria innescano un sentimento di paura e tensione che alimentano la salita degli "asset" rifugio, come l’oro ormai vicinissimo ai 3.000 dollari l’oncia.
Sulle altre coppie di valute segnaliamo il dollaro canadese che per ora rimane in sofferenza a 1.4440 contro dollaro, e uno JPY che si è stabilizzato intorno a 148.50-60, senza avere la capacità di rompere i supporti di UsdJpy a 146.50.
Stabilità anche sulle oceaniche, il che non significa ritorno del "risk on", ma semplicemente, con questo caos, molti operatori e investitori preferiscono stare alla finestra. Le correlazioni all’interno del "forex" sembrano saltate, almeno nel brevissimo termine.
JOBLESS CLAIMS
Le richieste iniziali di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 2.000 a 220.000 nella prima settimana di marzo, il numero più basso delle ultime tre ottave, e al di sotto delle aspettative di mercato di 225.000, comunque livelli storicamente bassi.
Analogamente, le richieste continuative sono diminuite di 27.000 a 1.870.000 nell'ultima settimana di febbraio, ben al di sotto delle aspettative di 1.900.000. Il risultato evidenzia comunque un mercato del lavoro relativamente resiliente.
La Fed dovrebbe lasciare invariati i tassi nella prossima riunione, mentre le attese sono per un taglio ad aprile.
USA PREZZI ALLA PRODUZIONE
I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono rimasti invariati a febbraio rispetto a gennaio 2025, dopo un aumento rivisto al rialzo dello 0,6% nel periodo precedente e al di sotto delle previsioni di un guadagno dello 0,3%.
Si tratta del livello più basso degli ultimi sette mesi, con i prezzi dei servizi in calo dello 0,2%, il calo più importante dal luglio 2024, guidato da un calo di macchinari e veicoli.
I prezzi sono stati inferiori anche per la vendita al dettaglio di alimenti e alcolici, vendita al dettaglio di automobili, abbigliamento, calzature e accessori.
D'altro canto, i prezzi dei beni sono aumentati dello 0,3%, il quinto aumento consecutivo, con due terzi dell'aumento attribuibile ai prezzi delle uova di gallina, che sono aumentati del 53,6%.
Su base annua, i prezzi alla produzione sono aumentati del 3,2%, al di sotto di un 3,7% rivisto al rialzo a gennaio e delle previsioni del 3,3%. L'indice PPI "core" è sceso dello 0,1% su base mensile e del 3,4% su base annua, ben al di sotto delle previsioni.
ORO, NUOVI MASSIMI STORICI
I prezzi dell'oro sono aumentati di circa l'1% superando i 2.980 dollari l'oncia giovedì, raggiungendo nuovi massimi storici mentre l'avversione al rischio e le scommesse sull'allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve si intensificano. Le crescenti tensioni commerciali hanno alimentato la fuga verso gli "asset" rifugio.
Anche le preoccupazioni geopolitiche hanno pesato sul "sentiment", poiché la Russia ha segnalato il suo rifiuto al cessate il fuoco di 30 giorni accettato dall'Ucraina e sostenuto dagli Stati Uniti.
Nel frattempo, i recenti PPI e CPI hanno mostrato che le pressioni sui prezzi si stavano allentando a febbraio, dando alla Fed più spazio per tagliare i tassi e aumentando ulteriormente l’interesse per l’oro.
EUROZONA, PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione industriale dell'Eurozona è rimbalzata dello 0,8% mese su mese a gennaio 2025, sopra le attese che vedevano una crescita dello 0,6% e invertendo un calo rivisto dello 0,4% a dicembre.
Su base annua, la produzione industriale dell'Eurozona si è stabilizzata a gennaio, rispetto alle aspettative di mercato di un calo dello 0,9% e alla fine di un periodo di contrazione di 20 mesi.
Buon fine settimana.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 13.03.2025Inflazione Usa in rallentamento: forse segnala debolezza consumi?
Ieri bene le borse europee, a Wall Street un timido recupero solo del Nasdaq.
Oro verso nuovi massimi? Pare di sì, insieme ad argento, rame, alluminio.
Cina promette risposte adeguate ai dazi Usa, ed il suo export continua a brillare.
Il 12 marzo, le Borse europee hanno registrato un rimbalzo, con guadagni mediamente sopra l’1%, un recupero alimentato da alcuni segnali di distensione sul fronte ucraino, dalla persistente ma meno preoccupante guerra dei dazi e da un'inflazione statunitense che, sebbene rimanga alta, mostra segnali di rallentamento a febbraio.
Inoltre, un altro fattore di supporto è stato il commento del presidente Donald Trump, che non vede recessione all'orizzonte per gli Stati Uniti, mentre l'Ucraina ha accettato una tregua di 30 giorni con la Russia, che valuterà la proposta, offrendo così qualche spiraglio per una possibile soluzione al conflitto.
Wall Street ha chiuso contrastata dopo la lunga serie di ribassi dei giorni precedenti. Il Dow Jones ha perso -0,20%, il Nasdaq ha guadagnato +1,22%, e lo S&P 500 +0,49%.
Gli investitori, pur restando in attesa di sviluppi geopolitici e monetari, sembrano aver abbassato il livello di preoccupazione per la guerra dei dazi, che continua a evolversi con continui cambiamenti di direzione e improvvisi dietrofront.
L’Unione Europea ha risposto con fermezza ai nuovi dazi imposti dagli Usa su acciaio e alluminio, annunciando contromisure per 26 miliardi di euro. Questo provvedimento è stato adottato poche ore dopo l’entrata in vigore dei dazi del 25% imposti dal presidente Trump.
La Cina, dal canto suo, ha dichiarato che adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i propri interessi, segnando un altro capitolo nella guerra commerciale. Trump aveva sorpreso i mercati con l'annuncio di un raddoppio delle tariffe sull’acciaio e alluminio importati dal Canada, ma dopo un iniziale shock ha ritrattato la sua posizione, quando Ottawa ha risposto con l’introduzione di dazi per US$ 20 miliardi sui prodotti americani.
Sul fronte inflazione Usa, sebbene i prezzi continuino a crescere, i dati di febbraio mostrato un rallentamento. I prezzi al consumo sono aumentati +0,2% mensile rispetto a gennaio, una crescita inferiore alle attese di +0,3%. Il tasso di inflazione annuale si è ridotto dal 3,0% al 2,8%, un dato positivo sebbene ancora lontano all’obiettivo del 2% della Federal Reserve.
L'indice "core", che esclude i prezzi dei beni alimentari ed energetici, è salito +0,2%, mentre quello annuale è sceso dal 3,2% al 3,1%. Questo rallentamento potrebbe influenzare la politica monetaria della Fed, orientandola verso un approccio più espansivo.
Al momento, i mercati prevedono che la Fed possa decidere di ridurre i tassi di interesse in tre occasioni entro fine 2025, con un primo taglio a giugno 2025. La prospettiva di tassi più bassi potrebbe rendere assetche non pagano rendimenti, come l’oro, più attraenti.
L’euro resta forte sul dollaro, restando sopra 1,09, frutto della specifica debolezza della valuta americana, che potrebbe contribuire a ridurre alcuni squilibri commerciali globali, sebbene i dazi imposti dal governo degli Stati Uniti comportino un immediato aumento dei costi per le imprese e i consumatori.
Anche le altre valute hanno mostrato recuperi sul dollaro, ad eccezione dello yen, che corregge dopo la recente salita. Bitcoin resta volatile, attorno 82.000 dollari.
Bond market: in Europa, lo spread tra BTp italiani e Bund tedeschi decennali rimane stabile a 111 punti base, col rendimento del BTp benchmark sceso leggermente al 4%, dal 4,01% della vigilia. I rendimenti dei Govies statunitensi non hanno registrato significativi cambiamenti dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione.
Le borse asiatiche oggi, 13 marzo, si sono mosse in maniera contrastata. A Tokyo, l’indice Nikkei 225 ha perso -0,1%, con il rafforzamento dello yen a 147,9 vs dollaro. Nell’area cinese, Hang Seng, CSI 300 e Taiex hanno registrato perdite tra -1% e -1,2%. Nonostante queste fluttuazioni, l’interesse degli investitori globali per la Cina e Hong Kong continua a crescere, specialmente grazie ai progressi del paese nel settore dell’intelligenza artificiale, visti come un punto di forza economico.
A Wall Street, dopo il “lunedì nero” del Nasdaq. -4%, si è verificato un rimbalzo, ma i future suggeriscono che potrebbe rivelarsi temporaneo. I titoli tecnologici, ancora una volta cercano un equilibrio dopo un periodo di forti vendite che ha visto una flessione di circa -17% da metà febbraio per le cd Magnifiche 7.
Tesla è rimbalzata, +7,6%, nonostante le previsioni di un trimestre difficile sulle consegne, mentre Nvidia ha segnato +6,4%, con alcuni analisti che suggeriscono che la recente correzione del titolo rappresenti un'opportunità di acquisto.
Il petrolio Brent ha registrato un aumento del 2%, toccando 71 dollari/barile, grazie al migliorato sentiment derivante dalla lettura dell’inflazione negli Stati Uniti. Le scorte di greggio Usa sono aumentate più del previsto (+1,448 milioni barili), e l'utilizzo della capacità degli impianti è salito all'86,5%. Il prezzo dell'oro, al terzo rialzo consecutivo, avvicina il recente record di 2.956 dollari/oncia, favorito dalla debolezza del dollaro e dal rallentamento dell’inflazione Usa.
Sul fronte obbligazionario, la lettura dei dati sull'inflazione non ha mosso i rendimenti dei Treasury Usa, col decennale stabile al 4,28%.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Il NASDAQ balza di oltre l'1% in un modesto rimbalzo del mercatoIl NASDAQ balza di oltre l'1% in un modesto rimbalzo del mercato.
di Marco Bernasconi – 13 Marzo 2025
• A Wall Street si dice:
"Il miglior momento per piantare un albero è stato 20 anni fa. Il secondo miglior momento è ora." - Warren Buffet
Gli investitori dovrebbero essere contenti di qualsiasi tipo di rimbalzo che possono ottenere durante questo malessere del mercato, anche se è piuttosto modesto e incompleto come ieri. Tuttavia, è stato incoraggiante vedere lo spazio tecnologico assediato guidare le azioni al rialzo mercoledì dopo un rapporto CPI più freddo del previsto.
Il NASDAQ è balzato dell'1,22% (o circa 212 punti) nella sessione a 17.648,45, mentre sei dei nomi Mag 7 si sono mossi verso l'alto. I due maggiori vincitori di questo gruppo in passato in ascesa sono stati il pioniere dei veicoli elettrici Tesla (TSLA, +7,6%) e il leader dell'intelligenza artificiale NVIDIA (NVDA, +6,4%), che avevano entrambi ricevuto molta attenzione ultimamente per i loro cali epici dopo essere stati quasi intoccabili per così tanto tempo.
Abbiamo parlato dell'idea che a un certo punto la pressione di vendita negli ex leader della tecnologia si esaurirà e sembra che stiamo assistendo all'inizio di questa situazione. Ciò non significa che abbiamo visto un fondo, ma ieri è stato un passo nella giusta direzione.
L'S&P è avanzato dello 0,49% a 5599,30, ma il Dow non si è unito al rimbalzo e ha chiuso in ribasso dello 0,20% (o circa 82 punti) a 41.350,93.
Fortunatamente, abbiamo avuto una moderazione nei numeri CPI di febbraio, come previsto. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% per il mese e del 2,8% annuo, rispetto alle aspettative rispettivamente dello 0,3% e del 2,9%. Anche le letture core dello 0,2% e del 3,1% erano leggermente al di sotto delle previsioni.
Questo è proprio ciò che il dottore ha ordinato per calmare una parte della recente paura del mercato che ha portato alle vendite. Questo CPI ha segnato il ritmo annuale più basso da aprile 2021, quindi è un grosso problema dopo le recenti stampe sospettosamente calde.
Oggi riceveremo altri dati sull'inflazione con l'indice dei prezzi alla produzione (PPI). Come per l'indice dei prezzi al consumo (CPI) odierno, i prezzi all'ingrosso sono stati leggermente più alti del previsto l'ultima volta, ma avrebbero dovuto raffreddarsi leggermente a febbraio. Le aspettative sono allo 0,3% per il mese e al 3,2% annuo, rispetto alla precedente stampa dello 0,4% e del 3,5%, rispettivamente.
Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti e analisi sulle nostre attività di trading.
Cordiali saluti,
Marco Bernasconi Trading
GOLD | Sussidi e IPP.Buongiorno Traders.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
Operate responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Buona valutazione.
Buon Trading.
Ciau.
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Buongiorno a tutti scusate l'assenza di questi giorni.
sono tornato operativo da oggi!
oggi abbiamo IPP e sussidi,
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🚨INFO CHIAVE:
- Dazi su Acciaio e Alluminio
dazi del 25% su acciaio e alluminio imposti da Donald Trump sono entrati in vigore, nonostante le preoccupazioni riguardo a una possibile recessione economica.
Questo incremento delle tariffe sta alimentando l'incertezza nei mercati globali.
- Domanda di Oro
L'incertezza commerciale e le politiche tariffarie mutevoli di Trump stanno stimolando una crescente domanda di oro, visto come un bene rifugio sicuro in tempi di turbolenza economica.
Tuttavia, queste dinamiche stanno anche destabilizzando i mercati finanziari globali.
- Prezzi dell'Oro e Dollaro USA
I prezzi dell'oro sono in aumento, spinti da un indebolimento del dollaro USA.
I trader stanno monitorando con attenzione i dati sull'inflazione, che potrebbero influenzare le aspettative sui tassi d'interesse da parte della Federal Reserve.
- Inflazione e Direzione dell'Oro:
I prossimi dati sull'inflazione saranno cruciali per determinare l'andamento dell'oro.
IL CPI inferiore alle attese potrebbe spingere i prezzi dell'oro al rialzo,
ed infatti ieri è stato cosi, mantendo il rialzo dal livello visto negli scorsi outlook.
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Wall Street rimbalzaI listini americani hanno vissuto ieri un’altra giornata di consolidamento, dopo il "sell-off" di inizio settimana, mentre gli investitori sono tornati a privilegiare gli "asset" di rischio, nonostante le minacce di Trump di nuove tariffe, che peraltro ad oggi sono state applicate solo parzialmente.
Come già ricordato, la sensazione è che i dazi siano il grimaldello per rallentare la congiuntura economica, indebolire il dollaro e permettere alla Fed di ridurre il costo del denaro.
L'S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno guadagnato rispettivamente lo 0,8% e l'1,4%.
Ad oggi, gli Stati Uniti hanno imposto tariffe del 25% su acciaio e alluminio e hanno intensificato la retorica aggressiva sulle tariffe di ritorsione ad aprile.
A sua volta, l'UE ha risposto con tariffe su 26 miliardi di euro di beni statunitensi e il Canada ha imposto imposte aggiuntive su 29,8 miliardi di dollari in aggiunta alle precedenti sanzioni.
Nel frattempo, i dati sui prezzi al consumo di febbraio sono risultati più deboli del previsto.
Sul fronte titoli, la tecnologia ha guidato i guadagni in correzione rispetto alla liquidazione di posizioni di inizio settimana. Nvidia, Tesla e Palantir hanno aggiunto oltre il 6%.
Tuttavia, i settori difensivi sono ulteriormente scesi, mantenendo stabile il Dow Jones, che ha chiuso invariato.
VALUTE
Altra giornata interlocutoria per i principali rapporti di cambio, con il dollaro che cerca un recupero, anche se per ora non sfonda.
EurUsd ha provato più volte a rompere 1.0940, ma poi ha ceduto qualcosa tornando a 1.0900, dove però entrano in gioco dei nuovi "bid" che per ora lo sostengono.
Cable forte, tornato a ridosso di 1.3000, mentre la sterlina appare in recupero sull’Euro, tornato a 0.8400.
UsdJpy, dopo aver toccato 149.20, ha ritracciato una settantina di "pips", pur rimanendo in fase di accumulazione, per ora ancora correttiva.
Scende finalmente UsdCad, che non sembra in grado di sfondare al rialzo, come se tutte le peggiori notizie per il paese nordamericano fossero in qualche modo già scontate nei prezzi attuali.
Supporto da violare per cambiare il trend posto a 1.4180.
USA CPI IN CALO
Il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è sceso al 2,8% a febbraio 2025 dal 3% di gennaio, al di sotto delle previsioni del 2,9%.
I costi dell’energia sono diminuiti dello 0,2% anno su anno, dopo un aumento dell'1% a gennaio. La benzina e l'olio combustibile hanno perso quota, mentre i prezzi del gas naturale sono saliti.
L'inflazione ha rallentato anche per auto e trasporti, mentre i prezzi hanno continuato a scendere per i nuovi veicoli. D'altro canto, l'inflazione è accelerata per i prodotti alimentari.
Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2%, in calo rispetto all'aumento dello 0,5% di gennaio, e rispetto alle previsioni dello 0,3%.
Nel frattempo, l'inflazione "core" annuale è rallentata al 3,1%, il livello più basso da aprile 2021, dal 3,3% e al di sotto delle aspettative del 3,2%.
Anche l'inflazione di base mensile è scesa più del previsto allo 0,2% dallo 0,4%, rispetto alle previsioni dello 0,3%.
BOC, ENNESIMO TAGLIO DEI TASSI
La Banca centrale canadese ha tagliato il suo tasso di interesse chiave di 25 punti base al 2,75% nella sua decisione di marzo, come da "consensus".
Si è trattato del settimo taglio del costo del denaro (5 da 0,25% e 2 da 0,50%) dall'inizio del suo ciclo di allentamento a giugno 2024.
Il Consiglio direttivo ha osservato che l'economia canadese è cresciuta più del previsto nel quarto trimestre grazie al supporto dei tagli passati, ma si prevede che la crescita rallenterà a causa del crescente conflitto commerciale con gli Stati Uniti.
La banca ha anche osservato che le minacce tariffarie in continuo cambiamento dagli Stati Uniti hanno danneggiato gli indicatori di fiducia dei consumatori e le aspettative di investimento, che dovrebbero cancellare la forte attività economica innescata dalle aziende che tentano di indebolire le barriere commerciali.
ORO, NUOVI MASSIMI?
L'oro è salito a circa 2.940 dollari l'oncia ieri, avvicinandosi ai livelli record, mentre le crescenti tensioni commerciali continuano ad alimentare il dibattito e la domanda di beni rifugio.
Trump ha messo in guardia da ulteriori dazi sui beni della UE in seguito alle ritorsioni che l’Europa ha messo in atto contro le tariffe USA.
Nel frattempo, sia l'inflazione principale che quella "core" americane sono state inferiori alle aspettative, rassicurando gli investitori sui progressi della disinflazione e dando alla Federal Reserve maggiore flessibilità per un prossimo taglio dei tassi.
Tuttavia, l'impatto dei dazi deve ancora materializzarsi e l'inflazione potrebbe aumentare di nuovo nei prossimi mesi.
BUND, SALGONO I RENDIMENTI
Il rendimento del Bund decennale tedesco è salito sopra il 2,9%, raggiungendo il livello più alto da giugno 2011, mentre continuano i negoziati a livello politico per poter allentare i vincoli di bilancio nel prossimo futuro, per favorire la ripresa economica.
Il partito dei Verdi, i cui voti sono cruciali per l'approvazione delle misure nel parlamento uscente, ha negato il suo sostegno ma ha avanzato proposte alternative volte a raggiungere un accordo.
Il co-leader Felix Banaszak ha richiesto nuovi negoziati, mentre un alto legislatore del blocco conservatore CDU/CSU di Merz ha indicato che le due parti non sono molto distanti.
Sul fronte della politica monetaria, ci sono segnali che la BCE potrebbe sospendere ulteriori tagli dei tassi per ora, dopo aver adottato una posizione più cauta sulle future variazioni dei tassi e aver rivisto al rialzo le sue previsioni di inflazione a breve termine.
Nel frattempo, la presidente della BCE Christine Lagarde ha avvertito che i dazi commerciali e i piani di spesa fiscale potrebbero complicare gli sforzi per mantenere un'inflazione stabile.
Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani
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Analisi del prezzo dell'oro 13 marzo⭐️Analisi fondamentale
I prezzi dell'oro hanno mantenuto un andamento positivo nelle prime contrattazioni europee di giovedì e sono rimasti vicini al massimo storico raggiunto il 24 febbraio. L'implementazione caotica delle tariffe commerciali del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il loro impatto sull'economia globale hanno continuato a spingere i flussi verso i lingotti rifugio per il terzo giorno consecutivo.
Nel frattempo, i timori di una recessione negli Stati Uniti, uniti ai segnali di raffreddamento del mercato del lavoro e di calo dell'inflazione, consentiranno alla Federal Reserve (Fed) di riprendere il ciclo di tagli dei tassi di interesse prima del previsto. Ciò, a sua volta, ha mantenuto il dollaro statunitense (USD) vicino al minimo storico raggiunto venerdì 16 ottobre e si è rivelato un ulteriore fattore a sostegno dei prezzi dell'oro non cedevole.
⭐️Analisi tecnica
L'oro si corregge verso la zona di supporto immediata di 2930 se la zona di supporto viene rotta. 2922 è il prossimo punto di supporto prima che il prezzo dell'oro si sposti a 2910. La zona di resistenza di 2950 è considerata una barriera prima di raggiungere ATH e il piano di vendita giornaliero viene notato intorno a 2970.
INFLAZIONE USASecondo i dati pubblicati ieri pomeriggio, il tasso di inflazione negli Stati Uniti sta rallentando come previsto:
L'inflazione core CPI statunitense è scesa al 3,1% a febbraio, la più bassa degli ultimi 4 anni.
L'IPC supercore è sceso al 3,9%, il più basso da ottobre 2023 (trainato dalle tariffe aeree).
La componente Headline è scesa al 2,8%.
Le volatilità sull'indice del dollaro sono rimaste all'interno della media, con il prezzo che rimane vicino ai minimi di novembre 2024.
Buon trading a tutti
Rocket Lab: sconti sulla space economyCon un settore AI in forte difficoltà si pensa già al prossimo trend da cavalcare.
Si fa strada quindi, sempre più prepotentemente con Musk che ricopre un ruolo chiave negli USA, la space economy.
Il titolo Rocket Lab infatti, dai massimi di febbraio, ha perso circa un 50%, incredibile opportunità per entrare in prossimità di un supporto chiave di 17 dollari.
Sicuramente parliamo di un settore che sta investendo molto e sarà in forte espansione, ma che diventerà fondamentale nei prossimi anni (più di quanto lo sia giù) nell'esplorazione dello spazio e nella difesa.
Sandisk da record e decorrelato dal NasdaqSandisk, dopo lo scorso da western digital a metà febbraio ha iniziato a guadagnare terreno nonostante un indice Nasdaq e uno stesso western digital in ribasso.
Il rialzo dal momento dello scorporo è di circa il 50%, contro un -15% fatto segnare da western digital nello stesso periodo.
Nonostante le previsioni che davano favorita l'azienda scorporante, sandisk sta facendo segnare numeri da record in un settore chiaramente in difficoltà.
Microstrategy: trovato supporto da cui ripartire?Il titolo Microstrategy trova il supporto a 230 dollari. Il prezzo di Bitcoin, e delle cryptovalute in generale, hanno sofferto molto nelle ultime settimane, e Microstrategy ha ovviamente seguito il trend ribassista.
I 230 dollari sembrano al momento contenere il ribasso appoggiandosi anche sulla media mobile a 200 periodi che passa proprio in tale area.
L'azienda, proxy del prezzo di BTC, ha sofferto molto la sua esposizione al prezzo di BTC ma potrebbe aver trovato un punto da cui ripartire.
Sarà proprio così?
BTCUSDT idea shortSto monitorando BTC/USDT per un'opportunità short swing dopo un ritracciamento su livelli chiave. Il prezzo ha mostrato una spinta rialzista, ma diversi segnali suggeriscono un possibile esaurimento del momentum.
📌 Punti chiave:
Attendo un ritracciamento verso una zona di liquidità sopra i massimi recenti, dove potrebbero esserci uno sbilanciamento e prese di profitto da parte dei long.
Possibile reazione a livelli di resistenza o strutture di prezzo precedenti.
Conferma con segnali di debolezza: volumi in calo o pattern di inversione su TF più bassi.
🎯 Strategia:
Entry: Dopo un rejection chiaro su un livello chiave, idealmente con wick o pattern di inversione su M15/H1.
Stop Loss: Sopra la zona di liquidità presa di mira.
Target: Primo target sui minimi recenti, poi trailing per sfruttare un possibile movimento più profondo.
Resto in attesa della conferma per evitare entrate premature. Se il prezzo mostra ancora forza, potrei rivalutare la struttura. 🚀👀
WisdomTree - Tactical Daily Update - 12.03.2025Borse in balia dei tentativi di tregua in Ucraina e delle mosse sui dazi di Trump.
Piani di investimenti tedeschi ed EU sostengono azioni industriali e difesa.
Govies EU: non c’è allarme ma il BTP 10 anni rende oltre il 4,0%.
Occhi puntati su inflazione Usa di febbraio in uscita oggi!
Le borse mondiali continuano a essere scosse da incertezze economiche e politiche, con effetti diretti sui mercati.
L'Europa ha visto una pesante flessione ieri, con il timore di una possibile recessione negli Stati Uniti e un'escalation delle tariffe volute dal presidente Donald Trump, che ha imposto nuovi dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dal Canada.
Nonostante il rientro di alcuni timori in serata, i mercati europei hanno subito perdite significative, con l’indice Stoxx600 Europe che ha perso circa 280 miliardi di capitalizzazione.
Le principali vittime di questa ondata di incertezze sono state le aziende automobilistiche, molto esposte al commercio con il Nord America, come Stellantis (-6%), Volkswagen (-3,2%) e Mercedes (-2,5%).
Trump, durante la giornata, ha minacciato di aumentare i dazi al 50% per le importazioni di metalli dal Canada, salvo poi fare un passo indietro dopo che l’Ontario ha deciso di abbandonare un progetto di sovrattassa sull’elettricità destinata agli Stati Uniti.
In un clima di crescente preoccupazione per una possibile recessione negli Stati Uniti, l’ex segretario al Tesoro Larry Summers ha affermato che la probabilità di una recessione americana è del 50%.
In tal contesto, l’inflazione è diventata un tema centrale, con attenzione rivolta ai dati di oggi, 12 marzo, che potrebbero indicare un’accelerazione dei prezzi, ulteriormente testando la solidità dei mercati.
Si prevede che l'inflazione di febbraio rallenterà al 2,9%, rispetto al 3% di gennaio, mentre il dato al netto di alimentari ed energia potrebbe scendere al 3,2%. Questi dati saranno cruciali per comprendere la direzione futura dei tassi di interesse negli Stati Uniti.
In questo panorama volatile, ieri Wall Street ha vissuto una giornata altalenante, chiudendo comunque in perdita, con l’S&P 500 in calo dello 0,8%, il Dow Jones a -1,1% e il Nasdaq a -0,2%.
Le previsioni per l'Europa restano relativamente più ottimistiche, con l’euro che ha continuato ad apprezzarsi, raggiungendo il cambio di 1,09 con il dollaro, livelli non visti da quattro mesi.
Tuttavia, le preoccupazioni rimangono, soprattutto in vista della scadenza del 2 aprile, quando Trump potrebbe annunciare nuove tariffe contro l'Europa.
In risposta alla crescente instabilità geopolitica, c’è stato un rinnovato interesse per il settore della Difesa, con molte aziende come ThyssenKrupp (+116%), RheinMetall (+88%), Leonardo (+70%) e altre che hanno visto aumenti significativi delle loro azioni.
Mentre le borse asiatiche registrano movimenti misti oggi, con l’Hang Seng a -0,6% e il CSI 300 a +0,1%, le borse europee segnano un rialzo medio dell'1% (ore 11.30 CET), tentando un vivace recupero.
Lo yen si è indebolito rispetto al dollaro, scendendo a 148,2, e i tassi di rendimento dei titoli di Stato giapponesi sono saliti leggermente al 1,51%. Nonostante ciò, il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha dichiarato di non essere particolarmente preoccupato per questi livelli.
In Australia, il primo ministro Anthony Albanese ha definito ingiustificate le misure dei dazi di Trump del 25% su acciaio e alluminio, dopo aver fallito nel tentativo di ottenere un’esenzione.
Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio Brent ha tentato di rimbalzare, tornando a 70 dollari al barile, sostenuto dalle aspettative di aumento della spesa in Europa. Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno per raggiungere un altro record nella produzione di petrolio, con una media giornaliera di 13,61 milioni di barili.
Le scorte di greggio USA sono aumentate di 4,2 milioni di barili, secondo i dati dell'API. La volatilità dei mercati e le incertezze politiche hanno spinto gli investitori a rifugiarsi in beni sicuri come l’oro, che ha visto un apprezzamento, permanendo vicino ai suoi massimi storici, oltre 2.900 Dollari/oncia.
Il mercato obbligazionario europeo continua a soffrire a causa dell'elevata inflazione e delle politiche commerciali statunitensi. I rendimenti dei titoli di Stato sono saliti ai massimi da luglio 2024, con il Bund tedesco decennale al 2,89% e il BTP italiano al 4,01%, con uno spread stabile a 112 punti base.
Nel mercato valutario, il dollaro sta cercando di recuperare terreno rispetto ai minimi degli ultimi quattro mesi, toccando un valore di 1,0947 contro l’euro. Gli investitori sono in attesa dei dati sull'inflazione statunitense, previsti per oggi, che potrebbero influenzare ulteriormente le politiche monetarie future.
Infine, Bitcoin ha aperto in calo del 1,5% dopo un rimbalzo del 4,4% il giorno precedente, ma il mercato rimane incerto riguardo a possibili sviluppi sotto l’amministrazione Trump. Le aspettative non sono alte, e il mercato sembra relativamente insensibile ai movimenti a breve termine.
In sintesi, la situazione dei mercati è ancora caratterizzata da incertezze politiche e dazi commerciali, con l’Europa che cerca di sostenere il suo percorso di crescita mentre l’America si prepara a nuove sfide economiche. Le fluttuazioni dei mercati, l'aumento dei rendimenti obbligazionari e la volatilità dei cambi continueranno a essere fattori determinanti nel breve termine.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
GOLD | Inflazione americana ore 13:30!Buongiorno Traders.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
Fate estrema attenzione all'IPC delle 13:30, vi consiglio di attendere la NEWS e poi agire, solo con le giuste conferme.
Operate responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Buona valutazione.
Buon Trading.
Ciau.
Dazi caos o strategia?Ancora una giornata apparentemente caotica sul fronte delle comunicazioni dei responsabili della nuova amministrazione USA, i quali si sono lasciati andare, per bocca del Presidente, a nuove esternazioni che hanno generato volatilità sui mercati.
Poche decine di minuti dopo le dichiarazioni di Trump, che ha deciso di applicare da oggi un altro 25% alle importazioni di acciaio e alluminio dal Canada, un portavoce del Governo ha ammesso che la documentazione per l’aumento delle tariffe, in realtà, non è stata firmata.
Immaginatevi le "price action", che ogni due per tre cambiano repentinamente, spesso con movimenti opposti. Volatilità, incertezza, nervosismo e "risk off" che la fa da padrone.
In serata, poi, Trump ha affermato di valutare la possibile riduzione dei dazi al Canada, facendo marcia indietro rispetto alla dichiarazione del pomeriggio.
Il Presidente ha poi ricordato che i mercati salgono e scendono, ma in questo momento è più importante ricostruire il paese. Ma tutto ciò è caos o è strategia? Noi propendiamo per la seconda ipotesi.
Gli effetti ad oggi sono un indebolimento del dollaro, borse in correzione e un'inflazione in calo. Il dollaro che perde valore aggiusta il disavanzo commerciale e di bilancia dei pagamenti, mentre le borse in ribasso, insieme ad un eventuale "soft landing", inducono la Fed ad abbassare i tassi senza provocare uno scontro istituzionale.
Inoltre, i tassi in calo riducono gli interessi sui "bonds" governativi e pertanto causano una diminuzione del debito eccessivamente alto. Tagliare "US Aid", l'Ucraina e le spese federali è il terzo pilastro della strategia per rimettere in carreggiata un deficit impazzito.
LE BORSE RESPIRANO
Wall Street ha ridotto le perdite nella seconda parte della sessione USA, quando Trump, che in mattinata aveva dichiarato di voler alzare le tariffe su acciaio e alluminio provenienti dal Canada al 50% dal 25% precedente, è tornato sui suoi passi dichiarando di voler fare marcia indietro.
L'S&P 500 è scivolato dello 0,3%, mentre il Dow ha perso lo 0,75%. Solo il Nasdaq ha chiuso leggermente positivo (+0,35%), recuperando oltre l'1% dell’apertura di sessione. Tra i titoli, Delta ha perso il 5% a causa delle deboli previsioni sugli utili, mentre Oracle è scesa del 3% in seguito a risultati deludenti.
Le azioni tecnologiche hanno rimbalzato, riducendo le perdite precedenti, mentre la volatilità è aumentata dopo il declassamento delle azioni statunitensi da parte di Citigroup. Gli investori ora attendono con interesse il rapporto CPI di mercoledì, decisivo per comprendere le prossime mosse della Fed.
VALUTE
Euro sopra 1.0900 contro dollaro, con il mercato che ha testato l’area di resistenza posta a 1.0946, in un trend ancora orientato verso la debolezza del biglietto verde. È forse questa la volontà di Trump, che minaccia continuamente nuovi dazi per poi toglierli?
Il deprezzamento del dollaro consentirebbe un miglioramento, nel medio termine, di parte, almeno, degli squilibri commerciali, mentre il dazio rappresenta un aumento dei costi immediato. Detto ciò, le esternazioni del Presidente creano incertezze e caos tra gli investitori, che diversificano ed escono dalle posizioni "growth", cercando alternative a basso rischio, cioè "value".
Oltre all’Euro, in generale tutte le valute hanno recuperato qualcosa sulla divisa USA, eccezion fatta per lo JPY, che però aveva guadagnato terreno nelle ultime settimane e ha quindi semplicemente corretto. Spazio di ribasso, ad osservare il "dollar index", ne esiste ancora, con possibili target posti a 101.90, e anche fino a 100.00.
JOLTS OPENINGS
Le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono aumentate di 232.000 unità, arrivando a 7,74 milioni a gennaio 2025, rispetto ai 7,51 milioni rivisti di dicembre e superando le aspettative di mercato di 7,63 milioni.
Aumenti notevoli si sono verificati nel commercio al dettaglio, finanza e assicurazioni e assistenza sanitaria e sociale. Al contrario, le offerte di lavoro sono diminuite nei servizi professionali e aziendali.
Nello stesso periodo, le assunzioni sono aumentate di 19.000 unità, arrivando a 5,39 milioni, mentre le separazioni totali sono aumentate di 170.000 unità, arrivando a 5,25 milioni.
GIAPPONE, RENDIMENTI IN SALITA
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito sopra l'1,5% mercoledì, attestandosi vicino ai livelli più alti dalla crisi finanziaria globale del 2008, poiché le aziende giapponesi hanno concordato sostanziali aumenti salariali per il terzo anno consecutivo, con l'obiettivo di aiutare i lavoratori a far fronte all'inflazione e alla carenza di manodopera.
Le annuali trattative primaverili sul lavoro hanno ora prodotto significativi aumenti salariali per tre anni consecutivi, senza precedenti da quando il Giappone è entrato nel suo prolungato periodo deflazionistico negli anni '90.
Si prevede che salari più alti stimoleranno la spesa dei consumatori, alimentando l'inflazione, potenzialmente offrendo alla BOJ più spazio per ulteriori aumenti dei tassi.
Nel frattempo, il governatore della BOJ Kazuo Ueda ha segnalato che non hanno piani immediati per intervenire nel mercato obbligazionario, sottolineando che i rendimenti riflettono le aspettative del mercato sulle condizioni economiche, l'inflazione e le variazioni dei tassi di interesse globali.
Mentre è ampiamente previsto che la BOJ mantenga stabili i tassi nella sua riunione di marzo, i responsabili politici rimangono sulla buona strada per un ulteriore inasprimento prossimamente.
Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani
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TRUMP...ANCORA!Nuovo giorno nuovo driver geopolitico per i mercati:
Trump ha comunicato che aumenterà le tariffe sulle importazioni canadesi di acciaio e alluminio di un ulteriore 25%, portando i dazi totali al 50%.
Le nuove misure entreranno in vigore da domani.
Le prime contrattazioni della settimana sono iniziate in territorio negativo, perdendo oltre 1,75 trilioni di dollari di capitalizzazione in un solo giorno.
Donald Trump ha introdotto un altro fattore di instabilità sui mercati, che non era stato assolutamente preso in considerazione dagli investitori....la RECESSIONE.
TESLA ha registrato una perdita superiore al 15%
WisdomTree - Tactical daily update - 11.03.2025Si accentua il sell-off della tecnologia Usa, contagiando anche l’Asia.
Piccoli segnali positive dal Quadro macro europeo: interessante!
Sempre più strategists vedono rallentamento dell’economia USA.
Bond. Rendimenti divergenti: in calo negli Usa, in rialzo in Europa.
La prima seduta della settimana a Wall Street ha messo in evidenza che il processo di ridimensionamento degli eccessi sui “Magnifici Sette” (Tesla, Nvidia, Apple, tra gli altri) ha ancora spazio per evolversi.
L'indice Bloomberg che li raggruppa ha registrato una caduta del -5,4%, segnando una delle peggiori giornate della sua storia, con il ritorno ai livelli di settembre 2024. Dal 1° gennaio 2025, l’indice ha perso il -16%.
Tesla è stata il principale protagonista di questa crisi, crollando del -15%, toccando i minimi da novembre 2024. Gli investitori che avevano scommesso sulle sorti di Tesla si sono trovati di fronte a una delle più grandi delusioni della storia della borsa.
In effetti, dal momento in cui Donald Trump è diventato il braccio destro di Musk, il prezzo delle azioni Tesla aveva visto un'impennata del +120%, raggiungendo il suo massimo il 20 dicembre, dopodichè il titolo ha perso ben -55%.
Nvidia non se la passa meglio: dopo l’esplosiva ascesa, l'ingresso nel mondo dell’intelligenza artificiale della cinese DeepSeek, le ha fatto perdere -20%.
Il titolo, è molto presente nei fondi di investimento e i gestori che lo avevano incluso anche in fondi poco correlati con l'AI potrebbero trovarsi in difficoltà, suggerendo che il suo prezzo potrebbe continuare a scendere.
Meta, invece, è l’unica delle sette aziende a registrare una performance positiva 2025, con +2%. Gli altri sono tutti sprofondati, confermando il dominio dei Magnifici Sette, ma questa volta nelle vendite di Wall Street.
I principali indici Usa mostrano performance negative, proporzionate al peso della tecnologia nei diversi indici: Nasdaq Composite -4%, S&P500 -2,7%, Dow Jones -2,1%.
Nonostante il ridimensionamento, il peso dei “Mag7” sul mercato resta molto alto, rappresentando circa un quinto della capitalizzazione dell’indice MSCI World, che sintetizza le 23 borse più importanti del mondo.
Alla crisi borsistica del comparto tecnologico, si assommano le crescenti preoccupazioni per una possibile recessione. Donald Trump ha ammesso che l’economia americana sta attraversando una “fase di transizione”, un cambiamento necessario in un contesto di politiche economiche aggressive, tra cui i dazi e i tagli ai posti di lavoro federali. Tuttavia, Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca, ha manifestato ottimismo, prevedendo che le incertezze saranno risolte a breve e che il PIL del primo trimestre 2025 sarà positivo.
Nonostante l’ottimismo della Casa Bianca, la preoccupazione di Wall Street sta aumentando. Michael Wilson di Morgan Stanley ha recentemente lanciato un allarme sulla crescita economica, con JPMorgan e RBC Capital Markets che hanno abbassato le stime per il 2025. Tra i temi più discussi c'è anche la possibilità di uno “shutdown” del governo federale, poiché il disegno di legge che mantiene i finanziamenti del governo fino al 30 settembre 2025 deve essere approvato entro il 14 marzo.
Ieri, anche sui mercati europei sono prevalse le vendite, concentrate nei settori ciclici, in un trend contrario rispetto a quello della settimana precedente. Il settore Difesa, insieme al Tech, ha subito i cali maggiori, oltre -3%.
Spiragli di recupero sul fronte macroeconomico tedesco: la produzione industriale di gennaio ha registrato un incremento mensile del 2%, dopo il calo del -1,5% di dicembre, ma resta in negativo su base annua, -1,6%.
Il sentiment degli investitori nella zona euro a febbraio è migliorato significativamente, con l’indice Sentix che è balzato a -2,9 da -12,7. Anche l’indice delle aspettative economiche è migliorato, passando da 1 a 18, segnando la terza lettura migliorativa consecutiva.
Petroilio: gli Stati Uniti starebbero valutando un alleggerimento delle sanzioni sul settore energetico russo se Mosca dovesse accettare di fermare la guerra. Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha dichiarato che l’OPEC+ potrebbe revocare la decisione di aumentare la produzione di petrolio da aprile, in caso di squilibri di mercato.
Il prezzo del petrolio Brent è sceso a 69,20 USD al barile, segnando il livello più basso dal dicembre 2021, mentre le preoccupazioni per una recessione negli Stati Uniti e per la domanda globale di greggio aumentano.
Oro: il prezzo è rimasto stabile attorno 2.900 US$/oncia, non lontano dal massimo storico.
Bitcoin rimbalza stamen dell’1%, dopo una discesa del -5% ieri. Il prezzo del Bitcoin è sceso del -30% rispetto al picco di metà gennaio.
Tuttavia, altre criptovalute come Ethereum sono ancora sotto pressione similmente alle azioni dei grandi detentori di “cryptos” come CoinBase e MicroStrategy.
Infine, la volatilità dei mercati obbligazionari sta alimentando l’interesse per i Treasury americani. Il rendimento del decennale è sceso al 4,18%, al minimo da tre mesi.
Al contrario, i rendimenti sui bond governativi europei restano elevati, con il Bund decennale tedesco al 2,83% e il Btp decennale italiano al 3,96%, con uno spread di 112 bps.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 11.03.2025Si avventua il sell-off della tecnologia Usa, contagiando anche l’Asia.
Piccoli segnali positive dal Quadro macro europeo: interessante!
Sempre più strategists vedono rallentamento dell’economia USA.
Bond. Rendimenti divergenti: in calo negli Usa, in rialzo in Europa.
La prima seduta della settimana a Wall Street ha messo in evidenza che il processo di ridimensionamento degli eccessi sui “Magnifici Sette” (Tesla, Nvidia, Apple, tra gli altri) ha ancora spazio per evolversi.
L'indice Bloomberg che li raggruppa ha registrato una caduta del -5,4%, segnando una delle peggiori giornate della sua storia, con il ritorno ai livelli di settembre 2024. Dal 1° gennaio 2025, l’indice ha perso il -16%.
Tesla è stata il principale protagonista di questa crisi, crollando del -15%, toccando i minimi da novembre 2024. Gli investitori che avevano scommesso sulle sorti di Tesla si sono trovati di fronte a una delle più grandi delusioni della storia della borsa.
In effetti, dal momento in cui Donald Trump è diventato il braccio destro di Musk, il prezzo delle azioni Tesla aveva visto un'impennata del +120%, raggiungendo il suo massimo il 20 dicembre, dopodichè il titolo ha perso ben -55%.
Nvidia non se la passa meglio: dopo l’esplosiva ascesa, l'ingresso nel mondo dell’intelligenza artificiale della cinese DeepSeek, le ha fatto perdere -20%.
Il titolo, è molto presente nei fondi di investimento e i gestori che lo avevano incluso anche in fondi poco correlati con l'AI potrebbero trovarsi in difficoltà, suggerendo che il suo prezzo potrebbe continuare a scendere.
Meta, invece, è l’unica delle sette aziende a registrare una performance positiva 2025, con +2%. Gli altri sono tutti sprofondati, confermando il dominio dei Magnifici Sette, ma questa volta nelle vendite di Wall Street.
I principali indici Usa mostrano performance negative, proporzionate al peso della tecnologia nei diversi indici: Nasdaq Composite -4%, S&P500 -2,7%, Dow Jones -2,1%.
Nonostante il ridimensionamento, il peso dei “Mag7” sul mercato resta molto alto, rappresentando circa un quinto della capitalizzazione dell’indice MSCI World, che sintetizza le 23 borse più importanti del mondo.
Alla crisi borsistica del comparto tecnologico, si assommano le crescenti preoccupazioni per una possibile recessione. Donald Trump ha ammesso che l’economia americana sta attraversando una “fase di transizione”, un cambiamento necessario in un contesto di politiche economiche aggressive, tra cui i dazi e i tagli ai posti di lavoro federali. Tuttavia, Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca, ha manifestato ottimismo, prevedendo che le incertezze saranno risolte a breve e che il PIL del primo trimestre 2025 sarà positivo.
Nonostante l’ottimismo della Casa Bianca, la preoccupazione di Wall Street sta aumentando. Michael Wilson di Morgan Stanley ha recentemente lanciato un allarme sulla crescita economica, con JPMorgan e RBC Capital Markets che hanno abbassato le stime per il 2025. Tra i temi più discussi c'è anche la possibilità di uno “shutdown” del governo federale, poiché il disegno di legge che mantiene i finanziamenti del governo fino al 30 settembre 2025 deve essere approvato entro il 14 marzo.
Ieri, anche sui mercati europei sono prevalse le vendite, concentrate nei settori ciclici, in un trend contrario rispetto a quello della settimana precedente. Il settore Difesa, insieme al Tech, ha subito i cali maggiori, oltre -3%.
Spiragli di recupero sul fronte macroeconomico tedesco: la produzione industriale di gennaio ha registrato un incremento mensile del 2%, dopo il calo del -1,5% di dicembre, ma resta in negativo su base annua, -1,6%.
Il sentiment degli investitori nella zona euro a febbraio è migliorato significativamente, con l’indice Sentix che è balzato a -2,9 da -12,7. Anche l’indice delle aspettative economiche è migliorato, passando da 1 a 18, segnando la terza lettura migliorativa consecutiva.
Petroilio: gli Stati Uniti starebbero valutando un alleggerimento delle sanzioni sul settore energetico russo se Mosca dovesse accettare di fermare la guerra. Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha dichiarato che l’OPEC+ potrebbe revocare la decisione di aumentare la produzione di petrolio da aprile, in caso di squilibri di mercato.
Il prezzo del petrolio Brent è sceso a 69,20 USD al barile, segnando il livello più basso dal dicembre 2021, mentre le preoccupazioni per una recessione negli Stati Uniti e per la domanda globale di greggio aumentano.
Oro: il prezzo è rimasto stabile attorno 2.900 US$/oncia, non lontano dal massimo storico.
Bitcoin rimbalza stamen dell’1%, dopo una discesa del -5% ieri. Il prezzo del Bitcoin è sceso del -30% rispetto al picco di metà gennaio.
Tuttavia, altre criptovalute come Ethereum sono ancora sotto pressione similmente alle azioni dei grandi detentori di “cryptos” come CoinBase e MicroStrategy.
Infine, la volatilità dei mercati obbligazionari sta alimentando l’interesse per i Treasury americani. Il rendimento del decennale è sceso al 4,18%, al minimo da tre mesi.
Al contrario, i rendimenti sui bond governativi europei restano elevati, con il Bund decennale tedesco al 2,83% e il Btp decennale italiano al 3,96%, con uno spread di 112 bps.
In generale, l’incertezza regna sui mercati, tra timori di recessione, volatilità e l’incognita su future politiche economiche globali.
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Equity, che cadutaAncora una discesa impulsiva dei listini USA, con l'S&P 500 in perdita del 2.6%, il Dow Jones in calo del 2% e il Nasdaq in ribasso del 3.8%. Questa estensione delle perdite della scorsa settimana coincide con preoccupazioni sulle prospettive di rallentamento della congiuntura degli Stati Uniti, che diventano sempre più significative.
Il presidente Trump non ha escluso l’eventualità di una recessione, parlando di periodo transitorio, mentre il Segretario al Tesoro Bessent lo ha categoricamente escluso. In ogni caso, l’avversione al rischio rimane importante, con l’indice VIX a 28 punti e il Fear and Greed a 15, in zona di estrema paura. Questa notte, i mercati asiatici sono crollati a causa dei medesimi timori di recessione negli USA.
VALUTE
Il mercato dei cambi è incerto e indeciso, con oscillazioni ridotte e prevalente trading range in 50-60 pips di oscillazione massima per i rapporti di cambio principali. Il mercato aspetta notizie relative alle decisioni sui dazi e sulle questioni geopolitiche, in una sorta di precario equilibrio, ma in condizione di risk off prevalente. I legami con gli altri mercati sembrano saltati, specie con l’azionario, considerata una correlazione prevalente diretta tra equity e dollaro, che però ora sembra svanita.
La discesa delle borse sta rafforzando il biglietto verde, al contrario di quanto ci si aspetterebbe, ma solo parzialmente. Euro, sterlina, CAD, AUD e NZD stanno ripiegando mentre lo JPY ha corretto l’eccesso di forza visto ieri. Soprattutto le valute oceaniche hanno perso quota questa notte con un rialzo impulsivo dei cross risk off come EUR/AUD ed EUR/NZD, saliti a 1.73 e 1.9080.
GIAPPONE, BOJ AL RIALZO TASSI?
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito verso l'1,6% lunedì, raggiungendo i livelli più alti in oltre 16 anni, mentre gli investitori scommettono sul fatto che la Banca del Giappone continuerà ad aumentare i tassi di interesse quest'anno per normalizzare le impostazioni monetarie. La scorsa settimana, il vice governatore della BOJ Shinichi Uchida ha segnalato che la banca centrale potrebbe aumentare ulteriormente i tassi se le previsioni economiche saranno in linea con le aspettative, sottolineando che l'uscita del Giappone dalla politica monetaria del QQE è solo all'inizio.
Uchida ha anche evidenziato che le condizioni monetarie rimangono ampiamente accomodanti, con la riduzione delle partecipazioni JGB da parte della BOJ ancora limitata. Nel frattempo, i dati recenti hanno mostrato che il Giappone ha registrato un deficit delle partite correnti a gennaio per la prima volta in due anni, poiché le importazioni hanno superato le esportazioni. Inoltre, i salari reali aggiustati per l'inflazione, una misura chiave del potere d'acquisto dei consumatori, sono scesi dell'1,8% anno su anno, segnando il primo calo in tre mesi.
USA, RENDIMENTO DEI TITOLI DI STATO
Il rendimento del Treasury Note statunitense a 10 anni è sceso di circa 7 punti base al 4,23% lunedì, avvicinandosi ai minimi di dicembre, mentre si intensificano le preoccupazioni sull'impatto delle politiche commerciali di Trump sull'economia statunitense. In un'intervista alla Fox News, il presidente Trump ha rifiutato di escludere una recessione in seguito ai cambiamenti della politica tariffaria della sua amministrazione, descrivendo l'attuale fase economica come un "periodo di transizione". Nel frattempo, il presidente della Fed Powell ha riconosciuto la crescente incertezza economica la scorsa settimana.
Gli investitori ora rivolgono la loro attenzione ai prossimi dati CPI e PPI, in vista della riunione del FOMC della prossima settimana, in cui la Fed pubblicherà proiezioni economiche aggiornate. I recenti dati economici hanno sollevato alcuni segnali d'allarme, con l'ultimo rapporto sull'occupazione che segnala un mercato del lavoro in indebolimento, mentre gli effetti completi dei tagli DOGE devono ancora materializzarsi. L'ISM Manufacturing PMI ha indicato che le aziende stanno già sperimentando le prime interruzioni operative dalla politica tariffaria della nuova amministrazione.
GERMANIA, PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione industriale in Germania è aumentata del 2% su base mensile a gennaio 2025, rimbalzando rispetto al calo dell'1,5% a dicembre 2024 e superando le aspettative del mercato di un aumento dell'1,5%.
La spinta più forte è arrivata dal settore automobilistico (+6,4%), mentre anche l'industria alimentare (+7,5%), la manutenzione e l'assemblaggio di macchine (+15,6%) hanno contribuito positivamente. Il confronto meno volatile su tre mesi ha mostrato che la produzione industriale è stagnante nel periodo da novembre 2024 a gennaio 2025. Su base annua, la produzione industriale è diminuita dell'1,6%.
CAD IN DISCESA
Il dollaro canadese si è indebolito con il USD/CAD nuovamente sopra 1.4440, avvicinandosi al minimo dell’ultimo mese di 1.4500 raggiunto il 3 marzo, tra drammatici cambiamenti politici, crescenti minacce tariffarie statunitensi e dati economici deludenti. In un'elezione storica, l'ex banchiere centrale Mark Carney è stato votato, nel rimpasto di Governo dopo le dimissioni di Trudeau, come nuovo Primo Ministro del Canada.
Fin da subito, ha assunto una posizione dura, promettendo di mantenere le tariffe sui beni statunitensi finché "gli americani non ci mostreranno rispetto", il che, unito alla sua relativa inesperienza, ha alimentato l'incertezza sui futuri negoziati commerciali e sulla direzione della politica interna. Inoltre, il rapporto sui posti di lavoro di febbraio ha mostrato che l'economia canadese ha aggiunto solo circa 1.000 posizioni rispetto alle aspettative di circa 20.000, alimentando preoccupazioni sulla ripresa economica.
Buona giornata e buon trading!
Saverio Berlinzani
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XAUUSD | JOLTS ORE 15.Buongiorno Traders.
Vi chiedo la gentilezza di Boostare questo post e di seguire il mio profilo così da favorire la mia divulgazione gratuita, a voi costa pochissimo ma per me fa un'enorme differenza.
Operate responsabilmente con il rischio che potete permettervi.
Buona valutazione.
Buon Trading.
Ciau.
Notizie della settimana!MERCOLEDI'
- CPI USA (13:30) (USD)
- Tasso d'int. (14:45) (CAD)
GIOVEDI'
- Produzione indu. (11:00) (EUR)
- PPI USA (13:30) (USD)
VENERDI'
- PIL UK (08:00) (GBP)
- Indice Michigan (15:00) (USD)
Le notizie americane fino al 30 marzo verranno pubblicate un'ora prima rispetto al solito per via del cambio d'ora legale anticipato.
Secondo i dati pubblicati ieri mattina 'industria tedesca ha iniziato l'anno con una nota positiva, con un aumento del 2% su base mensile a gennaio, dal -1,5% su base mensile di dicembre.
Su base annua, la produzione industriale è ancora in calo dell'1,6%.
Allo stesso tempo, l'anticipazione delle esportazioni, anticipando i dazi incombenti, si è interrotta poiché le esportazioni tedesche sono diminuite del 2,5% su base mensile a gennaio.
Con l'aumento delle importazioni dell'1,2% su base mensile, il surplus commerciale si è ridotto.
La produzione industriale tedesca rimane circa il 10% al di sotto dei livelli pre-pandemia.
Buon trading a tutti