NVIDIA, pattern di inversione da manualeNvidia vittima di se stessa, numeri straordinari in bilancio e in borsa. Le attese sono sempre al top e questo rende il titolo suscettibile di possibili scrolloni al ribasso, come già avvenuto.
A ben vedere questo è un bene perché permette la giusta volatilità per fare trading in modo ottimale. Ovviamente in ottica long vista la straordinaria struttura rialzista che dovrebbe giustamente scoraggiare l'operatività short se non in forma di scalping
Questo è quello che si apre ai nostri occhi sul grafico mensile. Una struttura, come detto, chiaramente rialzista ma che potrebbe offrire l'ennesima occasione di downside volatility.
Abbiamo un pattern di inversione perfetto tecnicamente, in divergenza con RSI a 14 periodi, con elevati volumi e RSI che si è già portato sotto la sua media a 14 periodi.
I numeri per un ritracciamento verso il livello 154 ci sono tutti a patto che venga validato il pattern di inversione segnalato.
Idee della comunità
Analisi del prezzo dell'oro e strategia di trading (2 dicembre) Analisi del prezzo dell'oro e strategia di trading (2 dicembre)
Analisi di mercato: Questa mattina, i prezzi dell'oro sono rimbalzati dopo un pullback, raggiungendo un minimo di 4199,6 prima di stabilizzarsi e salire. Abbiamo aperto una posizione lunga intorno a 4200 nella nostra sessione di trading live. L'oro è rimbalzato dal minimo a un massimo di circa 4226 prima di entrare in una fase di consolidamento e pullback. C'è ancora un certo spazio di aggiustamento tecnico al di sotto, e il livello di supporto dell'area di breakout chiave di 4190-95 dovrebbe essere attentamente monitorato.
🧠 Logica di trading e visione di mercato: La strategia di trading generale è quella di acquistare sui ribassi, ma è importante evitare di inseguire ciecamente i massimi. L'attuale contesto macroeconomico internazionale fornisce un supporto rialzista per i prezzi dell'oro e la struttura tecnica propende ancora verso un pattern rialzista, rendendo la strategia di acquisto sui ribassi ben fondata. È importante notare che un trading razionale dovrebbe attendere che il prezzo torni verso l'area di supporto chiave prima di aprire una posizione, piuttosto che inseguire direttamente il prezzo. Ciò è in linea con i solidi principi del trading.
📉 Analisi tecnica: grafico a 4 ore
Resistenza chiave: 4250-60, questa è una significativa area di resistenza recente🛑.
Supporto a breve termine: 4200-05, il livello difensivo iniziale della giornata🛡️.
Supporto importante: 4190-95, questa è la precedente zona di resistenza di breakout e un livello di supporto chiave per i rialzisti in questa correzione❗.
Da un punto di vista tecnico, l'attuale trend propende verso un periodo di consolidamento seguito da un altro movimento rialzista📊. Si consiglia di attendere pazientemente che il prezzo torni verso l'area di supporto chiave prima di aprire posizioni lunghe⏳.
🚀 Strategia di trading specifica
Posizionamento di posizioni lunghe:
Aprire una piccola posizione lunga al primo pullback verso l'area 4200-05⚡.
Se il prezzo continua a scendere verso l'area 4190-95, valuta la possibilità di aggiungere posizioni lunghe➕.
Imposta uno stop loss unificato sotto 4183🛑.
L'obiettivo è l'area 4255-65 🎯; se viene sfondata, puoi continuare a mantenere 📈.
⚠️ Avvertenza sui rischi: il trading richiede un rigoroso controllo del rischio. La strategia sopra descritta è solo a scopo di riferimento e i punti di ingresso specifici devono essere adattati in modo flessibile in base alle effettive condizioni di mercato 🔄. Gli investitori devono gestire attentamente le proprie posizioni e operare con cautela.
EUR/USD🌎 EUR/USD: Il rally termina e si profila un profondo ribasso
Dopo aver ricevuto conferma dai fattori fondamentali, la coppia si prepara a muoversi significativamente al di sotto dei livelli attuali.
Ora, in ordine:
ANALISI TECNICA
Tutte e cinque le onde dell'impulso rialzista si sono concluse. La quinta onda chiude a 1,1918.
Una trendline ascendente chiave è stata rotta. Il successivo retest di questo livello ha confermato l'inversione di tendenza.
L'onda A si è conclusa a 1,1468.
L'onda B (correttiva). È in corso un pullback, che crea il potenziale per la prossima potente onda di impulso ribassista: l'onda C.
Il prezzo sta attualmente testando la media mobile (MA) dal basso. Ci sono due scenari:
Scenario 1: Un rimbalzo dalla media mobile (MA) e un calo immediato da lì.
Scenario 2: Una falsa rottura al rialzo della MA, seguita da un'inversione al ribasso.
In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: un calo verso nuovi minimi.
Perché l'euro è sotto pressione?
Dati macroeconomici deboli: PMI, vendite al dettaglio, produzione industriale, indicano tutti una perdita di slancio economico.
L'inflazione (2,1%) e l'inflazione di fondo (2,4%) sono vicine all'obiettivo della BCE, ma la tendenza indica un calo, non un aumento, creando rischi deflazionistici.
Problemi di domanda e offerta: la fiducia dei consumatori è in calo, i produttori sono in difficoltà. Tutto indica uno scenario deflazionistico.
I mercati sono fiduciosi che la BCE non aumenterà i tassi a dicembre.
L'interessante tasso di interesse della Fed mantiene il suo vantaggio sulla BCE (carry trade).
L'economia statunitense sta mostrando una relativa resilienza in un contesto di rallentamento in Europa e Cina.
La Fed ha bisogno di indebitarsi di più e questo rinnovo di un'ingente quantità di debito pubblico porta all'assorbimento di liquidità e crea supporto tecnico per il dollaro.
In alternativa, dati inaspettatamente forti sull'inflazione/sui salari nell'UE potrebbero sostenere temporaneamente l'euro e prolungare la correzione (ondata B), ma ciò sposterebbe solo questo scenario verso destra ed è improbabile che modifichi il quadro generale.
EUR/USD: mercato sospeso in attesa del CPI EUR/USD pronto all’esplosione: il dato CPI USA deciderà se l’euro sfonda 1,17 o crolla verso 1,15
EUR/USD apre dicembre consolidando sopra 1,16, dopo un recupero ordinato dai minimi di novembre in area 1,15, all’interno di un canale rialzista di breve ma ancora privo di una vera accelerazione direzionale. Le principali analisi tecniche convergono su una lettura costruttiva ma prudente: il cambio viaggia sopra le medie mobili chiave, con RSI e regressione lineare che confermano un trend moderatamente bullish, mentre i supporti critici restano concentrati in area 1,147–1,150 e le resistenze fra 1,1635 e 1,1675.
Sul fronte macro, il cross è sospeso tra una Fed in fase avanzata di allentamento graduale e una BCE più attendista ma vicina all’obiettivo di inflazione, in un contesto in cui il 2025 viene ormai letto come l’anno della “normalizzazione al ribasso” dei tassi nell’area euro e negli Stati Uniti. I prossimi dati USA su CPI e PMI/ISM rappresentano il vero catalizzatore potenziale per un’uscita dal range: sorprese “hawkish” su inflazione o attività reale potrebbero riattivare il dollaro e riportare EUR/USD verso i supporti, mentre numeri più deboli rafforzerebbero lo scenario di ulteriori tagli Fed e aprirebbero la strada a un tentativo di rottura delle resistenze in area 1,17.
In parallelo, la forza dell’euro appare selettiva: il 2025 vede una moneta unica tendenzialmente solida contro il dollaro e la sterlina (con range di riferimento 1,15–1,20 su EUR/USD e 0,84–0,89 su EUR/GBP), ma ancora meno convincente contro il franco, dove EUR/CHF oscilla vicino ai minimi di periodo a conferma del ruolo difensivo del CHF nelle fasi di incertezza globale. Per trader e investitori, il quadro che ne emerge è quello di un euro “robusto ma non dominante”, sostenuto dalla convergenza dei tassi verso livelli più neutri e da un graduale riequilibrio del differenziale di crescita con gli USA, ma ancora fortemente dipendente dal flusso dati e dal sentiment di rischio internazionale.
Quadro tecnico su EUR/USD
Le ultime rilevazioni collocano EUR/USD in area 1,161–1,162, poco sotto i massimi di due settimane sopra 1,165, con una variazione giornaliera contenuta e un recupero strutturale dai minimi di novembre in area 1,149–1,150. Il cambio si muove all’interno di un canale rialzista di breve, confermato anche da analisi di regressione lineare che mostrano una pendenza positiva della linea mediana e prezzi che oscillano nella parte medio‑alta del canale, segnalando un trend bullish ma non esplosivo.
Sul fronte delle medie mobili, il quadro resta costruttivo: le analisi tecniche di insieme indicano prezzo sopra le principali medie di breve e medio periodo (50 e 100 giorni), con la zona 1,16–1,1644 che coincide con resistenze dinamiche cruciali (es. 100‑day MA) e fa da spartiacque tra semplice rimbalzo e vera ripartenza. A livello di lungo periodo, la distanza sopra la 200 giorni resta modesta ma positiva, coerente con un euro in graduale riaccumulazione dopo i minimi pluriennali registrati in area 1,10 a inizio anno.
Indicatori: RSI, momentum e regressione
L’RSI a 14 periodi su base daily si mantiene sopra 50 ma lontano dall’ipercomprato, a conferma di un momentum rialzista “moderato” più che euforico. Il MACD su daily è passato in territorio lievemente positivo, mentre l’ADX resta su valori relativamente bassi (poco sopra 20) segnalando che il trend rialzista esiste ma non è ancora particolarmente forte o direzionale.
L’uso della regressione lineare sulle ultime settimane conferma un canale moderatamente rialzista, con supporti lungo la banda inferiore vicini alle aree 1,150–1,152 e resistenze dinamiche tra 1,166 e 1,17 come parte alta del canale. Proiezioni quantitative sui modelli di regressione utilizzati da vari desk tecnici indicano target potenziali verso 1,1675 in caso di tenuta dell’attuale fase correttiva leggera sopra 1,1600, con rischio di ritorno verso 1,1435–1,147 se la fascia 1,1605–1,1615 viene rotta al ribasso.
Pattern candlestick e segnali di prezzo
Sul grafico daily, le ultime sedute hanno mostrato la formazione di una shooting star in prossimità di 1,164–1,165, segnale di esaurimento del momentum rialzista di brevissimo e possibile avvio di una correzione verso i supporti inferiori. In precedenza, l’uscita dal minimo di novembre in area 1,149–1,150 era stata accompagnata da candele di tipo hammer/inverted hammer e configurazioni in parte assimilabili a un harami rialzista, evidenziando un’area di accumulazione importante tra 1,147 e 1,150.
La price action intraday mostra un mercato che “spinge” ripetutamente contro la resistenza 1,1615–1,1635 senza ancora un breakout pulito, coerente con la narrativa di consolidamento in attesa dei nuovi dati su inflazione e attività reale. La persistenza di pattern di indecisione (doji, upper shadow allungate) vicino alla parte alta del range raccomanda attenzione: un break convincente sopra 1,1635–1,1660 con chiusure daily sarebbe il segnale di sblocco, mentre un rifiuto deciso in quell’area riporterebbe rapidamente il focus su 1,150.
Supporti e resistenze daily/weekly
Sul timeframe daily, il mercato sta lavorando un ampio trading range ben definito:
• Supporto chiave: 1,1470–1,1500, area dei minimi di novembre e base della congestione attuale, che molti desk identificano come “floor” di breve.
• Supporti inferiori di backup: 1,1435–1,1437, zona indicata da diverse analisi come obiettivo in caso di rottura del floor 1,1605–1,1615 e del cluster 1,147–1,150.
• Resistenza primaria: 1,1615–1,1635, area tecnica testata più volte e citata come resistenza intraday/daily, che coincide con l’attuale “tetto” di consolidamento.
• Resistenza strategica: 1,1657–1,1675, comprendente max recenti, area 1,1644 della 100‑day MA e target di breve individuati dai modelli previsionali su 2 dicembre.
Sul timeframe weekly, la struttura di medio appare ancora laterale ma con un bias rialzista graduale:
• Supporto weekly primario: 1,1490–1,1500, minimo di novembre e base del presunto “bottom” di medio periodo citato da varie case come livello da difendere.
• Supporti più profondi: 1,1390–1,1400 e 1,1210–1,1060 come ex minimi significativi, da considerare in scenari di shock macro o inversione netta delle aspettative su Fed/BCE.
• Resistenza weekly principale: 1,164–1,166, che se superata con convinzione aprirebbe, secondo alcune proiezioni, spazio verso 1,17+ nel corso delle prossime settimane.
Fondamentali: Fed, BCE, CPI e PMI
Sul piano fondamentale, la dinamica di EUR/USD ruota intorno al differenziale di crescita e tassi tra USA ed Eurozona, e all’evoluzione delle aspettative su inflazione e ciclo economico. La Fed ha già avviato un percorso di allentamento moderato dopo la fase di rialzi, ma mantiene un atteggiamento prudente con inflazione ancora sopra target, mentre la BCE appare in “pausa comoda” con inflazione headline e core prossime alle proiezioni ufficiali per il 2025.
I dati più recenti sull’ISM Manufacturing USA mostrano un settore manifatturiero ancora in contrazione, con l’indice sceso a 48,2 in novembre, nono mese consecutivo sotto 50, accompagnato da sottoindici new orders ed employment deboli. In parallelo, il PMI manifatturiero S&P Global USA si mantiene sopra 50 (circa 52,2), indicando una picture più sfumata ma comunque coerente con una crescita in rallentamento e un dollaro meno aggressivo rispetto alla fase precedente.
Il ruolo dei CPI USA è centrale:
• Un CPI oltre le attese alimenterebbe timori di inflazione più persistente, spingendo in alto i rendimenti reali e rafforzando il dollaro, con effetti ribassisti su EUR/USD e possibile ritorno verso 1,150 o anche i supporti inferiori se il repricing sui tassi Fed è brusco.
• Un CPI sotto le attese, al contrario, consoliderebbe lo scenario di ulteriori tagli Fed nel 2026, riducendo il premio di rendimento in favore del dollaro e spingendo EUR/USD a rompere con più facilità la fascia di resistenze 1,1635–1,1675.
Anche i PMI – soprattutto ISM e indici compositi – fungono da leading indicator sul ciclo:
• PMI USA sotto 50 e in peggioramento netto di solito indeboliscono il dollaro perché anticipano revisioni al ribasso sulle stime di crescita USA e un posizionamento più dovish della Fed.
• PMI Eurozona ancora sotto 50, come il recente HCOB Manufacturing PMI sceso a 49,6, tengono invece un freno sull’euro perché dipingono una crescita debole, anche se il mercato tende a concentrarsi sul differenziale relativo: se gli USA rallentano più dell’area euro, l’effetto netto può comunque essere rialzista su EUR/USD.
Connessioni macro e scenari per EUR/USD
Nel medio termine, diverse analisi collegano il rapporto EUR/USD all’evoluzione del rapporto tra PIL Eurozona e PIL USA, che mostra una correlazione positiva: più l’Eurozona chiude il gap di crescita, più l’euro tende a rafforzarsi contro il dollaro. Le prospettive attuali vedono un’Eurozona con crescita modesta ma in lento miglioramento grazie a politiche fiscali meno restrittive, mentre gli USA affrontano l’onere di un debito elevatissimo e di una fase di normalizzazione dopo la stretta monetaria più aggressiva degli ultimi decenni.
Al tempo stesso, il quadro politico USA – con la presidenza Trump e un’agenda improntata a tariffe e misure pro‑domestiche – può generare volatilità: misure tariffarie possono risultare inflazionistiche nel breve, spingendo la Fed a un equilibrio complesso tra controllo dei prezzi e sostegno al ciclo, e producendo fasi alterne di forza e debolezza del dollaro. In Europa, il rischio politico (elezioni in grandi paesi, dibattiti sulle regole fiscali) rimane un elemento di coda che può limitare i rimbalzi dell’euro nelle fasi di risk‑off globale.
Forza relativa dell’euro vs GBP e CHF
Per pesare la “qualità” della forza dell’euro è utile guardare all’andamento contro sterlina e franco.
EUR/GBP – euro resiliente contro una sterlina fragile
Nel 2025 l’euro ha mostrato una discreta capacità di tenuta contro la sterlina, con EUR/GBP che si muove tendenzialmente sopra area 0,86–0,87 e proiezioni di alcune case che vedono obiettivi verso 0,87 nel medio termine. La debolezza relativa di GBP riflette una combinazione di fattori: preoccupazioni fiscali, prospettiva di ulteriori allentamenti da parte della BoE e un quadro di crescita britannico meno convincente, elementi che spingono diversi analisti a considerare la sterlina destinata a “laggare” rispetto all’euro anche nel 2026.
In questo contesto, il fatto che l’euro riesca a sovraperformare una valuta ciclica come la sterlina rafforza la percezione di un euro “difensivo ma non brillante”: sufficiente per guadagnare terreno contro GBP, ma ancora legato all’evoluzione del rischio globale e dei tassi reali per sfidare con decisione il dollaro.
EUR/CHF – euro debole contro un franco rifugio
Ben diverso il quadro contro il franco svizzero: nel 2025 EUR/CHF ha oscillato grosso modo fra 0,918 e 0,966, con una media annuale attorno a 0,9373 e minimi recenti in area 0,918, segno che il CHF continua a godere di un solido status di bene rifugio. Le analisi tecniche più aggiornate parlano di un “major bullish bottom” potenziale per EUR/CHF, ma sottolineano anche come il cambio resti vicino ai minimi di periodo, confermando che la forza dell’euro è limitata quando viene confrontata con una valuta safe haven.
Anche a livello fondamentale, diversi report evidenziano che, pur con una SNB poco incline a tollerare un eccessivo rafforzamento del franco e pronta, se necessario, a intervenire sul mercato, la struttura di rischio globale continua a favorire il CHF nei momenti di tensione. Il risultato è un euro che appare in ripresa contro USD e GBP ma ancora strutturalmente “debole” contro CHF, un mix coerente con un contesto di risk appetite moderato ma non pieno.
Lettura d’insieme per l’operatività
Mettendo insieme tecnico e macro, EUR/USD si presenta, a inizio dicembre, come un cross in fase di consolidamento rialzista sopra un importante pavimento a 1,149–1,150, ma ancora intrappolato sotto una fascia di resistenze strategiche 1,1635–1,1675. La postura attendista dei desk riflette l’alta sensibilità del cambio ai prossimi dati USA di inflazione (CPI) e attività (PMI/ISM), veri driver in grado di spingere rapidamente il prezzo o verso una rottura rialzista del range, o verso un ritorno in area 1,150 in caso di sorprese hawkish a favore del dollaro.
All’interno di questo quadro, la forza selettiva dell’euro – in miglioramento contro GBP ma ancora modesta contro CHF – invita a leggere con prudenza eventuali breakout di EUR/USD: un euro che fatica contro il franco ma tiene bene contro la sterlina suggerisce un contesto di crescita europea solo moderatamente migliore rispetto ad altre economie avanzate, e una propensione al rischio globale che resta fragile. In altre parole, l’eventuale prossima gamba rialzista del cambio avrà bisogno non solo di dollaro debole per effetto di CPI/PMI deludenti, ma anche di segnali più convincenti di ripresa strutturale in Eurozona per trasformare l’attuale fase di consolidamento in un vero trend di medio periodo.
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triangolo simmetrico su sp500triangolo simmetrico su sp 500, è molto probabile una rottura al rialzo verso 6890 per poi formare una divergenza ribassista.
la media del tick a 50 giorni sul nyse è a -96, e anche sul nasdaq gli ultimi giorni ha fatto registrare chiusure molto basse che indicano vendite consistenti, il che fa pensare ad uno stallo del bull market per i prossimi mesi
Livelli di supporto chiave per i prezzi dell'oro: 4180-4185Livelli di supporto chiave per i prezzi dell'oro: 4180-4185
Attualmente, i prezzi dell'oro si attestano intorno ai 4187 dollari l'oncia.
Prossimo passo: rimbalzo? O ipervenduto?
Dobbiamo chiarire i seguenti punti:
1. La scorsa settimana, i prezzi dell'oro hanno rotto al rialzo vicino ai 4180-4185 dollari, con 4180 dollari che ha segnato l'inizio di un trend rialzista.
2. Se oggi i prezzi dell'oro scendessero sotto i 4180 dollari, potrebbero entrare in territorio di ipervenduto, con un potenziale calo di oltre 100 dollari.
3. Le fluttuazioni di prezzo all'interno dell'intervallo 4180-4190 dollari indicano che sia le forze rialziste che quelle ribassiste hanno esaurito la loro forza. Solo un aumento o una diminuzione significativa del volume degli scambi può rivelare il vero significato dei movimenti del prezzo dell'oro.
4. Lo slancio rialzista si è in gran parte esaurito; il mercato ha bisogno di nuovi fattori trainanti per andare avanti.
Strategia Long attuale:
Acquisto: 4185-4190
Stop Loss: 4170
Take Profit: 4200-4250
Strategia Short attuale:
Vendita: 4190-4200
Stop Loss: 4220
Take Profit: 4140-4120-4100-4080
Riepilogo della strategia:
Punti chiave:
1: Acquistare al minimo ha un rapporto costo-efficacia più elevato, mentre andare allo scoperto comporta un rapporto costo-efficacia inferiore.
2: Percentuale di vincita: Long 30%; Short 70%
Molti potrebbero trovare questo aspetto confuso, ma è semplicemente una scelta. L'analisi tecnica può solo aiutarti a determinare cosa è a tuo favore; non può prevedere i risultati futuri.
Ciò che ti fa davvero guadagnare è se il tuo piano di trading riesce a superare avidità e paura ed essere eseguito con rigore.
Agire costantemente con un'alta probabilità di successo ti farà guadagnare.
Come trader professionista, possiedo un sistema di trading completo.
Si tratta sempre di un'analisi a più dimensioni della natura umana e delle sue scelte, piuttosto che di un'analisi tecnica.
QUBT ;Rimbalzo su 0.618 e struttura ancora intattaQUBT sta completando un ritracciamento profondo dopo l’impulso rialzista che ha portato al massimo locale (wave 2). Il prezzo è sceso in modo ordinato all’interno di un canale discendente, andando a testare un’area tecnica molto importante:
🔸 Livello di Fibonacci 0.618 – 10,76$
Il ritracciamento dell’intero movimento rialzista trova qui una confluenza significativa con:
la trendline dinamica inferiore del canale di lungo periodo, una strong support zone formata dalla precedente struttura e la potenziale wave 3 correttiva.
Il prezzo ha reagito con un primo rimbalzo tecnico, ma è ancora all’interno della zona critica.
PERÒ… c’è una cosa che non mi convince
Il rimbalzo è debole, troppo debole..
Il prezzo sta “galleggiando”, non sta spingendo.
E questo non è tipico di un’inversione forte.
Vedo:
volume basso e nessun breakout confermato della micro struttura discendente blu
Per ora è un rimbalzo tecnico, non un’inversione strutturale.
Forse dobbiamo aspettare il discorso di Powell?
XAUUSD: Analisi di mercato e strategia per il 2 dicembreAnalisi tecnica dell'oro:
Resistenza giornaliera: 4330, Supporto: 4131
Resistenza a 4 ore: 4220, Supporto: 4150
Resistenza a 1 ora: 4210, Supporto: 4175
Ieri, il mercato dell'oro ha mostrato una volatilità significativa. I prezzi dell'oro sono aumentati, raggiungendo un massimo di circa 4264, dimostrando un forte slancio rialzista. Tuttavia, all'inizio della sessione di New York, il sentiment del mercato è cambiato drasticamente e i prezzi dell'oro hanno iniziato a fluttuare e a scendere. Il grafico a 4 ore mostra che l'oro ha rotto con successo un chiaro pattern a triangolo simmetrico, un segnale di breakout che indica la continuazione del trend rialzista. Sebbene il momentum sia migliorato dopo il breakout, l'indicatore RSI rimane in territorio di ipercomprato intorno a 65, rendendo rischioso inseguire il prezzo al rialzo nel breve termine. Il campo di battaglia a breve termine tra tori e orsi è intorno a 4200.
Strategia di trading:
VENDI: vicino a 4200
VENDI: vicino a 4210
VENDI: vicino a 4225
Altre analisi →
WisdomTree - Tactical Daily Update - 01.12.2025Clima d’attesa sulle Borse mondiali: non basta il taglio FED quasi certo.
Crollano le cryptos, si rinforzano oro, ma soprattutto argento.
La tecnologia oggetto di selettivi profit taking: sentore di «bolla AI»?
Calma piatta sul mercato obbligazionario e valutario.
Il mese di dicembre si apre in sordina per le Borse europee, con gli investitori che inaugurano l’ultimo tratto dell’anno oscillando tra la prudenza dettata dall’agenda macro e l’inevitabile sguardo alla riunione della Federal Reserve del 10 dicembre, ormai considerata cruciale. Il lungo blackout statistico causato dallo shutdown federale ha infatti compresso in pochi giorni una sequenza fitta di aggiornamenti macroeconomici, soprattutto dagli Stati Uniti, dove il quadro si presenta in chiaroscuro.
Sul fronte americano, l’indice manifatturiero di novembre si attesta a 52,2 punti, in lieve calo rispetto ai 52,5 del mese precedente, ma ancora in espansione e sorprendentemente solido rispetto alle attese. È un dato che rafforza la narrativa di un’economia sì rallentata, ma non in affanno. E infatti i mercati, ormai da giorni, prezzano quasi al 100% un taglio dei tassi nella riunione della Fed di metà mese, un passaggio che potrebbe chiudere l’anno restituendo un po’ di linfa agli asset più sensibili alla politica monetaria.
In Europa, il quadro è meno rassicurante. I dati sulle manifatture deludono le aspettative, confermando un rallentamento che si trascina da settimane. Le Borse europee aprono così il mese con un tono debole: Piazza Affari cede lo 0,22%, ma riesce a mantenersi sopra la soglia psicologica dei 43.000 punti dopo aver recuperato dai minimi intraday. Non brillano neanche Parigi (-0,3%) e soprattutto Francoforte (-1%), mentre Madrid (+0,1%) e Amsterdam (+0,4%) salvano la seduta chiudendo in territorio positivo.
Oltreoceano, Wall Street viaggia in rosso dopo un novembre estremamente instabile. Alle 18:00 CET, il Dow Jones arretra dello 0,43%, interrompendo una serie di cinque sedute consecutive al rialzo iniziata il 21 novembre. L’S&P 500 si muove appena sotto la parità (-0,16%), mentre il Nasdaq 100 limava solo lo 0,14%. All’interno dell’S&P emergono in controtendenza i comparti energia (+0,95%) e beni di consumo discrezionali (+0,42%), mentre sul fondo scivolano utilities (-2,20%), sanitario (-1,08%) e industriali (-0,74%).
Tra le storie di giornata spicca Nvidia (+0,97%), che annuncia l’acquisizione di una quota da 2 miliardi di dollari in Synopsys, mossa strategica per accelerare lo sviluppo di soluzioni avanzate di ingegneria e intelligenza artificiale. Meno brillanti altri due nomi simbolo dell’AI: Advanced Micro Devices (+0,84%) e Oracle (+0,89%), entrambi in rialzo ma senza entusiasmo.
Il sentiment globale resta tuttavia più disteso rispetto a qualche settimana fa, grazie all’aumento delle probabilità di un allentamento monetario imminente da parte della Fed. Sui mercati globali torna un segnale di risk-off, e lo si vede dal comportamento del bitcoin, che registra una delle sedute più pesanti dell’ultimo mese: il calo supera il 7%, riflesso di un’ampia ritirata dagli asset più speculativi.
La criptovaluta resta infatti in una fase strutturalmente fragile dopo l’ondata di vendite scatenata dall’azzeramento di circa 19 miliardi di dollari in posizioni a leva a inizio ottobre, pochi giorni dopo il record storico a 126.251 dollari. A novembre il Bitcoin ha lasciato sul terreno il 16,7%, ma negli ultimi giorni ha tentato un recupero risalendo sopra i 90.000 dollari.
Nella notte asiatica, i listini si sono mossi in ordine sparso. A catalizzare l’attenzione è stato il Giappone: il Nikkei è scivolato dell’1,89% a 49.303,28, dopo le parole del governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, che ha lasciato aperta la porta a un aumento dei tassi a breve.
Le sue dichiarazioni hanno spinto i rendimenti dei decennali nipponici ai massimi di 17 anni: il JGB a dieci anni è balzato di 7,5 punti base fino all’1,875%, livello più alto dal giugno 2008. Lo yen si è rafforzato dello 0,4%, mentre gli investitori valutano anche i piani della premier Takaichi per sostenere la crescita economica nei prossimi mesi.
Sul mercato valutario, l’euro/dollaro resta poco mosso e si assesta a 1,16. Sul fronte energetico, il petrolio torna a salire dopo che l’Opec+ ha confermato la decisione del 2 novembre 2025 di sospendere l’aumento della produzione per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026. Il WTI si muove a 59,3 dollari al barile, mentre il Brent supera i 63 dollari.
Per i titoli di Stato europei, la giornata è stata tranquilla: lo spread BTp-Bund resta stabile a 72 punti base, livello più basso degli ultimi 15 anni. Sale invece, in parallelo ai Bund, il rendimento del decennale italiano.
Tra i metalli preziosi, l’oro spot si muove in lieve recupero a 4.233 dollari (+0,2%), mentre il gas naturale europeo scivola a 28 euro/MWh (-1,7%).
Il quadro complessivo di inizio mese è dunque quello di mercati che restano cauti, ma non paralizzati: la prospettiva di un imminente taglio dei tassi continua a fungere da rete di sicurezza, mentre gli investitori monitorano con attenzione i segnali più fragili — dalle manifatture europee alla volatilità delle criptovalute — in attesa che l’ultimo atto del 2025 prenda una direzione più chiara.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
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Il GOLD è pronto a ridiscendere?Il prezzo del GOLD, in questo inizio di giornata, sta scendendo con una volatilità piuttosto elevata, nonostante la sessione di New York non sia ancora aperta.
Poiché il prezzo si trova sotto lo 0,25 di FIBO e continua a scendere con forte volatilità, ha alte probabilità di andare a testare lo 0,5 di FIBO , una zona molto importante.
Inoltre, si nota che il prezzo si è accumulato all’interno del triangolo ed è uscito verso l’alto tramite una manipolazione della Smart Money , spingendo molti acquirenti a entrare in LONG. Tuttavia, lo scopo di questa manipolazione è proprio quello di far uscire questi acquirenti facendo scendere nuovamente il prezzo.
Dax future: il mercato riuscirà a tornare sopra i 24.000 punti?Dopo il solido recupero della scorsa settimana (+3%), il Dax ha aperto la nuova ottava con un'immediata battuta d’arresto.
L’indice benchmark tedesco, reduce dalla chiusura di venerdì a 23.836 punti, ha terminato la seduta di ieri a 23.589 punti, registrando un calo dell’1,0%.
Prese di profitto sui titoli della difesa per “timori di pace”
Come già osservato nei giorni scorsi, i titoli della difesa sono rimasti sotto pressione; il mercato parla di “Friedensangst”, ovvero il timore che i progressi nei colloqui per un possibile cessate il fuoco in Ucraina possano ridurre il premio al rischio che ha sostenuto il comparto per tutto il 2024.
Il settore resterà al centro dell’attenzione anche oggi: la ministra dell’Economia Katharina Reiche e il ministro della Difesa Olaf Pistorius incontrano a Berlino i rappresentanti dell’industria della difesa, della sicurezza e dell’automotive per discutere il rafforzamento della resilienza industriale tedesca e le possibili sinergie tra comparti strategici.
Analisi Tecnica DAX future – Livelli chiave per le prossime sedute
Nell’analisi del 19 novembre avevamo evidenziato che, nonostante la rottura della media mobile a 200 periodi, finché il Dax future fosse rimasto sopra il supporto dei 23.000 punti, esistevano elevate probabilità di assistere a un rimbalzo tecnico. La dinamica successiva ha confermato pienamente questa view: il recupero si è infatti arrestato venerdì in prossimità dell’area tecnica e psicologica dei 24.000 punti.
Dopo la seduta debole di ieri, il contratto sta già mostrando segnali di reazione: al momento della scrittura quota 23.750 punti, in progresso di circa +0,5%.
Finché i prezzi rimarranno sopra i 23.600 punti — livello che coincide anche con la media mobile a 200 periodi — lo scenario rimarrà costruttivo, con elevate possibilità di un nuovo attacco alla resistenza dei 24.000 punti.
Oggi ci aspettiamo qualche difficoltà al test proprio dei 23.750 punti, livello perso ieri in apertura e il cui recupero oggi fornirebbe spinta per un attacco ai massimi di settimana scorsa a 23.900 punti.
Una chiusura giornaliera sopra 24.000 punti rafforzerebbe il momentum rialzista e aumenterebbe le probabilità di un ritorno sui massimi annuali.
Al contrario, un ritorno sotto i 23.450 punti indebolirebbe nuovamente il quadro tecnico, aumentando il rischio di una nuova fase correttiva con possibile ritorno verso la fascia di supporto 23.250–23.000 punti.
I livelli di oggi del Morning Trading ShowPer quanto riguarda il DAX, si attende una zona di acquisto a 23636 con obiettivo rialzista a 23930. Si attende una zona di vendita a 23770, con prima rottura ribassista intermedia intorno a 23600 da cui potrebbero emergere ulteriori livelli di negatività verso 23465.
I livelli di oggi del Morning Trading ShowOggi Stefano Serafini vede l’S&P500 una prima zona di positività sopra 6840 con obiettivo rialzista a 6862. Segnala un gamma negativo già da 6832 con rottura ribassista a 6807 e due zone di atterraggio, la prima intermedia a 6787 e la seconda come massima estensione ribassista a 6752. Supporto in area 1812.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI 🌞
Buon martedì.
Oggi live americana, ci vediamo dopo.
Stanotte alle 02:00 ha parlato Powell. Nessuna indicazione sulla politica monetaria. I prossimi dati saranno decisivi fino al meeting.
Settimana con tanti dati USA: ADP, ISM servizi, jobless claims, NFP, core PCE. Possibile forte volatilità.
Il più importante per noi è il PCE di venerdì 5.
Se esce più alto, può saltare il taglio dei tassi.
Sarebbe strano, visto che ora il supporto ai tagli è vicino al 90%.
Contesto ancora positivo: probabile taglio, dollaro debole, rendimenti reali più bassi.
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📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
🔍PROSSIMI APPUNTAMENTI🔍
Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
EUR/USD – Long on dips with Fed–ECB spread in favor of the EUDescription:
More dovish Fed vs ECB, moderately bullish structure; estimated WR ~57%, R:R ≈ 2.8:1
Direction Long (buy on dip)
Time Horizon 3–8 weeks
Setup Type (Scenario) Return to key support in uptrend
Main Motivation (Macro/Fundamental)
Fed: market prices in a strong probability of a cut in December, and other banks (e.g. JPM) see the policy in the final easing phase.
ECB: after bringing the deposit rate to 2%, clearly signals that "it is not the time to talk about other cuts"; only ~20% probability of further cuts in 2026.
Expected interest rate differential therefore narrows against the dollar, making EUR/USD attractive in a multi-month perspective.
Technical (D1/W1 + H4)
Exchange rate today around 1.161.
D1: from mid-year, sequence of increasing lows; 2025 high in area 1.186–1.187.
Zone 1.145–1.155 has acted several times as resistance, now converted into key support (ex-resistance).
Operational Setup (indicative prices)
Entry Detail
Entry Setup (H4) Wait for return to 1.150–1.155. Ideal entry ~1.153 after formation of H4 low (double bottom / bullish engulfing) and close above 1.155.
Stop Loss (SL) 1.140, below the "hard core" of support and below the relative lows → break there calls into question the bullish structure.
Take Profit 1 (TP1) 1.190, just below the annual high (~1.186–1.187), where a substantial profit taking is likely.
Risk/Reward Ratio (indicative)
Entry: 1.153
Risk: 1.153 – 1.140 = 0.013
Reward: 1.190 – 1.153 = 0.037
R:R ≈ 2.85 : 1
Operational Trigger (H4)
Long activatable if:
EUR/USD falls to 1.150–1.155;
Prints H4 reaction pattern (double bottom, hammer, engulfing) with close above 1.155;
The probabilities of a Fed cut remain high and ECB comments continue to rule out further cuts in the short term.
Risk Validation (Otherwise)
D1 close below 1.140 → breaks key support and opens space towards 1.125–1.13: the medium-term long from that area loses edge ≥8/10.
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EURGBP verso nuovi massimi?EURGBP daily
Nei miei ultimi appunti di qualche mese fa avevo evidenziato la Bullish Engulfing e la possibile tendenza verso 0.876 (ex massimo annuale). Il cambio è riuscito a volare anche oltre e recentemente ha corretto proprio sulla vecchia resistenza. 0.876 rimane un valore importante, testato con volumi alti, dove la reazione è stata immediata. Non escludo la ripresa di un trend al rialzo verso nuovi massimi a 0.895 (2023).
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Qualcomm: Livelli chiave e OstacoliAnalisi del Weekend: Qualcomm Incorporated (QCOM) si trova in un momento strategico in vista della pubblicazione degli utili fissata per il 30 luglio 2025. Il titolo ha mostrato una performance altalenante: se da un lato il Q2 FY2025 ha registrato un utile per azione di 2,85 USD su un fatturato di 10,84 miliardi USD, superando le stime, la reazione del mercato è stata cautamente negativa.
Da un punto di vista positivo, l’azienda ha aumentato il dividendo a 0,89 USD per azione, mantenendo una solida politica di ritorno capitale, con un rendimento annuo di circa 2,3 %. Inoltre, la strategia guidata dal CEO Cristiano Amon punta all’espansione in segmenti AI‑e-driven come automotive, wearable, IoT e infrastrutture (anche tramite un nuovo centro AI ad Abu Dhabi), sostenuta da una forte attività brevettuale.
Tuttavia, gli ostacoli ci sono: la domanda su Android rimane debole, la quota di mercato è erosa dalle soluzioni proprietarie di Apple e i sussidi governativi in Cina potrebbero indebolirsi, compromettendo la domanda dei dispositivi OEM.
Dal punto di vista tecnico e volumetrico il titolo sembra stia costruendo una buona base in area 150/153$ per una possibile continuazione rialzista. Primi potenziali obiettivi in zona 170/ 175 e per finire 190$ il target più ambizioso.
Dunque, nonostante il posizionamento positivo tecnico/volumetrico, nei chip e nei segmenti emergenti, resta prudente monitorare da vicino i prossimi trimestri.
XAUUSD – Possibile zona di inversione dopo BOS e CHoCH (Setup inAnalisi del grafico
In base allo screenshot di TradingView, ecco una lettura chiara della struttura del mercato:
1. Struttura di mercato
Il mercato è in una forte tendenza rialzista.
Diversi BOS (Break of Structure) confermano che i compratori mantengono il controllo.
Il precedente CHoCH indica un cambiamento temporaneo di carattere, seguito da una ripresa dell’impulso rialzista.
2. Zona attuale
Il prezzo è entrato in una zona potenziale di offerta / inversione, evidenziata dall’area grigia vicino al punto “ENTRY”.
Ciò suggerisce che stai valutando un ingresso short da questa zona.
3. Logica Premium/Discount
Il prezzo si trova nel premium dell’ultimo impulso rialzista.
La linea “50% TP” rappresenta il ritracciamento del 50%, obiettivo comune quando ci si aspetta una correzione.
4. Componenti del setup Short
Entry: Parte superiore della zona segnalata (probabile order block o imbalance).
Stop-Loss: Al di sopra dell’ultimo massimo nella zona grigia.
Take-Profit: Sul livello del 50% per catturare la correzione attesa.
5. Momentum e comportamento delle candele
Le ultime candele mostrano un indebolimento dello slancio rialzista (corpi più piccoli, shadow superiori).
Questo aumenta la probabilità di una potenziale inversione ribassista.
6. Quando il setup si invalida
Una chiusura decisa sopra la zona grigia invaliderebbe l’idea dello short e suggerirebbe una continuazione del trend rialzista.
7. Fattori che rafforzano il setup
Shadow di rifiuto nella zona
Candela bearish engulfing
BOS ribassista su timeframe inferiori
GBPUSD, possibile accelerazione al ribassoIl cambio di trova in un'altra sensibile di lungo termine
Sembra non abbia sufficienti motivazioni per un breakout di così grande portata per cui logica conseguenza sembra essere stato il ritracciamento
Sul settimanale ha assunto la forma di un doppio massimo ancora non validato e caratterizzato da una falsa rottura
Il movimento in corso potrebbe essere o un tentativo di pullback oppure un fallimento del pattern. Gli elevati volumi associati al rientro dei prezzi nella figura propendono più per la seconda
Il dilemma non mi appassiona più di tanto, preferisco concentrarmi piuttosto su quel che succede nel 4 ore in questo momento.
Volatilità attesa, Bitcoin e Treasury in focusSi aspetta il ritorno della volatilità
I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in territorio negativo la prima seduta della settimana. Il Dow Jones ha perso lo 0,9% a 47.289 punti, mentre l’S&P 500 ha registrato un calo dello 0,53% a 6.813 punti. Segno meno anche per il Nasdaq, sceso dello 0,38% a 23.276 punti.
La cautela ha dominato la seduta, in vista di diverse pubblicazioni economiche chiave attese nei prossimi giorni, tra cui il rapporto PCE di settembre, posticipato più avanti nella settimana, e soprattutto la decisione del FOMC prevista per la prossima settimana. I prezzi di mercato assegnano attualmente una probabilità dell’87% a un ulteriore taglio di 25 punti base del tasso dei Fed Funds.
Il settore tecnologico ha registrato la performance peggiore, seguito da immobiliare, industria e servizi di comunicazione, mentre l’energia è riuscita a mantenersi in territorio positivo. I titoli a grande capitalizzazione hanno chiuso per lo più in ribasso: Nvidia (-0,8%), Microsoft (-0,7%), Apple (-0,5%), Alphabet (-0,7%), Meta (-1,2%), Broadcom (-2,3%) e Tesla (-0,3%). Anche i titoli legati alle criptovalute hanno sofferto, con Coinbase Global in calo del 4,7% a causa delle nuove vendite di Bitcoin. In controtendenza Amazon (+0,5%) e Walmart (+0,1%), mentre Target è rimasta pressoché invariata con l’avvio dei saldi del Cyber Monday.
Valute
L’euro-dollaro fatica a rompere la resistenza chiave posta in area 1,1655-1,1660. Dopo averci provato, la moneta unica è tornata a 1,1600. Il Cable è sceso in area 1,3210, vicino al supporto chiave di 1,3200.
Il dollaro-yen ha provato a scendere ma ha reagito dai minimi di 154,70 fino a 155,80, livello attuale. Le valute oceaniche restano stabili, con tendenza a leggere correzioni ribassiste, mentre il franco svizzero si mantiene in area 0,9340 contro l’euro. Nel complesso, poche novità: il mercato attende la Fed.
Bitcoin
Lunedì 1° dicembre il Bitcoin è stato scambiato a 84.498 dollari, in calo di 5.864 dollari, pari al 6,49%, rispetto alla sessione precedente. Nelle ultime quattro settimane la criptovaluta ha perso il 23,61%, mentre negli ultimi dodici mesi il suo prezzo è sceso dell’11,73%.
Guardando al futuro, le principali analisi stimano un Bitcoin a quota 91.745 entro la fine del trimestre e 102.062 tra un anno. Queste proiezioni provengono dai modelli macroeconomici globali di Trading Economics e dalle aspettative degli operatori.
Rendimento dei Treasury
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito di quasi 7 punti base al 4,08% nel primo giorno di contrattazioni di dicembre, il livello più alto in circa due settimane, estendendo il rimbalzo della sessione di venerdì.
Le vendite di debito giapponese si sono propagate ai mercati obbligazionari globali. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha raggiunto +1,87%, il massimo dal 2006, in attesa di un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone entro la fine del mese. Tassi più elevati in Giappone potrebbero incoraggiare gli investitori nazionali a detenere più capitale in obbligazioni locali piuttosto che in attività estere ad alto rendimento, inclusi i Treasury, rafforzando lo yen.
Nel frattempo, i prezzi di mercato continuano a scontare una probabilità superiore all’87% di un taglio di 25 punti base dei Fed Funds alla prossima riunione della Fed. Sul fronte dei dati, l’ISM Manufacturing PMI ha mostrato che il settore manifatturiero statunitense si è contratto per il nono mese consecutivo e a un ritmo più sostenuto a novembre.
Indice ISM USA
L’ISM Manufacturing PMI per gli Stati Uniti è sceso a 48,2 a novembre 2025, il valore più basso degli ultimi quattro mesi, rispetto al 48,7 di settembre e al di sotto delle previsioni di 48,6. La lettura ha confermato la contrazione del settore per il nono mese consecutivo, con un calo dei nuovi ordini e dell’occupazione. Inoltre, le pressioni sui prezzi si sono intensificate.
Susan Spence, presidente dell’ISM, ha dichiarato: “Guardando all’economia manifatturiera, il 58% del PIL del settore si è contratto a novembre, in linea con la cifra del mese precedente, e la percentuale del PIL in forte contrazione è diminuita leggermente, al 39% rispetto al 41% di ottobre.
Saverio Berlinzani
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