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WisdomTree - Tactical Daily Update - 03.11.2025Usa e Cina firmano accordi commerciali, ma il clima resta teso.
Trimestrali Usa: le giant-tech non deludono neanche questo trimestre.
L’AI traina investimenti, ricavi e margini di Amazon: la sua azione vola, +13%
Azioni asiatiche ancora amate: luna di miele tra investitori e kospi coreano.
Le Borse europee hanno chiuso l’ultima seduta di ottobre in ribasso, appesantite dalle incertezze legate alle scelte di Fed e Bce sulla politica monetaria, dalle trimestrali delle Big Tech, in particolare Apple e Amazon e dai dubbi sulla tenuta degli accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il sentiment resta improntato alla cautela, complice il clima di attesa che ha seguito il nuovo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping. Il presidente americano ha definito i colloqui “straordinari”, ma i mercati hanno notato l’assenza di impegni concreti sui dazi e sull’export tecnologico.
Sul fronte diplomatico, qualche segnale distensivo arriva dal Pentagono, dove il segretario Pete Hegseth ha annunciato di aver concordato con l’ammiraglio Dong Jun, ministro della Difesa cinese, la creazione di canali di dialogo militare “per ridurre le tensioni e prevenire incidenti”. “Pace, stabilità e buone relazioni, ha dichiarato Hegseth, sono la strada migliore per i nostri due Paesi”. Nonostante il tono conciliante, le relazioni tra Washington e Pechino restano fragili.
Sul mercato azionario europeo la giornata si è chiusa col segno meno: Francoforte la peggiore con il Dax in calo -0,69%, seguita da Parigi (-0,44%) e Londra (-0,41%).
In calendario, questa settiman, molte trimestrali europee, mentre negli Stati Uniti l’attenzione è tornata sulla Federal Reserve: i rendimenti dei Treasury restano stabili dopo che Jerome Powell ha frenato l’ipotesi di un taglio dei tassi a dicembre.
A Wall Street, protagonista assoluta Amazon, con un balzo di oltre +11% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Il colosso creato da Jeff Bezos ha registrato ricavi per US$ 180,2 miliardi nel terzo trimestre (+13% su base annua) e stima un range tra 206 e 213 per il prossimo. L’utile netto è salito a 21,2 miliardi dai 15,3 dell’anno precedente, grazie anche a un guadagno straordinario di 9,5 miliardi legato alla partecipazione nella startup di AI Anthropic.
Amazon ha sottolineato le ottime performance di AWS, il suo business cloud, che prosegue la corsa agli investimenti in intelligenza artificiale contro Microsoft Azure e Google Cloud.
Risultati solidi anche per ExxonMobil, che ha chiuso il trimestre con un utile di 7,5 miliardi di dollari (1,76 per azione), in aumento rispetto ai 7,08 del secondo trimestre. Il flusso di cassa operativo ha toccato 14,8 miliardi, mentre quello libero è stato di 6,3. Gli azionisti hanno ricevuto complessivamente 9,4 miliardi, tra 4,2 di dividendi e 5,1 di buyback, in linea con la strategia annunciata.
In Italia, l’Istat stima per ottobre un rallentamento marcato dell’inflazione:-0,3% su base mensile e +1,2% su base annua, in calo dal +1,6% di settembre. La frenata è dovuta soprattutto al crollo degli energetici regolamentati (da +13,9% a -0,8%) e al rallentamento degli alimentari non lavorati (da +4,8% a +1,9%). Anche i servizi legati ai trasporti mostrano una moderata decelerazione (da +2,4% a +2,0%).
Nell’Eurozona, l’inflazione è scesa al +2,1% annuo, in lieve calo rispetto al 2,2% di settembre, secondo Eurostat. I previsori dell’ECB vedono l’inflazione media al 2,1% nel 2025, 1,8% nel 2026 e 2,0% nel 2027, con revisioni al rialzo di 0,1 punti per il 2026. Per il Pil reale è attesa una crescita dell’1,2% nel 2025, 1,1% nel 2026 e 1,4% nel 2027.
La prima settimana di novembre si apre con il record storico della Borsa coreana e il rialzo dell’Hang Seng di Hong Kong (+1%). A Seul, l’indice Kospi avanza +2,4%, portando il guadagno da inizio anno a un impressionante +75%. SK Hynix vola del +10%, ai massimi dal 1999, dopo che SK Securities ha più che raddoppiato il target price a 1 milione di won. Piatti invece il CSI300 cinese e il Taiex di Taiwan.
Il petrolio Brent risale leggermente a 65,1 dollari/barile (+0,5%), ma archivia il terzo mese consecutivo in calo (-3%). L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione di 137.000 barili/giorno a dicembre per poi sospendere gli incrementi nel primo trimestre 2026. Le sanzioni occidentali al greggio russo iniziano a mostrare effetti: Reuters riporta che le maggiori raffinerie turche starebbero acquistando più petrolio “non russo”, seguendo l’esempio indiano.
Il tema nucleare torna d’attualità dopo le dichiarazioni del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha promesso di ricostruire gli impianti “con maggiore potenza”, ma “senza ambizioni belliche”. Gli Stati Uniti, per voce di Trump, hanno ribadito di essere pronti a nuovi attacchi qualora Teheran riattivasse i siti bombardati a giugno.
Sul fronte delle materie prime, l’oro apre novembre in rialzo (+0,5%), dopo un ottobre volatile ma positivo: +3,7% nel mese e nove rialzi mensili su dieci nel 2025. Gli ETF sull’oro, dopo sei giorni di deflussi, hanno registrato nuovi afflussi giovedì. Tuttavia, la decisione di Pechino di eliminare un incentivo fiscale sull’acquisto del metallo potrebbe frenare la domanda interna.
Sul mercato valutario, ottobre segna il secondo mese positivo del 2025 per il dollaro (+1,7%), sostenuto dai toni più “hawkish” della Fed. Powell ha dichiarato che un ulteriore taglio dei tassi da 25 punti base a dicembre è “tutt’altro che scontato”, mentre Lorie Logan, presidente della Fed di Dallas, ha espresso la volontà di mantenerli invariati.
Sul fronte obbligazionario, ottobre è stato il mese migliore da aprile per il BTP decennale (+1,33%), dopo quattro mesi di ribassi. Lo spread BTP-Bund è sceso a 75 punti base, minimo dal 2010, mentre quello BTP-OAT francese è addirittura negativo (-4 pb). Scope Ratings ha confermato il rating italiano a BBB+, migliorando però l’outlook da “stabile” a “positivo”, grazie alla maggiore solidità delle finanze pubbliche, a un mercato del lavoro in salute e a un sistema bancario robusto.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 15.10.2025Wall Street soffre il riemergere di contrasti Usa-Cina sui dazi.
Occhi aperti sulle trimestrali Usa, si comincia con quelle delle big banks.
Oro e argento ancora su, e si parla di «debasement trade» verso assets reali.
Borse asiatiche di nuovo toniche, il «catch-up valutativo» è in corso.
🌍 Tensioni geopolitiche e rally dei metalli: mercati globali tra incertezza e segnali di ripresa. Le Borse europee archiviano una giornata debole, chiudendo quasi tutte in calo. Fa eccezione Londra, dove il FTSE 100 avanza dello 0,10%. Parigi (CAC 40) perde lo 0,18%, Francoforte (DAX) cede lo 0,62%, risultando la peggiore del giorno, mentre Milano (Piazza Affari) arretra dello 0,22%.
Alla base del nervosismo c'è il riaccendersi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il segretario al Tesoro Usa, Bessent, ha accusato Pechino di voler deliberatamente rallentare l’economia globale. A peggiorare il quadro, la decisione del governo cinese di vietare alle proprie imprese di collaborare con le controllate USA del colosso sudcoreano Hanwha Ocean, proprio nel giorno dell’entrata in vigore di nuove tariffe portuali tra Cina e Stati Uniti.
✨ Metalli preziosi al top. Le attese per un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve non bastano a rassicurare i mercati azionari, ma sostengono i metalli preziosi. Oro sopra quota 4.100 dollari l’oncia. Argento a 53 dollari l’oncia/
L’oro ha aperto la seduta toccando i 4.190 dollari, segnando il nono rialzo in dieci giorni e un impressionante +59% da inizio anno, il miglior risultato dal 1979. Il fenomeno è spinto dal cosiddetto “debasement trade”: fuga dagli asset sovrani dei Paesi fortemente indebitati e rifugio in beni reali.
🏦 Europa: banche sotto pressione e BCE cauta. A Piazza Affari il focus è sulle banche, tutte in calo, complice l’approvazione da parte dell’Abi di un contributo straordinario alla manovra 2026.
In un'intervista alla CNBC, Christine Lagarde, presidente della BCE, ha confermato che l’economia dell’eurozona è “solida e resiliente”, nonostante l’impatto delle tariffe americane. Ha auspicato un approccio costruttivo nei rapporti UE-USA e una maggiore stabilità tra Washington e Pechino, sottolineando che la guerra commerciale sta penalizzando investimenti e supply chain.
💬 FMI: vigilanza su IA e finanza ombra. Il Fondo Monetario Internazionale lancia un doppio avvertimento:
- Rischi crescenti dalle istituzioni finanziarie non bancarie, che oggi gestiscono il 50% degli asset globali. Possono trasmettere instabilità attraverso credito privato, immobiliare e cripto.
- Attese troppo ottimistiche sull’intelligenza artificiale: un eventuale flop del settore potrebbe innescare un crollo simile a quello della bolla dot-com del 2000-2001.
Secondo l’ultimo World Economic Outlook, il PIL mondiale crescerà del +3,2% nel 2025, in miglioramento rispetto al +3% di luglio e +2,8% di aprile. La crescita degli USA è attesa al +2% per il 2025 e +2,1% nel 2026.
Per l’Italia, l’FMI prevede una crescita dello 0,5% nel 2025 e 0,8% nel 2026. Il debito pubblico salirà al 136,8% del PIL nel 2025, fino al 138,3% nel 2026, per poi scendere al 137% nel 2030.
🌏 Asia in rally, tech coreano sugli scudi. La seduta del 15 ottobre si apre con un sentiment positivo in Asia: Hang Seng +1,40%, CSI 300 +0,4%, Taiex (Taipei) +1,2%, Nikkei 225 +1,8%, Kospi (Corea) +2%, nuovo massimo storico.
Il Kospi è in crescita del +41% da inizio 2025. Merito soprattutto di Samsung Electronics, che ha previsto un utile operativo di 12.100 miliardi di won (8,5 miliardi USD) nel terzo trimestre, in crescita del +31,8% rispetto allo scorso anno.
Gli investitori globali martedì hanno acquistato azioni sudcoreane per 311,1 milioni di dollari netti.
L’indice MSCI Asia-Pacific (ex Japan) ha registrato un progresso del +21% YTD, battendo il +15,40% dell’MSCI World. Le valutazioni più basse e il forte peso del mercato interno (l'85% dei ricavi cinesi è generato “in house”) attirano capitali. Il P/E medio è 17x con yield al 2,3%, contro i 22,5x e 1,6% dell’indice mondiale.
🛢️ Petrolio debole, rame in risalita. Il prezzo del petrolio WTI si mantiene stabile intorno a 60 USD/barile, con l’EIA che prevede per il 2026 un surplus fino a 4 milioni di barili/giorno, a causa di un’offerta crescente e una domanda debole.
Intanto, cresce la domanda cinese di rame, segno di vivacità nei settori infrastrutturale ed elettrico. A settembre le importazioni totali in Cina sono salite del +7,4% su base annua, quelle di rame del +24,4%, ai massimi da 17 mesi.
📉 Obbligazionario: rendimenti in calo. La retorica accomodante del presidente della Fed, Jerome Powell, ha spinto nuovi acquisti di Treasury, facendo scendere il rendimento del decennale USA al 4,0%, livello che non si vedeva da un anno. A gennaio era al 4,80%.
BTP decennale italiano: 3,39%, ai minimi dal dicembre 2024. Rendimento ad inizio anno: +4,20%. OAT decennale francese: 3,39%, in netto calo rispetto al 3,60% di settembre
In Francia, il premier Lecornu ha annunciato il congelamento della riforma pensionistica fino al 2027, nel tentativo di favorire l’approvazione della legge di bilancio.
📌 In sintesi. I mercati navigano tra volatilità geopolitica, attese su tagli dei tassi e rotazioni settoriali. L’Asia traina, l’oro vola, le banche europee zoppicano, mentre i timori legati all’intelligenza artificiale e alla “finanza ombra” impongono prudenza. La parola d’ordine per gli investitori resta: diversificazione e vigilanza.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.10.2025La tregua Israele-Hamas toglie slancio all’oro e ridà fiato al Dollaro Usa.
Borse più caute verso il fine settimana, in attesa di trimestrali e novità sui tassi.
Borse cinesi fanno una pausa, ma la tech asiatica è sempre più gradita.
I metalli della «energy transition», rame, argento, zinco, restano «caldi».
I mercati globali si muovono con cautela su entrambe le sponde dell’Atlantico, mentre la notizia del cessate il fuoco a Gaza e il rally dei titoli tecnologici portano volatilità e prese di profitto dopo i recenti record di S&P500 e Nasdaq, trainati dalle società legate all’intelligenza artificiale.
Il governo israeliano ha dato il via libera a una tregua con Hamas, che dovrebbe fermare i combattimenti e portare al rilascio degli ostaggi entro domenica sera. L’accordo prevede anche un ritiro graduale delle truppe israeliane, con la firma ufficiale attesa in Egitto alla presenza del presidente Donald Trump, invitato anche a intervenire alla Knesset (parlamento israeliano).
Sul fronte commerciale, l’Unione europea ha proposto di alzare i dazi sull’acciaio fino al 50% per le importazioni in eccesso e di ridurre le quote esenti, mossa mirata a proteggere l’industria europea dall’ondata di acciaio cinese a basso costo.
In Europa prevale l’incertezza politica: a Parigi si attende la nomina del nuovo primo ministro dopo le dimissioni di Sébastien Lecornu. Il presidente Emmanuel Macron ha convocato i leader dei principali partiti (esclusi Rassemblement National e La France Insoumise) all’Eliseo e ha promesso un nome entro venerdì sera.
A Piazza Affari giornata da dimenticare: Ftse Mib -1,6%, zavorrato da Ferrari (-15,4%) nel giorno della presentazione del piano strategico al 2030. Giù anche Madrid (-0,5%), Londra (-0,3%) e Parigi (-0,1%), mentre Francoforte avanza di +0,25%. A Wall Street prevalgono leggere prese di profitto: Dow Jones -0,52%, S&P500 -0,3%, Nasdaq -0,1%.
La BCE mette in guardia dal segnale lanciato dal boom dell’oro: “l’aumento significativo delle quotazioni negli ultimi 18 mesi rappresenta un avvertimento dei rischi sui mercati”, si legge nelle minute della riunione del 10-11 settembre. L’istituto teme “valutazioni errate” e un eccessivo ottimismo degli investitori.
Sul fronte commerciale, l’Ue ha espresso “preoccupazione” per la decisione di Pechino di limitare l’export di terre rare e tecnologie correlate. “Ci aspettiamo che la Cina agisca come un partner affidabile”, ha dichiarato Olof Gill, portavoce della Commissione europea per il Commercio.
Negli Stati Uniti, il CEO di J.P. Morgan, Jamie Dimon, si dice “molto più preoccupato di altri” per un crollo dell’azionario americano, ipotizzando una forte correzione entro 6-24 mesi.
Tornando a Ferrari, il piano al 2030 delinea 9 miliardi di ricavi e 4,7 miliardi di investimenti nei prossimi cinque anni. Presentata anche la prima Ferrari elettrica, con 4 porte, 4 posti, oltre 1000 cavalli, autonomia di 530 km e velocità massima di 310 km/h. Un debutto epocale, ma accolto con scetticismo: il mercato teme un replay del caso Porsche Taycan, mentre deludono anche le vendite in Cina, attese come motore di crescita. Risultato: titolo in picchiata, -15%.
In Asia, oggi prevalgono i ribassi dopo la chiusura debole di Wall Street. Il Nikkei225 perde -1,5%, con vendite sui titoli AI e difesa, ma resta in rialzo di quasi +5% nella settimana, sostenuto dalle attese di una politica fiscale espansiva dopo la nomina di Sanae Takaichi alla guida del partito di maggioranza.
In Cina, l’indice CSI300 scivola -1,3%: a pesare sono le nuove restrizioni di Pechino sulle esportazioni di batterie al litio e materiali critici, in vigore dall’8 novembre.
A Hong Kong, l’Hang Seng arretra -1%: Baidu -3,2%, Li Auto -3,3%, Alibaba -2,2%, JD.com -1,9%. Corea euforica, col Kospi a +1,4% al nuovo record storico grazie a Samsung Electronics. Da inizio anno, l’indice guadagna quasi +40%, miglior performance mondiale. Il P/E del Kospi (15,7x) resta ben sotto il 17,3x dell’MSCI Asia-Pacific, il 23x dell’MSCI World e il 37x del Nasdaq.
Sul fronte geopolitico, la Cina ha annunciato un’ulteriore stretta sulle terre rare, aggiungendo cinque elementi (olmio, erbio, tulio, europio e itterbio) alla lista dei materiali soggetti a controllo: Pechino produce oltre il 90% delle terre rare lavorate e dei magneti globali.
L’oro, reduce da un rally del +50% da inizio anno, ha vissuto la peggior seduta da due mesi (-1,6%), scendendo sotto i 3.970 dollari/oncia. Il calo riflette l’accordo su Gaza e il rimbalzo del dollaro, ma secondo Deutsche Bank la domanda delle banche centrali resta elevata, “al doppio del ritmo medio 2011-2021”. La quota aurea delle riserve è salita al 24% nel secondo trimestre 2025, dal minimo del 9% nel 2015, pur lontana dal picco del 74% degli anni ’80.
Il dollaro si rafforza ulteriormente, con EUR/USD a 1,156, avviandosi a chiudere la miglior settimana+ 1,5%, da novembre 2024. Le tensioni politiche in Francia e l’attesa per una politica più espansiva in Giappone hanno favorito il US$, mentre lo shutdown federale è passato in secondo piano.
Nel comparto obbligazionario, la volatilità resta minima: Treasury decennale 4,13%, BTP 3,51%. Il presidente della Fed New York, John Williams, si è detto favorevole a nuovi tagli dei tassi entro fine anno per evitare un deterioramento del mercato del lavoro. In serata, attesa per la decisione di S&P Global sul rating dell’Italia, oggi BBB+ con outlook stabile dopo il miglioramento di aprile.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 30.09.2025Torna, puntuale, il rischio di shut-down del settore publico Usa.
Democratici e Repubblicani alla ricerca di un accordo sul tema.
Metalli preziosi segnano record continui, risveglio di quelli industriali.
Nasdaq e listini asiatici i «winners» del terzo trimestre 2025.
I mercati globali si muovono con il fiato sospeso davanti al rischio di shutdown del governo statunitense, un’eventualità che potrebbe bloccare la pubblicazione del rapporto sulle buste paga di settembre, atteso venerdì, insieme ad altri dati economici cruciali. Al centro della scena, il presidente Donald Trump, che oggi incontra i leader democratici e repubblicani al Congresso per trovare un’intesa sull’estensione dei finanziamenti governativi.
Ma lo stallo resta evidente. Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato: “Penso che ci stiamo dirigendo verso uno shutdown perché i Democratici non faranno la cosa giusta. Spero che cambino idea, ma vedremo”. Con poche ore per un accordo, i due partiti continuano a rinfacciarsi rigidità, lasciando aperto il rischio di blocco federale.
L’incertezza politica spinge gli investitori verso i beni rifugio, con l’oro che aggiorna i suoi massimi: 3.864 dollari l’oncia (+0,7%), livello record che consolida un rally poderoso da inizio anno.
Sul fronte azionario, la seduta di ieri, 29 settembre, è stata opaca per l’Europa: Cac 40 +0,13%, Dax 30 +0,02%, Ftse 100 +0,16%, mentre a Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,22%. Meglio Wall Street, che ha chiuso con un timido ottimismo: Dow Jones +0,15%, S&P500 +0,26%, Nasdaq +0,48%.
Ma Trump ha rilanciato un nuovo fronte nella sua politica commerciale: “Gli Stati Uniti imporranno dazi del 100% su tutti i film prodotti all’estero”, ha scritto su Truth, denunciando che l’industria cinematografica americana è stata “rubata come le caramelle a un bambino”.
In Europa, l’agenda macro dei prossimi giorni è fitta. In Germania le vendite al dettaglio di agosto dovrebbero rimbalzare dello 0,6% dopo il calo di luglio (-0,9%). Mercoledì sarà la volta del tasso di disoccupazione, previsto stabile al 6,3%. In Italia, riflettori sugli indici PMI manifatturieri di settembre, stimati in calo a 49,9 punti, di nuovo in area recessiva, dopo la sorpresa di agosto (50,4).
Intanto a Roma il governo lavora al nuovo piano pluriennale, con fonti che parlano di un deficit/Pil vicino al 3% o poco sotto per il 2025. Le entrate fiscali superiori alle attese e interessi più bassi sul debito consentirebbero un disavanzo più contenuto: ciò permetterebbe all’Italia di chiudere la procedura Ue per deficit eccessivo entro metà 2026, un anno prima del previsto.
Sul fronte industriale, il Ministro delle Imprese Adolfo Urso ha commentato il possibile dazio del 15% sulle auto verso gli Stati Uniti: “In molti comparti del Made in Italy il 15% non è insormontabile. I nostri concorrenti spesso pagano dazi ben più alti”. Tuttavia, ha aggiunto, sarà cruciale definire i dettagli finali dell’accordo.
Oggi, 30 settembre, il rischio shutdown pesa solo marginalmente sui listini, mentre l’oro continua la sua corsa. I future su Wall Street e Eurostoxx restano piatti.
In Asia, la seduta è stata contrastata. In Giappone, il Nikkei 225 chiude sulla parità, con la produzione industriale in calo per il secondo mese consecutivo ad agosto, segno della prudenza delle imprese in un contesto globale reso incerto dai dazi Usa. Nella sfera cinese, mercati poco mossi: Hang Seng -0,1%, CSI 300 +0,2%, con il manifatturiero che segna il sesto mese consecutivo di contrazione, il periodo più lungo dal 2019. In Corea, Kospi invariato; in India, il BSE Sensex resta sulla parità, con la Reserve Bank of India attesa lasciare i tassi invariati, mentre un taglio da 25 bps sarebbe una sorpresa positiva.
Guardando al trimestre appena concluso, emergono performance di rilievo: Nasdaq +12%, Hang Seng +11%, e soprattutto CSI 300 +18%. Poco sotto il +10% si piazzano Brasile e Taiwan, mentre tra il +5% e il +10% troviamo il Nikkei giapponese (+7,9%) e il Kospi (+8%). A livello globale, MSCI World e MSCI Emerging Markets corrono appaiati a +6,3% nel trimestre, confermando la tendenza vista nel secondo: rispettivamente +16% e +23% da inizio anno.
Il rally dell’oro resta il protagonista indiscusso del 2025: 3.860 dollari/oncia in apertura, nuovo record, con un guadagno da inizio anno del +47%. Le riserve auree del Tesoro Usa hanno superato i 1.000 miliardi di dollari, oltre 90 volte quanto iscritto a bilancio.
Il dollaro resta stabile a 1,17 contro euro, sostenuto dalle attese sul lavoro. Gli economisti prevedono che a settembre siano stati creati 51.000 posti, contro i 22.000 di agosto. Un dato forte potrebbe frenare i tagli Fed: gli operatori ora prezzano circa 40 punti base di allentamento entro fine anno, la metà rispetto a inizio settembre. Da qui la view operativa: risalite del cambio nel range 1,17–1,20 rappresentano occasioni di diversificazione in dollari.
Tra gli asset digitali, Bitcoin ha ritrovato slancio: 114.400 dollari (+3%), ai massimi da 4 settimane, grazie al lancio di Crypto-as-a-Service di Binance, soluzione pensata per banche e broker che vogliono offrire servizi di trading sfruttando l’infrastruttura dell’exchange.
Sul mercato obbligazionario, calma piatta: Treasury decennale 4,15%, Bund 2,70%, BTP e OAT 3,53% dai precedenti 3,56%.
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 18.09.2025La Fed taglia di 25 bps, ma Powell predica calma: niente corsa ai tagli.
Tech contrastato: Nvidia penalizzata da Pechino, Alibaba in rally.
Europa: Francia in piazza, spread BTP-OAT fermo.
Asia in festa: Nikkei e Kospi a record storici.
Le Borse europee chiudono a corrente alternata, mentre gli investitori tengono gli occhi puntati su Washington: la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli nel range 4,00%-4,25%. Una mossa ampiamente prezzata, ma che segna un passaggio cruciale nella narrativa dei mercati globali.
🏦 Fed: il “taglietto” che tutti si aspettavano. Il mercato aveva già scontato la mossa, ma guarda oltre: ci si attende 5-6 tagli nel 2026, per un totale vicino a 150 punti base di allentamento. Jerome Powell mantiene la linea della prudenza: i dazi commerciali americani stanno già mostrando effetti inflazionistici in alcuni comparti, rendendo difficile promettere una discesa rapida dei tassi.
Il messaggio è chiaro: due ulteriori tagli nel 2025 sono solo una possibilità, non una certezza. Dentro la Fed, equilibri interessanti: Stephen Miran (nominato da Trump) ha spinto per un taglio più profondo da 50 punti base, mentre i falchi Christopher Waller e Michelle Bowman, che due mesi fa dissentivano, hanno votato con la maggioranza. Segnale che, almeno per ora, la credibilità e indipendenza della Fed reggono.
Mercati poco reattivi al taglio, che era scontato: rendimento Treasury decennale salito leggermente da 4,03% a 4,06%, col biennale sceso da 3,55% a 3,53%. Per Wall Street chiusure miste: Dow Jones +0,52%, S&P500 -0,09%, Nasdaq -0,33%.
💻 Tech: tra divieti e opportunità: Nvidia, ieri +1,97%, resta sotto pressione in Cina, dopo che Pechino ha vietato l’acquisto dei suoi chip e l’ha accusata di violare le norme antitrust. Alibaba corre, grazie alla notizia di un nuovo cliente strategico per i suoi chip AI.
In generale, in Asia, il comparto tech brilla: Hang Seng Tech +1% (dopo il +4,3% di ieri), Baidu +4%, ai massimi da due anni e mezzo, calmo il “largo mercato” CSI300 Shanghai&Shenzhen +0,1%.
Europa: in bilico tra prospettive Bce, scioperi e spread in movimento: per la Bce, dopo i tagli aggressivi degli scorsi mesi, ora si prevede uno stop. Il contesto è diverso rispetto agli USA, dove c’è crescita robusta, ma inflazione ancora sopra target. In Europa abbiamo crescita fragile, inflazione in calo, e dunque poco margine di manovra.
Francia sotto pressione politica: il neo-premier Sébastien Lecornu si trova ad affrontare subito uno sciopero nazionale. I sindacati protestano contro i tagli annunciati e l’ipotesi di nuove tasse indirette. Scioperi e manifestazioni rischiano di bloccare trasporti, scuole e servizi pubblici. Per i mercati, l’entità della protesta sarà un termometro della capacità del governo di agire sulle malandate finanze pubbliche.
Spread BTP-Bund stabile a 82 punti base, con rendimento del decennale italiano in lieve calo al 3,50% dal 3,51%.
In UK, la Bank of England dovrebbe confermare i tassi al 4%. Pesano i dati dell’inflazione di agosto: 3,8% annuo, sotto il 3,9% atteso ma ancora lontana dal 2% target, col “core CPI al 3,6% dal 3,8%. Intanto la sterlina resta solida, dopo aver toccato i massimi da luglio.
🏡 Mutui USA: dai tagli una boccata d’ossigeno. La prospettiva di tassi più bassi fa volare le richieste ad agoso: +29,1% a Us$ 386,1 mld, massimo dall’aprile 2022, col yasso medio mutuo fisso 30 anni sceso a 6,39% dal 6,49%, minimo da ottobre 2024. Mutui per acquisto case concessi, +20% annuo: un buon segnale che il mercato immobiliare potrebbe beneficiare più rapidamente degli allentamenti monetari.
📊 Commodities. Per il prezzo dell’Oro, dopo il balzo oltre 3.700 $/oncia, ieri un calo di -0,8% e stamane di -0,2%, a 3.653 $oncia (ore 11.00 CET). Domanda cinese robusta: importazioni nette +126,8% YoY tra giugno e luglio.
Petrolio Brent: stabile a 67,8 $/barile, poco sensibile alle mosse della Fed. Focus su domanda USA e sulla guerra Russia/Ucraina.
Stamane, 18 settembre, rally diffuso in Asia-Pacifico: Kospi Seoul +1,2%, nuovo record storico. La banca centrale coreana sottolinea che la Fed apre spazi per una politica più orientata alla crescita. Nikkei225 Tokyo +1,5%, quinto massimo storico da inizio settembre. Performance YTD +14%, ma lo yen si è svalutato del 7% contro euro, riducendo i guadagni effettivi per gli investitori europei.
💰 Cripto: Bitcoin di nuovo superstar a 117.500 $, +1,6%, massimo da un mese. La SEC ha approvato modifiche che velocizzano la quotazione di ETF su criptovalute e commodities spot. In pipeline: nuovi ETF legati a Solana, Dogecoin, XRP e altre altcoin. Un passo che potrebbe consolidare il mercato crypto come asset class “regolamentata” a pieno titolo.
Il quadro generale resta quello di un mercato fiducioso nello scenario di “soft landing”: crescita solida negli Stati Uniti, banche centrali che iniziano ad allentare la stretta, inflazione in calo ma ancora da domare. L’elemento di rischio? Sempre lo stesso: un mix di geopolitica, tensioni sociali in Europa e possibili sorprese macro.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 30.06.2025Usa e Cina vicine all’accordo commerciale. Ok sulle terre rare!
Trump critica Europa e Canada: con loro negoziati sulle tariffe in alto mare.
Un paio di dati macro Usa deboli accendono speranza su taglio tassi.
Si chiude un semestre molto buono per le Borse, bonds e bitcoin.
Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo per velocizzare le spedizioni di terre rare verso il mercato americano, come confermato da un funzionario dell’amministrazione statunitense. L’annuncio segue le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che aveva anticipato l’intesa senza fornire dettagli. Il segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha poi chiarito che l’accordo è stato “firmato e sigillato due giorni fa”.
Le terre rare, risorse strategiche per l’industria tecnologica, erano recentemente state incluse da Pechino nella lista dei controlli all’export. L’intesa prevede che la Cina esamini e approvi le loro esportazioni, mentre gli Stati Uniti si sono impegnati a rimuovere alcune delle restrizioni commerciali esistenti.
Il clima positivo derivante da questo accordo si è riflesso sui mercati europei, che venerdì 27 giugno: Parigi +1,78%, Francoforte +1,62%, Londra +0,72% e Milano +0,99%.
Parallelamente, Trump ha ripreso i toni aggressivi contro Unione Europea e Canada, accusando Bruxelles di imporre “tasse ingiuste” alle imprese americane e definendo l’UE “creata per danneggiare gli Stati Uniti”.
Riguardo al Canada, ha criticato la nuova tassa sui servizi digitali, definendola un attacco diretto alle aziende tech americane. Ha annunciato l'interruzione immediata dei colloqui con Ottawa e anticipato che nei prossimi sette giorni saranno comunicati i nuovi dazi sulle importazioni dal Canada.
Trump ha poi affermato che altri Paesi dovranno prepararsi a pagare tariffe per continuare a commerciare con gli Stati Uniti, e citato nuovi accordi in fase avanzata con India, Regno Unito e altri quattro Paesi.
L’annuncio dell’accordo USA-Cina ha indebolito il dollaro, con l’euro salito a 1,1712 USD (+0,15%) e il cambio euro/yen a 169,58 (+0,4%): dollaro/yen è salito a 144,74 (+0,23%).
Wall Street ha segnato nuovi massimi storici: S&P500 e Nasdaq100 hanno guadagnato +0,6%, grazie all’ottimismo sui futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve suggeriti da dati macroeconomici deludenti. A maggio, infatti, sia la spesa personale sia il reddito si sono contratti, mentre l’indice core PCE,usato dalla Fed per misurare l’inflazione, è salito inaspettatamente.
Il primo semestre 2025 si chiude con numerosi record: mentre S&P500, Nasdaq Composite e Nasdaq100 segnano i loro massimi assoluti, Russell2000 e Bloomberg Magnificent Seven, sono negativi YtoD, nonostante il record di NVIDIA. La performance di Wall Street è penalizzata per gli investitori europei dal dollaro debole, che ha registrato il peggior semestre dal 1991.
In Europa, anche se senza nuovi record, gli indici principali hanno registrato performance positive: il DAX tedesco, l’IBEX spagnolo e il FTSE MIB italiano segnano circa +20%. In Asia, il Kospi coreano ha raggiunto i livelli più alti da settembre 2021, con un +24% da inizio anno.
L’indice MSCI World è cresciuto +8% in dollari, (-4,4% in euro), mentre l’MSCI Emerging Markets è salito ai massimi da febbraio 2022 con +14,2% da inizio anno.
L’indice MSCI Asia-Pacific chiude il semestre con +12,5%, con un incremento del +5% solo a giugno, favorito dalle speranze su nuovi accordi commerciali e dalla tregua Israele-Iran mediata da Trump, che rassicurato i mercati sulle catene di fornitura oil&gas.
In Giappone, stamane, 30 giugno, Nikkei225 a +1,5%, massimo da un anno. A giugno, il Nikkei ha registrato +8%. Tuttavia, la produzione industriale di maggio ha deluso le aspettative, frenata dalla debole domanda esterna e dai dazi USA sulle auto.
In Cina, Shanghai Composite +0,3%, e Shanghai&Shenzhen CSI300 stabile: entrambi chiudono giugno con guadagni superiori a +2%. L’Hang Seng di Hong Kong ha perso -0,6%, ma segna +3,5% mensile. Il settore manifatturiero cinese, pur restando in difficoltà, ha mostrato una contrazione inferiore alle attese.
In Corea, KOSPI a +0,8%, chiudendo giugno con un impressionante +14%, anche se la produzione industriale a maggio cala per il secondo mese consecutivo.
Il greggio WTI ha chiuso la settimana con -12%, interrompendo tre settimane consecutive di rialzi legati alle tensioni in Medio Oriente. L’oro ha perso -2,8% la scorsa settimana, ma tenta un rimbalzo verso i 3.300 dollari/oncia, favorito dalle attese di taglio tassi da parte della Fed.
Il dollaro statunitense sta chiudendo il peggior semestre dal 1991 con -13%, toccando i minimi dal settembre 2021. Questo è dovuto in parte alla perdita della “eccezionalità” americana nei portafogli globali, dove la quota del dollaro era superiore al 70%.
Bitcoin torna a salire e sfiora 109.000 dollari, beneficiando dell’aumento della propensione al rischio.
I Treasury USA a lunga scadenza chiudonpo una settimana positiva, col rendimento del decennale in calo a 4,27%. In Eurozona, lo spread BTP-Bund è sceso a 88 bps, minimo da 15 anni, col BTP decennale che rende 3,47%.
Infine, il piano fiscale di Trump – che estende i tagli del 2017 e innalza il tetto del debito – è avanzato al Senato. Una stima indipendente prevede un impatto sul debito pubblico di 3,3 trilioni di dollari in dieci anni. Le critiche sono arrivate sia da Democratici sia da Repubblicani, oltre che da Elon Musk, che ha definito la misura “folle”. Trump, però, resta fiducioso: “la crescita economica compensarà tutto, dieci volte tanto”.
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Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 05.09.2023Cina: Country Garden evita il default, il Governo pensa a nuovi stimoli.
BCE proseguira’ sulla linea del rigore. Nuovi aumenti tassi il 14 Settembre.?
In Usa si consolida la speranza di una pausa dei tassi a settembre e oltre..
Prezzo del petrolio ancora su’, WTI a 87 US$/barile, in vista di tagli Opec+.
Ieri, 4 settembre, Wall Street era chiusa per il Labor Day, ma nella mattinata europea prevaleva l’ottimismo, basato sulla diffusa convinzione del prospettico ammorbidimento della “stance” (attitudine) della Federal Reserve sui tassi d’interesse, e delle concrete iniziative a supporto del settore immobiliare e dei consumi privati decise dal Governo cinese.
Gli stimoli decisi da Pechino mirano a far ripartire gli acquisti di case, mentre l'approvazione della proroga delle scadenze delle obbligazioni da parte dei creditori di Country Garden (operatore cinese in difficolta’ finanziarie) hanno restituito un po’ di fiducia sulle prospettive del settore costruzioni e favorito chiusure asiatiche in deciso rialzo nella mattinata di ieri. Ma l’ottimismo e’ durato poco.
Christine Lagarde, Presidente della Banca centrale europea (BCE-ECB), ha ribadito la linea del rigore finché l'obiettivo dell'inflazione al 2% non sarà raggiunto e che è cruciale "comunicare in modo efficace" per “ancorare” le aspettative d’inflazione.
Questo significa un’alta probabilita’ per un nuovo aumento dei tassi d’interesse di +0,25% nel prossimo meeting del 14 settembre, che ieri ha pesato sulle Borse europee, che dopo un avvio brillante, hanno chiuso leggermente negative. Milano invariata, Parigi -0,24%, Francoforte -0,10%, Londra -0,16%.
Dall’altra parte dell’Atlantico c'è maggiore convinzione e probabilita’ “implicita” che la Banca centrale USA (FED-Federal Reserve) abbia concluso la fase “restrittiva”, rallentando inflazione ed economia senza causare ricadute troppo negative: in altre parole, alla riunione del 20 settembre la FED potrebbe decidere una pausa sui tassi.
Sul versante delle materie prime energetiche si consolida il trend di contenimento dell'offerta di greggio da parte dei principali membri del cartello Opec+ (14 maggiori esportatori + partners).
La Russia ha confermato la volonta’ di ridurre ulteriormente la sua produzione, scenario non dissimile da quello previsto per l’Arabia Saudita. Sta di fatto che esportazioni di greggio da Arabia Saudita e Kuwait sono ai minimi dalla primavera 2021, e che il prezzo del WTI (greggio di riferimento Usa) ieri e’ salito ancora sino a 85,9 Dollari/barile.
Macro europea: l'indice Sentix sulla fiducia degli investitori nella Zona-Euro e’ sceso ancora ad agosto a -21,5, facendo peggio del previsto, -19,6. L’economia tedesca rivela la congiuntura piu’ difficile, col suo dato nazionale al minimo da luglio 2020.
Stamattina e’ stato diffuso il dato sull’attività dei servizi in Cina, che ad agosto ha rallentato sino al minimo da 8 mesi: l’indice Caixin, frutto di interviste ai responsabili acquisti delle grandi aziende, e’ sceso a 51,8 punti dai 54,1 di luglio, pur restando sopra “quota 50” punti e dunque in area d’espansione, ma ben sotto i 53,6 punti attesi.
Sebbene neI loro complesso i vari sottoindici, compreso quello dei nuovi ordini, scendano rispetto a luglio restando sopra 50, notiamo che quello sugli ordini per l’esportazione scende per la 1’ volta da dicembre 2022 in area di contrazione. In chiave positiva, osserviamo che si tratta comunque dell'8’ mese consecutivo di espansione.
Restando in Cina, il maggior sviluppatore immobiliare privato, Country Garden, in grave crisi finanziaria, ha evitato il default, dopo aver onorato entro la scadenza del periodo di grazia di 30 giorni (alias del 5-6 settembre) il pagamento delle cedole su 2 bond in Dollari per 22,5 milioni.
Stamane, nell’ambito di questo quadro in chiaro-scuro, le maggiori borse della “greater China” hanno chiuso negative: Shanghai -0,8%, Shenzhen -0,7%, China A50 -0,8%, Hong Kong -2,3%, In discreto progresso Tokio +0,27%, sostenuta dalle azioni del settore immobiliare ed elettronico.
Ieri, 4 settembre, dopo la pubblicazione dei deboli dati sui consumi delle famiglie giaponesi a luglio, -5,0%, si e’ registrato un indebolimento dello Yen, che oggi sfiora quota 147 verso US$, da 146,4 della chiusura precedente, giocando in favore dei gruppi esportatori nipponici. Tra la altre borse asiatiche notiamo il +0,9% di Taiwan ed il -0,1% del Kospi50 coreano.
Segno leggermente negativo, in media -0,1% con un acceno di recupero, alle 12.30 CET per le maggiori Borse europee, nonostanti i dati deludenti sul settore dei servizi in Cina, che confermando la dbolezza della ripresa cinese, hanno depresso le chiusure delle piazze asiatiche.
Qualche tensione sul fronte obbligazionario europeo: lo spread di rendimento tra il BTP italiano decennale benchmark e quello dell’omologo Bund tedesco sale stamani, 5 settembre, a 172 punti base, +2 da ieri, col rendimento del BTP benchmark a 4,33%.
Sul mercato valutario l'Euro perde ancora terreno sul Dollaro Usa, toccando 1,076, mentre spicca la debolezza del Dollaro australiano, dopo che la Banca centrale ha deciso di lasciare nuovamente stabili i tassi di interesse.
Nessuna tregua sul prezzo sul petrolio, salito oltre +5% nelle ultime 5 sedute e nuovamente in aumento del +1,9$ stamen, a 87,3 Dollari/barile oggi (ore 14.00 CET): il mercato e’ sempre piu’ convinto di nuovi tagli alla produzione da parte dei membri “pesanti” di Opec+.
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Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree Tactical Daily Update - 11.05.2022Timido rimbalzo ieri in Usa ed Europa: il mood resta comunque molto cauto.
Quadro macro in deterioramento negli Usa, in Cina ed Europa.
Petrolio: peggiorano le prospettive della domanda, ma il prezzo fatica a calare.
La FED riconosce il rischio di deterioramento condizioni finanziarie.
Nella seduta di ieri si e’ verificato l’atteso recupero deI mercati azionari ed obbligazionari, dopo i timori di innescati dai violenti cali del 9 maggio, “lunedì nero”.
Tra i listini azionari europei notiamo Francoforte, +1,2% e Milano, +1,0%, ma anche i progressi di Londra, +0,4%, e di Parigi +0,5%. Discreti recuperi a Wall Street, con chiusure sotto i massimi intraday: Dow -0,26%, S&P500 +0,25% e Nasdaq +0,98%.
Il piccolo rimbalzo di ieri non deve alimentare grandi illusioni: i mercati restano in balia delle paure sui danni causati dall'inflazione troppo alta e persistente che indurra’ le Banche Centrali ad una politica monetaria piu’ restrittiva, dal rallentamento della crescita cinese, europea e globale, e dalle ricadute della guerra in Ucraina, specie sui prezzi delle materie prime energetiche e agricole.
Negli Usa il quadro macro avvalora uno scenario di rallentamento, ma non recessivo: l’occupazione e’ cresciuta sopra livelli pre-Covid, le aziende faticano a trovare personale qualificato e lo attirano aumentando i salari, col rischio di alimentare una spirale inflattiva “prezzi-salari”.
Un rallentamento economico a 12 mesi e’ comunque nelle attese del 28% degli economisti interpellati dal Wall Street Journal.
La Banca Centrale Americana (Federal Reserve), nel rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, indica nel rapido aumento dei tassi d'interesse, nelle conseguenze della guerra Ucraina sulle materie prime e nelle difficolta’ persistenti in alcune catene globali degli approvvigionamenti, le possibili origini del rischio di un significativo deterioramento delle condizioni finanziarie.
Attenzione spasmodica oggi, 11 maggio, per il dato macro piu’ rilevante della settimana, quello sull'inflazione negli Usa, previsto per le 14.30 CET, dal quale si spera emergano i primi sintomi di raffreddamento.
Tuttavia, secondo le previsioni, in aprile i prezzi al consumo (CPI) potrebbero salire ulterioremente a +8,5% annuo, da +8,1%. Il dato “core”, depurato da cibo ed energia, passerebbe da +6,0% a +6,5%.
La Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo (BERD), ha aggiornato le stime sugli effetti del conflitto russo ucraino: l'economia ucraina potrebbe contrarsi di oltre il -30% nel 2022, a causa dell'aggressione militare russa, una previsione peggiore di quella del -20% formulata a marzo.
Dovrebbe rimbalzare, +25%, nel 2023: l’economia della Russia si contrarra’ oltre il -10% nel 2022, senza ripresa nel 2023.
Il prezzo del petrolio si muove contrastato, pur senza crolli: sulla prospettiva della domanda pesano le restrizioni in Cina, principale importatore mondiale, che significano un rallentamento dei consumi energetici. Al rialzo giocano invece le sanzioni contro la Russia e l’offerta rigida dell’Opec+ (Cartello dei maggiori esportatori).
Il prezzo WTI (West Texas Intermediate), segna oggi +2,6% a 102,4 Dollari/barile (ore 14.00 CET): il progresso da inizio anno supera il +32%.
Il prezzo del gas naturale europeo ha segnato +5% ieri, 10 maggio, dopo che l’operatore ucraino dell’infrastruttura di transito ha annunciato lo stop del gas a causa del bombardamento russo alcune infrastrutture per il pompaggio.
Qualche segnale di stabilizzazione sta emergendo sul comparto obbligazionario: il rendimento del Treasury Note Usa decennale e’ sceso a +2,96%, da 3,21% del fine settimana scorsa. Lieve ripiegamento dei rendimento del BTP decennale italiano, stamane a +3,01%, ben sotto al massimo di lunedi’ 9 a +3,19%, mentre lo spread tra Btp 10 anni e Bund tedeschi, conferma l’area 200 bps (ore 13.30 CET).
Ieri alcuni membri del board della Federal Reserve hanno commentato sulle future mosse restrittive: Loretta Mester (Fed di Cleveland) non ha escluso rialzi da +0,75% (!) se l’inflazione eccessiva lo rendesse necessario. Raphael Bostic (Fed di Atlanta), e’ parso piu’ moderato, sottolineando che la Banca Centrale potrebbe essere meno aggressiva se si verificasse un rallentamento della crescita e dell’inflazione.
Mercati valutari piuttosto tranquilli stamani, 11 maggio: il Dollaro resta comunque sui massimi dal 2018 verso le principali valute: il cross con l’Euro segna 1,052 (invariato) e quello con lo Yen giapponese e’ stabile a 130,5. (ore 13.30 CET).
Le borse azionarie cinesi segnano buoni rialzi stamattina, supportate dai futures positivi per Wall Steet (rialzi medi del +0,5%) e dalle aperture europee, e dai confortanti numeri sui nuovi contagi, in netto calo (-50% in un giorno a Shanghai).
L’indice CSI300 di Shanghai e Shenzen ha chiuso a +1,4%, noncurante dei dati sull’inflazione, salita in aprile più del previsto: prezzi alla produzione +8% anuale vs +7,8% stimato. Prezzi al consumo +2,1% annuale, da +1,5% di marzo, sopra le attese di +1,8%.
L’Hang Seng di Hong Kong è salito +1,0% grazie al recupero dei tech, che hanno spinto l’Hang Seng Tech a guadagnare +3,5%. Tra gli altri indici asiatici, Nikkei giapponese +0,2%, Kospi50 coreano +0,1% e Sensex indiano -0,5%.
Le Borse europee, gia’ ben impostate a inizio seduta, chiudono la mattinata con progressi medi del +1,1% (ore 13.00 CET).
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 02.05.2022Amazon delude e deprime tutto il comparto tecnologico: Nasdaq -4,4%.
GDP (PIL) Eurozona non e’ cresciuto nel 1’ trimestre: pesa il marzo “di guerra”.
Anche l’economia cinese rallenta e Pechino corre ai ripari.
Il Dollaro troppo forte preoccupa le imprese esportatrici Usa.
Venerdi’ 29 aprile e’ stata una seduta di rialzi per le Borse europe, noncuranti di alcuni dati macroeconomici che hanno sancito il rallentamento dell’economia dell’Euro zona, alle prese con l’inflazione alle stelle e col prolungarsi del conflitto in Ucraina. Madrid (Ibex) e’ stata la migliore, +0,9% seguita da Milano (FtseMib) +0,8%, Francoforte (Dax40) +0,8%, Londra (Ftse100) +0,5% e Parigi (Cac40) +0,4%.
I dati macro europei di venerdi’ 29 hanno rivelato i contraccolpi della guerra in Ucraina e delle sanzioni incrociate tra Russia e “mondo occidentale. Il GDP (prodotto interno lordo) francese non e’ cresciuto nel primo trimestre 2022, mancando le stime di +0,3% degli analisti, a causa del forte calo dei consumi privati.
La Germania ha fatto un po’ meglio, con un’espansione economica nel trimestre del +0,2%, leggermente migliore del +0,1% atteso, sancendo il ritorno alla crescita dopo il -0,3% del 4’ trimestre 2021. In Italia, l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha comunicato una contrazione del -0,2% trimestrale, un po’ meglio del -0,5% stimato dal Governo nell’ultimo Documento Economico Finanziario (DEF).
Lo scenario di rallentamento economico europeo rende piu’ difficoltoso prevedere le prossime mosse dell’ECB (Banca Centrale Europea), anche se l’ipotesi piu’ accreditata, anche dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in un’intervista a CNBC, e’ un graduale rialzo dei tassi di riferimento nella seconda metà dell'anno.
Nel frattempo la Banca Centrale Usa, a meta’ settimana (mercoledi’ 4 maggio), dovrebbe alzare i tassi di interesse di +0,5%, il piu’ ampio rialzo singolo dal 2000: oggi, 2 maggio, e’ prevista la pubblicazione dell'ISM (Institute Supply Management) manifatturiero, il focus degli analisti sara’ sulla componente “prezzi pagati”.
Qualche scricchiolio si sente anche sul fronte della “corporate USA”: la relazione trimestrale di Amazon ha rivelato utli in forte calo e attese caute sul resto dell’anno, ed anche Apple, pur sfoggiando utili sopra le attese, ha espresso cautela sul resto dell’anno a causa di persistenti strozzature negli approvigionamenti.
Chiusura pesante per Wall Street venerdi’ 29, a cui non e’ estraneo il -14% di Amazon: Dow Jones -2,8%, Nasdaq -4,2% e S&P500 -3,6%: quest’ultimo indice, col calo di venerdi’, ha chiuso il mese di aprile a -8,8%, la peggior performance mensile da marzo 2020, quando “esplosero” pandemia e relativo lock-down.
Anche in Cina le cose non vanno benissimo, come dimostra l’intervento di sostegno da parte della Banca Centrale, che ha immesso liquidita’ addizionale per 10 miliardi di Yuan (1,5 miliardi di Dollari circa), emettendo “pronti contro termine” a 7 giorni remunerati a +2,1% di tasso di interesse.
Il prezzo del petrolio ha un andamento ondivago, ma per ora non accenna a scendere significaticamente, forse nel timore che il possibile totale “stop” agli acquisti europei di greggio russo possano creare fenomeni di carenza e incetta. Tuttavia, il WTI (Greggio di riferimento Usa) stamane, 2 maggio, scende del -3,1% a 101,5 Dollari/barile, su scenari di rallentamento della domanda (ore 12.30 CET).
L’Unione Europea sarebbe vicina al varo di un 6’ round di sanzioni alla Russia che potrebbero portare progressivamente allo stop degli acquisti di petrolio russo, ma anche al divieto per le imprese europee di effettuare consulenze di natura finanziaria, ad esportare una vasta gamma di prodotti chimici, oltre a prevedere un’estensione della lista degli “oligarchi” soggetti a misure sanzionatorie.
Il mercato obligazionario e’ nervoso, nell’attesa delle decisioni delle Banche Centrali sui tassi: il rendimento del BTP decennale italiano stamane, 2 maggio, e’ vicono ai livelli di venerdi’ scorso, a +2,78%, quello dell’omologo Bund tedesco a +0,92%, ed il loro spread e’ salito a 186 bps, il livello piu’ elevato da febbraio 2019. Nella settimana della riunione della FED il Treasury Note decennale rende +2,93%.
Sul mercato valutario permane evidente la forza del Dollaro Usa, che conferma i livelli piu’ elevati da cinque anni nel fixing vero Euro, attorno a 1,052.
Si indebolisce invece lo Yuan cinese, dopo la pubblicazione dell’indice PMI (Purchasing Managers Index) manifatturiero, che segnala il forte calo delle aspettative delle aziende, a 47,4 punti in aprile da 49,5 di marzo. Ancora peggio il calo dell’indice PMI dei servizi, crollato a 41,9 in aprile da 48,4 di marzo, quando il consensus puntava a 47.
Questa settimana parte con la chiusura per festitivita’ di alcune importanti piazze finanziarie, come Hong Kong, Shanghai, Shenzen e Taipei. Il Nikkei giapponese ha perso -0,1%, il Kospi50 coreano -0,4%, l’ASX200 australiano -1,2% ed il Sensex indiano -0,2%.
In Europa, Londra e’ chiusa per “bank holiday” ma, a fine mattinata, tutti i principali listini registrano perdite pesaneti, attorno a -1,5%. (ore 12.30 CET).
I future dell’indice S&P500 anticipano rialzi medi del +0,5%, mentre il prezzo dell’Oro e’ in forte calo, attorno a 1.878 Dollari/oncia, -1,3%.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 29.04.2022Meta (Facebook), Apple ed altri big tech supportano recupero del Nasdaq.
GDP (PIL) Usa in calo nel 1’ Trimestre, pesa deficit commerciale.
Offensiva russa in Ucraina a rilento, ma non le minacce di Mosca all’occidente.
Dollaro Usa molto forte, ai massimi storici contro Yen, oltre 130.
L'economia americana ha registrato un’inattesa contrazione nel primo trimestre 2022, col GDP (prodotto interno lordo) calato del -1,4%, contro attese di consenso di +1,0%, che compromette non poco la prospettiva sull’intero anno. La responsabilita’ e’ per lo piu’ attribuita al maxi deficit della bilancia commerciale, pari a -$ 113 mld, da -87 del 1’ trim. 2021, con una detrazione al GDP pari a -3,2%.
Pesa il calo delle spese governative e delle scorte industriali, mentre tengono bene spese delle famiglie e investimenti delle imprese. Il Presidente Biden, sul tema, sfoggia ottimismo, sottolineando la notevole resilienza dell’economia americana “di fronte a sfide storiche” e l’impatto transitorio di “fattori tecnici".
Il brutto dato sul GDP Usa non ha impedito, ieri 28 aprile, chiusure positive in Europa: Milano +0,9%, Londra +1,1%, Francoforte +1,3% e Parigi +1,00%. Ancora piu’ pimpante Wall Street, galvanizzata dalla trimestrale di Meta (ex Facebook), che ha battuto sugli utili e sul numero di utenti attivi: la sua azione e’ salita del +17%. Alla conclusione degli scambi, Dow Jones +1,9%, S&P500 +2,5% e Nasdaq +3,1%.
La positivita’ degli indici non nasconde tuttavia l’elevata volatilità dei mercati, accentuata dalle reciproche minacce di Russia, Stati Uniti e Unione Europea sulle forniture di gas russo all’Europa e di armi di Europa e Usa all’esercito ucraino. Come noto, la disputa sul gas riguarda le modalità di pagamento delle forniture che il Cremlino vuole in rubli, regola alla quale l'Europa non vuole soggiacere.
Tuttavia sembrerebbe (fonti giornalistiche non verificate) che alcuni operatori europei si stiano attrezzandosi aprendo un conto in rubli presso Gazprombank Suisse, facendo un primo pagamento in valuta forte, trasformato poi in rubli dall’intermediario elevetico, e aggirando di fatto la sanzione UE.
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha chiesto al Congresso 33 miliardi di Dollari a sostegno dell'Ucraina, di cui oltre 20 miliardi per armi, munizioni e altre forme di aiuti militari. Il Presidente russo Putin minaccia una risposta istantanea e proporzionata se USA ed Europa continueranno ad interferire nel conflitto e ad armare l’Ucraina.
Nel frattempo corre l’inflazione europea: in Germania il dato preliminare di aprile ha toccato +7,4%, il secondo piu’ alto della storia della Germania riunificata, spinto ancora dai prezzi dell'energia ma anche dai nuovi colli di bottiglia nella logistica internazionale, cioe’ nelle catene di approvvigionamento.
L'aumento mensile in Germania ha toccato +0,8% (+0,7% il dato armonizzato agli standard dell’Unione Europea). Curiosamente differente l’andamento dell’inflazione al consumo (CPI) in Spagna, dove ha segnato un rallentamento di -0,1% mesile, contro +0,4% stimato.
Nelle trimestrali Usa prevale l’ottimismo. Apple, nel 1’ trimestre 2022 ha aumentato i ricavi del +9% a 94,9 miliardi di Dollari, meglio del previsto, e con un margine operativo lordo del +43,7%, sopra il 43,0% stimato. Molto forti le vendite di I-Phone, ma la Societa’ avverte che nel trimestre in corso potrebbe soffrire di problemi di logistica e di reperibilita’ di componenti.
Amazon ha pubblicato a mercato chiuso (azione a -9% nell’after hour), un aumento dei ricavi del +7% a 116,4 miliardi di Dollari, sotto le attese, segnando la crescita annuale piu’ debole dal 2001. Sotte le attese lanche le previsioni sul secondo trimestre, con ricavi stimati tra 116 e 121 miliardi.
Torna caldo il fronte obbligazionario europeo, col rendimento del BTP decennale italiano che ieri e’ salito oltre il +2,71% , livello record dal 2019. Radicale movimento al rialzo anche di quello del Bund decennale tedesco, oltre +0,90%, per uno spread Btp - Bund sopra 180 bps. Relativamente piu’ calmo il rendimento del Treasury Usa 10 anni, +2,82%, stabile sulla chiusura precedente.
Le materie prime sono di nuovo in tensione, col prezzo del petrolio che e‘ tornato a salire nel pomeriggio di ieri, 28 aprile, portando quello del WTI (greggio di riferimento Usa) a 105,7 Dollari/barile, +3,7%. Stamane lo troviamo a 106,6 (ore 12.30 CET).
Sul mercato dei cambi si impone ancora la forza del Dollaro su tutte le princiapli valute internazionali, e spicca l’ulteriore debolezza dello Yen giapponese, scivolato a 130 contro Dollaro, frutto anche dell’impegno della Banca Centrale del Giappone ad un massiccio programma acquisti di bond sul mercato ed a mantenere a zero i tassi di interesse.
Bene, questa mattina, 29 aprile, le chiusure delle borse asiatiche, che hanno recuperato dopo un avvio incerto. Hang Seng di Hong Kong +4,0%, ma il mese di aprile si chiude con un ribasso del -3,5%. Nikkei di Tokyo +1,7%, -5% il mese. Shanghai +3,4%, Kospi50 +1,8% e -1,1% nel mese, Sensex indiano +0,7%, e -0,2% nel mese.
Listini europei in frazionale risalita anche oggi, 29 aprile: in media +0,5%. Future di Wall Street deboli, in media -1%. (ore 12.45 CET).
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WisdomTree Tactical Update - 24.06.2021Giornata di cali sui mercati azionari europei, nonostante i buoni dati macro PMI Eurozona
Qualche segnale contrastante dai dati macro negli Stati Uniti
Rallentano le vendite di case nuove negli Usa, pesano gli aumenti di prezzo di legname ed altre materie prime
Petrolio ai massimi da 3 anni, grazie a domanda in crescita e calo scorte Usa.
L’effetto tranquillizzante dell’audizione alla Camera del Presidente della Federal Reserve (Banca Centrale Americana), Jerome Powell, assieme ai positivi indicatori macro sull'economia dell’Eurozona, con indice Pmi (Purchasing Managers Index) composito salito a 59,2 punti in giugno (massimo dal 2006), avrebbero potuto dare sostegno alle Borse europee, invece ha prevalso la cautela.
Tutti i listini del “vecchio continente” hanno terminato la seduta di ieri, 23 giugno, in perdita. L’indice FTSE Mib italiano ha segnato -0,94%, il Ftse100 britannico -0,23%, il Cac40 parigino -0,91%, l’Ibex di Madrid -0,82%, e il Dax30 tedesco -1,15%.
Anche Wall Street si e’ mossa poco, col Dow Jones che ha terminato la giornata in lieve ribasso, -0,07% e lo Standard&Poor’s 500 invariato, +0,01%. Il listino tecnologico Nasdaq, con un minimo rialzo, +0,14%, ha stabilito un ulteriore record storico.
La prospettiva delle aziende tecnologiche, evidentemente, ha la meglio sui timori per l’esito della discussione della Commissione Giustizia della Camera Usa su ben sei progetti di legge che puntano a limitare il potere delle grandi aziende tecnologiche tra cui Facebook, Google Apple, Amazon: seguiremo con attenzione gli sviluppi.
Giornata importante, quella di ieri, sul versante ”macro”. L'economia europea è in ripresa, e la crescita della domanda per consumi e investimenti sospingono finalmente gli indici dei servizi (PMI relativo salito a 58,0 da 55,2) oltre a quelli della manifattura, testimoniando l’effetto benefico del re-opening.
Qualche indicazione contrastante e’ emersa invece dai dati Usa di giugno diffusi nel pomeriggio di ieri, 23 maggio.
Mantre l'indice PMI manifatturiero è aumentato a giugno per la tredicesima volta consecutiva, da 61,5 a 62,8 punti, verso stime di 61,5. L'attività nei servizi registra invece una flessione a 64,8 punti, dopo il dato record di maggio a 70,1. Stiamo comunque parlando di una robusta espansione economica.
Anche le vendite di case nuove in maggio negli Stati Uniti hanno un po’ deluso, con un calo del -5,9%, curiosamente identico al dato di aprile, a 769.000, contro attese di 859.000.
Pur senza grande impatto sui mercati, segnaliamo che nel 1’ trimestre del 2021 il deficit USA delle partite correnti è aumentato del +11,8% a $ 196 miliardi, rispetto al trimestre precedente, e pari al 3,6% del prodotto interno lordo, in peggioramento rispetto al 3,3% del 4’ trimestre 2020.
Ha invece fatto notizia ieri, 23 maggio, il crollo delle azioni Fanny Mae (Federal National Mortgage Association), una delle 2 Società a controllo statale che ha in garanzia, per circa $ 11 trilioni, una larga fatta dei mutui immobiliari americani.
Il collasso del prezzo dell’azione si deve alla decisione della Corte Suprema di rigettare l’appello di alcuni detentori dei suoi bond contro la decisione del Board di Fanny Mae di riservare il suo primo utile al Ministro del Tesoro Usa.
Il Treasury Note decennale rende l’1,50%, incorporando attese di inflazione in ridimensionamento nei prossimi mesi: considerato che sulla scadenza a 2 anni il rendimento e’ attorno a 0,25%, si deduce che il differenziale tra le 2 scadenze e’ sceso a 125bps, da circa 160 bps di fine marzo.
Questa riduzione della pendenza della curva dei tassi (in inglese “steepening”) normalmente e’ un indicatore anticipatore (1 o 2 trimestri) di rallentamento dell’economia.
Non e’ detto che lo sia anche questa volta, poiche’ molto dipende dalle scelte della FED (Banca Centrale Americana), nei prossimi mesi, sul tema dei tassi e del “tapering” (riduzione graduale degli acquisti di titoli obbligazionari sul mercato).
Il petrolio conferma i massimi recenti, col WTI (West Texas Intermediate) a 73,5 Dollari/barile, +0,6% ed il Brent (European North Sea) a 75,6 Dollari/barile (+0,6%, ore 10.30 CET) ). sostenuti da una domanda globale di gasoline e jet fuel in piena ripresa e dal calo delle scorte strategiche Usa, ai minimi degli ultimi tre anni.
Qualche cedimento si nota su altre commodities, come i metalli industriali ed il legname, ben sintetizzato, stamattina, dal -0,3% del Bloomberg Commodity Index (ore 8.00 CET).
Stamane, in Asia, poche novita’: il Nikkei 225 giapponese ha segnato -0,05%, e nel China cluster” si notano Shanghai a +0,025 e l’Hang Seng di Hong King a +0,35%. Buona intonazione per il Kospi50 coreano, +0,32% e per il Sensex indiano, +0,42%.
Le piazze azionarie europee sono positive, guadagnando mediamente il +0,7%. Futures su Wall Street in rialzo di circa 0,4% (ore 10.45 CET).
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri .
WisdomTree Tactical Update - 02.06.2021Indici manifatturieri boom in Usa ed Europa. La ripresa e’ forte.
Inflazione europea al 2%, spinta dai prezzi del petrolio.
Il Prezzo del petrolio si impenna dopo la rinione “lampo” dell‘Opec+.
Le Borse mondiali consolidano i massimi storici.
La ripresa economica accelera in Europa e le vaccinazioni stanno producendo il risultato desiderato di ridurre contagi, morti ed ospedalizzazioni. Spinti da una prospettiva favorevole, i listini europei sono saliti ieri, 1’ giugno, a nuovi massimi recenti, per poi ripegare attorno alla parita’ a fine giornata.
Il Ftse Mib italiano, arrivato a guadagnare +0,6%, oltre i 25.500 punti, ha segnato il nuovo massimo post pandemia, superando il livello di 25.478 del 19 febbraio 2020, prima che scoppiasse l'epidemia di Covid-19. Il DAX tedesco, +0,10%, conferma i massimi storici, similmente al CAC 40 francese, +0,05%.
Gli investitori, che a inizio seduta avevamo celebrato dati macro molto forti buoni sulla manifattura, hanno poi risentito del dato sull’inflazione dell’area Euro, salita da 1,6% di aprile a 2,0% di maggio, e dell’apertura incerta di Wall Street.
In effetti, la stima flash di Eurostat (European Union official statistical information) di maggio tocca il 2%, a lungo indicato dall’ECB (Banca Centrale europea) come il livello target ottimale: tuttavia e’ la velocita’ con cui ci si e’ arrivati a creare qualche preoccupazione.
La componente “energetica” rivela il tasso di crescita anni su anno piu’ alto, +13,1% dal 10,4% ad aprile, seguita, a grande distanza, dai servizi, +1,1% da 0,9%, dai beni industriali ex energy, +0,7% da 0,4%, e da alimentari, alcol e tabacco, +0,6%, invariati su aprile.
Escludendo la componente energetica, il tasso di inflazione è 0,9% anno su anno, molto piu’ contenuto che negli Usa.
Gli indici manifatturieri europei, come dicevamo, confermano la forza della ripresa e l’Indice Pmi (Purchasing Manager Index) ha segnato il terzo record assoluto consecutivo assoluto in maggio, con una progressione che non ha precedenti nei quasi 25 anni di rilevazioni. L’indice e’ salito a 63,1 in maggio, da 62,9 di aprile.
Il secondo trimestre dell’anno pertanto, per la manifattura europea, potrebbe ben figurare anche nel confronto con lo stesso periodo 2019, mentre il balzo rispetto al 2’ trimestre 2020 sara’ “favorito” dal contesto emergenziale assoluto della primavera dello scorso anno. Anche in Italia, l'indice è cresciuto molto bene, a 62,3.
Wall Street, chiusa lunedì 31 maggio per il Memorial day, ha vissuto ieri, 1’ giugno, una giornata di conferma dei record recenti, con analisti e investitori che oscillano tra l’ottimismo dei principali dati macro ed il deciso calo dei nuovi casi di Covid-19, e la paura per l’inflazione: Dow Jones +0,13%, S&P500 -0,05%, Nasdaq -0,09%.
In effetti, nel pomeriggio di ieri, sono stati accolti con favore i dati record di maggio sul Pmi manifatturiero Usa, salito a 62,1 punti da 60,5 di aprile, e quelli, sopra le attese, dell'Ism manifatturiero (Institute for the supply management), cresciuto a 61,2 da 60,7 di aprile.
Quasi in contemporanea, tuttavia, l’atteso dato sull’inflazione Pce (Personal consumption expenditures price index) , ha fatto segnare i massimi degli ultimi 13 anni, con una variazione anno su anno del 3,6%, ed una mesile dello 0,6%. La speranza e’ che si verifichi un picco tra maggio e giugno, e che successivamente il fenomeno si attenui.
Di cio’ (transitorieta’ del fenomeno) continua a dirsi convinta la Fed (Banca Centrale Americana), secondo la quale l’attuale dinamica dei prezzi non suggerisce cambiamenti alla sua politica monetaria molto accomodante.
La veloce, meno di un’ora, riunione mensile dell'Opec+ (13 Paesi esportatori di petrolio+partners), svoltasi ieri, 1’ giugno, ha confermato l'impegno assunto lo scorso aprile di ridurre gradualmente i tagli alla produzione in vigore dalla primavera 2020, che significa un aumento dell’offerta di circa 2 milioni di barili/giorno nell’arco del trimestre maggio/luglio 2021.
Dopo l’annuncio della decisone, il greggio Wti (west Texas intermediate) è salito oltre il 3%, superando i 68 Dollari/barile. Si rischia di vederne la ricaduta sull’inflazione dei prossimi 2 mesi.
Sul versante del reddito fisso, l’allarme tassi sembra rientrato. Il rendimento del BTP decennale italiano, e’ ritornato sotto 0,90% (ore 12.20 CET), nonostante i dati macro esplosivi e quelli dell’inflazione sopra le attese.
Lo spread tra il BTP decennale italiano e l’omologo tedesco resta in area 109 bps, in “rientro” dai 123 bps del 19 aprile.
Stamane, le chiusure asiatiche rivelano debolezza delle borse cinesi: Shanghai -0,78%, Shenzhen-1,18%. Il Nikkei giapponese e’ salito +0,46%, il Kospi50 coreano ha perso il -0,29%.
Il listini europei sono in lieve rialzo, +0,2% medio (ore 12.30 CET). L’oro e’ immobile attorno a 1.900 Dollari/oncia, consolidanto i progressi recenti.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.01.2026Situazione meno tesa tra USA-Iran, ma Trump insite sulla Groenlandia.
Otto Paesi europei potenzialmente sanzionati dagli Usa.
Ancora acquisti massicci su metalli preziosi ed industriali.
Focus su inflazione Usa ed Europa: dati di dicembre in uscita.
La seduta di venerdì 16 gennaio si è chiusa all’insegna di un cauto miglioramento del sentiment globale, sostenuto dall’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, pur con l’opzione militare che resta esplicitamente sul tavolo, e dal ritorno in primo piano dei titoli tecnologici, tornati a guidare con decisione il rimbalzo dei mercati azionari.
A rafforzare il comparto è arrivata l’intesa siglata da Washington e Taiwan, che prevede la riduzione dei dazi generalizzati dal 20% al 15% e importanti investimenti nel settore tecnologico e nei semiconduttori.
Un accordo che, se da un lato sostiene l’azionario Usa, dall’altro rischia di riaccendere le tensioni con Pechino, aggiungendo un nuovo elemento di instabilità geopolitica allo scenario globale. Sul fronte societario, riflettori puntati su TSMC, che ha beneficiato della pubblicazione di utili in crescita del +35% nel quarto trimestre, trascinando al rialzo l’intero comparto tech.
A sostenere Wall Street hanno contribuito anche i titoli finanziari, con Goldman Sachs e Morgan Stanley in deciso progresso dopo la pubblicazione dei numeri gtrimestrali, favorendo una seduta complessivamente positiva per l’azionario americano.
In Europa, invece, le Borse hanno chiuso deboli una giornata povera di spunti, con Wall Street poco sopra la parità: Francoforte -0,30%, Parigi -0,65%, Londra -0,06%, Milano -0,11%.
Ancora una volta, Donald Trump resta il principale catalizzatore del dibattito politico-finanziario. Il Presidente non ha escluso l’ipotesi di nuovi dazi verso i Paesi contrari alla posizione Usa sulla Groenlandia, definita strategica per la “sicurezza nazionale”.
Autoproclamatosi “tariff king”, Trump ha ribadito che un’eventuale sconfitta dell’amministrazione alla Corte Suprema sui dazi sarebbe una “vergogna” per il Paese, sostenendo al contempo che, nonostante “l’eredità di un disastro”, l’inflazione sta scendendo.
Nel mirino anche i “politici corrotti dal Minnesota alla California” e una nuova offensiva contro l’Obamacare, accusato di favorire le assicurazioni più che i cittadini.
Sul fronte sanitario, Trump ha annunciato un piano da 50 miliardi di dollari per rafforzare i servizi nelle comunità rurali, colpite dalla chiusura di numerosi ospedali dopo i tagli degli ultimi anni, puntando il dito contro l’amministrazione Obama.
Intanto il Financial Times ha riportato che la prima vendita di greggio venezuelano negli Stati Uniti ha coinvolto una società legata a Vitol: un suo importante trader petrolifero, John Addison, ha donato alla campagna per la rielezione di Trump e partecipato a un incontro alla Casa Bianca.
L’operazione apre la strada al controverso piano per la vendita fino a 50 milioni di barili di petrolio/anno venezuelano. Anche Trafigura avrebbe acquistato 250 milioni di dollari di greggio, dopo aver speso 525.000 dollari in lobbying negli Stati Uniti tra il 2024 e il 2025.
Sul piano monetario, l’attenzione resta alta sull’indagine su Jerome Powell. Il mandato da Chairman della Fed scade il 15 maggio, ma Powell resta uno dei sette Governatori fino al 2028. Una sua permanenza romperebbe la tradizione storica e limiterebbe la capacità della Casa Bianca di ottenere la maggioranza nel board, anche nel caso di nomina di un nuovo Chairman.
In Europa, il Bollettino economico di Bankitalia di gennaio 2026 segnala che nel quarto trimestre l’economia italiana ha continuato a espandersi moderatamente, sostenuta dai servizi e da un recupero dell’industria, mentre la manifattura resta esposta alla crescente concorrenza cinese.
I mercati guardano ora ai dati sull’inflazione dell’Eurozona di dicembre: attese per un CPI al +2% e un core al +2,3%, invariati rispetto a novembre, con una Banca Centrale Europea attendista nei prossimi mesi.
Il weekend ha però peggiorato bruscamente il quadro: la minaccia di dazi verso otto Paesi europei ha spinto gli investitori verso i beni rifugio. Stamattina, 19 gennaio, metalli preziosi sui massimi storici, dollaro e bitcoin in calo, Borse europee attorno a -1,4% a fine mattinata. Wall Street è chiusa per festività, mentre i future sui maggiori indici cedono -1,1% (ore 13.00 CET).
In Asia-Pacifico, mercati contrastati: Kospi di Seul +1,5%, dodicesima seduta positiva consecutiva e nuovo record; Taiwan aggiorna i massimi con il Taiex +1%, ma con avvertimento Usa: dazi fino al 100% per chi non rispetta gli impegni sugli investimenti.
Hang Seng -1%, CSI300 -0,2%. La Cina chiude il 2025 con un Pil +5%, sopra il +4,9% atteso, ma con un quarto trimestre a +4,5%, il ritmo più lento dal 2022.
A Tokyo, Nikkei -1% e tensioni sui JGB: rendimento dei titoli a 30 anni al 3,58%, +10 pb, massimo storico; decennali e ventennali sui livelli più alti dal 1999.
Sul fronte materie prime, il Bloomberg Commodity Index (113,70 USD) segna la seconda settimana positiva (+1,3%), ai massimi da quattro anni, trainato da oro a 4.670 USD/oncia e argento a 93,30 USD, entrambi su record. Da inizio anno l’argento guadagna +30%, contro +8% dell’oro.
Nel comparto crypto, Bitcoin a 92.500 USD, -2,8% oggi, pur chiudendo la settimana a +5%, la migliore da ottobre, dopo lo stop al disegno di legge Usa sulle criptovalute.
Infine, sul mercato obbligazionario, settimana negativa per il Treasury decennale (-0,4%), rendimento al 4,22%, mentre in Eurozona il BTP decennale segna +0,22%, rendimento al 3,45% e spread intorno a 60 pb, sui minimi dal 2008.
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WisdomTree - Tactical Daily Update . 16.01.2025Nuovi massimi storici a Wall Street, che non teme le tensioni USA-Iran.
Le Borse europee sono più caute, con rotazione di temi verso il «value».
Interesse ancora altissimo per metalli preziosi e industriali.
Le Borse asiatiche ed emergenti continuano a sovra-performare.
Dopo un anno segnato da rialzi record su azioni e metalli preziosi, la seduta di ieri, 15 gennaio, ha mostrato un fisiologico rallentamento. I mercati hanno tirato il fiato, in attesa di capire se le nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti resteranno sul piano delle minacce o apriranno un nuovo fronte di instabilità geopopolitica. Il contesto resta delicato, ma la reazione degli investitori è stata composta, segno di un sentiment ancora costruttivo.
In Europa le chiusure sono risultate eterogenee. Francoforte (+0,19%), Milano (+0,44%) e Londra (+0,49%) hanno chiuso in rialzo, mentre Parigi (-0,21%) ha mostrato una lieve correzione. Piazza Affari continua a beneficiare del miglioramento del quadro obbligazionario: lo spread Btp-Bund è sceso a 63 punti base, in lieve calo dai 64 punti dell’avvio, mentre il rendimento del decennale italiano si è attestato al 3,44%.
Sul mercato valutario il dollaro ha rafforzato la presa. L’euro ha chiuso a 1,161 contro il biglietto verde (-0,3%) e ha perso -0,2% sullo yen, a quota 183,9, riflettendo la revisione delle aspettative sui tassi Usa alla luce di dati macro più solidi del previsto.
A Wall Street il focus resta sugli utili e sulla tecnologia. I risultati trimestrali di Tsmc (+4%) hanno riacceso l’interesse per il comparto dei semiconduttori. Taiwan Semiconductor ha registrato un altro trimestre record, con utili in crescita del 35%, rafforzando la fiducia degli investitori nel ciclo dell’intelligenza artificiale. Il titolo ha guadagnato fino a oltre +6%, trascinando l’intero cluster, da Micron Technology a Nvidia e Amd.
Nel comparto finanziario, gli analisti statunitensi guardano con moderato ottimismo ai risultati di Morgan Stanley e Goldman Sachs, che hanno chiuso la stagione delle grandi banche. L’azionario Usa ha terminato la seduta in territorio positivo: Dow Jones +0,60%, S&P 500 +0,26%, Nasdaq +0,25%.
A rafforzare il quadro contribuiscono anche i conti di BlackRock. Il colosso dell’asset management ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile rettificato di 2,18 miliardi di dollari, pari a 13,16 dollari per azione, in crescita rispetto agli 1,87 miliardi e 11,93 dollari per azione dell’anno precedente. Il risultato è stato trainato dai forti afflussi negli ETF e dalla crescente domanda per prodotti indicizzati a basso costo.
Sul fronte macro Usa, i dati hanno sorpreso in positivo. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese a 198 mila, dalle 208 mila precedenti, meglio delle attese di 215 mila. L’indice della Fed di Filadelfia è balzato a +12,6, dai -10,2 precedenti, contro stime di -1,4. Anche la manifattura dello Stato di New York è migliorata, salendo a +7,7 da -3,7, sopra le attese di +1. Alla luce di questi numeri, il mercato ha spostato le aspettative per il primo taglio dei tassi verso la metà dell’anno.
In Italia, il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ha riconosciuto che l’economia ha sorpreso per capacità di adattamento, tornando a crescere in linea con l’area euro, ma ha avvertito che la crescita si è recentemente indebolita e resterà modesta nei prossimi anni. Il rallentamento riporta al centro le debolezze strutturali, dalla produttività stagnante alla bassa innovazione, con effetti su redditi e salari.
Oggi, 16 gennaio, i mercati asiatici offrono segnali nel complesso positivi. In Corea del Sud, il Kospi segna un nuovo record (+0,9%), centrando l’undicesimo rialzo consecutivo. Gli investitori esteri hanno acquistato azioni coreane per 448,9 milioni di dollari, mentre il won continua a indebolirsi, mettendo alla prova le autorità. A Taiwan, il Taiex sale del 2% e TSMC (+3%) tocca un nuovo massimo storico, sostenuta anche dall’accordo per ridurre i dazi sui beni dell’isola e aumentare gli investimenti tecnologici negli Stati Uniti, come confermato dal Dipartimento del Commercio Usa.
A Tokyo, il Nikkei 225 scende dello 0,3%, ma chiude la settimana con un robusto +5,8%. Lo yen resta sui minimi da 40 anni contro il dollaro, spingendo il ministro delle Finanze Satsuki Katayama a ribadire la disponibilità a interventi decisi se necessario. Altrove: Hong Kong -0,4%, CSI 300 -0,2%, Sydney +0,4%, Mumbai +0,8%.
Tornando all’Europa, il mercato obbligazionario continua a lanciare segnali costruttivi. Lo spread Btp-Bund è sceso a 59 punti base, dimezzandosi di 58 punti base in un anno e toccando i minimi dal 2008. Il Btp decennale rende il 3,40%, mentre il Bund è risalito dal 2,78% al 2,82%. Il movimento riflette anche la scelta del governo Merz di superare il freno al debito per finanziare un maxi piano di riarmo e infrastrutture.
Il “caso Italia” beneficia inoltre di dati incoraggianti: produzione industriale di novembre +1,5% m/m (attese +0,5%), detenzioni estere di titoli di Stato a 871,66 miliardi (da 849,7), retail a 407 miliardi (da 392). A novembre il debito pubblico è sceso a 3.124 miliardi, da 3.131.
Sulle materie prime, il Brent scambia a 63,60 dollari al barile, dopo il -4% di giovedì. Il bilancio settimanale è +0,3%, quello da inizio anno +5%, ma la visione resta prudente per un’offerta globale superiore alla domanda, nonostante l’Opec preveda equilibrio nel 2026.
Infine, oro (4.610 dollari l’oncia) e argento (91,10 dollari) restano nell’area dei massimi storici: +2% settimanale l’oro, +14% l’argento. La geopolitica e un dollaro forte continuano a sostenere la domanda di beni rifugio, mentre l’euro/dollaro è sceso sotto 1,16 per la prima volta da inizio dicembre.
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Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 13.01.2026Borse Usa ed Europee composte e sui massimi, ignorano turbolenze globali.
Iniziano le trimestrali Usa: utili a verificare il recente recupero del «value».
Fronti «caldi»: Powell sotto inchiesta, tetto interessi su carte credito USA.
FCryptos in recupero, alla chetichella. Ancora euforia su preziosi e terre rare.
Mercati: lo scontro Trump–Fed non spaventa Wall Street. Oro e asset reali ancora in primo piano. L’attacco frontale di Donald Trump alla Federal Reserve, culminato con l’avvio di un’indagine penale federale sul presidente Jerome Powell, non ha destabilizzato i mercati azionari nella seduta di ieri, 12 gennaio.
Un dato sorprendente, considerando che il livello di tensione tra la Casa Bianca e la banca centrale non ha precedenti nella storia recente. Powell ha parlato apertamente di “minacce e pressioni politiche” esercitate dall’amministrazione Usa per condizionare la politica monetaria. Eppure, paradossalmente, proprio questo scontro potrebbe ridurre la probabilità di nuovi tagli ai tassi, almeno nel breve termine, rafforzando la prudenza della Fed.
Le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso ma senza scossoni: Ftse Mib di Milano -0,21%, CAC 40 di Parigi -0,52%, DAX 40 di Francoforte -0,25%, IBEX 35 di Madrid -0,03%, AEX di Amsterdam +0,17%, FTSE 100 di Londra -0,04%. Il messaggio è chiaro: prevale la cautela, non la fuga dal rischio.
Wall Street ieri sera ha comunque archiviato la seduta in territorio positivo: Dow Jones +0,17%, Nasdaq +0,26%. Sotto i riflettori Alphabet, che ha superato per la prima volta i 4.000 miliardi di Dollari di capitalizzazione, conquistando i “titoli di testa” dei media finanziari e non.
Beni rifugio protagonisti, Dollaro sotto pressione, ma non troppa. Il clima di incertezza geopolitica e macroeconomica ha rafforzato la corsa verso i beni rifugio. Oro e argento hanno aggiornato nuovi record intraday, mentre il dollaro ha mostrato segni di debolezza.
Neppure la proposta di Trump di limitare al 10% i tassi sulle carte di credito per un anno ha innescato volatilità. I critici temono un effetto boomerang: meno credito, margini bancari compressi e danni indiretti ai consumatori. Ma gli investitori, almeno per ora, restano tranquilli, e attenono lo sviluppo dei fatti, sapendo che i grandi player non saranno inerti alla proposta.
Intanto questa settimana prende il via la stagione delle trimestrali delle grandi banche Usa: da JPMorgan Chase e Goldman Sachs fino a Bank of America e Morgan Stanley.
Oro oltre 4.600 Dollari/oncia. Il metallo “raro e prezioso” segna un nuovo traguardo storico, superando per la prima volta i 4.600 dollari/oncia. A sostenerlo sono tensioni geopolitiche, incertezze macro, acquisti di banche centrali ed ETF, e l’inedito scontro istituzionale tra Trump e la Fed.
Questa mattina, 13 gennaio in Asia-Pacifico spiccano diversi nuovi record: il Nikkei225 vola del +3,1%, toccando il massimo intraday a 53.814 punti, dopo la breve pausa festiva di ieri. Sullo sfondo, aleggia l’ipotesi di elezioni anticipate da parte della premier Sanae Takaichi, per rafforzare il mandato a favore di una politica di maggiore spesa pubblica.
Il rally è comunque trainato dal tech: Advantest +8,5%, Tokyo Electron +8,3%, SoftBank Group +4,3%, per citare qualche protagonista.
Nel resto dell’Asia: Hang Seng +0,65% (poi +1% nell’after market), Shanghai Composite -0,6%, ma a spiccare è il debutto esplosivo per GigaDevice Semiconductor, che balza del +50% nel primo giorno di contrattazioni. In Corea, il Kospi di Seoul aggiorna i massimi storici (+0,9%), mentre il won si indebolisce per il nono giorno consecutivo contro il dollaro, la serie negativa più lunga dal 2008.
In India, il Sensex chiude poco mosso: l’inflazione accelera a dicembre ma resta dentro il target della RBI, lasciando ampio spazio di manovra alla banca centrale. Sul fronte geopolitico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz auspica un accordo di libero scambio UE–India entro fine gennaio.
Materie prime: petrolio e metalli sotto i riflettori. Il prezzo del Brent (greggio di riferimento europeo) consolida a 64 dollari/barile, accumulando tre sedute positive consecutive che portano il guadagno da inizio anno a circa +5%, dopo un 2025 molto negativo.
Le tensioni restano elevate: l’Iran rivendica il controllo interno dopo le proteste, Trump valuta le opzioni “interventiste” sul fronte iraniano, ed in parallelo monitora il possibile rilancio produttivo del Venezuela post-Maduro. A sorpresa, Trump ha anche ventilato l’esclusione di Exxon dai progetti venezuelani, giudicata troppo tiepida sugli investimenti.
L’Indice Bloomberg Commodity sale a 113,70, massimo da oltre tre anni. Al centro dell’attenzione le terre rare: il G7 accelera sulle catene di approvvigionamento, mentre l’Australia annuncia una riserva strategica da 800 milioni di dollari focalizzata su antimonio, gallio e minerali critici. L’argento, più volatile dell’oro, potrebbe reagire in modo amplificato a tassi e dollaro, sostenuto anche dalla domanda industriale (fotovoltaico, 5G, automotive, elettronica etc).
Cripto: segnali di ripresa. Bitcoin sale per il terzo giorno consecutivo, sfiorando 92.000 dollari (+5% YTD). Strategy, primo detentore mondiale, ha raccolto 1,25 miliardi di dollari collocando azioni e acquistato 13.627 BTC a un prezzo medio di 91.519 dollari, mantenendo ampio spazio per ulteriori emissioni.
Sul reddito fisso prevale la calma: il BTP decennale italiano rebde 3,47%, e lo spread BTP–Bund scende a 62 pb, minimo dal 2008. Negli Usa, lo yield del Treasury decennale è stabile al 4,19%. Attesa oggi per l’inflazione Usa di dicembre: consenso a +2,7% a/a (core +2,7%). Un dato sopra le attese potrebbe frenare i bond lunghi e sostenere il dollaro.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 08.01.2026Borse globali disturbate dalle tensioni internazionali su più fronti.
Il clima geopolitico innesca i primi rialzo dei rendimenti obbligazionari.
Gli Usa sequestrano 2 navi con greggio venezuelano.
Metalli preziosi e industriali in pausa, ma trend di fondo ancora forte.
Il 2026 dei mercati si apre con lo sguardo più rivolto alla geopolitica che ai fondamentali. Nella seduta di martedì 7 gennaio, il moltiplicarsi dei fronti di tensione internazionali ha inciso sull’umore degli investitori, spingendo le Borse europee a chiudere contrastate e alimentando una diffusa cautela.
A dominare la scena sono stati ancora una volta energia, sanzioni e politica estera, con il mercato impegnato a decifrare le prossime mosse del presidente Usa Donald Trump, tra Groenlandia, Venezuela e controllo delle forniture petrolifere.
Il catalizzatore principale è arrivato dal nuovo strappo tra Washington e Mosca. Gli Stati Uniti hanno sequestrato la petroliera russa Marinera, provocando dure proteste del Cremlino.
La nave era da oltre due settimane nel mirino delle autorità americane: avrebbe tentato di caricare greggio in un porto venezuelano ed è sospettata di violazioni delle sanzioni, inclusi trasporti di petrolio iraniano. Un episodio che riaccende i riflettori sulle rotte energetiche globali e sulle tensioni tra grandi potenze.
A rafforzare l’atteggiamento prudente hanno contribuito anche dati macroeconomici statunitensi in chiaroscuro. Dopo i recenti massimi, gli investitori hanno approfittato della fase per ribilanciare i portafogli, aumentando l’esposizione al comparto obbligazionario. Ne è derivato un calo generalizzato dei rendimenti dei bond, che ha sottratto slancio ai listini azionari.
Sul fronte europeo, arrivano segnali di raffreddamento dell’inflazione. In dicembre l’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2%, dal 2,1% di novembre, secondo la stima preliminare di Eurostat. L’inflazione core si è attestata al 2,3%.
Guardando alle singole componenti, i servizi restano sostenuti al 3,4% annuo (dal 3,5%), mentre alimentari, alcol e tabacco salgono al 2,6% (dal 2,4%). In rallentamento i beni industriali, allo 0,4% (dallo 0,5%), e soprattutto l’energia, che passa a -1,9% dopo il -0,5% di novembre.
Per l’Italia, l’Istat segnala che nel 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti in media dell’1,5%, in accelerazione rispetto al +1% del 2024. Nella media dell’anno, la variazione dell’indice Ipca si colloca a +1,7%, contro il +1,1% dell’anno precedente.
Oltreoceano, l’attenzione è già tutta rivolta a venerdì, quando saranno pubblicati i dati sul mercato del lavoro Usa, cruciali per le prossime decisioni della Fed.
I segnali recenti sono contrastanti: a dicembre il settore dei servizi ha registrato l’espansione più rapida da oltre un anno, ma secondo Adp le imprese private hanno creato meno posti di lavoro del previsto.
Le offerte di lavoro sono diminuite più delle attese a novembre e il ritmo delle assunzioni ha rallentato. Nel dettaglio, le posizioni lavorative aperte sono calate di 303mila unità, scendendo a 7,146 milioni a fine novembre, secondo il report Jolts del Dipartimento del Lavoro. Il dato di ottobre è stato rivisto al ribasso a 7,449 milioni, dai precedenti 7,670 milioni.
Per molti economisti, a pesare sono l’incertezza politica e il crescente ricorso all’intelligenza artificiale, che rende le aziende più caute nelle decisioni di assunzione.
In questo contesto, Wall Street ha chiuso con indici divergenti: Dow Jones -0,94%, S&P 500 -0,34%, mentre il Nasdaq ha limitato le perdite con un +0,16%.
In Europa, invece, tornano sotto i riflettori le azioni della difesa. A Milano, Leonardo ha guadagnato +5,1% e Fincantieri +5,3%, dopo le aperture di Francia e Regno Unito all’ipotesi di schierare truppe in Ucraina in caso di tregua con la Russia.
Il petrolio resta uno snodo chiave. Le tensioni sul Venezuela spingono le quotazioni verso i minimi di metà dicembre 2025, con il Brent in area 60 dollari al barile e il Wti attorno a 56 dollari. Sullo sfondo pesa il rischio di un eccesso di offerta, qualora il greggio venezuelano tornasse sul mercato.
Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump starebbe lavorando da anni a un piano per controllare l’industria petrolifera venezuelana, con l’obiettivo di portare i prezzi verso i 50 dollari al barile, ridurre l’inflazione e limitare l’accesso della Cina alle forniture.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread BTp-Bund ha chiuso a 70 punti base, in lieve aumento, mentre il rendimento del BTp decennale è sceso al 3,51% dal 3,54% della vigilia.
Nella mattinata di oggi, 8 gennaio, prevale il segno meno in Asia-Pacifico. L’MSCI Asia Pacific cede -0,3%, con CSI300 -1,1%, Hang Seng -1,8%, Taiex -0,2%. A Tokyo, il Nikkei 225 perde -1,7%, penalizzato dal calo dei salari reali, scesi del 2,8% a novembre, undicesimo mese consecutivo di flessione.
A Seoul, il Kospi oscilla attorno alla parità dopo i nuovi record, sostenuto dai conti di Samsung Electronics, che ha riportato un utile operativo preliminare di 13,8 miliardi di dollari (+208%) e ricavi in crescita del 23%, trainati dalla domanda di chip per l’intelligenza artificiale.
Infine, sulle materie prime, oro -0,8% e argento -3,3%, mentre la Banca centrale cinese continua ad accumulare metallo giallo per il 14° mese consecutivo: 30.000 once troy nell’ultimo mese e 1,35 milioni di once complessive, pari a 42 tonnellate, da novembre 2024.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 07.01.2026Un inizio 2026 ancora positivo, ma il mood è guardingo.
L’inflzione europea si conferma moderata, attorno al 2% target.
Il blitz Usa a Caracas non muove il prezzo del greggio, sempre depresso.
Borse asiatiche ancora ben acquistate: prosegue la rimonta del tech cinese.
Sui mercati finanziari continua a dominare l’ottimismo. Anche nella seduta di lunedì 6 gennaio, gli investitori hanno scelto di mettere tra parentesi le tensioni geopolitiche, archiviando senza troppi scossoni l’attacco statunitense al Venezuela del fine settimana e la cattura del presidente Maduro.
Un segnale chiaro: la propensione al rischio resta elevata e il mercato continua a guardare oltre le crisi, privilegiando fondamentali e politica monetaria.
In Europa, i listini hanno chiuso prevalentemente in territorio positivo, con l’eccezione di Milano, fanalino di coda. Londra ha guidato i rialzi con il Ftse100 a +1,17%, mentre a Francoforte il Dax ha superato per la prima volta quota 24.900, aggiornando i massimi storici e chiudendo a +0,19%. Seduta costruttiva anche per Parigi (+0,32%) e Madrid (+0,17%), mentre Milano ha chiuso in controtendenza a -0,20%.
Lo sguardo degli investitori è ora puntato sugli Stati Uniti. La settimana è infatti ricca di dati sul mercato del lavoro americano, culminanti nel report sull’occupazione di dicembre atteso venerdì.
Numeri cruciali per valutare le prossime mosse della Federal Reserve, in un contesto in cui analisti e mercati continuano a prezzare ulteriori tagli dei tassi nel corso del 2026.
Sul fronte europeo, il dibattito monetario e istituzionale si intreccia con quello geopolitico.
François Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio direttivo BCE, ha lanciato un avvertimento netto: le critiche dell’amministrazione Trump all’indipendenza della Fed, unite ai dubbi sulla disciplina fiscale degli Stati Uniti e all’uso aggressivo dei dazi, rischiano di minare alcuni pilastri del predominio globale del dollaro.
Secondo Villeroy, questo scenario potrebbe spingere diverse giurisdizioni a sviluppare sistemi di pagamento alternativi, aprendo uno spazio strategico per l’euro.
Intanto, i dati macro offrono segnali contrastanti. In Germania, l’inflazione di dicembre 2025 è stimata al +1,8%, in netto rallentamento rispetto al +2,3% di novembre, con prezzi al consumo invariati su base mensile.
La media annua 2025 dovrebbe attestarsi al +2,2%, mentre l’inflazione “core”, al netto di energia e alimentari, è vista al 2,4%. Le previsioni 2026 indicano tuttavia un’inflazione ancora sopra la soglia del 2%.
In Francia, il tasso annuo è sceso a 0,8% dallo 0,9% precedente, mentre i Pmi servizi e composito dell’Eurozona segnalano un generale rallentamento dell’attività.
Sul fronte delle materie prime, continua la corsa dei metalli industriali, col rame assoluto protagonista: per la prima volta ha superato la soglia dei 13.000 dollari/tonnellata, toccando un massimo storico a 13.387.
Alla base del movimento, le aspettative di una possibile tariffa statunitense sui metalli raffinati, che ha spinto a un accumulo di scorte negli Stati Uniti, lasciando il resto del mondo più esposto sul fronte dell’offerta.
Sul mercato valutario, l’euro ha chiuso in calo contro dollaro, scendendo a 1,169 (-0,2%), mentre resta invariato contro yen giapponese a 183,1. Poco mosso il dollaro/yen, a 156,6 (+0,2%). In risalita il gas naturale europeo, a 27,8 euro/megawattora, comunque vicino al minimo degli ultimi 20 mesi (26,8). L’abbondanza dell’offerta, grazie a una produzione record negli Stati Uniti e a nuovi contratti con produttori mediorientali, ha portato nel 2025 a un aumento del 28% delle importazioni europee.
La mattina di martedì 7 gennaio vede un rallentamento dei mercati asiatici, nonostante i nuovi record a Wall Street. L’MSCI Asia Pacific cede -0,6%, primo ribasso dell’anno dopo quattro sedute positive che avevano portato il guadagno 2026 al +4%.
In Giappone, Nikkei225 -1,1%, mentre dalla Cina emergono indiscrezioni su controlli più severi sulle licenze di esportazione dei minerali verso il Giappone. Le terre rare si confermano così uno strumento chiave nelle tensioni commerciali globali.
Nell’area della greater China, il CSI300 arretra -0,4%, l’Hang Seng -1,3% e il Taiex di Taipei -0,5%. A Hong Kong si guarda con interesse alla possibile IPO di Kunlunxin, divisione di Baidu attiva nei chip per intelligenza artificiale e data center.
Spicca ancora la Corea: il Kospi ha segnato quattro record consecutivi, portando il guadagno 2026 oltre l’8%, dopo +60% (in euro) nel 2025.
A metà mattinata europea (ore 12.00 CET), future USA e indici europei si muovono poco, intorno a +0,2%. Debole il petrolio, col Brent a 59,8 dollari/barile (-1,1%), mentre resta centrale il dossier Venezuela: Trump ha dichiarato che Caracas “consegnerà” agli USA tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio sanzionato, portando potenziale tensione sull’offerta globale.
I beni rifugio restano ben supportati. Oro a 4.458 dollari/oncia e argento a 79,2 arretrano solo marginalmente dopo tre rialzi consecutivo. Morgan Stanley prevede l’oro a 4.800 dollari entro il quarto trimestre 2026, citando tagli dei tassi, cambio ai vertici della Fed e acquisti delle banche centrali. Il record di 4.549 dollari del 26 dicembre per ora tiene.
Per l’argento, dopo il +147% nel 2025, giocano in favore il deficit strutturale e le nuove regole cinesi sulle licenze di esportazione.
Nel “mondo crypto”: Bitcoin -0,8%, dopo -0,9% di martedì, mentre il Financial Times rilancia il tema dell’euro digitale, sottolineando come la vera priorità per l’Europa sia la versione “all’ingrosso”, cruciale per la finanza tokenizzata e l’integrazione dei mercati dei capitali.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 23.12.2025Una volta di più, è la tecnologia a spingere Wall Street all’insù.
Al momento, dicembre sarebbe l’ottavo mese di rialzi per lo S&P500.
Oro e argento continuano a salire, e con loro rame, litio, cobalto, etc.
Occhi aperti sui dati macro Usa, compresi i «tardivi» causa shutdown.
Ieri, 22 dicembre, Wall Street ha archiviato la seduta in rialzo, sostenuta dai titoli legati all’intelligenza artificiale, mentre prosegue il rimbalzo del comparto tecnologico. L’attenzione degli operatori resta concentrata sulle prossime mosse delle banche centrali e, in particolare, sulla scommessa di due tagli dei tassi da parte della Fed nel 2026.
L’intonazione positiva di Wall Street non si è però riflessa sulle Borse europee, che hanno chiuso in calo la prima seduta della settimana natalizia, destinata a vedere gran parte delle piazze chiuse per festività a partire da domani, 24 dicembre. Milano ha terminato in ribasso dello 0,37%, in linea con Parigi, mentre Madrid e Francoforte hanno chiuso poco mosse.
Gli investitori continuano a guardare alla Federal Reserve, scommettendo su due riduzioni dei tassi nel 2026 dopo la serie di dati macroeconomici diffusi la scorsa settimana. Sullo sfondo pesano anche la nomina del nuovo presidente della Fed, chiamato a sostituire Jerome Powell, più volte criticato da Donald Trump, e le tensioni geopolitiche, dal Venezuela all’Ucraina. Oggi riflettori puntati sui dati sulla fiducia dei consumatori statunitensi.
A New York, gli indici hanno chiuso tutti in territorio positivo: Dow Jones +0,47%, Nasdaq +0,52%, S&P 500 +0,64%. L’S&P 500 ha azzerato la perdita accumulata dall’inizio del mese e si avvia a concludere l’ottavo mese consecutivo di rialzi. L’attenzione degli operatori resta ora sui dati macro, con particolare riferimento agli occupati settimanali ADP e alla fiducia dei consumatori di dicembre, oltre alle stime preliminari sulla crescita del Pil nel terzo trimestre.
A trainare la seduta sono stati ancora una volta i titoli legati all’intelligenza artificiale: Nvidia ha guadagnato oltre l’1%, dopo indiscrezioni secondo cui l’azienda prevede di iniziare le spedizioni dei chip H200 verso la Cina entro metà febbraio. In rialzo anche Micron Technology e Oracle. Tra gli altri titoli, Warner Bros. Discovery ha messo a segno un progresso di circa 3 punti percentuali, dopo che Paramount Skydance ha annunciato che Larry Ellison garantirà l’offerta per la società madre di HBO, che ha già accettato un’offerta da Netflix. In questo contesto, le azioni Paramount sono salite, mentre quelle di Netflix hanno chiuso in calo.
Le tensioni geopolitiche e le attese di nuovi tagli dei tassi da parte della Fed hanno sostenuto i metalli preziosi, con l’oro che ha toccato un nuovo massimo storico. Il contratto spot ha superato i 4.435 dollari l’oncia, oltre il precedente record di 4.381 dollari registrato lo scorso ottobre, con rialzi anche sul mercato dei future. Positivo anche l’andamento degli altri metalli preziosi, a partire dall’argento, e del petrolio, in crescita di oltre 2 punti percentuali. Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro resta sopra quota 1,17.
Seduta in rialzo per lo spread BTp-Bund, in un contesto caratterizzato da forti acquisti sui bond dell’Eurozona e da una netta sottoperformance dei titoli italiani rispetto agli altri sovrani. Il rendimento del BTp decennale benchmark è salito al 3,60%, dal 3,54% della chiusura precedente. A fine seduta, il differenziale tra il BTp decennale e il pari scadenza tedesco si è attestato a 70 punti base, in aumento di 5 centesimi rispetto a venerdì.
Questa mattina, 23 dicembre, avvio debole per le Borse europee, con un progresso medio di circa +0,2% alle 11.00 CET, nell’ultima seduta a pieno regime della settimana natalizia. I mercati restano in attesa della pubblicazione di una serie di indicatori macroeconomici statunitensi, ritardati dallo shutdown governativo tra ottobre e inizio novembre, a partire dalla seconda stima del Pil USA del terzo trimestre e dai dati sulla spesa per consumi.
Sul fronte macro europeo, a novembre in Europa Occidentale (UE più EFTA e Regno Unito) sono state immatricolate 1.079.600 auto, con un aumento del 2,4% su base annua, ma con un calo del 10,9% rispetto ai livelli pre-crisi di novembre 2019. In crescita la quota delle auto elettriche, salita al 23,5% contro il 17,5% di novembre 2024.
Prosegue intanto la corsa dei metalli preziosi: l’oro spot scambia a 4.483 dollari l’oncia, in rialzo dello 0,9%. Nuovi massimi anche per l’argento, con il contratto spot arrivato a 70 dollari (ora +0,45% a 69,3615 dollari) e il future a 70,150 dollari (ora +1,27% a 69,445 dollari).
In calo il Bitcoin, che si allontana dalla soglia dei 90.000 dollari toccata alla vigilia, scendendo dell’1,2% a 87.531 dollari.
Infine, mercati asiatici in generale in progresso nella seduta di oggi, martedì 23 dicembre 2025, con Australia e Giappone a guidare i rialzi: S&P/ASX 200 +1,10%, Nikkei 225 +0,11%, KOSPI +0,45%, Hang Seng +0,22%, CSI 300 +0,09%, FTSE Singapore Straits Times +0,14%.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.12.2025La BCE lascia i tassi invariati, ma migliora le attese sul 2026.
Scende l’inflazione al consumo negli Usa a novembre: attendere conferme.
Non si placa la dimanda di metalli preziosi, sale quella sugli industriali.
Bank of Japan alza i tassi di 25 bps, come ampiamente atteso.
Le Borse europee hanno chiuso la seduta di ieri in territorio positivo, sostenute dalla decisione della BCE di lasciare invariati i tassi di interesse e, soprattutto, dal miglioramento delle stime di crescita dell’area euro fino al 2027.
Un segnale accolto con favore dai mercati, che hanno letto nelle nuove proiezioni di Francoforte una maggiore fiducia nella tenuta del ciclo economico, trainato in particolare dalla domanda interna.
Nel dettaglio, la Banca centrale europea ha rivisto al rialzo la crescita del PIL dell’Eurozona per il 2025 all’1,4%, dall’1,2% stimato tre mesi fa. Migliorano anche le prospettive per il 2026, ora viste all’1,2% dall’1%, e per il 2027, portate all’1,4% dall’1,3%.
Secondo la BCE, l’economia dovrebbe mostrare una dinamica più solida rispetto alle proiezioni di settembre, grazie al contributo della domanda interna.
La reazione dei listini è stata coerente: Parigi +0,80%, Francoforte +0,99%, Milano +0,83%, Madrid +1,13%, mentre Londra ha segnato un progresso più contenuto, +0,65%, penalizzata dalla decisione della Bank of England di tagliare i tassi di 25 punti base, portandoli dal 4% al 3,75%.
La mossa, ampiamente attesa, è stata motivata dal rallentamento dell’inflazione britannica al 3,2% a novembre, dato migliore delle attese e in linea con il recente orientamento più accomodante della Federal Reserve.
Politica monetaria invariata invece in Norvegia, dove la banca centrale ha lasciato i tassi fermi al 4%. Il governatore Ida Wolden Bache ha chiarito che le riduzioni arriveranno nel corso del prossimo anno, ma senza fretta, segnalando un approccio prudente.
Anche Wall Street ha chiuso in rialzo, beneficiando di un dato sull’inflazione americana inferiore alle stime. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,14%, l’S&P 500 lo 0,79%, mentre il Nasdaq ha messo a segno un robusto +1,38%.
L’inflazione annua negli Stati Uniti è scesa al 2,7% a novembre 2025, minimo da luglio, sotto il 3,1% atteso dal mercato e in calo rispetto al 3% di settembre. Ancora più rilevante il dato core, al 2,6%, contro il 3,0% previsto.
Gli economisti invitano tuttavia alla cautela, ricordando che i dati restano parzialmente influenzati dallo shutdown. Se il rallentamento dell’inflazione dovesse consolidarsi, si aprirebbe comunque lo spazio per ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed.
Tra i singoli titoli, spicca il balzo di Trump Media & Technology Group, che ha guadagnato il +33% dopo l’annuncio dell’accordo con TAE Technologies, società attiva nella fusione nucleare e sostenuta da Alphabet, in un’operazione valutata oltre 6 miliardi di dollari.
La nuova entità, partecipata in modo pressoché paritario, punta a costruire grandi centrali elettriche per sostenere la crescente domanda energetica legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’operazione, attesa in chiusura a metà 2026, valuta ogni azione TAE 53,89 dollari.
Il rimbalzo di Wall Street, con il Nasdaq a +1,4%, ha sostenuto questa mattina i mercati dell’Asia-Pacifico, tutti positivi.
In Giappone, il Nikkei sale dell’1,2%, trainato dal settore tecnologico, con Softbank a +6%. La Bank of Japan ha alzato i tassi allo 0,75%, proseguendo il percorso avviato nel marzo 2024 con l’uscita dai tassi negativi, sebbene la mossa rischi di frenare un’economia già fragile.
Positivi anche Hang Seng +0,7%, CSI 300 +0,5%, Taiex +0,7%. Resta sotto i riflettori TikTok, che ha firmato l’accordo per la vendita delle attività negli Stati Uniti: Oracle, Silver Lake e MGX deterranno complessivamente il 45%.
A Seoul, il Kospi +1%, mentre il deprezzamento del won ha spinto la banca centrale a convocare una riunione straordinaria. In India, il BSE Sensex +0,7%, con il terzo recupero consecutivo della rupia.
Sul fronte europeo, il 2025 si conferma un anno molto favorevole per Piazza Affari: il Ftse Mib +29,50%, cui si aggiunge un rendimento da dividendi di circa +4,0%, è il secondo miglior indice europeo dopo l’Ibex spagnolo +47%.
Il Dax tedesco viaggia intorno al +20%, mentre il Cac 40 resta più indietro, penalizzato dalla volatilità del settore lusso.
Tra le materie prime, il Brent a 59,60 dollari/barile torna vicino alla soglia dei 60 dollari, avviandosi a chiudere il 2025 con una perdita di circa -20% in dollari e -30% in euro, peggio solo nel 2014 (-41%) e nel 2008 (-49%).
Oro a 4.330 dollari/oncia e argento a 65,9 dollari/oncia restano vicini ai massimi. Goldman Sachs stima un oro a 4.900 dollari/oncia entro dicembre 2026 (+14%) e mantiene una raccomandazione long.
Infine, Bitcoin a 86.800 dollari rimbalza di circa +1,0%, ma resta sotto la soglia dei 90.000 dollari.
Sul mercato obbligazionario, il Treasury Usa decennale al 4,13% reagisce poco al dato sull’inflazione, mentre in Eurozona il Btp decennale è stabile al 3,53%, con spread a 69 pb, segno di una BCE percepita prudente e prevedibile.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WT - Tactical Daily Update - 18.12.2025Negli Usa cresce l’attesa per il nuovo Chairman FED e le mosse sui tassi.
Oggi il verdetto sui tassi di BCE e BoE: probabile taglio da 25 bps in UK.
Metalli preziosi e industriali in ascesa: pronti a chiudere un 2025 da record.
Intelligenza artificiale: è il momento delle alleanze sugli investimenti.
La seduta del 17 dicembre si è chiusa con un andamento contrastato per le Borse europee, in un contesto dominato dai nuovi dati macroeconomici statunitensi, dal riemergere dei timori sulla tenuta dell’economia USA e, soprattutto, dall’attesa per le future scelte di politica monetaria, che potrebbero essere affidate a breve a un nuovo Chairman della Federal Reserve.
Sul fronte obbligazionario americano, i rendimenti dei Treasury hanno mostrato un lieve arretramento, con il decennale al 4,14% dal 4,16%.
A catalizzare l’attenzione dei mercati sono state le dichiarazioni notturne del presidente Donald Trump, secondo cui il prossimo presidente della Fed sarà una figura favorevole a un taglio “significativo” dei tassi. La decisione sul successore di Powell è attesa a breve e rappresenta un potenziale elemento di discontinuità per le aspettative di policy.
In questo quadro, Piazza Affari ha rallentato nel finale, chiudendo con un progresso contenuto del +0,25%. Segno meno invece per Parigi (-0,25%) e Francoforte (-0,5%), mentre Londra ha sovraperformato, con un rialzo vicino all’1%, beneficiando del rallentamento dell’inflazione che rafforza le attese di un taglio dei tassi nel meeting della Bank of England del 18 dicembre.
Negli Stati Uniti, la debolezza del mercato del lavoro, emersa dai dati più recenti, sta consolidando le argomentazioni a favore di un doppio taglio dei tassi nel 2026 da parte della Fed.
Una visione condivisa dal governatore Christopher Waller, che ha ribadito la necessità di ulteriori riduzioni, pur sottolineando che «non c’è fretta». Ulteriori indicazioni sono attese dal dato sull’inflazione USA di novembre, in pubblicazione nel pomeriggio del 18 dicembre.
Sul fronte europeo, l’attenzione resta puntata sulla BCE, da cui sono attesi tassi invariati. Il verdetto arriverà sempre il 18 dicembre, insieme all’aggiornamento delle previsioni di crescita dell’Eurozona, elemento chiave per calibrare le aspettative di politica monetaria nel 2025.
In parallelo, si sono intensificate le tensioni sul fronte delle alleanze e dei mega-investimenti nell’intelligenza artificiale.
Amazon sarebbe in trattativa con OpenAI per un investimento superiore ai 10 miliardi di dollari, mentre Oracle ha accusato un forte ribasso dopo la notizia che Blue Owl Capital non sosterrà più il finanziamento del data center da 10 miliardi di dollari in Michigan.
Sul mercato dei cambi, l’euro si muove sopra quota 1,17 dollari, mentre lo yen resta stabile in attesa delle decisioni della Banca centrale giapponese. Proprio le mosse delle banche centrali continuano a influenzare anche il comparto delle criptovalute, con il bitcoin oggi in rialzo.
I riflettori restano puntati anche sul petrolio, temporaneamente sotto pressione per le tensioni in Venezuela, dopo che l’amministrazione Trump ha introdotto un blocco «totale e completo» per tutte le petroliere sanzionate in entrata e uscita dal Paese. L’instabilità in Sud America e le tensioni in Europa alimentano al contempo gli acquisti su oro e argento.
Sul mercato dei titoli di Stato italiani, lo spread BTp-Bund si muove ancora vicino ai minimi dal 2009: il differenziale tra il BTp decennale (scadenza 1 ottobre 2035) e il Bund è stabile a 67 punti base, rispetto ai 66 della seduta precedente. Il rendimento del decennale ha chiuso al 3,54% dal 3,51%, dopo aver toccato nel 2025 un minimo a 3,34% in ottobre.
In Asia-Pacifico, la mattina del 18 dicembre vede mercati deboli dopo il quarto ribasso consecutivo dello S&P500. I future sul Nasdaq sono però in recupero (+0,3%) grazie alle indicazioni di Micron, il cui titolo è salito dell’8% nell’after hours dopo previsioni ottimistiche sul trimestre in corso.
Il Nikkei cede -0,8%, con il mercato che sconta un possibile aumento dei tassi allo 0,75%. Hang Seng e CSI300 perdono -0,4%, mentre il BSE Sensex indiano chiude stabile, con la rupia in rialzo dello 0,3% contro euro e dollaro. Il Kospi arretra -1,4%, con il won sui minimi degli ultimi otto mesi.
Infine, i metalli preziosi restano sotto i riflettori: oro a 4.330 USD/oncia e argento a 66,1 USD, entrambi vicinissimi ai massimi storici. Da inizio anno l’oro guadagna +65% e l’argento +130%, avviandosi a segnare il miglior anno dal 1979, sostenuti da incertezze macro, dollaro debole e tensioni geopolitiche.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 17.12.2025 Azionario USA ancora incerto, ma indici comunque i vicino ai massimi.
Vigilia riunioni di ECB e BoE: taglio da 25 bps previsto solo nel Regno Unito.
Oro e soprattutto argento ancora in ascesa: rischio di bolla?
Unione Europea lavora verso revisione «ban» auto non elettriche dal 2025.
Dopo i rialzi della vigilia, le Borse europee aprono la seduta sottotono, con gli investitori che tornano a muoversi con prudenza in attesa del dato Usa sul mercato del lavoro di ottobre, pubblicato con forte ritardo a causa dello shutdown. A riaccendere le cautele contribuisce anche il rinnovato dibattito sulle valutazioni delle società legate all’intelligenza artificiale, tema sempre più sensibile per il mercato.
Sul fronte delle commodity, i timori sulla crescita globale continuano a pesare sul petrolio, che resta vicino ai minimi dal 2021, complice anche l’ipotesi di un possibile cessate il fuoco in Ucraina. L’oro, dopo cinque sedute consecutive di rialzi, corregge leggermente, mentre il Bitcoin rimane poco mosso, segnalando una fase di attesa.
Il mercato del lavoro Usa, apparso debole, non modifica in modo sostanziale le aspettative sui prossimi tagli dei tassi Fed, ma contribuisce a una giornata nervosa sui mercati azionari. Le Borse europee, già appesantite dalle vendite su petroliferi e difesa – penalizzati dall’eventualità di un accordo sull’Ucraina – chiudono tutte in rosso dopo una seduta volatile. Milano prova a lungo a restare sulla parità, ma cede nel finale seguendo Wall Street: Ftse Mib -0,3%, pur mantenendosi sopra i 44.000 punti (chiusura a -0,18%).
Da Bruxelles arriva intanto una novità rilevante per il settore auto. L’Unione Europea rivede il divieto totale dei motori a combustione interna: dal 2035 non sarà più richiesto l’azzeramento delle emissioni, ma una riduzione del 90%, lasciando spazio anche a ibridi plug-in, veicoli con range extender e tecnologie non full electric. Il restante 10% dovrà essere compensato attraverso acciaio a basse emissioni o carburanti sostenibili come e-fuel e biofuel avanzati.
Sul fronte macro Usa, segnali ancora deboli. L’indice dei servizi della Fed di New York sale a -20 a dicembre da -21,7 di novembre, confermando però una contrazione significativa dell’attività. Nel frattempo, l’oro supera i 4.325 dollari l’oncia, massimo da ottobre, sostenuto dalla domanda di beni rifugio. Il ritardo del report sull’occupazione rafforza i segnali di raffreddamento del mercato del lavoro: disoccupazione al 4,6%, livello più alto dal 2021, e crescita dei salari al ritmo più debole degli ultimi due anni, elementi che rafforzano l’approccio accomodante della Fed.
Oggi, 17 dicembre, i mercati dell’Asia-Pacifico sono in rialzo dopo la chiusura contrastata di Wall Street, mentre i future europei sono poco mossi. Hang Seng +1%, CSI 300 +2,2%, Taiwan invariata. Lo yuan tocca i massimi degli ultimi 18 mesi sul dollaro. Resta sotto osservazione il mattone cinese: China Vanke ha presentato una proposta rivista di proroga delle obbligazioni nel tentativo di evitare il default.
A Tokyo, Nikkei +0,3%. Alla vigilia della decisione della banca centrale, il rendimento del bond decennale giapponese sale al 1,97%, nuovo massimo di lungo periodo. Le esportazioni verso gli Usa tornano a crescere per la prima volta dall’annuncio dei dazi di Trump a inizio aprile. In Corea del Sud, Kospi +1,4%, con nuove regole anti-speculazione: per operare su prodotti ad alta leva servirà un video formativo di un’ora, che diventano tre ore per i derivati complessi. A Mumbai, Sensex -0,1%, mentre la rupia (+0,8%) segna il miglior rialzo degli ultimi sette mesi grazie agli interventi della banca centrale.
Sul fronte energetico, il Brent rimbalza di circa +1,2% dopo il -2,7% di martedì, che lo aveva spinto sui minimi da cinque anni. Da inizio anno il greggio perde -20%, peggio solo nel 2020. Il rimbalzo è legato al blocco deciso da Trump delle petroliere sanzionate verso il Venezuela, mentre il calo precedente era stato favorito dai progressi nei colloqui tra Russia e Ucraina.
Metalli preziosi ancora in evidenza: oro +0,7%, vicino al record di 4.381 dollari, e argento +4%, su un nuovo massimo storico a 66,50 dollari. Il rally è sostenuto da incertezze macro e geopolitiche, ma sull’argento emerge anche una forte componente speculativa dopo un anno a +129%. Attenzione al FOMO: in assenza di nuovi catalyst, resta sensato alleggerire l’oro nell’area 4.000–4.400 dollari.
Sul fronte obbligazionario Usa, Treasury in lieve calo: decennale al 4,16%, biennale al 3,48%. La Fed guarda con cautela ai dati distorti dallo shutdown; servirà attendere il nuovo report di inizio gennaio. Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un taglio a gennaio resta contenuta, intorno al 24%.
Infine, attesa per la BCE, che giovedì dovrebbe lasciare i tassi invariati al 2%. In arrivo le nuove proiezioni: possibile revisione al rialzo della crescita, inflazione vista stabile. Il messaggio atteso è di tassi fermi ancora a lungo, dopo il recente cambio di aspettative del mercato. In Italia, Btp decennale al 3,54%, spread a 69 punti base.
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Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 16.12.2025Azionario USA incerto, ma attorno ai massimi storici. Meglio l’Europa.
La BCE non taglierà i tassi, lo farà probabilmente la Bank of England.
Tregua più vicina tra Russia e Ucraina, dice Trump: il Mondo spera.
Petrolio in crisi infinita. Ai minimi da 4 anni. Bene i metalli industriali.
La prima seduta della settimana, lunedì 15, ha posto le basi per la volata finale di un 2025 che continua a sorridere ai mercati azionari europei. Da inizio anno al 15 dicembre, Piazza Affari segna un progresso del +29%, fotografia di un contesto che, almeno sul fronte continentale, resta favorevole al rischio.
I listini del Vecchio Continente hanno archiviato la giornata quasi tutti in deciso rialzo, riuscendo a dribblare sia i segnali di rallentamento dell’economia cinese sia i dubbi sulla tenuta del tema dell’Intelligenza Artificiale. Al centro degli acquisti, in modo trasversale, le azioni bancarie, sostenuti dalle scommesse su un prossimo allentamento della politica monetaria statunitense.
Sul fronte geopolitico, il mercato guarda con attenzione ai possibili segnali di distensione tra Russia e Ucraina. Dopo due giorni di intensi colloqui a Berlino, l’iniziativa politica europea ha favorito un riavvicinamento tra Stati Uniti e Ucraina. La possibilità di una tregua viene ora definita “reale” e, secondo Friedrich Merz, “non è mai stata così grande come adesso”, con l’auspicio di un cessate il fuoco prima di Natale.
Anche Volodymyr Zelensky ha parlato di incontri “molto produttivi”, riconoscendo progressi sulle garanzie di sicurezza per Kiev, mentre resta apertissima la questione territoriale, in particolare il nodo del Donbass.
In serata è arrivato anche il commento di Donald Trump, secondo cui un accordo per porre fine al conflitto sarebbe più vicino che mai, dopo i colloqui tenuti a Berlino dagli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.
Passando al fronte macroeconomico, l’attenzione si sposta a oggi pomeriggio, per la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense relativi a ottobre e novembre, ritardati dallo shutdown amministrativo.
Il report del Dipartimento del Lavoro unirà in un’unica uscita i dati delle nuove buste paga di due mesi: il mercato attende circa 35 mila nuovi posti a novembre e un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%.
Tra mercoledì e giovedì sono attesi anche i dati sull’inflazione di novembre e sulle vendite al dettaglio di ottobre. I prezzi al consumo sono stimati in crescita +3,2% sia nella componente headline sia in quella core, mentre le vendite al dettaglio dovrebbero salire +0,2%, lo stesso ritmo di settembre e il più lento da maggio.
Peraltro, i dati in arrivo non dovrebbe fornire un vantaggio decisivo né ai falchi né alle colombe all’interno della Federal Reserve. Chi sostiene lo status-quo continua a puntare sull’insufficienza e sulla disomogeneità degli ultimi indicatori, mentre chi spinge per ulteriori allentamenti richiama l’indebolimento del mercato del lavoro.
Bloomberg Intelligence ritiene che questi dati “ridurranno la resistenza dei falchi al taglio dei tassi”, con un’inflazione attesa in calo e salari deboli nella prima metà del 2026. La previsione è che la Fed possa tagliare i tassi di soli 25 punti base nel prossimo anno.
Il recente taglio dei tassi ha messo in evidenza profonde divisioni all’interno della banca centrale, tra chi privilegia il rallentamento del mercato del lavoro e chi resta concentrato su un’inflazione ancora ostinata
L’attenzione resta alta anche sul cosiddetto “toto-Fed”, con il mandato di Jerome Powell in scadenza a maggio. Sul fronte delle altre banche centrali, giovedì 18 sono attese le decisioni di BCE e BoE: per Francoforte il consenso è su tassi invariati, mentre Londra potrebbe procedere a un taglio.
Nel frattempo, Wall Street ha chiuso in lieve calo: Dow Jones -0,09%, Nasdaq -0,59%, S&P500 -0,16%.
Sul mercato obbligazionario europeo, lo spread BTp-Bund si è leggermente ridotto a 68 punti base, dai 69 della seduta precedente, con il rendimento del BTp decennale in calo al 3,53%.
In Asia, la seduta di oggi, martedì 16 dicembre chiude in calo. L’indice MSCI Asia Pacific cede -1,3%, l’Hang Seng di Hong Kong scende quasi -2%, avvicinandosi alla correzione tecnica dopo una perdita di oltre -10% dai massimi recenti.
Debole anche il CSI300 (-1,4%) e il Nikkei giapponese (-1,2%), penalizzato dai titoli tech.
In Corea, Kospi -1,6%, con il fondo pensione nazionale pronto a rafforzare il proprio ruolo nella stabilizzazione dello won, estendendo fino a fine 2026 lo swap in valuta estera da 65 miliardi di dollari con la banca centrale.
Tra le commodity, il petrolio WTI scivola ancora verso 56 dollari/barile, minimo degli ultimi quattro anni, trascinando al ribasso l’Indice Bloomberg Commodity, a 108,2 USD, per la terza seduta consecutiva. Al contrario, resta forte il comparto dei preziosi: oro a 4.288 USD/oncia e argento a 62,5 USD/oncia, sostenuti da flussi positivi per i relativi ETF, acquisti delle banche centrali e timori sulla futura “indipendenza” della Fed.
Il dollaro resta debole per la terza settimana consecutiva, con euro/dollaro intorno a 1,175.
Si rafforza lo yen in vista di un probabile rialzo dei tassi di 25 bps da parte della BoJ: 182,5 yen per euro e 155,26 per dollaro.mentre Bitcoin staziona sui 85.600 USD, oltre il 30% sotto i massimi di metà ottobre.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.






















